Sì, ma… Poche cose che dovresti sapere per prenderti cura di te

La vita può essere meravigliosa, ma comunque presenta anche frustrazione, sofferenza e dolore.

Le persone possono essere meravigliose e amarti e apprezzarti, ma potrebbero essere, prima o poi, anche fonte di delusione, più o meno grande.

Cambiare, crescere, migliorare, imparare a realizzare i propri sogni è possibile, ma quasi mai è facile e certamente prevede un prezzo da pagare.

È importante essere coerenti coi propri valori e fedeli a se stessi, ma crescere richiede anche, in modo più o meno importante, di tradire se stessi, imparando a fare qualcosa che non abbiamo mai fatto.

I nostri genitori ci hanno aiutato a diventare chi siamo, ma prima o poi dobbiamo imparare ad essere anche differenti da loro, in misura più o meno grande.

Non sei onnipotente né perfetto, ma hai sempre tante possibilità di scegliere e guidare la tua vita in modo consapevole e responsabile.

Ricordati che devi morire, ma ricordati soprattutto che puoi sempre impegnarti a creare la qualità della vita che desideri.

Cosa aggiungeresti?

Genitori e genitori di se stessi

Ecco perché essere genitore è il mestiere più difficile del mondo. Oltre che per molti il più appagante probabilmente.
Sei soggetto a richieste di onnipotente perfezione per cui il tuo percorso è pieno zeppo di insidie, bucce di banane o campi minati dove… Prima o poi tutti dobbiamo capire che l’onnipotenza e la perfezione non sono di questo mondo.
Devi perché vuoi e vuoi perché devi aiutare un figlio a crescere e quindi devi avere e devi responsabilmente seguire un’idea, sufficientemente consapevole, di cosa sia per te la crescita e lo sviluppo di un figlio.
Quindi ti confronti col figlio che sei stato e con le figure genitoriali che ti hanno cresciuto e questo ti fornisce un’idea di cosa devi fare e cosa non dovresti fare con tuo figlio. Un’idea non sempre facile da seguire, nonostante ogni buona consapevolezza e intenzione.
Inoltre, gli psicologi dicono che “non dobbiamo caricare i figli delle nostre aspettative di come vorremmo diventassero i nostri figli”. Ma questa è una missione impossibile e lo sanno anche gli psicologi. Valori e aspettative guidano il processo educativo e formativo. Sappiamo che ciascun genitore cerca di fare il meglio che può per tirare su un figlio in base ai valori in cui crede e alle risorse a sua disposizione, risorse mentali, affettive, sociali. Come potrebbe essere diversamente? Allora diventa una questione di giusta misura ovvero è fondamentale dare una direzione al figlio, ma senza pressarlo con rigidi, minacciosi e punitivi “devi essere”. Come si fa? Ciascuno trova la risposta dentro di sé e nella propria storia di vita, sperando sia quella giusta. Giusta in base all’idea di come un genitore vuole cresca quel figlio e giusta se basata su altri elementi fondamentali:
1. Saper riconoscere il figlio nella propria specificità di essere con potenzialità e limiti (caratteristiche genetiche, temperamento, talenti, risorse, tendenze innate, ecc.).
2. Saperlo guardare, giorno per giorno, in base alla sua evoluzione naturale e ai bisogni che porta.
3. Aiutarlo a confrontarsi con la realtà, quindi con la responsabilità delle conseguenze delle proprie azioni, ovviamente in base all’età.
4. Aiutarlo a diventare un individuo autonomo ovvero un essere consapevole della propria individualità unica e capace di badare a se stesso.
5. Aiutarlo a vivere nel mondo integrando i bisogni individuali e la convivenza con gli altri.
In tutto questo, che certamente non è ancora tutto, il genitore resta, comunque, il ricettacolo preferito delle accuse per le sofferenze dei figli. È sempre colpa dei genitori se…
Quando le persone “adulte” che vengono a cercare aiuto per la personale sofferenza iniziano a lamentarsi per i genitori che hanno avuto, io li invito a due riflessioni fondamentali, portatrici di conseguenti condotte per prendersi cura di sé e per aiutare a farsi aiutare.
1. Fermo restando situazioni palesemente abusanti, traumatizzanti, patologicamente trascuranti, di genitori che sono stati chiaramente incapaci di svolgere il loro ruolo adulto di cura e crescita sana del bambino, i genitori, generalmente, hanno cercato di fare il meglio che riuscivano a fare e certamente hanno fatto i loro errori, più o meno grandi, errori che hanno causato distorsioni al bambino in crescita. Quindi, ora, quel bambino, divenuto adulto, legittimamente, ha bisogno di esprimere il suo dolore, la sua rabbia, la sua solitudine e ogni altro stato emotivo doloroso. Certamente lo studio del terapeuta è uno dei posti giusti per farlo.
2. Dopo tanta sana e utile, quanto dolorosa, espressione di ogni stato mentale connesso alla propria infanzia infelice, è importante che l’adulto raccolga le sue risorse, le sue forze, le sue capacità, per farsi finalmente carico della propria sofferenza ed inizi anche a farsi carico, in modo consapevole e responsabile, della propria felicità, del proprio futuro, oltre che dell’immediato presente. Secondo un’idea guida per cui seppure non siamo colpevoli di ciò che ci è successo, siamo responsabili di ciò che da adulti faremo succedere.

