L’azione è la soluzione

Spesso, i nostri pensieri sono rivolti, con rimpianto, al passato che non abbiamo vissuto; altrettanto spesso, pensiamo alle scelte fatte, con rimorso per gli errori che abbiamo fatto.
Siamo focalizzati su ciò che avremmo dovuto fare di più e ciò che avremmo dovuto fare di meno; il tutto accompagnato da autocritica spietata e distruttiva.
Molte volte, invece, i pensieri si attorcigliano intorno a ‘ciò che potrebbe essere’, domani, fra una settimana, fra un anno, chissà quando…
Allora, il suggerimento di oggi e per un’intera vita, in direzione della meraviglia, è:
UTILIZZA RIMORSI E RIMPIANTI DEL PASSATO COME LEZIONE PER AGIRE ORA E PER CREARE IL FUTURO CHE DESIDERI.
Metti il timer al ruminare su ciò che è stato e quindi agisci …
Metti il timer al rimuginare su ciò che potrebbe essere e quindi agisci …
Inizia ad agire ordinando ‘Alice nel paese delle miserie’, direttamente in libreria oppure on line.
L’azione è la soluzione.
A volte ti porta ad ottenere ciò che vuoi…
Altre volte ti porta a capire gli errori per andare avanti…
Altre ancora ti insegna a cambiare mete e strategie…
Altre ancora, infine, resta l’azione di accettare. Accettare ciò che non puoi cambiare. Accettare ciò che non dipende da te. Accettare i limiti della tua impotenza e continuare a cercare la tua strada, a crearla, ad inventarla, fondata su nuovi scopi per te importanti, anche se ad alcuni hai dovuto rinunciare.

Cosa effettivamente ti può essere utile

I nostri comportamenti sono finalizzati alla soddisfazione di bisogni. I nostri pensieri guidano le nostre azioni per realizzare i nostri scopi. Soddisfare bisogni o realizzare scopi significa sostanzialmente come affrontiamo le nostre frustrazioni per trasformarle in soddisfazioni.
La domanda che ci può guidare è: come posso affrontare lo scarto tra reale e ideale? Come posso avvicinare ciò che è a ciò che vorrei che fosse? Si tratta di comprendere la differenza tra il proprio desiderio o bisogno e la realtà e cercare di ridurla. Si tratta di definire in modo consapevole i propri obiettivi in ambito personale (regolare peso e forma fisica ad esempio), in ambito affettivo e interpersonale (ad esempio, nel rapporto con partner, figli, genitori, amici, ecc ), in ambito lavorativo (coi capi, coi collaboratori, ecc.).
Un’ulteriore utile domanda è: quali pensieri e quali comportamenti  sono per me effettivamente utili a ridurre la differenza tra ciò che vorrei e ciò che ho?
Basta domande. Comincia a rispondere: cosa devi fare per ridurre lo scarto frustrante e deludente… Cosa stai facendo di veramente utile per trasformare l’insoddisfazione in soddisfazione.
Nota cosa pensi e cosa fai…
Nota cosa ti porta a risultati per te positivi e cosa ti lascia, invece, frustrato e deluso…
Nota… Rifletti… Agisci di conseguenza…
Se proprio non ti è chiaro questo procedimento di consapevolezza e cambiamento personale, fatti aiutare da ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Storia e attualità: la mappa delle tue aspettative

Quello che facciamo oggi è stato formato dalla nostra storia di vita. Ciò che abbiamo incontrato ha modellato le nostre aspettative su ciò che incontreremo. Le nostre aspettative, più o meno consapevoli, orientano il nostro comportamento.
Cosa succedeva allora, a casa e fuori casa, da bambino e un po’ più grande, quando eri fragile e bisognoso e cercavi aiuto, vicinanza, rassicurazione e conforto?Cosa desideravi? Cosa hai incontrato e ricevuto? Cosa hai imparato? Quali sono le tue aspettative oggi quando ti senti impaurito o triste o solo o vulnerabile?
Cosa succedeva allora, a casa e fuori casa, da bambino e un po’ più grande, quando cercavi riconoscimento del tuo valore e apprezzamento? Cosa desideravi? Cosa hai incontrato e ricevuto? Cosa hai imparato? Quali sono le tue aspettative oggi quando cerchi di essere stimato e apprezzato?
Cosa succedeva allora, a casa e fuori casa, da bambino e un po’ più grande, quando prendevi l’iniziativa per fare cose nuove e creative, con curiosità e voglia di conoscere, guidato dal tuo desiderio di esplorazione e autonomia? Cosa desideravi? Cosa hai incontrato e ricevuto? Cosa hai imparato? Quali sono le tue aspettative oggi quando hai voglia di fare qualcosa che senti importante e vitalizzante per te?
Cosa succedeva allora, a casa e fuori casa, da bambino e un po’ più grande, quando cercavi legami, di essere incluso ed essere parte di relazioni e gruppi? Cosa desideravi? Cosa hai incontrato e ricevuto? Cosa hai imparato? Quali sono le tue aspettative oggi quando senti il desiderio di stare in relazioni sentimentali e amicali o anche sul lavoro?
Le risposte che hai incontrato, ripetutamente, hanno creato la mappa delle tue aspettative verso gli altri, più o meno consapevoli, che oggi guidano i tuoi comportamenti quando sorge in te un desiderio o un bisogno di vicinanza e cura, apprezzamento e stima, supporto e incoraggiamento, appartenenza e inclusione.
L’attualità ti porta nella storia, l’esplorazione della tua storia ti permette di comprendere meglio cosa succede oggi, come cerchi la soddisfazione dei tuoi bisogni e desideri, come affronti le frustrazioni e le delusioni che inevitabilmente incontri. Far dialogare attualità e storia è fondamentale per la tua crescita personale, come scoprirai ancora meglio leggendo ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Viaggi

