Dall’assurdo al reale

La tua felicità nasce tra i divieti e gli obblighi che segui e i permessi che riesci a darti…
È il rapporto tra desiderio, coscienza e realtà.
Pensiamo per assurdo…
Pensa a come sarebbe un mondo in cui tutti, ciascuno di noi, dessimo sfogo a tutti i nostri desideri, istinti, bisogni e impulsi… Pensa a come sarebbe per te… A come saresti tu… A come sarebbero gli altri… A come sarebbero le relazioni…
Pensa a come sarebbe un mondo in cui ad ogni nostro desiderio o impulso venisse messo il cappio al collo dalla coscienza che ci imponesse divieti assoluti di dare espressione a ciò che vogliamo e obblighi altrettanto assoluti di seguire regole rigide di comportamento: questo devi… Questo non devi… Pensa a come sarebbe per te… A come saresti tu… A come sarebbero gli altri… A come sarebbero le relazioni…
Ora nota cosa succede nella tua realtà quotidiana… Nei tuoi comportamenti… Nelle tue scelte… Nelle situazioni che ti ritrovi a vivere nei diversi ambiti della tua vita…
Nota quanto e quando sei guidato dai tuoi desideri…
Nota quanto e quando sei guidato dagli obblighi, esterni ed interiori, che scegli di seguire…
Nota quanto e quando sei guidato dai divieti, esterni ed interni, che guidano le tue azioni…
Nota come ti senti… Cosa provi e pensi… Quanto ti senti in equilibrio e sei soddisfatto… Quanto, invece, ti senti spinto prepotentemente dai tuoi desideri o frenato eccessivamente da ciò che non devi fare o costretto rigidamente da ciò che devi fare…
Osserva… Rifletti… Comprendi… Agisci di conseguenza… È il percorso che ti porta dalla miseria alla meraviglia, come dice anche ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Il tuo mondo così come lo vuoi

Oggi ti invito ad ideare il tuo mondo ideale. Non mi riferisco tanto alla pace nel mondo o al cambiamento climatico o alla riduzione della povertà e della mortalità infantile né ad ogni forma di antivirus. Ti invito a buttare giù un bozzetto di come vorresti il tuo mondo nelle tue attività e relazioni quotidiane. Ti suggerisco una traccia.
Cosa dovrebbe accadere nel tuo mondo: fatti, situazioni.
Cosa dovrebbero fare gli altri che incontri quotidianamente nel tuo mondo: azioni, comportamenti.
Cosa dovresti sentire: emozioni, sensazioni, soddisfazioni.
Cosa dovresti pensare: idee, convinzioni.
Cosa dovrebbe contenere il tuo tempo: attività, persone.
Cosa dovresti raggiungere: obiettivi, scopi, risultati.
Cosa dovresti fare: azioni, abitudini, scelte.
Ora che probabilmente hai un po’ più chiara la situazione del mondo che vorresti, inizia a confrontarla con il mondo che attualmente vivi nella tua quotidianità. E nota lo scarto. La differenza tra l’ideale soddisfazione e una certa quota di frustrazione e delusione che caratterizzano i giorni che vivi.
Nota cosa accade rispetto a ciò che vorresti accadesse.
Nota cosa fanno gli altri rispetto a ciò che vorresti facessero.
Nota emozioni e sensazioni che provi…
Nota i pensieri che fai e cosa ci fai coi tuoi pensieri…
Nota di cosa è pieno il tuo tempo… E di cosa è vuoto…
Nota i risultati che ottieni… E quelli che non ottieni…
Nota ciò che fai rispetto a ciò che dovresti per creare il tuo mondo ideale o perlomeno per avvicinare il più possibile il tuo mondo reale a quello che desideri…
Cosa hai notato?
Annota ciò che hai notato e fanne guida del tuo agire consapevole e responsabile… In direzione della meraviglia che VORRESTI trovare nel tuo mondo e che DOVRESTI creare…
Certo se poi questa esplorazione ti servisse anche per impegnarti a fare il tuo per un ‘mondo sostenibile’ a livello globale, non ti resterebbe che leggere ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Gerarchia di valori e scelte consapevoli

