Cosa vuoi controllare?!?!

Un bisogno fondamentale dell’essere umano è quello di controllo. Controllare per prevedere e per rispondere adeguatamente alle sollecitazioni dell’ambiente, materiale e interpersonale. L’idea diffusa è che un maggiore controllo sia associato ad un maggiore potere di governare le cose che ci accadono, le esperienze che viviamo e il benessere o malessere che appartiene alla nostra vita. Ed è un’idea molto realistica. Ma da chiarire un po’.
Un principio psicologico e interpersonale fondamentale è che possiamo controllare alcune cose, ma non altre, in particolare possiamo controllare ciò che ci appartiene, ma non ciò che riguarda altre persone: cosa vogliono, cosa pensano e cosa fanno. Non possiamo e per certi versi non dobbiamo controllare quello che appartiene agli altri, alla libertà di ciascuno di scegliere valori, desideri, pensieri e comportamenti.
Ma anche a casa nostra il controllo è tutto da controllare. Primo, perché a volte per cercare di controllare tutto finiamo per perdere il controllo, come ad esempio succede nel circolo vizioso degli attacchi di panico. Secondo, perché è da capire bene cosa possiamo controllare.
Cosa possiamo controllare veramente?
Possiamo controllare i nostri VALORI. Ciò che è importante per noi lo possiamo scegliere, anche se non sempre tendiamo ad agire in linea con ciò che ci diciamo sia importante per noi. A volte certi nostri comportamenti sembrano anzi andare nella direzione contraria a quanto consapevolmente vorremmo fare. Come quando tradisci un amico, non sei affettuoso col partner, sei aggressivo coi figli, trascuri il lavoro, non ti prendi cura della tua salute.
Possiamo controllare i nostri PENSIERI. Forse sì forse no. In parte sì ed è quello che cerchi di fare quando individui pensieri disfunzionali e irrealistici. In parte no, quando sei attraversato da pensieri che non conosci o da pensieri conflittuali tra loro.
Possiamo controllare le nostre EMOZIONI. In parte almeno. Emergono apparentemente in modo spontaneo, quasi automatico, senza che noi ce ne accorgiamo, fino a quando riusciamo a sentirle nel corpo, a identificarle, a dare loro un nome. E a volte nemmeno riusciamo a comprendere e conoscere l’emozione che proviamo, sentendoci semplicemente attraversati da qualcosa di fisico e mentale, spesso disturbante. In realtà, noi possiamo controllare in parte le emozioni per governare il modo in cui le esprimiamo e le mettiamo al servizio dei nostri bisogni e desideri. Le emozioni sono stati psicosomatici più o meno utili o dannosi su cui abbiamo un certo grado di potere: possiamo incorniciarle nel contesto in cui le proviamo, associarle ai pensieri che le accompagnano, legarle agli scopi per cui sono sorte. Cosa provo? Quanto è intenso ciò che provo (da 1 a 10)? Quando, dove e con chi vivo questa emozione? Quali pensieri mi faccio in quella situazione? Quali scopi o bisogni ho in quella situazione? Cosa posso fare per rendere la situazione per me più soddisfacente? Farsi queste domande e cercare con attenzione le risposte è la migliore forma di controllo che abbiamo su noi stessi, sulle situazioni che viviamo, quindi sul livello di soddisfazione che possiamo raggiungere accanto ad un certo grado di frustrazione e delusione che dobbiamo accettare… Visto che tutto non possiamo controllare!!!
Ed ecco dunque che, da ultimo, ma non per importanza, possiamo controllare le nostre AZIONI. Il principio è concreto e specifico ed è presto detto: agisci per ottenere ciò che vuoi, goditi la soddisfazione e impara dalla frustrazione, raccogli l’informazione di ritorno dalla tua azione, comprendendo ciò che ha funzionato e ciò che devi correggere… E via così… Agisci e comprendi, comprendi e agisci, lungo la strada che conduce alla vita che vuoi, imparando anche a fare a meno di ciò che al momento (a volte per sempre) non puoi ottenere!

