Due processi creativi

Pur nella diversità delle esigenze e delle richieste delle persone, un percorso psicoterapeutico lavora per due grandi obiettivi:
1. Ridurre la sofferenza
2. Aumentare la qualità della vita
Ovviamente i due obiettivi sono intrecciati tra loro, entrambi si alimentano a vicenda e si realizzano attraverso due processi creativi.
Ci vuole creatività per ridurre la sofferenza, governarla, imparare a tollerarla, imparare ad accettarla e conviverci nella parte che non si può eliminare completamente. Mi riferisco a sintomi fisici e psicologici, ma anche a problemi nelle relazioni e nei vari contesti di vita che presentano quote più o meno grandi di frustrazione, delusione e impotenza.
Ci vuole creatività per creare una vita di qualità, degna di essere vissuta, impostata sui propri valori (di cui non sempre abbiamo chiarezza) e a misura delle proprie risorse e dei propri limiti, personali e del contesto in cui si vive. Mi riferisco a cercare risposte (e agire di conseguenza) alle domande, apparentemente semplici: cosa è veramente importante per me per sentirmi sereno e felice? Cosa “deve” essere presente nella mia vita perché sia per me degna di essere vissuta? A cosa posso rinunciare e a cosa no per sentirmi bene? Su cosa posso essere flessibile e cosa invece deve essere solido nella mia vita?
Fatti ispirare da queste domande per trovarne altre che ti aiutino a riflettere, comprendere e agire nella direzione della vita che vuoi creare…
Altre ispirazioni puoi trovarle in ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

La differenza tra miserie e meraviglie

Che differenza esiste tra “vorrei stare in pace” e “vorrei essere lasciato in pace”?
È solo un sottile gioco di parole ed è anche una differenza sostanziale tra l’essere attivi nella creazione della propria qualità di vita e l’essere passivi nell’attesa (spesso destinata ad un essere lunga e alla fine anche delusa) che qualcosa o qualcuno fuori di noi diventi fonte di ciò che noi desideriamo.
Impara allora a fare tu la differenza con le tue riflessioni e le tue azioni soprattutto. La differenza tra una vita frustrante e deludente e la scelta di andarti a prendere ciò che vuoi.
Non dico che tutto sia possibile. Né che ogni frustrazione e delusione siano eliminabili. Ti suggerisco, piuttosto, di sentirti, pensare e comportarti come ‘agente attivo’ consapevole e responsabile della maggior parte delle cose che ti accadono e dei risultati che ottieni nei diversi ambiti della tua vita.
Come si fa? Tre strade almeno, tra loro integrate:
1. Ascoltati, diventa consapevole di cosa è veramente importante per te: bisogni, desideri, valori.
2. Rifletti e agisci, agisci e rifletti. Fino a trovare il tuo successo e anche il tuo fallimento. E da lì riparti, riflettendo per agire, agendo per capire.
3. Fatti aiutare. Da un amico o da un familiare, da un esperto o da chi ci è passato prima di te. Chiedere aiuto spesso è la prima risorsa a nostra disposizione e la prima azione importante da compiere.
Da ultimo, ma non per importanza, leggi ed applica ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

