Il gioco della vita. Esercizio

Pensa a tante scelte di vita che hai fatto. Più o meno importanti. In diversi ambiti e ruoli oltre che in diversi momenti della tua vita. Alcune chiaramente consapevoli e proprio volute, altre più inconsapevoli, forse meno chiare per te, per i dubbi e le incertezze con cui le hai portate avanti. Certamente di alcune sei proprio soddisfatto, anche orgoglioso, altre ti hanno lasciato l’amaro in bocca, rimorsi per ciò che hai fatto, rimpianti per ciò che non hai scelto.
Capita un po’ a tutti e dobbiamo anche saper dire “è andata così” (“l’ho fatta andare così”).
Meno scontata è la capacità di stare oggi in ciò che ti suscita questa ricognizione del tuo passato, molto antico o anche recentissimo. Cosa provi e cosa pensi guardando queste tue scelte?

Nota, quindi, alcuni tratti in comune che puoi rintracciare in queste scelte.
Sono sempre il solito…
Come sempre è andata che…
Ancora una volta mi sono ritrovato a …
La morale è sempre che…
Prova a completare queste frasi (o cerca le frasi che trovi più adatte a te, per trovare un senso ricorrente in tante delle tue scelte) e vedi cosa emerge alla tua consapevolezza…

Nota, quindi, un bisogno imperioso che ti ha sempre guidato. Più o meno consapevolmente. Qualcosa del tipo: “ho lottato tutta la vita per …”. Esempi: ho lottato tutta la vita per un bisogno di amore, di essere stimato, di sfida, di successo, di senso, di essere il primo, di essere diverso da mia madre; per superare mio padre, evitare di sentirmi inferiore, sentirmi vivo, cercare di essere perfetto, cercare mio padre, consolare mia madre, rendere felici i miei genitori, controllare le esplosioni rabbiose degli altri, prendermi cura degli altri, sentirmi al sicuro, nascondere i miei difetti, proteggere le persone a cui voglio bene, evitare figuracce, ecc..

Nota che vita positiva hai costruito intorno a questo bisogno, quale valore hai seminato e raccolto sulla base di questo imperativo interno che ha guidato molte tue azioni e scelte…

Nota quali sono stati (e/o sono tuttora) gli effetti negativi di questo stile di vita. Quali prezzi hai pagato. Quali rinunce e quali autolimitazioni ti sei imposto…

Chiediti, ancora, cosa potrebbe succedere “se smettessi di organizzare il mio comportamento sempre ed esclusivamente in relazione a questo mio bisogno”: cosa proveresti, come ti sentiresti, cosa penseresti, cosa faresti…

Individua cosa oggi può veramente dare senso, direzione, significato e valore alla tua vita…

Ed inizia ad agire in modo coerente a questo nuovo “valore” che vai cercando di vivere e creare…

Quando sbagli…

Quando sbagli, sbagli o sei un cretino? Questo è un bivio per la tua felicità…

Quando sei un cretino per quanto tempo te lo racconti? Questa è un’altra tappa del tuo percorso…

Quando ti dici che sei un cretino, a cosa ti serve? Terzo snodo verso una direzione o un’altra che puoi dare alla tua vita…

Quando ti dici che sei un cretino o altre parole simili che ci assomigliano e l’accompagnano, ricordati che appunto sono parole… Sono solo parole… Sono semplici voci nella tua testa… Sono semplici suoni che come arrivano se ne vanno… Che puoi ascoltare e lasciar passare… Che puoi mollare invece che trattenere ad inquinare la tua mente e soprattutto la tua vita… Il percorso di avvicinamento alla vita che vuoi, che per te è significativa, che per te ha valore… Questa è la via…
Questa è l’essenza della ACT, terapia basata sull’accettazione e sull’impegno…
ACCOGLI ciò che arriva: pensieri, giudizi, emozioni dolorose, immagini spaventose, impulsi negativi, sensazioni disturbanti… Accoglili, usali il giusto se ti aiutano a crescere … e lasciali andare…
CONNETTITI coi tuoi valori, con cosa per te è importante per essere la persona che vuoi essere, con cosa veramente può fare la differenza nella tua vita…
TRASFORMA i valori in impegno concreto attraverso azioni specifiche coerenti coi valori e orientate a realizzare una vita piena per come la intendi tu…
Ad esempio, anche se la vita ti presenta quote più o meno grandi di stress, frustrazione, delusione, rabbia, tristezza, preoccupazioni, sensi di colpa e altre emozioni dolorose, tu puoi sempre mantenere la tua rotta, puoi sempre continuare ad impegnarti ad essere la persona che per te è importante essere: un partner generoso e attento, un genitore affettuoso e presente, un amico fidato e simpatico, un figlio amorevole e rispettoso, un lavoratore diligente e affidabile, uno sportivo costante e appassionato e ogni altra persona o ruolo tu vuoi e puoi incarnare… Non ti resta a questo punto che impegnarti costantemente a tradurre questa consapevolezza e queste caratteristiche in comportamento, azioni concrete, modi di stare con gli altri…

