Di fronte alla porta del tuo benessere

Immagina di trovarti di fronte alla porta del tuo cambiamento, quella che ti conduce al benessere, comunque tu lo intenda, benessere fisico, benessere emotivo, benessere spirituale…
Prima di andare avanti trovi il tuo mentore, quella saggezza interiore che già ti ha guidato in altri momenti della tua vita, per fare scelte buone e per imparare da ciò che non è andato come volevi… Il tuo saggio ti propone alcune domande…
Cosa hai fatto e imparato a fare per cavartela nella tua vita?
Cosa hai fatto e imparato a fare per non deludere le persone importanti della tua vita?
Quale prezzo hai pagato?
Quale prezzo stai scegliendo di pagare ora per essere come gli altri ti vogliono?
Quale prezzo sei disposto a pagare per essere la persona che vuoi essere?
Quale prezzo sei disposto a pagare per essere la persona che puoi essere?
Quale decisione devi prendere ora per agire concretamente ed andare dove vuoi andare?
È ovvio che le domande potrebbero essere molte di più per aiutarti a comprendere te stesso, le tue scelte, la tua direzione. È ovvio che è importante rispondere per cercare di capire, trovare senso e spiegazioni. Meno ovvio è che il modo migliore per rispondere, a queste come a tante domande mirate alla consapevolezza di sé, è quello di interrogare le proprie emozioni. Le tue emozioni.
Di fronte ad ogni domanda, fermati, prendi consapevolezza del tuo respiro, ascolta le tue sensazioni corporee, cogli ciò che provi, l’emozione connessa ad un bisogno o desiderio. In questo modo, con pazienza e disciplina, provando e riprovando, troverai risposte utili alle tue domande, troverai un senso incarnato nel tuo corpo, nelle tue viscere, nella parte più profonda e autentica di te. Troverai una via per cercare, con curiosità, risposte utili e nuove domande a guida del tuo agire orientato dai tuoi valori e dai tuoi bisogni.
Prova a farti guidare anche da ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line…

Anno consapevole

I buoni propositi sono destinati a fallire se non sono sorretti dalla consapevolezza. Consapevolezza di sé.
Dei propri valori: di cosa per noi è importante.
Del proprio sentire e desiderare autentico: di cosa vogliamo dal profondo.
Dei confini della propria coscienza: cosa per noi è lecito e cosa per noi è proibito, in una necessaria integrazione tra desiderio individuale, riconoscimento dell’esistenza degli altri e adattamento alla realtà.
Della propria creatività e delle proprie risorse: al servizio del nostro desiderio di trasformare la realtà, personale, interpersonale, sociale.
Dei propri limiti e della propria impotenza: della necessità, a volte e prima o poi, di accettare cosa non possiamo cambiare.
Del proprio tempo: di cosa è prioritario e di cosa può essere lasciato ad un altro momento.
Frustrazioni, delusioni, distacchi e perdite, curiosità e gentilezza, capacità di meraviglia e fattore q di quadrifoglio quanto bastano a comporre il resto degli ingredienti di un’azione consapevole e responsabile, momento per momento, giorno per giorno, con piani a breve e lungo termine, in direzione della vita che vogliamo. Con determinazione verso la meta e anche una fondamentale gentilezza verso noi stessi: essere grati per ciò che otteniamo e non affossarci con giudizi feroci quando le cose non vanno come vorremmo.
Ti suggerisco di notare come stai messo con questi ingredienti al servizio delle tue scelte consapevoli.
Nota (e annota magari) nella tua quotidianità le azioni che compi e quanto sono guidate da ciò che per te è importante, dai tuoi desideri e bisogni, dai tuoi principi di autoregolazione (questo posso e questo non posso, questo devo e questo non devo) e dai limiti imposti dall’esterno…
Nota con attenzione il dispiegarsi delle tue azioni nell’arco della giornata, dai più semplici e consolidati automatismi alle decisioni più ragionate, e trai informazioni per azioni sempre più chiare per te, per come ti avvicinano alla realizzazione della vita che vuoi…
E da ultimo, ma anche per primo, ricorda ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line… Puoi sempre trovare la meraviglia oltre le miserie…
Ancora buon anno…

