Confini

Il confine è la delimitazione e la separazione di due aree. Sconfinare equivale ad invadere. Da un punto di vista psicologico, violazione dei confini personali è sinonimo di “abuso”.

I confini sono della mente e del corpo.

I confini delimitano i rapporti tra due persone, la vicinanza e la distanza, il contatto e il distacco, la capacità di riconoscersi individuo e anche di sentirsi parte di legami e gruppi.

I confini sono anche interni, esprimono la capacità dell’individuo di differenziare le emozioni dai pensieri, i bisogni e i desideri, una sensazione fisica da una fantasia mentale. E di differenziare ciò che appartiene a sé (pensieri, emozioni, sentimenti, sensazioni, bisogni, desideri, valori, ecc.) da ciò che appartiene agli altri.

Rispettare i confini significa rispettare la persona.

Quando sono piccoli, i genitori devono proteggere i figli dall’abuso fisico, emotivo e sessuale. Così facendo trasmettono ai bambini il senso e il valore dei loro confini, la loro dignità di persone rispettabili. Anche perché i piccoli altrimenti non sanno dove sta il limite e non sanno difendersi da chi tende a superarlo. I figli imparano così l’abilità di farsi rispettare, di mettere un confine, di mettere limiti agli altri invadenti, di dire no a richieste inadeguate, eccessive, fuori luogo e senza senso.
Chi conosce bene i confini personali saprà da adulto farsi rispettare nelle relazioni, saprà “lasciar entrare e accogliere con piacere” e saprà anche “tenere fuori e respingere” con fermezza e determinazione. Consapevole dei propri bisogni e desideri e della necessità di rispettare se stessi.
Purtroppo a volte non è andata come sarebbe dovuta andare, i genitori non hanno protetto né hanno trasmesso al figlio il valore dei giusti confini individuali. Il bambino è cresciuto con un profondo senso di insicurezza e imprevedibilità, un senso di minaccia e paura che prima o poi possa accadere qualcosa di brutto e doloroso. Ciò ha favorito, direttamente o indirettamente, esperienze di abuso che hanno lacerato internamente la persona creando il terreno per una futura sfiducia nei rapporti interpersonali, diffidenza, chiusura, paura di ogni relazione interpersonale. Ad esempio, il bambino ha subito maltrattamenti e umiliazioni ripetute sul piano fisico, emozionale, verbale, perfino sessuale, da persone estranee o anche proprio da persone vicine che, invece che fonte di protezione, sono state fonte di minaccia, manipolazione, inganno, mortificazione, tradimento. Così crescendo, il bambino, che ancora non conosce le regole del mondo, ha “imparato” ad essere “normalmente” violato ed abusato e progressivamente ha interiorizzato la convinzione di essere colpevole, sbagliato, cattivo, senza valore e di meritare quello che gli accade. E come potrebbe essere diversamente? I bambini imparano ciò che vivono.
Il bambino, tanto più è piccolo e dipendente, non capisce il confine tra normale e anormale, tra giusto e sbagliato, tra ciò che si può fare e ciò che non si deve fare. Se il genitore non glielo insegna o trasmette, quel bambino diventerà un adulto più o meno confuso rispetto a “dove sta il limite”, dove finisce uno scambio piacevole e sano e dove inizia una manipolazione e un abuso.

Spesso le persone portano in terapia un problema di confini. All’inizio non se ne rendono nemmeno conto e quando ne diventano consapevoli spesso se ne vergognano o si sentono in colpa o cercano di negarlo in quanto troppo doloroso o fonte di rabbia. Aiutare una persona a riconoscere i propri confini e imparare a rispettarli per farli rispettare può diventare un lavoro estremamente profondo su se stessi, con enormi implicazioni nella gestione pratica dei rapporti interpersonali e nella scelta futura di persone realmente amorevoli e rispettose.