Se ti ci metti e se ti ci togli …

Se ti ci metti, troverai sempre uno scarto tra come sono le cose e come vorresti che fossero, tra come si comportano gli altri e come si dovrebbero comportare, tra come ti senti e come ti vorresti sentire. A che ti serve metterti a scannerizzare la tua esperienza? Sei sicuro che ti serva?
Se proprio ti ci sei messo… Almeno non ci restare!!! A che ti serve ruminare? Per capire meglio? Per trovare soluzioni? Per agire più efficacemente? Sei sicuro che sono questi i risultati che ottieni dal tuo sostare nella ruminazione? Probabilmente quello che hai ottenuto è un aumento di emozioni negative (frustrazione, impotenza, irritazione, umore negativo), autosvalutazione (sono uno scemo, sono incapace, non ho risolto niente), delusione e rabbia verso gli altri… E, di fatto, gli stessi o addirittura più problemi di prima.
Quindi decidi. Sposta lo sguardo verso ciò che veramente può fare la differenza per te in termini di qualità della tua vita … Rifletti il giusto (non servono ore di rimuginio) e agisci di conseguenza…

Il rosso e il verde

  1. Tu non puoi cambiare la tua storia
  2. Tu non puoi cambiare la tua sensibilità
  3. Tu non puoi cambiare il tuo passato
  4. Tu non puoi cambiare il tuo carattere
  5. Tu non puoi tornare indietro nel tempo
  6. Tu non puoi cambiare gli altri
  7. Tu non puoi evitare completamente la sofferenza
  8. Tu non puoi sapere tutto
  9. Tu non puoi evitare di morire
  10. Tu non puoi avere tutto ed essere tutto

 

  1. Tu puoi rivisitare a tua storia per leggerla in modo nuovo, meno angosciante e più chiara, meno colpevolizzante e più serena, meno dolorosa e più libera.
  2. Tu puoi riconoscere a cosa sei sensibile e governare il modo in cui reagisci alle situazioni o persone che innescano la tua ferita emotiva dolorosa.
  3. Tu puoi liberarti dai condizionamenti del passato imparando progressivamente a liberarti di catene che ti portano a ripetere antichi drammi. La tua parte adulta, consapevole, capace, responsabile, autonoma può prendere per mano la tua parte bambina e prendersene cura.
  4. Tu puoi considerare il tuo carattere come una tua risorsa che ti ha permesso di sopravvivere e che ancora oggi è per te un punto di forza, imparando al contempo a smussare e gestire quegli aspetti del tuo modo di essere che oggi ti creano problemi personali e interpersonali
  5. Tu puoi scegliere cosa fare di rimorsi e rimpianti che appartengono ad un tempo che non ci sarà più, mentre ora puoi utilizzare in modo consapevole il tuo tempo riempendolo di attività ed esperienze veramente nutrienti e gratificanti rispetto ai tuoi bisogni e ai tuoi valori
  6. Tu puoi cambiare te stesso, puoi ad esempio smettere di ascoltare la voce e seguire ancora i dettami dei tuoi genitori che ti criticano, ti rimproverano, ti svalutano, ti colpevolizzano e puoi smettere di farli parlare ancora dentro di te attraverso il tuo giudice interiore. Puoi conoscerti sempre meglio e puoi sempre meglio sperimentare nuovi modi di essere, nuove possibilità di agire, nuovi modi di pensare, nuove prospettive sul mondo, su te, sugli altri, sull’universo e sulla fonte creatrice a cui credi
  7. Tu puoi scegliere di non alimentare la tua sofferenza mentre scegli di dedicarti a costruire la vita gioiosa che desideri
  8. Tu puoi utilizzare al meglio ciò che sai
  9. Tu puoi sempre impegnarti a creare la tua qualità di vita, a vivere autenticamente e in modo pieno invece che sopravvivere in attesa della morte
  10. Tu puoi ringraziare per ciò che hai e per chi sei

