Il tuo potere

“La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati. La nostra paura più profonda è che siamo potenti oltre ogni limite. È la nostra luce non la nostra oscurità che più ci spaventa. Ci chiediamo: chi sono io per essere brillante, pieno di talenti e favoloso? In realtà chi sei tu per non esserlo. Tu sei un figlio di Dio. Il nostro giocare in piccolo non serve al mondo. Non c’è nulla di illuminato nello sminuire se stessi cosicché gli altri non si sentano insicuri attorno a te. Siamo tutti nati per risplendere, come fanno i bambini. Siamo nati per rendere manifesta la gloria di Dio che è dentro di noi. Non solo in alcuni di noi, è in ognuno di noi. E quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, inconsapevolmente diamo agli altri il permesso di fare lo stesso. Come siamo liberi dalla nostra paura, la nostra presenza automaticamente libera gli altri”.
Marianne Williamson

Come ti può ispirare questo brano?
Quale chiave ti offre per il tuo potere?
Come può spingerti ad azioni concrete per il tuo sviluppo personale?

Solo mezz’ora

Mentre Till Eulenspiegel se ne stava andando con il fagotto dei suoi averi verso la città successiva, lo superò una carrozza che viaggiava di gran carriera. Il cocchiere, che sembrava avere molta fretta, urlò: “quanto manca per la prossima città?” “Se andate piano mezz’ora, se andate veloce mezza giornata, signore mio” rispose Till Eulenspiegel. “Buffone” lo ingiuriò il cocchiere; afferrò la frustra e incitò ancora di più i cavalli ad accelerare il loro sfrenato galoppo. Till Eulenspiegel proseguì per la sua strada che era piena di buche; un’ora più tardi vide la carrozza finita nel fosso, l’asse anteriore era spezzato, il cocchiere, imprecando, si dava da fare per ripararla. L’uomo guardò Till Eulenspiegel con espressione risentita, al che questi si limitò ad osservare: “eppure ve l’avevo detto, se andate piano mezz’ora…”.

Da “Elogio della lentezza”, di Lothar Seiwert

E tu sei consapevole di come impieghi il tuo tempo?

Quanto ne sprechi per la fretta che non ti fa vedere quello che davvero è importante?

 

Curiosità al servizio del benessere

Oggi ti suggerisco un’autoesplorazione curiosa… Nel senso che ti invito ad essere CURIOSO… DI TE STESSO.

Quando riporti UN’ESPERIENZA POSITIVA, ad esempio, “per me è un periodo meraviglioso”, accompagna questa espressione con la descrizione di quali SENSAZIONI CORPOREE avverti, quali EMOZIONI provi, quali PENSIERI fai, a quali EVENTI ti riferisci per vivere quell’esperienza.
Similmente, quando vivi UN’ESPERIENZA NEGATIVA, ad esempio, “faccio proprio schifo”, accompagna questa espressione con la descrizione di quali SENSAZIONI CORPOREE avverti, quali EMOZIONI provi, quali PENSIERI fai, a quali EVENTI ti riferisci per vivere quell’esperienza.

E così per altre esperienze… POSITIVE (sono fortunata, la vita è un giardino di gioia, ringrazio i miei genitori per ciò che mi hanno dato, sono pieno di energia, la mia famiglia è il mio luogo sicuro, ecc.) e NEGATIVE (che fallimento!, La gente è sempre pronta a fregarti, il mondo è ingiusto, non ce la faccio più, mi sento sprofondare, ecc.).

