Proteggi la tua luna

Un maestro zen viveva nella più assoluta semplicità in una piccola capanna ai piedi di una montagna. Una sera un ladro entrò nella capanna e fece la scoperta che non c’era proprio niente da rubare.

Il maestro tornò e lo sorprese. «Forse hai fatto un bel pezzo di strada per venirmi a trovare,» disse al ladro «e non devi andartene a mani vuote. Fammi la cortesia, accetta i miei vestiti in regalo».

Il ladro rimase sbalordito. Prese i vestiti e se la svignò.

Il maestro si sedette, nudo, a contemplare la luna. «Pover’uomo,» pensò «avrei voluto potergli dare questa bella luna».

… … …

Racconto tanto breve quanto pieno di spunti di esplorazione. Come tante storie zen, anche questa è fatta per essere depositata dentro di sé… E fare da guida in qualche modo…

Dove ti porta questa storia?

A volte ciascuno di noi è un po’ ladro, a volte maestro…

Quando ti comporti come quel ladro?

E quando come il maestro?

Cosa rende ricca la tua vita?

Quando ti ritrovi nudo … A contemplare la luna?

Pensando all’attuale situazione di emergenza sanitaria (in cui purtroppo alcuni hanno perso la vita, altri si sono ammalati più o meno gravemente, tutti dobbiamo sottostare a restrizioni della nostra libertà) e prevedendo la prossima emergenza economica (nuovi disegni di vita collettiva e individuale, con sacrifici e rinunce un po’ per tutti), è fondamentale riconoscere e valorizzare ciò che non può esserci tolto. Questo è il mio invito oggi, a guardare per godere di ciò che è la tua ricchezza: emotiva, interiore, dei rapporti interpersonali. Questo virus ci sta rubando tanto… Possiamo impegnarci a proteggere la nostra luna…

Indossa la corona

In un momento in cui ci sentiamo sotto scacco, possiamo indossare la corona e come regine e re disporre in modo consapevole ed utile del nostro tempo e del nostro spazio, proprio in un momento in cui subiamo restrizioni a queste nostre risorse. Quindi:

Inizia a “meditare”. Semplicemente. Fermati veramente. Prenditi tempo per prestare attenzione a ciò che è presente, ora, dentro te, intorno a te. Osserva senza giudicare. E quando ti accorgi che lo stai facendo semplicemente notalo come parte del tuo essere presente, qui, ora. Se non hai mai meditato, quale momento migliore per iniziare?! Parti semplicemente dal notare il tuo respiro… L’aria che entra e che esce… Torace e addome che si gonfiano e si sgonfiano… L’intero tuo organismo che si riempie e si svuota… Il ritmo naturale della vita… In tempi migliori, potrai proseguire ulteriormente e apprendere molti altri modi per meditare.

Sii compassionevole, con te stesso e con gli altri. Diffondi calore e gentilezza. Sii comprensivo e paziente. È un modo potente per trasformare la vulnerabilità in forza, la paura in coraggio, l’angoscia in speranza.

Abbraccia le persone come non hai mai fatto, accedendo a tutta la tua creatività. Se è vero che “l’essenziale è invisibile agli occhi” allora puoi comunicare col cuore come ciascuno di noi sa fare.

Gioisci di quello che hai. La gioia è il miglior contagio che esista. Gioisci per quello che solo ora stai scoprendo che appartiene alla tua vita. Ed è veramente importante. Per te, per le persone a te vicine, e per quelle dall’altra parte dell’universo.

Celebra questo momento per quello che ti sta dando. Proprio ora hai la possibilità di guardare te stesso, gli altri e il senso delle cose come in poche altre occasioni hai potuto fare.

E fai all’amore. Qualunque cosa voglia dire per te…

L’ardua impresa dell’accettazione

Cosa significa e cosa comporta accettare una dura realtà? Una realtà che non vorremmo fosse vera, ma che purtroppo è reale, rispetto alla quale siamo impotenti, abbiamo fatto i nostri tentativi per negarla, far finta che non fosse vera o provare a cambiarla, ma ora non possiamo fare altro che accettarla? Ecco una traccia essenziale per “accettare”.

