Miserie e comandamenti

A volte le miserie si mascherano da comandamenti.
I comandamenti sono legge. La legge. L’autorità dentro di noi. Ciò che un tempo qualcuno ci ha impiantato dentro e che noi abbiamo imparato a seguire, a fare nostra. A farne guida del nostro agire e del nostro sentire.
I comandamenti sono le regole del tuo comportamento. Cosa devi e non devi fare. Io ho le mie, tu hai le tue. Ognuno ha le proprie.
Una buona parte della crescita personale, per una vita che valga la pena di essere vissuta e soprattutto la gioia di viverla incarnando i propri valori, passa attraverso la ‘riscrittura consapevole’ dei propri comandamenti. Ciò che un tempo abbiamo imparato a credere e seguire come l’unico modo giusto e possibile per stare al mondo, con se stessi e con gli altri, oggi possiamo (dobbiamo!?) riscriverlo.
Come?
Inizia a renderti conto delle regole personali che segui… Devi controllare tutto e tutti? Devi essere sempre al massimo? Non devi sentirti mai vulnerabile? Non devi mai perdere il controllo delle tue emozioni? Devi essere sempre perfetto, irreprensibile, ineccepibile, inattaccabile? Non devi mai arretrare? Non devi mai sbagliare? Insomma hai capito, compila più volte a tuo piacimento (o a ‘spiacimento’) le seguenti frasi:
IO DEVO …
IO NON DEVO…
IO DEVO SEMPRE…
IO NON DEVO MAI…
Usa tutta la tua capacità di ‘contatto con te stesso’ e la tua creatività per rintracciare le regole che segui nel tuo comportamento quotidiano, nelle tue relazioni, nei diversi ambiti e ruoli di vita…
Quindi, una a una, inizia da dove vuoi, verifica se la vuoi mantenere come regola del tuo pensare e agire o se vuoi e come modificarla, a cominciare dal riscriverla… Puoi aiutarti completando più volte le frasi:
IO POSSO ANCHE…
IO MI DO IL PERMESSO DI…
Se è vero che le parole volano e le cose scritte rimangono, è ancora più vero che le azioni parlano meglio di parole dette e scritte. Quindi: comincia ad agire conseguentemente alle nuove regole che hai scritto per te…
Come sempre, agisci, verifica l’effetto su di te e sugli altri delle tue nuove azioni, comprendi e modifica in progress l’azione e la regola. Fino a quando avrai trovato nuove regole per le tue scelte consapevoli e responsabili al servizio della qualità della tua vita…
Puoi sempre trasformare le tue miserie nelle tue meraviglie!!!

La regina degli smacchi

Molte persone sono stressate da rapporti interpersonali frustranti e deludenti. Sofferenza che nasce dalla consapevolezza che gli altri, a volte o spesso, se ne infischiano dei nostri bisogni e desideri. Sostanzialmente perché anche gli altri hanno i loro bisogni e desideri.
Noi ci aspettiamo che gli altri capiscano cosa vogliamo e siano disposti ad accontentarci. Aspetta e spera…
Noi crediamo che gli altri la pensino come noi. È come credere a Babbo Natale…
Tu puoi chiedere ciò che vorresti… Ma potrebbe arrivarti un ‘no’. L’altro non è disposto a darti ciò che chiedi.
Potresti addirittura pretenderlo, imporre, direttamente o indirettamente, all’altro di fare ciò che sarebbe buono per te. Quasi mai è una strada efficace…
In realtà, non sempre o quasi mai, aspettative non espresse e pretese verso gli altri hanno il successo sperato. A dire il vero, anche quando chiedi esplicitamente ciò che vuoi, la risposta potrebbe essere, e spesso è, frustrante e deludente. L’altro fischia e se ne infischia…
Allora?
Hai sempre il tuo potere di farci qualcosa. Il tuo potere di ‘smacco matto’. Puoi, anzi devi, fare tu quello che è in tuo potere fare. E spesso è veramente risolutivo. Perché se non ottieni completamente ciò che avresti voluto, ottieni comunque di fare il tuo gioco. Muovi le cose per avvicinarti a ciò che per te è importante.
La regina degli smacchi siamo tutti noi quando scegliamo di smettere di aspettare che gli altri cambino. Quando facciamo le nostre mosse, in tutte le direzioni possibili, per arrivare dove vogliamo arrivare. Trasformiamo in questo modo la miseria di ‘aspettarci che gli altri facciano ciò che vogliamo’ nella meraviglia di ‘fare noi ciò che vogliamo e possiamo’. Non tutto onnipotente. Ma tutto ciò che è in nostro potere fare per soddisfare i nostri bisogni e desideri. Ed è proprio tanto quello che succede… Inizia a muoverti e fammi sapere come va…