Tutto questo per capire in modo diretto, pratico ed esperienziale che c’è differenza tra i FATTI e l’ESPERIENZA SOGGETTIVA che vivi di quei fatti. Che l’esperienza soggettiva è formata da SENSAZIONI nel CORPO (tensione, battito accelerato, respiro corto, tremore, rossore, bruciore, spalle pesanti, spegnimento, dolore al collo, mani ghiacciate, vuoto, gambe flosce, confusione, distensione, costrizione, leggerezza, soffocamento, movimenti e gesti vari, ecc.), EMOZIONI (paura, rabbia, tristezza, gioia, imbarazzo, gratitudine, impotenza, tenerezza, scoraggiamento, disperazione, allarme, calma, disgusto, delusione, entusiasmo, amore, umiliazione, solitudine, disprezzo, compassione, amarezza, vergogna, senso di colpa, sorpresa, dolore, allegria, estasi, ecc.), PENSIERI (la vita è bella, credevo meglio, non ce la farò mai, devo mettercela tutta, se non è preciso fa schifo, non sono capace, sono il migliore, posso sbagliare, chi non risica non rosica, l’ambizione sfrenata è pericolosa, non devo chiedere mai, posso scegliere anche se gli altri non sono d’accordo con me, merito un trattamento speciale, sono vittima di persecuzione, è colpa mia se sono solo, non posso mai essere triste, non devo mostrare ciò che provo, anche la speranza è morta, ho perso la fiducia negli altri, chi fa da sé fa per tre, ecc.).
Che ciò che vivi può essere più o meno condiviso dagli altri, anche partendo dagli stessi fatti ed eventi. E differenziare la TUA ESPERIENZA e comprendere anche la PROSPETTIVA ALTRUI può darti una marcia in più nel vivere rapporti interpersonali sereni.
Perché coltivare tutta questa curiosità?
Perché più conosci la tua esperienza positiva in modo articolato e più puoi accrescere e affinare il piacere che provi… E più conosci la tua esperienza negativa in modo articolato e maggiore è il potere che hai di alleviare la tua sofferenza, regolare le tue emozioni, calmare il tuo corpo, orientare i tuoi pensieri…
Prova e fammi sapere l’effetto che fa…

Il carattere. Il quadro e la cornice

Quante volte hai detto “io sono così di carattere” o “questo è il mio carattere” o “io sono fatto così”?
Se ora ti chiedessi dimmi tre “caratteristiche” del tuo carattere, diresti: io sono… E sono… E sono anche…
Il carattere è l’insieme dei tuoi modi di essere, pensare e agire. Ad esempio: impulsivo, generoso, razionale, preciso, confusionario, competitivo, volubile, affidabile, spigoloso, accondiscendente, burrascoso. O anche un pezzo di pane, per il quieto vivere, una roccia, solare, tenebroso, una testa calda, un pezzo di ghiaccio.
Il carattere è l’insieme delle strategie che hai trovato per sopravvivere nelle condizioni in cui sei cresciuto. Ad esempio, hai imparato fin da piccolo e sei diventato esperto in mediare i conflitti, compiacere gli altri, non disturbare, fare tutto da solo, accudire gli altri, startene in disparte, competere in modo sfrenato, essere al centro dell’attenzione, dipendere dal sostegno altrui.
Il carattere è spesso quello che ti crea problemi perché è diventato un modo rigido di pensare, agire e reagire della serie “Io sono fatto così e non ci posso fare niente…”. Ad esempio, io sono impulsivo… Remissivo… Introverso… Io sono fumino… Io sono accomodante… Io sono vendicativo… Io sono generoso… Io trattengo e poi esplodo… Io tendo a somatizzare ansia e stress… Io mi chiudo per sempre con chi mi ha deluso… Io tendo a rimuginare sopra le cose… Io sono per il quieto vivere… Io sono uno che ha bisogno che le cose siano fatte alla perfezione… Io non sopporto i ritardatari…
Dunque, siamo abituati a concepire il carattere di una persona come un’etichetta identificativa, una serie di strategie e competenze interpersonali e un insieme di modi di fare che fino ad un certo punto rappresentano una qualità e una risorsa e, “superato un confine”, diventano limiti e fonte di stress e sofferenza per sé e per gli altri con cui abbiamo a che fare.
Le persone che arrivano a chiedere un aiuto psicologico riportano sintomi psicofisici (ansia, panico, depressione, ossessioni, dipendenze) e problemi nelle relazioni (al lavoro e in famiglia). Quasi sempre si arriva a lavorare anche sul carattere e sul modo di stare al mondo e con gli altri. “Chi sei” o “chi ti credi di essere” o ” come ti vedono gli altri” spesso determina cosa ti fa stare bene e cosa ti fa soffrire. La cura deve tenere conto, quasi sempre, di come il quadro dei sintomi di cui soffre l’individuo sta dentro la cornice della sua personalità.

