Il gioco della vita. Esercizio

Pensa a tante scelte di vita che hai fatto. Più o meno importanti. In diversi ambiti e ruoli oltre che in diversi momenti della tua vita. Alcune chiaramente consapevoli e proprio volute, altre più inconsapevoli, forse meno chiare per te, per i dubbi e le incertezze con cui le hai portate avanti. Certamente di alcune sei proprio soddisfatto, anche orgoglioso, altre ti hanno lasciato l’amaro in bocca, rimorsi per ciò che hai fatto, rimpianti per ciò che non hai scelto.
Capita un po’ a tutti e dobbiamo anche saper dire “è andata così” (“l’ho fatta andare così”).
Meno scontata è la capacità di stare oggi in ciò che ti suscita questa ricognizione del tuo passato, molto antico o anche recentissimo. Cosa provi e cosa pensi guardando queste tue scelte?

Nota, quindi, alcuni tratti in comune che puoi rintracciare in queste scelte.
Sono sempre il solito…
Come sempre è andata che…
Ancora una volta mi sono ritrovato a …
La morale è sempre che…
Prova a completare queste frasi (o cerca le frasi che trovi più adatte a te, per trovare un senso ricorrente in tante delle tue scelte) e vedi cosa emerge alla tua consapevolezza…

Nota, quindi, un bisogno imperioso che ti ha sempre guidato. Più o meno consapevolmente. Qualcosa del tipo: “ho lottato tutta la vita per …”. Esempi: ho lottato tutta la vita per un bisogno di amore, di essere stimato, di sfida, di successo, di senso, di essere il primo, di essere diverso da mia madre; per superare mio padre, evitare di sentirmi inferiore, sentirmi vivo, cercare di essere perfetto, cercare mio padre, consolare mia madre, rendere felici i miei genitori, controllare le esplosioni rabbiose degli altri, prendermi cura degli altri, sentirmi al sicuro, nascondere i miei difetti, proteggere le persone a cui voglio bene, evitare figuracce, ecc..

Nota che vita positiva hai costruito intorno a questo bisogno, quale valore hai seminato e raccolto sulla base di questo imperativo interno che ha guidato molte tue azioni e scelte…

Nota quali sono stati (e/o sono tuttora) gli effetti negativi di questo stile di vita. Quali prezzi hai pagato. Quali rinunce e quali autolimitazioni ti sei imposto…

Chiediti, ancora, cosa potrebbe succedere “se smettessi di organizzare il mio comportamento sempre ed esclusivamente in relazione a questo mio bisogno”: cosa proveresti, come ti sentiresti, cosa penseresti, cosa faresti…

Individua cosa oggi può veramente dare senso, direzione, significato e valore alla tua vita…

Ed inizia ad agire in modo coerente a questo nuovo “valore” che vai cercando di vivere e creare…

Il catalogo magico

Immagina un catalogo da cui puoi scegliere … E puoi scegliere di cambiare…
Quello che ti è capitato e non hai potuto scegliere, a cominciare dai genitori e da quello che hanno scelto loro per te… E che oggi in qualche aspetto cambieresti…
Quello che hai potuto scegliere, ma che, a quel tempo, hai scelto un’altra cosa, un’altra strada, un’altra persona, un altro percorso di studi, un altro lavoro, un altro qualche cosa che oggi in qualche modo cambieresti…
Quello che hai scelto e che sceglieresti di nuovo, ancora più consapevole, ancora più convinto e per cui oggi sei grato appartenga alla tua vita…
Comincia da questo catalogo ideale per cominciare, con consapevolezza, a dirigerti verso la persona che avresti voluto essere … Per diventare la persona che oggi puoi diventare…
Prima la consapevolezza… Poi l’azione… Ovvero cominciare ad agire per mettere in pratica i tuoi sogni ed obiettivi…
Probabilmente non tutto sarà possibile, certamente sarà un percorso impegnativo… Ma che vale la pena iniziare a percorrere da subito…
Sembra che oggi sia veramente il primo giorno del resto della tua vita che tu concretamente puoi iniziare a realizzare…

Conosci te stesso!? Proviamo?!