Accettare la REALTÀ: la perdita, la separazione, il fallimento, la sconfitta, una frustrazione che si ripete, una delusione relazionale, il trauma, la malattia, il lutto, una qualche “via del non ritorno”, ciò che è accaduto, più forte e più grande di noi, delle nostre capacità di affrontarlo. Riconoscere la dura realtà è il primo passo per elaborarla, cercarne il senso e il valore, fino ad accettarla come “qualcosa che fa parte delle cose che accadono e possono accadere”.

Accettare il DOLORE e tutte le emozioni che porta con sé: tristezza, preoccupazione, paura, impotenza, angoscia, rabbia, senso di colpa, vergogna, solitudine, disperazione, ecc.. Sopportarlo, attraversarlo, viverlo, per superarlo, impararci a convivere, trasformarlo, fino a lasciarcelo alle spalle.

Accettare i CAMBIAMENTI. Adattarsi alla nuova situazione che si è venuta a creare, riorganizzare i propri comportamenti, le proprie relazioni e il proprio stile di vita. Ritrovare un senso e un valore nella vita nonostante il dolore di una realtà avversa, stressante, traumatica.

Accettare il cambiamento DELL’IMMAGINE DI SÉ. Qualcosa è cambiato all’esterno, qualcosa è cambiato all’interno, nella nostra visione del mondo, nel nostro modo di concepire noi stessi, le altre persone, la vita, il senso delle cose.

Accettare il cambiamento del PROGETTO DI VITA. Rimodulare i nostri scopi di vita. Da oggi in poi alcuni sogni e obiettivi saranno diversi. Da oggi in poi dobbiamo imparare ad investire in nuovi progetti.

Dentro questa cornice dell’accettazione c’è il percorso personale di ognuno di noi che si deve confrontare con dure realtà. Come lo facciamo orienta il nostro adattamento e benessere o lo sviluppo di malessere e sofferenza. E anche la nostra capacità di gestire le avversità in futuro, piccole e grandi frustrazioni, delusioni e stress che la vita potrà presentarci.

Pensa ad una situazione passata che hai dovuto fronteggiare o una presente che devi affrontare. Verifica i passi precedenti e nota cosa hai fatto, cosa puoi fare e cosa devi fare per confrontarti con la dura realtà… E verifica l’impatto della realtà sulle tue condizioni di benessere o malessere.

Prima dell’impotenza

Ripercorri la tua vita… E guarda i limiti entro i quali hai “deciso” di vivere…

È vero che la vita ci “regala” limiti su cui non abbiamo alcuna scelta… Limiti fisici e mentali invalicabili, malattie e condizioni sociali su cui non abbiamo alcun potere di scelta, i grandi che scelgono per noi quando siamo piccoli …

Ma… Il resto è una nostra scelta.

Più o meno consapevole… Più o meno giusta… Più o meno intelligente… Comunque la nostra scelta di tracciare in un certo modo il sentiero della nostra vita.

Alcuni limiti te li sei dati da solo. Ricorda quali…
Altri li hai accettati per come ti venivamo proposti o imposti dagli altri. Pensa a quali…
Altri sono nati dalle tue paure che non sei riuscito a superare o hai scelto di non affrontare. Ad esempio…
Guarda bene… Con attenzione… Molte volte ci sentiamo vittime… Vittime degli altri, della sfortuna, delle circostanze… Senza riconoscere che siamo “vittime delle nostre scelte” … Scelte che avranno avuto comunque un senso… Anche se attraverso esse ci siamo “limitati” parecchio il nostro spazio vitale…
Anche se sembra strano… sei sempre tu che hai scelto di fermarti. Hai deciso quello specifico modo di adattarti a quello specifico limite… Non solo prima dell’impotenza. Quella prima o poi la incontriamo tutti. L’onnipotenza è una brutta malattia. E anche l’impotenza accettata senza nemmeno averci provato.
Sei tu che hai scelto di fermarti credendo all’invalicabilità di quel limite, prevedendo o sentendo la catastrofe oltre la paura.
Nota bene, allora, e ancora, i “limiti che hai scelto” … e verifica oggi, primo giorno del resto della tua vita, se e dove vuoi cominciare a scegliere diversamente…

