L’eroe in viaggio

Il VIAGGIO DELL’EROE è una mappa per il cambiamento.
Ogni CAMBIAMENTO ha bisogno di una spinta.
La SPINTA può arrivare dalla sofferenza o dal desiderio.
La SOFFERENZA esprime il tuo disagio rispetto allo stato attuale delle cose: pensa alle tue frustrazioni e delusioni quotidiane, pensa al lavoro, alle relazioni, alla tua forma fisica, alla tua salute psichica, a come impegni il tuo tempo, a come curi o trascuri te stesso e gli altri, ad ogni obiettivo che tu possa concepire.
Il DESIDERIO esprime la voglia di costruire la vita il più possibile somigliante a come tu la vuoi, piena delle cose, delle attività, delle persone e delle esperienze per te importanti.
Pensa ad uno o più ambiti e ruoli della tua vita e diventa consapevole di COSA STAI SCEGLIENDO, se stai continuando a sopravvivere o se aspiri ad altro…
Ad un certo punto devi scegliere se farti guidare dalla PAURA o dal DESIDERIO, dalla CURIOSITÀ o dall’EVITAMENTO, da ciò che credi IMPOSSIBILE o da ciò che vuoi impegnarti a rendere POSSIBILE, reale e concreto per te.
Raccogli, quindi, forze, RISORSE e tutti gli aiuti per te disponibili e ti incammini… Deciso a LASCIARTI ALLE SPALLE molta parte di quello che sei sempre stato finora, quello che hai sempre fatto, quello che hai sempre ottenuto. Pieno di PAURE e insicurezze, accanto a tanto CORAGGIO e voglia di creare nuove possibilità per te. Disposto ad affrontare mostri e DRAGHI, esterni e interiori, pur di salire ad un livello superiore, pur di trasformarti, prendere una NUOVA FORMA, seguire nuove regole per stare al mondo, per stare con gli altri, per stare con te stesso. Disposto a MORIRE, pur di smettere di sopravvivere, per iniziare a VIVERE. Fino alla ricompensa, fino a rinascere RINNOVATO, fino alla conquista del TESORO per te e per le persone della tua vita…
Come vedi una metafora… Un’ispirazione ideale… Un contenitore che tu devi riempire con il tuo progetto, con i tuoi progetti concreti in una o più aree della tua vita, con le tue riflessioni e con le tue azioni consapevoli e responsabili, con la tua determinazione a prendere in mano la tua vita come non hai ancora fatto… Buon viaggio!

Il viaggio dell’eroe. Prevenire Curare Promuovere Trasformare

Il tuo cambiamento può avvenire in tanti modi.

Puoi PREVENIRE una serie di esperienze negative e dolorose, imparando a gestire le tue reazioni, i tuoi stati d’animo e le tue emozioni in relazione agli accadimenti quotidiani. Su fatti ed eventi spesso non abbiamo più di tanto il potere di incidere, sul modo di viverli e di affrontarli invece sì; possiamo sempre governare i nostri pensieri e le nostre azioni per regolare le nostre emozioni in modo da non uscire con le ossa troppo rotte dai traumi, dagli abusi, dagli stress e dalle frustrazioni su cui non abbiamo controllo.

Puoi CURARE il tuo malessere, puoi sempre iniziare a prenderti cura di te come non hai mai fatto, puoi occuparti dei tuoi dolori, delle tue ferite, dei tuoi bisogni insoddisfatti, del tuo sentirti non amato e non stimato.

Puoi PROMUOVERE comportamenti più sani e responsabili ovvero puoi iniziare ad adottare azioni maggiormente in linea con i tuoi valori e desideri consapevoli.

