‘P – factor’. Un viaggio

Il dolore fa crescere e anche la paura, anche se probabilmente un po’ tutti vorremmo crescere senza incontrarne più di tanto. Crescere ti richiede di mettere ordine nel caos e nell’imprevedibilità che ti arrivano, prima o poi, tanto o poco, anche se un po’ tutti vorremmo crescere sperando di schivare il più possibile la sofferenza e imparando a cogliere le opportunità. Così è la vita… Certo è meglio la serenità che la tragedia, diremmo tutti.
La nostra vita ci fornisce sostanzialmente interrogativi a cui noi “dobbiamo” rispondere, siamo chiamati ad affiancare punti esclamativi.
La nostra vita si svolge tra ciò che troviamo e ciò che non troviamo. Tra ciò che lasciamo e ciò che troviamo. E ogni tanto ci interroghiamo sulla distanza che esiste tra ciò che siamo e ciò che vorremmo e avremmo voluto essere. Ma anche tra ciò che siamo stati e ciò che non siamo più. E a volte questi temi ci procurano gioia, molto più spesso dolore.
Chi veramente fa i conti con dolore, paura, malattia, perdita, disillusione (tutti noi?) deve necessariamente cercare la luce dentro al buio… Per non sprofondare nell’oscurità, qualunque forma essa possa assumere…
E quindi ognuno ha il suo viaggio da compiere… Eroico o meno che sia… Di cui conosciamo, forse, l’inizio, ma la cui fine dobbiamo cercare di inventare…
Viaggio che si svolge sempre tra regole e immaginazione, tra testa e cuore, tra ragione e sensazioni.
Viaggio in cui devi saperti muovere dentro le certezze rassicuranti e i confini che delineano il percorso, per imparare gradualmente a sfidare i tuoi limiti, imposti e autoimposti, senza mai perdere la testa, qualità che ti permette di perderla solo al momento giusto…
Viaggio che ciascuno compie col personale bagaglio. Di predisposizioni caratteriali ed esperienze precoci, di tendenze innate e di abilità acquisite. Doti naturali e percorsi evolutivi. Bagaglio di dolore e paura e di strategie che abbiamo inventato per cavarcela. Bagaglio di risorse e di limiti personali. Bagaglio in cui ognuno ha messo anche un po’ di certezze su cui poggiarsi e un po’ di imprevisti da imparare a governare.
Fino a quando non funziona qualcosa. Qualcosa non funziona più. Il controllo che, anche solo inconsapevolmente, hai avuto finora lascia il posto a qualcosa che sfugge, che ti sfugge. L’imprevisto diventa ingovernabile.
Prima alcuni segni che non sempre riesci ad interpretare… Poi segnali più chiari, che magari vedi, riconosci come anomalie, ma che tendi a trascurare… Quindi i sintomi, stai male, esprimi una qualche forma e grado di malessere: sei sempre stanco e deconcentrato, il lavoro diventa sempre più “l’attesa del fine settimana”, ciò che fino a ieri ti appassionava ora lo vivi in modo spento, demotivato. Sei costantemente annoiato, quasi sempre incazzato, anche tristezza e ansia ti vengono a trovare sempre più spesso. Ogni relazione ne risente, a casa, al lavoro, in coppia, coi figli, con gli amici. I pilastri in cui ti sei finora riconosciuto e identificato sembrano scricchiolare. Ti senti diverso dal solito, diverso da come sei sempre stato e anche gli altri, più o meno vicini, cominciano a vedere che qualcosa non va nel tuo modo di stare al mondo, nelle relazioni, nella quotidianità.
Il tuo corpo si lamenta, la tua mente si lamenta, tu ti lamenti. Lamenti che hanno bisogno di ascolto. Lamenti che sembrano inascoltabili.
Gradualmente insidiosa, una “parte malata” sta invadendo la tua personalità. Malessere fisico, emotivo, relazionale. Qualcosa è cambiato, si è rotto, si è inceppato o qualcosa del genere. Lo smarrimento che altre volte hai incontrato lungo il viaggio e che hai sempre superato con un senso di sfida, evoluzione, potenza e controllo, oggi è uno smarrimento in cui ti senti “profondamente” perso…
Ora comincia un altro viaggio. In almeno tre tappe, da percorrere necessariamente, anche se, come sempre, ciascuno a suo modo.
Prima. Sto male…
Seconda. Ho bisogno di aiuto…
Terza. Devo farmi aiutare…
Il resto è tutto da percorrere… in infinite forme possibili…
Grazie Luca per il tuo insegnamento…
Grazie Luca per il tuo libro, che invito tutti a leggere e diffondere: ‘P-Factor. La variabile Parkinson nella mia vita’. (Luca Berti. Youcanprint Edizioni).
Grazie per aver condiviso con noi la tua esperienza, il viaggio che stai facendo, forse unico e diverso da altri viaggi, forse simile al viaggio che ciascuno di noi compie…

