Cosa è successo!?

Cosa è successo per sentirti arrabbiato? Cosa è successo per sentirti triste? Cosa è successo per sentirti spaventato? Cosa è successo per sentirti in colpa? Cosa è successo per farti vergognare?
Prova a dare qualche risposta ricordando a quando hai provato queste emozioni… Solo dopo aver dato qualche risposta (almeno una) continua a leggere…
E chiediti: cosa è successo ‘nella mia mente’ per sentirmi arrabbiato… Triste… Spaventato… In colpa… Vergognato?
Cosa sta succedendo ora ‘nella tua mente’, ora che stai riflettendo su quello che hai appena letto?
Credo (nella mia mente) che tu abbia compreso il senso della massima di Epitteto: non sono le cose, ma i nostri pensieri sulle cose a determinare cosa proviamo e cosa facciamo… Quindi i significati che noi attribuiamo ad eventi, situazioni e comportamenti degli altri influenzano potentemente come noi viviamo le relazioni interpersonali.
Inizia a giocare con questi pensieri…
Ripercorri certe situazioni, recenti o remote, felici o infelici, e rintraccia i significati… Cosa è successo nella realtà… Cosa è successo nella tua realtà mentale: pensieri, immagini, ipotesi, interpretazioni, valutazioni, giudizi, assunzioni, previsioni, credenze, convinzioni…
Può essere il gioco più serio e illuminante che tu abbia mai giocato e per questo certamente molto divertente per come ti può aiutare ad uscire dalle emozioni di sofferenza ed accedere ad altri stati emotivi più positivi e rilassanti.
Ovviamente se giochi ti diverti… Altrimenti la mente si prenderà gioco di te… Buon divertimento

Sofferenza e serenità

A cosa è dovuta la differenza tra sofferenza e serenità?
La preghiera della serenità suggerisce una distinzione importante tra ciò che puoi controllare e su cui ti puoi impegnare e ciò che non puoi controllare e rispetto al quale è meglio non spendere troppe energie.
Io ti suggerisco altre distinzioni importanti.

Distingui un’esperienza deludente e frustrante da un’esperienza catastrofica. Esempio: oggi è stata una giornata storta, lei ti ha lasciato, ma non significa che la tua intera vita è da buttare. Io ti ho fatto un esempio, tu ne trovi altri nella tua vita?

Distingui la spiacevolezza di un’esperienza dall’insopportabilità dell’esperienza. Esempio: il capo mi ha fatto una critica sul mio ultimo lavoro, è stata dura, ma lo posso sopportare e andare avanti con fiducia. Io ti ho fatto un esempio, tu ne trovi altri nella tua vita?

Distingui ciò che preferisci da ciò che deve essere necessariamente e assolutamente in un certo modo. Esempio: mi piacerebbe che alla festa venissero tutti gli invitati, ma se mancherà qualcuno potrò comunque divertirmi. Io ti ho fatto un esempio, tu ne trovi altri nella tua vita?

Distingui ciò che è una singola esperienza negativa da te vissuta dal considerarti per questo una persona negativa o con un destino/futuro negativo. Esempio: sono stato bocciato all’esame, ma posso impegnarmi meglio per la prossima volta, posso e voglio con tutte le mie forze laurearmi, lo merito ed è per me possibile. Io ti ho fatto un esempio, tu ne trovi altri nella tua vita?

Io credo che, anche partendo da situazioni frustranti, deludenti, dolorose, spiacevoli, gran parte della nostra serenità la possiamo scegliere e costruire… E tu?

Ciò che dovrebbe e ciò che vorresti

Chiediti cosa DOVREBBE ESSERE PRESENTE nella tua vita per essere felice e sereno. E datti almeno tre risposte…
Chiediti cosa DOVREBBE ESSERE PRESENTE nella tua vita per sentirti realizzato e con una buona stima di te. E datti almeno tre risposte…
Ora confronta ciò che dovrebbe essere e CIÒ CHE È… Come ti senti? Cosa provi? Cosa pensi?
Cosa dovrebbe essere presente non è altro che un modo per dire IO HO BISOGNO DI… per essere felice, sereno, realizzato e con una buona autostima.
Rispetto a questo bisogno, individua cosa è REALISTICO e cosa è magico. Sulla realtà puoi lavorarci, per il resto devi aspettare il mago…
Ma anche rispetto al tuo ‘bisogno realistico’, chiediti se è una necessità assoluta o solamente una preferenza… DOVREBBE o VORRESTI?
“CIÒ CHE DOVREBBE” ti rende schiavo delle tue pretese, ti costringe ad essere soddisfatto se e solamente se si realizza ciò che dovrebbe essere. Che sia una pretesa verso te stesso, verso gli altri o verso il mondo. La pretesa ti dà solo una possibilità…
“CIÒ CHE VORRESTI” esprime invece un ventaglio di possibilità. Vorresti è qualcosa che preferisci, non qualcosa di necessario; e qualcosa che desideri, sarebbe meglio ci fosse, ma puoi mettere in conto anche altro…
Se sei schiavo di ciò che DOVREBBE ASSOLUTAMENTE E NECESSARIAMENTE ESSERE, quando le cose non vanno proprio come dovrebbero, sei assalito da rabbia e dolore estremi, accompagnati da feroci critiche e autocritiche, verso chi (gli altri, il mondo, te stesso) NON È ESATTAMENTE E PERFETTAMENTE CORRISPONDENTE ALLE TUE PRETESE.
Se riesci ad accettare, con compassione a autocompassione, che NON SEMPRE LA VITA, LE COSE, LE PERSONE, TE STESSO, VANNO COME VORRESTI, allora puoi trovare molteplici altre strade per essere felice, sereno, realizzato e a posto con te stesso. Consapevole che ce l’hai messa tutta, che hai fatto il meglio che potevi, e che ancora ti puoi impegnare a fare di meglio, a crescere, ma senza l’assedio della pretesa assoluta.