543210 conto alla rovescia per la tua trasformazione

Oggi uno sfizio di esercizio… Carta e penna… Scrivi…

5 Persone importanti per te oggi… Partner, figli, genitori, amici, colleghi, ecc.

4 Frasi, espressioni, parole, proverbi, motti, aforismi che dipingono il vostro rapporto (fallo per ogni persona, concentrato, una persona alla volta)…

3 Motivi per cui vorresti modificare alcune cose o aspetti del vostro rapporto. Vorrei cambiare questo… Perché…

2 Desideri e/o bisogni che hai rispetto a questa persona e alla relazione con lei…

1 Azione da mettere subito in pratica per realizzare bisogni, desideri e cambiamenti rispetto a questa persona… E, come sempre, raccogli l’informazione utile che segue la tua azione concreta per regolare il comportamento successivo… Ricorda: le azioni sono come le ciliegie…

0 Ricomincia il giro con un’altra persona…

Probabilmente, fin dalla scelta iniziale delle persone hai cominciato a trasformarti, a capire meglio te stesso e gli altri, e, spero, a trovare giovamento per governare in modo sereno i rapporti interpersonali con le persone più importanti per te…

Sei pronto?

I tuoi comandamenti

“Non avrai altro Dio all’infuori di me,
spesso mi ha fatto pensare:
genti diverse venute dall’est
dicevan che in fondo era uguale.

Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.

Non nominare il nome di Dio,
non nominarlo invano.
Con un coltello piantato nel fianco
gridai la mia pena e il suo nome:

ma forse era stanco, forse troppo occupato,
e non ascoltò il mio dolore.
Ma forse era stanco, forse troppo lontano,
davvero lo nominai invano.

Onora il padre, onora la madre
e onora anche il loro bastone,
bacia la mano che ruppe il tuo naso
perché le chiedevi un boccone:

quando a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Quanto a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.

Ricorda di santificare le feste.
Facile per noi ladroni
entrare nei templi che rigurgitan salmi
di schiavi e dei loro padroni

senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.
Senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.

Il quinto dice non devi rubare
e forse io l’ho rispettato
vuotando, in silenzio, le tasche già gonfie
di quelli che avevan rubato:

ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio.

Non commettere atti che non siano puri
cioè non disperdere il seme.
Feconda una donna ogni volta che l’ami
così sarai uomo di fede:

Poi la voglia svanisce e il figlio rimane
e tanti ne uccide la fame.
Io, forse, ho confuso il piacere e l’amore:
ma non ho creato dolore.

Il settimo dice non ammazzare
se del cielo vuoi essere degno.
Guardatela oggi, questa legge di Dio,
tre volte inchiodata nel legno:

guardate la fine di quel nazzareno
e un ladro non muore di meno.
Guardate la fine di quel nazzareno
e un ladro non muore di meno.

Non dire falsa testimonianza
e aiutali a uccidere un uomo.
Lo sanno a memoria il diritto divino,
e scordano sempre il perdono:

ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.

Non desiderare la roba degli altri
non desiderarne la sposa.
Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi
che hanno una donna e qualcosa:

nei letti degli altri già caldi d’amore
non ho provato dolore.
L’invidia di ieri non è già finita:
stasera vi invidio la vita.

Ma adesso che viene la sera ed il buio
mi toglie il dolore dagli occhi
e scivola il sole al di là delle dune
a violentare altre notti:

io nel vedere quest’uomo che muore,
madre, io provo dolore.
Nella pietà che non cede al rancore,
madre, ho imparato l’amore”.