Il viaggio e la musica

“Ahimé per coloro che non cantano mai, ma muoiono con tutta la loro musica dentro” (Oliver Wendell Holmes).
Per goderci appieno le infinite possibilità che la vita ci offre dobbiamo avventurarci fuori dalla zona di comfort. Morire senza avere intonato il proprio canto è una tragedia e la colpa è nostra, siamo noi a ridurci al silenzio. A trattenerci là dentro è la tipica debolezza moderna: il bisogno di gratificazione immediata. La comfort zone ci fa sentire bene in quel momento cosa importa quanto ci costerà!?!? Ma verrà il giorno in cui dovremo saldare il conto. E allora ci toccherà il dolore peggiore di tutti: la consapevolezza di avere sprecato la nostra vita (Phil Stutz, Barry Michels, Il metodo).

La crescita personale è un viaggio eroico, comune a tutti eppure così straordinario, che, in nome della Vita, ti chiede di incontrare paura e dolore. Solo quando incontri paura e dolore probabilmente stai vivendo veramente…

Tu che viaggio stai facendo?

La colpa è Mia

Ti senti in colpa quando deludi qualcuno. Ti senti libero quando non deludi te stesso.
La colpa è Mia. La colpa è mia. La colpa sono io. Sono io il responsabile portatore (sano? Sano!) di emozioni, sensazioni, insoddisfazioni. Aspettative e frustrazioni. Quello che ci metti tu è di essere ciò che sei. Di agire come agisci. Potrei giudicare in molteplici modi e con infiniti aggettivi il tuo comportamento e il tuo modo di essere. Ma sarebbe utile? Forse né utile né giusto. Se la colpa è mia. Sono io che scelgo e devo scegliere. Scegliere il solito o scegliere altro. “Occorre che faccia qualcosa, mi devo mettere in discussione, devo rimettere tutto in discussione” dice Mia pensando alla pigrizia di Alessandro rispetto al pensare il loro rapporto. Che per Mia ha bisogno invece di parole, pensieri, emozioni condivise. Autenticamente. “Prima di tutto devo capire io da che parte voglio andare” dice Mia. Se restare o andare. Se restare, come? Se andare, dove? Suggerisce il lettore.
Questa è la traccia di “La colpa è Mia”, libro appena uscito del mio amico Paolo Basili, che scrive “dalla voce di una donna”… Che invito tutti ad ascoltare, a leggere.
Nella coppia portiamo noi stessi, con le nostre parti vere e le nostre maschere. Anzi nella vita. Mischiamo tutto con l’altro. E ne usciamo fuori un po’ diversi e un po’ uguali, ancora più uguali a prima. Quanto diversi? Chissà quanta autenticità? Quante maschere? Quante parti oscure illuminate e quante luci spente…
L’altro è quello che è… Il disorientamento di fronte all’altro è nostro. Le emozioni contrastanti sono nostre. I dubbi sono nostri. L’indecisione è nostra.
E il manuale della coppia comincia a scriversi…
Di fronte al desiderio posso chiedere… Ed essere veramente disposto ad accogliere ogni risposta, ascoltando le mie emozioni davanti al sì e davanti al no…
Di fronte al desiderio posso aspettarmi che l’altro lo esaudisca… E che io non mi esaurisca ad aspettare ciò che “dovrebbe” arrivare anche senza chiederlo…
Di fronte al desiderio posso pretendere che l’altro sia proprio come lo voglio, come lo voglio io. L’altro “deve”, senza se e senza ma… Ma quasi mai questo scenario ha un esito felice… Anzi togliamo il quasi!
“Dove inizio io per lui?” si chiede Mia. E quindi dove inizia lui per te? Suggerisce il lettore.
E poi la libertà!!! La libertà da cosa? La libertà per cosa? La libertà dai vincoli esterni (la malattia, il tempo inesorabile, il potere degli altri)… La libertà dalle proprie “strettoie mentali”. La libertà dalle scelte fatte da altri su noi e che abbiamo dovuto subire. Abbiamo scelto di subire. Insomma la libertà è la libertà dalle nostre scelte, prima che delle nostre scelte. Dalle nostre scelte precedenti. Da ciò che crediamo le uniche scelte a nostra disposizione. Da ciò che crediamo l’unica possibilità di scelta. La libertà è insomma inventare nuove possibilità… “Sono prigioniera delle mie scelte” dice Mia. E questa è una consapevolezza fondamentale, suggerisce il lettore. E il papà di Mia, invaso dalla demenza, ma soprattutto dalla saggezza, le dice (o a lei piacerebbe le dicesse?): “noi siamo le strade che percorriamo e le persone che incontriamo, dai genitori in poi… Le scelte che facciamo, ma a volte non sappiamo scegliere… Da una strada ci si può spostare su un’altra perché molte di queste vie prima o poi si incrociano… Questi incroci sono delle opportunità. Crediamo che la vita sia un percorso immodificabile. Non è mai così”.
Quindi sorge necessaria la curiosità. La curiosità di altro… Di un altro. Un altro da me. Un altro me! La curiosità tra eccitazione e paura…
Attraverso una coincidenza. E una poesia. Una coincidenza? Jung la chiama sincronicità. Un destino da scegliere? E il momento del coraggio… Che scema… O non arriva mai!
Perché siamo tutti irrisolti, abbiamo tutti qualcosa da risolvere… Da sempre persi nella ricerca dell’amore tra gli amori apparenti. Perdendo l’amore per se stessi. Semmai lo si è avuto, trovato, coltivato…
E poi c’è Serenella, l’amica di Mia, suo grillo parlante. Ma anche una parte di sé capace di stare sopra le righe, dentro le righe e soprattutto tra le righe, di comprendere quello che non tutti sanno cogliere. Di capire che sono le emozioni a dettare le regole… E che il controllo di sé e degli altri spesso è solo un’illusione della mente… La logica è perfetta, tutto il resto no.
Ma come può una vita regolare diventare improvvisamente così scellerata? Ecco una bella domanda per tutti noi. A cui tutti siamo chiamati a rispondere… Grazie Mia per mostarci la tua via… Una, tra le infinite possibili… Grazie Paolo!

