Hai un problema?! Facci qualcosa …

Il problema non sono i pensieri negativi, catastrofici, distruttivi. Il problema lo hai quando li consideri la realtà dei fatti.
Il problema non sono i giudizi negativi su te stesso (sono un fallito, sono incapace, sono fragile). Il problema lo hai quando credi che i tuoi giudizi autosvalutanti siano una realtà scolpita sulla roccia.
Il problema non sono i giudizi negativi sugli altri (cattivi, egoisti, indisponibili, indifferenti). Il problema lo hai quando credi assolutamente veri i tuoi pensieri.
Il problema non sono i pensieri. Il problema lo hai quando resti bloccato appresso ai tuoi pensieri e non agisci concretamente ed efficacemente per risolvere i tuoi problemi, soddisfare i tuoi bisogni e raggiungere i tuoi obiettivi.

Per risolvere i problemi esistono almeno due strade. Entrambe percorribili. Due strumenti che puoi cominciare ad adottare nel quotidiano.

1. Mettere i pensieri alla prova dei fatti. E lo puoi fare nei modi più creativi. Mettere in discussione la verità incontrovertibile di ciò in cui credi. Puoi iniziare dal mettere in dubbio l’esistenza di Babbo Natale ed, eventualmente, se avesse funzionato a farti rendere conto che non sempre quello in cui credevi è proprio vero, allora potresti passare a mettere in discussione altri pensieri che ti procurano disagio emotivo e nelle relazioni. Magari puoi iniziare a mettere in dubbio ciò che qualcuno ti ha detto essere solo una tua idea (non necessariamente condivisa da tutti e vera) o un film nella tua testa o una convinzione di fatto poco utile a farti stare bene.

2. Sposta la tua attenzione. Focalizzati su altri pensieri per te più positivi e utili rispetto ai tuoi valori e scopi di vita, a lungo termine e immediati. Così puoi anche spostare la tua energia e il tuo impegno concreto ad agire per raggiungere i tuoi obiettivi importanti, piuttosto che perdere tempo e risorse mentali restando bloccato a pensare ripetutamente ai pensieri che ti disturbano.

Temi uno scenario negativo e catastrofico?! Facci qualcosa… Qualcosa che sia veramente per te utile a ridurre il tuo disagio e avvicinare la tua vita a come la vorresti…

Ti credi un fallito?! Facci qualcosa…Qualcosa che sia veramente per te utile a ridurre il tuo disagio e avvicinare la tua vita a come la vorresti…

Credi che gli altri ce l’abbiano con te o che siano indisponibili?! Facci qualcosa…Qualcosa che sia veramente per te utile a ridurre il tuo disagio e avvicinare la tua vita a come la vorresti…

Due vie per la cura

Esistono due grandi metodi per ridurre la tua sofferenza. Due grandi vie che puoi intraprendere.
Quando ti ritrovi ingolfato di pensieri negativi ed emozioni dolorose puoi cambiare il contenuto e anche osservare il processo. Non sono antitetici, sono integrabili.
Il primo approccio cerca di entrare dentro per modificare i pensieri negativi e scacciare le emozioni dolorose. Il secondo resta fuori a guardare, ad osservare senza giudicare, a lasciare che sia ciò che è.
Il primo approccio è più diretto. Spesso si tratta di pensieri, emozioni, ricordi, sensazioni che appartengono alla storia dolorosa della persona, alla sua ferita, alla sensibilità maturata negli anni infantili. Questo approccio torna indietro nella storia della persona per rivisitare ciò che è accaduto, dargli un nuovo senso, uscirne rinnovati, meno addolorati, meno arrabbiati, meno angosciati, con un senso e un significato delle cose che in qualche modo è più comprensibile per la persona e la alleggerisce e affranca da vecchi condizionamenti per lasciarla libera di fare nuove scelte consapevoli e responsabili nonostante ciò che è stato.
Il secondo approccio è indiretto. Resta fuori per andare avanti. Non vuole cambiare il senso della storia di vita, vuole semplicemente lasciarla stare per quella che è stata e che è oggi, mantenendo lo sguardo orientato al presente che costruisce il futuro. Nonostante, la tua storia e la tua sofferenza, anche attuale, tu hai sempre la possibilità di guardare avanti, di impegnarti concretamente in attività che realizzano ciò che per te è importante. Non realizzerai tutto, realizzerai comunque qualcosa per te importante, vitalizzante. La direzione verso la vita che vuoi vivere e creare resta sempre attiva e puoi scegliere ogni tua attività in modo che possa essere un pezzo in quella direzione…