Conosci la gerarchia dei tuoi valori? I valori sono le cose della vita per te importanti e certamente avrai un tuo sistema più o meno consapevole di cosa per te è primario nel guidare le tue scelte, quelle più immediate del quotidiano e quelle più esistenziali, progettuali, strategiche. Esempio. Potresti agire guidato dal valore dell’amore. E/o dal rispetto. Dalla generosità. Dal successo. Dalla salute. E così via.
Avrai capito immediatamente che alcuni valori sono finali, fini in sé, mentre altri sono strumentali ai primi. E così nasce la gerarchia, dal più importante a scendere. Più importante per te. Più importante per te ora. Può darsi, anzi certamente è così, che qualcun altro abbia un sistema di valori diverso dal tuo. E può darsi anche che nel tempo, quasi sicuramente è così, tu stesso abbia cambiato la tua organizzazione ordinata dei tuoi valori. Magari prima per te era più importante la ricchezza, oggi è più importante la salute. Magari l’amore è sempre ai primi posti. Ma oggi hai un’idea di amore diversa da qualche tempo fa. Questo perché i valori vanno poi chiariti. Che vuol dire amore? Che voleva dire amore per me qualche tempo fa? E che vuol dire amore per un’altra persona? Magari abbiamo lo stesso valore, ma concepito, vissuto ed espresso in modo diverso.
Comincia allora a cercare e costruire la tua gerarchia dei valori. La vogliamo chiamare ‘la casa dei tuoi valori’?! Chiamala come vuoi, l’importante è che inizi a costruire una consapevolezza di ciò che per te è importante a guida del tuo agire. Cosa ti guida. Da cosa vorresti farti guidare. Solo per fare un esempio, il valore amore per te potrebbe significare:
Prenderti cura di te (come prenderti cura? Attraverso quali azioni concrete?)
Prenderti cura degli altri (chi? Quando? Come? Perché?)
Essere disponibile ad aiutare gli altri
Blindare il tuo tempo per esperienze rilassanti e attività divertenti (quali?)
Inizia, dunque, a scrivere i tuoi valori. Scrivere aiuta a riflettere oltre che a lasciare memoria. Scrivi di getto tutto ciò che ti viene in mente o che senti nel cuore o che sgorga dal profondo delle tue viscere. Scrivi e verifica nel concreto della tua esperienza quotidiana come effettivamente le tue azioni sono guidate da certi valori. In questo modo potrai fare progressivamente chiarezza, scrivere, cancellare, aggiungere, togliere, articolare in modo sempre più specifico e chiaro ciò che tipicamente fai e perché lo fai, guidato da quali valori e conseguenti scopi. Può essere un lavoro di profonda consapevolezza che ti aiuta veramente a comprendere chi sei, cosa vuoi, il senso di tante scelte attuali e anche passate. Ti aiuta inoltre a capire meglio le tue relazioni interpersonali e anche i motivi dei tuoi conflitti con gli altri. Infatti, i conflitti sono riconducibili a scontri tra valori e regole diverse tra persone che sono ispirate e motivate da principi diversi.
Buon cammino… Anzi, buon viaggio… E ricordati di portare buone letture con te, che so, ad esempio ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line. Ad esempio, per me la lettura è un valore strumentale ai valori del rilassamento, della conoscenza e della consapevolezza.

Tre principi per la tua serenità

Lutti, perdite, tradimenti, separazioni, delusioni, fallimenti, limiti personali, sentimenti di impotenza, ridimensionamenti di progetti e aspirazioni. Ad un certo punto compaiono e devi farci i conti. Puoi trovare esempi in ogni ambito della tua vita (famiglia, lavoro, amici, progetti individuali, ecc.) o guardando la vita di altri o leggendo ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.
Allora devi imparare a:
1. Accettare di vivere nello scarto tra ciò che vorresti e ciò che ottieni.
2. Considerare e vivere l’esperienza dello scarto come qualcosa di spiacevole, doloroso, ma non catastrofico e che puoi tollerare.
3. Impegnarti per ridurre quello scarto, accettando quella parte ineliminabile.
Certo che è facile a dirsi e impegnativo da affrontare. Ma questo è! O no?

