Il paradosso della ricerca di sicurezza

Succede qualcosa. O semplicemente la pensi, la immagini, la prevedi… Provi ansia e paura. Cerchi riassicurazioni. Ottieni rassicurazione a breve termine, ma un aumento dell’ansia e del bisogno di rassicurazione. E ricomincia il circolo vizioso che alla ricerca di rassicurazione finisce per aumentare la tua ansia o paura.
Oltre il danno la beffa.

Che fare? Due strategie.
1. Prova ad astenerti dal tentativo fallimentare di ricercare una rassicurazione che non arriva mai. Provando e riuscendo ad astenerti dalla ricerca di rassicurazione, almeno per un po’, riuscirai a cogliere meglio i tuoi stati mentali (pensieri, emozioni, sensazioni somatiche) che ti guideranno verso strategie e soluzioni realmente efficaci per regolare la tua ansia o paura.
2. Riconosci le tue distorsioni di pensiero che nelle svariate forme possono ricondursi a due fondamentali:
– Vuoi controllo assoluto e nessuna incertezza!
– Vuoi che tutto sia perfettamente corrispondente ai tuoi bisogni e desideri!

Ecco allora: prova a vivere, agire, pensare fuori da questi due recinti che ti sei costruito intorno. Quando imparerai a scegliere di agire fuori dall’aspettativa/pretesa che tutto sia perfetto e sotto il tuo controllo assoluto, allora, con molta probabilità, imparerai a creare la tua vera realistica serenità.
In fin dei conti, si tratta di insegnare ai tuoi sogni a comunicare con la realtà…

Autoregolazione

Un problema che molto spesso mi riferiscono le persone è l’esaurimento psicofisico da sovraccarico. Sovraccarico di attività, compiti, impegni, doveri. Ad esempio, le situazioni più diffuse: un genitore coi figli, un dipendente/collaboratore col capo, una persona remissiva e compiacente con un’altra invadente e richiedente… A volte anche un figlio coi genitori o tra partner o tra amici. A volte, ancora, con noi stessi siamo molto esigenti, pieni di pretese perfezionistiche, non ci accontentiamo mai delle nostre prestazioni.
Ecco allora tre strategie concrete e coordinate per ridurre il nostro esaurimento e migliorare il nostro benessere.
1. CAPIRE TUTTI, MA NON FARSI CARICO DI TUTTI E DI TUTTO. Comprendere la legittimità del bisogno altrui, imparando contemporaneamente a legittimare i propri bisogni, prima di arrivare all’esaurimento.
2. METTERE CONFINI. Esterni (agli altri) e interni (le pretese che abbiamo verso noi stessi). Riconoscere il proprio limite prima di esaurirsi e scoppiare. Dire qualche no in più, imparando a sciogliere i sensi di colpa.
3. IMPARARE A CHIEDERE oltre che a dare, a prendersi cura di sé oltre che degli altri, a prendersi cura di certi nostri bisogni e piaceri trascurati oltre che dei soliti bisogni legati al dovere.
Insomma, alla fine, si tratta di cominciare a riscrivere, in modo consapevole e responsabile, le regole della tua vita, le regole nelle relazioni e nei tuoi comportamenti.
Oddio! E poi che succederà?
Quello che succederà… Lo affronterai… Imparerai ad affrontarlo forte delle energie recuperate…

Soffri o sei desto?

