Radio Paranoia

Conosci RADIO PARANOIA? Con Radio Paranoia mi riferisco alle voci incessanti dentro di noi che commentano continuamente il nostro comportamento e quello altrui, procurandoci stati mentali dolorosi.
Queste voci sono i nostri pensieri automatici che abbiamo affinato negli anni a far scattare di fronte alle frustrazioni che la quotidianità ci presenta.
Oltre il danno la beffa. Oltre alla frustrazione di qualche nostro bisogno o la delusione di qualche nostra aspettativa, anche l’autocritica (Radio Autocritica) e il risentimento rabbioso (Radio Risentimento). O qualche altro modo attraverso cui i nostri pensieri automatici aggiungono benzina sul fuoco dei problemi già esistenti. Ad esempio, Radio Ruminazione… Radio Ansia anticipatoria… Radio Recriminazione … Radio Autosvalutazione… Radio Catastrofe… Radio Disastro… Radio È insopportabile… Radio Lamentela… Radio Vittimismo… Radio  Rammarico… Radio Rimprovero… Radio Non mi passerà mai… Radio Non ce la farò… Radio Cosa c’è di sbagliato in me?… Radio Il mondo è ingiusto… Radio La gente non si rende conto… Conosci qualche altra radio? Sei solito ascoltarla? Sei solito seguire le sue indicazioni?
Ecco, qui si trova un punto fondamentale: la radio trasmette e noi non possiamo impedirglielo, lo fa da tempo immemore; ma possiamo smettere di seguirla, possiamo lasciarla sullo sfondo, mentre noi ci dedichiamo alle cose veramente importanti della nostra vita e su cui abbiamo il potere di intervenire.
Per fare questo è richiesta la ‘presenza mentale’, la capacità, che si sviluppa con la pratica, di focalizzare il qui e ora, con intenzione, ad esempio focalizzare il respiro, l’aria che entra e l’aria che esce oppure focalizzare le sensazioni fisiche provenienti da qualche parte del corpo, ad esempio una mano… Ed ogni volta che veniamo catturati dalla radio… Notarlo… E tornare con gentilezza al focus iniziale… Senza giudicarci (anche se pure Radio Giudizio è sempre accesa)… Semplicemente notando la nostra ‘mente catturata e sintonizzata’, per tornare al focus… Con amorevolezza nei nostri confronti…
Questa pratica ci permette… Nel tempo… ‘con la pratica ‘… di dedicare le nostre energie ad azioni utili veramente a fare scelte orientate dai nostri valori che possono efficacemente catturare tutto il nostro impegno e le nostre risorse…

