Un po’ e un po’. La vita che vuoi

Un po’ la vita ci capita, un po’ la vita la scegliamo.
Un po’ ti sono capitate sfortune, un po’ sono arrivate cose belle.
Un po’ hai fatto scelte azzeccate, un po’ le hai fatte sbagliate.
Un po’ puoi rimettere mano a ciò che è successo, un po’ devi accettare che puoi fare poco o niente per riaggiustare le cose.
Un po’ c’è da ‘attraversare per elaborare’ rabbia e dolore, paura e ogni altra emozione dolorosa. Un po’ c’è da imparare ad essere grati per ciò che abbiamo e abbiamo conquistato, apprezzarlo e saperne godere.
Questa è la via che dobbiamo tracciare in direzione della serenità! Cos’è per te la serenità?
Questa è la strada che dobbiamo tracciare in direzione della felicità! Cos’è per te la felicità?
Questa è la via che dobbiamo tracciare in direzione della vita che vogliamo! Tu conosci la vita che vuoi?
‘Dobbiamo tracciare’ ovvero diventare consapevoli del nostro funzionamento attuale (pensieri, azioni, relazioni, scelte) e di come è collegato alla nostra storia (cosa abbiamo vissuto, cosa abbiamo capito, cosa abbiamo imparato, cosa abbiamo scelto e cosa continuiamo a scegliere).
‘Dobbiamo tracciare’ ovvero essere consapevoli per essere responsabili, per scegliere oggi, per compiere azioni ora, in direzione della vita che vogliamo! Tu conosci la vita che vuoi?
La vita che vuoi è la direzione ideale; consapevolezza e responsabilità delle scelte che fai tracciano la vita reale, più o meno vicino alla prima. Nel tentare di ridurre lo scarto tra vita ideale e vita reale e nella necessità di accettare ciò che non riesci proprio a cambiare, esiste il tuo impegno effettivo della tua vita concreta. La tua vita concreta è data dalle scelte concrete che fai, guidate, più o meno consapevolmente, dai tuoi valori ovvero da ciò che tu ritieni con la testa e senti con le tue viscere siano le cose importanti per te, scopi e mete da inseguire…

Il permesso

Quante missioni impossibili stai portando avanti nella tua vita? Prova a rintracciarle…
Dicesi ‘missione impossibile’, il tentativo di raggiungere qualche scopo/obiettivo, inconsapevoli della nostra impotenza rispetto ad esso, ignari della nostra mancanza di controllo. Ripeto: prova a rintracciare in quali missioni impossibili ti sei cacciato…
Nota con attenzione i diversi ambiti della tua vita (famiglia, lavoro, amici, cura del fisico, tempo ricreativo, ecc.) per notare se stai inseguendo traguardi di fatto fuori dalla tua portata, almeno in questo momento…
Stai cercando di essere perfetto in ogni cosa che fai?
Stai cercando di mantenere il controllo assoluto su tutto e tutti?
Stai cercando di cambiare gli altri?
Stai aspettando e sperando che cambino da soli per diventare come ti piacerebbero?
Stai cercando di eliminare completamente ansia e stress dalla tua vita?
Stai aspettando che l’altro non faccia richieste invece che iniziare a dire qualche no?
Stai aspettando che gli altri capiscano cosa vuoi invece che iniziare a chiedere?
Quale missione impossibile stai inseguendo al lavoro? E col tuo partner? E coi tuoi figli? E come figlio coi tuoi genitori? E con te stesso?
Avrai capito, le missioni impossibili, oltre che fonte di stress, procurano dosi massicce di frustrazione, delusione, autosvalutazione, senso di fallimento, rabbia, preoccupazione, ecc.
Per prendersi cura del corteo delle ‘emozioni dolorose da missione impossibile’, è importante darsi un permesso fondamentale. Il permesso di essere ‘normale’. Il permesso di inseguire le mete ambiziose che si desiderano, ma ben consapevoli di quando queste si trasformano in mete impossibili. Questo richiede due passaggi:
1. Imparare a conoscere il limite tra possibile e impossibile, diverso da situazione a situazione.
2. Imparare ad accettare quel limite, senza sentirsi deprivati del proprio valore e dell’amore delle persone per noi importanti.
Per arrivare a questo obiettivo, può essere sufficiente la lettura di questo post e un po’ di buona consapevolezza di sé oppure la lettura di ‘Alice nel paese delle miserie’ (il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line) o ancora può rivelarsi necessario un percorso di crescita personale o una vera e propria psicoterapia.
Datti il permesso…