La miseria e la meraviglia

Io la chiamo ‘miseria’, tu potresti anche chiamarla ‘verità esistenziale’, qualcuno la potrebbe considerare una ‘rappresentazione’ accurata dei rapporti interpersonali. Qualcun altro potrebbe intenderla come ‘regola’ o ‘principio’ di comportamento. Cambia poco, ciò che è comune a queste idee è che: tu non puoi cambiare le altre persone!!! E nemmeno io ovviamente. Nessuno di noi ha il potere di cambiare gli altri. E questa potrebbe essere una brutta notizia. Ma anche bella: nessuno può cambiare te, se tu non glielo permetti. E questa è una meraviglia!!!
Questa è veramente una regola delle relazioni interpersonali, una regola che ci ricorda la nostra responsabilità rispetto a cosa pensiamo, cosa facciamo e anche come lasciamo che gli altri ci trattino.
La vita certamente ci presenta quotidianamente situazioni molto precise in cui ci sentiamo influenzati, condizionati, quasi obbligati ad agire in un certo modo. Al tempo stesso, è nostra l’ultima scelta. Anche se spesso non sembra così. Noi scegliamo comunque di vivere in base ai nostri valori, bisogni e criteri di riferimento. Esempio. Tu dirai: come faccio a lasciare il lavoro anche se vorrei tanto farlo visto come mi tratta il capo? Come faccio a separarmi da mio marito? E i figli? Come faccio a lasciare il mio paese per andare a lavorare all’estero? Come faccio ad espormi alle situazioni che temo? Come faccio a rischiare di fare una figuraccia?
Certo sono ‘situazioni sensibili’, a volte estreme, in cui sembra che non abbiamo scelta e che effettivamente siamo vittime di come ci vogliono gli altri o le circostanze, impossibilitati a scegliere diversamente. Sembra. È tosta. Ma noi abbiamo comunque il potere di scegliere.
Certo che non è facile. Anzi è proprio difficile scegliere qualcosa di importante per noi rinunciando a qualcos’altro di altrettanto importante per noi. Ma di fatto è quello che facciamo quotidianamente. Scegliamo.
Su alcune questioni non abbiamo potere. Altre persone o semplicemente le circostanze esterne o casuali hanno il potere di metterci in certe condizioni. Ad esempio, se ci licenziano… Se il partner ci lascia… Se oggi nevica… O fa 48 gradi all’ombra… E dobbiamo imparare a dire: “è così…”, “È andata così…”. Dobbiamo imparare ad accettare anche la nostra impotenza.
Al tempo stesso, proprio di fronte a tanta chiara impotenza dobbiamo cercare il nostro grado di potere, le nostre possibilità di scelta. Esistono sempre. E questo è veramente importante.
Sulla maggior parte delle situazioni ordinarie della nostra quotidianità abbiamo veramente un grado importante di scelta.
Inizia, dunque, ad essere chiaramente consapevole di cosa ti succede e di cosa lasci che ti succeda, di cosa stai facendo e di cosa non stai facendo rispetto alla vita che vorresti, di cosa scegli di avvicinare e da cosa scegli di allontanarti, di quali bisogni e desideri ti prendi cura e di quali trascuri.
Troverai sempre un certo grado di impotenza e anche e soprattutto un grande potere di scelta…
Diventa consapevole e prenditi la responsabilità di ciò che stai scegliendo… All’inizio potrà emergere paura, rabbia e senso di colpa… Potrai, al tempo stesso, trasformare questi stati d’animo nei tuoi migliori alleati per la tua libertà di scegliere la vita che ti piace…
Rispetta la tua paura e agisci con coraggio…
Legittima la tua rabbia e trasformala in azioni utili…
Sciogli il senso di colpa per agire con responsabilità…
Trasforma le tue miserie nelle tue meraviglie…

