La scelta più intelligente che hai fatto

Ogni scelta ha un prezzo da pagare. Qualsiasi scelta andrai a fare, a qualcos’altro dovrai rinunciare. È una lezione di vita importante: non siamo onnipotenti. Abbiamo un certo grado di potere e di potenza che possiamo sviluppare a amplificare per realizzare la vita che vogliamo, al tempo stesso abbiamo una quota di limiti che ci dicono che non tutto possiamo ottenere, molto sì, ma non tutto.

Una parte importante dello scarto tra desiderio e realtà è il prezzo da pagare.

Che prezzo pagheresti se dicessi finalmente al tuo collega quello che vorresti dirgli da mesi? Che prezzo stai pagando nel non dirglielo? Che prezzo pagheresti se decidessi finalmente di lasciare il tuo lavoro insoddisfacente? Che prezzo stai pagando continuando a fare questo lavoro? Che prezzo pagheresti se finalmente vuotassi il sacco? Che prezzo stai pagando portando quel sacco pesante?

Gli esempi sono pressoché infiniti nella vita di ciascuno di noi, il senso è sempre quello di una scelta che ci porta in una direzione e non in un’altra con i relativi prezzi da pagare. E questo del resto ci riporta ad un discorso altrettanto fondamentale legato alle nostre scelte di vita (inconsapevoli), in particolare alle nostre “decisioni precoci” sul modo migliore di stare al mondo. Ad un certo punto della nostra vita, nei primi sei anni di vita come arco temporale fondamentale, abbiamo preso (inconsapevolmente) la decisione sul modo migliore di stare al mondo facendoci guidare dalle nostre parti intuitive, creative e intelligenti su quale potesse essere la scelta migliore per soddisfare i nostri bisogni di amore e stima, per ottenere l’affetto e la vicinanza delle persone per noi importanti e per ottenere la loro approvazione.

Che prezzo hai pagato in quella scelta precoce?

Che prezzo continui a pagare rinnovandola a più riprese fino a farla diventare il tuo copione esistenziale, le tue regole-base di condotta?

Come puoi scegliere diversamente?

Quale altro prezzo sei disposto a pagare?

Consulenza psicologica

La consulenza psicologica è l’attività attraverso cui lo psicologo utilizza le sue competenze per fornire alla persona un servizio di:

  • ascolto di disagi e problemi, bisogni e desideri
  • sostegno rispetto alle difficoltà
  • orientamento rispetto a scelte, decisioni, progetti.

La consulenza psicologica può essere chiesta da singoli individui e anche da coppie, famiglie, gruppi e organizzazioni.

Può essere chiesta per i più svariati motivi:

  • Confusione e stress nella vita attuale: problemi sul posto di lavoro, nella coppia, in famiglia;
  • Difficoltà nelle relazioni interpersonali: conflitti, solitudine, difficoltà a comunicare, ecc.;
  • Disagi psicologici specifici: ansia, fobie, attacchi di panico; depressione, dipendenze; stress acuti e cronici; problemi di autostima; problemi nella sfera sessualità; ecc.;
  • Blocco e disagio nel fare scelte importanti: lavoro, relazioni, progetti, ecc.;
  • Da una famiglia che attraversa un particolare momento di tensione, smarrimento e incapacità di affrontare i problemi e la fase di sviluppo del sistema o di uno o più componenti (lutti, separazioni, malattie, perdita del lavoro, pensionamento, difficoltà economiche, matrimoni, gravidanze, nascita di un figlio, figli adolescenti, trasferimenti di abitazione o di città, ecc.)
  • Dai genitori che sono confusi rispetto alla fase evolutiva del proprio figlio o che hanno difficoltà a svolgere in maniera serena ed efficace la loro funzione genitoriale
  • Da gruppi di lavoro per affrontare particolari stalli comunicativi ed operativi o per incrementare l’efficacia produttiva e il clima emotivo
  • Da intere organizzazioni e aziende per affrontare momenti di crisi e sviluppare l’attività
  • In ambito giuridico, in cause civili e penali: separazione dei coniugi e affidamento dei figli; valutazione della capacità di intendere e di volere; valutazione del danno psichico; abuso sui minori; minori autori di reato; mobbing; stalking, ecc..
  • Per valutazioni psicodiagnostiche in ambito clinico e giuridico

Solitamente sono i singoli che vengono a chiedere un aiuto attraverso uno o più colloqui psicologici.

La consulenza può prevedere uno o pochi colloqui o anche diversi colloqui dispiegati nel tempo. Ciò dipende dalla richiesta fatta, dal bisogno o problema, dagli obiettivi individuati e da altre variabili diverse da caso a caso. In genere, comunque, la consulenza ha una durata breve e limitata nel tempo con obiettivi focalizzati su questioni specifiche.