Quando i nemici ti vengono a trovare

La zona di comfort è fonte di sicurezza e anche di tristezza. Sono importanti la stabilità e la prevedibilità nella nostra vita, ma spesso finiamo per barattarle con troppe rinunce.
Quando ti vuoi impegnare in un nuovo progetto (un nuovo partner, un nuovo lavoro, un diverso modo di prenderti cura di te, un altro hobby, l’apprendimento di qualche nuova abilità, ecc.) ecco che arrivano a farsi sentire le tue PARTI AUTO-SABOTANTI che attraverso pensieri negativi, parole svalutanti, ricordi frustranti, storie dolorose e immagini spaventose vogliono tenerti al palo: meglio la strada vecchia, e poi non sei capace, non fa per te, chi te lo fa fare, certamente fallirai, non ne vale la pena, meglio la sicurezza che il rischio, non sei all’altezza, sei troppo fragile, ecc.. Ecco le voci sabotanti!
Cosa puoi fare?
Potresti ASCOLTARE queste PARTI DEMOTIVANTI come amici che ti vogliono aiutare a capire ciò che non stai capendo, vogliono solo il tuo bene, evitare che ti crei aspettative elevate da cui cadere e farti male. Lascia stare e ringrazia i tuoi amici…
Potresti, invece, IGNORARE queste CONVINZIONI LIMITANTI che tanto amici non sembrano e nemmeno tanto simpatici. Loro continueranno a parlare e tu non glielo puoi impedire. Ma li puoi ignorare e continuare sulla tua strada, ad impegnarti in direzione di ciò in cui credi fermamente come qualcosa per te importante, per la tua crescita in direzione della vita che proprio vuoi…

Il rosso e il verde

  1. Tu non puoi cambiare la tua storia
  2. Tu non puoi cambiare la tua sensibilità
  3. Tu non puoi cambiare il tuo passato
  4. Tu non puoi cambiare il tuo carattere
  5. Tu non puoi tornare indietro nel tempo
  6. Tu non puoi cambiare gli altri
  7. Tu non puoi evitare completamente la sofferenza
  8. Tu non puoi sapere tutto
  9. Tu non puoi evitare di morire
  10. Tu non puoi avere tutto ed essere tutto

 

  1. Tu puoi rivisitare a tua storia per leggerla in modo nuovo, meno angosciante e più chiara, meno colpevolizzante e più serena, meno dolorosa e più libera.
  2. Tu puoi riconoscere a cosa sei sensibile e governare il modo in cui reagisci alle situazioni o persone che innescano la tua ferita emotiva dolorosa.
  3. Tu puoi liberarti dai condizionamenti del passato imparando progressivamente a liberarti di catene che ti portano a ripetere antichi drammi. La tua parte adulta, consapevole, capace, responsabile, autonoma può prendere per mano la tua parte bambina e prendersene cura.
  4. Tu puoi considerare il tuo carattere come una tua risorsa che ti ha permesso di sopravvivere e che ancora oggi è per te un punto di forza, imparando al contempo a smussare e gestire quegli aspetti del tuo modo di essere che oggi ti creano problemi personali e interpersonali
  5. Tu puoi scegliere cosa fare di rimorsi e rimpianti che appartengono ad un tempo che non ci sarà più, mentre ora puoi utilizzare in modo consapevole il tuo tempo riempendolo di attività ed esperienze veramente nutrienti e gratificanti rispetto ai tuoi bisogni e ai tuoi valori
  6. Tu puoi cambiare te stesso, puoi ad esempio smettere di ascoltare la voce e seguire ancora i dettami dei tuoi genitori che ti criticano, ti rimproverano, ti svalutano, ti colpevolizzano e puoi smettere di farli parlare ancora dentro di te attraverso il tuo giudice interiore. Puoi conoscerti sempre meglio e puoi sempre meglio sperimentare nuovi modi di essere, nuove possibilità di agire, nuovi modi di pensare, nuove prospettive sul mondo, su te, sugli altri, sull’universo e sulla fonte creatrice a cui credi
  7. Tu puoi scegliere di non alimentare la tua sofferenza mentre scegli di dedicarti a costruire la vita gioiosa che desideri
  8. Tu puoi utilizzare al meglio ciò che sai
  9. Tu puoi sempre impegnarti a creare la tua qualità di vita, a vivere autenticamente e in modo pieno invece che sopravvivere in attesa della morte
  10. Tu puoi ringraziare per ciò che hai e per chi sei

 