Come puoi trasformare le tue miserie nelle tue meraviglie

Sei nella miseria quando confondi ciò che puoi controllare con ciò che non puoi controllare…
Sei nella miseria quando vuoi cambiare le altre persone…
Sei nella miseria quando ti perseguiti con giudizi feroci che non ti danno scampo…
Sei nella miseria quando sguazzi nella lamentela fine a se stessa…
Sei nella miseria quando indugi nella pretesa e non riesci mai ad essere soddisfatto…
Sei nella miseria quando continui a fare la vittima…
Sei nella miseria quando resti fermo ad aspettare che le cose arrivino da sole…
Sei nella miseria quando pensi troppo senza agire o agisci senza pensare…
Sei nella miseria quando metti sempre gli altri prima dei tuoi bisogni…
Sei nella miseria quando ti incastri in missioni impossibili…
Sei nella miseria quando ti aspetti che gli altri sentano, pensino e agiscano esattamente come fai tu…
Sei nella miseria quando ti ritrovi a sentirti o completamente impotente o addirittura onnipotente…
Sei nella miseria quando ti fai gestire dal tempo degli altri e il tempo a te non basta mai…
Sei nella miseria quando non riesci a comunicare efficacemente per risolvere i conflitti…
Sei nella miseria quando aggiungi dolore evitabile al dolore inevitabile…
Sei nella miseria quando vuoi tutto e pure subito…
Sei nella miseria quando dichiari di voler cambiare ma di fatto non fai niente di realmente efficace per ottenere ciò che desideri…
Sei nella miseria quando…
E sei anche nella miseria quando…
Ti vengono in mente altre miserie?
Insomma, quanto puoi esclamare: “sono proprio nella miseria!!!”?
E, soprattutto, come puoi trasformare le tue miserie, una, qualcuna o moltissime, nelle tue meravigliose meraviglie?

Comincia a riflettere sulle tue miserie…

Comincia a sentire le emozioni che provi quando sei nella miseria…

Comincia ad identificare quali sono i tuoi bisogni sani e realistici che da troppo tempo stai facendo aspettare…

E, soprattutto, alla luce di questa consapevolezza, comincia ad agire come non hai mai fatto…

Buon viaggio…

Alice nel paese delle miserie. Il libro

Oggi proprio oggi è il giorno giusto per iniziare a trasformare le tue miserie nelle tue meraviglie.
Questo potrebbe essere un mantra da leggere ogni giorno, più volte al giorno, anche oggi, proprio oggi, primo giorno del resto della tua vita.
Ti invito a farne una scelta di vita. Impegnarti a creare la tua vita meravigliosa. Una vita certamente non perfetta, non esiste!!!
Anzi no, esiste. La vita è perfetta quando accetti che non esiste la vita perfetta.
Ti invito a rintracciare le tue miserie. I tuoi modi di funzionare, con te stesso e nelle relazioni, modi che ti procurano stress. I tuoi modi di pensare e di agire che generano la tua sofferenza. La tua corazza caratteriale costruita negli anni, che a volte sembra una corazzata inaffondabile, a volte è piena di falle che la portano a picco.
Ti invito a cercare quello che c’è ma non si vede, non sempre almeno, non immediatamente, eppure è lì, nel tuo modo di essere, che condiziona ciò che fai e ciò che succede nella tua esperienza di vita.
Ti invito, nonostante la paura, ad affidarti al tuo coraggio di farti guidare dai tuoi desideri.
Ti invito, nonostante tanti limiti e l’impotenza, ad impegnarti per la creazione di una vita basata su ciò che per te è importante, su ciò che ha per te valore, per rendere la tua vita degna di essere vissuta.
Ti invito a contattare la tua capacità di meravigliarti, sempre e comunque. A cercare la speranza anche nella disperazione, a creare un senso anche se a volte un senso non sembra esistere.
Ovviamente ti invito a leggere il mio libro e ti ringrazio in anticipo per come vorrai condividerlo, per farne pratica concreta di consapevolezza e responsabilità, individuale e nei rapporti interpersonali. 🙏🍀