Il viaggio dell’eroe è una metafora di tanti viaggi della vita. L’eroe è ciascuno di noi che cerca di trovare un senso e una direzione alla propria vita, un significato e un valore.
Alcuni viaggi sono fondamentali per ciascuno di noi. Prima o poi dobbiamo intraprendere ognuno di questi viaggi. Ciascuno di noi ne compirà prima uno poi un altro, ognuno a suo modo. Tutti intrecciati tra loro.
Il viaggio verso la paura. È il viaggio attraverso il coraggio e verso il cambiamento.
Il viaggio dell’azione. Creare la propria vita avviene attraverso azioni concrete.
Il viaggio di cura della ferita. Prima o poi un viaggio all’indietro nel nostro passato così come ce lo portiamo dentro col suo dolore.
Il viaggio nel buio dentro di sé, nell’Ombra. Oltre le maschere che indossiamo solitamente nella vita quotidiana. È il contatto con le parti più autentiche di noi, quelle sconvenienti, quelle che non ci permettiamo solitamente di esprimere.
Il viaggio della consapevolezza. Conoscenza di sé: sensazioni, emozioni, pensieri, credenze, convinzioni, valori, storia di vita, progetti, spiritualità e tutto ciò che si può conoscere esplorando il proprio interno e il modo in cui interagiamo con gli altri e compiamo scelte.
Il viaggio della responsabilità. Diventare adulti capaci di fare scelte di cui assumersi il carico delle conseguenze.
Il viaggio dell’accettazione (della morte). L’accettazione è il potere fondamentale di non farsi annientare dalla propria impotenza. È la capacità di trovare nuova linfa vitale quando molte cose sono spente, finite, perdute.
Il viaggio dell’amore. Della felicità. Della fiducia e dell’accettazione incondizionata. Per sentirsi amati, amabili e di valore semplicemente in quanto esseri umani, esistenti.
Probabilmente sono anche altri i viaggi che possiamo e dobbiamo compiere. Ti viene in mente qualcos’altro? Per ora non mi resta che ricordarti il viaggio di ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Strategie per pensieri meravigliosi