Scioglilingua

Oggi ti presento uno scioglilingua sugli opposti. Stare vs fare. Fare vs vivere. Vivere vs correre. Correre vs andare al proprio passo.
La vita frenetica inizia col pensiero continuo alla lista, anche solo mentale, delle cose da fare da qui in avanti (“ora faccio questo, poi devo fare quest’altro, quindi farò quello e quell’altro”). Un tipico pensiero, più o meno consapevole, che accompagna questo tipo di vita è “sto perdendo tempo con questa cosa (qui)… Devo occuparmi di quella cosa (lì)”. Qui vs lì. Salvo poi quando arriviamo lì… Pensare alla successiva cosa da fare… Insomma sempre lì, mai qui, ora.
È importante certamente l’agenda e la pianificazione, così come a volte è importante correre e fare cose rapidamente, anzi è fondamentale, ma anche accompagnate dalla capacità di stare in ogni esperienza nel qui e ora. Altrimenti arriveremo all’ultimo lì … senza mai aver vissuto qui.
Ciascuno di noi può imparare l’abilità di stare nel qui e ora…
A ciascuno di noi la scelta…
Le mille pratiche meditative esistenti al mondo sono basate sul principio e sulla capacità di stare nel qui e ora. Pur nella diversità, ogni pratica prevede tre passaggi fondamentali.
1. Scegliere un FOCUS cui prestare attenzione consapevole, ad esempio il respiro o le sensazioni provenienti da una mano o da altre parti del corpo.
2. RICONOSCERE LA MENTE CHE VAGA, cioè notare la propria attenzione che tende a spostarsi dal focus ed essere catturata da pensieri, immagini, ricordi ed ogni altro prodotto della mente che può essere rimuginato.
3. TORNARE GENTILMENTE AL FOCUS, SENZA GIUDICARSI. Noti la distrazione e sposti di nuovo l’attenzione al focus. È normale che la mente vaghi, è il suo mestiere, si è evoluta in milioni di anni per risolvere problemi col pensare. Solo che a volte, troppo spesso purtroppo, non solo non aiuta a risolvere problemi, ma la sua iperattività rimuginativa finisce per alimentare e mantenere i problemi.
La pratica meditativa basata su questi tre passaggi e sul principio del qui e ora aiuta a recuperare le funzioni adeguate della mente e ha una serie di altri benefici sul benessere psicofisico quali: potenziamento del sistema immunitario, regolazione del metabolismo, miglioramento della capacità di concentrazione, riduzione dell’ansia, miglioramento nelle proprie capacità comunicative, regolazione dell’umore e delle emozioni, aiuto nel prendere decisioni, miglioramento dei rapporti interpersonali. Tanto per fare qualche esempio…
A ciascuno di noi la scelta di imparare a stare nel qui e ora… Imparando a lasciare andare la nostra tossica vita frenetica…

5 modi per lavorare sui tuoi pensieri sofferenti

Ho pochi amici. Ho pochi soldi. Sono impreparato e mi bocceranno. Sto lavorando male e rischio di essere spostato di ufficio per punizione. Sto invecchiando. Credo che il mio partner non mi ami più. I miei figli non mi ascoltano. Il viaggio per andare a lavoro mi porta via veramente tanto tempo. La casa ha bisogno di qualche lavoro di ristrutturazione. Devo rifarmi il guardaroba. La mia vista è peggiorata notevolmente. Quella tizia che mi piace tanto mi ha rifiutato.
Questi sono solo alcuni di infiniti esempi possibili (pensa ai tuoi) di pensieri che descrivono situazioni e che si accompagnano a stati d’animo e comportamenti. Ho volutamente presentato esempi negativi o fonte di sofferenza perché sono quelli che incontro in terapia e rispetto ai quali cerco di aiutare le persone. Come? Tanti modi possibili. Ne presento 5.
Mentre leggi le varie modalità che ti presento per lavorarci, pensa ad ognuno o a qualcuno degli esempi che ti ho fatto che senti più tuo o a qualche altro caso che ti riguarda.
1. Valuta se e quanto il pensiero sia vero, realistico oppure distorto, non corrispondente alla realtà o comunque non l’unica possibile lettura e interpretazione della situazione… Ad esempio, è proprio vero che sto lavorando male e mi puniranno?
2. Valuta quanto ci rimugini sopra quel pensiero. Quanto tempo ed energia mentale sprechi a pensarci e ripensarci piuttosto che riflettere in modo utile per affrontare la situazione e agire in modo realmente efficace… A cosa mi serve pensare che mi bocceranno? Cosa mi porta a fare di utile?
3. Valuta la situazione e affronta il problema nel caso in cui quel pensiero fosse un’adeguata descrizione della realtà. Considera lo scarto tra ciò che è e ciò che vorresti, identifica i tuoi bisogni e impegnati ad agire per cercare di soddisfarli… Se ho pochi amici, cosa vorrei invece? Cosa posso fare di concreto per soddisfare il mio bisogno/desiderio di più amici?
4. Valuta le implicazioni e le conclusioni che trai da quei pensieri iniziali. Se pure la tizia ti ha rifiutato, questo cosa significa per te?
5. Valuta l’accettazione. Quando le cose non si possono cambiare, abbiamo sempre la possibilità di imparare ad accettare e dirigere la nostra attenzione ed energia verso nuovi scopi da realizzare… Ok, il tuo partner non ti ama più! Cosa puoi fare? Cosa devi accettare? Come puoi andare avanti?
In ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line, trovi altri esempi ed altre strategie per lavorare coi propri pensieri…