Puoi TRASFORMARE la tua vita e te stesso. Puoi essere finalmente l’eroe della tua vita, della tua evoluzione, del tuo creare te stesso secondo forme e norme nuove per te, diverse da quelle che ti sono state proposte in origine e che tu hai fatto tue e perpetuate nel tempo…

Il cambiamento può essere più o meno impegnativo. Dipende da tanti fattori. Dalla posta in gioco (bisogni, desideri, obiettivi, valori), dalle tue risorse materiali ed emozionali, dalla tua motivazione a trasformarti. Dalla voglia di metterti in gioco sfidando la paura del drago e la morte. Anche dalla sfortuna, dagli eventi avversi, da impedimenti ed ostacoli esterni di vario tipo. Senza dimenticare le resistenze interne, gli autosabotaggi, la tua preferenza per la zona di comfort.
La questione del cambiamento di fronte alle miserie dello stress quotidiano si presenta, comunque, sempre allo stesso modo: che voglio fare? Come posso farlo? Quale la prima decisione fondamentale? Quale la prima azione necessaria?
Buon viaggio!

Gli obiettivi di una psicoterapia

La psicoterapia è un vestito cucito addosso alla persona. Tiene conto di cosa la persona vorrebbe e per cosa chiede di essere aiutata. Cerca di comprendere la sofferenza e la storia di vita. Si modella in base ai limiti e alle risorse dello specifico individuo. Ai suoi obiettivi espressamente cercati.
Al tempo stesso, ogni psicoterapia segue degli obiettivi che sono trasversali ad ogni persona, in qualche modo e grado presenti, anche implicitamente, in ogni percorso di cura, guarigione e crescita evolutiva.

Aumentare la capacità di conoscere e padroneggiare il proprio mondo interiore (emozioni, pensieri, azioni, schemi, abitudini, ecc.), al fine di governare in modo consapevole la propria vita, le proprie scelte quotidiane, i personali progetti.

Acquisire strumenti pratici di tipo psicologico finalizzati a regolare le emozioni e i comportamenti in vista della soddisfazione di scopi e bisogni.

Scoprire che la propria mappa o visione del mondo è solo una tra le molteplici possibili. I propri pensieri, aspettative, fantasie e previsioni possono essere più o meno corrispondenti alla realtà.

Sviluppare un senso di potere, un senso di essere protagonista attivo e determinante del proprio modo di pensare, sentire e agire, della propria esperienza e delle relazioni che intratteniamo col mondo.

Aumentare la comprensione della mente degli altri, imparando a cogliere il punto di vista emotivo dell’altra persona, la prospettiva da cui pensa e agisce, il senso delle cose per l’altra persona.

Sviluppare una capacità di comunicazione interpersonale empatica, non giudicante ed efficace alla comprensione reciproca e alla soluzione condivisa dei problemi e dei conflitti.

Favorire l’accesso a risorse, capacità e parti sane di sé, laddove spesso i pazienti tendono a percepirsi esclusivamente nella loro parte sofferente, disfunzionale e malata.

Imparare nuovi modi di affrontare gli eventi avversi, gli stress quotidiani, le frustrazioni e le delusioni. Riducendo gli evitamenti e le strategie disfunzionali che di solito la persona usa per fronteggiare il dolore e gli altri stati emotivi negativi.

Ampliare il repertorio di abilità comportamentali e capacità di scelta in base ai propri bisogni, desideri, scopi e valori.

Sviluppare una sana e integrata prospettiva di sé nel tempo: dare senso alla propria storia di vita per agire al presente in direzione di una progettualità futura più consapevole e responsabile.

La psicoterapia vuole prendersi cura della persona, vuole renderla più esperta di se stessa, più capace di governare in modo consapevole i propri pensieri ed emozioni, più capace di adottare comportamenti responsabili, coerenti con i propri valori morali e in contatto con la realtà… Il resto sarà il contributo della vita, quello che vorrà presentare come occasioni favorevoli o condizioni avverse per nutrire oppure ostacolare la speranza di essere felice e realizzato. Lo scopo fondamentale della terapia non è evitare del tutto la sofferenza al paziente. Meglio se succede, ma spesso la completa eliminazione di ogni dolore è una missione impossibile, un’aspettativa destinata a fallire e perciò molto pericolosa per come può creare una spirale perversa di amplificazione di sofferenza e senso di inadeguatezza. La persona piuttosto va aiutata a governare la sofferenza, ad imparare ad affrontarla mentre comunque si muove verso obiettivi e traguardi che realizzano la persona, che rendono comunque la sua vita piena di significato e valore.