Soffri quando NON TI SENTI ABBASTANZA RISPETTO A COME DOVRESTI ESSERE. Cerchi di fare tutto e tutto bene o addirittura alla perfezione. E in tutti gli ambiti e in tutti i ruoli. Come figlio o come genitore. Come partner o come lavoratore. Come amico. Come sportivo. In qualunque cosa fai. Cerchi di essere al meglio, in tutto e con tutti, ma non riesci a distinguere la sana ambizione e la tenace competizione dal perfezionismo autodistruttivo.
Cerchi di accontentare tutti, ma non sei mai contento.
Cerchi di stare appresso a tutto, ma sei inseguito da stress, insoddisfazione ed emozioni negative.
Quasi sempre cerchi di fuggire da queste sensazioni dolorose. Ma non funziona o per lo meno dura poco.
Cerchi di fare di più, ma ti esaurisci senza restare soddisfatto.
Cerchi di non pensarci, ma finisci per riempirti la testa di arrovellamenti mentali.
Cerchi di appianare i conflitti, ma restano sempre incomprensioni e giudizi reciproci.
Cerchi di farti valere, ma spesso risulti solo aggressivo e antipatico.
Cerchi di allontanare le situazioni dolorose, ma resti isolato e senza aver risolto i problemi con gli altri.
Non resta che mangiare e bere, ma finisci per eccedere e farti del male. Addirittura ti droghi o indugi in altre dipendenze, ma finisci solo per stordirti e restare sempre più impantanato.
Insomma la soluzione è un’altra.
Devi imparare a conoscere il TUO RIGIDO DOVER ESSERE attraverso cui tu chiedi prestazioni al limite dell’impossibilità e dell’onnipotenza. Per definizione fallimentari. NON RIESCI MAI AD ESSERE COME VORRESTI ESSERE.
La soluzione è fermarti, guardarti dentro, conoscere chi sei e cosa vuoi veramente. Veramente. Oltre quello che hai imparato a chiederti, da una vita, per sentirti a posto con la coscienza, per essere apprezzato, per sentirti amato. Devi insomma rivisitare i tuoi criteri di comportamento, rivederli alla luce della consapevolezza di cosa veramente è importante per te, adatto a te, giusto per i tuoi bisogni e desideri. Veramente. Ma anche nella consapevolezza dei tuoi limiti. Quelli superabili e quelli insuperabili.
Il resto può essere doloroso (la consapevolezza è quasi sempre dolorosa) e certamente anche molto appassionante…

Tre cose per scegliere. Esercizio di auto-esplorazione

Pensa ad una situazione che in questo momento ti richiede di fare una scelta. Potresti pensare, tanto per esercitarti, ad una situazione piccola e semplice del quotidiano, come ‘cosa fare domenica prossima’… Oppure ad una situazione più significativa per te, per gli effetti che potrebbe avere la tua scelta, ad esempio risolvere una questione familiare, sentimentale o lavorativa.
Immagina questa situazione ed immergiti con tutto te stesso in essa. Se lo fai ad occhi chiusi è meglio, cercando di affinare i tuoi sensi, cercando di cogliere cosa provi in questa situazione, cosa senti ‘col cuore’, con ‘le viscere’, con tutto il tuo corpo…
Se non il tuo terapeuta, potrebbe aiutarti una persona cara a fare questo esercizio esplorativo, guidandoti con queste istruzioni… Oppure potresti registrarle e riascoltarle per farlo ogni volta che vuoi… Può essere molto divertente … E non solo…
Immerso in questa situazione, individua tre cose che vorresti fare per affrontare e risolvere la questione… Tre desideri autentici… Così come li senti e li ‘VUOI’…
Quindi tre cose che ‘DOVRESTI’ fare per risolvere… Tre indicazioni che devi seguire, tre aspettative che gli altri hanno verso di te in questa situazione, tre cose che tu stesso ti aspetti da te…
E ancora tre cose che ‘SAREBBE GIUSTO’ tu facessi per risolvere… Tre comportamenti ‘opportuni’, ‘necessari’ vista la situazione complessivamente considerata…
Fatto? Bene!
Raccogli gli effetti di questa esperienza di immaginazione autoesplorativa, fai le tue riflessioni e vedi che scelta esce fuori.

COSA FARESTI E PERCHÉ…

COSA NON FARESTI E PERCHÉ…

Metti in atto la tua scelta oppure verifica su cosa ancora devi esplorare, riflettere, capire prima di agire… E via così… Verso nuove avventure…

Posso o non posso: questo è il dilemma!!!

Spesso ci crediamo onnipotenti e crediamo di poter fare tutto o quasi. O comunque crediamo sia per noi possibile intervenire per modificare ciò che di fatto non è in nostro potere cambiare. Valga un esempio per tanti; generico, generale, quanto fondamentale: non possiamo cambiare le altre persone.

