37. Estate meravigliosa. Il tuo nemico

“Ti sei svegliato prima dell’alba ma il tuo nemico non l’hai trovato. Quando il sole era basso hai attraversato tutta la pianura ma il tuo nemico non l’hai trovato. Mentre il sole era alto nel cielo hai cercato tra le piante di tutta la foresta ma il tuo nemico non l’hai trovato. Il sole era rosso nel cielo mentre tu cercavi sulla sommità di tutte le colline ma il tuo nemico non l’hai trovato. Ora sei stanco e ti riposi sulla riva di un ruscello, guardi nell’acqua ed ecco il tuo nemico, l’hai trovato”.
Breve storiella zen e anche storiella sulle miserie.
Per quanto la tua vita possa averti presentato difficoltà, fatiche, imprevisti, sfortune e ingiustizie, la più grande miseria è dentro di te, nel momento in cui non ti poni nel giusto modo per affrontare ciò che dall’esterno non hai potuto scegliere né controllare.
Il tuo nemico può diventare il tuo alleato quando diventi consapevole dei tuoi pensieri e comportamenti che generano la tua miseria, le tue emozioni dolorose, le tue relazioni deludenti, le tue giornate stressanti, i tuoi bisogni frustrati e ti predisponi a modificare ciò che è in tuo potere per raggiungere la meraviglia. A cominciare dall’aspettativa che sarebbe dovuta andare diversamente… E dall’aspettativa che avrebbe dovuto essere facile o dovrebbe essere facile ora.

Tante altre storie per la tua consapevolezza e crescita puoi trovarle in ‘Alice nel paese delle miserie’. Lo puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

36. Estate meravigliosa. Il segreto

Oggi, per la tua vita meravigliosa, ti presento una storia presa dal libro ‘Una vita degna di essere vissuta’, di Marsha Linehan.
Un uomo aveva comprato una nuova casa e progettato di creare un bellissimo giardino; aveva lavorato sodo e fatto tutto quello che i libri di consigliano di fare, ma i denti di leone continuavano a spuntare sul suo prato.
La prima volta che li aveva visti aveva pensato che per eliminarli sarebbe stato sufficiente strapparli, ma non era andata così. Allora aveva usato il diserbante e per un po’ aveva funzionato. Ma poi i denti di leone erano tornati. Aveva ricominciato da capo e questa volta li aveva strappati e aveva anche sparso il diserbante per ucciderli. Finalmente erano spariti o così pensava…
L’estate successiva i denti di leone erano spuntati di nuovo. Allora l’uomo decise che il problema fosse il tipo di semente che aveva usato per il prato, così spese un sacco di soldi e fece impiantare un nuovo tappeto erboso: funzionò, i denti di leone erano spariti, l’uomo fu molto felice. Aveva cominciato a rilassarsi nel suo bel giardino quando le pianticelle spuntarono da capo; un amico gli disse che la fonte delle erbe infestanti sono gli altri giardini, così l’uomo andò da tutti i suoi vicini e li convinse ad estirpare tutti i loro denti di leone; lo fecero ma senza successo:  i denti di leone tornarono come prima.
Il terzo anno l’uomo era esasperato; dopo aver cercato soluzioni, consultando esperti locali e altri libri di giardinaggio, decise di scrivere al dipartimento dell’Agricoltura per un consiglio; sicuramente lo avrebbero aiutato. Diversi mesi dopo arrivò una busta dall’aspetto ufficiale, l’uomo era molto eccitato, finalmente un aiuto. Strappò la busta e lesse la lettera: “caro signore abbiamo considerato il suo problema e consultato tutti i nostri esperti; dopo un’attenta riflessione, pensiamo di poterle dare un ottimo consiglio: impari ad amare quei denti di leone!”
La morale è sempre quella: rifletti e agisci, agisci e rifletti finché puoi e come devi per CAMBIARE il cambiabile in direzione dei tuoi obiettivi e impara anche ad ACCETTARE (quando ci riesci, addirittura ad amare!?) ciò che non è in tuo potere modificare. Si chiama segreto della serenità…
Trovi diverse versioni quotidiane di questa ‘storia’ anche in ‘Alice nel paese delle miserie’, libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

