V.A.L.O.R.E. Acronimo per una vita di valore

VALORI. Definisci i tuoi valori, cosa è importante per te, a qualunque livello tu voglia e quali sono gli obiettivi che realizzano i tuoi valori

AZIONI. Definisci le azioni necessarie per raggiungere i risultati che vuoi. Conoscere obiettivi e valori, ma non sapere cosa fare per ottenerli, cosa bisogna fare in prima persona, quale percorso di azioni concrete e specifiche porta a raggiungere le mete desiderate significa, di fatto, aprirsi la via per un fallimento dell’intero percorso.

LUNGO TERMINE. Abbi in testa la prospettiva a lungo termine. Non sempre le attività e i successi che ci danno una gratificazione immediata hanno un valore importante, significativo e duraturo. Spesso la positività istantanea è passeggera e, di fatto, non aggiunge qualità alla propria vita.

OSSERVAZIONE. Osserva il processo, osserva quello che fai effettivamente per realizzare la vita che vuoi, delineata nei tuoi valori ed obiettivi; poni attenzione al raccordo tra l’interno (i tuoi bisogni, desideri, pensieri, sentimenti, valori, aspettative, ecc.) e l’esterno (le tue azioni concrete e specifiche, quello che effettivamente fai per ottenere quello che vuoi). Non sempre la consapevolezza di come funzionano o dovrebbero funzionare le cose si traduce in attività reali ed effettive per raggiungere ciò che desideriamo.

REGOLE. Datti delle regole e soprattutto rispettale. Qualsiasi “piccola o grande” impresa, individuale e interpersonale, lavorativa o familiare, in qualsiasi ambito di vita, è legata alla capacità di essere autodisciplinati. L’autoregolazione affettiva e comportamentale è spesso un discrimine importante tra salute e malattia, tra successo e fallimento, tra soddisfazione e frustrazione.

EFFETTI. Valuta gli effetti di quello che pensi e di quello che fai. Poni attenzione costante al feedback della realtà, alle reazioni degli altri ai tuoi comportamenti. La realtà su cui hai agito ti offre sempre fondamentali informazioni per capire cosa ha funzionato e cosa deve essere modificato. Le conseguenze reali delle tue azioni ti permettono di calibrare il tiro per avvicinarti progressivamente alla meta, qualunque essa sia, come discendente dai tuoi valori e ideali.

Buon inizio…

I bambini fanno oh

L’altro giorno guardavo dei bambini giocare, correre dietro ad una farfalla, cercare di prendere una lucertola ed esprimere tutta la loro energia, l’entusiasmo, la vivacità, la meraviglia. Ho pensato che fantastica ricchezza… e anche che “io oggi non sono capace di così tanta meraviglia”, sono povero o impoverito, perlomeno rispetto a quando ero bambino. Poi ci ho ripensato… A volte è buona cosa… Anch’io da bambino ero capace di questa meraviglia… ricordo benissimo quella volta in cui… mi sono meravigliato… ero pieno di entusiasmo… non volevo smettere mai di arrampicarmi … mi nascondevo nella casetta sull’albero… era buio e ancora davamo calci al pallone… o facevamo girotondo sotto la pioggia…

Anche tu avrai sicuramente i tuoi giorni meravigliosi e meravigliati … La crescita personale è un cammino che dura tutta la vita, che avviene in molteplici modi, attraverso i più svariati strumenti, nelle forme che più sono possibili per il singolo individuo. Al tempo stesso seguono più o meno la stessa traccia.

Allora, in termini di sviluppo personale, focalizza:

  • Chi sono oggi. Immagine interna di me stesso, comportamenti, abitudini, convinzioni, credenze, valori, capacità, risorse, limiti, talenti, successi, fallimenti, scelte, evitamenti …
  • Chi sono stato. Che bambino sono stato, che ragazzo, che giovane, che adulto, che persona sono stata, quello che ho realizzato e quello che ho lasciato indietro …
  • Chi sarò, chi voglio essere, chi posso essere. Nell’ottica di poter recuperare le “potenzialità perdute”, poter recuperare qualcosa che siamo stati e che abbiamo perso per strada, poter trovare una forma nuova e adatta al tempo attuale, una forma a quella capacità di entusiasmo e meraviglia che da qualche parte e in qualche modo possiamo andare a riprenderci; nell’ottica di “arricchire” il nostro ventaglio di possibilità, magari guardando gli altri, come fanno gli altri, magari persone che sono apparentemente lontane da noi, ma che sono anche assolutamente avvicinabili in termini di possibilità …