Chi non si è mai cimentato in questa operazione? Conoscere se stesso per padroneggiare se stesso, per realizzare la vita che si desidera… Più o meno funziona così. Ed esistono infiniti modi per conoscere te stesso… E per realizzare la vita che più ti aggrada… Ora te ne suggerisco uno basato su una piccola grande sfida a te stesso. In particolare, ti do una semplice indicazione da cui potrà scaturire una grande scoperta…
PROVA A NON FARLO… Ecco la semplice indicazione.
Ti suggerisco una serie di situazioni che forse ti riguardano, certamente qualcuna ti riguarda e qualcun altra probabilmente ti è completamente estranea…
L’indicazione è la stessa per tutti noi che vogliamo conoscere noi stessi… Proviamo a non farlo… Proviamo a non adottare i soliti automatismi… Proviamo a non mettere in atto i soliti comportamenti… Proviamo e vediamo cosa succede… Cosa succede fuori di noi e soprattutto dentro di noi: le “sensazioni fisiche” che arrivano alla coscienza, le “emozioni” che viviamo, i “pensieri” che facciamo…
Proviamo… Non dobbiamo necessariamente riuscirci… Dobbiamo provarci, almeno un po’, almeno qualche minuto, almeno un piccolo tentativo di cambiamento…
Proviamo… Se ci riusciamo… Bene! Se non ci riusciamo… Bene ugualmente! In entrambi i casi avremo ottenuto una conoscenza in più su noi stessi…
Pronto? Le mie indicazioni sono necessariamente un po’ generiche, tu pensa a situazioni specifiche e concrete che ti riguardano nella tua quotidianità…
Prova a non reagire al solito modo aggressivo, rabbioso, violento…
Prova a non ritirarti nel solito silenzio…
Prova a staccare da lavoro qualche minuto prima…
Prova a staccare almeno una volta dal tuo senso del dovere per dedicarti ad un qualche tuo piacere…
Prova ad accontentarti della tua prestazione…
Prova ad alzare la testa… E la schiena… E le spalle…
Prova ad accettarti per come sei…
Prova a chiedere aiuto…
Prova a fare da solo…
Prova a lasciare andare il controllo…
Prova a dedicarti alle attività e alle persone veramente importanti per te…
Prova a non pretendere che gli altri siano come tu li vuoi…
Prova a fidarti…
Prova a stare senza far niente…
Prova a non aggredire ancora il cibo…
Prova a mettere prima il piacere…
Prova a non colpevolizzare…
Prova a non colpevolizzarti…
Prova a fregartene di cosa pensa l’altro e fai ciò che ti fa stare bene…
Prova a dire di no…
Prova ad abbandonare rimorsi e rimpianti…
Prova a chiedere per un tuo bisogno o desiderio…
Prova a deludere l’altro…
Prova a smettere di rimuginare…
Prova ad esprimere cosa pensi, cosa senti e cosa vuoi…
Prova a non accendere l’ennesima sigaretta…
Prova a posare quel bicchiere…
Prova a non farti la solita cannetta…
Prova a non andare ancora una volta sui social…
Prova a dire “è andata così” senza ruminarci ancora…
Prova a non…
Prova a…
Prova ad aggiungere qualche tuo automatismo che sei solito praticare…
Prova e vedi “cosa provi”… “Cosa pensi”… “Cosa senti”… “Cosa fai”… “Cosa scopri di te…”.
Certamente prova e riprova, con costanza e attenzione al tuo mondo interno, conoscerai tanto di te…

Nonostante

Nonostante il tuo dolore, la tua ferita
Nonostante il tuo passato, le persone con cui sei cresciuto, quelle che hai incontrato, quelle che ti hanno fatto male
Nonostante il tuo carattere, chi credi di essere e la gabbia che ti senti addosso
Nonostante le tue convinzioni limitanti e auto-sabotanti
Nonostante il tuo senso di inadeguatezza e incapacità
Nonostante le tue paure e il tuo senso di impotenza che ti bloccano

Tu puoi sempre fare qualcosa di buono e utile per te…
Tu puoi sempre farci qualcosa anche se non arrivi ad essere perfettamente soddisfatto…
Tu puoi sempre prenderti cura della tua ferita dolorosa…
Tu puoi sempre imparare a lasciare il passato nel passato e vivere ora…
Tu puoi sempre iniziare a svincolarti da condizionamenti antichi…
Tu puoi sempre liberarti da imposizioni rigide su come devi essere, come devi pensare, cosa devi fare e cosa non devi fare…
Tu puoi sempre scegliere con chi stare e il modo in cui stare con le persone…

Nonostante la tua infelicità… Tu puoi sempre fare qualcosa per essere felice…
Nonostante tu creda di non avere scelta … Tu puoi sempre scegliere… Anche di farti ispirare o non dare alcun valore a quello che hai letto finora…

Caricare e andare liscio: quanto tempo, energie e sforzi stai impiegando per far correre una lumaca?!