Estrazioni. Oltre il giudizio

Esercizio per il cambiamento effettivo ed efficace oltre il giudizio.

Quando ti ritrovi a giudicare una persona … Prendi il GIUDIZIO (esempi: deficente, maleducato, incapace, cretino, sbagliato, fallito, cattivo, egoista, presuntuoso, inaffidabile, scontroso, ecc.) e…

Estrai l’osservazione del COMPORTAMENTO, cosa la persona che giudichi ha detto e fatto…

Estrai il tuo VALORE, in base a quale criterio per te importante la giudichi cioè confronta come dovrebbe essere per te quella persona con come è, cosa quella persona ha detto e fatto e cosa avrebbe dovuto fare e dire…

Estrai il BISOGNO. Perché secondo te quella persona ha detto e fatto quello che ha detto e fatto per cui secondo il tuo valore quella persona merita quel giudizio. Estrai il SUO bisogno come lo immagini e intuisci per comprendere meglio il TUO bisogno che si cela dietro il tuo giudizio. Perché arrivi a farti quel giudizio di quella persona e del suo comportamento…

Estrai L’AZIONE. Come puoi andare oltre il tuo giudizio, cosa puoi fare o cosa puoi dire a quella persona per tentare di realizzare il tuo bisogno rispettando il suo…

Come tutti gli esercizi, funziona se lo fai. Capisci meglio qualcosa di te, dell’altro e della vostra relazione, se segui i vari passaggi e ti addentri nel tuo mondo interiore.

Buona esplorazione…

Il viaggio dell’eroe. Prevenire Curare Promuovere Trasformare

Il tuo cambiamento può avvenire in tanti modi.

Puoi PREVENIRE una serie di esperienze negative e dolorose, imparando a gestire le tue reazioni, i tuoi stati d’animo e le tue emozioni in relazione agli accadimenti quotidiani. Su fatti ed eventi spesso non abbiamo più di tanto il potere di incidere, sul modo di viverli e di affrontarli invece sì; possiamo sempre governare i nostri pensieri e le nostre azioni per regolare le nostre emozioni in modo da non uscire con le ossa troppo rotte dai traumi, dagli abusi, dagli stress e dalle frustrazioni su cui non abbiamo controllo.

Puoi CURARE il tuo malessere, puoi sempre iniziare a prenderti cura di te come non hai mai fatto, puoi occuparti dei tuoi dolori, delle tue ferite, dei tuoi bisogni insoddisfatti, del tuo sentirti non amato e non stimato.

Puoi PROMUOVERE comportamenti più sani e responsabili ovvero puoi iniziare ad adottare azioni maggiormente in linea con i tuoi valori e desideri consapevoli.

Puoi TRASFORMARE la tua vita e te stesso. Puoi essere finalmente l’eroe della tua vita, della tua evoluzione, del tuo creare te stesso secondo forme e norme nuove per te, diverse da quelle che ti sono state proposte in origine e che tu hai fatto tue e perpetuate nel tempo…

Il cambiamento può essere più o meno impegnativo. Dipende da tanti fattori. Dalla posta in gioco (bisogni, desideri, obiettivi, valori), dalle tue risorse materiali ed emozionali, dalla tua motivazione a trasformarti. Dalla voglia di metterti in gioco sfidando la paura del drago e la morte. Anche dalla sfortuna, dagli eventi avversi, da impedimenti ed ostacoli esterni di vario tipo. Senza dimenticare le resistenze interne, gli autosabotaggi, la tua preferenza per la zona di comfort.
La questione del cambiamento di fronte alle miserie dello stress quotidiano si presenta, comunque, sempre allo stesso modo: che voglio fare? Come posso farlo? Quale la prima decisione fondamentale? Quale la prima azione necessaria?
Buon viaggio!