Il potere sul mondo

Solitamente ciascuno di noi affronta due tipi di problemi. Problemi col mondo esterno e problemi del mondo interno.
Il primo tipo di problemi riguarda i rapporti concreti con le persone. Un capo tiranno, un collega manipolatore, un collaboratore antipatico, un cliente mai soddisfatto, un fornitore poco affidabile. Una crisi di coppia, conflitti su scelte strategiche per il futuro, difficoltà nell’intimità sessuale, tradimenti, disillusioni, distanza e freddezza, ecc.. Figli malati o poco educati o troppo timidi, con difficoltà scolastiche e senza amici, ecc.. Conflitti coi genitori, genitori anziani o malati, problemi coi fratelli, ecc. Gli esempi potrebbero continuare ancora a lungo e riguardare diversi ambiti di vita, anche nelle amicizie, piuttosto che nella gestione delle finanze o per questioni di salute. Comunque sia, si tratta di problemi su cui abbiamo un certo grado di potere e incidenza nella misura in cui una parte di questi problemi coinvolgono altre persone o altri fattori da noi in parte controllabili o solo scarsamente influenzabili. Noi possiamo in queste circostanze agire per cambiare alcune cose, ma non altre: possiamo comunicare i nostri bisogni e fare delle richieste, ma la risposta alle nostre richieste dipende dagli altri; possiamo modificare un certo nostro stile di vita e comportamento e possiamo ottenere risultati da noi sperati, ma solo in parte determinati dalle nostre azioni. E via così.
Il secondo tipo di problemi, invece, ci vede con un grado maggiore di potere in quanto mentre le persone del mondo reale agiscono da una loro personale prospettiva soggettiva più o meno vicina alle nostre esigenze, i personaggi del mondo interiore sono tutti “cosa nostra”, sono a casa nostra dove noi siamo padroni. Lo stesso inconscio, spesso ospite indesiderato con le sue pretese, è in parte da noi governabile nel momento in cui lo conosciamo attraverso gli esiti delle sue spinte e pressioni.
Il mondo interiore, scenario specifico del lavoro psicologico e di cambiamento personale, è abitato da personaggi, voci, immagini e figure che sono l’esito della nostra storia di vita, eco e specchio delle persone che abbiamo incontrato realmente, che ci hanno influenzato e che oggi “ci portiamo dentro”; abitato da esperienze traumatiche realmente vissute e che si sono “incarnate nel nostro corpo” a formare una memoria muscolare corporea, sensoriale che ancora oggi “ci influenza da dentro”.
La persona che arriva a chiedere aiuto, anche quando riferisce problemi del primo tipo, apparentemente solo ed esclusivamente di tipo pratico e concreto legato a persone reali frustranti e deludenti, fonte di rabbia, paura, tristezza, umiliazione, disprezzo, vergogna, colpa e altre emozioni negative, in realtà sta dicendo anche qualcosa di importante su come funziona il proprio mondo interiore nella gestione dei problemi reali.
In psicoterapia, la persona impara ad interagire con questi personaggi “stressanti, frustranti, traumatici” del mondo interiore in modo diverso da come ha sempre fatto. Ad esempio, di fronte ad un “giudice interiore sprezzante” invece di soccombere impara a rispondere a tono, fino a farsi rispettare e sentirsi giustamente soddisfatto dei propri risultati invece che continuamente in difetto; di fronte ad una “sensazione interna di trascuratezza” invece che considerarla il proprio destino ineluttabile di individuo senza qualità e valore, la persona impara a chiedere per i propri bisogni fino a sentirsi più amata, amabile, protetta e curata; di fronte ad una “figura interiore colpevolizzante” la persona impara a prendersi le giuste responsabilità, senza accollarsi rimproveri e colpe che non le appartengono; di fronte ad un personaggio interno sofferente e lamentoso, la persona, invece di correre in soccorso come ha fatto per una vita, impara a fornire la giusta comprensione e il giusto aiuto, senza immolarsi nell’autosacrificio senza limiti della modalità “a disposizione”.
Attraverso un nuovo dialogo interno, sperimentato e appreso concretamente in seduta “con tutto il proprio corpo”, la persona migliora la propria autostima, regola in modi più equilibrati le sue emozioni, diventa capace di decisioni più sane e giuste per sé, acquisisce una capacità, mai avuta in precedenza, di scelta consapevole, autonoma e responsabile.
Da ultimo, ma non per importanza, quando la persona ha “spostato certi equilibri nel mondo interno” ha acquisito anche maggiore potere ed efficacia nella gestione dei problemi col mondo esterno.