IRA e IVA

“Il piacere di una sigaretta per il gusto del tabacco non mi fa male” canta Franco Battiato.
Sicuramente tutti quanti ci siamo trovati o ci troviamo, più o meno frequentemente, in situazioni e momenti in cui tendiamo ad indugiare in comportamenti che potrebbero avere effetti deleteri. Sono spesso i momenti in cui dobbiamo gestire ansia e stress, frustrazioni e delusioni varie; diverse emozioni negative vengono a trovarci e noi dobbiamo farci qualcosa di buono e utile.
Ogni emozione porta una tendenza all’azione. Ogni emozione attiva un bisogno, non sempre consapevolmente, e un’azione utile a soddisfarlo. Solo che spesso l’emozione, che pure ci segnala qualcosa di importante che ci riguarda, attiva bisogni e stimola azioni che non sono proprio per noi sane e utili.
Tra l’impulso e l’azione dobbiamo mettere una riflessione. Non sempre ci riusciamo, non sempre in modo agevole o utile, ma dobbiamo averlo come ispirazione… IRA. Impulso. Riflessione. Azione…
Possiamo dirlo anche in modo un po’ diverso per farci orientare da un’altra ispirAzione… IVA… Forse ti fa ridere, forse irritare, l’importante è che te lo faccia ricordare. Impulso. Valore. Azione.
La tendenza all’azione che sta emergendo mi porterebbe ad essere la persona che voglio essere?
Ciò che sento come impulso a fare in questo momento (bere, mangiare, drogarmi, giocare d’azzardo, stare ancora un po’ su facebook, mettere l’ennesimo selfie su Instagram, distrarmi in svariati modi, reagire aggressivamente, controllare ancora il lavoro che ho fatto, fare l’ennesimo check su i capelli, ecc.) mi aiuta veramente a vivere la vita che voglio?
Ciò che sto continuando a fare ormai da tempo (continuare a lamentarmi, essere costantemente aggressivo, rimuginare sul da farsi, ruminare sugli errori commessi, arrovellarsi sugli errori altrui, continuare a giudicarmi in modo spietato, sguazzare nel rancore e nel risentimento, ritirarmi a casa senza vedere nessuno, ritirarmi nell’apatia, ecc.) mi avvicina veramente ad essere la persona che voglio essere? Mi è utile nella direzione di vita che sto perseguendo? Aiuta a connettermi con i miei valori e a realizzarli? Anche se può essere apparentemente gratificante nell’immediato, apporta “vero valore” nella mia vita “a lungo termine”? È un’attività significativa che apporta veramente valore e mi permette di fare la differenza nella mia vita? Dunque IVA: Impulso. Valore. Azione. Un acronimo che ci può aiutare ad avere sempre presente questa stella polare, questa guida per mantenere la nostra direzione…
A queste RIFLESSIONI sui propri VALORI dovrebbero conseguire le “giuste” AZIONI…
Se i tuoi impulsi e le tendenze all’azione che nascono dalle tue emozioni sono coerenti coi tuoi valori allora attua i comportamenti conseguenti…
Se non sono in linea coi tuoi valori e con la tua direzione di vita e sono semplicemente risposte “impulsive” e “abitudini coatte” che servono ad alleviare stress e tensione al momento, per lasciarti poca o nessuna soddisfazione a lungo andare, allora prova a resistere…
Prova a cercare altre strade più sane…
Prova a comprendere meglio le tue emozioni e i tuoi bisogni…
Prova a cercare i veri bisogni sottostanti alle illusioni che hai in testa e senti nel corpo…
Prova e verifica cosa succede, quanto riesci e quanto non riesci a resistere…
Le informazioni che ricaverai ti saranno utili per nuove riflessioni… Nuova consapevolezza sui tuoi valori e sulle tue possibilità per realizzare la tua vita in base a ciò che è veramente importante per te…

Ti salva o ti fa sprofondare?

