Trasforma le miserie in meraviglie

Insieme ad augurarti un anno migliore, augurati di essere migliore. Qualunque cosa voglia dire per te ‘diventare migliore’…
Su come si comporterà l’anno nuovo (l’esterno da te, gli altri, vicini e lontani) puoi sperare e aver fiducia, magari incrociare le dita, toccare ferro o qualsiasi altra cosa sei solito toccare per sperare in circostanze favorevoli…
Su come puoi migliorare tu puoi intervenire direttamente!
Con tutta la tua CONSAPEVOLEZZA. Per comprendere il tuo funzionamento, il tuo mondo interiore, i tuoi pensieri e le tue convinzioni, le tue emozioni e le tue passioni, i tuoi desideri, bisogni e sogni…
Con tutta la tua RESPONSABILITÀ. Sapendo che devi agire in prima persona per spostare le cose e cercare di metterle dove più ti piace…
Con tutto il tuo IMPEGNO. Consapevole di cosa per te è importante, devi attivarti con costanza e determinazione a realizzarlo, fermarti per correggerti, fermarti quando proprio oltre non riesci ad andare e, quindi, imparare ad accettare…
Con L’ABILITÀ di TRASFORMARE le MISERIE in MERAVIGLIE… Qualunque cosa tu intenda per ‘miseria’ presente nella tua vita e qualunque ‘meraviglia’ tu voglia creare nella tua vita…

Per iniziare l’anno

Per iniziare l’anno ovvero per iniziare ogni tua impresa nei diversi ambiti di vita che ti vedono protagonista, in cui devi assumerti la responsabilità di agire nella direzione delle cose per te importanti, anche se agire fosse aspettare o stare fermi, chiediti:
1. Cosa farei se non avessi paura?
2. Cosa devo fare nonostante io abbia paura?

Domande precise, essenziali, che ti richiedono di ascoltarti con attenzione in profondità, di esplorare al tuo interno cosa veramente è importante per te, quali sono i tuoi bisogni vitali e i tuoi desideri vitalizzanti.
Chiediti per riflettere il giusto e agire di conseguenza… E buon anno!!!

Ancora broccoletti

Qualche giorno fa ho accennato alla storia dei miei broccoletti. Ho scoperto tra le altre cose che i broccoletti hanno un tempo diverso, come molti prodotti della terra. Ci sono quelli che puoi raccogliere dopo 60 giorni dalla semina e quelli a 90 e 120 giorni. Insomma, il tempo è importante per il raccolto. Come per gli obiettivi che ti poni in altri ambiti della tua vita. È importante che tu abbia un piano con scadenze temporali fondamentali che segnino la strada, dal desiderio iniziale al raggiungimento dell’obiettivo. Con una differenza fondamentale. Mentre per i broccoletti ti basta la semina, poca cura iniziale e un po’ di fortuna, acqua e sole faranno la gran parte del lavoro e non ti resta che raccogliere, con gli obiettivi di vita personale e professionale la grande parte del lavoro la devi fare tu.
Partire dal desiderio ben riconosciuto e fatto ardere dentro di te. Quello che vuoi e lo vuoi proprio.
Fare ricognizione delle risorse necessarie, di quelle che già possiedi e di quelle che devi reperire, siano esse materiali o emotive, personali o interpersonali.
Formare un obiettivo ben strutturato. Definito in modo specifico, concreto, misurabile, sufficientemente ambizioso e sfidante per darti la carica e sufficientemente realistico per farti sostenere dalla speranza e dalla fiducia nel tuo percorso. Orientato dai tuoi valori, da cosa è importante per te, dalla persona che vuoi essere e diventare realizzando quegli obiettivi. Ovviamente con step organizzati nel tempo per farti sostenere e motivare da sotto-obiettivi che ti permettano di raggiungere successi intermedi in direzione dell’obiettivo finale. Che altro? Persone che testimonino il tuo percorso, per apprezzare il tuo impegno e incoraggiarti nei momenti difficili.
E poi, fondamentale: agire. Iniziare ad agire per comprendere. Agire per raccogliere l’informazione utile che ti dice come proseguire. Agire anche se non ti senti perfettamente pronto e preparato. Agisci, raccogli, agisci e via così… Ancora buon anno. Per sempre buon inizio e buon raccolto…

Grazie 2020!

