La vita che vuoi

Se io ti chiedessi qual è la vita che vuoi, tu mi daresti la tua risposta. La vita che voglio è fatta di… E di… E ancora di…
Probabilmente se ti avessi fatto la stessa domanda qualche tempo fa o tanto tempo fa, mi avresti dato una risposta diversa, forse simile o forse anche molto diversa…
E probabilmente la stessa cosa succederebbe se ti facessi la stessa domanda tra qualche tempo o più in là ancora nel futuro…
Forse è scontato, forse no.
Allora 4 domande, apparentemente semplici, per un percorso di consapevolezza che dura tutta la vita.
1. Qual è la vita che vuoi?
2. Cosa vorresti fosse presente nella vita che vuoi?
3. Cosa deve accadere per realizzare la vita che vuoi?
4. Cosa devi fare tu per avvicinarti alla vita che vuoi?
Ti consiglio di prendere un quaderno da dedicare specificamente alle risposte a queste domande. Carta, penna, matita, colori, cancella, modifica, asterisco e così via. Potresti farlo anche su dispositivi elettronici, ma credo di poter dire che non sarebbe la stessa cosa. Meglio un quaderno cartaceo a tua disposizione, per tutta la vita… Per la vita che vuoi!
Intanto, se vuoi leggere e farti aiutare dal mio libro ‘Alice nel paese delle miserie’, puoi ordinarlo direttamente in libreria oppure on line.

Quando i buoi sono usciti…

Quando arrivano le malattie psicologiche (ansie, fenomeni depressivi vari, attacchi di panico, crisi sul lavoro e nelle relazioni, ecc.) come anche molte malattie fisiche importanti, crediamo, troppo spesso, che siano espressioni della nostra debolezza e magari ce ne vergogniamo anche o ci sentiamo in colpa perché abbiamo creato danno e disagio a noi e a chi ci sta vicino.
In realtà, I SINTOMI CHE CI INVADONO SONO LA TRASFORMAZIONE PATOLOGICA DI SEGNALI CHE IN PRECEDENZA NON ABBIAMO SAPUTO ASCOLTARE.
Segnali di cosa in particolare? Segnali che abbiamo troppo tirato la corda, abbiamo chiesto a noi stessi di essere forti, solo forti, sempre solo ed esclusivamente forti. Ad esempio:
– non ci siamo permessi di fermarci quando eravamo stanchi,
– abbiamo sempre sfidato i nostri limiti oltre ogni ragionevole misura,
– abbiamo alzato sempre più gli standard di successo a cui rispondere,
– abbiamo aumentato a dismisura le richieste che facciamo a noi stessi,
– abbiamo seguito regole sempre più rigide su come ‘dover essere’,
– non ci siamo permessi di dire no a tante richieste che provenivano da nord e sud, da est e ovest,
– non ci siamo concessi di chiedere aiuto e sostegno anche se ne avevamo bisogno.
Ti riconosci in qualcuna di queste situazioni? Hai qualche esempio che riguarda la tua vita o persone che conosci?
La malattia ci mette in contatto con la PAURA: la paura di perdere tante persone e cose preziose della nostra vita, la paura di una vita piena di limiti, fino alla paura della morte, reale o in tante sue forme simboliche. Muore qualcosa.
La paura potrebbe e dovrebbe bastare per portare la persona a fare CAMBIAMENTI INCISIVI nel suo sistema di vita, nella gestione del tempo, degli impegni e delle relazioni. Ad esempio, rallentare, togliere qualche stress, accettare le rinunce delle scelte di cambiamento.
Se questa paura non bastasse, potrebbe rivelarsi utile o necessario un percorso terapeutico per:
– comprendere ed accettare la paura delle perdite,
– comprendere ed accettare la paura del cambiamento,
– comprendere e superare i motivi della resistenza al cambiamento.
Magari prima della terapia, potrebbe anche aiutare leggere ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Scatena la catena

