Le forme del tuo ‘potere al servizio del benessere’ sono infinite

Grande o piccolo che sia, tu hai sempre un certo grado di potere su come ‘approcciare’ le cose che ti succedono.
A parità di eventi negativi o avversità (trova tu gli esempi della tua vita quotidiana o esempi di situazioni accadute tempo fa), tu puoi imparare ad essere consapevole di come ‘STAI SCEGLIENDO DI REAGIRE’ e quindi puoi prenderti la responsabilità di ‘RE-AGIRE IN MODO DIVERSO’.
Forse, a volte, non sembra proprio una scelta, quando siamo mossi da impulsi e automatismi. Ma se non lo è, lo può comunque diventare: puoi diventare sempre più capace di AGIRE IN MODO CONSAPEVOLE (delle tue emozioni, delle tue sensazioni, dei tuoi bisogni, dei tuoi impulsi, dei tuoi desideri, delle tue abitudini, dei tuoi pensieri) e RESPONSABILE delle tue azioni, facendoti carico delle conseguenze di ciò che hai fatto o non fatto.
Più nello specifico, puoi riconoscere ed usare:
– il potere di dare SIGNIFICATI diversi alle cose che ti accadono e con ciò di vivere emozioni e situazioni positive o negative;
– il potere di continuare a SOSTARE nelle situazioni dolorose ALIMENTANDOLE con processi di pensiero rimuginativi (ansia per il futuro incerto, anche molto prossimo) e ruminativi (angoscia e/o rabbia per il passato frustrante, anche molto recente);
– il potere di ACCETTARE ciò che non puoi cambiare, senza giudicarlo, senza continuare a combatterlo inutilmente;
– il potere di essere GENTILE CON TE STESSO perché ce l’hai messa tutta, ce la stai mettendo tutta e sei un essere umano imperfetto, parte dell’intera umanità imperfetta…

Alla base della cura di sé

Alla base della cura di sé c’è la consapevolezza di 4 aspetti della propria esperienza.
COSA PROVI! Emozioni quali tristezza, rabbia, paura, senso di colpa, vergogna, ecc. Anche emozioni quali gioia, entusiasmo, eccitazione, curiosità e altre ‘positive’ a cui siamo meno abituati e su cui sostiamo per minor tempo.
COSA PENSI! Pensieri ansiosi o depressivi o ossessivi o rabbiosi. Anche pensieri gioiosi ovviamente, spero almeno. Così come aspettative, fantasie, ricordi e altre produzioni del pensiero.
COSA SENTI NEL CORPO! Sensazioni fisiche quali tensione, pesantezza, rigidità, vuoto, contratture, formicolio, ecc. Sensazioni più o meno intense e fastidiose, a volte alternate con sensazioni di leggerezza, vigore, forza, rilassamento, calma.
COSA FAI! Comportamenti ‘problematici’, aggressivi o di chiusura, dipendenze, abitudini alimentari disfunzionali, ecc. Ovviamente anche comportamenti di amore e compassione verso sé e gli altri, oltre a tutti quei comportamenti sani e utili per raggiungere i propri obiettivi.

Quando sorgono problemi e sofferenza, il problema non è avere queste emozioni, pensieri, sensazioni e comportamenti. Il problema è la loro RIGIDA PERSISTENZA.

Il problema non è provare certe emozioni, il problema è essere ‘cronicamente’ arrabbiati, tristi, preoccupati; sentirsi perennemente in colpa, pieni di vergogna, inadeguati.

Il problema non è avere certi pensieri, ma è il modo in cui li ‘alimentiamo’ pensando e ripensando sui pensieri, rimuginando e ruminando fino a tenere i pensieri bloccati nella nostra mente, invece che utilizzarli per risolvere problemi o lasciarli andare…

Il problema non è provare certe sensazioni nel corpo, ma sviluppare blocchi rigidi, una vera e propria ‘corazza’ pesante e dolorosa.

Il problema non è un singolo comportamento, ma l’utilizzare esclusivamente alcuni comportamenti e non avere sufficiente flessibilità nello scegliere i comportamenti più adatti alle varie situazioni.