La vita che vuoi

Se io ti chiedessi qual è la vita che vuoi, tu mi daresti la tua risposta. La vita che voglio è fatta di… E di… E ancora di…
Probabilmente se ti avessi fatto la stessa domanda qualche tempo fa o tanto tempo fa, mi avresti dato una risposta diversa, forse simile o forse anche molto diversa…
E probabilmente la stessa cosa succederebbe se ti facessi la stessa domanda tra qualche tempo o più in là ancora nel futuro…
Forse è scontato, forse no.
Allora 4 domande, apparentemente semplici, per un percorso di consapevolezza che dura tutta la vita.
1. Qual è la vita che vuoi?
2. Cosa vorresti fosse presente nella vita che vuoi?
3. Cosa deve accadere per realizzare la vita che vuoi?
4. Cosa devi fare tu per avvicinarti alla vita che vuoi?
Ti consiglio di prendere un quaderno da dedicare specificamente alle risposte a queste domande. Carta, penna, matita, colori, cancella, modifica, asterisco e così via. Potresti farlo anche su dispositivi elettronici, ma credo di poter dire che non sarebbe la stessa cosa. Meglio un quaderno cartaceo a tua disposizione, per tutta la vita… Per la vita che vuoi!
Intanto, se vuoi leggere e farti aiutare dal mio libro ‘Alice nel paese delle miserie’, puoi ordinarlo direttamente in libreria oppure on line.

Ingolfamento

La domanda è: a che pro? La risposta non c’è o non è convincente.
Oggi ti invito a notare nella tua giornata quali sono le attività e le abitudini che ti ostini a compiere e mantenere anche se non sai proprio perché lo fai o la tua motivazione è debole. E comunque l’onere di farlo è diventato nel tempo molto più grande del beneficio che ne ricavi. Un esempio che accomuna molte persone potrebbe essere: perché continui a mantenere nell’armadio (con relativo cambio stagione) vestiti che sono anni che non metti? Soprattutto se non è la camicia che ti regalò il tuo primo partner o quella con cui ricordi una particolare esperienza. Ma sono tanti vestiti… Esempio simile può riguardare alcuni cassetti ingolfati. Oppure scrivere troppi post… Scrollare continuamente sui social… Correre di corsa… Fare switch tasking…
Inizia a notare nei vari ambiti della tua vita… A casa… A lavoro… In una particolare relazione (col tuo partner, con tuo figlio, con un genitore, con un collega, col fruttivendolo)… Trova l’ostinazione…
Perché lo fai? Qual è il senso? Come ti fa sentire farlo? Un senso non ce l’ha, come dice il poeta? No. Il senso ce l’ha! Il senso c’è, ma non si vede!
Allora, dopo la pratica del ‘notare queste tue ostinazioni’, te ne suggerisco una seconda: prendi una di queste tue abitudini e prova a cambiare qualcosa… Vedi tu cosa… Da dove puoi e vuoi cominciare… E vedi l’effetto che fa… (Come reagisci? Cosa senti? Cosa pensi?)… Potrebbe essere una pratica molto potente per la tua consapevolezza e chissà, se ti va, per alcuni cambiamenti…