Certamente la tua giornata tipo contiene un po’ d’ansia. Quasi ogni giorno, almeno un po’. Ansia per…
Certamente la tua giornata tipo contiene un po’ di paura. Quasi ogni giorno almeno un po’. Paura per…
Certamente la tua giornata tipo contiene un po’ di rabbia. Quasi ogni giorno almeno un po’. Rabbia per…
Certamente la tua giornata tipo contiene un po’ di tristezza. Quasi ogni giorno almeno un po’. Tristezza per…
Certamente la tua giornata tipo contiene un po’ di senso di colpa. Quasi ogni giorno almeno un po’. Senso di colpa per…
Certamente la tua giornata tipo contiene un po’ di vergogna. Quasi ogni giorno almeno un po’. Vergogna per…
Spero di non sbagliare nel credere che altrettanto certamente la tua giornata tipo contenga un bel po’ di gioia. Spero ogni giorno, anche un bel po’, un bel po’ tanto. Gioia per…
Insomma, provare emozioni è vivere. Ogni emozione è normale nel senso che ha un senso. È parte di ciò che ci accade e di cosa proviamo rispetto a ciò che ci accade. Non ti sarà stato difficile completare quei puntini per trovare esempi quotidiani di ansia, paura, rabbia, tristezza e ogni altra emozione, dolorosa o gioiosa.
Detto questo, cos’altro voglio dire?! Che il modo in cui noi trattiamo le nostre emozioni può essere fonte di sofferenza!!! In particolare le emozioni spiacevoli. Che intuitivamente vorremmo eliminare.
Quando vogliamo eliminare le nostre emozioni dolorose finiamo per attivare, però, strategie che risultano controproducenti. Cominciamo a combattere le nostre emozioni invece che lasciare che facciano il loro corso.
È comprensibile che noi vogliamo ridurre la nostra sofferenza, ma scegliamo strade sbagliate che finiscono per alimentarla. Cominciamo a rimuginare su ciò che sta accadendo fino a gonfiare preoccupazione e senso di incertezza. Cominciamo a ruminare sui motivi delle nostre emozioni e invece che comprenderne il senso finiamo per creare una catena di emozioni dolorose, sofferenza su sofferenza. Cominciamo a sviluppare ansia per la nostra ansia, paura della nostra paura e rabbia per la nostra rabbia. Ma anche rabbia per la nostra ansia, tristezza per la nostra rabbia, senso di colpa per ciò che proviamo e vergogna perché le cose dovrebbero essere diverse e “io dovrei essere diverso da quello che sono”, “cosa c’è di sbagliato in me?”
Insomma, se cominciamo a combattere contro le  nostre emozioni cominciamo a combattere contro noi stessi. Chi vince vince, noi abbiamo comunque perso.
Le emozioni piacevoli, felici esprimono il nostro appagamento per bisogni soddisfatti. Invece, il corso naturale delle nostre emozioni di sofferenza prevede che ad ogni emozione si accompagni un bisogno insoddisfatto e un’azione utile per soddisfarlo. Questo è ciò che dobbiamo fare quindi, in modo controintuitivo:
1. riconoscere l’emozione quando arriva, darle un nome, sentirla nel corpo
2. accoglierla piuttosto che tentare di scacciarla, darle spazio, lasciarla essere, lasciarla passare
3. cercare la frustrazione che la accompagna ovvero identificare il bisogno insoddisfatto
4. riflettere il giusto
5. per attivare un’azione efficace alla soddisfazione
6. impegnandoci per cercare di ottenere ciò che vogliamo e imparando anche ad accettare ciò che non abbiamo il potere di modificare
7. impegnandoci a vivere una vita piena di senso e valore per noi, compiendo attività per noi importanti, vivendo il tempo con persone per noi importanti… Cercando esperienze per noi ricche e significative… Nonostante le emozioni dolorose che pure fanno parte della vita…
Da ultimo, ma non per importanza, mi permetto di suggerirti un’attività che potrebbe avere valore per te: leggere ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Gli ingredienti delle nostre scelte