‘Riconoscere’ cosa proviamo, pensiamo, sentiamo e facciamo in una specifica situazione in cui ci troviamo è un primo passaggio fondamentale per ‘comprendere’ e per poter attuare le strategie migliori per affrontare al meglio ciò che stiamo vivendo.

Riconoscere le proprie rigidità e modalità ripetitive offre poi la possibilità di comprendere il senso di certe situazioni che si ripetono, in cui ci ritroviamo spesso e (mal)volentieri… Comprendere il senso, la funzione che svolgono ora questi modi che si ripetono… Comprendere a volte l’origine di questi modi, scelte che un tempo ebbero per noi una funzione importante di adattamento ma che non sono più adatti alle situazioni attuali…

A partire da queste basi di comprensione di sé si sviluppa un percorso di cura, in direzione di una maggiore consapevolezza di sé e di un’aumentata libertà di scegliere…

PAPA

Quando sei frustrato e deluso… Triste, stressato, angosciato, arrabbiato… Non importa quale sia il tuo credo religioso, fatti comunque guidare dal P.A.P.A.

Pensa a qualche evento recente o anche più antico in cui le cose sono andate ‘diversamente da come volevi…’

P. Individua la tua PRETESA. Cosa ti aspettavi dalla realtà che ti ha deluso. Cosa doveva essere ‘assolutamente presente’ per sentirti soddisfatto. A volte non si tratta di una pretesa, ma solo di un tuo ‘bisogno legittimo’ a cui un’altra persona non ha risposto in modo soddisfacente per te. Quello che resta è il tuo stato d’animo addolorato, arrabbiato, deluso.

A. ACCETTA che esista qualcosa che non puoi ottenere, che non puoi controllare, che non puoi cambiare. Non dico che ti debba piacere. Dico che, a volte o spesso, incontriamo, noi esseri umani, situazioni imperfette rispetto alle quali siamo impotenti.

P. Individua POSSIBILITÀ. A fronte di un certo grado di ‘impotenza’ che devi accettare, in quanto essere umano come me e come il papa, scopri il tuo ‘potere’ di adottare nuove strategie per cercare di raggiungere ciò che desideri, impegnandoti a controllare e cambiare ciò che è effettivamente in tuo potere.

A. ATTIVATI concretamente per ridurre quanto più possibile lo scarto tra frustrazione e soddisfazione, tra ciò che vorresti e ciò che effettivamente riesci a realizzare ed ottenere. Inizia a ‘fare quello che devi fare’ per avvicinarti il più possibile alla realtà desiderata e per accettare la parte deludente della realtà. Attivarsi significa quindi soprattutto all’inizio: fare chiarezza su ciò che è veramente importante per te, valori, bisogni e desideri; inventare strade e strategie; iniziare a percorrere il tuo cammino, modificando le strategie in base all’esperienza che vai facendo, abbandonando quelle che non funzionano e mantenendo quelle più efficaci. Ciò che otterrai, in quanto essere umano imperfetto in un mondo imperfetto, sarà in parte gratificante (speriamo tanto) e in parte deludente… Così è…

5 minuti

Hai appena iniziato a leggere, anzi stai proprio ora leggendo un post che può essere veramente importante per te… Prima di continuare nella lettura ti chiedo cortesemente di fermarti e dedicarti 5 minuti di silenzio… … … … …
Fatto? Cosa è successo? Sei riuscito a fermarti e a ‘stare’ nel silenzio? Di cosa era ‘pieno’ il tuo silenzio? Stai leggendo senza esserti fermato? Cosa è successo? Quali pensieri sono venuti a trovarti? E quali stati d’animo? Finisci di leggere e poi ci provi? (Forse qualcuno non sta facendo come te e ha già deciso di smettere di leggere queste poche righe… Ha deciso di dedicare il suo tempo, le sue energie e la sua attenzione ad altro. Chissà qualcun altro ha allungato il suo silenzio…).
Credo sia importante per ciascuno di noi diventare consapevoli del modo in cui impieghiamo le nostre risorse fisiche e mentali, come utilizziamo il nostro tempo per prenderci cura dei nostri bisogni, quanto tempo sprechiamo a trascurare i nostri bisogni veramente importanti per noi.
Ora non voglio toglierti altro tempo… Dedicati (altri) 5 minuti di silenzio… E buone scelte…