In realtà… L’eroe alle soglie del rinnovamento

Nella testa di ciascuno di noi girano pensieri e “doveri” che guidano il nostro vivere quotidiano e orientano le nostre scelte. Ciascuno di noi ha in testa l’idea, non sempre chiaramente consapevole, di “chi deve essere” e “cosa deve fare”… Per allontanare la sofferenza e avvicinare la felicità… In realtà… Ciascuno di noi può creare nuovi pensieri e nuove regole a guida del proprio agire…
Ciò che “devi” essere e fare, in realtà, è ciò che “preferisci”. Scommetto che riesci a trovare un esempio di questo nella tua vita…
Ciò che credi sia una “necessità assoluta”, in realtà, è ciò che “scegli”. Dai, impegnati a cercare un esempio che ti riguarda…
Ciò che hai imparato a credere fosse “l’unico modo” per ottenere ciò che era per te importante, in realtà, è uno dei “tanti modi possibili”. Secondo me ce la puoi fare a dimostrare questa idea, se pensi a qualcosa della tua vita …
Ciò che “continui” a fare, in realtà, è qualcosa che “puoi modificare”. Questo sembra il più scontato di tutti i pensieri espressi finora… Hai qualche esempio?!
Questi pensieri esprimono un’ispirazione di fondo per comprendere come funziona la mente e il comportamento.