 

La persona che vuoi essere e quello che devi fare

In un periodo di imprevedibilità e preoccupazione è utile ancorarsi a delle certezze ed è utile farlo costantemente e in modo concreto. A questo fine, ti suggerisco una pratica costante che può fare la differenza in questo momento per farti mantenere la tua direzione nonostante il resto…

Definisci la persona che vuoi essere, utilizza aggettivi che descrivano caratteristiche personali negli ambiti e ruoli importanti della tua vita. Ad esempio: voglio essere un partner appassionato e stimolante, un genitore protettivo e affidabile, un lavoratore creativo e flessibile, un collega stimolante e simpatico, un figlio grato e rispettoso, un amico generoso e brillante, uno sportivo costante e competitivo, un chitarrista romantico, un giardiniere preciso, un pizzaiolo fantasioso, ecc.

Definisci obiettivi a breve, medio e lungo termine. Ad esempio, se vuoi essere una persona che persegue il valore “salute e benessere psicofisico”, un obiettivo a breve termine potrebbe essere andare a correre, a medio termine potrebbe essere fare le analisi del sangue ogni tre mesi e partecipare ad un gruppo di acquisto di alimenti biologici, a lungo termine potrebbe essere fare un viaggio in Africa. Se persegui il valore “relazioni calde e nutrienti” a breve potresti aiutare tuo figlio a fare i compiti, a medio termine potresti organizzare una gita in barca con famiglia e amici, a lungo potresti andare in Africa col tuo partner… E come vedi, molto spesso, le azioni che compi e le attività a cui ti dedichi possono soddisfare più valori per te importanti per la persona che vuoi essere…

Definisci le azioni concrete che incarnano e realizzano valori ed obiettivi della persona che vuoi essere, ad esempio: per essere un partner stimolante stasera preparo una cena “inaspettata” al mio compagno, col suo vino preferito; come genitore affidabile domani manterrò la promessa di andare in bicicletta con mia figlia; come sportivo competitivo comincerò ad utilizzare il livello successivo del programma di allenamento; come collega stimolante sto ultimando un progetto che coinvolge l’intera équipe di lavoro.

Sii operativo, concreto e specifico; scrivi per aiutarti a realizzare gli impegni che hai preso con gli altri e con te stesso: cosa vuoi e devi fare, quando, dove, chi devi coinvolgere. Il perché già ce l’hai… Per essere la persona che vuoi… Per creare la vita che desideri… Ad esempio: domattina, alle 10, per le strade di campagna dove abito, vado in bici con mia figlia.

Fin dall’inizio, già adesso probabilmente, ti verranno a trovare pensieri auto-sabotanti che ti vorranno mettere i bastoni tra le ruote: è troppo difficile, con tutte queste restrizioni, non dipende solo da me, ma chi me lo fa fare, tanto non serve a nulla, non ho tempo per scrivere, già sono stressato tutto il giorno, non c’è nessuna garanzia certa di risultato, non sono capace, la vita è una fregatura continua, non so cosa voglio veramente, ho già troppe cose a cui pensare, non posso cambiare, non posso farci niente, voglio troppe cose, ecc.
Accogli questi pensieri… Senza rimuginarci sopra … Ringraziali per come ti aiutano a riflettere e ti sono utili a crescere… E lasciali andare … Hai altro a cui dedicarti… Inizia a fare quello che tu hai deciso che è importante fare…
Da ultimo, ma molto importante: inizia subito con qualcosa assolutamente alla tua portata, un piccolo obiettivo, un’azione semplice da realizzare, sempre in linea con ciò che vuoi veramente, in modo da prendere una bella spinta di fiducia, coraggio, intraprendenza, dinamismo, voglia di impegnarti…
Buon divertimento…

L’essenza dell’impegno al servizio del rinnovamento

Questo è proprio il momento. Proprio ora che siamo oggettivamente limitati e costretti su tanti fronti della nostra vita “libera”, è ora di una fondamentale ricognizione dei nostri valori e dei nostri obiettivi. Se tante cose le dobbiamo rimandare e a tante dobbiamo rinunciare, allora è proprio centrale comprendere e ribadire cosa fa la differenza nel determinare la qualità della nostra vita, dei nostri risultati, delle nostre azioni. Proprio ora che siamo tanto limitati nel raggiungere tanti nostri obiettivi, dobbiamo ancorarci consapevolmente ai nostri valori.