Toglierseli dalla mente

Come puoi sperare di toglierti dalla mente certi pensieri, se continui a riempire la tua mente di questi pensieri?
Come puoi smettere di preoccuparti, se continui a preoccuparti?
Come puoi sperare di cambiare le cose, se continui solo a pensare alle cose?
Immagino tu abbia compreso il senso di queste domande. Vuoi continuare a riflettere all’infinito per risolvere i tuoi problemi o vuoi agire concretamente? È una scelta. Non ti sembrerà, ma è proprio una scelta.
Credi di non poter controllare il tuo pensiero ripetitivo, ma è una credenza infondata.
Credi ti sia utile tutto questo pensare, ma anche questa è una credenza patogena.
Se fosse veramente incontrollabile, nemmeno l’incendio della tua casa mentre tu stai dentro ti porterebbe a smettere. Allora prova a rimuginare mentre sta bruciando la tua casa o tuo figlio di due anni sta per bere detersivo per la lavatrice e vedi che succede…
Se fosse veramente utile, basterebbe molto molto meno pensare e poi passeresti ad una prima azione come conseguenza delle tue riflessioni. Allora quanto vuoi aspettare prima di testare il tuo pensiero nella realtà? Non puoi fare questa verifica, perché stai ruminando su qualcosa di già accaduto o su un futuro ancora da venire? Allora è inutile continuare a pensarci e pensarci e pensarci ancora.
È una scelta. Forse ora ti sembrerà quello che è; è proprio una scelta. Una scelta che tu puoi governare guidato dalla consapevolezza dei tuoi bisogni autentici e sani. Piuttosto che domande su ipotetici scenari futuri che non puoi prevedere con certezza assoluta o su eventi già accaduti rispetto ai quali ormai non hai potere, domande veramente utili a cui puoi rispondere con azioni efficaci conseguenti a riflessioni adeguate sono: cosa voglio veramente in questa situazione? Cosa è veramente importante per me in questo problema? Cosa posso e devo fare per cercare di ottenere ciò che voglio?
All’inizio probabilmente tenderai a perderti ancora nel pensiero infinito. È comprensibile. L’idea utile allora è quella di farti dare il tempo da qualcuno che ti può aiutare a stare nella realtà dicendoti: pensaci fino a… e poi agisci. Non hai questo qualcuno o non è possibile questa condivisione? Allora, in due minuti, chiediti come farebbe (quanto ci penserebbe, quando passerebbe all’azione) una persona efficace ed efficiente che conosci e fallo anche tu.
Se anche queste strategie non sono sufficienti, ti restano almeno altre due strade. Leggere ed applicare ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line. O chiedere un aiuto specialistico.

L’alternativa effettiva

Quando impari a prenderti cura di te, impari ad  impiegare il tuo tempo e le tue energie mentali in modo utile, invece che rimuginare sul futuro e ruminare sul passato.
Quando ti prendi cura di te, inventi alternative rispetto al pensare continuamente ai tuoi errori e fallimenti.
Prendendoti cura di te, adotti strategie migliori del pensare continuamente ai torti subiti e alle ingiustizie della tua vita. Invece che preoccuparti in modo sterile di ipotetici problemi futuri e angosciarti inutilmente per problemi ormai passati, impari ad occuparti di ciò che avviene ora nella tua vita, nelle tue relazioni.
Nota con attenzione qual è effettivamente il tuo potere d’azione su scenari futuri, incerti, che solitamente nutri con la tua ansia…
Nota con attenzione qual è effettivamente il tuo potere d’azione su eventi accaduti, che tendi a ripercorrere nella tua mente con angoscia e rabbia che ti ricordano semplicemente la tua impotenza…
Nota con attenzione cosa puoi effettivamente fare ora in modo concreto e specifico per trasformare una situazione insoddisfacente in una situazione migliore per te…
Nota quali sono i tuoi bisogni e desideri ora e scegli di compiere le azioni utili e necessarie che tu effettivamente puoi adottare ora per soddisfare i tuoi bisogni e realizzare i tuoi desideri…
Nota con attenzione cosa effettivamente fai e cosa effettivamente ottieni… E continua così fino a quando sarai soddisfatto per quanto raggiunto e ti resterà di accettare quanto invece non è possibile per te ottenere…
Da ultimo, ma parimenti importante, nota con attenzione librerie nei dintorni oppure on line per ordinare il mio libro ‘Alice nel paese delle miserie’…