Prima dell’impotenza

Ripercorri la tua vita… E guarda i limiti entro i quali hai “deciso” di vivere…

È vero che la vita ci “regala” limiti su cui non abbiamo alcuna scelta… Limiti fisici e mentali invalicabili, malattie e condizioni sociali su cui non abbiamo alcun potere di scelta, i grandi che scelgono per noi quando siamo piccoli …

Ma… Il resto è una nostra scelta.

Più o meno consapevole… Più o meno giusta… Più o meno intelligente… Comunque la nostra scelta di tracciare in un certo modo il sentiero della nostra vita.

Alcuni limiti te li sei dati da solo. Ricorda quali…
Altri li hai accettati per come ti venivamo proposti o imposti dagli altri. Pensa a quali…
Altri sono nati dalle tue paure che non sei riuscito a superare o hai scelto di non affrontare. Ad esempio…
Guarda bene… Con attenzione… Molte volte ci sentiamo vittime… Vittime degli altri, della sfortuna, delle circostanze… Senza riconoscere che siamo “vittime delle nostre scelte” … Scelte che avranno avuto comunque un senso… Anche se attraverso esse ci siamo “limitati” parecchio il nostro spazio vitale…
Anche se sembra strano… sei sempre tu che hai scelto di fermarti. Hai deciso quello specifico modo di adattarti a quello specifico limite… Non solo prima dell’impotenza. Quella prima o poi la incontriamo tutti. L’onnipotenza è una brutta malattia. E anche l’impotenza accettata senza nemmeno averci provato.
Sei tu che hai scelto di fermarti credendo all’invalicabilità di quel limite, prevedendo o sentendo la catastrofe oltre la paura.
Nota bene, allora, e ancora, i “limiti che hai scelto” … e verifica oggi, primo giorno del resto della tua vita, se e dove vuoi cominciare a scegliere diversamente…

Tiro alla fune

La felicità è un tiro alla fune tra desiderio e paura.
Nelle persone che soffrono, che sono bloccate, che si sentono spente, aride e vuote prevale la paura. Se vuoi cominciare ad essere felice, perlomeno se vuoi provarci, devi cominciare a farti guidare dal desiderio.
Le persone che arrivano a chiedere un aiuto terapeutico spesso conoscono solo la loro sofferenza fatta di stress, ansia, depressione, sintomi fisici e problemi nelle relazioni, ma non conoscono molto delle loro paure. E ancora meno conoscono veramente a fondo i propri desideri. Cosa vogliono veramente. Che vita hanno in mente. Quali idee di felicità e benessere intendono perseguire.
In psicoterapia si lavora su tutti questi aspetti.
Si lavora per GOVERNARE i SINTOMI e il malessere, per ridurlo fino ad eliminarlo, per imparare a prevenirlo o almeno a gestirlo senza eccessivo dolore.
Focalizzare il malessere porta ad ESPLORARE le personali PAURE BLOCCANTI, spesso legate a schemi appresi in passato, in base a quanto vissuto con i propri genitori, con gli altri adulti significativi, a scuola, coi pari.
Quindi, per imparare ad essere felici ovvero per imparare ad agire nonostante le paure bisogna CONOSCERE i PROPRI DESIDERI, la direzione che si intende perseguire, i valori che vogliamo organizzino la nostra vita, le nostre scelte, le nostre relazioni.
Il desiderio fornirà la spinta fondamentale per L’AZIONE necessaria e utile… Per agire in direzione di ciò che vogliamo… Nonostante le paure che continuano a presentarsi.
Alla fine, il cambiamento è sempre un tiro alla fune tra desiderio e paura.