Un anno importante

Fine del vecchio anno, inizio del nuovo, periodo di buoni propositi.
L’anno che sta finendo con bilanci, risultati raggiunti e lezioni imparate, probabilmente anche rimorsi e rimpianti.
L’anno che verrà pianificato con obiettivi, azioni e scadenze. “Voglio… Farò…” Qualche volta raggiungi ciò che ti sei prefissato, altre volte no e così per tutti gli anni che verranno. Strategia utile che ci permette di realizzare tanti nostri sogni e scopi di vita e che altre volte ci mette di fronte a frustrazioni e delusioni, limiti e impotenza, necessari ridimensionamenti e rivisitazioni dei nostri progetti. E così sia e così per sempre.
Al tempo stesso, oggi, anzi ora proprio ora, esiste anche un’altra possibilità, da affiancare ed integrare alla precedente. Basata prima di tutto sulla consapevolezza dei tuoi valori. Consapevolezza di cosa è importante per te. Della persona che vuoi essere. Non servono scadenze a breve, medio e lungo termine. Avviene tutto ora. Qui e ora. Ogni volta che ti fermi, ti siedi, guardi te stesso seduto davanti a te e ti chiedi: cosa ho fatto (e non ho fatto) per essere la persona che voglio essere? Cosa sto facendo ora (e cosa no) per essere la persona che voglio essere? Oggi, cosa ho fatto per realizzare la vita che voglio? Cosa devo fare (e non devo fare) per essere la persona che desidero diventare? Da questa consapevolezza riparti per il tuo percorso verso il raggiungimento dei tuoi obiettivi di cambiamento, serenità e felicità.

L’anno che verrà è fatto di un passo alla volta… Giorno per giorno… Momento per momento… Da creare, da sentire, da apprezzare, da vivere… Per cui essere grato…
Buon anno… Anche da ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Cosa c’è intorno al vuoto

Il sentimento di vuoto è lo stato emotivo, mentale e corporeo che le persone vivono quando sono schiacciate, travolte, sopraffatte da una perdita: lutto, malattia, separazione, ma anche licenziamento, pensione, traslochi e altri sradicamenti, reali e/o vissuti interiormente, che portano a sconvolgimenti e ridimensionamenti dei propri progetti di vita.
In psicoterapia, molte persone riferiscono il dolore del vuoto come qualcosa di infinito, senza confini. Ed è così la loro percezione devastante, soprattutto quando rispetto alla perdita che ha creato il vuoto non sembra esserci alcuna possibilità di rimedio, riparazione, riempimento.
La vita è stata beffarda, ingiusta, violenta. Spesso, a seconda dei casi, la persona si ritrova anche ad aggiungere benzina sul fuoco del dolore, con aurorimproveri feroci per quello che, si dice: “avrei dovuto e potuto fare ma non ho fatto… Avrei dovuto evitare e invece ho fatto…”. Le vie del giudice interiore severo e sprezzante sono infinite.
Il lavoro terapeutico con questi stati di vuoto prevede:
– Accogliere, contenere e lenire il dolore, per quanto possibile, per renderlo sopportabile
– Arginare il giudice, ignorarlo e imparare la comprensione e la compassione verso se stessi
– Radicarsi sulle fondamenta solide dei propri amori, dei propri valori, delle proprie risorse, che restano intorno al vuoto, nonostante frustrazione e delusione, perdita e senso di fallimento, angoscia e dolore siano enormi
– Cambiare ciò che si può cambiare e accettare ciò che si deve accettare
– Lasciare andare vecchi progetti e desideri e impegnarsi in direzione di nuovi scopi sorretti dai propri valori, da ciò che resta di importante intorno al vuoto, nonostante il vuoto
– La consapevolezza di un percorso impegnativo eppure possibile, per venire a patti col dolore che forse resterà per sempre, ma con cui si può imparare a convivere portando avanti una vita di qualità e degna di essere vissuta fino in fondo.
“Non c’è notte che non veda il giorno” (William Shakespeare) … Questa è l’ispirazione… Lo dice anche ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Per regalo…