Focalizza e soprattutto agisci di conseguenza. Solo tu sai cosa fare… Prendi ora la tua decisione … nella direzione della meraviglia…

Il bicchiere del tempo

Presente, passato e futuro sono contenitori della mente che puoi riempire e svuotare. Puoi percepire in parte pieni e in parte vuoti. Pieni di… Vuoti di…
Il passato è il contenitore dei ricordi e del modo in cui dai significato alle tue memorie. Esperienze straordinariamente fantastiche e gioiose che puoi rivivere ogni volta che vuoi o di cui hai nostalgia. Esperienze dolorose e traumatiche, più o meno elaborate, che hanno preso una collocazione più o meno sana e utile dentro di te. Rimpianti, rimorsi, rammarico, amarezza.
Il presente è potenzialmente uno spazio infinito dove esiste ciò che tu riesci a percepire. Puoi mangiare un biscotto in un secondo o fare un viaggio sensoriale dentro questo biscotto. Puoi camminare in città a testa bassa o puoi camminare per una vita nella meraviglia della città eterna. Vuoto e pieno. Cosa manca rispetto a cosa vorresti, cosa c’è di “bello” e “brutto”. Giudichi positivo e negativo ciò che si avvicina o meno al tuo bisogno.
Il futuro è “più infinito ancora” , dipende dalla tua immaginazione, dal tuo desiderio, dal tuo cercare e inventare questo futuro riempendolo della tua fantasiosa creatività e delle tue azioni che possono rendere concrete le tue immagini desideranti. Anche in questo caso puoi prevedere gli scenari più catastrofici e nefasti e anche immaginare il mondo dei tuoi desideri infiniti, dei tuoi infiniti desideri realizzati, resi reali, concreti.
Traccia la tua linea del tempo…
Inizia a ricordare…
Percepire…
Immaginare…
E vedi come tratti il tuo bicchiere nel tempo…
Proprio come un bambino fai “un bel disegno” … Rappresenta la tua vita nel tempo… Come l’hai disegnata tu… Tra potenzialità e limiti, tra possibilità e scelte, tra seguire i desideri e le paure degli altri e farti guidare dai desideri del bambino che sei stato e che tuttora vive in te…
Osserva… Diventa consapevole… Agisci con tutta la tua piena responsabilità di “cominciare a muovere le cose” …

Oggi è il giorno giusto per smettere!

SMETTILA DI CONSIDERARTI INFERIORE. Tutti siamo inferiori rispetto a qualcosa o qualcuno in qualche ambito della vita o in qualche prestazione. Allora, nelle aree di vita e di comportamento per te rilevanti, imposta i tuoi standard e i tuoi obiettivi, comincia ad agire e gustati il percorso per arrivare al risultato che raggiungerai. E impara ad accettare che a volte sarai il primo e a volte no. A volte anche l’ultimo.
SMETTILA DI SENTIRTI IMPOTENTE. Distingui quello che puoi fare e quello che non puoi fare. E dedica tutte la tua attenzione, le tue energie, il tuo tempo, le tue risorse per agire nella direzione della vita che vuoi.
SMETTILA DI COLPEVOLIZZARTI. Il senso di colpa è della mente infantile, cerca di comprenderlo per scioglierlo. Impegnati quindi ad essere responsabile oggi e fare quello che devi fare per arrivare dove vuoi arrivare.