La tua sofferenza non è tanto legata ai fatti che accadono, ma a come tratti quei fatti

Nota le esperienze avverse che vivi, quali esperienze sono per te stressanti e perché…
Nota quali esperienze ti fanno soffrire e perché…
Nota quali sono esperienze per te frustranti e perché…
Nota quali sono esperienze per te deludenti e perché…
Per rispondere a questi perché, fatti aiutare da una certa osservazione: qual era il mio scopo in quella situazione e cosa mi ha impedito di raggiungerlo… Cosa desideravo e cosa è andato storto… Quel era il mio bisogno e cosa è successo…
Attraverso queste domande o osservazioni probabilmente ti sarà più chiaro che la tua sofferenza non è tanto legata ai fatti che accadono, ma a come tratti quei fatti e come ti poni rispetto a stress, frustrazione e delusione. In particolare, ti renderai conto che, in linea di massima, è meglio una carezza che uno schiaffo, ma quando ricevi uno schiaffo da qualcuno, dalla realtà, dalla vita, è importante che non inizi anche tu a darti schiaffi. Fuor di metafora, sono importanti alcune consapevolezze e azioni conseguenti.
1. Smetti di pretendere che la realtà sia diversa da quella che è.
2. Accetta l’esistenza di quella differenza tra vita ideale e vita reale.
3. Impara a tollerare frustrazione, delusione, incertezza, imperfezione e mancanza di controllo assoluto su te stesso, sulle cose, sugli altri. Non puoi eliminarli totalmente dalla tua vita.
4. Distingui ciò che puoi controllare da ciò che non puoi controllare.
5. Impegnati a cambiare la realtà in base ai tuoi desideri, bisogni e valori. Consapevole che ogni scelta è imperfetta: se ti impegni a realizzare certi scopi, dovrai rinunciare ad altri scopi, almeno temporaneamente.
6. Accetta ciò che non puoi cambiare.
7. Impegnati con costanza e determinazione a creare la vita che vuoi nonostante non sarà perfettamente corrispondente alla tua vita ideale.
8. Conosci le tue miserie e impegnati a creare le tue meraviglie, prendendo spunto da ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Il chiacchiericcio mentale e l’azione veramente efficace

Quando hai un problema, quanto provi a capire e quanto provi ad agire? Ma soprattutto: quando smetti di provare a capire e quando inizi concretamente ad agire?
A queste domande puoi trovare risposte utili per affrontare i tuoi problemi e superare i tuoi stress.
È una delle miserie più diffuse: pensare pensare pensare, con estrema difficoltà a passare all’azione efficace. Esito: aumento della frustrazione!
Effettivamente è vero: in base a come sono andate le cose, potresti essere un fallito! Così come è vero che le persone sono sempre pronte a fregarti! E, per dirla tutta: la vita fa schifo, a volte, molto spesso o sempre!
E quindi? Una volta appurate queste verità, cosa ci fai? Soprattutto, cosa vuoi continuare a fare con questi pensieri e queste convinzioni? Anche perché potrebbe essere proprio vero che sei sfortunato, che altri hanno fortune che tu meritavi certamente di più e che il mondo è ingiusto. Ma la domanda è sempre quella: quanto vuoi continuare a ruminare su queste credenze? A che scopo? Cosa ottieni da questo frullatore mentale? Ottieni un aumento di stress, frustrazione, delusione e di ogni altra emozione negativa del corteo doloroso che accompagna il carro funebre della tua felicità. È questo che vuoi? Contento tu… Oppure vuoi partire dalla frustrazione, identificare il bisogno frustrato e cominciare a fare qualcosa di concreto per modificare la situazione? Fammi sapere… Intanto ti suggerisco una prima azione efficace ad affrontare i tuoi problemi: leggere ed applicare ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Smaltimento pensieri tossici