Fabrizio De André

Fatti ispirare da questi versi…

Nota quali comandamenti, leggi, regole, condizionamenti guidano il tuo comportamento… per come ti sono stati dati, trasmessi, insegnati, imposti…

Nota quanto sono “guide” sane e utili rispetto ai tuoi bisogni e desideri, ai tuoi scopi e progetti attuali…

Nota cosa stai facendo e cosa di nuovo vuoi scegliere… quali di queste regole puoi abbandonare, quali scrivere di nuove e più adatte a te… per la persona che sei oggi e per quella che vuoi diventare…

 

Così è…

La vita spesso è fatta di domande a cui non hai risposte. O di risposte che non ti piacciono e sono anche molto diverse da come desideravi e ti aspettavi. E questo spesso diventa il tuo vivere di ansia, dolore, rimorsi, rimpianti, rabbia cronica, risentimento, rancore, angoscia, tristezza, depressione e solitudine. Se rimangono, anche tempo e spazio per la gioia… Quando ci riesci invece affronti la delusione, la frustrazione e la mancanza con serena accettazione di ciò che non va come vorresti o non è andata come avresti voluto. Così è la vita dice il saggio. Una vita in cui lutti, perdite, separazioni, distacchi, insuccessi, mancanze, frustrazioni e delusioni vengono a trovarti, spesso, anche se malvolentieri, assolutamente non cercati né desiderati eppure tanto reali quanto inevitabili.
A questo punto diventa fondamentale lo spostamento di attenzione
Da rimuginare sul latte versato o mai avuto ad una vita piena di progettualità, basata su tuoi scopi e valori consapevolmente scelti: cosa desideri, cosa è importante per te, cosa vorresti fosse presente nella tua esperienza quotidiana, che persona vorresti essere e che vita vorresti vivere. Il resto è agire con questa spinta e con la consapevolezza che i tuoi desideri avranno sempre uno scarto più o meno grande con la realtà.
Vorrei e posso e mi impegno a realizzarlo…
Vorrei ma non tutto posso e mi impegno ad accettarlo…

Il catalogo magico

Immagina un catalogo da cui puoi scegliere … E puoi scegliere di cambiare…
Quello che ti è capitato e non hai potuto scegliere, a cominciare dai genitori e da quello che hanno scelto loro per te… E che oggi in qualche aspetto cambieresti…
Quello che hai potuto scegliere, ma che, a quel tempo, hai scelto un’altra cosa, un’altra strada, un’altra persona, un altro percorso di studi, un altro lavoro, un altro qualche cosa che oggi in qualche modo cambieresti…
Quello che hai scelto e che sceglieresti di nuovo, ancora più consapevole, ancora più convinto e per cui oggi sei grato appartenga alla tua vita…
Comincia da questo catalogo ideale per cominciare, con consapevolezza, a dirigerti verso la persona che avresti voluto essere … Per diventare la persona che oggi puoi diventare…
Prima la consapevolezza… Poi l’azione… Ovvero cominciare ad agire per mettere in pratica i tuoi sogni ed obiettivi…
Probabilmente non tutto sarà possibile, certamente sarà un percorso impegnativo… Ma che vale la pena iniziare a percorrere da subito…
Sembra che oggi sia veramente il primo giorno del resto della tua vita che tu concretamente puoi iniziare a realizzare…

Conosci te stesso!? Proviamo?!