Ogni cambiamento è un viaggio eroico

Oggi un post da stampare e tenere sempre a portata di mano… Magari anche condividere. Per sentire, riflettere e agire. Buon viaggio.

Il viaggio dell’Eroe è uno schema o metafora per il cambiamento e la trasformazione a livello personale e sociale. Qui presento una mappa liberamente ispirata al modello di Christopher Vogler, sceneggiatore americano (“Il viaggio dell’eroe”), a sua volta ispirato da “L’eroe dai mille volti” di Joseph Campbell, grande esperto di mitologia. A loro volta debitori ideali verso chi scrisse “la (divina) commedia” e “l’odissea” o anche verso le leggende del sacro graal … Un modello presente “da sempre” nel pensiero umano e nella storia, nel teatro, in letteratura e anche nel cinema … “Conosci te stesso” e vai oltre te stesso… Conosci i tuoi limiti, rispettali, accettali… senza smettere mai di sfidarli… Ogni cambiamento è una sfida eroica…

Per iniziare il nuovo anno. Per iniziare una nuova fase della tua vita. In ogni momento dell’anno c’è sempre un momento buono per attivare la tua avventura eroica, alla ricerca di un nuovo te stesso, verso un livello superiore. Ad esempio, se stai meditando un cambiamento al lavoro, un nuovo investimento, nuove vie professionali o una “semplice” richiesta di aumento. Se stai vivendo un momento difficile nella coppia… Se sei appena diventato genitore… O se hai appena perso una persona cara… Se vuoi imparare a suonare uno strumento o cambiare città… Sicuramente hai vissuto e vivrai ancora momenti in cui devi, a qualche livello e in qualche senso, essere un eroe, pronto ad un’avventura oltre la paura… Ecco la traccia per la tua impresa trasformativa…

Diventa consapevole del tuo MONDO ORDINARIO. Della tua normalità. Pensa ai vari ambiti della tua vita e ai ruoli relazionali che incarni (partner, figlio, genitore, amico, lavoratore, appassionato di una certa attività, ecc. ) e renditi conto di cosa per te è “normale”, abituale, certo, noto, ripetitivo, prevedibile, stabile, sicuro, ma anche monotono, noioso, arido, sterile, stagnante.

Diventa consapevole della CHIAMATA. Ad un certo punto è arrivata una crisi, un problema. È emerso un bisogno o un desiderio, l’idea di un cambiamento che vuoi attuare o a cui sei stato chiamato dalle circostanze o da altre persone. La realtà attuale esterna ed interna ti ha lanciato una sfida. Una sfida a cambiare, ad evolvere, a trasformarti, a salire ad un livello superiore. A trovare una soluzione. Può essere una crisi al lavoro o nella coppia, la necessità di adattarti ai figli in crescita o ai genitori che invecchiano; un tradimento, un lutto, un conflitto, un torto da riparare, un’ingiustizia da mettere a posto; un innamoramento, una passione emergente, un amico che non c’è più, una malattia a cui devi far fronte piuttosto che un problema economico. La situazione sicura e confortevole della solita vita comincia a starti “stretta” o a diventare “invivibile”. Ad un certo punto, le calme e sicure acque possono diventare torbide e stagnanti. Arriva un’urgenza da dentro, la necessità avvertita interiormente di sbloccare qualcosa, di liberare ed esprimere parti di te finora sopite, represse, nascoste. I sogni si trasformano in obiettivi e questi in avventura. La posta in gioco è un qualche tipo di tesoro, l’amata, l’amato oppure un altro tipo di ricompensa, materiale o simbolica.

Diventa consapevole della tua AMBIVALENZA rispetto alla chiamata che vorresti ACCETTARE e anche RIFIUTARE. Sei desideroso e riluttante, curioso e pauroso. Sei nel dubbio che ti fa esitare, forse evitare, tornare indietro. Serve qualcos’altro per spingerti ad andare avanti, per raccogliere la sfida e seguire l’avventura. Un ulteriore motivo che alimenti il tuo coraggio, la tua voglia di metterti in gioco.