Se è vero che la fine dell’anno è il momento dei bilanci e per prevedere e programmare il nuovo, è altrettanto vero che quest’anno ci ha insegnato che ogni programmazione sembrerebbe inutile, un atto ridicolo di fronte all’imprevisto che bussa sempre alla porta e … che ti porta? Ti porta in casa la frustrazione, il fallimento, l’impotenza. Con annessi dolore, rabbia, preoccupazione.
Se, infatti, come ad ogni fine anno, fai l’analisi dei risultati raggiunti rispetto agli obiettivi che ti eri posto e per cui hai lavorato duramente e ti sei impegnato profondamente, probabilmente quest’anno, più di altri anni, sarà facile scoprire tanti obiettivi non raggiunti. Diverse frustrazioni e delusioni. Volevi aumentare le tue entrate, ma il lavoro si è ridotto (quasi per ogni mestiere o professione e per tanti tanti imprenditori). Volevi acquistare un’auto nuova o addirittura farti casa, ma… Una vacanza da sogno? Rimandata a causa dell’incubo contagio. Tanti concerti e teatro, tante rinunce. Almeno allo stadio vicino alla tua squadra del cuore!? Macché, niente da fare. Per non parlare di tanti altri grandi e piccoli obiettivi in diversi ambiti della tua vita, da solo, in famiglia, con gli amici.
Al tempo stesso, tanta incertezza fa risaltare e ci mette in contatto con alcune nostre certezze. Certezze già chiare. Certezze che rispondono all’ispirazione contenuta in alcune domande: chi voglio essere? Quali sono i miei ‘valori inespugnabili’ perfino dal covid-19? Cosa è importante per me? Quale direzione voglio continuare ad avere nella mia vita oltre ogni lockdown?
Gli obiettivi non raggiunti ci possono aiutare a mantenere la direzione scelta, sempre ben radicati, piantati sulla consapevolezza di cosa per noi è importante e vogliamo sia presente nella nostra vita. Anche con pochi soldi e poco lavoro, forse anche con lutti, separazioni e perdite subite, anche con alcuni aggiustamenti di programmi, anche con limiti e rinunce, cosa per te è rimasto fondamentale?
Grazie 2020! Perché mi hai permesso di capire l’importanza di non raggiungere gli obiettivi e ciò nonostante di mantenere la mia rotta verso la vita che voglio costruire.
Uno spunto pratico di riflessione e azione: scrivi la persona che vuoi essere (fatti aiutare dagli aggettivi qualificativi)… Forte, capace, intelligente, generoso, rilassato, sereno, ambizioso, ecc. Ecc. Ecc.
Scrivi ruolo per ruolo la persona che vuoi essere: un partner… Un lavoratore… Un figlio… Un genitore… Un amico… Ecc. Per ogni ruolo scegli almeno tre caratteristiche che vorresti incarnare…
Scrivi la vita che vuoi vivere…
Scrivi cosa ti serve veramente…
Cosa già è a tua disposizione e cosa no…
Cosa è veramente fondamentale e cosa è preferibile ma anche ‘rinunciabile’…
E passa all’azione: definisci l’obiettivo specifico, concreto, realistico, entro quando vuoi realizzarlo, le risorse da reperire e via così…
Mantieni la direzione dei tuoi valori… E mettiti in azione: la prima azione utile, anche minima, per cominciare a realizzare la vita che voglio e la persona che voglio essere è…
Sarà la fine dell’incubo dell’impotenza e l’inizio concreto del tuo percorso verso ciò a cui aspiri profondamente…