In realtà, non è semplice seguire questa ispirazione. Non sempre almeno. Forse quasi mai. Al tempo stesso ce la puoi fare… Nonostante impedimenti e costrizioni esterne e condizionamenti e paure interni, ce la possiamo fare a trasformare ciò che sembra scontato, ciò che sembra dettato solo dalle circostanze difficili, ciò che è stato scritto in passato, forse da “allora” e sembra per sempre… Lo possiamo trasformare in qualcosa d’altro che possiamo impegnarci a riscrivere “ora”.
Non siamo onnipotenti. Nessuno lo è, in realtà, ciascuno di noi ha un certo grado di potere per cercare di essere “eroi della nostra nuova vita…” Per riscrivere nuove regole da seguire per guidare il nostro comportamento in modo da soddisfare i nostri bisogni e mantenendo un adeguato rapporto con la realtà.
Combattendo ogni giorno con tutte le nostre forze, lasciandoci alle spalle la nostra puerile innocenza infantile, liberandoci del nostro vittimismo da orfani di chi non ci ha dato quello che avrebbe dovuto e che avremmo voluto, pronti oggi a chiedere aiuto a chi vuole accompagnarci…
Amanti appassionati della vita, pronti a crearla e ricrearla, per lasciarci alle spalle ciò che non è più adatto a noi, in cerca di altri tesori…
Un po’ saggi… Un po’ maghi… Un po’ realisti… Un po’ folli…

4  ostacoli al cambiamento

Ti presento 4 grandi motivi che rendono difficile intraprendere un percorso di crescita personale o terapeutico o anche motivi che di fatto rendono inefficace ogni tentativo di reale, effettivo e duraturo cambiamento.

1. VOLER EVITARE IL CONTATTO DOLOROSO CON LA CONSAPEVOLEZZA. Guardare in faccia i problemi è difficile un po’ per tutti, spesso vuol dire riattivare ferite da cui spesso preferiamo fuggire. A volte è più facile raccontarsi realtà diverse da quelle che pure conosciamo bene, preferiamo o riusciamo solamente a reprimere; piuttosto che sentire le nostre emozioni, finiamo dunque per anestetizzarci dal nostro dolore, fino a perdere contatto con la nostra natura più autentica e vitale. L’anestesia, anche attraverso le forme più svariate di dipendenza, può essere utile a breve termine, ma a lungo andare è un modo per autodistruggerci.
La psicoterapia è un invito al contatto emotivo liberatorio e trasformativo. Un invito al coraggio nonostante la paura.

2. CONTINUARE A DARE LA COLPA dei propri problemi ALL’ESTERNO piuttosto che mettersi in discussione e assumersi la piena responsabilità di come stiamo contribuendo alla nostra sofferenza. Sarebbero gli altri i colpevoli della nostra sofferenza. Sono gli altri che dovrebbero cambiare. In realtà, non si tratta di sentirsi in colpa o di giudicarci colpevoli del nostro dolore, il senso di colpa è della “mente infantile”. Si tratta piuttosto di cominciare finalmente ad assumerci la responsabilità “adulta” di quello che pensiamo e facciamo per contribuire ora, come in passato, alla nostra infelicità. Come sarebbe per te se le critiche che ricevi fossero fondate e ti potessero aiutare a capire meglio te stesso per agire in modo più utile ed efficace rispetto ai tuoi bisogni ed obiettivi? Come sarebbe per te se i tuoi difetti fossero proprio veri e ti aiutassero a comprendere come migliorare la tua capacità di realizzare i tuoi desideri? Come sarebbe per te se ti prendessi la responsabilità dei tuoi errori in modo da favorire incontri e relazioni per te più soddisfacenti?
Comunque, se non siamo colpevoli del nostro passato, siamo sicuramente responsabili del nostro agire presente e futuro.
La psicoterapia è un invito alla responsabilità adulta; nonostante la ferita che ci portiamo dentro, ad attivarci per cambiare in prima persona.

3. MANTENERE LA CONVINZIONE CHE “NON È POSSIBILE CAMBIARE”. Mantenere la convinzione che “io sono così di carattere e non ci posso fare niente”, “così sono nato e così morirò”. Mantenere convinzioni rigide sull’immodificabilità del destino scritto per ciascuno di noi.
La psicoterapia è un invito a comprendere cosa è possibile cambiare rispetto a cosa siamo invece impotenti. Per essere saggi da capire la differenza e coraggiosi per impegnarci con tutte le nostre risorse a dirigere la nostra vita verso le mete desiderate. Un percorso che richiede impegno disciplinato, pazienza, creatività e rigore.