Necessariamente e assolutamente

Perché dovresti essere necessariamente e assolutamente promosso e, invece, essere bocciato sarebbe una orribile, insopportabile catastrofe che dimostrerebbe che sei una persona priva di valore e destinata ad una vita insignificante?

Perché ti dovrebbe dire necessariamente e assolutamente sì e, invece, se lei/lui ti dicesse no sarebbe un orribile, insopportabile rifiuto catastrofico che dimostrerebbe che non sei una persona interessante e che certamente ciò sarà per te l’inizio della solitudine perenne?

Perché il tuo capo dovrebbe necessariamente e assolutamente accettare la tua richiesta (aumento, trasferimento, ricollocazione, ecc.) e, invece, se non l’accettasse, sarebbe per te un’orribile, catastrofica, insopportabile onta vergognosa che dimostrerebbe il tuo scarso valore e la fine di ogni possibilità di carriera?

Perché il tuo amico avrebbe necessariamente e assolutamente dovuto invitarti alla festa e, invece, non avendoti invitato, ti ha messo in un’orribile, insopportabile, catastrofica situazione di esclusione e derisione da parte degli altri fino al punto che credi che da ora in poi sarai lo zimbello di tutta la compagnia (ammesso che non ti escludano)?

Perché un’esperienza per te frustrante e deludente, assolutamente diversa da come avresti voluto fosse e avrebbe dovuto essere, è per te una orribile, insopportabile catastrofe che sta a significare quanto di più negativo per te come persona (brutta, sporca, cattiva, sfortunata, indegna, non amabile) fino al punto di considerarla l’inizio di una serie di pesanti dolori e guai infiniti?

Perché ciò che è solo l’inizio è per te l’inizio della fine?

Insomma 4 domande sono fondamentali e, soprattutto, le risposte che dai a te stesso possono indirizzarti verso la sofferenza o la serenità:

  1. Perché e cosa SAREBBE DOVUTO assolutamente succedere di diverso da ciò che è accaduto?
  2. Perché e cosa rende INSOPPORTABILE ciò che ti è accaduto?
  3. Perché e cosa rende CATASTROFICO ciò che ti è accaduto?
  4. Cosa significa per te, per la PERSONA CHE SEI, ciò che è accaduto? 

Nota le risposte che solitamente dai a queste domande, che anche tu, in un modo o nell’altro ti sarai trovato a farti… E nota l’effetto che hanno sul tuo umore, sui tuoi stati d’animo, sui tuoi comportamenti…

Prova a dare risposte più utili per te, per raggiungere veramente i tuoi scopi di vita, e verifica cosa ottieni…

MUSTURBATIONS

La nostra mente è un albero pieno di nidi. La nostra mente è piena di dovrei, dovresti, dovrebbe, dovrebbero.
Il dover essere si annida dappertutto. Nei nostri pensieri, nelle nostre comunicazioni, nei rapporti interpersonali, nel nostro quotidiano vivere. Guidati da aspettative, più o meno consapevoli, su come dovrebbero andare le cose.
Guidati da pretese su come assolutamente e necessariamente … Io tu egli ella noi voi essi dovrebbero essere… (Dovevo proprio metterla questa). Lo psicoterapeuta americano Ellis le chiamava MUSTURBATIONS.
I nidi sono belli e sono anche utili, rendono l’albero canterino, gioioso, vitale. Possono però diventare nocivi, dannosi, se troppi e di natura pericolosa, feroce.
È importante essere guidati da ambizioni, autodisciplina, forza di volontà, dedizione allo sforzo, con un impegno concreto orientato dai nostri valori e scopi consapevoli.
È pericoloso quando il giusto e sano impegno diventa missione impossibile, perfezionismo tossico, necessità assoluta di raggiungere i propri obiettivi, oltre ogni altra considerazione, ad esempio di salute personale e di rispetto degli altri.
Dove sta la felicità? Probabilmente, per non dire certamente, non sta nella ‘onnipotente ricerca di perfezione’.
Dove sta la felicità? Ognuno ha la sua idea, ognuno la sua strada. Tra ciò che “dovrebbe essere” e ciò che “posso accettare che non sia proprio così”.