Se sei fatto così…

Un po’ ci sei sempre stato. Un po’ ci sei diventato. Mi riferisco al tuo modo di essere, pensare e agire. Al tuo carattere. Alla tua personalità. A ciò che intendi quando dici “io sono fatto così”.
È il tuo modo di:
– affrontare i problemi
– governare la frustrazione e lo stress
– incontrare le persone e gestire i conflitti interpersonali
– organizzare il tempo in base ai tuoi bisogni e desideri
– prendere decisioni
– fare importanti scelte di vita.
Ovviamente in questi ambiti intervengono tanti altri fattori a determinare eventi e situazioni, a cominciare dal comportamento degli altri e da quote più o meno grandi di ‘fortuna’ o ‘sfortuna’. Purtuttavia ciascuno di noi può intervenire su se stesso.
È idea diffusa che il carattere non si cambia. È rigido. È duro a cambiare. Forse è vero. Forse no. Certamente dipende da cosa intendiamo per carattere. Cos’è il tuo carattere? Come è fatto?
Per sintetizzare: il temperamento costituzionale è quello, sul resto possiamo intervenire.
Possiamo imparare nuove strategie di pensiero e metodi pratici concreti per affrontare i problemi e la sofferenza emotiva.
Possiamo imparare a fronteggiare le cose che non vanno come vorremmo senza farcene sopraffare, imparando ad insistere e anche a desistere, imparando soprattutto ad impegnarci perché molto possiamo ottenere e anche accettare che a qualcosa dobbiamo rinunciare.
Possiamo imparare a stare con gli altri in modi più amorevoli e nutrienti, imparando soprattutto a cercare alcune persone e lasciarne andare altre.
Possiamo usare il potere che abbiamo di ottimizzare il nostro tempo, imparando a curare certi nostri bisogni e a tralasciare il superfluo.
Possiamo prendere decisioni più consapevoli dei nostri valori e bisogni e più responsabili rispetto a cosa veramente possiamo fare per rendere la nostra vita di qualità.
Possiamo fare scelte di vita nuove, da oggi in poi e per il resto della nostra vita, recuperando quella libertà che forse da piccoli avevamo lasciato nelle mani di qualcun altro.
E, dopo aver realizzato questi cambiamenti e questo salto di qualità della nostra vita, possiamo anche continuare a credere che il carattere non si cambia perché “io sono fatto così…”

Per la tua e l’altrui felicità

Due caratteristiche sono importanti per rapporti interpersonali appaganti. In coppia e al lavoro, coi figli e coi genitori, con gli amici e con gli estranei.

1. FARE CENTRO. Sentire, pensare ed agire a partire dal proprio centro ovvero dalla consapevolezza di sé (cosa penso, cosa sento, cosa voglio, cosa dovrei fare, cosa faccio) e dall’assunzione in prima persona della responsabilità del proprio sentire, pensare e agire. È importante ciò che succede all’esterno, cosa dicono e fanno e gli altri, ma è ancora più importante come noi filtriamo ciò che arriva da fuori e come scegliamo di rispondere.

2. CAMBIARE POSIZIONE. Decentrarsi. Impegnarsi a comprendere il punto di vista dell’altro, unico e meritevole di rispetto come il nostro. Cercare di immedesimarsi nell’altro per comprenderne bisogni e desideri, pensieri ed emozioni che motivano il suo comportamento.