35. Estate meravigliosa. La pace interiore

Un uomo perse il suo anello più prezioso, cercò ovunque per ritrovarlo, ma nonostante la sua fatica non ci riusciva. Si sedette su una pietra, disperato, cercando inutilmente di sopprimere la sua disperazione. Come al solito, il suo cane gli si avvicinò cercando le carezze del padrone. Il vicino di casa lo salutò come ogni sera. Gli amici gli fecero vedere i pesci che avevano pescato e gliene regalarono alcuni. La moglie e i figli lo accolsero con affetto al suo arrivo a casa, esattamente come accadeva sempre. La giornata si concluse nella pace familiare. Purtroppo il tormento per la perdita dell’anello perseguitava ancora l’uomo il quale però penso: “nessuno si è accorto che ho perso l’anello, tutti si sono comportati con me come sempre, perché proprio io devo comportarmi in modo diverso con me stesso?” Fu così che si addormentò sereno.
Ecco allora oggi ti suggerisco:
SMETTI DI RIMUGINARE E RUMINARE ALL’INFINITO, SMETTI DI TORMENTARTI PER CIÒ CHE NON C’È PIÙ, PER CIÒ CHE NON È, PER CIÒ CHE NON È MAI STATO. PER CIÒ CHE NON SEI…
Impara a riconoscere ed apprezzare le ricchezze che appartengono alla tua vita…
Impara ad essere grato perché è così che diventi veramente ricco delle cose importanti che profondamente danno valore alla tua vita…
Impara ad assaporare le meraviglie che già sono per te disponibili o che puoi conquistare nonostante le miserie che pure si rendono presenti…
Va’ in libreria, anche on line e ordina ‘Alice nel paese delle miserie’ … Per la tua pace e serenità…

34. Estate meravigliosa. Io (non) piango

“Io nun piango pe’ quarcuno che more,
Non l’ho fatto manco pe ‘n genitore
Che morenno m’ha ‘nsegnato a pensare,
Non lo faccio per un altro che more.
Io nun piango quanno scoppia ‘na guera,
Er coraggio de’ l’eroi stesi in tera,
Io lo premio co’ du’ fiori de serra,
Ma nun piango quanno scoppia ‘na guera.
Io piango, quanno casco nello sguardo
De’ ‘n cane vagabondo perché,
Ce somijamo in modo assurdo,
Semo due soli al monno.
Me perdo, in quell’occhi senza nome
Che cercano padrone,
In quella faccia de malinconia,
Che chiede compagnia.
Io nun piango quanno ‘n omo s’ammazza,
Il suo sangue nun me fa tenerezza,
Manco se allagasse tutta ‘na piazza,
Io non piango quanno ‘n omo s’ammazza.
Ma piango, io piango sulle nostre vite,
Due vite violentate.
A noi, risposte mai ne abbiamo date,
Ecco perché la sete…
Io piango, su tutto er tempo che ce resta
E me ce sento male.
Domani, se non sbajo è la tua festa;
La prima senza viole… la prima senza viole… la prima senza viole…”
Dalla poesia del Califfo, per la tua vita meravigliosa, oggi ti suggerisco:
DAI A TE STESSO IL PERMESSO DI PIANGERE…
PIANGI PER CIÒ CHE TI FA PIANGERE…
CERCA COSA TI FA PIANGERE… E LASCIATI ANDARE AD UN PIANTO LIBERATORIO…
Pianto di dolore e di paura, di rabbia e tristezza, di solitudine e angoscia, ma anche di gioia ed eccitazione, di amore e gratitudine. Insomma, pianto di emozioni…
Il pianto è il comportamento comunicativo fondamentale del neonato e del bambino. Ma ad un certo punto tutti, chi più chi meno, abbiamo imparato a non piangere, a ‘scegliere’ di non piangere seguendo regole e dettami provenienti dai grandi. Abbiamo bisogno di amore, accettazione e stima e per questo, tra le altre cose, abbiamo appreso la regola “non devi piangere”.
La crescita personale passa anche attraverso il superamento dei divieti imposti allora, ormai anacronistici, ma che continuiamo ad auto-imporci ora. Lo espongo in tanti esempi anche in ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.
Ah, Ah, Ah, dimenticavo: ogni tanto, anzi spesso, ogniqualvolta ne senti il bisogno o semplicemente lo desideri, lasciati anche andare a tante grasse, ricche e rigeneranti risate… Ah, Ah, Ah… Ah, Ah, Ah… Ah, Ah, Ah… … … Uuuuuuuuu….

27. Estate meravigliosa. Il valore del tempo

Per scoprire il valore di un anno, chiedi a uno studente che è stato bocciato all’esame finale…
Per scoprire il valore di un mese, chiedi a una madre che ha messo al mondo un bambino troppo presto…
Per scoprire il valore di una settimana, chiedi all’editore di una rivista settimanale…
Per scoprire il valore di un’ora, chiedi agli innamorati che stanno aspettando di vedersi…

