Quando finalmente ce la fai…

Quando finalmente ce la fai … A darti quel permesso!!!
Da una vita abbiamo imparato un modo per stare al mondo. Uno schema che ripetiamo. Un copione che recitiamo da quando eravamo piccoli, seguendo le indicazioni, dirette e indirette, di chi, gli adulti, ci ha detto, trasmesso e insegnato che le cose funzionano in un certo modo e devono funzionare in un certo modo. Queste indicazioni le abbiamo fatte nostre come ‘regole rigide’: ciò che dobbiamo e ciò che non dobbiamo. Esempi. Non devi piangere… Non devi chiedere… Devi essere il migliore, sempre… Devi essere impassibile… Non devi essere ambizioso… Devi assolutamente ottenere il successo… Gli esempi evidenziano che imperativi e divieti possono essere anche molto diversi tra loro, addirittura opposti, ognuno ha interiorizzato i propri nella propria storia di vita. Trova i tuoi…
Le regole possono essere anche direttive interiori che fin da bambini abbiamo creduto fossero la migliore guida per cavarcela nel mondo, per stare bene (o almeno ridurre al minimo la sofferenza), per vivere le relazioni, per fare scelte, per avere a che fare con gli adulti che ci sono capitati, a cominciare dai genitori. Esempi. È meglio che non esprimo la rabbia… Devo essere sempre razionale… Devo controllare ogni mia possibile reazione… Devo evitare ogni manifestazione spontanea… Non devo deludere mai nessuno… Trova i tuoi…
Ma cosa sono questi permessi?
Il permesso è quella scelta che fai e che è diversa dalle solite scelte che ripeti da una vita. Esempi. Posso mostrarmi in difficoltà… Mi permetto di dire no… Scelgo di riposarmi… Oppure:
Solitamente tieni duro… Ti permetti di mollare!
Solitamente fai da solo… Ti permetti di chiedere aiuto!
Solitamente trattieni le tue emozioni… Ti permetti di esprimerle!
Solitamente reagisci d’impulso… Ti permetti di riflettere un po’ meglio prima di agire!
Solitamente non esprimi il tuo pensiero per paura del giudizio… Ti permetti di dire la tua!
Solitamente accondiscendi alle richieste altrui anche quando sono eccessive… Ti permetti di dire no e sì in base ad una tua valutazione specifica della situazione!
TROVA IL TUO SOLITO … E DATTI IL TUO PERMESSO!
“Finalmente ce la fai…” perché è veramente la fatica di una vita quella di cambiare ciò che da una vita siamo abituati a fare!!!
Trova l’abitudine di una vita… E prova il permesso per iniziare oggi una nuova vita!
Provando a cambiare ciò che hai sempre fatto, avrai modo di capire perché per te è difficile, perché tendi a ripetere gli stessi schemi da una vita, perché hai paura di cambiare, perché è fondamentale iniziare a fare qualcosa di diverso al fine di migliorare la qualità della tua vita, delle tue scelte, delle tue relazioni.
È proprio necessario cambiare? È proprio necessario darsi questi permessi? Certo che no. È sempre una scelta… Del resto, alcuni modi di essere, pensare e agire che ci portiamo da una vita ancora oggi orientano in modo utile le scelte che facciamo. Quando, allora, è l’ora di nuovi permessi? Quando arriva la sofferenza, quando la vita ci chiede flessibilità, quando le circostanze esterne cambiano in modo significativo, quando stiamo trascurando i nostri bisogni, quando cominciamo ad avere problemi interpersonali importanti, quando siamo confusi, quando arrivano sintomi e malesseri fisici e psicologici ad invitarci a rivisitare il rapporto tra “ciò che devo”, “ciò che non devo”, “ciò che posso”. Se non ce la facciamo da soli, la psicoterapia può essere d’aiuto.