Le nostre scelte sono determinate da alcuni fattori, esterni e interni.
I fattori esterni sono sostanzialmente l’ambiente materiale oggettivo e il contesto interpersonale, come si comportano gli altri e come la persona li percepisce.
I fattori interni sono: sensazioni ed emozioni; bisogni, scopi e desideri; pensieri e credenze; valori, norme e regole personali.
Ogni nostra scelta è un mix di questi ingredienti. Ovviamente in un processo di riflessione e decisione che è abbastanza rapido ed efficace a volte o anche molto arzigogolato e poco funzionale per la persona altre volte; in certi casi consapevole, a volte automatico e inconsapevole, altre volte con una consapevolezza parziale di cosa stia determinando le nostre scelte.
Le scelte che facciamo determinano la vita che viviamo, verso la sofferenza o verso il benessere…
Prova ad osservare com’è per te… Attiva l’io che guarda il me… Me mentre scelgo…
Pensa ad una scelta recente, magari banale o più importante… Che hai mangiato ieri oppure che decisioni hai preso sul lavoro. Oppure immagina una scelta che stai per fare o devi fare… Che tipo di vacanza scegliere o che maglia acquistare.
Osservati e nota gli ingredienti… Quali sensazioni ed emozioni mi spingono? Quali bisogni voglio soddisfare? Quali pensieri mi guidano? Quali valori mi orientano?
Fallo per diverse scelte… Importanti e meno… Recenti, antiche o che dovrai fare…
Osservati e nota cosa noti…
Se ci sono ingredienti sempre presenti e alcuni sempre assenti… (Almeno per quello di cui sei consapevole)
Se cambiano gli ingredienti in base al tipo di scelta…
Se vorresti fare altre scelte ma non ci riesci…
E qualsiasi altra cosa noti…
Questo esercizio di auto-osservazione ti può fornire tante informazioni e anche idee inaspettate su come funzioni e come potresti fare scelte sempre più in linea con chi sei e cosa vuoi…
Buone scelte!!!
Ovviamente una scelta non può mancare: leggere ed applicare ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line. Attenzione: non contiene ricette già scritte per te, ma ti indica tanti modi per organizzare gli ingredienti per le tue scelte meravigliose…

Scambio tra amici

Come stai? Di corsa, ma bene! Riusciremo a scegliere di rallentare? Quando faremo un incidente!
Conosci questo tipo di scambio? Ti sei ritrovato anche tu in una conversazione simile? Solo i sintomi riusciranno a fermare i nostri ‘eroi della corsa senza limiti’? L’unico limite resta la morte o la malattia che ci tiene al palo?
Della serie: la mamma dei coglioni è sempre incinta. Scusa il tecnicismo…
Corriamo verso…?
Corriamo per…?
Forse lo sappiamo… Forse no… Forse abbiamo smarrito il senso. La direzione. E il significato.
La direzione? I nostri valori… Quali? Li conosci?
Il significato? La felicità… Quale? Cos’è per te la felicità o quello che stai cercando?
Urge lavoro di consapevolezza e responsabilità delle scelte.
Ciascuno di noi deve cercare il proprio senso.
Le domande utili per l’esplorazione e la comprensione diventano:
A quali richieste sto rispondendo? Richieste degli altri e richieste che faccio a me stesso…
A quali doveri sto rispondendo? Doveri realistici connessi alle mie responsabilità e doveri eccessivi, patologici, frutto della nostra ricerca di amore e apprezzamento per lenire il senso profondo di inadeguatezza che, chi più chi meno, ci portiamo dentro.
E cosa succede quando immagino di dire no a qualche richiesta e dovere eccessivi?
E cosa succede quando riesco effettivamente a dire qualche no?
Il lavoro è appena all’inizio…
‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line, è disseminato di esempi e riferimenti a questo modo di stare al mondo… Ci sono anche suggerimenti per il cambiamento… Ma ti dico in anticipo: non ci sono soluzioni ci sono inviti all’azione… Non ci sono frutti, ci sono semi…

Se tu eliminassi i problemi che hai…

La questione è semplice, essenziale quanto potente. Se tu eliminassi i problemi che hai, i sintomi che hai, i malesseri che hai, che cosa succederebbe? Come ti sentiresti? Che cosa faresti? Verso quali direzioni ti dirigeresti? Quali sarebbero gli scopi che potresti e vorresti perseguire?
Quando rispondi, non ti fermare a focalizzare gli esiti emotivi positivi: gioia, soddisfazione, sollievo, serenità, leggerezza, liberazione, successo e altri effetti desiderati e raggiunti. Focalizza anche i cambiamenti che ne conseguirebbero. Cosa cambierebbe nelle tue attività giornaliere? Come cambierebbe l’organizzazione del tuo tempo? Cosa cambierebbe nelle tue relazioni?
A volte, o spesso, siamo consapevoli di ciò che vorremmo eliminare dalla nostra esperienza quotidiana, ma siamo meno consapevoli di cosa vorremmo raggiungere. Sappiamo da cosa ci vogliamo allontanare, ma conosciamo meno ciò che vorremmo avvicinare e ottenere. Oppure sappiamo cosa vogliamo, ma non sappiamo come arrivarci. O anche: sappiamo come arrivarci, ma non siamo disposti all’impegno personale che richiede il percorso. E quindi ricomincia uno stato di malessere e frustrazione. Per cui tre focalizzazioni sono fondamentali:
COSA VUOI OTTENERE
COME TI VUOI SENTIRE
COSA DEVI FARE.
‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line, ti fornisce numerosi esempi di questo fondamentale percorso di consapevolezza e azione.