Per Natale e per l’anno nuovo e per ogni giorno della tua vita, regalati la scelta di parlare ‘alle’ persone invece che ‘delle’ persone e ‘sulle’ persone.
Scegli di parlare direttamente invece che sparlare alle spalle…
Scegli di esprimere direttamente ciò che provi e ciò che pensi, ciò che vorresti e desideri…
Scegli di dire no se è quel no che senti profondamente…
Scegli di dire sì per aprirti agli altri e alle esperienze che solitamente eviti…
Scegli di chiedere ciò che vorresti l’altro facesse per te…
Scegli di agire per ottenere ciò che desideri piuttosto che ruminare su quanto gli altri siano ostacoli al raggiungimento dei tuoi bisogni…
Scegli di essere gentile… Con gli altri e con te stesso…
Scegli di dire mi dispiace…
Scegli di chiedere scusa…
Scegli di riparare a qualche dolore che hai arrecato a qualcuno…
Scegli di proteggerti da chi vuole farti del male…
Scegli di apprezzare il presente, anche se non è perfetto e nonostante le angosce per il passato e l’incertezza del futuro…
Scegli di dire grazie… Semplicemente grazie per ciò che arricchisce la tua vita…
Scegli di…
Scegli di…
Cos’altro potresti scegliere di regalarti per far salire il livello del tuo rapporto con gli altri e con te stesso?
Poi certo, se non ti va di regalarti nuove scelte consapevoli e responsabili al servizio del tuo benessere, puoi sempre regalarti e regalare ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

SCARTI e GIUDIZI

Ciascuno di noi nel quotidiano incontra SCARTI e GIUDIZI.
Facci caso, la tua giornata, come la mia, è piena, più o meno piena, di SCARTI tra ciò che vorresti e ciò che trovi e di GIUDIZI rispetto a numerose situazioni in cui siamo noi ad essere giudicati, a sentirci giudicati o a giudicare gli altri (e tanto spesso noi stessi). È strano tutto questo? Direi proprio di no, partendo da due considerazioni: la realtà per definizione è diversa dall’ideale; è impossibile non giudicare.
La realtà presenta sempre uno scarto più o meno grande rispetto a ciò che desideriamo. Dobbiamo imparare a stare in quello scarto, per cercare di ridurlo e per imparare ad accettare con serenità ciò che resta uno scarto.
Avendo ciascuna persona dei valori (cosa e buono e cosa cattivo, giusto e sbagliato, importante e non importante, ecc.), ognuno di noi si fa dei giudizi quando le cose sono incongruenti e non in linea coi propri valori. Se, dunque, è impossibile non farsi dei giudizi, diventa, allora, fondamentale: se e come si esprimono, cosa e a chi, quando e perché ovvero se è utile e a quale scopo esprimere i propri giudizi, soprattutto nelle relazioni interpersonali.
Fare chiarezza su questi aspetti è fondamentale per guidare il nostro comportamento, con gli altri e anche con noi stessi, per imparare a governare frustrazioni e delusioni (gli scarti) e per mettere i propri giudizi e le personali valutazioni al servizio di scelte individuali consapevoli e di relazioni interpersonali appaganti.
Da ultimo, ma non per importanza: non ti giudicare se ancora non conosci bene lo scarto tra miserie e meraviglie, puoi sempre iniziare a leggere ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