La tua idea

Immagino tu insegua felicità e successo. Più o meno consapevolmente, la felicità e l’amore come il successo e la stima sono tuoi bisogni, spinte propulsive del tuo comportamento. Amore, felicità, appagamento, successo, stima, realizzazione. Potrei continuare ancora a lungo elencando sinonimi e affini dei due valori fondamentali a guida del nostro agire. Ma forse è più utile ora chiederti: quale idea di amore e successo persegui? Le tue idee o quelle di qualcun altro? O della ‘società’?
Comincia allora a chiarire.
Quali sono i tuoi valori e bisogni fondamentali che guidano il tuo agire … Amore… Apprezzamento… Autonomia… Appartenenza… Libertà… Rispetto… Condivisione… Solidarietà… Potere… Bellezza…
Bisogno è ciò che ti spinge dal basso…
Valore è ciò che è per te importante realizzare nella tua vita…
Cosa intendi esattamente quando, ad esempio, parli di amore o successo o qualche altro valore/bisogno…
Come traduci nel concreto questi bisogni e valori: quali esperienze devi vivere e quali azioni devi compiere per sentire appagati quei bisogni e realizzati quei valori.
Mi sento amato quando…
Sento di amare quando…
Mi sento stimato quando…
Provo autostima quando…
Mi sento autonomo quando…
Mi sento appartenere quando…
Mi sento nella condivisione quando…
Mi sento rispettato quando…
Mi sento… Quando…
Comincia a rispondere e vedi cosa emerge alla tua consapevolezza e che effetto può avere sul tuo comportamento, sulle tue emozioni, sulle tue scelte, sulle tue relazioni.
Se ti serve qualche indicazione in più, fatti aiutare dalla lettura di ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Sotto l’albero della meraviglia

Oltre ad un un trenino e un peluche… Per ogni tuo desiderio e perché la tenerezza ti faccia sempre compagnia… Sotto l’albero, ti auguro di trovare e di imparare a praticare:
GRATITUDINE. Riconoscere ciò che arricchisce la tua vita nonostante tutto ciò che non è come vorresti che fosse.
GENTILEZZA. Ascoltare senza giudicare.
RESPONSABILITÀ. Agire in direzione dei tuoi obiettivi invece che sguazzare nella lamentela colpevolizzante.
ACCETTAZIONE SENZA RASSEGNAZIONE. C’è sempre qualcosa che puoi fare nonostante perdite, limiti e impedimenti.
MERAVIGLIA. Lo sguardo curioso del bambino che sei nonostante la paura e l’impotenza.

Per regalo…

Per Natale e per l’anno nuovo e per ogni giorno della tua vita, regalati la scelta di parlare ‘alle’ persone invece che ‘delle’ persone e ‘sulle’ persone.
Scegli di parlare direttamente invece che sparlare alle spalle…
Scegli di esprimere direttamente ciò che provi e ciò che pensi, ciò che vorresti e desideri…
Scegli di dire no se è quel no che senti profondamente…
Scegli di dire sì per aprirti agli altri e alle esperienze che solitamente eviti…
Scegli di chiedere ciò che vorresti l’altro facesse per te…
Scegli di agire per ottenere ciò che desideri piuttosto che ruminare su quanto gli altri siano ostacoli al raggiungimento dei tuoi bisogni…
Scegli di essere gentile… Con gli altri e con te stesso…
Scegli di dire mi dispiace…
Scegli di chiedere scusa…
Scegli di riparare a qualche dolore che hai arrecato a qualcuno…
Scegli di proteggerti da chi vuole farti del male…
Scegli di apprezzare il presente, anche se non è perfetto e nonostante le angosce per il passato e l’incertezza del futuro…
Scegli di dire grazie… Semplicemente grazie per ciò che arricchisce la tua vita…
Scegli di…
Scegli di…
Cos’altro potresti scegliere di regalarti per far salire il livello del tuo rapporto con gli altri e con te stesso?
Poi certo, se non ti va di regalarti nuove scelte consapevoli e responsabili al servizio del tuo benessere, puoi sempre regalarti e regalare ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Nella tana del bianconiglio