25. Estate meravigliosa. Sotto la ‘pergola’

L’altra sera cena con amici sotto un bellissimo pergolato di vite, fresca, profumata. Piena di grappoli quasi al top della loro bontà. Si discuteva di ‘scianghi’ e ‘vazzaccheri’, espressioni della tradizione contadina del mio paese; ogni paese ha certamente una sua traduzione per identificare e nominare diversi tipi e forme di grappoli. Così come per leggere e interpretare tutte le cose del mondo. Presenti al pergolato tre generazioni per un vivace scambio: “questo è lo ‘sciango’ e questo il ‘vazzacchero’…”, “No, è questo lo sciango…”, “Veramente io sapevo che quello è il vazzacchero…”. Fino al responso definitivo del più anziano e contadino e conoscitore della tradizione del nonno del nonno… Discussione a tratti brillante, a tratti strong, very strong, tra uva e succo d’uva ad accompagnare il tutto. Con ciascuno a difendere la sua idea, le sue conoscenze, quel “io ho sempre saputo che…” che ha creato un vero duello verbale molto acceso tra contendenti della verità… Ognuno credeva di aver ragione, ciascuno era ‘convinto della propria convinzione’, con maggiore o minore rigidità rispetto alla possibilità di mettere in discussione la propria ‘rappresentazione della realtà’ ascoltando veramente quella dell’altro. Comunque uno spasso nel cercare di distinguere il corpo più grande del grappolo rispetto ad uno piccolo e più periferico, potremmo dire anche un fratello maggiore e uno minore o un grappolo padre e un grappolo figlio, tanto per ribadire il concetto che la realtà è una, ma le rappresentazioni potenzialmente infinite.
Ecco, questo breve aneddoto per il suggerimento di oggi, per la tua estate meravigliosa.
SII CONSAPEVOLE DELLA VERITÀ ALL’INTERNO DELLA QUALE VIVI.
La verità che credi vera è una mappa che ti guida nella percezione delle cose, nella raccolta di informazioni, nel dare senso alle esperienze, nei pensieri e nelle azioni conseguenti. A volte è facile riconoscere la propria verità, altre volte è nascosta, implicitamente a guidare il nostro comportamento e le nostre relazioni.
Conoscere la tua mappa del mondo ti aiuta certamente a diventare più consapevole del ‘motore interno’ grazie a cui porti avanti la tua vita… E a fare dunque scelte responsabili in cui sai quello che fai e quello che vuoi… Lo dice anche ‘Alice nel paese delle miserie’, nel libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

17. Estate meravigliosa. Arrendersi o non arrendersi, ecco il dilemma.

“Cadi sette volte e rialzati otto” dice un proverbio giapponese. “Non esistono fallimenti esistono solo risultati” dice un motto all’americana. E chissà quante altre versioni esistono del “non arrenderti mai”. Giusto. Con una specificazione importante.
Sia nella direzione di un tuo obiettivo, sia all’interno di una relazione, sia sul posto di lavoro, sia in diversi rapporti affettivi e interpersonali, che riguardi anche un contesto sociale e politico più ampio, a mio modo di vedere e anche secondo il mio sentire basato sulla mia esperienza personale e professionale, l’ingrediente fondamentale è la FLESSIBILITÀ. Che vuol dire come ispirazione essenziale:
– Combatti fino a quando ce la fai e anche di più per cercare di raggiungere ciò che vuoi…
– Impara a riconoscere i tuoi limiti e quelli della situazione ovvero riconosci e accetta la tua impotenza. Qualcosa puoi fare cercando di non arrenderti mai e di fronte a qualcos’altro arrivi a toccare proprio i limiti del tuo potere!
– Abbi sempre chiaro in mente e nel cuore ciò che puoi cambiare e ciò che devi accettare!
– Usa la fantasia, l’immaginazione, la creatività e il potere della tua mente di risolvere problemi, dare significati alternativi e cercare nuove strade possibili per la tua felicità. Ovvero seppure hai perso la battaglia di un obiettivo non raggiunto o di una delusione importante o di sentimenti di ingiustizia o di frustrazioni dolorose, non perdi MAI, mai la guerra di continuare ad impegnarti in direzione di una vita fondata sui tuoi valori consapevoli e sulle necessarie azioni di cui ti devi assumere la responsabilità per creare una vita degna di essere vissuta.
Come sempre, un’indicazione o promemoria finale: NON È FACILE MA È POSSIBILE.
Anzi, due indicazioni finali: puoi iniziare con ordinare il mio libro ‘Alice nel paese delle miserie’, direttamente in libreria oppure on line. E mi raccomando non ti arrendere alle prime difficoltà di lettura e applicazione del viaggio di Alice…