Di fronte alle tue esperienze frustranti, deludenti e fonte di emozioni spiacevoli cosa fai? Nota bene cosa fai perché ne va del tuo benessere o malessere.
Da una parte, è importante che cerchi di capire cosa è successo, cosa ha determinato lo scarto tra ciò che volevi e ciò che hai ottenuto, come puoi aggiustare la situazione cercando il più possibile di ridurre quello scarto ovvero soddisfare i tuoi bisogni, realizzare i tuoi desideri, raggiungere i tuoi obiettivi. Rimettere a posto le cose, sapendo che non tutto sarà proprio corrispondente a come lo vorresti e avresti voluto. Amen. Non ti resta che accogliere, accettare, lasciar essere, lasciar andare e continuare ad andare avanti per la tua vita…
Dall’altra parte, nota se stai indugiando troppo in pensieri e modalità che alimentano le emozioni spiacevoli che provi. In particolare, nota se sei imbrigliato e imbrogliato da una lotta senza fine coi tuoi arrovellamenti mentali. Ad esempio, affossato nelle sabbie mobili di questioni sterili e domande controproducenti quali: perché capitano tutte a me? Cosa ho fatto per meritarmi questo? Alla fine è sempre e solo colpa mia!? Perché la gente ce l’ha con me? Perché le persone si comportano in questo modo? Perché mi ritrovo o mi infilo sempre in queste situazioni? Perché mi sta succedendo questo? Perché non me ne sono accorto prima? Perché sono così scemo? Perché sto provando questo?
Queste domande pongono questioni praticamente irrisolvibili attraverso cui tenti, illusoriamente, di risolvere i tuoi problemi, ma finisci per amplificarli.
Rimuginando sul futuro non arrivi mai a rassicurarti.
Ruminando sul passato cerchi un’analisi pressoché fine a se stessa perché molte cose non le puoi modificare.
Rimuginando su te stesso finisci solo per affogarti dei tuoi stessi giudizi negativi e delle tue emozioni spiacevoli.
Ruminando sugli altri alimenti solo il tuo senso di impotenza.
La tua mente può aiutarti a risolvere i tuoi problemi, ma se la usi male può crearteli, mantenerli e contribuire ad alimentarli…
È importante che, di fronte ad un problema, impari a riconoscere quanto devi starci, come devi affrontarlo e quando devi dedicarti ad altro…
Per questo è utile un approccio molto pratico fondato su una singola semplice domanda: come sto reagendo e ciò che sto pensando sono modi utile a risolvere i miei problemi e a ridurre le mie emozioni spiacevoli? Fatta la domanda, la risposta ti indicherà la strada…

Mentre tu continui a giudicare…

Mentre tu continui la tua guerra a colpi di giudizi su te stesso e sugli altri e su come dovrebbero essere le cose e le persone … La vita ti scivola tra le mani… E il tempo per vivere la tua vita diventa sempre meno…
La terapia basata sull’accettazione e l’impegno (ACT) invita ad “uscire dalla propria mente per entrare nella propria vita” attraverso azioni consapevoli ed impegnate a realizzare i propri valori.
Quel poco altro da aggiungere te lo propongo attraverso un esercizio di “consapevolezza orientata”…
Nota i giudizi che esprimi nell’arco di una tua giornata tipica… Giudizi su te stesso, sul tempo, sugli altri, sul lavoro, sulle cose belle e brutte che ti capitano, su come hai dormito e su cosa hai mangiato a colazione, sulle persone antipatiche e simpatiche che incontri, sulla tua vita, su quanto è bella e su come avrebbe potuto essere, sul vestito che indossi, sull’ultima prestazione lavorativa, sul panino che hai mangiato, sul libro che hai letto, sul fatto che leggi poco, sul fatto che Facebook è veleno, sulle persone stupide e su quanto anche tu, per un motivo o l’altro sei stupido… Potrei continuare all’infinito… Potresti continuare all’infinito… Siamo tutti impegnati, anzi no, meglio dire incastrati (se non lo hai notato “meglio” è l’espressione di un giudizio) su una guerra infinita tra bello e brutto, positivo e negativo, giusto e sbagliato, come sono e come vorrei essere, come sono e come dovrei essere, come sono gli altri e come si permettono… Non finisce mai…
Proviamo allora a mettere un argine…

Ora estrai da questi giudizi i fatti a cui si riferiscono… Ad esempio, descrivi il tuo vestito senza esprimere un giudizio… Così la tua colazione… Così il tuo collega… E la tua collega… Così il tempo… E via così… Impegnati a descrivere i fatti come una cronaca e non come una recensione…

Cronaca e recensione sono entrambi importanti… È importante descrivere per capire, è importante avere un’idea “critica” per avvicinarsi o allontanarsi… Si tratti di scegliere un film o di capire se hai davanti un leone o un cartone… Non giudichiamo dunque il valore dei giudizi… Anzi sì… I giudizi sono importanti e utili… Quando sono utili!!! Quando sono utili?
Ti invito, dunque, a notare, rispetto ai giudizi espressi, quanto ti sono utili e utili a cosa… Ovvero quanto ti avvicinano ai tuoi valori, a cosa è veramente importante per te vivere e realizzare, a cosa rende la tua vita degna e piena di valore…
Il resto è conseguente: fatti aiutare dai tuoi giudizi per impegnarti solamente nelle attività che fanno la differenza nella tua vita…
Invece che lottare una vita per sentirti “a posto” (la chiamano autostima)… Impegnati effettivamente a realizzare nel concreto il posto in cui vorresti vivere la tua vita…