Oggi è la giornata mondiale della frustrazione

Un giorno ti svegli e vorresti che la tua giornata fosse semplice e lineare. “Voglio questo, ottengo questo”. Facile facile. Se non facile, almeno possibile, alla tua portata. E a volte è così. Evvai…
Quasi mai è così. Quasi sempre tra desiderio (o bisogno) e sua realizzazione incontri ostacoli. Impedimenti naturali, ambientali, come quando piove il giorno che avevi deciso di andare al mare… Succede! Molto spesso gli ostacoli sono interpersonali: qualcuno non vuole agevolare il tuo percorso verso la soddisfazione. A casa come al lavoro, nel traffico e anche con gli amici e in ogni altra circostanza in cui l’altro ‘umano’ non si è svegliato con i tuoi stessi desideri e bisogni e anzi ne ha alcuni proprio in conflitto coi tuoi. Potrai certamente trovare innumerevoli esempi di questa frustrazione e delusione quotidiana: le cose e gli altri non sono esattamente come tu vorresti. Succede!
Alcune strade, allora, ti si presentano all’orizzonte.
Potresti sperare nel vento favorevole…
Potresti aspettare che l’altro capisca la situazione per te frustrante e ti agevoli nel percorso verso la tua soddisfazione. Spesso aspettare risulta un’eternità…
Potresti chiedere se per cortesia l’altro possa fare dei cambiamenti che tu desideri e che puoi anche indicargli, proprio per aiutarlo a capire e cambiare. A volte funziona, non sempre, non spesso, quasi mai, quasi mai quando è qualcosa per te importante.
Potresti addirittura pretendere che l’altra persona faccia ciò che deve fare per renderti contento, insomma potresti obbligarlo. Non è proprio la strada più fruttuosa, può a volte farti ottenere qualcosa nell’immediato, ma pagherai quasi sempre un deterioramento della relazione.
Potresti impegnarti a trovare un’altra strada in direzione dei tuoi desideri, bisogni e valori, una strada alternativa dove non incontri quegli ostacoli. Chissà…
Ricordati comunque che oggi è la giornata mondiale della frustrazione… Qualunque sia l’oggi in cui stai leggendo… Ma tu hai infinite possibilità per andare dalla tua situazione attuale ad una più desiderata… Così come a volte devi mettere in conto la rinuncia e l’accettazione di ciò che non è andato come avresti voluto… Siamo umani… Meravigliosamente limitati e imperfetti…

La differenza

Oggi un esercizio breve breve e tanto potente.
Pensa ad una tua relazione importante: coppia, lavoro, amicizia, genitore-figlio, ecc.
Inizia a riflettere o addirittura ruminare su ‘cosa non va’ in questa relazione: bisogni frustrati, aspettative deluse, aspri conflitti, desideri inconciliabili, torti subiti, senso di ingiustizia, assenza di reciprocità, sentirti incompreso, non sostenuto, non rispettato, quasi ‘solo’ all’interno di questa relazione.
Nota quali emozioni scaturiscono da questi pensieri, più o meno ripetitivi; rabbia, tristezza, preoccupazione, disgusto, dolore, solitudine, sensi di colpa, sensi di inadeguatezza, impotenza, fallimento, vergogna, ansia, angoscia, disperazione, ecc.
Ora pensa alla stessa relazione e a ‘cosa va’ in questa relazione, in particolare focalizza la tua attenzione sui ‘momenti buoni’ tra voi, sulla disponibilità dell’altro, sulla sua premura e attenzione ai tuoi bisogni e desideri, sulla reciproca soddisfazione, sul sentirvi connessi, anche intimi a seconda della relazione, sull’altro comprensivo e gentile, supportivo, vicino.
Nota, quindi, quali emozioni scaturiscono da questa tua focalizzazione dell’attenzione: gioia, serenità, pienezza, amore, orgoglio, nutrimento, felicità, appagamento, entusiasmo, gratitudine, ecc.
E quindi?!
Due insegnamenti. Almeno due.
È importante individuare ciò che ‘non va’ e impegnarsi con azioni concrete a trasformare la frustrazione in soddisfazione (ogni scelta comportando un rischio)…
È importante imparare a focalizzare l’attenzione su ciò che ‘va’ per nutrirsene, per godere della soddisfazione che già è a disposizione nella relazione…
Almeno due insegnamenti. Aspetto i tuoi suggerimenti…