Il giro della felicità

Ricordati che devi morire! Lo hai scritto?
Ricordati che ci sarà un giorno che sarà l’ultimo della tua vita! Memorizzato?
Ricordati che sei ancora in tempo per smettere di leggere queste righe e fare qualcosa di meglio! Ok?
Se stai continuando a leggere, ti devo anche ricordare che oggi, primo dei restanti giorni della tua vita, comunque ti ha presentato o ti presenterà una certa quota di bisogni frustrati e situazioni deludenti. Non te l’aspettavi, eh!?
Magari pochissime, forse oggi quasi niente o forse proprio tante, frustrazione e delusione sono esperienze sostanzialmente ineliminabili del nostro concreto vivere. Tu puoi scegliere ora proprio ora di smettere di leggere e dedicarti ad altro, ma non puoi scegliere di eliminare completamente il divario che esiste tra reale e ideale. Tra ciò che vorresti e ciò che ottieni. Tra ciò che ti aspetti e ciò che succede. Tra come vorresti che si comportassero gli altri e come si comportano. Tra come vorresti comportarti e come finisci per comportarti. Esempi? Malattie, lutti, fallimenti, tradimenti, aspettative deluse, qualcuno che ci lascia, qualcuno che ci esclude,
Certo che simpatia che sgorga da queste considerazioni!!! Anche ora potresti scegliere di smettere…
Eppure c’è altro…
Nonostante l’imperfezione delle cose e delle persone (te compreso), nonostante un certo numero di situazioni in cui ci sentiamo e siamo impotenti (me compreso), abbiamo sempre un certo grado di potere. Possiamo sempre farci qualcosa di buono per noi con quello scarto tra realtà e desiderio. Ecco trovata la strada per la felicità…
Potresti impegnarti a cambiare alcune cose…
Potresti imparare ad accettare ciò che non puoi cambiare (dopo che ci hai provato in molteplici modi)…
Potresti scegliere con consapevolezza ciò che è importante per te, ciò che ha valore per te, ciò che renderebbe la tua vita degna di essere vissuta e impegnarti concretamente a realizzare (rendere reali) quei valori… Impegnarti fino a riuscirci… Impegnarti fino ad incontrare la frustrazione e l’impotenza… E quindi ricominciare il giro..

Ah! Dimenticavo. Puoi anche fare il giro delle librerie, anche on line, per ordinare ‘Alice nel paese delle miserie’. E il tuo giro sarà meraviglioso…

Giorni

Cosa faresti se oggi fosse l’ultimo giorno della tua vita? Probabilmente vorresti fare tante cose… Ma il tempo sarebbe ormai limitato… Allora probabilmente potresti ritrovarti a recriminare su quanto sarebbe stata bella la tua vita se… E quanto sarebbe stata migliore se… E quanto sarebbe stata piena e ricca se… Ma con i se (e con i ma) non si vive la vita… E del resto lo sappiamo che non siamo onnipotenti…
Allora… Alla luce della consapevolezza maturata, pensando a quest’ultimo ‘ipotetico’ giorno della tua vita… Pensando a quanto hai vissuto esperienze veramente importanti per te e quanto tempo hai sprecato e quante possibilità hai lasciato andare… Se, ‘ipoteticamente’, oggi fosse il primo giorno del resto della tua vita… Cosa dovresti cominciare a fare per evitare, un giorno nel futuro, più lontano possibile, quelle recriminazioni sulle cose che non sono state e che avrebbero potuto essere perché tu le avresti potute far accadere?
Buona giornata… Buona vita… Buone scelte…

Sulla strada…

Per non sentirti in colpa devi evitare di ferire qualcuno…
Per non ferire devi evitare di giudicare…
Per non giudicare devi comprendere il bisogno che motiva il comportamento dell’altro…
Per comprendere l’altro devi ricordare che ciascuno di noi sta combattendo la propria battaglia…