Il cassetto

Oggi una domanda semplice semplice, importante se inizi a rispondere: quello che faccio quanto mi aiuta ad essere la persona che voglio essere e a vivere la vita che voglio vivere (orientata da certi valori, spinta da specifici bisogni, mossa da tanti desideri)?
Ti suggerisco di mettere un promemoria sul telefonino con questa domanda da far suonare più volte al giorno. O magari usa diversi “post it” con cui tappezzare, con questa domanda, i luoghi che frequenti ogni giorno, a casa e al lavoro, dove vai a rilassarti e divertirti, quando sei solo o in compagnia…
Certo volendo la puoi rendere un po’ più ricca questa domanda: quello che penso mi aiuta a realizzare la vita che voglio?
O anche: quello di cui mi sto prendendo cura (lavoro, famiglia, salute, amici, tempo ricreativo, ecc.) e quello che sto trascurando mi aiutano a diventare la persona che voglio e a realizzare i miei valori e progetti di vita?
A domanda… Rifletti… E agisci…
Se proprio ci stai prendendo gusto: cosa mi impedisce di aprire quel cassetto, così famigerato, dove si trovano ancora tanti miei sogni e desideri? E quindi come sempre: rifletti e agisci… Agisci e rifletti… Fino a quando ti va!!!

Il fango non è cioccolata

Il fango non è cioccolata… Ma ci puoi fare sempre qualcosa.
La vita quotidiana ci presenta di frequente delle situazioni più o meno vicine ai nostri desideri. Potrai trovare facilmente degli esempi di come non sempre riusciamo ad ottenere ciò che vogliamo, non sempre le persone si comportano come noi vorremmo, non sempre a fine giornata il bilancio tra piacere e dolore è positivo. Anzi, certe giornate è meglio dimenticarle, ma anche ricordarle per apprendere, comunque, la lezione, da frustrazioni, delusioni, fallimenti, rabbie, dolori, ecc.
Ma “quanto” le situazioni che incontriamo sono obbiettivamente stressanti, frustranti e dolorose e “quanto” sono così costruite da noi, nella nostra mente?
Il fango non è cioccolata… Ma ci puoi fare sempre qualcosa. Puoi scegliere, più o meno consapevolmente, come inquadrare la situazione che ti è capitata. Come costruirla nella tua mente. Se restare insabbiato nella frustrazione o vedere anche altro. Se hai perso il lavoro, molto probabilmente sarai preoccupato, arrabbiato, dispiaciuto, ma è importante che tu mantenga sempre aperta la possibilità di interpretare l’evento “perdita del lavoro” in tanti altri modi non necessariamente negativi… Se il partner ti ha lasciato per un altro, probabilmente proverai dolore, rabbia, sconforto, ed è utile che tu provi queste emozioni perché ti aiutano a prenderti cura dei tuoi bisogni frustrati. Ma sarà anche importante, il prima possibile, che tu trovi altri significati all’evento “tradimento” in modo da trovare anche una strada per andare avanti. È naturale che tu sia deluso, forse arrabbiato e sconsolato, magari anche preoccupato, se ti hanno bocciato all’esame o respinto ad un colloquio di lavoro. Ma che devi fare? Che puoi farci? Devi ripartire da una “significazione” dell’evento che ti aiuti a leccarti le ferite e a rimboccarti le maniche.
Certo che non è facile… Certo è anche il nostro potere di scegliere se farci annientare o imparare dalla frustrazione e dal dolore.
Certo che è facile parlarne… Ma poi se ti ci trovi dentro… Se ti ci trovi dentro hai tu il potere e la responsabilità di uscirne.
Come puoi farti andare bene il fango quando ti aspettavi la cioccolata? Quello che puoi fare è prenderti cura di ciò che è successo.
Prenditi cura delle tue emozioni e dei bisogni che esse veicolano. Cerca conforto per la tua tristezza, rassicurazioni se sei preoccupato, comprensione e contenimento alla tua rabbia, vicinanza per la tua angoscia, accettazione della tua impotenza, e via così…
Prenditi cura dei tuoi pensieri. Trova altri modi per inquadrare ciò che è accaduto. Hai sempre la possibilità di cogliere il buono in una situazione. E di trovare un senso e un valore anche a grandi frustrazioni.
Prenditi cura dei tuoi valori e dei tuoi comportamenti. Riparti da quello che devi fare per realizzare ciò che per ora è andato male o sta andando male. Incontrerai probabilmente altre frustrazioni prima di raggiungere ciò che vuoi. A volte dovrai purtroppo accettare anche di non riuscire in certi progetti e scopi. Potrai comunque impegnarti per modificare il tiro sempre in direzione dei valori per te importanti.
Il fango non è cioccolata… E la vita contiene tutti e due… Tu puoi sempre scegliere cosa farne…
Certo che non è facile… Certo che puoi… Da solo… Con l’aiuto di persone care… Quando proprio ti sembra impossibile puoi sempre chiedere un aiuto più specifico… Che ti possa aiutare a recuperare il gusto della cioccolata…