Quando e quando

Quando sei nel giudizio, stai nella rabbia e/o nella colpa, verso te stesso e verso gli altri…
Quando sei compassionevole verso te stesso e gli altri, ti comprendi e ti vuoi bene come comprendi e sei amorevole verso gli altri…
Quando sei nel giudizio verso te stesso, ti accusi spietatamente e resti bloccato…
Quando sei compassionevole verso te stesso, ti motivi alla responsabilità di agire per provare a cambiare ciò che puoi cambiare…
Quando giudichi gli altri e li colpevolizzi mettendoli all’angolo, ottieni un doppio effetto negativo: alimenti la loro impotenza e la loro rabbia…
Quando sei compassionevole con gli altri, li inviti a prendersi la loro responsabilità di riparare torti e danni e di creare nuove possibilità…

Sei compassionevole quando:
– sei in contatto con la tua esperienza qui e ora, riconosci ciò che provi, ciò che pensi e ciò che senti in tutto il tuo corpo
– sei in contatto con la tua sofferenza qui e ora, la riconosci, la accogli, la accetti, è parte di te
– sei consapevole di essere umano tra gli umani, consapevole che non sei solo, anche altri vivono o hanno vissuto un’esperienza simile alla tua
– sei gentile e amorevole, con te stesso e con gli altri, consapevole che la gentilezza è una potenzialità già a tua disposizione ed è una scelta che puoi cominciare a praticare.

La strada del giudizio, praticata automaticamente giorno per giorno, fin dal primo dei nostri giorni, alimenta ciò che vorrebbe scacciare…
La gentilezza, allenata giorno per giorno, quando decidi di iniziare, è lo strumento più potente per la felicità, propria e dell’intera umanità…

Ansie

La formula razionale dell’ansia dice che la nostra ansia rispetto ad un evento che temiamo è direttamente proporzionale alla gravità per noi dell’evento, alla sua probabilità da noi stimata e all’imminenza dell’evento che crediamo possa accadere. Più un evento è da noi vissuto come grave, probabile e vicino a verificarsi e più sale la nostra ansia. Al tempo stesso, sempre la stessa nostra ansia è inversamente proporzionale alla nostra capacità percepita di tollerare e riparare le conseguenze dell’evento temuto e realizzato. Più sentiamo di poter affrontare ciò che accadrà e di poter mettere a posto eventuali danni e minore sarà la nostra ansia.

Ma la sola testa non sempre governa il nostro agire…

La formula emotiva dell’ansia ovvero la nostra ‘pancia’ dice invece che quando abbiamo l’ansia spesso l’analisi razionale passa in secondo piano, non la consideriamo, non ci facciamo guidare da essa, piuttosto dalla paura che ci porta ed evitare l’evento temuto.

Le viscere sono il nostro vero cervello che guida il nostro agire…

La formula compassionevole dell’ansia ovvero il ‘cuore’ ci invita a ‘stare nell’ansia’… Fiduciosi che ciò che accadrà sarà assolutamente per noi vivibile… Che l’ansia può essere dolorosa, ma non ci distrugge… Che l’ansia passerà… Che la nostra vita non è ridotta alla nostra ansia… Che la nostra vita può essere guidata dalla nostra forza, saggezza, gentilezza e accettazione non giudicante per le cose come sono (anche se spesso le giudichiamo perché le vorremmo diverse da quelle che sono)… Che la nostra vita è disegnata dalle nostre ‘azioni guidate dai nostri valori’… Da cosa per noi è veramente importante…

La prossima volta che ti trovi in compagnia della tua ansia… Chiediti: cosa sto scegliendo? Per cosa per me importante?