4. PENSARE CHE IL CAMBIAMENTO SIA UNA PERDITA DI IDENTITÀ, viverlo come uno sconvolgimento della personalità, spaventarsi di poter diventare “qualcun altro” … Il cambiamento in realtà non è on/off, tutto o niente, felice o infelice, sano o malato. Né significa adattarsi a cosa e come gli altri vorrebbero per noi. Il cambiamento è un processo di apprendimento, ciascuno lo realizza a suo modo e a suo tempo.
La psicoterapia è un invito a camminare al proprio ritmo, un passo alla volta, a scegliere in base ai propri bisogni, ad affrontare la vita come più liberamente ci aggrada, a scoprire come si preferisce condurre la propria vita indipendentemente da chiunque voglia imporci la sua volontà…

Comprendere quanto ci imprigionano questi 4 grandi motivi è già un passo decisivo per l’evoluzione personale…

L’orologio di Charles Baudelaire

L’orologio, il dio sinistro, spaventoso e impassibile,
ci minaccia col dito e dice: Ricordati!
I Dolori vibranti si pianteranno nel tuo cuore
pieno di sgomento come in un bersaglio;
il Piacere vaporoso fuggirà nell’orizzonte
come silfide in fondo al retroscena;
ogni istante ti divora un pezzo di letizia
concessa ad ogni uomo per tutta la sua vita.
Tremilaseicento volte l’ora, il Secondo
mormora: Ricordati! – Rapido con voce
da insetto, l’Adesso dice: Sono l’Allora
e ho succhiato la tua vita con l’immondo succhiatoio!
Prodigo! Ricordati! Remember! Esto memor!
(La mia gola di metallo parla tutte le lingue).
I minuti, mortale pazzerello, sono ganghe
da non farsi sfuggire senza estrarne oro!
Ricordati che il tempo è giocatore avido:
guadagna senza barare, ad ogni colpo! È legge.
Il giorno declina, la notte cresce; ricordati!
L’abisso ha sempre sete; la clessidra si vuota.
Presto suonerà l’ora in cui il divino Caso,
l’augusta Virtù, la tua sposa ancora vergine,
lo stesso Pentimento (oh, l’ultima locanda!),
ti diranno: Muori, vecchio vile! È troppo tardi!

In che modo questa poesia racconta di te? Qual è il tuo rapporto col tempo? Tempo, ricordati, che scorre inesorabile? Che tempo dai e che spazio al tuo piacere? Che tempo dai e che spazio alle attività che veramente rendono la tua vita, come ogni singola giornata, dal primo all’ultimo giorno, piena di piacere e degna di essere vissuta? E di cosa è fatto il tuo piacere?
Quanto riesci a portare il piacere nella tua vita? Quanto ti fai sommergere dai sensi di colpa?
Cosa stai facendo per rendere la tua vita il più possibile vicina a come la vuoi? Cosa manca alla tua vita, ora, per essere, ora, proprio come la desideri? E che devi metterci?
Tante domande… Inizia a rispondere prima che sia troppo tardi… Buon anno!!!

Sfida a te stesso

Oggi ti propongo un esperimento. Una vera e propria sfida a te stesso. Un combattimento tra due eroi. Tra l’eroe che sei nella tua vita per come sei arrivato oggi ad essere la persona che sei, col tuo carattere, con la tua personalità, col tuo stile di vita, col tuo modo di pensare e agire, stare al mondo e stare con gli altri. E l’eroe che vuoi essere e che puoi essere da oggi in poi, imparando a valorizzare il tesoro che hai costruito nel tempo e anche ad uscire fuori dal solito mondo ordinario e confortevole che pure ormai ti sta stretto.

Individua allora alcuni tuoi modi tipici di essere, pensare, agire e interagire. Quello che sei sempre stato, quello in cui ti riconosci fin da piccolo, quello che ti caratterizza, in positivo ed eventualmente anche in negativo. Ad esempio, io sono forte, disponibile, testardo, lamentoso, orgoglioso, dipendente, sensibile, estroverso, affidabile, dinamico, vivace, autonomo, tutto d’un pezzo, compiacente, accondiscendente, solitario, generoso, impassibile, io tendo a controllare tutto, ecc..

Individua quindi alcuni modi in cui ti piacerebbe essere o comportamenti che credi sia utile per te cominciare ad adottare. Ad esempio, io posso essere anche fragile, io posso anche dire no, io posso anche chiedere aiuto e sostegno, io posso anche fermarmi, io posso anche riposare, io posso anche non farcela, io posso anche deludere, io posso anche perdere, io posso anche lasciarmi andare, io posso anche affidarmi, io posso aver paura, io posso aver bisogno, io posso combattere per i miei desideri, io posso restare in disparte, io posso aprirmi agli altri, io posso cedere, ecc..