Tempogram. Gli ingredienti della tua soddisfazione

Come occupiamo il TEMPO dipende da quali BISOGNI scegliamo di soddisfare. Facendo certe attività e non altre CURIAMO certi bisogni e ne TRASCURIAMO altri. Anche se non sempre ne siamo pienamente consapevoli. Ad esempio, ti sei mai chiesto perché scegli di lavorare come lavori… Perché dedichi quel tempo alla tua famiglia… Perché dedichi quel tempo agli amici… Allo svago… Alla cura del tuo corpo e della tua salute… Se cerchi di capire quanto tempo dedichi a queste tue diverse aree e quindi ai diversi tuoi bisogni, già avrai raggiunto una consapevolezza fondamentale rispetto a come gestisci il tuo tempo, a come potresti e vorresti gestirlo.

Ecco gli ingredienti. Spero di non dimenticarne nessuno di importante…Sono pronto ad accogliere suggerimenti. Del resto, ciascuno di noi governa il suo tempo in modo simile a tanti, ma assolutamente personale…
Dunque:

Un po’ di consapevolezza dei BISOGNI e dei VALORI per noi importanti per realizzare la vita che vogliamo. Sappiamo quanto è fondamentale capire ciò che deve essere fatto URGENTEMENTE perché il tempo ci corre dietro per ottenere qualcosa, da ciò che deve essere fatto STRATEGICAMENTE perché importante per i nostri progetti che determinano veramente la nostra qualità di vita, la bontà delle nostre relazioni, la soddisfazione di ciò che viviamo.

Un po’ di CONTROLLO DA PARTE DEGLI ALTRI. C’è sempre qualcuno che ci dice cosa dobbiamo fare. Al lavoro soprattutto, ma anche in famiglia, come in altri ambiti, probabilmente diversi per ciascuno di noi. C’è sempre qualcuno che ci suggerisce o ci chiede o pretende ovvero ci obbliga a fare certe attività e noi siamo “ingaggiati nella relazione” con questo qualcuno a cui dobbiamo rispondere sì. A cui potremmo, ma è molto difficile rifiutare le richieste che ci fa. A cui, a volte, è quasi impossibile dire no.

Un po’ di SENSO DEL DOVERE interno. Senso del dovere che fino ad un certo punto è realistico e utile nel farci assumere le responsabilità che ci competono, come lavoratore o come genitore, come partner o in qualsiasi altro ruolo; altre volte, invece, è un senso del dovere eccessivo (ciascuno ha i suoi criteri di cosa è giusto e “doveroso” fare), irrealistico, fonte di molto stress e senso di colpa, ma non necessariamente di reale efficacia e soddisfazione rispetto a quello che facciamo.

Un po’ di ricerca del PIACERE A BREVE TERMINE. Tutto e subito. A volte, indugiamo in attività che hanno una prospettiva corta, ma una soddisfazione che percepiamo intensa e soprattutto immediata e perciò sono attività molto attraenti. Anche se spesso subito fa rima con poco importante a lungo termine.

Un po’ di ABITUDINE e AUTOMATISMI, al di là dei piani che ci siamo fatti. L’abitudine è risparmio di energia e facilmente tendiamo a ricorrere ad attività automatiche che ci procurano soddisfazione a basso costo. Anche se spesso di scarsa qualità.

Un po’ di COMFORT. Un bisogno primario dell’essere umano è la sicurezza, il controllo, la prevedibilità. Tendiamo quindi a muoverci dentro esperienze ed attività che ci forniscono una quota importante di certezza e tranquillità. Anche in questo caso, non sempre stare nel comfort è associato a raggiungere i nostri obiettivi e vivere esperienze realmente gratificanti. O, meglio, preferendo, più o meno, sempre il solito, ci precludiamo qualcosa di nuovo e potenzialmente molto più gratificante per certi nostri bisogni e desideri che restano sempre nel cassetto, insieme a certi sogni.