Quanto tempo, energie e sforzi stai impiegando per far correre una lumaca?

Succede che incontri qualcuno: il capo, il partner, un genitore, un figlio, un amico, un estraneo, un altro partner; e succede qualcosa che ti fa soffrire: ricevi una critica, un rimprovero, un attacco, una minaccia, una delusione, qualcosa insomma che ti crea emozioni negative quali rabbia, tristezza, paura, preoccupazione, senso di colpa, vergogna, addirittura senso di solitudine, rifiuto, abbandono, angoscia. Può succedere… Succede… Ma non ti basta!!! Inizia il mulinello dei pensieri negativi: sono cattivo o sbagliato; è cattiva l’altra persona o sbagliata; me lo merito, non me lo merito; è giusto, anzi è ingiusto; perché è successo? Perché lo ha fatto? Perché si è comportato così? Comincia una vera e propria catena di pensieri, di domande, di riflessioni, più o meno consapevoli, che, apparentemente “dovrebbero” risolvere la questione, trovare un senso e un significato, ma che di fatto ti lasciano fermo al palo e ancora più stressato, teso, agitato, depresso, ansioso, arrabbiato, triste, solo, sconsolato, frustrato, deluso, impotente. E che fai? Continui ad alimentare questo circolo vizioso di riflessioni che non sfociano mai in azioni effettive e concrete. Insomma rimugini e rumini, rumini e rimugini, invece di passare all’azione efficace a risolvere il problema o per lo meno a provarci o per lo meno a comprendere meglio la situazione e la relazione. Magari ci aggiungi qualcosa da bere (qualcosa di forte) e da mangiare (qualcosa di pesante) o qualche altro comportamento “scomposto”, qualche abitudine nociva che certamente non mancherà nel tuo repertorio di tentativi fallimentari, più o meno consapevoli, di autoconsolazione (te la prendi con chi non c’entra niente, ti fai del male, vai a giocare d’azzardo, ti butti in qualche attività per non pensare e non sentire, con l’illusione che qualcosa cambierà). Insomma l’esito è che ti senti sempre più frustrato, sfiduciato, senza speranza e pieno di pensieri auto-svalutanti, del tipo: “che scemo” (o coglione se preferisci). Conosci?

Allora è importante che inizi a distinguere ciò che arriva non invitato, inaspettato, da ciò che decidi di farci.

È normale, comune, umano, universalmente condivisibile reagire a certi eventi con certe emozioni negative e pensieri negativi. Anzi è anche utile perché ci permette di cogliere i nostri bisogni frustrati e organizzarci di conseguenza con azioni efficaci per cercare di soddisfarli.

È normale per la tua storia di vita, per la tua sensibilità personale acquisita, per dove sei cresciuto e per ciò che hai imparato a fare per cavartela. La buona notizia è che: come hai imparato, puoi disimparare. Nessuno è schiavo della propria storia di “bambino ferito”. Ciascuno di noi può attivare il proprio “adulto consapevole e responsabile” che può ri-scegliere rispetto a ciò che sceglie da una vita…

Allora diventano “veramente utili” alcune domande auto-esplorative: dove e quando hai imparato (a tenere tutto sotto controllo, a stare sempre in allerta, a crederti scemo, a disprezzarti con questi giudizi negativi, a rimuginare per risolvere, a credere che ogni dubbio è un pericolo, a credere di non poter sbagliare, a dover piacere a tutti, a fare sempre il buono, a stare in silenzio, a parlare in continuazione)? Chi ti ha insegnato a indossare queste maschere? Quando ti sei sentito così nel tuo passato?

Domande e risposte per arrivare a comprendere che: ciò che ti è servito ed era normale allora non è più normale ora, non ti è più utile e ti crea più problemi di quanti te ne risolva. In particolare, rimuginare non è una strategia efficace per risolvere i problemi e ridurre la sofferenza (Rimuginio. Teoria e terapia del pensiero ripetitivo, 2017, Caselli, Ruggiero, Sassaroli).