Valori, consapevolezza e cambiamento

Quali aggettivi positivi potresti usare per descriverti? Ad esempio, intelligente, generoso, disponibile, affidabile, furbo, capace, appassionato, ecc. Trova i tuoi, almeno 5 aggettivi che esprimono tue caratteristiche positive o qualità. Ora trova le caratteristiche opposte alle qualità positive che ti caratterizzano. Ad esempio, l’opposto di intelligente potrebbe essere stupido o scemo. L’opposto di capace potrebbe essere incompetente, inetto, inadeguato. L’opposto di generoso potrebbe essere egoista; affidabile-inaffidabile; furbo-scemo, per qualcuno furbo-onesto; disponibile-menefreghista; appassionato-arido o spento o vuoto. Come vedi puoi sbizzarrirti nel cercare uno o più aggettivi qualificativi per te significativi ovvero che definiscono il significato che dai a certi comportamenti e persone, a cominciare da te stesso.
Ora, come definisci il tuo stato attuale insoddisfacente? Depresso, stressato, ansioso, deluso, frustrato, angosciato, disperato, preoccupato, disilluso, fallito, colpevole, arrabbiato, ecc.
Come vorresti sentirti? Felice, rilassato, sereno, tranquillo, appagato, realizzato, sicuro, ecc.
Prendi uno di questi aggettivi che descrivono il cambiamento che vorresti raggiungere. Ad esempio, sereno. Cosa significa per te essere sereno? Ad esempio, appagato, grato, amorevole.
Potrebbe succedere che un cambiamento che vorresti realizzare sia associato a caratteristiche negative che non ti piacciono e non vorresti avere. Ad esempio, se per te essere felice coincidesse almeno in parte con egoista? Se sentirti appagato richiedesse di trascurare gli amici che per te sono un valore importante, se rilassato coincidesse con lavorare di meno e per te il lavoro fosse un valore primario?
Questi esempi per dimostrarti come a volte il cambiamento che pure desideriamo può essere ostacolato da conflitti interiori tra ciò che vorremmo e qualcosa per noi negativo che questo implicherebbe.
A questo punto ci troveremmo di fronte alla necessità di scegliere a cosa rinunciare, cosa sacrificare.
Può essere utile allora farsi aiutare dalla consapevolezza. Ad esempio, individuando persone del proprio ambiente che riescono ad incarnare sia certi aspetti che altri senza sentirsi in conflitto, magari una persona può sentirsi felice anche se si sente egoista perché per lei la felicità è un valore primario o perché per lei essere egoista non ha un significato negativo ma semplicemente descrive chi si occupa dei propri bisogni.
O farsi aiutare dalla fantasia, immaginando di aver realizzato già il cambiamento desiderato, immaginando quindi che tipo di vita sarebbe una volta raggiunto il cambiamento.
O ancora chiedersi cosa significa essere sereno? Perché è importante e desiderabile essere sereni (oltre le ovvie risposte)? Come è una persona serena? Che vita conduce una persona serena?
Come vedi, la consapevolezza è una strada maestra, una lunga strada del percorso dalle miserie alle meraviglie. Miserie e meraviglie sono opposti? Potresti chiederlo ad ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.
A proposito, qual è il contrario di consapevole?

Obiettivi possibili e impossibili

Succede a tutti di vivere situazioni in cui le cose sono diverse da come le vorremmo. Così come tutti ci confrontiamo con comportamenti di persone che sono molto lontane dai nostri desideri o da ciò che noi riteniamo giusto. Succede. Ciascuno di noi cerca di gestire il livello di stress e sofferenza che ci procurano queste frustrazioni e queste delusioni.
Ciò che non dipende da noi è certamente qualcosa che può arrivarci come spiacevole e disturbante. Noi abbiamo il compito di governare in modo flessibile e utile ciò che non possiamo controllare: né eliminare né prevenire né impedire. Se siamo impotenti in un certo grado, dobbiamo capire dove sta il nostro potere ed usarlo per arginare i livelli di stress e sofferenza che potremmo vivere. Dove sta il nostro potere? Di cosa è fatto? Quanto è grande? Quanto possiamo renderlo efficace?
Il nostro potere consiste nel dare significato alle esperienze in modo da non farcene travolgere. Consiste nel regolare le nostre emozioni in modo da vivere situazioni spiacevoli che non possiamo eliminare come situazioni tollerabili che possiamo superare. Consiste nel regolare il nostro comportamento in modo da soddisfare i nostri bisogni, realizzare i nostri desideri e proteggerci da ciò che ci fa male. Consiste nell’accettare ciò che non possiamo cambiare (perdite, limiti, mancanze, ecc.) mentre continuiamo ad impegnarci in azioni guidate da ciò che è importante per noi.
In sostanza: non possiamo eliminare completamente la sofferenza dalla nostra vita, possiamo arginarla al meglio e comunque agire per creare una vita di qualità, accettando limiti e ridimensionamenti e cavalcando desideri e possibilità.
Se non vuoi credere a me, prova a credere ad ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