Inizia a notare quando lo fai e cosa succede… Quando non lo fai e cosa succede… Cosa succede dentro e fuori di te…
Soprattutto inizia a farlo sistematicamente… Fallo diventare il tuo atteggiamento fondamentale… Per la tua e l’altrui felicità…

Mainagioia

“Mai una gioia” potrebbe essere un’espressione emotiva e filo conduttore di tante persone che arrivano a stare male, ad essere sofferenti in uno o in diversi ambiti della propria vita.
Quando stai male cerchi prima di capire cosa sta succedendo, poi condividi con qualcuno, uno o tanti, ciò che stai vivendo, quindi cerchi consigli e indicazioni dalle persone che appartengono alla tua vita. Se non funziona arrivi a chiedere un aiuto specialistico, magari passi tra il medico di base ed un altro specialista o cerchi risposte in tante discipline del benessere e forse, ad un certo punto, chiedi un aiuto per una psicoterapia.
Ogni disagio è diverso, ogni persona è diversa, ogni storia è diversa. Al tempo stesso, in ogni psicoterapia sono sempre presenti alcuni aspetti, più o meno centrali nella specifica situazione della persona che esprime il suo malessere e il suo bisogno di aiuto.
1. Manifestazioni di sofferenza fisica, emotiva, relazionale. Ansia, depressione, dipendenze, sintomi fisici, ritiro sociale, conflittualità interpersonale diffusa, problemi sul lavoro, in coppia, solitudine, ecc.
2. Tentativi di trattamento, auto-cura e richiesta di aiuto nella rete sociale e affettiva.
3. Comportamenti, più o meno consapevoli, attraverso cui la persona, senza volerlo, senza colpa quindi, fino a prova contraria, contribuisce al determinarsi di quella situazione di disturbo e stress. Insomma, cosa fai e cosa pensi di fronte a certe situazioni e a certi comportamenti di certe persone.
4. Richiamo al valore della ripetizione. Noi siamo il risultato delle nostre esperienze di apprendimento attraverso cui abbiamo sviluppato modalità autodistruttive o disfunzionali o patologiche di agire e reagire, di percepire il mondo e pensare le cose, di intrattenere relazioni e di fare scelte. Quello che fai oggi lo hai imparato tempo fa e continui a ripeterlo fino a diventarne grande esperto e ad avere difficoltà a fare diversamente.
5. Valore della consapevolezza. Conoscere questo apprendimento precoce e come oggi condiziona il modo di pensare e il comportamento attuale fonte di sofferenza.
6. Valore della responsabilità. Iniziare a cambiare. Impegnarsi concretamente, in prima ed unica persona, per cominciare ad apportare correttivi ai propri modi di interpretare ciò che ci succede e soprattutto correttivi ai propri modi di agire e reagire. Sviluppando nuovi attrezzi per cavarcela nei problemi e aumentando il repertorio delle scelte a nostra disposizione.

Su questa traccia si realizza il percorso di cura, crescita e sviluppo personale, ognuno fin dove si sente e riesce ad arrivare.