Cosa mantiene la sofferenza emotiva nel qui-e-ora? Restare agganciati ai pensieri e alle emozioni negative e continuare a portarli con sé. Il rimuginio li ferma e li blocca invece che lasciarli passare da soli.

Il problema non sono i pensieri negativi in sé, ma il continuare ad alimentarli pensandoci sopra all’infinito…

Il problema non è essere tristi o arrabbiati quando qualcuno ci critica o ci tradisce, ma continuare ad alimentare queste emozioni negative attraverso il pensiero ripetitivo su di esse…

Il problema non è primariamente ricevere un giudizio negativo, ma continuare a portarselo appresso attraverso il pensarci continuamente…

Il problema, nei rapporti interpersonali, non è tanto quello che hanno fatto o detto gli altri (o faranno e diranno), ma il nostro volerli controllare, volerli cambiare, e il nostro pensare e ripensare a come governare il loro comportamento (invece che la nostra reazione al loro comportamento).

Quanto tempo, energie e sforzi stai impiegando per far correre una lumaca? Il problema non è che una lumaca procede lentamente, ma che noi pretendiamo che la lumaca abbia il passo che a noi più piace (e il problema raddoppia se pensiamo che ciascuno di noi è lumaca per qualcun altro). La soluzione non è far correre la lumaca, ma cercare persone con cui condividere il tuo viaggio…

Cosa cambierebbe se riducessi il tempo che sprechi a rimuginare su ciò che di fatto non puoi controllare né risolvere col rimuginare?

Forse la tua propensione al rimuginare è una strategia appressa in passato che ti è servita… Forse la tua sensibilità emotiva è un condizionamento del passato che hai appreso senza consapevolezza né controllo. Forse resterà sempre la tua sensibilità e non la puoi cambiare. Ciò che puoi cambiare è il tempo che dedichi al rimuginare…

Rabbia cronica e scelte utili

Quando ti ritrovi a ripensare ad esperienze passate, recenti e remote, fonte di frustrazione e delusione…

Quando sei arrabbiato per ciò che sta accadendo o è appena successo…

Quando dedichi tante energie mentali ed emotive a pensare e ripensare ai rimorsi (per quello che hai fatto) e ai rimpianti (per quello che non hai fatto) …

Quando indugi, senza vedere la fine, a cercare di capire il perché e il per come di certi eventi e di certi comportamenti di certe persone…

Quando ti fai assalire da desideri di rivalsa e piani di vendetta…

Nota con attenzione quali pensieri sono effettivamente utili e quali sono per te solo sfiancanti e addirittura controproducenti…

Nota quanto tempo ed energie sprechi in pensieri ripetitivi senza arrivare ad una riflessione utile, senza comprendere meglio la situazione e senza regolare al meglio la tua emozione…

Nota quanto passa tra la ruminazione e un’azione effettiva e concreta che cerchi una soluzione realmente efficace ai problemi…

Scegli dunque di agire in prima persona per provare a mettere a posto le cose…

Raccogli l’informazione dopo la prima azione e organizza di conseguenza le azioni successive per avvicinarti a ciò che vuoi …

Accetta anche la tua impotenza … Alcune cose non dipendono solo da te e da solo non puoi farci niente…

Volgi lo sguardo altrove… Verso il tuo potere effettivo… Verso ciò che puoi effettivamente fare per ottenere cambiamenti e risultati… A lungo termine…

Dalla minaccia alla sicurezza

Ti propongo un piccolo esercizio di “attenzione auto-esplorativa” per comprendere la tua sensibilità antica o ferita emotiva legata alla frustrazione di bisogni emotivi e interpersonali fondamentali come il bisogno di calore, protezione e sicurezza; il bisogno di stima e amore; il bisogno di stimolazione e incoraggiamento; il bisogno di appartenenza e inclusione sociale.

Per imparare a comprendere come la tua mente sia “impostata in origine” per cogliere “certi segnali di minaccia interpersonale” e per amplificare certi stati d’animo legati alla frustrazione di bisogni importanti nelle relazioni.