SMETTILA DI FARE LA VITTIMA. È tempo sprecato. Spesso sei solo vittima di te stesso, del tuo vittimismo. Quando sei veramente vittima di qualcosa più grande e forte di te, esprimi tutta la tua rabbia e il tuo dolore, la tua paura e la tua solitudine. E attivati per andare oltre, per esprimere e realizzare i tuoi bisogni. Il vittimismo è acqua stagnante. Legittimare i tuoi bisogni e agire per essi te ne tira fuori.
SMETTILA DI EVITARE. L’evitamento nasce dalla paura. Nota tutti i tuoi piccoli e grandi evitamenti quotidiani, ce ne sono tanti nascosti e perciò insidiosi per come impattano sulla tua qualità di vita. E cogli la paura che c’è dietro ognuno di essi. Inizia dalla “paura meno spaventosa” e togli l’evitamento che l’accompagna. Inizia, prova, rifletti su quello che succede, cosa senti, cosa pensi e cosa fai… E non smettere più… Arriverai dove arriverai… Fino a quando vorrai spostare ancora i confini della tua zona di comfort.
SMETTILA DI GIUDICARE E CRITICARE. Piuttosto che focalizzare gli errori, le frustrazioni o le delusioni provenienti dagli altri, impara a sentire il tuo bisogno e il tuo desiderio e attivati per realizzarli attraverso le tue azioni concrete.
SMETTILA DI PRETENDERE che gli altri siano come tu li vuoi. Anche perché tu pure potresti anzi dovresti essere diverso ed essere come ti vorrebbero gli altri. Impara a dire amen e a trasformare la tua pretesa in accettazione di ciò che non puoi controllare (l’altro) e attivazione su ciò che veramente può cambiare il tuo senso di soddisfazione.
SMETTILA DI DIRE SÌ QUANDO VORRESTI DIRE NO. Impara a cogliere la paura dietro l’evitamento del no. Paura del conflitto, del rifiuto, del giudizio, dell’abbandono. Di sentirti colpevole o cattivo, di essere deludente e altro ancora. E procedi come sopra: inizia a dire qualche no per te più “sostenibile”.
SMETTILA DI RIMANDARE. Rifletti il giusto e agisci al tempo, per essere efficace nel raggiungimento dei tuoi obiettivi. Quando continui a rimandare, ti gonfi di tossine psicologiche, di frustrazione e insicurezza.
SMETTILA DI VOLER ESSERE PERFETTO. È la via dell’insoddisfazione cronica.
SMETTILA DI LAMENTARTI. Il lamento è buono se dura il giusto. Se ti serve a sfogarti e soprattutto a trasformare la lamentela in obiettivo e questo in azione.
SMETTILA DI VOLER AVERE TUTTO SOTTO CONTROLLO. Di onnipotente ce n’è uno, e non credo sia tu.
SMETTILA DI FARTI TRATTARE COME SEMPRE. Ti meriti di più.
SMETTILA DI METTERTI NEI GUAI. Ci sono modi infiniti per essere felici.
SMETTILA DI ANESTETIZZARTI. Se ti allontani perennemente dal dolore finisci per ucciderti lentamente…
SMETTILA DI INDUGIARE IN RELAZIONI NEGATIVE. Anche se le tue relazioni piene di sofferenza sembrano dirlo, tu non sei condannato a ripetere quello che ti è successo quando eri bambino.
SMETTILA DI INTRAPPOLARTI IN MISSIONI IMPOSSIBILI. Se credi di non essere ingaggiato in nessuna missione impossibile… Inizia a riconoscerle!