I valori sono sempre presenti qui e ora, gli obiettivi saranno forse presenti in futuro o forse no. Riconosci i tuoi valori e agisci costantemente in base ad essi, mentre ti impegni a raggiungere i tuoi obiettivi.
Il valore è l’ispirazione continua, l’obiettivo è ciò che vuoi raggiungere come realizzazione di quel valore.
Il valore dura sempre fino a quando non decidi di abbandonarlo. L’obiettivo una volta raggiunto è chiuso, è spuntato da un elenco.
Esempi.
Voglio proteggere e stimolare i miei figli è il valore, dare loro una casa e aiutarli a costruirsene una tutta loro sono obiettivi.
Voglio amare il mio partner è il valore, andare al cinema con lei è un obiettivo (per ora accontentati di vederlo abbracciati sul divano).
Voglio proteggere i miei genitori è il valore, portare loro la spesa per non farli uscire è l’obiettivo.
Voglio un lavoro appagante e stimolante è il valore, imparare una nuova abilità è l’obiettivo.
Voglio curare la mia salute è un valore, fare mezz’ora di esercizio fisico è un obiettivo.
Voglio buoni amici con cui condividere momenti importanti è un valore, organizzare una cena con loro è l’obiettivo (tra un po’ magari…).

La crisi ci sta invitando a cambiare. Cosa devi impegnarti a cambiare? Differenzia i valori per cui vivi dagli obiettivi che insegui.
Buon rinnovamento

La bastonata e …

Cosa ti fa più male una bastonata o l’idea di prendere una bastonata?
Ti vergogni (o ti diverti) di più se fai una puzzetta da solo o in compagnia?
Ci sono i fatti e i pensieri, poi ci sono i contesti in cui avvengono i fatti e in cui si sviluppano i pensieri. E i contesti possono essere interpersonali o anche solo interiori, come quando è diverso il senso di colpa che avverti per un’azione fatta (oppure omessa) a seconda di quanto sono rigide le tue regole morali e il tuo giudizio interiore.
Le emozioni che proviamo, quelle belle (gioia, entusiasmo, eccitazione) e quelle brutte (paura, tristezza, rabbia, senso di colpa, vergogna) danno sostanza alla nostra vita, alla qualità della nostra vita e dipendono molto dai fatti, indubbiamente (è diverso se ci accadono cose positive o negative) e molto anche dai nostri pensieri sui fatti e quindi dalle parole che ci girano nella testa, parole che ci servono a nominare i fatti e colorare i pensieri.
Le nostre reazioni, emotive e comportamentali, sono reazioni ai fatti, ai pensieri sui fatti e alle parole che descrivono i pensieri. Ad esempio: ho provato dolore (paura, impotenza e rabbia) quando mi hanno dato una bastonata… Ho sentito ancora un po’ di quel dolore, quella paura, quell’impotenza e quella rabbia ricordando e ripensando a quell’episodio… Ogni volta che sento nominare “bastone” ritorno a provare quelle sensazioni… In sintesi: puoi evitare quel bastone, ma non puoi evitare quel ricordo e le parole che lo evocano…
Molta parte della nostra sofferenza dimora nei nostri ricordi, nei nostri pensieri e nelle parole che ogni volta li rendono “presenti” alla nostra mente, alla nostra attenzione e ruminazione. Purtroppo, la nostra mente spesso ci porta in posti dove noi faremmo volentieri a meno di andare. Come quando stiamo vedendo un bel film, magari divertiti e sommersi dalle risate e, ad un certo punto, una scena, un dialogo o qualche parola ci portano a pensare ad una persona che ci ha lasciati o ad un’impresa che abbiamo fallito o ad un momento doloroso della nostra vita.
Insomma, dolore ed emozioni negative sono sempre alle porte, pronti ad arrivare, ospiti indesiderati che hanno il potere di imporsi, con poche possibilità di previsione, controllo e prevenzione.
Che fare? In che modo affrontare queste emozioni negative sempre pronte a scattare?
Un po’ come con il virus, sempre in agguato, pronto ad aggredire, pronto a presentarsi in casa, assolutamente indesiderato. Cosa possiamo fare? Sono due le strategie di base:

1. Proteggerci e rassicurarci. Col virus dobbiamo restare a casa e seguire le prescrizioni di igiene sanitaria e comportamentale. Per lasciarlo andare… Con le emozioni: dobbiamo sentire le emozioni, starci e respirarci, comprenderle per agire… E poi lasciarle andare… Con le emozioni negative, quindi, dopo averle accolte e comprese, la protezione è ottenuta spostando l’attenzione, stoppando rimuginio e ruminazione che tendono solamente a far fermare ulteriormente l’ospite indesiderato.
2. Impegnarci a creare la nostra qualità di vita. Nonostante tutto, tra limiti, rinunce e ridimensionamenti necessari per tutti, possiamo sempre attivarci concretamente per realizzare attività e raggiungere scopi per noi importanti, per continuare come prima e più di prima a mantenere la direzione verso ciò che rende la nostra vita di valore.