Nota, nelle tue relazioni interpersonali, i segnali che cogli nell’altro e le domande, i pensieri e le riflessioni che fai per entrare in ansia o per alimentare la tua ansia e renderla persistente

Nota, nelle tue relazioni interpersonali, i segnali che cogli nell’altro e le domande, i pensieri e le riflessioni che fai per sentirti depresso o per alimentare il tuo stato angoscioso e renderlo duraturo

Nota, nelle tue relazioni interpersonali, i segnali che cogli nell’altro e le domande, i pensieri e le riflessioni che fai per sentirti arrabbiato o per alimentare la tua frustrazione e delusione e mantenerle sempre presenti…

Nota, nelle tue relazioni interpersonali, i segnali che cogli nell’altro e le domande, i pensieri e le riflessioni che fai per sentirti in colpa, sbagliato, inadeguato e fallito o per alimentare questi stati dolorosi fino a cronicizzarli…

Nota, nelle tue relazioni interpersonali, i segnali che cogli nell’altro e le domande, i pensieri e le riflessioni che fai per sentirti continuamente indegno, non amabile o alimentare questi tuoi vissuti e renderli sempre attivi dentro di te…

Nota, nelle tue relazioni interpersonali, i segnali che cogli nell’altro e le domande, i pensieri e le riflessioni che fai per sentirti ovunque e comunque fragile, debole, vulnerabile o alimentare queste percezioni di te e renderle il tuo unico vestito…

Nota, nelle tue relazioni interpersonali, i segnali che cogli nell’altro e le domande, i pensieri e le riflessioni che fai per sentirti sempre strano, diverso dagli altri ed escluso alimentando questi vissuti fino a mantenere un profondo ritiro dagli altri e dalla vita

Nota, nelle tue relazioni interpersonali, i segnali che cogli nell’altro e le domande, i pensieri e le riflessioni che fai per entrare in qualunque altra tua condizione stressante emotivamente o tendere ad alimentarla e a renderla stabile e onnipresente…

Ora che hai notato la tua tendenza automatica a focalizzare l’attenzione su stimoli per te sensibili, ti invito ad aver fiducia di poter de-automatizzare qualcosa che finora hai ritenuto da te incontrollabile, ti invito a spostare la tua attenzione da quegli stimoli “minacciosi”, “dolorosi”, “sensibili” ad altri stimoli per te “neutri” o anche “positivi”; ad esempio:

  • quando ti accorgi di essere concentrato sullo sguardo giudicante dell’altra persona… inizia ad osservare come è vestita, i colori che porta, le scarpe che indossa, ecc.;
  • quando ti accorgi di essere concentrato sui bisogni dell’altro… inizia a notare come tu sei vestito, colori, scarpe, ecc.;
  • quando ti accorgi di essere concentrato sulle pretese dell’altro… inizia a pensare a cosa mangerai stasera a cena;
  • quando ti accorgi di essere concentrato sugli atteggiamenti arroganti e svalutanti dell’altro… inizia a concentrarti sul film che guarderai stasera;
  • quando ti accorgi di essere concentrato su come appari agli occhi dell’altra persona… inizia a trovare nomi di oggetti per ogni lettera dell’alfabeto…

In sintesi: riconosci dove solitamente tendi a focalizzare la tua attenzione… sposta la tua attenzione su stimoli neutri … E verifica l’effetto che fa su di te questo spostamento dell’attenzione… dalla minaccia alla sicurezza…

Se inizi a praticare con costanza questo “spostamento dell’attenzione” diventerai probabilmente più capace di regolare i tuoi stati emotivi, riducendo quelli angosciosi e aumentando quelli più leggeri e sereni…

Inizia e procedi … Procedi senza aspettarti risultati magici e miracolosi… Continua con fiducia e determinazione e gradualmente acquisirai questa importante abilità di autoregolazione emotiva…