Quando hai veramente deciso di cambiare

La decisione di cambiare prevede di fare un CONTRATTO CON SE STESSI. Un accordo tra la parte di sé che DESIDERA GUARIRE, crescere e migliorare e una parte che “resiste”, SI OPPONE, ha paura, non ha voglia, vuole continuare a prendersi i benefici secondari della sofferenza.
Quindi, dopo aver fatto chiarezza sulla tua sofferenza e sui suoi significati, sui tuoi desideri e sugli obiettivi che vuoi perseguire, devi IMPEGNARTI CON TE STESSO a FARE QUELLO CHE C’È DA FARE…
Significa essere consapevole di quello che ad un certo punto “devi fare” e “puoi fare solo tu”.
Significa prenderti la responsabilità in prima persona di “uscire dalla ripetizione” del tuo dolore, dei tuoi schemi nocivi e dei tuoi deleteri comportamenti abituali.
Significa “agire diversamente da come hai sempre fatto“, si tratti di smettere o di cominciare a fare.
Significa “esporti alle possibili conseguenze negative” del tuo comportamento nuovo, esporti alle reazioni degli altri (critica, rifiuto, chiusura, freddezza, allontanamento, ecc.) e alle tue reazioni interiori (dolore, paura, senso di colpa, vergogna, ecc.).
Significa avere “fiducia che molte conseguenze saranno positive“, gli altri saranno meno ostili e giudicanti di quanto credi da una vita, tu potrai provare sorpresa, eccitazione, curiosità, entusiasmo.
Significa che quando hai deciso veramente di cambiare… Hai deciso di essere disposto a innumerevoli fallimenti… Fino a quando riuscirai!!!

Responsabile del tuo destino

Noi siamo le scelte che facciamo, quelle che abbiamo fatto e quelle che faremo.

Ecco un esercizio per renderti consapevole del senso e della direzione della tua vita, del significato e della missione che stai portando avanti… Della felicità o della sofferenza che fanno parte delle diverse aree della tua vita… Carta penna e…

Osserva il tuo quotidiano: cosa fai per cercare di soddisfare quali bisogni, per realizzare quali desideri, incarnando quali valori, ottenendo quali risultati… Dove, quando, con chi, come, per cosa e perché vivi situazioni frustranti e situazioni appaganti.

Osserva la tua storia di vita: cosa hai fatto per ottenere cosa, portando avanti quali scopi e progetti, più o meno consapevolmente. Quali ostacoli e quali sostegni hai incontrato. Chi ti ha ferito. Chi ti ha deluso. Chi ti è stato vicino. Cosa hai imparato.

Osserva il tuo futuro immaginato, desiderato, previsto: di cosa è fatta la vita che vuoi e cosa devi fare per renderla reale. Dove desidereresti trovarti, con chi e come desidereresti essere tra 1,3,5,10 anni. E quando decidi di iniziare ad agire in quella direzione…

Sempre consapevole dei limiti al tuo senso di onnipotenza e del potere che hai di agire ed influenzare le cose che ti accadono… Se fai questo esercizio (più volte lo fai e più ne trarrai beneficio), anzi se lo rendi guida consapevole del tuo sentire, riflettere e agire quotidiano… Potrai trovare un senso e un significato a quello che hai vissuto finora… Potrai dare senso e valore a quello che sei e vivi oggi… Potrai dare un senso e una direzione alla tua vita ed essere responsabile del tuo destino!