Tre flussi, tre lussi, tre pratiche per tutti

Negli ultimi anni, lo sviluppo di un sé compassionevole sta prendendo una posizione sempre più centrale e importante come dimensione curativa della psicoterapia.
In termini laici e concreti, la compassione è un assetto mentale fondamentale che sia il terapeuta sia il paziente possono ‘allenare’. Praticare per diventarne esperti.
La compassione è la sensibilità a cogliere la sofferenza, propria e altrui, per impegnarsi ad alleviarla.

La compassione si realizza in tre direzioni o flussi:
1. Da sé verso gli altri
2. Dagli altri verso sé
3. Da sé verso sé

Tre necessità basilari al servizio del proprio benessere, personale e interpersonale.

La compassione e l’autocompassione mitigano la voce del giudice interiore freddo e sprezzante che ci viene a trovare nei momenti di difficoltà per dirci che “sei fallito, incapace, il solito piagnone” o qualche altro complimento del genere con cui ‘vorrebbe incoraggiarci’… Ma finisce per affossarci ancora più giù…
La compassione, che sia per gli altri o dagli altri o da te verso te stesso, aiuta la persona a rispettare il suo dolore e anche ad impegnarsi per alleviarlo e superarlo. Impegnarsi al meglio possibile. Osservare il dolore, senza giudicarlo. Imparando ad accettarlo per quello che è. Anche perché quando lo accettiamo stiamo cambiando il nostro rapporto con la sofferenza in un modo che la riduce o la rende per noi più sostenibile.
Senza colpevolizzare e affossare la già affranta stima di sé e, al tempo stesso, invitando a prendersi la responsabilità di fare qualcosa per quel dolore, per accettarlo e trasformarlo, per andare oltre e, dopo il periodo difficile che si è dovuto affrontare, riprendere il cammino verso una vita di senso e di valore. Una vita guidata dai valori consapevolmente scelti: agire motivati da ciò che è importante per sé, per le proprie relazioni, quelle vicine e più in generale per l’umanità intera.
Praticare la compassione è impegnativo perché siamo abituati a praticare il giudizio. Siamo abituati a dare consigli prima di aver veramente ascoltato. Siamo abituati a dare consigli che partono dal nostro punto di vista invece che da un’accurata comprensione del punto in cui si trova l’altro e da cui percepisce e dà senso al mondo. E anche quando l’altro siamo noi stessi siamo abituati a riempirci di ciò che ‘dovremmo fare’ piuttosto che ad ascoltare veramente ciò sentiamo e ciò di cui abbiamo profondamente bisogno…
Per iniziare a praticare la compassione, quando ti trovi in una situazione difficile e dolorosa, puoi:
– Notare il tuo critico interiore in azione, quella voce interna giudicante e colpevolizzante che ti accompagna con rimproveri, critiche, svalutazioni… “Hai sbagliato, un’altra volta, come sempre”, “non sei mai all’altezza”, “sei sempre il solito…”, “non riuscirai mai…”, “altri al tuo posto ce l’avrebbero fatta…”
– Cercare di comprendere i motivi per cui il tuo critico interiore vorrebbe aiutarti, ma usa atteggiamenti, modi, parole e toni che non sono giusti per te…
– Esprimere al tuo giudice interiore gratitudine per le sue intenzioni, ma anche chiedergli di usare altri modi, toni e parole… Più gentili, calme, rispettose, amichevoli… “capisco che mi vuoi aiutare, ma in questo modo mi fai stare ancora più male”, “apprezzo la tua intenzione amorevole, ma in questo modo duro e rigido aggiungi dolore inutile al dolore inevitabile…”

Strano? Bizzarro?

Prova e vedi l’effetto che fa…

All’inizio potrebbe sembrarti effettivamente strano, bizzarro, folle oltre che assolutamente inutile… Ti invito a provare e continuare con fiducia… Notando gli effetti che ha sulla tua esperienza emotiva e sulle tue sensazioni corporee…