In queste poche righe possiamo trovare molta della nostra sofferenza e anche molte possibilità per alleviarla e superarla. Quindi per impegnarci a creare la nostra qualità di vita.
Innanzitutto, ciascuno di noi più che una battaglia sta percorrendo la sua strada. E sta facendo del suo meglio. Sta cercando di cavarsela a partire dalle condizioni da cui proviene. Sta cercando di realizzare un progetto di vita più o meno consapevole. Un progetto che deve essere fatto prima di tutto di sopravvivenza. E se un tempo voleva dire soprattutto sopravvivenza fisica, oggi vuol dire prima di tutto sopravvivenza emotiva ovvero soddisfazione dei propri bisogni di amore e stima da parte degli altri e amarsi e anche donare a se stesso amore e accettazione, oltre che apprezzamento e autoincoraggiamento.
Dietro i comportamenti di una persona (che potresti anche essere tu) ci sono sempre dei bisogni. Spesso i comportamenti non ci piacciono, ma è importante cogliere il bisogno che li motiva: non per farceli piacere né per giustificare comportamenti violenti o scorretti o ingiusti o sbagliati in base a certe regole; ma per farci comprendere quello che sta succedendo in modo più utile a noi e alla relazione.
Giudicare gli altri (o se stessi) significa appunto ergersi ad un piano superiore per sentenziare ciò che è diverso da come dovrebbe essere. Questo è fondamentale se parliamo di specifici comportamenti che vanno ostacolati e impediti se creano danno, ma il giudizio non è giustificato se rivolto all’intera persona che sta compiendo quel comportamento ‘sbagliato’. Proprio per i motivi suddetti: anche quella persona (che potremmo essere noi stessi) sta percorrendo il suo viaggio, cercando di cavarsela al meglio per soddisfare i suoi bisogni.
Se impari a distinguere il comportamento dalla persona che lo compie, puoi iniziare a costruire relazioni (anche con te stesso) maggiormente consapevoli e meno giudicanti. Magari scegliendo di non avere a che fare con quella persona, senza per questo pretendere che l’altro debba compiere il suo cammino come piace a te o sarebbe giusto per te.
In questo modo puoi affrancarti dal tuo bisogno, più o meno consapevole, di controllare tutto e tutti e puoi, più sanamente per te, impegnarti a fare scelte autonome, consapevoli, responsabili, fondate sui tuoi valori ovvero guidate da ciò che ‘veramente’ può fare la differenza nella tua vita…

Alice nel paese delle miserie. Il libro

Oggi proprio oggi è il giorno giusto per iniziare a trasformare le tue miserie nelle tue meraviglie.
Questo potrebbe essere un mantra da leggere ogni giorno, più volte al giorno, anche oggi, proprio oggi, primo giorno del resto della tua vita.
Ti invito a farne una scelta di vita. Impegnarti a creare la tua vita meravigliosa. Una vita certamente non perfetta, non esiste!!!
Anzi no, esiste. La vita è perfetta quando accetti che non esiste la vita perfetta.
Ti invito a rintracciare le tue miserie. I tuoi modi di funzionare, con te stesso e nelle relazioni, modi che ti procurano stress. I tuoi modi di pensare e di agire che generano la tua sofferenza. La tua corazza caratteriale costruita negli anni, che a volte sembra una corazzata inaffondabile, a volte è piena di falle che la portano a picco.
Ti invito a cercare quello che c’è ma non si vede, non sempre almeno, non immediatamente, eppure è lì, nel tuo modo di essere, che condiziona ciò che fai e ciò che succede nella tua esperienza di vita.
Ti invito, nonostante la paura, ad affidarti al tuo coraggio di farti guidare dai tuoi desideri.
Ti invito, nonostante tanti limiti e l’impotenza, ad impegnarti per la creazione di una vita basata su ciò che per te è importante, su ciò che ha per te valore, per rendere la tua vita degna di essere vissuta.
Ti invito a contattare la tua capacità di meravigliarti, sempre e comunque. A cercare la speranza anche nella disperazione, a creare un senso anche se a volte un senso non sembra esistere.
Ovviamente ti invito a leggere il mio libro ‘Alice nel paese delle miserie’ e ti ringrazio in anticipo per come vorrai condividerlo, per farne pratica concreta di consapevolezza e responsabilità, individuale e nei rapporti interpersonali. 🙏🍀