Viaggio a ritroso verso il futuro. Lo sviluppo sostenibile della personalità

Il cambiamento personale è un ri-appropriarsi di se stessi, di quello che un tempo eravamo o avremmo potuto essere in potenza.
Le paure infantili, di non essere amato, di essere rifiutato e abbandonato, di perdere protezione e cura, di sentirsi ed essere solo, hanno portato il bambino ad adattarsi al volere degli adulti, sacrificando parti di sé perché “non piacevano ai grandi”. Se è vero che lo sviluppo della personalità è un continuo modellamento da parte degli adulti che plasmano il modo di essere del bambino in crescita, è fondamentale riconoscere il potere di scelta del singolo, anche piccolo, che cerca di intuire quale sia il modo migliore di pensare e agire per ottenere il massimo in termini di bisogni fondamentali quali sicurezza, amore, stima.
Se è vero che un contributo importante a questo processo di formazione è dato progressivamente dagli altri esterni alla famiglia, insegnanti, coetanei, gruppi di appartenenza, ecc., è vero prima di tutto che è il singolo che sceglie, più o meno consapevolmente, cosa “barattare” in cambio di amore e stima, cosa dare di sé per ottenere consenso, approvazione e affetto, a cosa rinunciare pur di ricevere vicinanza e appartenenza, cosa perdere di sé e sentirsi comunque un individuo ben definito e parte di un gruppo che lo riconosce con una sua specifica, unica, irripetibile identità.
Divenuto adulto, quel bambino sa “interiormente” che ha lasciato per strada pezzi di sé, che per forza di cose ha dovuto scegliere per andare avanti. Fino a quando queste rinunce lasciano comunque spazio ad un sano adattamento tra bisogni e scelte, tra “quello che voglio e quello che ottengo”, tra aspirazioni e realizzazione, l’individuo riesce a portare avanti la sua vita in modo soddisfacente ed equilibrato.
Questo equilibrio, sempre precario e in divenire, tra desiderio e frustrazione, tra libertà e costrizione, tra autenticità e appartenenza, ad un certo punto non tiene più; cominciano allora ad emergere la sofferenza, il disagio, la malattia. Il malessere psichico ed esistenziale.

L’individuo ,allora, ha bisogno di ritrovare un nuovo equilibrio. E per far ciò può intraprendere le strade più disparate, che non si esauriscono nella cura dei sintomi psichici e somatici: una ricerca spirituale, un viaggio “alla ricerca di se stessi e del senso perduto”, un cura delle proprie ferite, una comprensione dei personali significati.

Durante il percorso di crescita personale che dura tutta la vita, ciascuno percorre questo “viaggio a ritroso e verso il futuro” secondo le proprie possibilità, per quanto riesce a cambiare, per quanto riesce ad ampliare la sua zona di sicurezza e comfort, per quanto riesce a lasciare l’abitudine coatta, per darsi il permesso di imparare e praticare nuovi modi di essere e di vivere, di pensare e agire in modo consapevole e guidato da bisogni e desideri autentici, superando la paura di perdere l’amore.
Nella mia esperienza come psicoterapeuta ho imparato che ciascuna persona, in un particolare momento della sua vita, riesce a raggiungere quanto riesce a “sostenere emotivamente”. Poco o tanto cambiamento è in relazione ad un equilibrio interno che l’individuo sente di voler e poter spostare. Molte persone realizzano cambiamenti enormi nelle proprie abilità interpersonali che modificano in modo sostanziale l’assetto di vita precedente; altri riescono a sviluppare un nuovo modo di pensare che li aiuta ad agire diversamente; per qualcuno ciò che cambia è soprattutto il modo di vivere le esperienze quotidiane, chi diventa più calmo e rilassato, chi attiva maggiore forza e dinamismo nella sua vita, chi si apre maggiormente agli altri, chi impara a proteggersi dall’invadenza. A volte cambiano certe abitudini dannose, ma altre, sempre negative, restano le stesse.
La vita è sempre un confronto con la morte. E lo sviluppo della personalità da adulti è sempre uno sviluppo “sostenibile” per la persona. Il cambiamento richiede un confronto con le proprie paure e ciascuno riesce a farlo a suo modo e a suo tempo. Ciascuno percorre il proprio viaggio eroico per come riesce ad avventurarsi nel rischio del dolore, della perdita e della “morte”.