L’arte del giudicare. Intervista all’artista

Giudicare è una forma d’arte che come tutte le arti nasce dall’interno. È l’espressione del mondo interiore di una persona che attraverso il suo giudizio tira fuori quello che ha dentro. Lo condivide a volte, altre volte il suo prodotto resta sospeso nell’aria o appeso chissà dove. Forse arriva alle altre persone. Forse no.

Il prodotto artistico può e deve essere preso per quello che è… e ciascuno ci fa quello che vuole… Lo vivi, te ne nutri, ci entri dentro, lo guardi da più prospettive… Un dipinto, una scultura, una costruzione, una poesia, una rappresentazione teatrale, come anche una canzone e un film non sono più dell’artista… Sono del fruitore che interagisce con l’opera d’arte, come crede, sente, riesce, vuole… A quel punto l’opera d’arte dice molto più del fruitore che dell’autore.
E poi c’è chi intervista l’artista… Per chiedergli l’ispirazione, il senso, l’origine o chissà che altro sulla sua opera. Chissà chi lo sa, forse nemmeno l’artista lo sa.
Allora, l’arte del giudicare nasce dal valore dell’artista che etichetta buono o cattivo qualcosa in relazione a cosa è bello o importante per l’artista stesso. Se gli chiedi il perché di quel giudizio l’artista ti può riferire esempi, circostanze, comportamenti specifici, fatti concreti per illuminare il senso del suo giudizio. Oppure no. Quel giudizio non è ancorato a nessun fatto reale. Resta veramente solo frutto della sua mente… Della sua fantastica fantasia. Fantastica!!! Che giudica i buoni e i cattivi per come sono vicini o lontani rispetto a come vorrebbe che fossero gli altri.

L’artista del giudizio vorrebbe il mondo proprio come lo vorrebbe. E spesso produce la sua arte quando resta deluso, ferito, disilluso perché il mondo esterno spesso se ne frega di quello interiore…

È per questo che siamo tutti un po’ artisti…

Il valore dell’azione

AGISCI NONOSTANTE LA SOFFERENZA. Anche se sei “impotente” rispetto ad alcuni aspetti stressanti e dolorosi della tua vita che non riesci ad eliminare o ridurre, hai sempre “un certo grado di potere” di azione nel realizzare le cose che sono importanti per te. Puoi sempre indirizzare le tue energie e risorse su scopi, obiettivi e valori che puoi realizzare e che ti appagano… Nonostante tutto il resto.

Pianifica e SVOLGI COSE BUONE PER TE, per te piacevoli, rilassanti, interessanti, divertenti, soddisfacenti. Dedica tempo a questo e, sempre mantenendo un adeguato esame di realtà, togli tempo ad attività mentali e comportamentali negative, stressanti, depressive, tossiche, devitalizzanti.

AGISCI PER COMPRENDERE. Agisci per verificare l’effetto delle tue azioni sulla realtà in base ai tuoi bisogni e obiettivi di partenza. L’informazione raccolta ti aiuterà a modificare il comportamento in corso e avvicinarti alle mete che desideri. Nonostante la sofferenza che tende a ritornare…

Il punto della situazione. Esercizio di automonitoraggio in 5 punti

1. Quanto sei capace di AMARE
2. Quanto sei capace di LAVORARE
3. Quanto sei capace di essere CONSAPEVOLE del tuo mondo interiore
4. Quanto sei capace di EMPATIA
5. Quanto sei capace di stare in contatto con la REALTÀ

Ogni persona che arriva a chiedere un aiuto terapeutico porta i suoi problemi, le sue sofferenze, i suoi conflitti interiori e interpersonali, i suoi bisogni, la sua richiesta d’aiuto specifica. “Vorrei…”, “Mi piacerebbe…”.
Cerco di accogliere queste sue parti e, al tempo stesso, cerco di far emergere, alla sua e alla mia attenzione, le sue risorse, le sue qualità, le sue parti sane, le sue potenzialità.