Per scoprire il valore di un minuto, chiedi a qualcuno che ha appena perso il treno…
Per scoprire il valore di un secondo, chiedi a qualcuno che è sopravvissuto a un incidente…
Per scoprire il valore di un centesimo di secondo chiedi ad un atleta che alle Olimpiadi ha vinto la medaglia d’argento…
Per la tua vita meravigliosa, DIVENTA CONSAPEVOLE DI COME USI IL TEMPO.
Diventa padrone del tuo tempo.
Diventa consapevole di come usi il tempo per soddisfare i tuoi bisogni. E di come disperdi il tempo per stare dietro ai bisogni degli altri, senza ricavarne un reale nutrimento della relazione e del benessere reciproco.
Inizia a notare come usi il tuo tempo per curare alcuni aspetti della tua vita… E per trascurarne altri…

Consapevole che QUELLO CHE FAI È QUELLO CHE SCEGLI E QUELLO CHE SCEGLI È QUELLO CHE VUOI, inizia ora ad agire in base a questa consapevolezza…
E se vuoi un ultimo consiglio per il buon uso del tuo tempo… Inizia a leggere ‘Alice nel paese delle miserie’: puoi ordinarlo direttamente in libreria oppure on line…

26. Estate meravigliosa. Il dono

Buddha sembrava del tutto indifferente agli insulti di un tale che era andato a fargli visita. Quando più tardi i discepoli gli domandarono qual era il segreto della sua serenità, egli rispose: “provate a immaginare che cosa accadrebbe se qualcuno lasciasse un dono ai vostri piedi e voi non lo raccoglieste oppure se vi inviassero una lettera e voi decideste di non aprirla. Il suo contenuto non avrebbe alcun effetto su di voi, non è vero? Comportatevi allo stesso modo tutte le volte che venite insultati e non perderete la vostra serenità”.
Non sempre è facile, anzi quasi mai, ma tu puoi sempre imparare a governare il modo in cui affronti insulti e giudizi, la rabbia degli altri e la loro frustrazione. Tu puoi sempre imparare a scegliere come comportarti: quando accogliere e quando essere indifferente. E questo è uno dei segreti della meraviglia…
Come lo è anche leggere ‘Alice nel paese delle miserie’; puoi ordinarlo direttamente in libreria oppure on line…

Ti racconto una storia

Ti racconto una storia…
Anzi raccontala tu…
Immagina di raccontare una storia ad una persona… Immagina di raccontare la storia della tua vita… Ovviamente sarebbe un racconto diverso a seconda del grado di confidenza con la persona a cui la racconti… Ma potrebbe contenere comunque certi elementi che potresti raccontare a tutti, magari con un grado di intimità e di espressione un po’ diverso…
Potresti immaginare di raccontare anche questa storia ad un diario… Intimo, personalissimo… O magari farne un racconto per un libro da pubblicare…
Immagina dunque di raccontare la storia della tua vita… Io ti dò qualche indicazione… Prima fra tutte, esprimiti in prima persona: io…

Io quando ero piccolo ho incontrato … … …
Io quando ero piccolo ho vissuto… … …
Io quando ero piccolo ho imparato… … …
Io quando ero piccolo ho capito … … …
Io quando ero piccolo ho deciso … … …

Poi sono cresciuto e ho incontrato… … …
Poi sono cresciuto e ho vissuto… … …
Poi sono cresciuto e ho imparato… … …
Poi sono cresciuto e ho capito … … …
Poi sono cresciuto e ho deciso … …

Adesso che sono grande incontro… … …
Adesso che sono grande vivo… … …
Adesso che sono grande imparo … … …
Adesso che sono grande capisco … … …
Adesso che sono grande decido … … …

La nostra vita, ora come allora, è fatta di persone ed eventi che abbiamo incontrato… Di emozioni che abbiamo vissuto… Di esperienze che ci hanno fatto crescere, imparare e capire… E che ci hanno aiutato a decidere… Piccole decisioni… Grandi decisioni… Alcune consapevoli… La maggior parte inconsapevoli… Decisioni per vivere… Per sopravvivere… Per sentirci amati e apprezzati… Per cercare la felicità… Per dare forma alla nostra felicità…
Ciascuno di noi ha dovuto impegnarsi in questo compito, con alterne fortune e risorse, personali e interpersonali… Ce l’abbiamo dovuta fare e ce l’abbiamo fatta, fino ad oggi, con dolori, ferite, cicatrici e anche con orgoglio, gioia, entusiasmo rinnovato, giorno per giorno…
È da oggi in poi possiamo sempre ri-decidere… Non è facile, ma è quello che ci è dato…