IMPREVISTI quanto bastano per concludere la ricetta…

La quantità di ogni ingrediente è molto personale e dipende anche dal momento di vita che stai vivendo, magari un tempo era diverso. Comunque, questi vari ingredienti oggi sono più o meno presenti e determinanti nell’utilizzo che fai del tuo tempo. E quindi di come disegni e realizzi la qualità della tua vita.
Facendoti guidare dai costituenti suesposti, prova a fare una fotografia della tua situazione attuale rispetto a come governi il tuo tempo e vedi cosa comprendi, cosa va bene per te e cosa vorresti cambiare… E cosa puoi cominciare a fare effettivamente per migliorare alcuni aspetti… Sempre consapevoli che: quello che facciamo è quello che scegliamo e quello che scegliamo è quello che vogliamo, anche se non sempre in modo consapevole.

Ricomincia dai tuoi comandamenti…

Ricomincia dai tuoi comandamenti!!! Hai presente i comandamenti biblici? Che tu sia credente o meno, che tu sia ebreo, cristiano, musulmano o di qualsiasi altra fede o dottrina spirituale, pensali come una metafora, un’ispirazione per comprendere quali sono I TUOI COMANDAMENTI, quelli che segui, più o meno consapevolmente. Le tavole della legge, del padre, dell’autorità: cosa è giusto e cosa è sbagliato, cosa è buono e cosa è cattivo, cosa deve esserci e cosa non deve esserci nella tua condotta quotidiana.

Probabilmente non sei pienamente consapevole di quali regole o leggi governano la tua condotta, regole a volte nascoste eppure molto potenti nell’orientare il tuo comportamento. Forse non sai precisamente perché e quando sono nate. O forse sì… Di fatto esistono e ti guidano anche se non le conosci con precisione. Sono regole nate per proteggerti, orientarti, anzi darti prima di tutto una strada, un’idea di come stare al mondo affinché tu possa vivere una vita felice, che per te è “sana, buona e giusta”. Insomma la tua VITA FELICE, SERENA, REALIZZATA.

Purtroppo non sempre le cose sono andate al meglio e alcune regole si sono rivelate fonte di malessere invece che di benessere… Alcune regole erano buone per chi le le ha trasmesse, ma non per te… Alcune regole erano buone un tempo, ma progressivamente hanno perso il loro valore… Altre sono state forse utili in certe circostanze, ma nel tempo sono diventate inutili o peggio dannose…

Ti suggerisco, dunque, un esercizio, impegnativo quanto potente. Carta, penna o qualsiasi altro dispositivo cartaceo o elettronico per scrivere… Quando lo farai otterrai risultati importanti. Se lo farai con attenzione, cura e in “full immersion” i tuoi risultati saranno straordinari. Ecco l’idea guida.

SCRIVILI proprio questi tuoi comandamenti, siano essi 10 o 100 o anche solo pochi, ma buoni per ispirare le tue scelte quotidiane.
IO DEVO…
IO NON DEVO…
IO DEVO SEMPRE…
IO NON DEVO MAI…

ESEMPI
Io devo essere “buono”…
Io non devo ribellarmi a ciò che viene detto dai grandi, dai capi, da chi ne sa più di me, da chi ha più diritto di me….
Io devo sempre essere forte impassibile, una roccia…
Io devo essere sempre disponibile…

Ricorda: i comandamenti ci sono anche se non si vedono, anche se non è facile vederli.

Nota quanto effettivamente questi obblighi e divieti, questi imperativi e queste limitazioni ti siano stati di aiuto nella tua crescita, nelle tue decisioni importanti, nelle tue scelte quotidiane.

Diventa ora consapevole di quali REGOLE vorresti guidassero il tuo comportamento. Quindi di quali VALORI. Cioè sostanzialmente prendi consapevolezza e annota con cura e chiarezza COSA È IMPORTANTE PER TE per realizzare la vita che vuoi, cosa deve essere presente nei diversi ruoli e ambiti di vita (famiglia, coppia, lavoro, amicizia, interessi ricreativi e culturali, ecc.) affinché tu ti possa sentire soddisfatto, gioioso, pieno, realizzato. E COSA DEVI e NON DEVI FARE, PENSARE, ESSERE per rendere concreta ed effettiva la tua idea di VITA DI VALORE. Che valga la pena, ma soprattutto la gioia di essere vissuta.