#iorestoacasa… A mescolare le carte

Dopo la settimana scorsa in cui ti ho suggerito un gioco “del silenzio e della gratitudine”, oggi ti propongo un’idea per giocare a carte.
Restando a casa…. Disegna le tue carte!!!
In base all’età dei partecipanti, un adulto condurrà il gioco agevolando il percorso.
Ciascun partecipante, in modo anonimo, disegna, scrive, realizza alcune carte. Su fogli, cartoncino o altro…Puoi disegnare, come anche farti aiutare da altro materiale per realizzare le tue carte.

Ecco le carte da realizzare:
1. Le mie emozioni: la mia paura, la mia tristezza, la mia rabbia, la mia gioia o altro
2. I miei bisogni immediati, ciò che vorrei ora
3. I miei desideri a medio e lungo termine, ciò che vorrei che si realizzasse quando sarà passato questo periodo straordinario e difficile
4. Le mie risorse, le cose che mi aiutano
5. Le mie azioni, cosa potrei fare e cosa farò
6. Le mie frasi belle e positive, quelle che esprimono la mia fiducia, la mia speranza, le cose buone che appartengono alla mia vita.

Ogni carta deve avere qualcosa di disegnato e qualcosa di scritto. Spazio alla fantasia, alla creatività, al “non giudizio”: ogni carta sarà semplicemente fantastica, certamente meravigliosa. Ad esempio, e sono solo alcune tra infinite possibilità: un arcobaleno o un vulcano o un cielo chiaroscuro sulla carta delle emozioni. Un abbraccio sulla carta dei bisogni. Un sole splendente coi desideri. Una cassetta degli attrezzi o semplicemente le persone che ci vogliono bene ad esprimere le risorse. Mani, piedi, testa e cuore per compiere azioni. Ogni altra immagine positiva ad accompagnare le frasi belle.

Si creano 6 mazzetti di carte (emozioni, bisogni, desideri, risorse, azioni, positività), ognuno mette la sua carta nell’apposito mazzetto. Ad esempio, se giocano 4 persone ogni mazzetto avrà quattro carte. Si mescolano i vari mazzi lasciandoli distinti per tipi e ciascuno pescherà da ogni mazzo (potrebbe capitare anche una propria carta). Di fronte alla carta appena pescata la persona condivide con gli altri cosa le viene in mente, quali pensieri e quali emozioni, magari inventa una piccola storiella a partire da quella carta e via così. Una volta usata, quella carta viene messa di nuovo nel suo mazzetto.
A giro (anche più giri ovviamente), tutti avranno la possibilità di esprimersi, di ascoltare gli altri, di scambiare impressioni e sensazioni, anche di confrontarsi sui diversi modi di percepire la stessa carta.
Ciascuno la possibilità … Di passare un po’ di tempo in modo nutriente e vitale…

La storiella dei 6 piccioni

Cosa ti sta insegnando la crisi?

Conosci la storiella dei 6 piccioni? C’erano sei piccioni su un albero… Uno pensò di volare… Quanti ne rimasero?