SMETTILA DI ACCETTARE L’INACCETTABILE.

SMETTILA DI COMBATTERE L’INEVITABILE.

Cos’altro vorresti smettere o dovresti smettere?
Oggi è il giorno giusto per farla finita!!!
Oggi è il primo giorno utile per “cominciare a smettere”.
Alcuni cambiamenti sono assolutamente alla tua portata, immediatamente. Altri probabilmente ti richiederanno un lavoro più intenso e profondo su te stesso. A cosa ti serve veramente quello che fai? Ci sarà un motivo… Comunque puoi iniziare a smettere da ora…
Quello che fai oggi è quello che hai deciso quando eri bambino. Quel bambino ancora vive dentro di te e ti governa con le sue paure e le sue fragilità. Così ti senti, un bambino spaventato, solo, impotente, vulnerabile, indifeso. Solo che oggi non sei più quel bambino. Oggi puoi cominciare ad agire attingendo alle tue risorse di adulto capace e responsabile.
Non è facile smettere, anche se sai come farlo. È possibile smettere se cominci a farlo…

Diario o non diario

Puoi fare un diario per ogni COSA.
Il diario, cartaceo o elettronico, è uno spazio e un tempo che la persona si concede per annotare cose importanti della propria vita. Nella forma creativa, libera e personale che più desidera. Seguendo tracce o schemi oppure seguendo semplicemente quanto sgorga spontaneamente dall’interno della propria produzione emotiva ed ideativa. Può essere utile come impegno nell’auto-osservazione, per fare ordine nei propri pensieri, per esprimere emozioni altrimenti difficili da comunicare, per scaricare tensione emotiva e corporea, per sviluppare progetti, ecc..
Puoi fare un diario per tutto…
Puoi fare un diario ALIMENTARE per annotare cosa mangi e cosa bevi, come alimenti e come intossichi il tuo organismo.
Puoi fare un diario del tuo TEMPO per comprendere come lo valorizzi e quanto ne sprechi, quanto insegui l’urgenza e quanto dimentichi le cose importanti.
Puoi fare un diario dei tuoi EVITAMENTI, per renderti conto di come ti crei una gabbia dorata, lontana dai tuoi bisogni e desideri più autentici.
Un diario delle tue EMOZIONI, quelle che vivi nella quotidianità, per comprendere cosa ti rende felice e cosa ti angoscia, cosa ti fa arrabbiare e cosa ti spaventa, cosa ti rende triste e cosa ti entusiasma, per diventare consapevole di come ti affossi sotto una molteplicità di sensi di colpa e per recuperare la capacità di meravigliarti.
Un diario delle persone che INCONTRI nell’arco della tua giornata e settimana, le persone che fanno parte della tua vita, quelle che la arricchiscono e quelle che…
Hai altri diari che ti vengono in mente?
C’è anche il diario delle FERITE per annotare cosa oggi risveglia il tuo dolore antico, per farci qualcosa, per lenirlo quando ricompare e per trovare il modo di non farlo tornare troppo spesso.
C’è il diario dei RISULTATI raggiunti, dei tuoi obiettivi e dei tuoi cambiamenti, dei tuoi successi e dei tuoi fallimenti, delle esperienze e dei tuoi apprendimenti.
E quindi il diario della FELICITÀ o della GRATITUDINE, per imparare a riconoscere, momento per momento, quello che dà valore alla tua vita.
Puoi fare un diario delle attività attraverso cui ti prendi CURA DI TE STESSO che include un po’ tutte le altre.
Certo non puoi passare ogni giornata a scrivere diari… Però ciascun diario puoi compilarlo… non necessariamente tutti i giorni; diventa un semplice quaderno dove annoti periodicamente cosa succede nella tua vita, cosa la arricchisce e cosa la danneggia, cosa succede nel tuo mondo interiore, per capire quanto sei guidato dagli impulsi incontrollati, dalle ripetizioni inconsapevoli, dai copioni antichi e quanto puoi, invece, decidere e agire in modo consapevole e responsabile, guidato dalle emozioni che vivi, dai bisogni che hai, dai valori che vuoi perseguire, dalla capacità di riflettere e agire in modo adulto.
Il diario, in finale, può essere un po’ il disegno e il romanzo della tua vita. Cronaca e storia delle tue scelte, commento e guida del tuo stare al mondo.

Fight club

Se non ti batti non conosci veramente te stesso dice Brad Pitt in Fight Club. Film scomodo. Ti invita ad alzarti dalla tua vita comoda. O perlomeno ti invita a renderti conto della vita che fai. Delle scelte che fai. Vita probabilmente piena di comfort e sicurezze, prevedibilità e certezze, controllo di te stesso e degli altri, che se non hai ancora, sicuramente stai cercando, oggetti posseduti che in realtà posseggono te… Una vita piena di “maschere e adattamento ad una realtà” che è necessario, ma che è una realtà basata su “verità limitate e parziali”. Quelle all’interno delle quali necessariamente ciascuno di noi vive la sua vita. Prova, ad esempio, a pensare a vari ambiti della tua vita quotidiana, famiglia, lavoro, amici, attività ricreative, momenti di solitudine. E… Renditi conto delle delle scelte che fai… delle maschere che indossi, che, più o meno consapevolmente, scegli di indossare. Riconoscile per la funzione che svolgono, a cosa ti servono… Probabilmente sono una facciata presentabile che cela (o rivela, ad uno sguardo attento) le tue paure e debolezze.

Sai perché tendi a nascondere le tue fragilità, i tuoi difetti, le tue carenze? Che succederebbe se ti esponessi libero e nudo?