Ad un certo punto della psicoterapia, la persona si rende conto che buona parte della sua sofferenza, più che essere legata a ‘fatti avversi’ e ‘persone cattive’, è fortemente influenzata dai pensieri che girano nella propria testa. Una parte del lavoro terapeutico, allora, è proprio conoscere, per modificare, il modo in cui i pensieri sono responsabili delle emozioni dolorose e dei comportamenti problematici. Anche perché non sempre o quasi mai è facile cambiare le circostanze esterne che attivano i problemi: quanto è facile cambiare le persone che si frequentano? Quanto è possibile cambiare i propri familiari? Quanto è agevole cambiare lavoro o quartiere o città? Comunque, anche fosse possibile e/o più o meno a portata di mano, è fondamentale riconoscere che è nostra la responsabilità del cambiamento, in prima persona, con azioni diverse. Allora, è più probabile riuscire a cambiare qualcosa intervenendo sui nostri pensieri, aspettative, credenze, convinzioni.
Due modi fondamentali possono essere usati:
1. modificare il CONTENUTO, sviluppando pensieri alternativi rispetto alle situazioni problematiche, per vederle ‘da un altro punto di vista’;
2. modificare la FORMA, correggendo le distorsioni del pensiero.
Ecco alcuni esempi.
Il fatto che la tua partner sia in ritardo all’appuntamento ti porta a pensare che non ci tenga a te; ti senti triste, ti incupisci, quando arriva sei chiuso ad ogni sua spiegazione. È proprio così? È necessariamente così?
Il fatto che oggi ti abbiano bocciato ti porta a pensare che non riuscirai a laurearti; distorsioni: generalizzazione, pensiero tutto o niente, catastrofismo. È necessariamente così? Hai questa capacità di prevedere il futuro?
Il fatto che il collega abbia ottenuto una promozione e tu no, ti porta a pensare che lui sia un raccomandato e tu uno sfigato oppure che lui sia più capace di te e tu sia un fallito o anche che questa volta è toccato a lui, ma tu puoi sempre migliorarti e provare ancora ad ottenere un avanzamento. Come vedi “non sono i fatti a farci soffrire, ma la nostra interpretazione dei fatti” (Epitteto). Abbiamo sempre la possibilità di pensare in modi alternativi a ciò che ci si presenta davanti. Non sempre è facile, ma è comunque possibile e spesso fa un’enorme differenza nella qualità delle nostre esperienze ed emozioni.
Quasi sempre, nel fare questo lavoro di esplorazione e cambiamento di alcuni dei nostri pensieri, diventa utile, opportuno o necessario andare alle ORIGINI del nostro modo di pensare, cercando nelle esperienze della nostra infanzia e della nostra adolescenza. Quando abbiamo imparato ad avere certi pensieri? Dove? Con chi? A cosa ci è servito? Non sempre è facile rispondere a queste domande, forse a qualcuna sì, ad altre no, per altre ci vuole tempo e pazienza. E questo è un altro pezzo fondamentale del lavoro terapeutico.
Infine, ma di primaria importanza, un’altra strategia che possiamo adottare coi nostri pensieri è quella di considerarli per quello che sono… Sono solo pensieri… Ad esempio, quando penso che sono un fallito o uno stupido o malato o che gli altri mi vogliono fregare o che le persone sono menefreghiste o che il mondo è ingiusto o altri pensieri ‘negativi e dolorosi’, posso ‘PRENDERE LA GIUSTA DISTANZA’ da quei pensieri… Sono solo pensieri… Forse esprimono una verità, forse no… Un po’ ci credo e posso anche non crederci e soprattutto posso anche ignorarli… Posso comunque considerarli per quello che sono: pensieri, parole, voci nella mia testa… E continuare comunque ad impegnarmi con determinazione e azioni specifiche a cercare di costruire la vita che voglio, fondata sui miei valori. Quando ci riesco e raggiungo obiettivi importanti ne gioisco e ne godo. Quando, invece, vivo insuccesso, frustrazione e delusione, cerco di capire come impegnarmi al meglio per tentare e ritentare, fino a quando troverò nuovi obiettivi raggiunti e situazioni e limiti da accettare.
‘Alice nel paese delle miserie’ è il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line; leggendolo e applicandolo capirai come e quando usare queste strategie in direzione del tuo benessere e della vita di valore che vuoi.

Titolare e panchinaro

Chiunque ami lo sport, di squadra in particolare, chiunque lo abbia praticato, almeno un po’, conosce la differenza tra stare dentro e stare in panchina, ovunque essa sia, su un campo verde o a bordo piscina, su un parquet o chissà in quale altro posto.
Quando sei dentro… Capisci profondamente l’unità mentecorpo che ci caratterizza in quanto esseri umani. Sei acqua dentro ad un bollitore acceso. Sei patata immersa nell’olio che frigge. Sei foglia al vento e roccia inespugnabile. Sei metronomo che detta il tempo del mondo e filtro che mette ordine al senso della vita.
Dalla panchina invece… La devi sentire attraverso gli altri. E te la devi immaginare fino a quando l’altro che entra sei tu e toccherà anche a te vibrare come un violino in un’orchestra. O chissà aspettare una prossima occasione: questa è mancata, tra frustrazione e delusione e anche incitamento ai compagni come il boss della curva.
Probabilmente un po’ tutti siamo stati titolari, pedine importanti per il gioco di squadra e per raggiungere gli obiettivi del gruppo. Mi ricordo una volta il mister, giocavamo coi più forti del campionato, ci indicò diversi obiettivi sequenziali; primo obiettivo: non prendere gol per i primi dodici minuti. Raggiunto. Secondo obiettivo: arrivare indenni al riposo. Raggiunto. E poi così fino alla partita. Una delle più memorabili mai giocate.
E molto probabilmente ci è anche capitato che qualcuno abbia scelto di lasciarci in panchina. Fuori forma. Pochi allenamenti. Gli altri più pronti. O semplicemente e sostanzialmente più capaci. Anche questo esiste nella vita. Nella vita dello sport. E nello sport della vita. Magari in attesa di dare il nostro contributo alla causa collettiva e vivere anche il nostro sogno individuale, personale, profondamente intimo e anche condiviso con entusiasmo.
Ma soprattutto, fuor di metafora, noi siamo, nella nostra vita, il coach e il giocatore, il maestro e l’allievo, chi dirige e chi esegue. Scegliamo comunque. Scegliamo. Scegliamo. Scegliamo. Comunque.
Pensa ad uno o più ambiti della tua vita. Famiglia. Amici. Scuola. Lavoro. Relazioni. Tempo libero. Oggi. O nella tua storia di vita.
Titolare? Quando. Dove. Come e perché. Panchinaro? Quando. Dove. Come. Perché.
Quale consapevolezza?
Quale insegnamento?
Quali scelte da ora in avanti?
È il tuo lavoro di crescita personale, trasformazione e cura di te. È il tuo lavoro. La tua consapevolezza. La tua responsabilità. Le tue scelte. Al limite, giunti a questo punto, io ti posso solo suggerire una scelta: leggere ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line. Il resto spetta a te…