Un po’ e un po’. La vita che vuoi

Un po’ la vita ci capita, un po’ la vita la scegliamo.
Un po’ ti sono capitate sfortune, un po’ sono arrivate cose belle.
Un po’ hai fatto scelte azzeccate, un po’ le hai fatte sbagliate.
Un po’ puoi rimettere mano a ciò che è successo, un po’ devi accettare che puoi fare poco o niente per riaggiustare le cose.
Un po’ c’è da ‘attraversare per elaborare’ rabbia e dolore, paura e ogni altra emozione dolorosa. Un po’ c’è da imparare ad essere grati per ciò che abbiamo e abbiamo conquistato, apprezzarlo e saperne godere.
Questa è la via che dobbiamo tracciare in direzione della serenità! Cos’è per te la serenità?
Questa è la strada che dobbiamo tracciare in direzione della felicità! Cos’è per te la felicità?
Questa è la via che dobbiamo tracciare in direzione della vita che vogliamo! Tu conosci la vita che vuoi?
‘Dobbiamo tracciare’ ovvero diventare consapevoli del nostro funzionamento attuale (pensieri, azioni, relazioni, scelte) e di come è collegato alla nostra storia (cosa abbiamo vissuto, cosa abbiamo capito, cosa abbiamo imparato, cosa abbiamo scelto e cosa continuiamo a scegliere).
‘Dobbiamo tracciare’ ovvero essere consapevoli per essere responsabili, per scegliere oggi, per compiere azioni ora, in direzione della vita che vogliamo! Tu conosci la vita che vuoi?
La vita che vuoi è la direzione ideale; consapevolezza e responsabilità delle scelte che fai tracciano la vita reale, più o meno vicino alla prima. Nel tentare di ridurre lo scarto tra vita ideale e vita reale e nella necessità di accettare ciò che non riesci proprio a cambiare, esiste il tuo impegno effettivo della tua vita concreta. La tua vita concreta è data dalle scelte concrete che fai, guidate, più o meno consapevolmente, dai tuoi valori ovvero da ciò che tu ritieni con la testa e senti con le tue viscere siano le cose importanti per te, scopi e mete da inseguire…

Alla ricerca dei propri valori

La vita è breve! La vita è breve? La vita è quella che ci è concesso vivere.
La vita ha comunque un tempo limitato rispetto a quello che vorremmo, addirittura da sempre cerchiamo l’immortalità, ma ancora non l’abbiamo trovata. Almeno quella materiale. Allora la domanda è: stiamo perdendo tempo? Perdendo tempo rispetto a cosa? La risposta è nella consapevolezza dei valori che guidano la nostra vita, le nostre scelte progettuali, le nostre decisioni strategiche, le nostre azioni quotidiane nei diversi ambiti di vita: famiglia, lavoro, amicizie, tempo ricreativo, spiritualità, ecc.
Conosci i tuoi valori? I valori sono le cose importanti per te, quelle per cui ti alzi la mattina e la giornata prende un senso, un significato e una direzione.
I valori sono le motivazioni che ti spingono ad agire.
I valori sono quei bisogni, desideri e scopi per cui “vale la pena” vivere. Vale la pena in direzione della gioia, dell’appagamento, del sentimento di successo per aver vissuto esperienze in cui sentiamo realizzati i nostri valori. Realizzati, diventati realtà.
Allora: quali sono i tuoi valori? Cosa ti fa alzare la mattina? Le cose che fai ‘per dovere’ da cosa sono motivate veramente? Cosa fai per piacere e con piacere? Cosa alimenta il tuo impegno, la tua fatica e la costanza nelle cose che fai? In che modo ti prendi cura di te? La cura di te è un tuo valore importante? E la cura degli altri?
Le domande possono essere ancora più numerose e cercano risposte sentite con la pancia prima che pensate con la testa. Che sgorgano dal sentimento prima che cercate con la logica.
Il lavoro alla ricerca dei propri valori è impegnativo quanto entusiasmante, può essere fatto ogniqualvolta troviamo una risposta che nasce dall’esperienza quotidiana che ci illumina sul perché facciamo quello che facciamo. E può essere fatto anche mettendosi a tavolino, focalizzati sul proprio interno, sulla testa, sul cuore, sulla pancia. Per comprendere cosa veramente per noi ha valore…
Oltre ogni risposta scontata… Buon lavoro… Buona ricerca… Non perdere tempo…