Gli obiettivi della consulenza sono:

  • aiutare la persona nella comprensione della situazione che sta vivendo, in particolare aiutandola ad elaborare pensieri, emozioni e sofferenza legata allo scarto tra la situazione attuale e quella desiderata
  • orientare e motivare la persona nello sviluppo e nella valorizzazione delle risorse e delle capacità, individuali e della rete sociale affettiva, quelle già possedute ma ignorate, quelle potenziali e attivabili, quelle da cercare e sviluppare
  • fornire alla persona strumenti psicologici concreti per affrontare la situazione
  • aiutare la persona a sviluppare atteggiamenti, abilità e strategie efficaci per fronteggiare lo stress e gestire al meglio il tempo
  • favorire nella persona la consapevolezza di sé e la capacità di assumersi la responsabilità delle proprie scelte
  • sostenere emotivamente la persona nel superare il momento difficile legato a problemi, disagi, crisi
  • orientare la persona rispetto alla richiesta e suggerire il tipo di percorso più adatto alla sua situazione: sostegno psicologico, terapia breve, terapia a lungo termine, orientamento motivazionale, ecc..

 

La consulenza psicologica favorisce nella persona:

  1. l’acquisizione di una nuova comprensione della sua situazione e di nuovi punti di vista con cui affrontare la vita quotidiana e le scelte importanti
  2. l’acquisizione di strumenti psicologici per confrontarsi concretamente ed efficacemente con la realtà di tutti i giorni, sia dove incontra problemi sia dove vuole sviluppare benessere.

Quando ti accorgi che stai cambiando …

Quando fai un lavoro su te stesso, dentro te stesso, percorri diverse strade, tra loro comunicanti, diversi sentieri evolutivi, a seconda della fase del cammino che stai vivendo.

  • Dalla disperazione alla speranza: da “sono impotente” a “posso farcela”. In questo passaggio percepisci possibilità dove prima ti sentivi bloccato da limiti e paure, come quando dopo tanti anni riesci finalmente ad esprimere direttamente la tua rabbia in modo assertivo, rispettoso di te e dell’altro, chiaro ed efficace al tempo stesso
  • Dalla speranza all’azione: da “posso farcela” a “come posso farcela e cosa devo fare”. In questo momento riesci a mettere in pratica veramente qualcosa di nuovo, come ad esempio, quando fare attività fisica non lo vivi più come uno stress o fumare non è più un desiderio che ti costringe da dentro.
  • Dal mal-essere al ben-essere: da “sto male al mondo, con me stesso e con gli altri” a “sono felice e vado bene così come sono, sto bene con gli altri e anche con me stesso, cerco compagnia e condivisione affettiva e anche solitudine e intimità con me stesso”. In questo passaggio evolutivo smetti di voler cambiare gli altri e il mondo e focalizzi le tue energie su come trasformare te stesso.
  • Dal ben-essere al miglior-essere: da “sono OK e anche tu sei OK” a “voglio crescere ed espandermi, verso una creazione di me stesso in progress… e insieme a te… nel reciproco sostegno e nel contributo individuale di ciascuno di noi allo sviluppo collettivo”. È il livello più spirituale del cambiamento in cui percepisci la connessione compassionevole con l’umanità intera, con l’Universo inesplorato, con qualcosa di misterioso, più grande di te eppure dentro di te.

FINALITÀ DELLA RELAZIONE D’AIUTO

Il “lavoro psicologico” che la persona svolge in un percorso di aiuto (consulenza, psicoterapia, ecc.) può essere orientato maggiormente alla cura o alla meta:

  • cambiamento di comportamenti e pensieri disfunzionali e “riparazione”di ferite ed esperienze dolorose
  • generazione di alternative potenzianti sia di pensiero (convinzioni, credenze, pensieri automatici, ecc.) sia e soprattutto nelle modalità di agire con nuove azioni e  abitudini produttive.

Sono diversi i livelli su cui si può intervenire per aiutare la persona:

  • ridurre comportamenti disfunzionali e sintomatici
  • acquisire comportamenti funzionali e sani e apprendere nuove abilità
  • riconoscere, contenere, dare senso e trasformare le emozioni dolorose
  • riconoscere e curare ferite antiche legate ad angosce profonde
  • far emergere, esprimere e dare senso ad emozioni positive, sane e creative
  • riorganizzare pensieri disfunzionali
  • generare pensieri potenzianti
  • migliorare la qualità delle relazioni: famiglia, coppia, lavoro, amicizia, ecc.
  • aumentare la soddisfazione e la qualità nelle diverse aree di vita
  • migliorare il rapporto con la realtà e il tempo
  • potenziare l’autonomia di giudizio e la capacità di decidere con efficacia ed efficienza
  • sviluppare una più chiara consapevolezza dell’identità individuale e dei legami di appartenenza
  • ri-narrare, ri-scrivere la storia della propria vita, del proprio “modo di essere”, del proprio “destino”
  • potenziare la motivazione nella direzione del proprio sogno di vita
  • pianificare concretamente i passaggi dal sogno all’azione e all’autorealizzazione
  • affrontare la “paura di vivere” e il “rapporto con la morte”

Ciascuno di questi livelli può essere più o meno rilevante per le diverse persone a seconda del quadro attuale della propria situazione. Diverse persone presentano differenti condizioni di sofferenza o di criticità o di mancanza o un differente desiderio di miglioramento:

  • Psicopatologia lieve
  • Psicopatologia grave
  • Disagio relazionale e affettivo
  • Sofferenza “esistenziale”
  • Comportamento disfunzionale
  • Incapacità di gestire lo stress in modo adattivo
  • Desiderio di potenziare le risorse e aumentare la motivazione verso obiettivi di qualità della vita
  • Desiderio di evoluzione e crescita personale e spirituale