Rispetto alla solita realtà frustrante, che scegli o che trovi quotidianamente, dedicati un tempo di qualità scendendo ‘nella tana del bianconiglio’ fonte di meraviglie potenziali che aspettano di essere attivate nel concreto del tuo vivere quotidiano. Ecco come fare (una tra molteplici possibilità):
FERMATI. Veramente… Stacca temporaneamente ogni link che ti connette all’esterno ma ti allontana da te stesso…
OSSERVATI ed ASCOLTATI. Guarda all’interno, percepisci le sensazioni del tuo corpo, senti le emozioni che ti vengono a trovare, focalizza i tuoi bisogni, cogli i pensieri che vagano nella tua mente, nota quello che fai…
RACCOGLI L’INFORMAZIONE: tutto ciò che emerge, ogni parte di te, anche quelle che non ti piacciono. Sensazioni, emozioni, bisogni, pensieri, azioni, sono parti di te, parte di te, esprimono e raccontano qualcosa di importante su te…
UTILIZZA L’INFORMAZIONE con CONSAPEVOLE RESPONSABILITÀ. Cosa senti, cosa provi, cosa pensi, cosa vuoi, cosa ci puoi fare per cercare la meraviglia, per crearla nonostante le miserie che pure possono appartenere alla tua vita.
Semplice a dirsi, meno a farsi, fondamentale come pratica quotidiana in cui quella che a qualcuno potrebbe sembrare una fuga dalla realtà è, invece, un dirigersi verso un comportamento più consapevole e in connessione col proprio sentire più autentico, genuino, meno filtrato da condizionamenti passati e attuali che ci dicono cosa dobbiamo fare e non dobbiamo fare, cosa dobbiamo sentire e non sentire, cosa dobbiamo pensare e non pensare.
Prova a leggere ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line. Per capire come ha fatto Alice (e come può fare ciascuno di noi) a trasformare le miserie in meraviglie.