La vita avvitata

Hai mai avvitato una vite? Devi metterla nel suo foro d’entrata e girarla fino a quando è completamente inserita nello spazio predisposto ad accoglierla. Se non la giri più volte su se stessa (potresti farlo con la mano o con un giravite, anche elettrico se ne possiedi uno), l’operazione è destinata a fallire ovvero non si realizza l’incontro magico tra maschio e femmina, tra penetrante ed accogliente. Da oggi in poi puoi seguirmi per altri tutorial su YouTube…
Allora che differenza esiste tra credenze del tipo: sono un fallito, sono un inguaribile romantico, sono uno scemo, sono un goliardico, sono un adolescente degli anni ottanta, sono generoso? La vita è una delizia, la vita è una salita perenne, il mondo è pieno di sporcizia, dalla guerra nessuno esce indenne?
La differenza è che credenze come sono un fallito, sono sfigato, il mondo è ingiusto, la vita fa schifo, le persone sono egoiste e altre simili credenze negative su sé, gli altri e il mondo, sono state avvitate ben bene dalla vita e per una vita. Solo che, mentre una vite avvitata eccessivamente finisce per non funzionare bene, queste credenze negative RUMINATE DA UNA VITA, DA ALLORA E ANCORA OGGI, sono diventate devastanti per la nostra mente e finiscono per riempire di negatività la nostra vita attraverso emozioni dolorose e sofferenza con se stessi e nelle relazioni.
La psicoterapia può essere un percorso per SMETTERE DI RUMINARE. Per smettere di creare la propria sofferenza. Per smettere di alimentarla.
La questione fondamentale, vitale oserei dire, non è tanto “quanto credi a quello che credi”, ad esempio, sono un incapace, gli altri mi fregano, la vita è come la scala di un pollaio. Né “quanto è vero quello in cui credi”. Piuttosto: QUANTO VUOI CONTINUARE A FARTI CONDIZIONARE DA CERTE CREDENZE NEGATIVE…
QUANTO VUOI CONTINUARE A RUMINARE…
Quando vuoi iniziare a fare scelte consapevolmente orientate dai tuoi valori (in cui credi veramente) nonostante alcune credenze negative e pensieri tossici passino ogni tanto (o anche spesso) nella tua mente?
E quando vuoi iniziare a leggere ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line?

Quando lavori su te stesso

Quando lavori su te stesso, per affrontare un periodo di stress eccessivo e prolungato o per curare un malessere psicologico o per affrontare problemi e conflitti in qualche tua relazione, è importante fare chiarezza su alcuni punti.
SCARTO. Tra la situazione attuale e quella che vorresti. Quale divario, quanto grande e quanta sofferenza ti procura.
SCOPI, bisogni e desideri. Cosa effettivamente vorresti. Quali obiettivi e perché. Come vorresti sentirti dopo aver raggiunto i tuoi obiettivi.
ASPETTATIVE. Cosa dovrebbe succedere per migliorare la tua situazione, raggiungere i tuoi obiettivi e quanto sono sotto il tuo controllo.
Cosa devi effettivamente FARE TU per avvicinarti alla tua situazione desiderata. Quali azioni.
Quale PRIMA AZIONE. E quando. E farla…
Quale RISCONTRO della realtà. Riflettere su cosa è successo come conseguenza delle tue azioni. Cosa hai ottenuto. Cosa hai provato, cosa hai pensato. Come hanno reagito gli altri. Cosa hai imparato.
GODERE di quanto raggiunto… Vivere e nutrirti dell’esperienza di appagamento.
Individuare ancora lo SCARTO RESTANTE e riprendere il cammino… Fino a trasformare il più possibile le tue miserie nelle tue meraviglie, come in ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.