Diventa consapevole della tua GUIDA. Qualcuno che ti sostiene e ti incoraggia in questo momento delicato per affrontare l’ignoto della sfida. La guida è una parte saggia spirituale, esterna ma anche interiore, che fornisce consigli, informazioni utili, indicazioni e strumenti per il lungo viaggio. La guida spesso è un esperto che già ha compiuto un viaggio simile. Un po’ genitore, un po’ insegnante, un po’ allenatore, può essere un libro come un dottore, un fallimento che ti illumina o anche uno stregone, la guida o mentore ti fornisce quello slancio e quella luce che ti accompagnerà per tutto il cammino.

Diventa consapevole del PUNTO DI NON RITORNO. Ormai hai deciso, hai superato la paura, hai deciso di affrontarla, di raccogliere la sfida nonostante tu abbia paura. Hai deciso di intraprendere tutto quanto sarà necessario lungo il viaggio anche il rischio di morire, tutte le conseguenze della scelta di trasformarti, oltre ogni sicurezza precedentemente acquisita. Sei disposto a perdere tutto per ottenere ciò che per te è importante.

E quindi cominci a cimentarti in diverse PROVE, incontrando AMICI e NEMICI, aiuti ed ostacoli, risorse e impedimenti, chi ti spinge e chi ti trattiene. Amici che si trasformano in nemici e nemici che ti spingono ad evolvere. Le regole non sono più le stesse. Cominci a conoscere le regole di questo nuovo mondo straordinario, come funziona, quali possibilità esistono per te oltre quello che sei sempre stato. Cominciano a vacillare tutte le tue certezze su chi sei, su chi sono gli altri e su come funziona il mondo. Anche i confini della tua morale personale vengono scossi. Dov’è il bene e il male, il giusto e l’ingiustizia. Cominci veramente a conoscere te stesso mentre ti trasformi già in altro, in altre possibilità.

Diventa consapevole del tuo PROGRESSIVO AVVICINAMENTO ALL’IGNOTO, al mistero, al pericolo, alla profonda messa in discussione di te stesso, di tutto ciò che ti ha caratterizzato finora, nelle relazioni che stai mettendo in crisi, nelle tue abitudini, in ciò in cui ti sei riconosciuto nell’arco della tua storia di vita.

Diventa consapevole della PROVA CENTRALE. È il punto critico in cui la morte è una possibilità, la morte del sogno o la morte per rinascere. Per uscire trasformato. Per trasformare il tuo destino. Il momento presente, come mai in altre occasioni, è mescolato con il passato che è sempre stato e col futuro pieno di insidie e opportunità. Al confine tra un profondo sconforto disperato in attesa del fallimento, della morte e la gioia e la speranza di una luce in fondo alla caverna.

Diventa consapevole della tua RICOMPENSA, della tua conquista. Del tuo passaggio. Della tua evoluzione. Hai sconfitto il drago, la tua paura, i tuoi demoni, i tuoi limiti. Hai liberato la principessa, hai conquistato il tesoro. Ora sei più consapevole, anche più saggio, più intero. Hai risolto problemi e superato conflitti. Hai integrato il bene e il male. Ti sei riconciliato con te stesso e con altri per te importanti. Hai conosciuto il nemico, lo hai sconfitto e ora lo porti con te, dentro di te, una nuova parte di te. Ora puoi celebrare la trasformazione.

Diventa consapevole della VIA DEL RITORNO. Il mondo non è più come prima. Tu non sei più come prima. Ora vivi all’interno delle conseguenze del tuo viaggio. Puoi raccoglierne i frutti succosi e anche dover ancora combattere con resistenze interne ed esterne. L’adattamento non è quasi mai facile e immediato, è pieno di insidie, di tentazioni a lasciare tutto invariato, a sirene che ti vogliono come prima, come sei sempre stato. Chissà cosa nasconde la strada nuova, la vita nuova?!?!