Ci accadono eventi negativi oggettivamente fonte di dolore emotivo. Morti, malattie, licenziamento, altre perdite importanti, ecc.
Inoltre, alcuni eventi spiacevoli possono crearci sofferenza emotiva perché li interpretiamo come catastrofici e li viviamo come distruttivi, insopportabili. Non solo sono pesanti di loro, noi li appesantiamo ulteriormente, caricandoli di significati tragici. Non solo dolorosi, proprio una tragedia, una catastrofe apocalittica.
Ma la stragrande maggioranza del dolore emotivo e interpersonale deriva da come un evento spiacevole di partenza, che interpretiamo come negativo fino a procurarci un’emozione negativa, diventa una sofferenza immane e permanente perché ci intrappoliamo in PENSIERI RIPETITIVI sui fatti e sulle interpretazioni che finiscono per accrescere il problema invece che lasciarlo esaurire.
L’auto-intrappolamento consiste in pensieri ricorrenti di autosvalutazione, basati sulla percezione di minacce e pericoli che alimentano pensieri di impotenza e perdita di controllo. Ad esempio, tutti abbiamo avuto almeno una volta nella vita, o anche più volte, pensieri depressivi di colpa, incompetenza e impotenza legati a fatti e situazioni vissuti. Questi pensieri possono averci portato a stare male, ma anche spinto a cambiare le situazioni per quanto possibile. Prima o poi siamo usciti da questo dolore e ce ne siamo fatti una ragione. Abbiamo accettato come sono andate le cose, soprattutto quelle che non siamo riusciti a modificare, e abbiamo ripreso la nostra vita coi nostri progetti, anche se qualche desiderio e speranza l’abbiamo dovuti lasciare per strada. Tutto questo probabilmente è parte dell’esperienza umana comune e condivisa universalmente.
Per molte persone, invece, la sofferenza perdura oltre ogni comprensibile ragione ed esame di realtà. Sono persone che restano incastrate in CATENE DI PENSIERI RUMINATIVI sui fallimenti personali, su un senso di sé incapace o sfortunato o su altri contenuti negativi che vengono alimentati dal continuo pensarci.
Il problema non è più quello iniziale, ad esempio, “ho fallito in un progetto importante” oppure “è morta una persona cara”. E nemmeno le idee di sé e del mondo che ne sono scaturite, ad esempio, “sono un fallito”, “la mia vita è un fallimento”, “la mia vita non ha più senso e valore”, “vedo tutto, sempre e solo nero”, “che pesantezza”. Il problema diventa come la persona alimenta il problema indugiando in meccanismi di pensiero ripetitivo che partono dall’idea fallace di riuscire a risolvere il problema pensandoci continuamente fino a trovare una soluzione che però non arriva mai. Il problema è diventato come la persona sta illusoriamente cercando di risolvere il problema. La soluzione effettiva ed efficace è riconoscere questo meccanismo e interromperlo. Interrompere il modo disfunzionale attraverso cui la persona cerca la soluzione. La psicoterapia è uno strumento per imparare ad interrompere questi circoli viziosi della mente. Legittimando il dolore emotivo per prendersene cura, senza però restare impantanati in meccanismi tossici che soffiano sul fuoco del dolore.