Tutti abbiamo bisogno di respirare

Tutti abbiamo bisogno di respirare così come tutti abbiamo bisogno di sentirci amati e stimati. Di ‘sentire’, con tutto il nostro ‘corpo’:
Io sono amabile e amato!!!
Io sono pieno di valore e stimato!!!
Tutto il nostro comportamento, alla fine della fiera, va in quella direzione: ottenere dosi sufficienti di amore e stima, una vera e propria necessità vitale.
Ti invito a notare i tuoi comportamenti, quelli minimi, delle tue routine quotidiane e quelli più significativi, nelle attività più importanti della tua giornata e della tua vita…
In maniera a volte chiara e a volte più sfumata, tutti mirano a soddisfare quei due bisogni di base. Sì, anche gli automatismi abitudinari più ordinari hanno quello scopo, magari con catene diverse di associazioni, tutti vogliono arrivare a farci sentire amati e stimati.
Perché fai quello che fai? Perché ti alzi la mattina? Perché ti lavi? Perché cerchi di essere almeno presentabile quando esci? Perché sei gentile con gli altri? Perché sei scontroso con alcuni, ma gentile con altri? Perché vai a lavoro? Perché coltivi certe relazioni? Perché vuoi piacere a qualcuno? Perché cerchi di fare bene certe cose, ad esempio di essere un certo tipo di persona, di partner, di genitore, di figlio, di amico, di lavoratore? Perché ti curi dei tuoi hobby?
Alla domanda “perché fai quello che fai?” possono seguire una, poche o tante risposte conseguenti tra loro, ma l’ultima risposta ha sempre a che fare con … “Perché voglio sentirmi amato e stimato!!!”
E quindi? E quindi spesso succede che si creano degli squilibri nel tuo comportamento che generano sofferenza fisica e psicologica. In nome di questi due grandi scopi e valori, Amore e Stima, possiamo trascurare la nostra salute fisica ed emotiva e avere problemi nelle nostre relazioni.
E quindi? Il lavoro di crescita personale e cura di sé deve basarsi sulla ricerca della strada migliore possibile nella direzione di Amore e Stima. La migliore possibile per sé in questo momento della propria vita…

Conflitti

Preferisci tentare di esaudire un tuo desiderio e rischiare le conseguenze temute di questa soddisfazione? O preferisci lasciare stare il tuo desiderio evitandoti in questo modo rischi terribili?
Qualcuno direbbe, forse molti: “evviva sempre il desiderio!”. E io sono d’accordo con te. In linea di principio. Al tempo stesso, fai sempre attenzione a distinguere i buoni propositi e le dichiarazioni tipo aforisma da social (“il desiderio prima di ogni cosa”) e la realtà concreta che ti ritrovi a vivere o a poter vivere.
Qualcun altro direbbe: “dipende dal contesto, dalla situazione, dal tipo di desiderio e di paura”. E come non essere d’accordo anche con questo. Un conto è il desiderio di una bomba al cioccolato e il rischio delle maniglie dell’amore, un altro conto è il desiderio di approcciare quella ragazza e il rischio di una cocente delusione, altro ancora è il senso di colpa che credi di provare se realizzi il tuo desiderio di lasciare la casa dei genitori proprio ora che mamma è sola.
Di solito, i desideri sono abbastanza chiari alla nostra consapevolezza mentre gli scenari che vogliamo evitare sono un po’ più nebulosi e riguardano la paura di essere giudicati, esclusi e rifiutati; la paura di essere lasciati soli; la paura di tradire la fiducia di qualcuno e deluderlo; la paura di brutte figure; la paura di sentirsi in colpa; la paura di far male a persone a cui si vuole bene; la paura di perdere il controllo; ecc. Potrai trovare certamente anche tu altri esempi per te significativi.
La scelta è semplice: o cerchi di soddisfare il tuo desiderio e accetti il rischio delle conseguenze che temi e che vivi come intollerabili oppure per evitare questo rischio, che anticipi nella tua mente come troppo doloroso e insostenibile, rinunci a tentare di soddisfare il tuo desiderio.
Semplice, ma quasi mai facile. Tra le maglie di questo conflitto tra ciò che vuoi e ciò che non vuoi si gioca molta parte della tua sofferenza e del tuo benessere e quindi anche una buona parte della cura.

Chi altro sarei io, se…

“Non mi ricordo di mia madre. È morta che avevo un anno. Tutto ciò che c’è di disperso e duro nella mia sensibilità viene dall’assenza di questo calore e dalla nostalgia inutile dei baci che non ricordo. […] È la nostalgia dell’altro che io avrei potuto essere che mi smarrisce e spaventa! Chi altro sarei io, se mi avessero dato quella tenerezza che, partendo dal grembo, giunge a ricoprire di baci il viso del bambino?” (Fernando Pessoa. Il libro dell’inquietudine).
Ciascuno di noi è figlio della propria famiglia e della propria storia. Figlio delle assenze e delle presenze, degli eccessi e delle carenze. Figlio delle cose che sono andate come sono andate.
Ciascuno di noi avrebbe potuto essere qualcun altro. Per questo, ogni percorso di crescita e cura di sé ha tra i suoi obiettivi quello di imparare a dire, a sentire, a interiorizzare: “è andata così!”
Mi è capitato questo…
Ho scelto questo…
È andata così…
In questa consapevolezza troviamo il nostro dolore e possiamo trovare anche il nostro amore per la vita, per noi stessi, per gli altri, il nostro benessere…