Quel fattaccio brutto di ‘via della consapevolezza’

Quando incontri un fatto, non ci puoi fare niente, quello è! Quando incontri una persona, non ci puoi fare niente, quella è! Quando incontri una tua reazione, al fatto o alla persona, ci puoi fare molto. E questo è tanto!
Tu puoi reagire impulsivamente oppure riflettere il giusto prima di agire. Ciò che è fondamentale è che esplorando e conoscendo il tuo mondo interiore (pensieri, emozioni, tendenze a reagire, sensazioni viscerali, immagini che salgono, ricordi che affiorano, ecc.) puoi governare al meglio, in modo consapevole, il tuo comportamento esteriore, le tue scelte, le tue relazioni interpersonali. Questa è l’essenza del lavoro personale su di sé, questo puoi imparare da ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.
Ti suggerisco un esercizio. Per migliorare la comprensione di te al servizio delle tue scelte consapevoli e soddisfacenti.
Descrivi il fatto: cosa è successo, chi era coinvolto, dove, quando e come è avvenuto il tutto.
Descrivi te stesso rispetto al fatto: cosa hai provato e pensato, come ti sei sentito, cosa hai fatto.
E perché: quali erano i tuoi bisogni, se soddisfatti o se frustrati, e quanto!
Rifletti sulla tua reazione: come te la spieghi, perché non te la spieghi, cosa hai compreso, cosa non hai capito ancora.
Non ti posso garantire felicità e benessere da questo esercizio, ma, certamente, se lo fai e lo rifai, potrai trovare vie utili in quella direzione.

Prima di arrivare in terapia

Prima di arrivare a chiedere un aiuto psicoterapeutico, potrebbe essere utile cercare di fare chiarezza su alcuni aspetti della tua situazione attuale.
Che tipo di sofferenza stai vivendo: sintomi e problemi.
Come hai cercato di affrontare finora il tuo malessere, prima di sentire il bisogno e di considerare l’idea di un aiuto specialistico.
Perché hai pensato o ti è stata suggerita una psicoterapia e non un’altra forma di aiuto.
Cosa di specifico (problemi, relazioni, situazioni), in questo momento della tua vita, ti crea stress, malumore, frustrazione e altre emozioni spiacevoli.
Cosa è successo nella tua vita, anche in passato, che può aver contribuito alla tua situazione di sofferenza.
Cosa vorresti trovare in una psicoterapia.
Cosa ti immagini e ti aspetti da una psicoterapia.
Come descriveresti i tuoi problemi con poche parole.
Quali aggettivi puoi usare per descriverti, tre positivi e tre negativi.
Con quali aggettivi ti descriverebbe una persona che ti conosce bene, tre positivi e tre negativi.
Quali risorse credi di avere per risolvere i tuoi problemi.
Cosa non ha funzionato per restare ancora nei tuoi problemi.
Quali limiti e ostacoli hai incontrato per restare ancora nella sofferenza.
Cosa cambieresti di te per risolvere i tuoi problemi
Questa è solo una traccia orientativa attraverso cui puoi raccogliere informazioni già molto utili per conoscere aspetti importanti del tuo funzionamento e di cosa ti fa soffrire. Quindi sarai ancora più pronto per il lavoro terapeutico…