Quando i buoi sono usciti…

Quando arrivano le malattie psicologiche (ansie, fenomeni depressivi vari, attacchi di panico, crisi sul lavoro e nelle relazioni, ecc.) come anche molte malattie fisiche importanti, crediamo, troppo spesso, che siano espressioni della nostra debolezza e magari ce ne vergogniamo anche o ci sentiamo in colpa perché abbiamo creato danno e disagio a noi e a chi ci sta vicino.
In realtà, I SINTOMI CHE CI INVADONO SONO LA TRASFORMAZIONE PATOLOGICA DI SEGNALI CHE IN PRECEDENZA NON ABBIAMO SAPUTO ASCOLTARE.
Segnali di cosa in particolare? Segnali che abbiamo troppo tirato la corda, abbiamo chiesto a noi stessi di essere forti, solo forti, sempre solo ed esclusivamente forti. Ad esempio:
– non ci siamo permessi di fermarci quando eravamo stanchi,
– abbiamo sempre sfidato i nostri limiti oltre ogni ragionevole misura,
– abbiamo alzato sempre più gli standard di successo a cui rispondere,
– abbiamo aumentato a dismisura le richieste che facciamo a noi stessi,
– abbiamo seguito regole sempre più rigide su come ‘dover essere’,
– non ci siamo permessi di dire no a tante richieste che provenivano da nord e sud, da est e ovest,
– non ci siamo concessi di chiedere aiuto e sostegno anche se ne avevamo bisogno.
Ti riconosci in qualcuna di queste situazioni? Hai qualche esempio che riguarda la tua vita o persone che conosci?
La malattia ci mette in contatto con la PAURA: la paura di perdere tante persone e cose preziose della nostra vita, la paura di una vita piena di limiti, fino alla paura della morte, reale o in tante sue forme simboliche. Muore qualcosa.
La paura potrebbe e dovrebbe bastare per portare la persona a fare CAMBIAMENTI INCISIVI nel suo sistema di vita, nella gestione del tempo, degli impegni e delle relazioni. Ad esempio, rallentare, togliere qualche stress, accettare le rinunce delle scelte di cambiamento.
Se questa paura non bastasse, potrebbe rivelarsi utile o necessario un percorso terapeutico per:
– comprendere ed accettare la paura delle perdite,
– comprendere ed accettare la paura del cambiamento,
– comprendere e superare i motivi della resistenza al cambiamento.
Magari prima della terapia, potrebbe anche aiutare leggere ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Scambio tra amici

Come stai? Di corsa, ma bene! Riusciremo a scegliere di rallentare? Quando faremo un incidente!
Conosci questo tipo di scambio? Ti sei ritrovato anche tu in una conversazione simile? Solo i sintomi riusciranno a fermare i nostri ‘eroi della corsa senza limiti’? L’unico limite resta la morte o la malattia che ci tiene al palo?
Della serie: la mamma dei coglioni è sempre incinta. Scusa il tecnicismo…
Corriamo verso…?
Corriamo per…?
Forse lo sappiamo… Forse no… Forse abbiamo smarrito il senso. La direzione. E il significato.
La direzione? I nostri valori… Quali? Li conosci?
Il significato? La felicità… Quale? Cos’è per te la felicità o quello che stai cercando?
Urge lavoro di consapevolezza e responsabilità delle scelte.
Ciascuno di noi deve cercare il proprio senso.
Le domande utili per l’esplorazione e la comprensione diventano:
A quali richieste sto rispondendo? Richieste degli altri e richieste che faccio a me stesso…
A quali doveri sto rispondendo? Doveri realistici connessi alle mie responsabilità e doveri eccessivi, patologici, frutto della nostra ricerca di amore e apprezzamento per lenire il senso profondo di inadeguatezza che, chi più chi meno, ci portiamo dentro.
E cosa succede quando immagino di dire no a qualche richiesta e dovere eccessivi?
E cosa succede quando riesco effettivamente a dire qualche no?
Il lavoro è appena all’inizio…
‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line, è disseminato di esempi e riferimenti a questo modo di stare al mondo… Ci sono anche suggerimenti per il cambiamento… Ma ti dico in anticipo: non ci sono soluzioni ci sono inviti all’azione… Non ci sono frutti, ci sono semi…