I confini del proprio territorio interiore

Tre consapevolezze sono fondamentali per regolare il nostro comportamento in direzione del benessere:
COSA VOGLIO: riconoscimento e legittimazione interiore dei propri bisogni e desideri. “Mi piace, lo vorrei, è sano e buono per me…”.
COSA DEVO E NON DEVO: riconoscere, conoscere, tracciare i limiti di cosa è buono, sano e giusto dal punto di vista della coscienza personale e di un adeguato rapporto con la realtà.
COSA FACCIO: regolare le proprie scelte in modo consapevole e responsabile, orientato dai propri bisogni e valori, nel rispetto di sé e degli altri.
L’integrazione, più o meno consapevole e flessibile, di questi tre aspetti può essere fonte di benessere e anche di sofferenza. Lo dice anche ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Il tempo di godere

Stai vivendo la vita che vuoi? Per rispondere fatti guidare da queste 5 domande.
1. Cosa vorrei cambiare a partire dai miei bisogni frustrati?
2. Quali progetti vorrei costruire a partire dai miei desideri?
3. Per cosa mi voglio impegnare per realizzare i miei valori?
4. Cosa devo accettare a partire dalla mia impotenza e impossibilità di controllo?
5. Di cosa posso godere ed essere grato in quanto appartiene già alla mia vita e la rende ricca e luminosa?
Prenditi il tempo di sentire, di ascoltarti, di riflettere, di rispondere e soprattutto di agire di conseguenza.
Prenditi il tempo di godere che c’è sempre tempo per avere a che fare con frustrazioni e perdite, delusioni e impotenza.
E prenditi anche un po’ di tempo per leggere (ed applicare) ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Sposta i tuoi sforzi

Io non dico per essere sempre felici né per eliminare totalmente lo stress, ma almeno per essere sufficientemente soddisfatti e sostanzialmente sereni, io credo sia utile ricollocare la nostra attenzione, le nostre risorse e le nostre energie. Spostare i nostri sforzi: dal tentativo di avvicinare la realtà alla perfezione verso l’impegno concreto ad agire guidati dai nostri valori consapevoli.
Proprio perché la realtà non è perfettamente corrispondente a come la vorresti, proprio perché esiste sempre uno scarto tra come sono le cose e come dovrebbero essere secondo te, proprio perché spesso rispetto ad una parte importante di questa insoddisfazione noi siamo impotenti, allora è primariamente utile, necessario, dovuto (a noi stessi) trovare la strada giusta per noi e percorribile per sentirci sostanzialmente e sufficientemente sereni e soddisfatti. Anche perché sarebbe facile e purtroppo è molto diffuso restare impantanati nelle sabbie mobili di ruminazioni sterili, anzi dannose, che ci affossano nell’angoscia invece di liberarci dalla frustrazione e dal dolore.
La strada è quella di cercare dentro di noi cosa è veramente importante per noi, cosa rende la nostra vita piena di significato e valore. Cosa deve essere presente nella mia vita per sentirmi appagato? Che tipo di persona vorrei essere? Cosa devo fare concretamente per realizzare ciò che per me ha senso e valore? Queste tre semplici domande possono funzionare da fari illuminanti per le tue azioni concrete, possono essere ispirazioni di fondo per regolare i tuoi comportamenti quotidiani e le tue scelte progettuali a medio e lungo termine.
Hai letto ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line? Il viaggio dalle miserie alle meraviglie non è quasi mai facile e indolore. Partire da quelle tre domande, a cui ti invito ad iniziare subito a rispondere, meglio per iscritto, ti offre una mappa utile per dirigerti verso la vita che vuoi. Non sarà perfettamente corrispondente ad ogni tuo desiderio, ma sarà perfetta se troverai ‘senso’ e costruirai ciò che per te ha ‘valore’. Qualsiasi impresa importante non è realizzata in un giorno…