Mostri e draghi

A volte abbiamo bisogno di affetto, vicinanza e tenerezza e, invece, riceviamo freddezza o distanza o spigolosità. A volte va così…
A volte abbiamo bisogno di essere apprezzati e stimati e, invece, riceviamo critiche e disapprovazione, anche molto dure e severe. A volte va così…
A volte abbiamo bisogno di essere sostenuti e incoraggiati nei nostri progetti e, invece, riceviamo ostacoli o impedimenti. A volte va così…
La vita non sempre soddisfa i nostri bisogni e desideri, una quota di frustrazione e delusione è parte del vivere quotidiano. Dobbiamo metterlo in conto e affrontare questi momenti difficili, imparando a godere dei momenti soddisfacenti e delle cose buone che appartengono alla nostra vita.
Certo è differente se a volte viviamo questi momenti dolorosi o se, invece, gran parte della nostra esperienza quotidiana attuale e della nostra storia di vita è (stata) costellata da eventi drammatici, trascuratezza, violenze, costrizione, impedimenti e traumi ripetuti. In questi casi, la nostra resilienza, la capacità di adattamento e di farcela nonostante tutto, e la nostra capacità di accettazione della realtà sono messe veramente a dura prova. Ognuno cerca di farcela con tutte le risorse a propria disposizione, personali e relazionali.
A volte, invece, succede che tutto questo, prima o piuttosto che stare nella realtà, sta nella nostra testa (che genera la nostra percezione della realtà) e tendiamo a percepire dappertutto esperienze dolorose, angosciose, traumatiche.
Molto lavoro terapeutico si svolge su questi schemi interni che ci portano a percepire mostri dappertutto, siano trascuranti o sprezzanti oppure ostacolanti, e a sentirci sempre in lotta, sempre sul punto di soccombere e morire di fronte a qualcuno o qualcosa più grande di noi.
Il lavoro trasformativo lavora allora su due grandi obiettivi.
Primo. Rendere la percezione della realtà più flessibile e funzionale, imparando ad affrontare i draghi reali.
Secondo. Ri-costruire un’immagine di sé più forte, capace, autonoma, in grado di farcela anche in mezzo alla tempesta.

Dal letame nascono i fior. Una storia sulla perfezione e sul valore

C’era una volta un’anziana donna che aveva due grosse anfore appese alle estremità di una canna che portava sulle spalle. Una delle anfore aveva una crepa e perdeva un po’ d’acqua, mentre l’altra era perfetta e conservava sempre tutta l’acqua.
Alla fine del lungo cammino, dal fiume a casa, la vecchia donna restava con un’anfora piena solo a metà. Per due anni interi andò avanti così…
L’anfora vecchia e screpolata si sentiva umiliata e inutile, tanto più che l’anfora nuova non perdeva l’occasione di far notare la sua perfezione.

Dopo due anni, che all’anfora difettosa sembrarono un fallimento senza fine, l’anfora disse alla donna: “io mi vergogno del mio difetto e dei guai che ti procuro”.
L’anziana signora sorrise: “non hai notato che dal tuo lato della strada risplendono i fiori, ma non dal lato dell’altra anfora? Io ho messo dal tuo lato della strada dei semi di fiori, perché ero consapevole del tuo difetto. Ora tu li annaffi ogni giorno quando torniamo a casa. Per due anni ho potuto raccogliere questi meravigliosi fiori e ornare la tavola con essi. Se tu non fossi esattamente così, come tu sei, non esisterebbe questa bellezza che adorna la nostra casa”.