Altre volte, invece, ci crediamo impotenti. Ci sentiamo in balia di eventi avversi, persone sbagliate, pensieri negativi, emozioni dolorose, sensazioni disturbanti, comportamenti impulsivi. In realtà, non ci rendiamo conto che abbiamo il potere di scegliere. Il potere di focalizzare ciò che ci angoscia, deprime e fa arrabbiare e il potere di spostare lo sguardo altrove. Il potere di farci incastrare dagli altri e il potere di ignorarli e lasciarli cuocere nel loro brodo. Il potere di farci sovrastare dal rimuginare sui problemi e il potere di riflettere il giusto per agire il prima possibile. Il potere di lamentarci per i nostri limiti e le nostre sfortune e il potere di riconoscere, espandere e utilizzare le nostre risorse. Il potere di continuare ad insistere dove e quando siamo impotenti e il potere di accettare la nostra impotenza.

Il dilemma che ti può dare serenità è, dunque, presto risolto: concentra la tua attenzione, energia, tempo e impegno su cosa puoi veramente cambiare e smetti di sbattere il muso intorno al solito muro.

Non è facile, ma è possibile.
Non è facile fino a quando non cominci a farlo.
Non ti viene naturale perché ‘automaticamente sei abituato’ a sguazzare nei problemi, nella frustrazione, nel vittimismo impotente, nella rabbia giudicante, nel senso di colpa autosvalutante o in qualche altro atteggiamento sterile.

In realtà, basta iniziare e vedere l’effetto che produce in te, nella qualità del tuo umore e nel raggiungimento dei tuoi obiettivi. E così via: tra potere di cambiare ciò che vuoi cambiare e necessità di accettare ciò rispetto al quale sei impotente…

Prendi il tuo stress

Inizia a guardare di cosa è fatto il tuo stress attuale, nelle tue relazioni, al lavoro, in famiglia, ecc. Pressioni, aspettative, impegni, responsabilità, preoccupazioni, dolori, ingiustizie, impotenza, mancanza di tempo, persone che non rispettano, altre che giudicano ferocemente. Solo per fare qualche esempio.
Cerca di focalizzarti su una specifica situazione o relazione…
Inizia a notare quali emozioni stai vivendo in questa situazione stressante…Nota gli stati d’animo che riempiono il tuo stress… Cosa provi per sentirti stressato: sei arrabbiato, angosciato, triste, preoccupato, demoralizzato, spento, demotivato, scoraggiato, deluso, confuso?
Inizia a guardare quali pensieri stai facendo per contribuire ad alimentare questo stress in questa situazione…
Inizia a notare come rimugini e rumini su questi pensieri, fino ad amplificarli enormemente, a farli dimorare stabilmente nella tua testa, ma senza trovare soluzioni effettive…
Inizia a guardare quali scelte stai facendo che contribuiscono a creare ed alimentare questo stress… Cosa stai facendo e cosa non stai facendo…
Nota da cosa sono guidate queste tue scelte… Cerchi l’approvazione? Cerchi la perfezione? Cerchi il controllo assoluto di te stesso, degli altri, della realtà? Cerchi di cambiare gli altri? Cerchi tutto e subito? Cerchi una vita facile? Cosa cerchi e cosa trovi? Cosa vorresti e cosa non trovi?
Ultima indicazione, ma di primaria importanza. Questo è un esercizio di auto-esplorazione che come tutti gli esercizi, fisici e mentali, va fatto e rifatto e fatto ancora. La consapevolezza va cercata e va allenata, per ottenere risultati, per ottenere chiarezza e per stimolare azioni verso i cambiamenti desiderati.