… Che tu possa sentirti sicuro e protetto, amato e stimato, libero e coraggioso…

Apri la finestra per passare dalla miseria alla meraviglia

Ormai anche su Marte si è sparsa la voce. A febbraio è uscito ALICE NEL PAESE DELLE MISERIE, un mio libro di crescita personale, pieno di esercizi e attivazioni al servizio della tua vita meravigliosa.
Per chi sta già leggendo il libro e per chi potrebbe iniziare a farlo. E per chi lo scrive giorno per giorno: sostanzialmente tutti noi impegnati a vivere cercando di mettercela tutta, che inciampiamo in qualche miseria e che siamo chiamati a trasformarla in meraviglia.
Nel libro elenco alcune miserie che altro non sono che modi di pensare e agire, tipici dell’essere umano, dell’essere umani e che ciascuno di noi pratica più o meno assiduamente. Non tutte, non sempre, ciascuno di noi incappa nelle sue ‘preferite’. Ad esempio, voler controllare l’incontrollabile, tra cui in primis voler cambiare le altre persone; incamminarsi su sentieri impossibili di perfezionismo e onnipotenza o toccare il fondo dell’impotenza assoluta percepita; difficoltà a dire no agli altri e conseguentemente sì a se stessi; farsi trascinare dalle esigenze degli altri fino a farci rubare il tempo; vivere nella colpa vittimistica; pretendere che il mondo sia ai piedi dei nostri desideri, voler tutto e subito, e altre miserie ancora della nostra umana esperienza.
Ti suggerisco un esercizio per aprire una finestra di consapevolezza… Se scrivi su carta, la luce che vedrai dalla finestra sarà più chiara e luminosa…

Hai fatto un’esperienza, ti è successo qualcosa, hai incontrato persone forse, c’è stato uno scambio di azioni e reazioni, hai vissuto certe emozioni, fatto certi pensieri. Insomma ti è capitato di trovarti in una situazione specifica, in un posto, in un tempo, da solo o con qualcuno, ecc. Ecc…. Prova a descriverla: dove, quando, cosa, chi, come, perché…
Da questa esperienza avrai imparato certamente qualcosa… Che ti invito a scrivere…
Come cambia il mio modo di pensare, percepire e considerare le cose, le persone, me stesso, i miei rapporti a partire dal nuovo insegnamento? A domanda ti invito a rispondere…
Come può essermi utile ciò che ho imparato in modo da tradurlo in azioni quotidiane nuove, comportamenti diversi da quelli che ho sempre adottato e che mi hanno portato ad avere i problemi che ho? Qui puoi scrivere veramente molto…
Cosa mi impedisce di tradurre in pratica ciò che ho imparato? Paure? Resistenze? Abitudini? Sensi di colpa? Credenze di non esserne capace? Timore delle conseguenze? Qui puoi proprio sbizzarrirti nello scrivere risposte utili alla tua consapevolezza…
Quale miseria è entrata in azione? Voglio cambiare senza cambiare? Voglio che siano gli altri a fare ciò che dovrei fare io? Sono estremamente autocritico fino a bloccarmi? Sto alimentando la mia sofferenza invece che accettare il mio dolore per alleviarlo? Sono incapace a conoscere le mie emozioni ed esprimere i miei bisogni in modo utile?
Come posso affrontare questi ostacoli al cambiamento? Come posso trasformare le mie miserie nelle mie meraviglie? Buon divertimento: più ti ascolti e rifletti, più scrivi e diventi consapevole, maggiore sarà l’utilità per te di questo esercizio che ti auguro di fare con attenzione…
La miseria delle miserie probabilmente è quella che qualcuno chiama la ‘verità del piffero’ della crescita personale: vogliamo sentirci sereni e felici continuando a pensare, sentire e agire in quei modi che ci portano quotidianamente a sentirci inquieti e infelici.
La meraviglia può nascere quando smettiamo di darci la colpa o di dare la colpa agli altri di ciò che ci è successo e cominciamo ad agire in prima persona, con consapevolezza e responsabilità, con coraggio nonostante la paura, per fare qualcosa di diverso dal solito in direzione di mete desiderate che per noi hanno senso e valore profondi per la persona che vogliamo essere e la vita che vogliamo vivere.

Last but not least, come dicono su Marte, puoi acquistare (anche per regalarlo) ALICE NEL PAESE DELLE MISERIE direttamente su youcanprint.it o su Amazon o anche in ogni libreria, sempre su ordinazione. Ci vuole qualche giorno prima che arrivi in modo tale da farti assaporare appieno il gusto della lettura… Grazie 🤗