E allora, un po’ tutti, abbiamo scelto di coprirci dietro abitudini e automatismi, ciascuno ha i suoi, che ci servono ad ingannare noi stessi e manipolare gli altri (e tutti siamo a nostra volta manipolati), a seguire le solite strade note, i soliti pensieri, le solite modalità di comunicare e interagire che di fatto ci allontanano dagli altri come da noi stessi.
La psicoterapia, come la vita, è sempre un coraggioso viaggio eroico che necessita di umiltà per imparare a guardare le tue “verità parziali”; un percorso per aiutarti a vivere in una realtà condivisa che resta sempre e comunque solo “una delle infinite possibili”.
L’eroico viaggio trasformativo richiede il confronto col Drago. Con la paura, col dolore. Con la possibilità di morire. Con l’Ombra, con tutto ciò che è perturbante, inquietante, proibito, sconveniente, che scuote il nostro fragile, precario equilibrio di persone adattate ad una realtà che ci allontana di fatto da noi stessi, dalle nostre parti più autentiche.
L’adattamento è necessario, per sopravvivere in mezzo a quella che altrimenti sarebbe solo una giungla di bestie che mangiano uomini e uomini che sarebbero solo bestie. Ma qual è il prezzo che paghiamo per questo adattamento? Dobbiamo scoprirlo e mai dimenticarlo. È appunto allontanarsi un po’ dalla nostra natura. E, quando questo allontanamento è eccessivo, compare la malattia fisica, psichica o un disagio espresso nella forma di violenza, perdita di ogni orientamento e riferimento. Di ogni regola. Anzi, dove l’unica regola è che non esistono regole.
L’ evoluzione personale si fonda sulla consapevolezza che il modo in cui viviamo è solo una delle forme possibili, scelta inconsapevolmente quando eravamo piccoli e continuamente rinforzata, consolidata attraverso le esperienze successive di vita che non l’hanno mai, di fatto, messa in discussione. Almeno fino a quando decidiamo che va bene così…
Oggi, comunque, è il primo giorno del resto della nostra vita ed effettivamente abbiamo molteplici possibilità di nuove scelte. Tutte comunque rivolte verso una necessaria integrazione di parti di noi finora dissociate o represse. Del maschile e del femminile interni, a ciascuno di noi. Della forza e della tenerezza, ciascuno le intenda a suo modo. Scelte e sfide che richiedono coraggio nonostante la paura, umiltà per capire che siamo tutti uguali di fronte alla morte, nonostante la nostra irriducibile diversità. Disponibilità a rischiare perdite per ottenere conquiste.
La domanda guida è sempre la stessa, da sempre nella storia dell’umanità e del “conosci te stesso”: chi sei veramente?
Chi sei veramente oltre il tuo adattamento ad una realtà condivisa!
Chi sei veramente sotto la maschera che indossi!
Chi sei veramente mentre reciti un antico copione!
Chi sei veramente oltre quello che sei sempre stato!
Ciascuno di noi ha le proprie personalissime risposte…

Il cuore oltre la siepe

Se vuoi imparare a nuotare, dopo aver letto l’enciclopedia del nuoto devi conoscere l’acqua. Devi buttarti in acqua. Devi sentirla. Devi entrarci in contatto. Devi stabilire con essa un rapporto vero, reale, corporeo e non solo basato su immagini e parole, pensieri e previsioni. Sempre se il tuo obiettivo è imparare a nuotare o perlomeno a fare il bagno in mare, al lago o in piscina…
Fuor di metafora, dopo tanto lavoro di esplorazione in profondità, ricerca nella propria storia di vita, analisi del funzionamento mentale e interpersonale, riflessione e consapevolezza di pensieri, emozioni, bisogni, motivi e scopi, in psicoterapia e, in generale, nel percorso di crescita personale che ciascuna persona può fare in infiniti modi, giunge il momento di… Buttarsi!!!
Oltre il carattere… Oltre il destino… Oltre “io sono fatto così”… Oltre “ho sempre fatto così”…Oltre la siepe che cela l’orizzonte… Oltre quello che è sempre stato… Arriva il momento dell’esperimento. Di una nuova concreta esperienza, di un nuovo comportamento. Ad un certo punto devi cominciare a sfidare quello che sei sempre stato, ad ampliare la tua zona di comfort in cui ti senti al sicuro, ma anche chiuso ad ogni possibilità di crescita e apprendimento.
Se sei abituato ad inseguire la perfezione, concediti di sbagliare o fermarti prima, “semplicemente” all’eccellenza…
Se sei solito compiacere e sacrificarti per gli altri, datti il permesso di seguire i tuoi bisogni anche se qualcuno resta deluso…
Se fai ogni cosa in modo ordinato, preciso, corretto, allora è il momento di concederti un po’ di confusione e trasgressione…
Se corri e scappi dietro a mille impegni per non sentirti mai soddisfatto, è proprio giunta l’ora di goderti un po’ di lentezza…
Se la riflessione razionale e metodica è il tuo biglietto da visita, forse ti puoi lasciar guidare un po’ di più dall’istinto e dall’intuito…

Se sei solito…

Puoi darti il permesso di…

Quei tuoi modi di pensare, agire, sentire e relazionarti con gli altri continuano ad essere spinte ed imperativi validi nel guidare il tuo modo di essere, ma ad un certo punto possono diventare un limite, un modo rigido che ti impedisce di soddisfare veramente i tuoi bisogni e desideri e può portarti a sviluppare forme di malessere e disagio.
Insomma, giunti ad un punto del cammino, è opportuno, per non dire necessario, cominciare a sperimentare concretamente nuove possibilità, per evitare la cronicizzazione di certe condotte che rischiano di diventare malate o disfunzionali …

Comincia dunque, da ora, a fare quello che solitamente non fai e verifica l’effetto che fa, su di te, sugli altri, sulla realtà…

L’esperienza e la pratica faranno la differenza nella tua vita…