Quando sei ansioso e depresso

Quando provi ansia certamente esistono pensieri che accompagnano questo tuo stato emotivo e corporeo. Anche quando ti senti depresso, in tutto il tuo corpo e nei tuoi stati d’animo, certamente esistono pensieri che fanno compagnia al tuo stato psicofisico. Così vale per altri stati mentali, emotivi e fisici, dolorosi e non solo: esistono sempre pensieri, più o meno consapevoli, che li accompagnano, li precedono e li seguono. Pensieri come: “sono in pericolo”, “mi stanno giudicando”, “potrei morire”, “tutti ce l’hanno con me”, “la vita fa schifo”, “come fa la gente a fare certe cose”, “potrei impazzire”, “non valgo niente”, “sono un fallito”, “non sono capace”, “è colpa mia”, “sono sempre il solito cretino”, sono solo pochi esempi, potenzialmente infiniti, di pensieri che contribuiscono a generare, alimentare e mantenere la nostra sofferenza.
Ogni psicoterapia, per ridurre la sofferenza e sviluppare il benessere della persona, deve: concentrarsi sulle sensazioni del corpo (sono informazioni fondamentali per comprendere lo stato psicologico della persona e il suo funzionamento nelle relazioni); concentrarsi sulle emozioni (aiutare la persona a riconoscerle, conoscerle, legittimarle ed autoregolare la loro espressione in modo adeguato ai propri bisogni e scopi, non sempre consapevoli, e ad una necessaria considerazione della realtà); concentrarsi sui comportamenti (per apprendere nuove abilità, condotte e abitudini per sostituire i comportamenti disfunzionali); concentrarsi sui pensieri (credenze, convinzioni, aspettative, previsioni) che tanto contribuiscono all’origine e al mantenimento della sofferenza.
Con questi pensieri, in particolare, possiamo agire in due modi:
1. Provare a cambiare ciò che pensiamo (pensieri automatici, credenze, convinzioni) dimostrando che esistono pensieri alternativi più ‘veri’, realistici ed utili. A volte è possibile, altre volte la verità dei pensieri in cui crediamo è così radicata che un cambiamento così diretto è molto difficile.
2. Provare ad ignorare quei pensieri, considerarli per quello che sono, “sono solo pensieri”, non sono la descrizione della realtà o della persona. “Io sono molto più dei miei pensieri” così come “sono molto più della mia ansia e depressione”.
Queste semplici affermazioni non sono la soluzione a problemi complessi, ovviamente; sono l’inizio di un processo di ‘distanziamento critico’ dai propri pensieri, non per cambiarli né per abbandonarli, ma per dare loro il ‘giusto peso’.
Certi pensieri sono nostri da una vita, abbiamo imparato a ‘credere vere alcune certezze’ quando eravamo piccoli. Idee su noi stessi, sugli altri, sul mondo, sulla vita. Anche pensieri nella forma di aspettative su come dovrebbero e non dovrebbero essere le cose. E ancora pensieri che sorgono spontanei e immediati e che ci procurano malessere.
Obiettivo fondamentale non è tanto o primariamente cambiare il pensiero distorto per sostituirlo con uno più dritto o giusto. È piuttosto indagare il senso e l’origine di quei pensieri nella propria storia di vita. Per comprendere che ciò che allora è stato per noi utile e sensato oggi è diventato per noi disfunzionale e fonte di problemi.
Questo atteggiamento di ‘rivisitazione storica’ e ‘distanziamento’ dai pensieri è accompagnato da un processo, altrettanto importante, di focalizzazione su ciò che, al netto di quei pensieri, resta importante per noi. I nostri valori. I nostri sogni. I nostri obiettivi. I nostri progetti. Cosa vogliamo, cosa dobbiamo fare, cosa possiamo fare e cosa ci impegniamo a fare per generare felicità nella nostra vita nonostante la presenza di problemi e sofferenze.
In ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line, potrai trovare numerose strategie pratiche per lavorare con i tuoi pensieri e con le tue emozioni.