Due caratteri

Immagina questo dialogo… Potrebbe avvenire tra partner o amici o in ambito lavorativo o in altre relazioni…
“Ciao… Io sono così di carattere… Se ti sta bene… bene… altrimenti addio. Oppure no… Se vuoi avere a che fare con me… dovresti cambiare… Io sono fatto così… Non posso farci niente…”
E l’altro:
“Ciao… Io sono così di carattere… Se ti sta bene… bene… altrimenti addio. Oppure no… Se vuoi avere a che fare con me… dovresti cambiare… Io sono fatto così… Non posso farci niente…”
Potrebbe essere un dialogo reale, proprio con queste parole o simili. O potrebbe essere sottinteso nell’incontro tra due persone.
Cosa ti fa pensare? Ti ritrovi in qualcosa del genere? Molta parte della sofferenza individuale e dei problemi interpersonali è legata all’incapacità di uno o entrambi gli individui di uscire dai “limiti” di questo dialogo. Di uscire dalla pretesa che sia l’altro a dover cambiare per migliorare la relazione. E quindi?
“Se vuoi avere ragione devi essere disposto ad avere torto” diceva qualcuno. Se vuoi costruire e migliorare una relazione devi prima di tutto riconoscere come funzioni tu in quella relazione (cosa provi, cosa pensi, cosa vuoi, cosa fai, cosa ti fa arrabbiare, cosa ti spaventa, cosa ti piacerebbe, come ti comporti solitamente), devi riconoscere il tuo contributo a ciò che succede nella relazione, devi essere disposto a metterti in discussione e devi essere disposto a fare qualcosa di diverso da quello che hai sempre fatto. E poi quasi tutto sarà possibile…

Vuoto per pieno

Se smettessi di fare ciò che ti fa male…
Se abbandonassi alcuni tuoi comportamenti problematici…
Se interrompessi alcune tue abitudini malsane…
Se spezzassi alcuni circoli viziosi che sei solito alimentare…
Se non facessi più quello che sai non devi fare…
Se non rimuginassi più sul futuro incerto visto che non lo puoi controllare…
Se non ruminassi più sul tuo passato doloroso visto che non lo puoi cambiare…
Se non cercassi di cambiare gli altri visto che è un’impresa fallimentare…
Se non ti cimentassi più in missioni impossibili, “ma chi te lo fa fare…?!”
Se smettessi di inseguire la perfezione, per goderti ciò che sai realizzare…
Se…
… Come impiegheresti il tuo tempo, le tue risorse, le tue energie?
… Di cosa riempiresti la tua giornata e la tua vita?
… Cosa faresti per essere la persona che vuoi essere?
… Cosa faresti per creare vero valore nella tua vita?

Non ti resta che mettere “azione”…

Esplorazione… Riflessione… Azione…

Questa è la via essenziale per il tuo cambiamento, per la tua crescita personale…

Quando sbagli…

Quando sbagli, sbagli o sei un cretino? Questo è un bivio per la tua felicità…

Quando sei un cretino per quanto tempo te lo racconti? Questa è un’altra tappa del tuo percorso…

Quando ti dici che sei un cretino, a cosa ti serve? Terzo snodo verso una direzione o un’altra che puoi dare alla tua vita…

Quando ti dici che sei un cretino o altre parole simili che ci assomigliano e l’accompagnano, ricordati che appunto sono parole… Sono solo parole… Sono semplici voci nella tua testa… Sono semplici suoni che come arrivano se ne vanno… Che puoi ascoltare e lasciar passare… Che puoi mollare invece che trattenere ad inquinare la tua mente e soprattutto la tua vita… Il percorso di avvicinamento alla vita che vuoi, che per te è significativa, che per te ha valore… Questa è la via…
Questa è l’essenza della ACT, terapia basata sull’accettazione e sull’impegno…
ACCOGLI ciò che arriva: pensieri, giudizi, emozioni dolorose, immagini spaventose, impulsi negativi, sensazioni disturbanti… Accoglili, usali il giusto se ti aiutano a crescere … e lasciali andare…
CONNETTITI coi tuoi valori, con cosa per te è importante per essere la persona che vuoi essere, con cosa veramente può fare la differenza nella tua vita…
TRASFORMA i valori in impegno concreto attraverso azioni specifiche coerenti coi valori e orientate a realizzare una vita piena per come la intendi tu…
Ad esempio, anche se la vita ti presenta quote più o meno grandi di stress, frustrazione, delusione, rabbia, tristezza, preoccupazioni, sensi di colpa e altre emozioni dolorose, tu puoi sempre mantenere la tua rotta, puoi sempre continuare ad impegnarti ad essere la persona che per te è importante essere: un partner generoso e attento, un genitore affettuoso e presente, un amico fidato e simpatico, un figlio amorevole e rispettoso, un lavoratore diligente e affidabile, uno sportivo costante e appassionato e ogni altra persona o ruolo tu vuoi e puoi incarnare… Non ti resta a questo punto che impegnarti costantemente a tradurre questa consapevolezza e queste caratteristiche in comportamento, azioni concrete, modi di stare con gli altri…