Da Natale a Santo Stefano

Quando succede qualcosa di imprevisto e doloroso, hai due strade da percorrere.
Quando arriva improvvisamente qualcosa di indesiderato, PUOI seguire due strategie fondamentali.
Quando, ad esempio, scopri di essere stato tradito, quando ti viene a trovare, non invitata, una malattia, quando ti accorgi che i conti non tornano, quelli materiali e quelli psicologici, quando ti si presenta una grande delusione, nei rapporti affettivi o in quelli lavorativi, hai due strade che DEVI percorrere, fino a quando si ricongiungeranno nella direzione unica della tua serenità.
Puoi perché devi e devi perché puoi: chissà se è solo un gioco di parole o una spinta motivante fondamentale?!
DEVI (perché puoi) essere disponibile interiormente ad accogliere ciò che è arrivato. Non devi combatterlo. Devi conoscerlo per comprenderlo. Per lasciarlo essere, senza volerlo scacciare. Non è facile lo so. È controintuitivo, lo so. Naturalmente o automaticamente, tenderemmo a fare la lotta contro sensazioni spiacevoli e pensieri disturbanti, vorremmo scacciare via angoscia e frustrazione, vorremmo cambiare ciò che purtroppo non possiamo cambiare: ciò che è successo e ciò che non dipende da noi. Comprensibile, ma spesso poco utile, soprattutto se la lotta è fatta a colpi di ruminazione rabbiosa su quanto è successo e sugli altri deludenti; di ruminazione depressiva su quanto non doveva succedere e forse è colpa nostra, del nostro scarso valore e della nostra fragilità; di rimuginio ansioso su ciò che potrebbe succedere ancora e che vorremmo tentare, inutilmente, di prevedere, prevenire e controllare. Purtroppo queste catene di pensieri ripetitivi non ottengono mai l’effetto di rassicurarci o rassenerarci e proprio per questo non finiscono mai.
Ruminazione e rimuginio aggiungono solo dolore evitabile al dolore inevitabile. Conosci il detto “dura da Natale a Santo Stefano”? Ecco: è stato creato per spiegare l’effetto rassicurante e rasserenante del pensiero ripetitivo rimuginante e ruminativo.
Molto più utile è ‘aprirsi’ alla propria esperienza dolorosa e lasciare che compia il suo naturale decorso che va dalla consapevolezza al picco, quindi al calo fino all’esaurimento della sua carica dolorosa.
E contemporaneamente…
PUOI (perché devi) occuparti dei tuoi bisogni e di cosa è veramente importante per te. Puoi prenderti cura delle cose che fanno realmente la differenza nella tua vita. Puoi scegliere con maggiore consapevolezza maturata dall’apertura al dolore. Puoi agire con maggiore responsabilità senza farti travolgere dalle esperienze frustranti e deludenti che ti vengono a trovare. Chiediti, ad esempio: nonostante quello che è accaduto, come posso continuare ad impegnarmi concretamente per creare la vita che vorrei? Come posso agire concretamente per realizzare i miei bisogni e desideri nonostante ogni scelta non sia perfetta e abbia un prezzo da pagare? Quale prima azione utile posso fare e devo fare per avvicinarmi a ciò che vorrei, chiaramente consapevole che a qualcosa devo rinunciare?
Accogliere e agire. Agire e accogliere.
Quello che succede nella nostra vita è importante. Quello che facciamo con ciò che ci è arrivato può fare veramente la differenza…

Cosare. Le cose e cosa ci fai con le cose

Sappiamo che a volte o molto spesso le cose non sono proprio esattamente come vorremmo che fossero. È la realtà della frustrazione e della delusione, esperienze quotidiane più o meno intense e numerose. Esempi: sveglia che non suona, sveglia che suona; traffico, ruota bucata; i figli non ti ascoltano, i genitori non ti ascoltano; litighi col partner; il capo è un tiranno, il capo è incompetente; collaboratori ferocemente competitivi, collaboratori menefreghisti; professori inadeguati; ingiustizie dietro l’angolo; qualche malattia, qualche incomprensione con un amico, qualche perdita materiale e affettiva.

Cosa puoi fare? Cosa devi fare?

CONTENERE il DANNO per quanto possibile e nella misura in cui puoi intervenire sui fatti e sulle conseguenze.

METTERTI in DISCUSSIONE ovvero divenire consapevole di quale sia il tuo contributo alla faccenda. Cosa hai fatto e non hai fatto. Cosa avresti dovuto fare e cosa non avresti dovuto fare.

PRENDERTI CURA delle tue EMOZIONI: rabbia, tristezza, senso di colpa, preoccupazione, ecc.

OCCUPARTI dei tuoi BISOGNI frustrati cercando di cambiare il cambiabile.

AGIRE il prima possibile per iniziare il processo di recupero e cura. Iniziare ad agire, iniziare a riflettere, iniziare a cambiare, iniziare a curare.

La traccia è semplice in teoria, in pratica devi essere attento a curare ogni aspetto che va dalla consapevolezza della mancanza alla responsabilità di farci qualcosa in prima persona.