La realtà e la speranza

Di cosa è fatta oggi la realtà. Dipende da come la leggi e da come te la racconti. Fatti. Emozioni. Pensieri. Azioni.
Di cosa è fatta la speranza. Dipende da come te la racconti e come la progetti. Fatti. Emozioni. Pensieri. Azioni.
La realtà oggi è piena di incertezza. Non fosse altro perché ne esistono narrazioni molto differenti. Anche dallo stesso polo. Piena di paura. Rabbia. Preoccupazione. Dispiacere. Confusione. Smarrimento. Angoscia. Impotenza. Anche disperazione. Ogni pensiero sembra sterile. Ogni azione bloccata o percepita come inefficace a trovare finalmente una soluzione. O comunque ogni scelta sembra sempre una coperta troppo corta. E anche questa è una delle narrazioni possibili. Solo una tra le tante.
Per affrontare la realtà, che sia dura o confusa o ingiusta o disperata, come percepita da ciascuno di noi, come ascoltata, letta, raccontata, creduta ‘vera’, c’è bisogno di pensieri che lascino intravedere possibilità e quindi speranza. La fiducia e l’impegno nella possibilità di superare il momento difficile e tornare a ‘cavarcela’ che significa trovare la propria strada. Ognuno a suo modo. Tornare a vivere cercando la propria strada, il senso personale. Il significato e il valore della vita. Nel senso più concreto del termine.
Quali azioni utili?
Le azioni discendono dai pensieri, dalle convinzioni, da ciò che crediamo sia ‘vero’.
Esiste una verità oggettiva o esistono tante verità soggettive quante quelle che possiamo immaginare e raccontare?
Questo è uno di quei momenti, più di altri, in cui ciascuno di noi deve tendere ad ancorarsi a quelle ‘tre certezze’, tre, che possiede, in cui crede, ciascuno ha le sue, che considera pilastri e valori a cui aggrapparsi come riferimento per ‘passare la nottata’. Per un progetto a lungo termine da tenere sempre vivo, accesso, entusiasmante.
Individua questi tuoi pilastri e valori, più o meno di tre che siano, riconoscili e rendili la tua base sicura, in attesa di tornare a vivere la vita che vorresti, in attesa di cominciare a vivere una vita rinnovata dalle esperienze.

Il risultato. Pronti… Partenza… Via…

La felicità, la serenità, la saggezza, la pace, la prosperità o qualsiasi altra forma di benessere tu voglia perseguire è il risultato di QUELLO CHE FAI CON QUELLO CHE TI ACCADE. Quello che tu fai succedere con ciò che ti è successo.
Essenziale, forse scontata al limite del banale, ma veramente fondamentale ispirazione per le nostre azioni, per i risultati che vogliamo ottenere nei diversi ambiti di vita (scuola, lavoro, coppia, famiglia, amici, tempo ricreativo, ecc.).
Per questo sono fondamentali:
– CONSAPEVOLEZZA: conoscere e riconoscere come noi funzioniamo nel mondo;
– RESPONSABILITÀ: agire in base alla consapevolezza dei nostri bisogni e desideri, delle nostre risorse e limiti, della nostra coscienza morale ed etica e quindi delle conseguenze dei nostri comportamenti sulla realtà.
Pronti… Partenza… Via… In bocca al lupo a tutti quelli che vogliono impegnarsi per riuscire a creare la propria qualità di vita…

Regola aurea. Cosa ci metti e cosa ci trovi

Quanta DISTANZA esiste tra le tue aspirazioni e la loro realizzazione concreta?
Cosa ci metti tra le tue aspirazioni ed ispirazioni ideali e la tua PRATICA quotidiana?
Pensa ai diversi AMBITI della tua vita (affetti, lavoro, tempo per te, ecc.) e nota quello che vuoi e quello che fai per ottenerlo…
Trasforma QUELLO CHE VUOI (desideri, bisogni) in quello che vorresti rendere EFFETTIVAMENTE PRESENTE nella tua vita (OBIETTIVI concreti, specifici, misurabili).
Individua le AZIONI CONCRETE che devi effettivamente compiere (quali azioni e quando e dove e quanto e come e perché) per realizzare i tuoi obiettivi. Ad esempio, potresti avere il desiderio di migliorare la tua forma fisica… Di cambiare alcune cose al lavoro… Di trasformare la qualità di certe relazioni… Di rivedere il modo in cui riempi il tuo tempo… E chissà quanti altri desideri, ideali, sogni, aspirazioni…
Quando pensi alle azioni necessarie è essenziale che pensi alle RISORSE che ritieni importanti per sostenere il tuo impegno consapevole e disciplinato. Risorse personali e risorse interpersonali. Materiali e affettive. Già a tua disposizione o da cercare.
Prendi un desiderio per volta, segui le indicazioni precedenti e inizia a notare quanto è efficace quello che fai per ottenere quello che vuoi…
La REGOLA FONDAMENTALE prevede che tu effettivamente faccia quello che devi fare per ottenere quello che vuoi ottenere. Ma puoi sempre scegliere di continuare a fare quello che stai facendo (o non facendo) e ottenere quello che è effettivamente ora presente nella tua vita.
La consapevolezza che emergerà sarà solo un passaggio intermedio verso la vita che vuoi… Tutta da costruire… Un po’ per volta…
Da ultimo, ma primariamente importante. Probabilmente potrebbero emergere OSTACOLI, anzi, certamente emergeranno difficoltà in questo tuo percorso. Paure, blocchi, resistenze, demotivazione, pensieri autosvalutanti e autosabotanti, alibi, giustificazioni, aspettative fallimentari sul cambiamento degli altri, rimorsi, rimpianti, limiti, impotenza, frustrazioni, delusioni, senso di inadeguatezza e senso di fallimento.
Non necessariamente tutte, qualcuna di queste difficoltà potrebbe venire a trovarti.
Queste difficoltà sono parte fondamentale del percorso perché ti aiutano a comprendere meglio cosa sta accadendo dentro e fuori di te e come puoi correggere il tiro mentre prosegui nella direzione da te desiderata…
Imparando a gioire con GRATITUDINE dei risultati raggiunti… E imparando ad accettare con SERENITÀ anche le cose che non vanno proprio esattamente come avresti voluto…