Barbapapà e Squid game

Esiste un momento per un mondo rotondo, morbido, pieno di colori, lieto fine e insegnamenti educativi al servizio di una crescita sana, armoniosa, piena d’amore.
Ed esiste anche un momento per un altro tipo di mondo, comunque il nostro mondo. Esterno ed interiore.
Il cinema, la televisione, i videogiochi, YouTube e altri social sono pieni zeppi di violenza che un adulto deve filtrare ad un bambino. Se il filtro manca, manca l’adulto. Anche la piazza, il quartiere, il cortile hanno bisogno di modulare la violenza che pure è possibile espressione della natura umana. Avevano bisogno forse sarebbe più preciso dire, visto che ora sono stati quasi completamente soppiantati da ‘luoghi di incontro’ e gioco virtuali. Modulare la violenza, anche nei giochi di bambini. Se il filtro manca, manca l’adulto. Ecco allora un punto di partenza utile per ragionare sul senso e sul valore (o dis-valore) di Squid game. Il gioco del calamaro. La serie TV Netflix.
Fatta questa premessa e fatte salve ulteriori ed utili considerazioni sociologiche e pedagogiche (ad uso di genitori, insegnanti ed educatori tutti) sul comportamento degli adulti consapevoli e responsabili di fronte ai bambini e ai ragazzi curiosi e incuriositi, ho trovato la serie del gioco del calamaro molto interessante dal punto di vista psicologico, individuale e interpersonale. Anche tenendo conto che è stato concepito e realizzato da una persona appartenente ad una cultura molto lontana da noi per certi versi, ma forse nemmeno troppo, per altri aspetti più ‘global’, più interiori e universali.
Ho apprezzato molto diversi elementi, in una serie piena di spunti di riflessione che ciascuno di noi, nella visione di un film o nella lettura di un libro o nell’ascolto di una canzone, può cogliere in base al proprio filtro personale e alla sensibilità che nasce dalla propria storia di vita.
Ho apprezzato molto le storie di vita che si intrecciano e le dinamiche psicologiche che emergono nel dispiegarsi della vicenda.
La raffigurazione di un meccanismo che chiede a tutti di essere all’altezza, un’altezza che quasi tutti sentono difficile da raggiungere, fino a chiedere a se stessi di dare di più, fare di più, essere più, senza mai raggiungere la meta e sperimentare vero appagamento. Un sistema che divora chi non è in grado di essere all’altezza del successo richiesto fino al punto di prendere una persona disperata e portarla ad accedere ad ogni comportamento utile allo scopo della sopravvivenza, anche se fuori dai codici della propria moralità. Un sistema di scale (alla Escher), ma colorate, in cui sia i giocatori sia i lavoranti sono parte di un ingranaggio che funziona alla perfezione, ma che tende a rendere tutti schiavi del suo funzionamento.
L’umana imperfezione: l’essere tutti sulla stessa barca, anche se qualcuno, indossando una maschera, ‘sembra’ stare su uno yacht a sorseggiare champagne di fronte alla disperazione altrui.
Le maschere che tutti, chi più chi meno, indossiamo nella vita quotidiana, spesso nel tentativo fallimentare di nascondere a noi stessi, prima che agli altri, qualcosa di ‘brutto, sporco e cattivo’ che pure ci appartiene e ci portiamo dentro.
Amore e paura: l’amore di un genitore che cerca di mettercela tutta e ha paura di non farcela; l’amore verso una persona appena conosciuta, così potente da sconfiggere la paura della morte; l’amore di genitori anziani, illusi e disillusi, mai sconfitti dalla paura e sostenuti dall’amore puro. L’amore solidale tra compagni di un viaggio disperato e spaventante.
Ciò che sembra e ciò che è… L’apparenza e l’inganno. Il tradimento. Chi frega chi?
Il bisogno di controllo e padronanza, di sé e del mondo, dove l’esperienza quotidiana, solitamente, è quella del contrario.
Regole funzionali e regole disfunzionali: il valore delle regole che servono a proteggere e quelle che ingabbiano e ingannano.
Tutti vittime di regole: il piccolo e il grande, capi e subordinati, ricchi disperati nella loro noia e poveri ricchi solo della speranza e della disperazione che li porta a giocarsi tutto, dentro un meccanismo in cui ognuno cerca di trovare la salvezza. Come nel più lineare dei sistemi gerarchici, ognuno ha dei sottoposti, ognuno ha dei capi e soprattutto anche il vertice alla fine deve ricevere ordini da qualcun altro.
Vite ferite impegnate nella ricerca di senso e di riscatto. Verso la “possibilità di camminare libero…”.
Più o meno funziona così il gioco: “vorrei offrirle una grande opportunità, un gioco (da bambini?!) per un’opportunità seria di rimettere a posto la sua vita, se vince riceve dei soldi, se perde paga con schiaffi. Può usare il suo corpo per pagare: un tot a schiaffo”. Un gioco, una scommessa, la scommessa con la vita. Un gioco con la morte per avere la possibilità di prendersi in mano la propria vita. Ovviamente… “è una scelta volontaria di aderire al gioco con le sue regole democratiche”. Tra disperazione e fiducia: scegliere una diversa possibilità o scegliere di continuare una vita schifosa. Scegliere quale inferno? È comunque un inferno!
Ognuno ha le proprie miserie. All’inizio tutti sono presi dall’idea di giocarsi il proprio destino, ben presto capiscono le modalità del gioco a partire dal gioco più innocente dei bambini, un due tre stella, che ha un’evoluzione inaspettata in cui ogni giocatore comincia a giocare per vincere, ma anche per non essere sconfitto dal gioco stesso e dagli altri tra cui comincia a evidenziarsi il ‘mors tua vita mea’. La sana, vitale competizione che diventa spregiudicatezza e spietatezza guidate dalla paura della morte.
È semplice alla fine, il gioco del calamaro è un’espressione del gioco della vita: retorico quanto basta, banale quanto fondamentale se ci aiuta ad incontrare ogni parte di noi, dell’essere umano, dell’essere umani, piuttosto che fuggire da qualcosa che tanto esiste e cacciato dalla finestra rischia di sfondare la porta e presentarsi attraverso sintomi fisici e psicologici, come disperazione.
La fine è nota?! Forse… La fine è semplicemente un nuovo inizio?!