Chi non si è mai cimentato in questa operazione? Conoscere se stesso per padroneggiare se stesso, per realizzare la vita che si desidera… Più o meno funziona così. Ed esistono infiniti modi per conoscere te stesso… E per realizzare la vita che più ti aggrada… Ora te ne suggerisco uno basato su una piccola grande sfida a te stesso. In particolare, ti do una semplice indicazione da cui potrà scaturire una grande scoperta…
PROVA A NON FARLO… Ecco la semplice indicazione.
Ti suggerisco una serie di situazioni che forse ti riguardano, certamente qualcuna ti riguarda e qualcun altra probabilmente ti è completamente estranea…
L’indicazione è la stessa per tutti noi che vogliamo conoscere noi stessi… Proviamo a non farlo… Proviamo a non adottare i soliti automatismi… Proviamo a non mettere in atto i soliti comportamenti… Proviamo e vediamo cosa succede… Cosa succede fuori di noi e soprattutto dentro di noi: le “sensazioni fisiche” che arrivano alla coscienza, le “emozioni” che viviamo, i “pensieri” che facciamo…
Proviamo… Non dobbiamo necessariamente riuscirci… Dobbiamo provarci, almeno un po’, almeno qualche minuto, almeno un piccolo tentativo di cambiamento…
Proviamo… Se ci riusciamo… Bene! Se non ci riusciamo… Bene ugualmente! In entrambi i casi avremo ottenuto una conoscenza in più su noi stessi…
Pronto? Le mie indicazioni sono necessariamente un po’ generiche, tu pensa a situazioni specifiche e concrete che ti riguardano nella tua quotidianità…
Prova a non reagire al solito modo aggressivo, rabbioso, violento…
Prova a non ritirarti nel solito silenzio…
Prova a staccare da lavoro qualche minuto prima…
Prova a staccare almeno una volta dal tuo senso del dovere per dedicarti ad un qualche tuo piacere…
Prova ad accontentarti della tua prestazione…
Prova ad alzare la testa… E la schiena… E le spalle…
Prova ad accettarti per come sei…
Prova a chiedere aiuto…
Prova a fare da solo…
Prova a lasciare andare il controllo…
Prova a dedicarti alle attività e alle persone veramente importanti per te…
Prova a non pretendere che gli altri siano come tu li vuoi…
Prova a fidarti…
Prova a stare senza far niente…
Prova a non aggredire ancora il cibo…
Prova a mettere prima il piacere…
Prova a non colpevolizzare…
Prova a non colpevolizzarti…
Prova a fregartene di cosa pensa l’altro e fai ciò che ti fa stare bene…
Prova a dire di no…
Prova ad abbandonare rimorsi e rimpianti…
Prova a chiedere per un tuo bisogno o desiderio…
Prova a deludere l’altro…
Prova a smettere di rimuginare…
Prova ad esprimere cosa pensi, cosa senti e cosa vuoi…
Prova a non accendere l’ennesima sigaretta…
Prova a posare quel bicchiere…
Prova a non farti la solita cannetta…
Prova a non andare ancora una volta sui social…
Prova a dire “è andata così” senza ruminarci ancora…
Prova a non…
Prova a…
Prova ad aggiungere qualche tuo automatismo che sei solito praticare…
Prova e vedi “cosa provi”… “Cosa pensi”… “Cosa senti”… “Cosa fai”… “Cosa scopri di te…”.
Certamente prova e riprova, con costanza e attenzione al tuo mondo interno, conoscerai tanto di te…

Nonostante

Nonostante il tuo dolore, la tua ferita
Nonostante il tuo passato, le persone con cui sei cresciuto, quelle che hai incontrato, quelle che ti hanno fatto male
Nonostante il tuo carattere, chi credi di essere e la gabbia che ti senti addosso
Nonostante le tue convinzioni limitanti e auto-sabotanti
Nonostante il tuo senso di inadeguatezza e incapacità
Nonostante le tue paure e il tuo senso di impotenza che ti bloccano

Tu puoi sempre fare qualcosa di buono e utile per te…
Tu puoi sempre farci qualcosa anche se non arrivi ad essere perfettamente soddisfatto…
Tu puoi sempre prenderti cura della tua ferita dolorosa…
Tu puoi sempre imparare a lasciare il passato nel passato e vivere ora…
Tu puoi sempre iniziare a svincolarti da condizionamenti antichi…
Tu puoi sempre liberarti da imposizioni rigide su come devi essere, come devi pensare, cosa devi fare e cosa non devi fare…
Tu puoi sempre scegliere con chi stare e il modo in cui stare con le persone…

Nonostante la tua infelicità… Tu puoi sempre fare qualcosa per essere felice…
Nonostante tu creda di non avere scelta … Tu puoi sempre scegliere… Anche di farti ispirare o non dare alcun valore a quello che hai letto finora…