Pall8la creativa

Conosci la ball eight? E la palla 8? L’ha ricevuta mio figlio in regalo per Natale. È la palla numero otto del biliardo. Un gioco sfizioso per piccoli e grandi creatori di domande e produttori di risposte. Tu concepisci una domanda, agiti la palla e aspetti la risposta. A prima vista sembra un oroscopo e mai come quest’anno l’oroscopo non ha avuto grande fortuna. In realtà, la risposta non è la verità. È semplicemente un primo stimolo per riflettere su cosa tu vuoi fare rispetto alla domanda che hai posto all’oracolo o meglio che ti sei posto. Chiedi e ti sarà detto? Forse! Chiedi e ti sarà dato? Non sempre funziona così facile! Chiedi a te stesso e impegnati a cercare la strada verso dove vuoi arrivare. Questo è più semplice. Anche se non sembra. Semplice, anche se quasi mai facile. Semplicemente perché è nelle tue mani la palla della tua vita, delle tue scelte, della tua felicità. Buona fine e buon principio…

Pacchetto regalo

Sarà capitato anche a te di ricevere un regalo non proprio gradito. Per Natale, per il compleanno o in qualsiasi altra occasione. Chissà forse hai espresso chiaramente la tua sensazione di non gradimento oppure hai scelto di mascherarla e ci sei riuscito bene oppure ti si leggeva proprio in faccia che… A chi non è capitato?! Magari hai pensato subito a come riciclarlo, se e quando possibile.
Ecco: il 2020 è stato così. Un po’ per un tutti… per niente gradito!!! Certo poi per qualcuno è stato proprio fonte di grande dolore per la perdita di persone care, di grande paura per la minaccia alla salute e al lavoro, di grande rabbia e tristezza per le tante restrizioni e via così. Ed è anche certo che a qualcuno avrà regalato emozioni positive: la gioia per una nascita, per una promozione, per un amore, per un’amicizia ritrovata e per tante altre cose belle che pure questo 2020 avrà regalato.
Chiaro, quest’anno, per tanti versi, un anno speciale, ma certo è che ogni anno è un po’ così, ti presenta un pacchetto completo di gioie e frustrazioni, ricchezze e delusioni.
La vita è così.
Gli altri sono così.
Tu sei così. Un pacchetto completo di qualità e difetti, di limiti e risorse, di ricchezze e povertà.
Non so quanto sia facile accogliere questi regali. Non so quanto sia facile riciclare questi regali. Forse possiamo trovare una forma creativa di riciclaggio, di trasformazione, di evoluzione attraverso il dolore del vuoto e l’amore del pieno che ogni giorno ci regala, che ogni relazione ci propone, che noi stessi siamo. Riciclare ovvero agire per realizzare ciò che per noi è importante, sfidando i nostri limiti e cercando di modificare quanto della realtà frustrante e deludente riusciamo a trasformare.
Riciclare quando e come possibile o semplicemente imparare ad accettare anche ciò che non è proprio gradito. È andata così… Speriamo andrà meglio… Facciamo quello che dobbiamo per farlo andar meglio…

Quanti mila caffè!?