La vita che vuoi

Se io ti chiedessi qual è la vita che vuoi, tu mi daresti la tua risposta. La vita che voglio è fatta di… E di… E ancora di…
Probabilmente se ti avessi fatto la stessa domanda qualche tempo fa o tanto tempo fa, mi avresti dato una risposta diversa, forse simile o forse anche molto diversa…
E probabilmente la stessa cosa succederebbe se ti facessi la stessa domanda tra qualche tempo o più in là ancora nel futuro…
Forse è scontato, forse no.
Allora 4 domande, apparentemente semplici, per un percorso di consapevolezza che dura tutta la vita.
1. Qual è la vita che vuoi?
2. Cosa vorresti fosse presente nella vita che vuoi?
3. Cosa deve accadere per realizzare la vita che vuoi?
4. Cosa devi fare tu per avvicinarti alla vita che vuoi?
Ti consiglio di prendere un quaderno da dedicare specificamente alle risposte a queste domande. Carta, penna, matita, colori, cancella, modifica, asterisco e così via. Potresti farlo anche su dispositivi elettronici, ma credo di poter dire che non sarebbe la stessa cosa. Meglio un quaderno cartaceo a tua disposizione, per tutta la vita… Per la vita che vuoi!
Intanto, se vuoi leggere e farti aiutare dal mio libro ‘Alice nel paese delle miserie’, puoi ordinarlo direttamente in libreria oppure on line.

Si fa presto a dire cambiamento…

Vuoi cambiare un comportamento che vorresti cambiare? Vuoi veramente cambiare un comportamento? Ovviamente, hai capito che puoi cambiare solo un tuo comportamento e non il comportamento degli altri?
Per rispondere a queste domande sono utili altre domande in modo da fare una certa chiarezza che spiana l’azione concreta per cambiare effettivamente.
Quale tuo comportamento vuoi cambiare? Descrivilo nello specifico, ad esempio, vorrei smettere di picchiare mio figlio quando non mi ascolta; vorrei smettere di dire sempre sì al capo, soprattutto quando mi fa richieste ingiuste; vorrei reagire in modo meno impulsivo quando mi sento deluso; vorrei smettere di sentirmi in colpa pensando di andare a vivere a Dublino sapendo che mamma ci soffrirà.
Cosa genera il tuo comportamento? Quali pensieri e stati d’animo precedono, accompagnano e seguono il comportamento che vorresti cambiare?
Quali bisogni soddisfa il comportamento che vorresti modificare? Quali scopi? Quali funzioni svolge quel comportamento? A che ti serve?
Quali fattori esterni e interni ostacolano questo cambiamento che vorresti? Chi e cosa impedisce questo cambiamento?
Cosa ti serve ora per attivare concretamente il cambiamento che vorresti? Quali strumenti? Quali risorse? Come puoi ottenerli?
Le domande stimolano la riflessione, questa prepara alla scelta consapevole e responsabile ovvero all’azione. L’azione fornisce informazioni importanti per comprendere cosa è successo rispetto alle intenzioni iniziali, ai propri bisogni ed obiettivi. Da queste informazioni può attivarsi una nuova riflessione e via così: azione, riflessione, azione, fino alla soddisfazione (si spera), imparando anche ad accettare ciò che non riusciamo ad ottenere e non è andato come avremmo voluto.
Siamo un po’ tutti come ‘Alice nel paese delle miserie’, nel mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line. Un po’ tutti a fare i conti con le nostre miserie e a cercare le nostre meraviglie…