Da Natale a Santo Stefano

Quando succede qualcosa di imprevisto e doloroso, hai due strade da percorrere.
Quando arriva improvvisamente qualcosa di indesiderato, PUOI seguire due strategie fondamentali.
Quando, ad esempio, scopri di essere stato tradito, quando ti viene a trovare, non invitata, una malattia, quando ti accorgi che i conti non tornano, quelli materiali e quelli psicologici, quando ti si presenta una grande delusione, nei rapporti affettivi o in quelli lavorativi, hai due strade che DEVI percorrere, fino a quando si ricongiungeranno nella direzione unica della tua serenità.
Puoi perché devi e devi perché puoi: chissà se è solo un gioco di parole o una spinta motivante fondamentale?!
DEVI (perché puoi) essere disponibile interiormente ad accogliere ciò che è arrivato. Non devi combatterlo. Devi conoscerlo per comprenderlo. Per lasciarlo essere, senza volerlo scacciare. Non è facile lo so. È controintuitivo, lo so. Naturalmente o automaticamente, tenderemmo a fare la lotta contro sensazioni spiacevoli e pensieri disturbanti, vorremmo scacciare via angoscia e frustrazione, vorremmo cambiare ciò che purtroppo non possiamo cambiare: ciò che è successo e ciò che non dipende da noi. Comprensibile, ma spesso poco utile, soprattutto se la lotta è fatta a colpi di ruminazione rabbiosa su quanto è successo e sugli altri deludenti; di ruminazione depressiva su quanto non doveva succedere e forse è colpa nostra, del nostro scarso valore e della nostra fragilità; di rimuginio ansioso su ciò che potrebbe succedere ancora e che vorremmo tentare, inutilmente, di prevedere, prevenire e controllare. Purtroppo queste catene di pensieri ripetitivi non ottengono mai l’effetto di rassicurarci o rassenerarci e proprio per questo non finiscono mai.
Ruminazione e rimuginio aggiungono solo dolore evitabile al dolore inevitabile. Conosci il detto “dura da Natale a Santo Stefano”? Ecco: è stato creato per spiegare l’effetto rassicurante e rasserenante del pensiero ripetitivo rimuginante e ruminativo.
Molto più utile è ‘aprirsi’ alla propria esperienza dolorosa e lasciare che compia il suo naturale decorso che va dalla consapevolezza al picco, quindi al calo fino all’esaurimento della sua carica dolorosa.
E contemporaneamente…
PUOI (perché devi) occuparti dei tuoi bisogni e di cosa è veramente importante per te. Puoi prenderti cura delle cose che fanno realmente la differenza nella tua vita. Puoi scegliere con maggiore consapevolezza maturata dall’apertura al dolore. Puoi agire con maggiore responsabilità senza farti travolgere dalle esperienze frustranti e deludenti che ti vengono a trovare. Chiediti, ad esempio: nonostante quello che è accaduto, come posso continuare ad impegnarmi concretamente per creare la vita che vorrei? Come posso agire concretamente per realizzare i miei bisogni e desideri nonostante ogni scelta non sia perfetta e abbia un prezzo da pagare? Quale prima azione utile posso fare e devo fare per avvicinarmi a ciò che vorrei, chiaramente consapevole che a qualcosa devo rinunciare?
Accogliere e agire. Agire e accogliere.
Quello che succede nella nostra vita è importante. Quello che facciamo con ciò che ci è arrivato può fare veramente la differenza…

Manifesto della consapevolezza al servizio del benessere

Per comprendere chi sei e migliorare la qualità della tua vita devi:
1. Comprendere la tua esperienza soggettiva: cosa provi, cosa pensi, cosa fai, cosa vuoi, cosa per te è importante nelle diverse esperienze della tua vita quotidiana
2. Comprendere il modo in cui attribuisci significato agli eventi, il tuo modo di interpretare i fatti, come ti fa soffrire e come ti fa godere e gioire
3. Comprendere il tuo modo di stare nei rapporti interpersonali, che tipo di persone cerchi, che esperienze cerchi con gli altri, come governi le tue relazioni
4. Comprendere il modo in cui cerchi di essere felice, quali obiettivi ti poni e come ti organizzi per raggiungerli
5. Comprendere come impieghi il tuo tempo, in quali attività ed esperienze ti impegni, quali priorità scegli

Per cambiare ciò che vuoi cambiare in direzione della vita che vuoi realizzare devi:
1. Comprendere tutto ciò che ti serve comprendere
2. Creare relazioni appaganti basate sullo scambio d’amore, in tutti i modi in cui lo puoi concepire e soprattutto praticare
3. Impegnarti con azioni concrete e autodisciplina a portare avanti i tuoi desideri e bisogni, obiettivi e valori, progetti e sogni
4. Accettare i tuoi limiti, la tua impotenza, ciò che non puoi comprendere e ciò che non puoi cambiare
5. Continuare a cercare di comprendere ed evolvere