Il progetto terapeutico è costruito intorno ai problemi e agli strumenti e alle strategie che la persona possiede o può acquisire per trovare soluzioni e compiere scelte in direzione del suo benessere.
Solitamente, all’inizio del percorso, poi periodicamente fino alla conclusione della terapia, faccio una valutazione di alcuni aspetti del funzionamento del paziente. A seconda delle caratteristiche della persona questa valutazione è in parte condivisa col paziente stesso in parte resta un mio criterio di riferimento e di osservazione per capire come il paziente genera la sua infelicità e può generare la sua felicità. Inoltre, sempre in base alle caratteristiche personali, invito il paziente a fare periodicamente una propria autovalutazione o costante monitoraggio di questi 5 aspetti fondamentali che possono essere anche lo spunto, per tutti, per un esercizio periodico di autovalutazione, indipendentemente dal fare o meno un percorso di trattamento psicoterapeutico.
Ecco i 5 aspetti:

La CAPACITÀ di AMARE è la capacità di creare, mantenere e consolidare buone relazioni affettive, in famiglia e nella coppia, con gli amici e al lavoro, in ogni altro ambito in cui puoi costruire buone relazioni nutrienti e stimolanti.

La CAPACITÀ di LAVORARE è la capacità di creare e produrre, di intraprendere dei progetti e di sviluppare iniziative, di portare avanti un’attività lavorativa in modo sufficientemente soddisfacente sia tu un dipendente o un imprenditore, un libero professionista o un artigiano. Lavorare inteso in senso ampio come realizzare, costruire, creare oggetti o inventare situazioni che siano positive, utili, appaganti, fonte di crescita per il singolo e per gruppi o comunità intere. Lavorare come “essere operoso”, fare opere che possono essere godute e apprezzate.

La CAPACITÀ di CONSAPEVOLEZZA del proprio mondo interno è l’abilità o strumento che rende possibili o probabili gli altri, è la capacità di conoscere se stesso per funzionare in modo efficace nella realtà. Conoscere le proprie sensazioni ed emozioni, i propri bisogni e desideri, i propri pensieri e valori, le proprie tendenze all’azione, le proprie abitudini e i propri schemi ricorrenti. Più ti conosci e più puoi agire con consapevolezza e responsabilità per realizzare la vita che vuoi.

La CAPACITÀ di EMPATIA è la capacità di decentramento dal proprio io. La capacità di riconoscere la prospettiva dell’altro come individuo con i nostri stessi diritti, con un suo mondo interno, con una personale posizione soggettiva sulle cose, più o meno vicina alla nostra. Soggettività di pari dignità che possono o meno incontrarsi in modo sereno o conflittuale. Nutrirsi o avvelenarsi reciprocamente.

Ultima, ma non per importanza, la CAPACITÀ di CONTATTO con la REALTÀ ovvero la capacità di farsi guidare dal proprio mondo “interno” (emozioni, bisogni, desideri, valori, pensieri, abitudini, ecc.) mantenendo la consapevolezza che esistono gli altri, l’ambiente, le cose della realtà “esterna” a noi. Il contatto con la realtà resta una capacità e un principio fondamentale di salute e capacità di adattamento, perno che rende possibile creare la propria felicità e anche costruirla insieme agli altri…

INIZIA QUINDI ORA A FARE QUESTA AUTOVALUTAZIONE. Una valutazione di capacità rispetto alle quali puoi sempre migliorare. Una valutazione che può essere numerica, ad esempio da 1 a 10, da poco a tanto o una valutazione che può essere articolata in modo specifico rispetto ai vari aspetti della capacità in questione.
Tieni dunque sempre a mente questi punti per fare il punto della tua situazione…

Quanto sono capace di amare, lavorare, conoscere il mio mondo interiore, conoscere la prospettiva soggettiva dell’altro e stare nella realtà in modo sufficientemente adeguato?

Questa autovalutazione in progress ti facilita UN’AZIONE QUOTIDIANA CONSAPEVOLE e RESPONSABILE, realmente IN LINEA con la PERSONA che vuoi essere… E con la VITA che vuoi creare…