Come vedi, laddove il tuo modo tipico di essere in cui ti riconosci da tempo sembra aver tracciato nel tempo strade obbligate per cui hai deciso di essere in un certo modo, forse molti anni fa, probabilmente in modo inconsapevole, certamente per adattarti al posto in cui sei cresciuto… oggi ti si aprono di fronte diverse altre possibilità. Posso… Posso anche… E posso…

Il lavoro di cambiamento e crescita personale è proprio l’integrazione del vecchio col nuovo. Non la sostituzione, ma l’affiancamento, aggiungere nuove possibilità accanto ai modi da sempre praticati. Un arricchimento della cassetta degli attrezzi esistenziali. Se prima ti riconoscevi e ti riconoscevano gli altri in pochi modi in cui devi essere perché da sempre è così … Da oggi in poi puoi darti il permesso di essere anche in altri modi … più in linea con la consapevolezza maturata negli anni.
Quindi, concretamente, da oggi in poi, quando ti ritrovi in certe situazioni che si ripetono senza tempo, sempre allo stesso modo:
PROVA A NON FARE QUELLO CHE SOLITAMENTE FAI E CHE FARESTI ANCHE IN QUESTA OCCASIONE…
PROVA A FARE CIÒ CHE SOLITAMENTE NON FAI E CHE NON FARESTI NEMMENO IN QUESTA OCCASIONE…
PROVA… E VEDI L’EFFETTO CHE FA… SU DI TE E SUGLI ALTRI… Cosa succede, cosa pensi e cosa provi, come reagiscono gli altri al tuo cambiamento e come reagisci tu…

Oltre gli automatismi
Oltre le abitudini
Oltre i benefici della zona di comfort
Oltre gli svantaggi della zona di sicurezza
Oltre ciò di cui sei esperto
Oltre la tua paura di cambiare

Prova per capire, per apprendere, per cambiare realmente ed efficacemente in una direzione più in linea con la persona che sei diventata e che vuoi diventare…
Ancora buon viaggio…

L’eroe nello stress quotidiano

Quando ti senti CONFUSO e non hai ben presente la situazione in cui ti trovi, non capisci chiaramente cosa stai vivendo e non sai nemmeno bene cosa vorresti…
Quando ti senti INSICURO rispetto a decisioni da prendere, scelte da compiere e comportamenti da adottare…
Quando sei in CONFLITTO tra diverse opzioni, nessuna delle quali per te pienamente soddisfacente, in conflitto con idee altrui e in conflitto tra diverse esigenze dentro di te…
Quando ti senti INCASTRATO e ogni scelta presenta un prezzo troppo alto da pagare…
È il momento di ACCEDERE ALL’EROE dentro di te… Al tuo coraggio di muoverti comunque di fronte alla certezza che perderai qualcosa per strada… Alla tua saggia creatività, consapevole che comunque nessuna soluzione è perfetta…
Per essere un eroe del quotidiano vivere, soprattutto per agire in modo consapevole e responsabile, puoi farti aiutare da alcune “semplici” domande, interrogando testa, cuore e viscere:
COSA SENTO all’interno della situazione che sto vivendo? Quali emozioni provo? Quali sensazioni?
DI COSA HO BISOGNO profondamente e autenticamente? Cosa veramente può fare la differenza per me? Su cosa posso io fare veramente la differenza?
COSA È VERAMENTE IMPORTANTE PER ME, per cosa vale la pena impegnarmi?
QUALI CONSEGUENZE sono disposto ad affrontare rispetto alle scelte che farò?
Quindi prova a darti una SCADENZA per la scelta che devi fare… Per l’azione fondamentale che devi compiere…
Appropriati della RESPONSABILITÀ della SCELTA che stai facendo ATTUALMENTE, ad esempio, evitare certe conseguenze o aspettare che scelgano altri…
… … … … … … … …
Infine, giunta la scadenza, diventa consapevole della nuova scelta o della vecchia scelta che stai continuando a fare… ACCETTANDO fino in fondo le CONSEGUENZE del tuo AGIRE …