Di fronte alla porta del tuo benessere

Immagina di trovarti di fronte alla porta del tuo cambiamento, quella che ti conduce al benessere, comunque tu lo intenda, benessere fisico, benessere emotivo, benessere spirituale…
Prima di andare avanti trovi il tuo mentore, quella saggezza interiore che già ti ha guidato in altri momenti della tua vita, per fare scelte buone e per imparare da ciò che non è andato come volevi… Il tuo saggio ti propone alcune domande…
Cosa hai fatto e imparato a fare per cavartela nella tua vita?
Cosa hai fatto e imparato a fare per non deludere le persone importanti della tua vita?
Quale prezzo hai pagato?
Quale prezzo stai scegliendo di pagare ora per essere come gli altri ti vogliono?
Quale prezzo sei disposto a pagare per essere la persona che vuoi essere?
Quale prezzo sei disposto a pagare per essere la persona che puoi essere?
Quale decisione devi prendere ora per agire concretamente ed andare dove vuoi andare?
È ovvio che le domande potrebbero essere molte di più per aiutarti a comprendere te stesso, le tue scelte, la tua direzione. È ovvio che è importante rispondere per cercare di capire, trovare senso e spiegazioni. Meno ovvio è che il modo migliore per rispondere, a queste come a tante domande mirate alla consapevolezza di sé, è quello di interrogare le proprie emozioni. Le tue emozioni.
Di fronte ad ogni domanda, fermati, prendi consapevolezza del tuo respiro, ascolta le tue sensazioni corporee, cogli ciò che provi, l’emozione connessa ad un bisogno o desiderio. In questo modo, con pazienza e disciplina, provando e riprovando, troverai risposte utili alle tue domande, troverai un senso incarnato nel tuo corpo, nelle tue viscere, nella parte più profonda e autentica di te. Troverai una via per cercare, con curiosità, risposte utili e nuove domande a guida del tuo agire orientato dai tuoi valori e dai tuoi bisogni.
Prova a farti guidare anche da ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line…

Orientamento al cambiamento

Guarda con attenzione le tue esperienze felici (serene, gioiose, appaganti) e nota a cosa sono dovute… Con attenzione… Cosa dipende dall’esterno… Cosa dipende da te…
Guarda con attenzione alle tue esperienze infelici (stressanti, sofferenti, deludenti) e nota a cosa sono dovute… Con attenzione… Cosa dipende dall’esterno… Cosa dipende da te…
Guarda con attenzione ad una situazione specifica che in questo momento stai vivendo e che ti procura un certo grado di tensione, stress e frustrazione… Con attenzione …
Nota le emozioni che stai vivendo in questa situazione… Ansia… Paura… Angoscia… Tristezza… Sconforto… Solitudine… Rabbia… Delusione… Colpa… Vergogna… Nota con attenzione ogni sfumatura del tuo stato d’animo…
Nota i bisogni che in questa situazione senti frustrati… Con attenzione… Nota cosa non va, cosa ti manca, cosa vorresti in questa situazione, ma non hai…
Nota, con attenzione, l’idea che hai sui motivi di questo stato attuale delle cose… Cosa determina questa situazione… Quali fattori esterni a te… Qualcosa che è successo… Qualcosa che qualcuno ha fatto… O non ha fatto…
Nota, con attenzione, cosa, invece, può dipendere da te… Da qualcosa che fai o non fai… Qualcosa che hai fatto o qualcosa che non hai fatto…
Nota, con attenzione, cosa puoi fare concretamente… Ora … Tu… Per affrontare al meglio questa situazione… Magari per risolvere un problema… Per cambiare qualcosa… Per trasformare almeno un po’ la tua frustrazione in soddisfazione… Per vivere con sufficiente serenità ciò che non è possibile cambiare… Per accettare e continuare ad andare avanti guidato comunque da ciò che per te è importante…
Con attenzione, dai seguito concreto a questa consapevolezza maturata finora… Inizia cioè ad agire … Un passo alla volta… Con determinazione… Per trasformare la situazione negativa in qualcosa di migliore per te…
Probabilmente non otterrai tutto ciò che desideri… A volte succede… A volte… Molte volte no… È così… Per te come per me… A volte è proprio dura stare nel dolore e nella frustrazione dei nostri bisogni… Questo è… E anche se a volte ci sentiamo solo soli e disperati… Possiamo sempre farci qualcosa… Possiamo sempre accedere ai due grandi nostri poteri: cambiare e accettare…
In conclusione, oltre a consigliarti di leggere ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line, ti invito a stampare questo post per averlo sempre a portata della tua attenzione, ad usare quello che hai letto finora come una griglia orientativa al servizio della tua consapevolezza delle situazioni che vivi, per una comprensione approfondita di te e per una tua azione efficace.