Il problema e il problema

Un problema molto diffuso è l’incapacità di risolvere veramente i problemi. Mi riferisco, in particolare, a qualcosa che certamente sarà capitato anche a te: la soluzione che individui per il problema finisce per diventare un tentativo fallimentare che alimenta il problema, non lo risolve, lo mantiene o addirittura lo peggiora.
Succede con le EMOZIONI dolorose quando il tentativo di sopprimerle per non sentirle finisce per renderle ancora più potenti, dolorose, pronte a trasformarsi in sintomi fisici e psicologici o in difficoltà nelle relazioni. Ad esempio, attacchi di panico, esplosioni di rabbia, abuso di sostanze. Oppure quando tentiamo di reprimerle, le sentiamo, ma cerchiamo di tenerle a bada, ma prima o dopo ci scoppiano dentro o fuori in comportamenti inappropriati alla situazione.
Succede con i PENSIERI quando ci ingaggiamo in processi rimuginativi in cui crediamo di riflettere per comprendere il problema, ma finiamo solo per restare impantanati in ripetizioni sterili degli stessi ragionamenti fini a se stessi e che non ci portano mai a decisioni e scelte utili.
Succede con le PERSONE quando nel tentativo di comprendere gli altri finiamo per non ascoltarli veramente, siamo fissati sui nostri pregiudizi verso gli altri piuttosto che essere veramente aperti e disponibili ad ascoltare ciò che vogliono dirci, osservare ciò che fanno e comprendere il senso dei loro discorsi e delle loro azioni.
Succede in DIVERSI AMBITI della nostra vita quando crediamo che la soluzione sia il cambiamento degli altri e ciò alimenta la frustrazione di ognuno e la delusione reciproca.
Ti invito allora ad osservare come funziona per te in aree specifiche della tua vita, a casa e al lavoro, con gli amici o in momenti di attività in solitaria, nei momenti di svago e in ogni altra situazione in cui PARTI CON UN PROBLEMA E TE LO RITROVI MOLTIPLICATO O GONFIATO.
Ti invito a notare come funzioni tu e quali sono gli esiti quando affronti i problemi che ti trovi di fronte… Cosa finisci per fare, sentire e pensare…
Ti invito anche a capire come fa a risolvere i suoi problemi la protagonista di ‘Alice nel paese delle miserie’, nel mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.
La domanda guida per queste osservazioni è: COSA FACCIO (E COSA NON FACCIO) PER RITROVARMI ANCORA PIÙ IMPANTANATO NEL PROBLEMA?
Spesso le varie risposte a questa domanda sono accomunate da una strategia di EVITAMENTO DELLE ESPERIENZE: guidati dalla paura, evitiamo situazioni e persone, evitiamo il contatto con il nostro mondo interiore ed evitiamo di affrontare i problemi.
Una strategia più utile, alla consapevolezza, alla padronanza della nostra esperienza e ad un modo più efficace di affrontare i problemi, è fondata sulla nostra DISPONIBILITÀ INTERIORE AD AVVICINARCI ALL’ESPERIENZA invece che evitarla. Una strategia di apertura, curiosità, sensibilità a ciò che accade fuori e dentro di noi. Una strategia fondata sull’accettazione dell’esperienza, anche quando è dolorosa. Un’accettazione quindi compassionevole verso noi stessi, verso gli altri e verso il mondo. Tutto è ciò che è. Lo accogliamo e proseguiamo sulla nostra strada…

In un mondo che… Cosa devi fare tu…

In un mondo che è sempre più oscuro, fonte di confusione e pieno di incertezze, poche sono le certezze, chiare ed evidenti:
1. Se vuoi migliorare il tuo benessere, oltre che ridurre la tua sofferenza, devi agire su te stesso, impegnarti in prima persona per attivare cambiamenti.
2. Dai tuoi cambiamenti si attiveranno conseguenze ed influenze verso l’esterno, verso gli altri e l’ambiente.
3. Le vie del cambiamento sono infinite.
Ovvero:
A. Smetti di inseguire la missione impossibile di cambiare gli altri o aspettare che cambino. Il cambiamento esterno puoi desiderarlo, devi chiedere e agire per attivarlo, puoi sperare di ottenere ciò che chiedi, devi saper accettare anche i rifiuti, le frustrazioni e le delusioni.
B. Quando cambi tu, certamente gli altri avranno a che fare con una persona diversa e ciò potrà avere un’influenza più o meno grande sul loro comportamento, a volte positiva per te, a volte meno desiderabile. Questo è…
C. Puoi cambiare i tuoi comportamenti e le tue abitudini, puoi cambiare i tuoi pensieri e il tuo modo di pensare, puoi cambiare le tue emozioni e il tuo modo di esprimerle e governarle, puoi agire sulle tue sensazioni somatiche per attivare stati di benessere, puoi imparare a comunicare in modo più efficace con gli altri, puoi imparare a governare i conflitti interpersonali, puoi governare il tuo tempo in modo più consapevole e in linea coi tuoi bisogni e desideri. Puoi coltivare la tua spiritualità al servizio della tua evoluzione personale e chissà quanti altri cambiamenti puoi fare, in ogni ambito, ruolo e relazione della tua vita. La tua fantasia e creatività non hanno limiti…
E puoi anche leggere e trarre ispirazione per i tuoi cambiamenti da ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.