Diventa consapevole del RINNOVAMENTO. È il momento in cui riconosci profondamente che la strada nuova è quella giusta per te. Nulla può farti tornare indietro. Ormai sei diverso, trasformato. Gli ultimi tentativi di distrarti dal tuo cammino non hanno più forza rispetto al valore della tua scelta. L’esperienza maturata, le conoscenze acquisite e le abilità apprese sempre al confine tra la vita e la morte, tra sicurezza e rischi, ti permettono ora un maggiore controllo e potere su te stesso e sulla realtà. A qualche livello e in diverse forme l’eroe è morto a se stesso e rinato, ha abbandonato vecchie certezze ormai prive di vitalità e ha scoperto nuove possibilità di essere e di essere con gli altri.

Diventa consapevole del TUO RITORNO CON L’ELISIR. Torni cambiato dal mondo straordinario che hai attraversato e torni per cambiare il vecchio mondo. Il tuo viaggio di trasformazione è una lezione per tutti, potere di cura e guarigione per l’intera comunità, un tesoro prezioso per le persone che ti circondano. Da ora in poi avranno a che fare con una persona più saggia e matura, piena d’amore e libertà, più in contatto autentico con se stessa e potenzialmente modello per il viaggio eroico di ogni altra persona. E l’eroe stesso è già pronto per un suo nuovo viaggio…

L’anno migliore della tua vita

“L’uomo semina un pensiero
e raccoglie un’azione;
semina un’azione
e raccoglie un’abitudine;
semina un’abitudine
e raccoglie un carattere;
semina un carattere
e raccoglie un destino”.

Questa massima del pensiero orientale può essere un ottimo spunto per la tua crescita personale.

Quando ti senti vittima dei tuoi pensieri che girano in tondo e non ti portano da nessuna parte…
Quando ti senti vittima delle tue azioni inconcludenti che ti lasciano al palo rispetto a chi va avanti…
Quando ti senti vittima delle tue insane abitudini che ti affossano ogni giorno di più…
Quando ti senti vittima del tuo carattere perché sei sempre stato così e non ci puoi fare niente, così credi…
Quando ti senti vittima del tuo destino perché ti hanno (avrebbero) “rovinato” i tuoi genitori, la tua malattia, la tua sfortuna, il passato, la famiglia e magari pure il governo ladro…
Allora puoi essere veramente certo di essere carnefice di te stesso, vittima delle tue convinzioni infantili e autosabotanti, dei tuoi pensieri limitati che ti fanno vivere di scuse, alibi e giustificazioni, della tua tendenza a colpevolizzare gli altri e l’esterno da te invece che assumerti la responsabilità in prima persona per creare il tuo destino.

È ora, allora, di cominciare un altro tipo di semina per un altro tipo di raccolto.
È ora di faticare veramente per arrivare dove vuoi arrivare.
È ora di metterti veramente in discussione in quello che pensi e che fai, oltre tante chiacchiere che come sai dopo un po’ sfiorano il ridicolo, anzi lo raggiungono.
Puoi scegliere di farti aiutare in infiniti modi. L’importante è che riconosci di avere un problema, forse tanti problemi, in uno o più ambiti della tua vita e delle tue relazioni, di “stare male” per essere vittima e carnefice di te stesso, di aver “bisogno di aiuto” per il tuo mal-essere, di chiederlo e di “cercare per trovarlo”, l’aiuto per te adatto. Le strade molteplici convergono nella stessa direzione: DOVRAI COMINCIARE A PENSARE E SOPRATTUTTO AD AGIRE COME NON HAI MAI FATTO … PER OTTENERE I RISULTATI CHE NON HAI mai OTTENUTO. Ed iniziare veramente l’anno migliore della tua vita… Magari solo il primo degli anni migliori della tua vita…

La fabbrica di canne da pesca

Spesso molte persone vengono in terapia “con l’idea di acquistare del pesce”. Vengono in terapia con i loro problemi e le loro sofferenze e chiedono qualcosa del tipo: risolvimi il problema, toglimi la sofferenza, cacciami fuori dai guai. Questa visione parte da un presupposto di “passività” e “dipendenza” della persona che chiede qualcosa che assomiglia ad un miracolo o ad una magia. Una pillola o una soluzione preconfezionata. Alcune volte chiede proprio: “dimmi cosa devo fare e lo farò”, “dammi una strategia concreta, specifica e definita e la metterò in pratica”. Ormai nemmeno per prendere un’aspirina funziona così…

La psicoterapia richiede un impegno “attivo” da parte della persona che crea un’alleanza collaborativa e basata sulla fiducia reciproca allo scopo di migliorare le condizioni di vita del paziente.