Alice nel paese delle miserie. Il libro

Oggi proprio oggi è il giorno giusto per iniziare a trasformare le tue miserie nelle tue meraviglie.
Questo potrebbe essere un mantra da leggere ogni giorno, più volte al giorno, anche oggi, proprio oggi, primo giorno del resto della tua vita.
Ti invito a farne una scelta di vita. Impegnarti a creare la tua vita meravigliosa. Una vita certamente non perfetta, non esiste!!!
Anzi no, esiste. La vita è perfetta quando accetti che non esiste la vita perfetta.
Ti invito a rintracciare le tue miserie. I tuoi modi di funzionare, con te stesso e nelle relazioni, modi che ti procurano stress. I tuoi modi di pensare e di agire che generano la tua sofferenza. La tua corazza caratteriale costruita negli anni, che a volte sembra una corazzata inaffondabile, a volte è piena di falle che la portano a picco.
Ti invito a cercare quello che c’è ma non si vede, non sempre almeno, non immediatamente, eppure è lì, nel tuo modo di essere, che condiziona ciò che fai e ciò che succede nella tua esperienza di vita.
Ti invito, nonostante la paura, ad affidarti al tuo coraggio di farti guidare dai tuoi desideri.
Ti invito, nonostante tanti limiti e l’impotenza, ad impegnarti per la creazione di una vita basata su ciò che per te è importante, su ciò che ha per te valore, per rendere la tua vita degna di essere vissuta.
Ti invito a contattare la tua capacità di meravigliarti, sempre e comunque. A cercare la speranza anche nella disperazione, a creare un senso anche se a volte un senso non sembra esistere.
Ovviamente ti invito a leggere il mio libro ‘Alice nel paese delle miserie’ e ti ringrazio in anticipo per come vorrai condividerlo, per farne pratica concreta di consapevolezza e responsabilità, individuale e nei rapporti interpersonali. 🙏🍀

Una semplice domanda

La domanda che qualcuno chiama irrispettosa viene semplicemente da una mente curiosa.
La domanda che non dobbiamo fare è avida di sapere, semplicemente d’amore e di cura, ma nel tempo ci hanno insegnato a vestirla di paura.
Scura scura scura la domanda fa paura.

Ho chiesto a mia madre dimmi chi sono
Le ho chiesto ancora dimmi chi sei
Mi ha detto non so ancora chi sono, ma tu sei il più prezioso tra i tesori miei.
Scura scura scura la domanda fa paura.

Ho chiesto a mio padre dimmi chi sei
Gli ho chiesto con cura dimmi chi sono
Nessuna risposta, nemmeno un accenno
Tu sei chi sei ed io ti perdono
Scura scura scura la domanda fa paura.

Ho chiesto a mia moglie, anzi no a mio marito, ma non ho ancora capito di fuori che è uscito.
Scura scura scura la domanda fa paura.

Chiederò ai miei figli, quando avrò il coraggio, per sapere da loro il segreto del saggio.
Scura scura scura la domanda fa paura.

Ho chiesto ai fratelli con cui ho vissuto e che tanto mi hanno insegnato, ho chiesto agli amici da cui tanto ho imparato. Una domanda è pur sempre qualcosa di giusto, non sempre purtroppo ne assaporiamo il gusto…
Scura scura scura la domanda fa paura.

Ho chiesto all’amore e pure all’odio, all’odio e all’amore, tante risposte, un po’ di piacere… e tanto dolore.
Scura scura scura la domanda fa paura.

Ho chiesto alla vita, come funziona?
Ho chiesto alla morte, mistero risuona!
Ho chiesto al passato, per fare chiarezza?
Ho chiesto al futuro, sperando bellezza!
Scura scura scura la domanda fa paura.

Ho chiesto a me stesso. E cosa ho trovato?
Scura scura scura la domanda fa paura.

Due persone…

È giorno. Esterno giorno. Giorno eterno. Come tutti gli altri… Quando… Due persone… Un tramonto. Tramonto giorno. Attesa della notte… Notte di festa. Notte di tempesta.

Spettacolo puro. Puro godimento. Mi ricordo quel momento. E sentimento. Sentire da dentro che arriva la piena, di benzina. Il pieno di energia, di vita, di adrenalina.

Angoscia. Sgomento. Che sale… mentre scende… Il sole. Che tormento. Angoscia che invade. Il mio corpo che cade. Che crolla. Nessuna colla a tenere insieme i pezzi di questo allarme che suona. E risuona e rimbomba. Rimbombano echi di un passato che sempre mi accompagna. E sempre lo stesso tramonto, sempre la stessa montagna. Angoscia, la mia compagna.

È notte. Che calma. Che quiete. Mi sento una rete. Di nodi intrecciati. Che tengono saldi i miei ricordi felici. Che rendono pieno il mio presente sereno. Nessuno lo sa, nessuno è sicuro, ma io sento la speranza di un ricco futuro.

È notte. Profonda. Profonda è la ferita che segna la mia vita. È notte. Scura. La mia storia è piena di dolore, piena di paura. Impossibile alcuna avventura.

Mattino. Salendo, di colori scuri e poi chiari e sfumati. Istanti incantati. Sperando. È possibile un cammino. Se tu mi stai vicino…