RI-SCRIVILI proprio questi tuoi comandamenti, siano essi 10 o 100 o anche solo pochi, ma buoni per ispirare le tue scelte quotidiane.
IO DEVO…
IO NON DEVO…
IO VOGLIO…
IO POSSO…

E nota la differenza: tra quella che è stata per te una guida, per una vita, fino ad oggi e ciò che da oggi in poi, per il resto della tua vita, vorresti ti guidasse.

Nota la differenza: tra i comandamenti che ti porti dentro da tempo e quelli che vuoi cominciare a seguire da ora in poi.

E comincia a seguirli, ad agire in base ai tuoi valori, alle tue regole, ai tuoi dettami, ora più consapevolmente scelti per creare la tua vita piena… E degna di essere vissuta…

L’orologio di Charles Baudelaire

L’orologio, il dio sinistro, spaventoso e impassibile,
ci minaccia col dito e dice: Ricordati!
I Dolori vibranti si pianteranno nel tuo cuore
pieno di sgomento come in un bersaglio;
il Piacere vaporoso fuggirà nell’orizzonte
come silfide in fondo al retroscena;
ogni istante ti divora un pezzo di letizia
concessa ad ogni uomo per tutta la sua vita.
Tremilaseicento volte l’ora, il Secondo
mormora: Ricordati! – Rapido con voce
da insetto, l’Adesso dice: Sono l’Allora
e ho succhiato la tua vita con l’immondo succhiatoio!
Prodigo! Ricordati! Remember! Esto memor!
(La mia gola di metallo parla tutte le lingue).
I minuti, mortale pazzerello, sono ganghe
da non farsi sfuggire senza estrarne oro!
Ricordati che il tempo è giocatore avido:
guadagna senza barare, ad ogni colpo! È legge.
Il giorno declina, la notte cresce; ricordati!
L’abisso ha sempre sete; la clessidra si vuota.
Presto suonerà l’ora in cui il divino Caso,
l’augusta Virtù, la tua sposa ancora vergine,
lo stesso Pentimento (oh, l’ultima locanda!),
ti diranno: Muori, vecchio vile! È troppo tardi!

In che modo questa poesia racconta di te? Qual è il tuo rapporto col tempo? Tempo, ricordati, che scorre inesorabile? Che tempo dai e che spazio al tuo piacere? Che tempo dai e che spazio alle attività che veramente rendono la tua vita, come ogni singola giornata, dal primo all’ultimo giorno, piena di piacere e degna di essere vissuta? E di cosa è fatto il tuo piacere?
Quanto riesci a portare il piacere nella tua vita? Quanto ti fai sommergere dai sensi di colpa?
Cosa stai facendo per rendere la tua vita il più possibile vicina a come la vuoi? Cosa manca alla tua vita, ora, per essere, ora, proprio come la desideri? E che devi metterci?
Tante domande… Inizia a rispondere prima che sia troppo tardi… Buon anno!!!

La consapevolezza di quello che fai…

Prima o poi è importante che tu raggiunga un certo grado di consapevolezza rispetto a quello che fai (e che non fai), a quello che pensi (e che non pensi), alle decisioni che prendi (e a quelle che non prendi), alle abitudini che porti avanti (e a quelle che invece non adotti), insomma a come conduci la tua vita rispetto a come vorresti e potresti crearla.
Per questo, fatti una serie di domande e soprattutto rispondi, meglio per iscritto, su un tuo quadernino ad hoc, anche elettronico, pensando ad ambiti specifici (famiglia, coppia, lavoro, amici, tempo libero, passioni, valori personali, ecc.) o più in generale alla tua vita attuale.
A cosa mi è utile e a cosa non mi è utile pensare quello che penso e comportarmi come mi comporto?
A cosa mi avvicina e da cosa mi allontana?
Quali benefici ricavo e quali prezzi pago?
Quali potenzialità esprimo e realizzo e quali limiti mi tengono fermo al palo?
In che cosa migliora la qualità della mia vita e in che cosa peggiora?

Rispondere a queste domande apre la strada ad una più ampia conoscenza di te e ad una tua maggiore consapevolezza e responsabilità delle scelte che hai fatto, che stai facendo e che vuoi fare. Dei valori che porti avanti, dell’idea di vita che, di fatto, ti guida. Il resto è azione concreta che tu devi mettere in atto…