Quanti caffè prendi al giorno? Per ogni caffè che gusti, esprimi qualcosa per cui sei grato. Magari scrivilo su un quadernino che avrai appositamente acquistato per riempirlo con tante cose belle che riempiono la tua vita ora.
Quante sigarette fumi al giorno? Prima di accenderla trova qualcosa per cui sei grato e che rende la tua vita veramente bella e ricca. Così accendi la tua vita. Altrimenti non ti accendere nemmeno la sigaretta.
Quante volte vai sui social? Ogni volta che stai per aprire la solita app, prima di aprirla apri il tuo cuore ad esprimere la gratitudine che provi per ciò che appartiene alla tua vita.
Quante volte imprechi contro qualcosa o qualcuno? Ogni volta che imprechi mettici vicino anche una preghiera di gratitudine. Impegnativo? Sarà bellissimo!
Quante volte ti lamenti per le cose che non vanno come dovrebbero andare e per le persone che non sono come vorresti? Per ogni lamento esprimi anche un gradimento. Cosa ti piace della tua vita per cui puoi essere grato. Alle cose. Agli altri. A te stesso. Alla vita.
Quante volte sbuffi? Ogni sbuffo è un’emozione negativa. Allora vai in pareggio; dopo ogni sbuffata una gratificata: trova cose piacevoli che appartengono alla tua quotidianità, per cui essere grato. Smetti di sbuffare, mettiti a cercare…
Quante volte ti ritrovi a sospirare? Facci caso! Ad ogni sospiro aggiungi un respiro di gratitudine per ciò che la vita ti ha dato, per ciò che gli altri ti hanno dato, per come riesci ad ottenere cose buone della vita.
Insomma hai capito. A fronte di gesti, comportamenti, momenti abitudinari puoi agganciare un atto di gratitudine… Chissà come andrà?
Grazie per l’attenzione che mi hai dedicato e grazie anticipate per la condivisione che vorrai fare di queste parole in gratitudine…

La realtà e la speranza

Di cosa è fatta oggi la realtà. Dipende da come la leggi e da come te la racconti. Fatti. Emozioni. Pensieri. Azioni.
Di cosa è fatta la speranza. Dipende da come te la racconti e come la progetti. Fatti. Emozioni. Pensieri. Azioni.
La realtà oggi è piena di incertezza. Non fosse altro perché ne esistono narrazioni molto differenti. Anche dallo stesso polo. Piena di paura. Rabbia. Preoccupazione. Dispiacere. Confusione. Smarrimento. Angoscia. Impotenza. Anche disperazione. Ogni pensiero sembra sterile. Ogni azione bloccata o percepita come inefficace a trovare finalmente una soluzione. O comunque ogni scelta sembra sempre una coperta troppo corta. E anche questa è una delle narrazioni possibili. Solo una tra le tante.
Per affrontare la realtà, che sia dura o confusa o ingiusta o disperata, come percepita da ciascuno di noi, come ascoltata, letta, raccontata, creduta ‘vera’, c’è bisogno di pensieri che lascino intravedere possibilità e quindi speranza. La fiducia e l’impegno nella possibilità di superare il momento difficile e tornare a ‘cavarcela’ che significa trovare la propria strada. Ognuno a suo modo. Tornare a vivere cercando la propria strada, il senso personale. Il significato e il valore della vita. Nel senso più concreto del termine.
Quali azioni utili?
Le azioni discendono dai pensieri, dalle convinzioni, da ciò che crediamo sia ‘vero’.
Esiste una verità oggettiva o esistono tante verità soggettive quante quelle che possiamo immaginare e raccontare?
Questo è uno di quei momenti, più di altri, in cui ciascuno di noi deve tendere ad ancorarsi a quelle ‘tre certezze’, tre, che possiede, in cui crede, ciascuno ha le sue, che considera pilastri e valori a cui aggrapparsi come riferimento per ‘passare la nottata’. Per un progetto a lungo termine da tenere sempre vivo, accesso, entusiasmante.
Individua questi tuoi pilastri e valori, più o meno di tre che siano, riconoscili e rendili la tua base sicura, in attesa di tornare a vivere la vita che vorresti, in attesa di cominciare a vivere una vita rinnovata dalle esperienze.

Il risultato. Pronti… Partenza… Via…

La felicità, la serenità, la saggezza, la pace, la prosperità o qualsiasi altra forma di benessere tu voglia perseguire è il risultato di QUELLO CHE FAI CON QUELLO CHE TI ACCADE. Quello che tu fai succedere con ciò che ti è successo.
Essenziale, forse scontata al limite del banale, ma veramente fondamentale ispirazione per le nostre azioni, per i risultati che vogliamo ottenere nei diversi ambiti di vita (scuola, lavoro, coppia, famiglia, amici, tempo ricreativo, ecc.).
Per questo sono fondamentali:
– CONSAPEVOLEZZA: conoscere e riconoscere come noi funzioniamo nel mondo;
– RESPONSABILITÀ: agire in base alla consapevolezza dei nostri bisogni e desideri, delle nostre risorse e limiti, della nostra coscienza morale ed etica e quindi delle conseguenze dei nostri comportamenti sulla realtà.
Pronti… Partenza… Via… In bocca al lupo a tutti quelli che vogliono impegnarsi per riuscire a creare la propria qualità di vita…

Quanta è bella l’ignoranza!?