La vita avvitata

Hai mai avvitato una vite? Devi metterla nel suo foro d’entrata e girarla fino a quando è completamente inserita nello spazio predisposto ad accoglierla. Se non la giri più volte su se stessa (potresti farlo con la mano o con un giravite, anche elettrico se ne possiedi uno), l’operazione è destinata a fallire ovvero non si realizza l’incontro magico tra maschio e femmina, tra penetrante ed accogliente. Da oggi in poi puoi seguirmi per altri tutorial su YouTube…
Allora che differenza esiste tra credenze del tipo: sono un fallito, sono un inguaribile romantico, sono uno scemo, sono un goliardico, sono un adolescente degli anni ottanta, sono generoso? La vita è una delizia, la vita è una salita perenne, il mondo è pieno di sporcizia, dalla guerra nessuno esce indenne?
La differenza è che credenze come sono un fallito, sono sfigato, il mondo è ingiusto, la vita fa schifo, le persone sono egoiste e altre simili credenze negative su sé, gli altri e il mondo, sono state avvitate ben bene dalla vita e per una vita. Solo che, mentre una vite avvitata eccessivamente finisce per non funzionare bene, queste credenze negative RUMINATE DA UNA VITA, DA ALLORA E ANCORA OGGI, sono diventate devastanti per la nostra mente e finiscono per riempire di negatività la nostra vita attraverso emozioni dolorose e sofferenza con se stessi e nelle relazioni.
La psicoterapia può essere un percorso per SMETTERE DI RUMINARE. Per smettere di creare la propria sofferenza. Per smettere di alimentarla.
La questione fondamentale, vitale oserei dire, non è tanto “quanto credi a quello che credi”, ad esempio, sono un incapace, gli altri mi fregano, la vita è come la scala di un pollaio. Né “quanto è vero quello in cui credi”. Piuttosto: QUANTO VUOI CONTINUARE A FARTI CONDIZIONARE DA CERTE CREDENZE NEGATIVE…
QUANTO VUOI CONTINUARE A RUMINARE…
Quando vuoi iniziare a fare scelte consapevolmente orientate dai tuoi valori (in cui credi veramente) nonostante alcune credenze negative e pensieri tossici passino ogni tanto (o anche spesso) nella tua mente?
E quando vuoi iniziare a leggere ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line?

Chi si astiene dalla lotta…

Chi si astiene dalla lotta coi propri pensieri, si prende cura di sé.
Noi siamo nati per soddisfare i nostri bisogni. La nostra mente si è evoluta per trovare strade utili verso quei bisogni. I nostri pensieri dovrebbero essere al servizio di nostre azioni efficaci a soddisfare bisogni e desideri. Ma le cose non sempre funzionano a dovere…
La nostra sofferenza non è tanto legata ai fatti che ci accadono, ma alle interpretazioni che diamo di quei fatti. Ma ancora di più alimentiamo il nostro stress emotivo, quando indugiamo in ‘pensieri sui pensieri’. Quando rimuginiamo ponendoci all’infinito domande del tipo: “e se accade questo…?”, domande che cercano illusoriamente di colmare l’incertezza che ci preoccupa e che di fatto finiscono solo per accrescere la nostra ansia. Quando ruminiamo rabbiosamente su fatti accaduti, ponendoci domande che, lungi dal risolvere problemi, alimentano la nostra rabbia (“perché si è comportato così ingiustamente?”) o la nostra triste autosvalutazione (“perché ho fatto quell’errore?”).
Rimuginare e ruminare sono attività mentali attraverso cui produciamo pensieri su pensieri senza di fatto risolvere problemi e soddisfare bisogni.
È ora di una piccola esplorazione per la tua consapevolezza.
Nota quando rimugini… Quali domande ti poni? Quali risposte ti dai?
Nota quando rumini…Quali domande ti poni? Quali risposte ti dai?
Nota con quale scopo pratichi queste attività mentali…
Nota cosa ottieni da questo incessante pensare e pensare e pensare…
Nota cosa ottieni da questa esplorazione…
Immagina in che modo potrebbe esserti utile ciò che hai compreso…
Inizia ad agire in base alla consapevolezza emersa…
Una terapia efficace può aiutare la persona a smettere di lottare coi propri pensieri e concentrarsi in modo certamente più utile sui bisogni frustrati nella situazione problematica e sulle strategie adatte a cercare soddisfazione di quei bisogni.
A complemento di una buona terapia, potresti anche leggere ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.