Il terapeuta aiuta la persona a diventare “esperto di se stesso”, ad esplorare, conoscere e comprendere sempre meglio il proprio mondo interiore (pensieri, emozioni, bisogni, desideri, fantasie, sogni, aspettative, ideali, valori) e il proprio modo di funzionare: “come penso, come agisco, come mi relaziono alle persone e ai contesti di vita”.

La persona in tal modo può cominciare ad esplorare e comprendere cosa determina i suoi problemi e la sua sofferenza, quali aspetti sono dovuti alla “dura realtà” delle cose che non vanno come vorrebbe e quali aspetti sono dovuti al “proprio modo di funzionare”, di pensare, di agire, di comunicare, di esprimere e reprimere emozioni, bisogni e desideri.

Mentre si va conoscendo sempre più il modo di funzionare della persona e i contorni della sua sofferenza, insieme si definiscono gli obiettivi del lavoro comune: cosa la persona vuole ottenere in uno o più ambiti di vita, cosa vuole togliere e cosa vuole migliorare nella sua vita. Spesso questo apre le porte non solo all’alleviamento della sofferenza, ma anche a come la persona vuole creare benessere e qualità nella sua vita, nei vari ambiti e ruoli.

Affinché gli obiettivi siano efficaci e utili, è importante che siano definiti in modo da risultare concreti, specifici, raggiungibili, progressivi, motivanti.

Definiti gli obiettivi si possono definire anche strategie, modalità e tecniche per ottenere il cambiamento desiderato.

Una caratteristica che gli obiettivi dovrebbero avere è l’essere misurabili; in questo modo è possibile periodicamente valutare l’andamento del lavoro e modificare in progress questi obiettivi, verificare cosa si è raggiunto e cosa no, cosa può essere aggiunto e cosa va eliminato, cosa sta funzionando e cosa, invece, sembra non essere efficace a livello di comprensione del problema e strategie per affrontarlo.

La psicoterapia, dunque, è un’esperienza che “insegna a pescare”; favorisce l’evoluzione da una posizione di dipendenza ad una posizione di autonomia, promuovendo la capacità di farsi carico di se stessi, delle proprie ansie e angosce quotidiane, di risolvere i propri problemi e accettare (sostenere emotivamente) le immancabili frustrazioni e delusioni.

Emerge a questo punto, come spesso accade, l’importanza di un funzionamento “e… e …”. La realtà della vita non prevede sempre e necessariamente “o una cosa o l’altra” e possiamo imparare a percepire “sia una cosa sia l’altra”. In certi casi e situazioni di “urgenza” ed “emergenza” è necessario, nell’immediato, dare al paziente “il pesce di cui ha bisogno”, per sfamarsi e sopravvivere. A lungo termine, è fondamentale che il paziente “impari a pescare”, a diventare gradualmente esperto di se stesso e capace di prendersi autonomamente cura di sé. Un pò come succede quando si cresce e ci si svincola progressivamente dalla dipendenza dai genitori … quando succede …

Non solo: sfamato e sopravvissuto, appreso a pescare, imparato a padroneggiare la canna da pesca, la stessa persona può “inventare nuove canne da pesca e nuovi modi di pescare”, può diventare, fuor di metafora, veramente creatore delle proprie scelte di vita basate su una consapevolezza coraggiosa dei propri valori, dei propri scopi e dei propri bisogni autentici, per farne guida del proprio modo di stare al mondo, per creare la propria felicità attraverso scelte responsabili, tra “regole imposte” dai condizionamenti dei sistemi in cui vive e “regole autodeterminate” a partire dal sentire profondo e autentico.