Obiettivi possibili e impossibili

Succede a tutti di vivere situazioni in cui le cose sono diverse da come le vorremmo. Così come tutti ci confrontiamo con comportamenti di persone che sono molto lontane dai nostri desideri o da ciò che noi riteniamo giusto. Succede. Ciascuno di noi cerca di gestire il livello di stress e sofferenza che ci procurano queste frustrazioni e queste delusioni.
Ciò che non dipende da noi è certamente qualcosa che può arrivarci come spiacevole e disturbante. Noi abbiamo il compito di governare in modo flessibile e utile ciò che non possiamo controllare: né eliminare né prevenire né impedire. Se siamo impotenti in un certo grado, dobbiamo capire dove sta il nostro potere ed usarlo per arginare i livelli di stress e sofferenza che potremmo vivere. Dove sta il nostro potere? Di cosa è fatto? Quanto è grande? Quanto possiamo renderlo efficace?
Il nostro potere consiste nel dare significato alle esperienze in modo da non farcene travolgere. Consiste nel regolare le nostre emozioni in modo da vivere situazioni spiacevoli che non possiamo eliminare come situazioni tollerabili che possiamo superare. Consiste nel regolare il nostro comportamento in modo da soddisfare i nostri bisogni, realizzare i nostri desideri e proteggerci da ciò che ci fa male. Consiste nell’accettare ciò che non possiamo cambiare (perdite, limiti, mancanze, ecc.) mentre continuiamo ad impegnarci in azioni guidate da ciò che è importante per noi.
In sostanza: non possiamo eliminare completamente la sofferenza dalla nostra vita, possiamo arginarla al meglio e comunque agire per creare una vita di qualità, accettando limiti e ridimensionamenti e cavalcando desideri e possibilità.
Se non vuoi credere a me, prova a credere ad ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Promuovere la salute e prevenire il disagio emotivo

La felicità o almeno la serenità e quindi un qualche grado di salute mentale, emotiva e interpersonale sono legate ad alcune ispirazioni per il proprio comportamento.
1. Cercare di conoscere e realizzare i propri BISOGNI. Ad esempio, nei diversi ambiti e ruoli puoi avere bisogni di amore, cura e protezione; bisogni di stima, successo e realizzazione personale; bisogni di autonomia ed esplorazione; bisogni di creare legami e far parte di gruppi; ecc. È fondamentale cercare di riconoscere, contattare, esprimere e soddisfare il bisogno primario in uno specifico momento e situazione.
2. Riuscire a raggiungere un COMPROMESSO SOSTENIBILE tra BISOGNI IN CONFLITTO. Non puoi avere tutto e contemporaneamente.
3. Imparare a TOLLERARE la FRUSTRAZIONE cioè il divario tra ciò che vorremmo e ciò che otteniamo, la differenza tra una completa e una parziale soddisfazione. Probabilmente sono veramente poche le situazioni in cui siamo totalmente soddisfatti.
4. Essere FLESSIBILE nei MODI e nelle STRATEGIE per soddisfare i propri bisogni. Quello che ha funzionato una volta può non funzionare sempre. Quello che ha funzionato allora non è detto che funzioni anche ora. Un comportamento adattivo quando eri bambino potrebbe essere disfunzionale oggi.
5. Avere CHIAREZZA sui PROPRI VALORI (cosa è importante nella vita) e impegnarsi a realizzarli al meglio possibile attraverso comportamenti costanti e coerenti col valore. Come i bisogni, anche i valori sono guida fondamentale del nostro agire quotidiano.
6. Imparare ad ACCETTARE la NOSTRA IMPOTENZA, mantenendo la fiducia, la speranza e l’impegno effettivo a creare la vita che vogliamo, oltre ogni pretesa di impossibile perfezione.
Quando riusciamo a farci ispirare da questi principi, aumentiamo notevolmente la probabilità di vivere una vita piena, appagante, dotata di senso e valore. A quel punto non ci resta che leggere ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Dall’assurdo al reale