C’è una voce dentro te, come in ciascuno di noi, che tende a giudicare, paragonare, svalutare, colpevolizzare, rimproverare, il tuo comportamento, il tuo modo di essere (oltre che quello degli altri). Conosci? Ok. Allora non sei ignorante!

Questo giudice interiore si esprime, da sempre, da quando è nato, molto presto nella tua infanzia, nella tua mente, nella tua vita, con parole dolci e gentili quali: “sei stupido”, “sei un fallito”, “non vali niente”, “non meriti amore”, “fai schifo”, “sei incapace”, “non ce la farai mai” e altre delicatezze simili. Conosci? Ok. Il problema si fa serio: altro che ignorante. Tu conosci molto bene come funziona la tua mente!

Le parole che ti dici sono “verità su te stesso” (magari anche sul mondo e sugli altri, ad esempio: il mondo è dei furbi, tutti sono migliori di me, chi imbroglia vince, l’onestà è degli stolti) in cui credi veramente e fermamente. Le senti proprio una descrizione precisa e calzante di te e della tua vita. Ci credi e te ne fai guidare: il tuo comportamento e i tuoi stati d’animo sono condizionati chiaramente e in modo potente da queste “verità che credi vere”. Conosci? Ok. Conosci tutto, altro che ignoranza!

Magari qualcuno che ti ha visto soffrire (stressarti, arrabbiarti, lamentarti, sentirti uno schifo, essere triste, ritirarti da solo in casa, smettere di fare cose divertenti, ecc.) ha cercato di aiutarti dicendoti qualcosa del tipo: “ma no, dai, sei bravo, sei intelligente, sei una persona in gamba, prima o poi starai meglio, la fortuna arriverà… Ci devi credere, devi credere in te stesso”. Magari hai provato a farti guidare da queste belle parole rinfrancanti e dalle pacche sulle spalle che hai ricevuto, ma non è andata come desideravi e continui a stare come uno straccio. Conosci? Ok. Quanta conoscenza, quanta consapevolezza!

Forse c’è un’altra strada. Spero che tu la conosca o possa impararla. Altro che ignoranza! E seguirla.

Fai chiarezza su cosa è veramente importante per te, su cosa deve essere prioritariamente presente nella tua vita: cose, persone, situazioni ed esperienze che veramente possono “riempire” la tua vita, creare vero “valore” nella tua vita, dare senso alle tue scelte quotidiane, ad ogni azione che compi in direzione della vita che veramente vuoi.

Ci sono molti modi (strade, percorsi, strumenti) per trovare questi valori e per agire in base ad essi. Un modo è la psicoterapia intesa come percorso che ti aiuta a comprendere veramente cosa ti fa soffrire e cosa potrebbe farti gioire, cosa ti rende “vuoto” e cosa potrebbe farti sentire “pieno”. Ma puoi trovare comunque la tua strada, un tuo itinerario, magari accompagnato dalle persone “giuste”. E l’ignoranza? Ecco: quando hai trovato veramente i tuoi valori-guida, cosa veramente può fare la differenza nella tua vita, come devi agire per realizzare il tuo progetto di vita “felice”, “serena”, “gioiosa”, “piena”, allora puoi iniziare ad ignorare ciò che hai sempre creduto vero, ciò da cui ti sei fatto guidare fino ad un attimo prima, ciò che ti ha accompagnato per una vita facendoti sentire sicuro quanto addolorato.