L’eroe in viaggio

Il VIAGGIO DELL’EROE è una mappa per il cambiamento.
Ogni CAMBIAMENTO ha bisogno di una spinta.
La SPINTA può arrivare dalla sofferenza o dal desiderio.
La SOFFERENZA esprime il tuo disagio rispetto allo stato attuale delle cose: pensa alle tue frustrazioni e delusioni quotidiane, pensa al lavoro, alle relazioni, alla tua forma fisica, alla tua salute psichica, a come impegni il tuo tempo, a come curi o trascuri te stesso e gli altri, ad ogni obiettivo che tu possa concepire.
Il DESIDERIO esprime la voglia di costruire la vita il più possibile somigliante a come tu la vuoi, piena delle cose, delle attività, delle persone e delle esperienze per te importanti.
Pensa ad uno o più ambiti e ruoli della tua vita e diventa consapevole di COSA STAI SCEGLIENDO, se stai continuando a sopravvivere o se aspiri ad altro…
Ad un certo punto devi scegliere se farti guidare dalla PAURA o dal DESIDERIO, dalla CURIOSITÀ o dall’EVITAMENTO, da ciò che credi IMPOSSIBILE o da ciò che vuoi impegnarti a rendere POSSIBILE, reale e concreto per te.
Raccogli, quindi, forze, RISORSE e tutti gli aiuti per te disponibili e ti incammini… Deciso a LASCIARTI ALLE SPALLE molta parte di quello che sei sempre stato finora, quello che hai sempre fatto, quello che hai sempre ottenuto. Pieno di PAURE e insicurezze, accanto a tanto CORAGGIO e voglia di creare nuove possibilità per te. Disposto ad affrontare mostri e DRAGHI, esterni e interiori, pur di salire ad un livello superiore, pur di trasformarti, prendere una NUOVA FORMA, seguire nuove regole per stare al mondo, per stare con gli altri, per stare con te stesso. Disposto a MORIRE, pur di smettere di sopravvivere, per iniziare a VIVERE. Fino alla ricompensa, fino a rinascere RINNOVATO, fino alla conquista del TESORO per te e per le persone della tua vita…
Come vedi una metafora… Un’ispirazione ideale… Un contenitore che tu devi riempire con il tuo progetto, con i tuoi progetti concreti in una o più aree della tua vita, con le tue riflessioni e con le tue azioni consapevoli e responsabili, con la tua determinazione a prendere in mano la tua vita come non hai ancora fatto… Buon viaggio!

Il viaggio dell’eroe. Prevenire Curare Promuovere Trasformare

Il tuo cambiamento può avvenire in tanti modi.

Puoi PREVENIRE una serie di esperienze negative e dolorose, imparando a gestire le tue reazioni, i tuoi stati d’animo e le tue emozioni in relazione agli accadimenti quotidiani. Su fatti ed eventi spesso non abbiamo più di tanto il potere di incidere, sul modo di viverli e di affrontarli invece sì; possiamo sempre governare i nostri pensieri e le nostre azioni per regolare le nostre emozioni in modo da non uscire con le ossa troppo rotte dai traumi, dagli abusi, dagli stress e dalle frustrazioni su cui non abbiamo controllo.

Puoi CURARE il tuo malessere, puoi sempre iniziare a prenderti cura di te come non hai mai fatto, puoi occuparti dei tuoi dolori, delle tue ferite, dei tuoi bisogni insoddisfatti, del tuo sentirti non amato e non stimato.

Puoi PROMUOVERE comportamenti più sani e responsabili ovvero puoi iniziare ad adottare azioni maggiormente in linea con i tuoi valori e desideri consapevoli.

Puoi TRASFORMARE la tua vita e te stesso. Puoi essere finalmente l’eroe della tua vita, della tua evoluzione, del tuo creare te stesso secondo forme e norme nuove per te, diverse da quelle che ti sono state proposte in origine e che tu hai fatto tue e perpetuate nel tempo…

Il cambiamento può essere più o meno impegnativo. Dipende da tanti fattori. Dalla posta in gioco (bisogni, desideri, obiettivi, valori), dalle tue risorse materiali ed emozionali, dalla tua motivazione a trasformarti. Dalla voglia di metterti in gioco sfidando la paura del drago e la morte. Anche dalla sfortuna, dagli eventi avversi, da impedimenti ed ostacoli esterni di vario tipo. Senza dimenticare le resistenze interne, gli autosabotaggi, la tua preferenza per la zona di comfort.
La questione del cambiamento di fronte alle miserie dello stress quotidiano si presenta, comunque, sempre allo stesso modo: che voglio fare? Come posso farlo? Quale la prima decisione fondamentale? Quale la prima azione necessaria?
Buon viaggio!