Chi cerca trova. 4 strade per il tuo cambiamento

TROVA COSA NON VA OGGI. Di cosa è fatta la tua sofferenza, i tuoi problemi, il tuo malumore: ansia, depressione, dipendenze, ossessioni, problemi con gli altri, insoddisfazione generalizzata, tensione fisica, disturbi corporei, ecc.

TROVA L’ESSENZA, CIÒ CHE SI RIPETE, una tendenza tipica del tuo comportamento, ciò che sembra il tuo tema di vita fondamentale che ricorre in tante situazioni nel tempo, il tuo stile o modo di stare al mondo e nelle relazioni. Ecco alcuni esempi, che possono riguardare un po’ tutti, ciascuno potrebbe ritrovare il suo nodo “preferito” o tendenza “dominante” nel suo assetto di vita.
Tendi a sentirti sempre vuoto, bisognoso, mai soddisfatto.
Tendi a lamentarti continuamente per ogni cosa.
Tendi a sentirti sempre sotto giudizio, inadeguato, fallito, incapace, in colpa.
Tendi a impostare ogni rapporto in modo ansioso per la paura costante di essere lasciato perché non vai bene così come sei.
Tendi a sentirti sempre debole, fragile, inadatto alle situazioni e alle persone.
Tendi a sottometterti nelle relazioni, non riesci a dire no, metti sempre i tuoi bisogni dietro quelli degli altri.
Tendi ad impostare le relazioni come se quello che vuoi ti fosse dovuto e l’altro dovesse essere a tua disposizione.
Tendi ad appoggiarti agli altri e non riesci a prendere una decisione se non sei supportato dall’approvazione altrui.
Tendi a non fidarti degli altri fino a ridurre al minimo le tue relazioni o essere di fatto allontanato o escluso da rapporti interpersonali significativi.

TROVA nella tua STORIA di VITA, QUANDO HAI IMPARATO ad essere così, a pensare come pensi, a sentirti come ti senti, ad agire come agisci… solitamente. Quando hai imparato, ad esempio, a sentirti inadeguato e tentare di raggiungere la perfezione in tutto ciò che fai. Oppure a sentirti sbagliato e immeritevole e a temere di essere lasciato solo. Oppure a manipolare gli altri per ottenere ciò che vuoi. O anche a sottometterti agli altri pur di non essere criticato. O ancora a pretendere che gli altri siano sempre a tua disposizione. Oppure…
Quando e perché. A cosa ti è servito. Chi ti ha insegnato. Chi ti ha costretto o forzato. Cosa hai deciso fosse meglio per te e hai cominciato a praticarlo fino a renderlo il tuo personalissimo modo di stare al mondo e con gli altri. Quali tuoi bisogni hai soddisfatto cominciando fin da piccolo a praticare il tuo modo unico di essere, pensare e agire.

TROVA UNA NUOVA STRADA. Una nuova possibilità. Trova alternative per te oggi valide, utili alla soddisfazione dei tuoi bisogni e desideri, funzionali alla realizzazione dei tuoi scopi di vita e dei tuoi valori, efficaci per farti costruire la vita che vuoi, le relazioni che vuoi, la famiglia, il lavoro, gli amici, il tempo che vuoi. Trova, scegli, pratica queste nuove concrete possibilità. Vedi che succede e aggiusta il tiro in corsa ascoltando i tuoi desideri di cambiamento e anche le tue paure. Fai cose nuove e vedi l’effetto che produci nella realtà e in te stesso e senti profondamente fin dove vuoi spingerti in questo viaggio eroico di trasformazione…