Accetto e vado avanti…

A volte è proprio difficile comprendere le altre persone e a volte abbiamo proprio difficoltà a farci comprendere dagli altri e sentirci compresi. Come noi diciamo: “ma come fa quella persona a comportarsi così?”, anche noi siamo un altro individuo per qualcuno che non comprende le motivazioni del nostro agire. Ecco allora che, per buone relazioni fondate sulla comprensione e il rispetto reciproci, diventano fondamentali due passi:

  1. ricordare che ognuno di noi sta combattendo la propria battaglia e che ciascuno di noi incontra ostacoli sul proprio cammino verso la felicità o la realizzazione o qualunque altra cosa tu stia inseguendo e perseguendo (e i miei scopi come i miei ostacoli sono diversi dai tuoi);
  2. ricordare che ognuno di noi è mosso da bisogni, desideri, scopi, credenze e convinzioni che hanno un senso per noi, anche se sembrano insensati o comunque sono oscuri agli altri. Ciascuno di noi nella propria storia di vita, combattendo la propria battaglia, ha dovuto sviluppare una serie di convinzioni e strategie per cercare di raggiungere i propri bisogni vitali di amore (cure, protezione), apprezzamento (stima, valore personale), esplorazione (guida e sostegno all’autonomia) e inclusione (sentirsi parte di legami e gruppi).

Dunque, se riesci a conoscere o perlomeno ad immaginare cosa muove l’altra persona, puoi capire che:

  • quello che a te sembra strano, per l’altro non lo è
  • quello che a te sembra sensato potrebbe essere assolutamente insensato per l’altro
  • ciò che per te è facile per l’altro non lo è
  • quelle che per te sono opzioni praticabili di comportamento diverso dal solito in direzione di un cambiamento desiderabile, l’altro non riesce nemmeno a concepirle e immaginarle come nuove possibilità.

Per questo, alla fine della fiera, sempre con lo scopo di buone e rispettose relazioni, diventa fondamentale non giudicare: avere un giudizio sì, è impossibile non averlo, ma non usarlo ‘contro l’altro’ perché non corrisponde a ciò che dovrebbe essere secondo il tuo punto di vista. Ricordando che ciascuno di noi è solo uno di molteplici punti di vista possibili.

Quando qualcosa non ti piace, quando qualcuno ti delude, quando rimani frustrato, triste, arrabbiato, quello che puoi fare è esprimere, in modo adeguato e rispettoso, sperabilmente, il tuo pensiero e le tue emozioni, esprimere i tuoi bisogni e chiedere all’altro se può fare qualcosa per te. Ovviamente mettendo in conto che non sempre riceverai le risposte che desideri. A questo punto proverai e riproverai a cercare di ottenere ciò che vuoi, lo chiederai in settemila lingue e modi diversi con la speranza di riuscirci… ma anche con la disponibilità a dire: ACCETTO E VADO AVANTI; nonostante non sia riuscito ad ottenere completamente ciò che volevo, posso comunque continuare ad impegnarmi per altre vie a cercare di ottenere ciò che per me è importante e che rende la mia vita di valore.

Puoi anche continuare, 7 volte al giorno (o settemila), per tutti i giorni della tua vita, a chiedere ciò che vuoi e a fronteggiare la frustrazione che arriva se non arriva la soddisfazione e, al tempo stesso, puoi continuare ad agire in direzione di ciò che per te è importante, anche se non è realizzabile perfettamente, anche se a qualcosa devi rinunciare…

È un mantra: ‘ACCETTO E VADO AVANTI’

Posso accettare e andare comunque avanti per la mia strada piena di valore …

Posso accettare e continuare a combattere la mia battaglia per le cose importanti per me…

Posso accettare le mie miserie e continuare a costruire le mie meraviglie, come ci insegna ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.