Oggi siamo giustamente preoccupati di qualcosa dai contorni ancora troppo sfumati e nebulosi, quindi fonte di ansia e angoscia; cerchiamo varie forme di protezione, rassicurazione e sostegno alla nostra capacità di resistere, di farcela ad uscire da questo incubo così reale.
E già cominciamo a pensare a quando ne saremo fuori… A cosa dovrà cambiare… A cosa ciascuno di noi dovrà cambiare…
Questo è proprio il momento per comprendere la differenza tra individuare i problemi e trovare le soluzioni. Ma soprattutto tra individuare soluzioni vaghe e tradurle in soluzioni specifiche. E ancora di più tra “pensare” e “praticare” le soluzioni.
Siamo troppo amanti della sicurezza, delle abitudini, delle strade note, della zona di comfort. È normale: la sicurezza e la protezione dai pericoli esprimono il primo fondamentale bisogno dell’essere umano che ci ha permesso di mettere una base sicura per evolverci fino ad oggi. E proprio oggi qualcuno, da molti versanti, in realtà, sostiene che il “sistema evoluto” sia arrivato al collasso. Grazie, allora, coronavirus. Grazie per l’allarme che hai suonato… Prima che l’incendio bruciasse tutto e tutti.
Ora spegniamo l’incendio… Ma dopo non dimentichiamo la lezione… Anzi…
Ciascuno di noi cominci a “scrivere” (non basta pensarlo) quale lezione sta imparando da quello che sta succedendo… E come questo apprendimento sarà guida concreta per nuove azioni… Nuove abitudini… Nuovi modi per prenderci cura della nostra vita…

Deve arrivare la crisi!?

In questi giorni da più parti (dalla persona comune allo scienziato, da nonna all’esperto, dai social media al non troppo vicino di casa) e da più prospettive (psicologica, sociologica, politica, economica, religiosa, esoterica, materiale, spirituale, ecc.), un po’ da tutto il mondo, occidentale e orientale, da Sud e da Nord, si racconta una storia. È una lettura simbolica dei fatti attuali. La storia del corona virus come effetto, nemmeno troppo imprevedibile, dei nostri comportamenti: di ciascuno di noi come singolo e di noi come intera collettività “global”… Che avremmo dovuto aspettarci, prima o poi, qualcosa che assomiglia ad una sorta di tentato suicidio collettivo, per “volontaria ignoranza” o per dipendenza incurabile dal dio successo in tutte le sue manifestazioni (soldi, potere, immagine, ecc.).

Non abbiamo visto… Non abbiamo voluto vedere… Non abbiamo voluto capire… Non abbiamo voluto fermarci… Ed ora siamo intrappolati dalle nostre stesse trappole…
Allora, il coronavirus “ci sta dicendo”, come ogni sintomo che parla al malato: “metti in discussione il tuo assetto abituale di pensieri e comportamenti…”. Non mi addentro in discorsi riguardanti livelli globali, i cui sintomi, espressione di una crisi, potrebbero essere, ad esempio, il terrorismo internazionale, la crisi finanziaria, il problema dell’immigrazione, il controllo della privacy, la deriva informatica, tante aberrazioni tecnologiche, piuttosto che lo sfruttamento dell’Amazzonia, l’estinzione di tante specie o l’inquinamento ambientale…
Ad un livello individuale, possiamo, invece, chiederci: deve arrivare ogni volta una crisi (virus, incidente automobilistico, chili e chili di sovrappeso, analisi sballate, un tradimento nella coppia, licenziamento, disistima e disamore delle persone della nostra cerchia, ecc.) per iniziare a creare uno stile di vita personale e interpersonale sano, consapevole, responsabile?!
Quanto vogliamo continuare a nasconderci dietro scuse infantili, alibi da immaturi e giustificazioni senza attributi, a prendercela con gli altri lontani (poteri forti, poteri nascosti, governo ladro, ecc.) e vicini (colpa del partner, del capo, dei collaboratori, dei genitori, dell’amico, ecc.) o peggio ancora con sfortuna e destino?
Il coronavirus ci sta ricordando: “Se continui a fare quello che hai sempre fatto otterrai quello che hai sempre ottenuto…”. Una “verità del piffero” che può essere un invito, a livello individuale e anche collettivo, prima di tutto e in maniera sostanziale, ad un più equilibrato utilizzo delle nostre risorse, a partire dal tempo e dal modo in cui, attraverso il tempo che scegliamo, creiamo la nostra vita, di buona o pessima qualità.
Quindi, rassicurati e protetti dal ligio responsabile rispetto delle misure che ci vengono prescritte, è ora che, veramente, ciascuno di noi, a livello individuale (“non fermi restando” gli altri livelli globali, culturali, politici, sociali, economici,ecc.), dia senso e seguito a queste domande per capire il valore delle proprie scelte, piccole e grandi: a cosa dedichi solitamente il tuo tempo (le tue energie, le tue risorse, la tua attenzione)? Di cosa ti prendi cura? Cosa trascuri? In che modo ti prendi cura dei valori (persone, relazioni, te stesso, salute, amore) per te veramente importanti? Cosa ti sta insegnando questa crisi? E quando ne saremo fuori, che succederà?