La tua felicità nasce tra i divieti e gli obblighi che segui e i permessi che riesci a darti…
È il rapporto tra desiderio, coscienza e realtà.
Pensiamo per assurdo…
Pensa a come sarebbe un mondo in cui tutti, ciascuno di noi, dessimo sfogo a tutti i nostri desideri, istinti, bisogni e impulsi… Pensa a come sarebbe per te… A come saresti tu… A come sarebbero gli altri… A come sarebbero le relazioni…
Pensa a come sarebbe un mondo in cui ad ogni nostro desiderio o impulso venisse messo il cappio al collo dalla coscienza che ci imponesse divieti assoluti di dare espressione a ciò che vogliamo e obblighi altrettanto assoluti di seguire regole rigide di comportamento: questo devi… Questo non devi… Pensa a come sarebbe per te… A come saresti tu… A come sarebbero gli altri… A come sarebbero le relazioni…
Ora nota cosa succede nella tua realtà quotidiana… Nei tuoi comportamenti… Nelle tue scelte… Nelle situazioni che ti ritrovi a vivere nei diversi ambiti della tua vita…
Nota quanto e quando sei guidato dai tuoi desideri…
Nota quanto e quando sei guidato dagli obblighi, esterni ed interiori, che scegli di seguire…
Nota quanto e quando sei guidato dai divieti, esterni ed interni, che guidano le tue azioni…
Nota come ti senti… Cosa provi e pensi… Quanto ti senti in equilibrio e sei soddisfatto… Quanto, invece, ti senti spinto prepotentemente dai tuoi desideri o frenato eccessivamente da ciò che non devi fare o costretto rigidamente da ciò che devi fare…
Osserva… Rifletti… Comprendi… Agisci di conseguenza… È il percorso che ti porta dalla miseria alla meraviglia, come dice anche ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Il tuo mondo così come lo vuoi

Oggi ti invito ad ideare il tuo mondo ideale. Non mi riferisco tanto alla pace nel mondo o al cambiamento climatico o alla riduzione della povertà e della mortalità infantile né ad ogni forma di antivirus. Ti invito a buttare giù un bozzetto di come vorresti il tuo mondo nelle tue attività e relazioni quotidiane. Ti suggerisco una traccia.
Cosa dovrebbe accadere nel tuo mondo: fatti, situazioni.
Cosa dovrebbero fare gli altri che incontri quotidianamente nel tuo mondo: azioni, comportamenti.
Cosa dovresti sentire: emozioni, sensazioni, soddisfazioni.
Cosa dovresti pensare: idee, convinzioni.
Cosa dovrebbe contenere il tuo tempo: attività, persone.
Cosa dovresti raggiungere: obiettivi, scopi, risultati.
Cosa dovresti fare: azioni, abitudini, scelte.
Ora che probabilmente hai un po’ più chiara la situazione del mondo che vorresti, inizia a confrontarla con il mondo che attualmente vivi nella tua quotidianità. E nota lo scarto. La differenza tra l’ideale soddisfazione e una certa quota di frustrazione e delusione che caratterizzano i giorni che vivi.
Nota cosa accade rispetto a ciò che vorresti accadesse.
Nota cosa fanno gli altri rispetto a ciò che vorresti facessero.
Nota emozioni e sensazioni che provi…
Nota i pensieri che fai e cosa ci fai coi tuoi pensieri…
Nota di cosa è pieno il tuo tempo… E di cosa è vuoto…
Nota i risultati che ottieni… E quelli che non ottieni…
Nota ciò che fai rispetto a ciò che dovresti per creare il tuo mondo ideale o perlomeno per avvicinare il più possibile il tuo mondo reale a quello che desideri…
Cosa hai notato?
Annota ciò che hai notato e fanne guida del tuo agire consapevole e responsabile… In direzione della meraviglia che VORRESTI trovare nel tuo mondo e che DOVRESTI creare…
Certo se poi questa esplorazione ti servisse anche per impegnarti a fare il tuo per un ‘mondo sostenibile’ a livello globale, non ti resterebbe che leggere ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.