… … …

Come spesso accade nella nostra vita quotidiana, le cose non sempre sono proprio quello che sembrano … Le ferite, i dolori, i fallimenti, le imperfezioni possono esprimere possibilità di bellezza, nutrimento e vitalità… Basta saper guardare con attenzione… Piantare semi e prendersene cura…

Quando non riesci ad accettare l’inaccettabile

Sicuramente sarà capitato anche a te di confrontarti con situazioni che non riesci a mandare giù. Eventi e circostanze che ti riguardano e che ritieni ingiusti oppure danni che hai subito o anche comportamenti arroganti e strafottenti di altre persone; a volte veniamo a conoscenza di situazioni che anche se non ci riguardano direttamente smuovono comunque la nostra coscienza, la nostra rabbia, a volte il senso di impotenza. Possono essere eventi intimi, riguardanti i nostri rapporti interpersonali o anche situazioni di più ampia portata sociale che ci coinvolgono più o meno da vicino; basta che pensi a tante notizie di omicidi, stragi, catastrofi, sciagure, ecc.. A volte di origine “naturale”, altre volte provocate dalla bestialità umana o semplicemente dai conflitti di opinioni e valori che possono portare le persone a farsi del male, ad aggredirsi, ad odiarsi.

Potrai trovare anche tu nella tua vita, presente e passata, nei rapporti stretti o nel più ampio contesto di appartenenza sociale, situazioni in cui ti senti frustrato, deluso, stressato, non rispettato, ingannato, manipolato, apertamente aggredito. Guardando a questi fatti a volte riusciamo ad affrontarli e superarli al meglio, riuscendo ad ottenere cambiamenti importanti o compromessi soddisfacenti. Altre volte purtroppo restiamo nell’impotenza e non ci resta che … accettare. Che non significa rassegnarsi passivamente, ma assumere una posizione più serena nei confronti di ciò che in precedenza era fonte di emozioni negative, dolorose, rabbiose o addirittura di paura.

Allora, smettendo di rimuginarci sopra senza alcun effetto positivo, puoi fare quattro mosse per “accettare l’inaccettabile”:

  1. Chiediti cosa è inaccettabile per te in questa specifica situazione e perché è inaccettabile. Cosa significa per te inaccettabile nella specifica circostanza. È ingiusto? È sleale? È disonesto? È distante da ogni buon senso? È molto lontano da ciò che ti aspettavi ragionevolmente?
  2. Osserva senza giudicare. Guarda la situazione per quella che è, non per quella che avrebbe dovuto essere o avresti preferito che fosse. È così. Smetti di confrontarla con un’altra da te desiderata, ma di fatto non esistente.
  3. Verifica se puoi, intanto, trovare una strada per avvicinare il più possibile la situazione a ciò che desideri, l’inaccettabile a qualcosa che puoi anche accettare. Avvicinare ciò che è inizialmente frustrante a qualcosa che può essere almeno parzialmente soddisfacente. Trovare comunque qualche modalità o strategie per ottenere ciò che fino a questo momento non hai ottenuto, almeno per raggiungere qualche risultato.
  4. Sii consapevole comunque dei tuoi valori, di cosa è importante per te nella tua vita. E attivati di conseguenza con impegno disciplinato e azioni concrete. Puoi continuare a costruire la vita che vuoi basata sugli ideali che hai nonostante tu abbia incontrato e probabilmente incontrerai ancora situazioni, eventi, esperienze e persone che sono “inaccettabili” e pure “devi saper accettare”. Uno di questi valori potrebbe a questo punto riguardare proprio la tua resilienza o capacità di affrontare la frustrazione, la delusione, l’impotenza e i traumi e nonostante tutto uscirne integri, fisicamente ed emotivamente. Provati ed acciaccati, ma non distrutti.