Il quadernino

Recentemente, con alcuni pazienti, separatamente, abbiamo costruito questa traccia che credo possa essere utile un po’ a tutti noi per aumentare la consapevolezza e stimolare l’azione in direzione dei cambiamenti desiderati.

Cosa sai fare?

Abilità pratiche, abilità psicologiche, abilità interpersonali: usare il computer, aggiustare tubature, curare il giardino, dirigere gruppi di lavoro, visitare le persone, suonare la chitarra, giocare a tennis, cantare, cucinare, fare all’amore, portare il treno, urlare, aggredire, stare in silenzio, chattare, camminare, recitare. L’elenco rischia di non finire più ed effettivamente più che un rischio è la certezza che, se ti ci metti con attenzione, le cose che sai fare sono praticamente infinite; il mio consiglio allora è di individuare quelle abilità che sono per te più importanti o in cui sei più efficace e competente o quelle che secondo te meritano la tua attenzione perché contribuiscono a determinare i tuoi stati d’animo, la tua gioia e la tua sofferenza. Potresti iniziare ora questo elenco con un quadernino (anche elettronico), sempre a portata di mano, e completarlo per il resto della tua vita, man mano che ti rendi conto di ciò che sai fare, con le mani, con i piedi, con la testa, con il cuore, con le viscere, con tutto te stesso.  

A cosa ti serve?
Bisogni pratici, bisogni psicologici, bisogni interpersonali. In questo caso, l’elenco forse è meno ampio, ma comunque piuttosto variegato: bisogni di far funzionare le cose, bisogno di soldi, bisogno di sicurezza, di protezione, d’amore, di essere apprezzato, di essere sostenuto e incoraggiato, di mettere confini, di stare in un gruppo, di sperimentare le proprie abilità, di sentirsi realizzato, di nutrire la propria autostima, di stare da solo, di stare in compagnia, di piacere, di provare piacere, di dare piacere, di cazzeggiare, di conoscenza, di farsi rispettare,  di farsi notare, di evitare il giudizio, di svago, ecc. Hai con te il quadernino?

Cosa non sai fare?
Ambito pratico, ambito psicologico, ambito interpersonale…

A cosa ti servirebbe?
Scopi pratici, psicologici, interpersonali…

Cosa vorresti saper fare, ti piacerebbe fare o lo credi utile per te?
Le solite tre aree…

Cosa devi fare per impararlo?
Quello che ho notato è che questa domanda porta a risposte molto simili: agire, provare, affrontare la paura, sperimentarmi, sfidare le mie solite modalità, mettermi in discussione, mettermi alla prova, smettere di aspettare che siano gli altri a cambiare, smettere di cercare di cambiare gli altri… 
Seguendo questa traccia e ovviamente fornendo risposte attente, riflettute, sentite, puoi sviluppare un grado enorme di consapevolezza, di te stesso, dei tuoi schemi che tendono a ripetersi, a volte procurandoti gioia e soddisfazione, altre volte generando in te sofferenza e frustrazione. Fino ad attivare il giusto mix (giusto per te) tra riflessione attenta e azione effettiva. Il resto, come sempre, è raccogliere i risultati delle proprie azioni e imparare in corsa ad aggiustare il tiro in direzione della meta…