Fight club

Se non ti batti non conosci veramente te stesso dice Brad Pitt in Fight Club. Film scomodo. Ti invita ad alzarti dalla tua vita comoda. O perlomeno ti invita a renderti conto della vita che fai. Delle scelte che fai. Vita probabilmente piena di comfort e sicurezze, prevedibilità e certezze, controllo di te stesso e degli altri, che se non hai ancora, sicuramente stai cercando, oggetti posseduti che in realtà posseggono te… Una vita piena di “maschere e adattamento ad una realtà” che è necessario, ma che è una realtà basata su “verità limitate e parziali”. Quelle all’interno delle quali necessariamente ciascuno di noi vive la sua vita. Prova, ad esempio, a pensare a vari ambiti della tua vita quotidiana, famiglia, lavoro, amici, attività ricreative, momenti di solitudine. E… Renditi conto delle scelte che fai… delle maschere che indossi, che, più o meno consapevolmente, scegli di indossare. Riconoscile per la funzione che svolgono, a cosa ti servono… Probabilmente sono una facciata presentabile che cela (o rivela, ad uno sguardo attento) le tue paure e debolezze.

Sai perché tendi a nascondere le tue fragilità, i tuoi difetti, le tue carenze? Che succederebbe se ti esponessi libero e nudo?

E allora, un po’ tutti, abbiamo scelto di coprirci dietro abitudini e automatismi, ciascuno ha i suoi, che ci servono ad ingannare noi stessi e manipolare gli altri (e tutti siamo a nostra volta manipolati), a seguire le solite strade note, i soliti pensieri, le solite modalità di comunicare e interagire che di fatto ci allontanano dagli altri come da noi stessi.
La psicoterapia, come la vita, è sempre un coraggioso viaggio eroico che necessita di umiltà per imparare a guardare le tue “verità parziali”; un percorso per aiutarti a vivere in una realtà condivisa che resta sempre e comunque solo “una delle infinite possibili”.
L’eroico viaggio trasformativo richiede il confronto col Drago. Con la paura, col dolore. Con la possibilità di morire. Con l’Ombra, con tutto ciò che è perturbante, inquietante, proibito, sconveniente, che scuote il nostro fragile, precario equilibrio di persone adattate ad una realtà che ci allontana di fatto da noi stessi, dalle nostre parti più autentiche.
L’adattamento è necessario, per sopravvivere in mezzo a quella che altrimenti sarebbe solo una giungla di bestie che mangiano uomini e uomini che sarebbero solo bestie. Ma qual è il prezzo che paghiamo per questo adattamento? Dobbiamo scoprirlo e mai dimenticarlo. È appunto allontanarsi un po’ dalla nostra natura. E, quando questo allontanamento è eccessivo, compare la malattia fisica, psichica o un disagio espresso nella forma di violenza, perdita di ogni orientamento e riferimento. Di ogni regola. Anzi, dove l’unica regola è che non esistono regole.
L’ evoluzione personale si fonda sulla consapevolezza che il modo in cui viviamo è solo una delle forme possibili, scelta inconsapevolmente quando eravamo piccoli e continuamente rinforzata, consolidata attraverso le esperienze successive di vita che non l’hanno mai, di fatto, messa in discussione. Almeno fino a quando decidiamo che va bene così…
Oggi, comunque, è il primo giorno del resto della nostra vita ed effettivamente abbiamo molteplici possibilità di nuove scelte. Tutte comunque rivolte verso una necessaria integrazione di parti di noi finora dissociate o represse. Del maschile e del femminile interni, a ciascuno di noi. Della forza e della tenerezza, ciascuno le intenda a suo modo. Scelte e sfide che richiedono coraggio nonostante la paura, umiltà per capire che siamo tutti uguali di fronte alla morte, nonostante la nostra irriducibile diversità. Disponibilità a rischiare perdite per ottenere conquiste.
La domanda guida è sempre la stessa, da sempre nella storia dell’umanità e del “conosci te stesso”: chi sei veramente?
Chi sei veramente oltre il tuo adattamento ad una realtà condivisa!
Chi sei veramente sotto la maschera che indossi!
Chi sei veramente mentre reciti un antico copione!
Chi sei veramente oltre quello che sei sempre stato!
Ciascuno di noi ha le proprie personalissime risposte…