‘P – factor’. Un viaggio

Il dolore fa crescere e anche la paura, anche se probabilmente un po’ tutti vorremmo crescere senza incontrarne più di tanto. Crescere ti richiede di mettere ordine nel caos e nell’imprevedibilità che ti arrivano, prima o poi, tanto o poco, anche se un po’ tutti vorremmo crescere sperando di schivare il più possibile la sofferenza e imparando a cogliere le opportunità. Così è la vita… Certo è meglio la serenità che la tragedia, diremmo tutti.
La nostra vita ci fornisce sostanzialmente interrogativi a cui noi “dobbiamo” rispondere, siamo chiamati ad affiancare punti esclamativi.
La nostra vita si svolge tra ciò che troviamo e ciò che non troviamo. Tra ciò che lasciamo e ciò che troviamo. E ogni tanto ci interroghiamo sulla distanza che esiste tra ciò che siamo e ciò che vorremmo e avremmo voluto essere. Ma anche tra ciò che siamo stati e ciò che non siamo più. E a volte questi temi ci procurano gioia, molto più spesso dolore.
Chi veramente fa i conti con dolore, paura, malattia, perdita, disillusione (tutti noi?) deve necessariamente cercare la luce dentro al buio… Per non sprofondare nell’oscurità, qualunque forma essa possa assumere…
E quindi ognuno ha il suo viaggio da compiere… Eroico o meno che sia… Di cui conosciamo, forse, l’inizio, ma la cui fine dobbiamo cercare di inventare…
Viaggio che si svolge sempre tra regole e immaginazione, tra testa e cuore, tra ragione e sensazioni.
Viaggio in cui devi saperti muovere dentro le certezze rassicuranti e i confini che delineano il percorso, per imparare gradualmente a sfidare i tuoi limiti, imposti e autoimposti, senza mai perdere la testa, qualità che ti permette di perderla solo al momento giusto…
Viaggio che ciascuno compie col personale bagaglio. Di predisposizioni caratteriali ed esperienze precoci, di tendenze innate e di abilità acquisite. Doti naturali e percorsi evolutivi. Bagaglio di dolore e paura e di strategie che abbiamo inventato per cavarcela. Bagaglio di risorse e di limiti personali. Bagaglio in cui ognuno ha messo anche un po’ di certezze su cui poggiarsi e un po’ di imprevisti da imparare a governare.
Fino a quando non funziona qualcosa. Qualcosa non funziona più. Il controllo che, anche solo inconsapevolmente, hai avuto finora lascia il posto a qualcosa che sfugge, che ti sfugge. L’imprevisto diventa ingovernabile.
Prima alcuni segni che non sempre riesci ad interpretare… Poi segnali più chiari, che magari vedi, riconosci come anomalie, ma che tendi a trascurare… Quindi i sintomi, stai male, esprimi una qualche forma e grado di malessere: sei sempre stanco e deconcentrato, il lavoro diventa sempre più “l’attesa del fine settimana”, ciò che fino a ieri ti appassionava ora lo vivi in modo spento, demotivato. Sei costantemente annoiato, quasi sempre incazzato, anche tristezza e ansia ti vengono a trovare sempre più spesso. Ogni relazione ne risente, a casa, al lavoro, in coppia, coi figli, con gli amici. I pilastri in cui ti sei finora riconosciuto e identificato sembrano scricchiolare. Ti senti diverso dal solito, diverso da come sei sempre stato e anche gli altri, più o meno vicini, cominciano a vedere che qualcosa non va nel tuo modo di stare al mondo, nelle relazioni, nella quotidianità.
Il tuo corpo si lamenta, la tua mente si lamenta, tu ti lamenti. Lamenti che hanno bisogno di ascolto. Lamenti che sembrano inascoltabili.
Gradualmente insidiosa, una “parte malata” sta invadendo la tua personalità. Malessere fisico, emotivo, relazionale. Qualcosa è cambiato, si è rotto, si è inceppato o qualcosa del genere. Lo smarrimento che altre volte hai incontrato lungo il viaggio e che hai sempre superato con un senso di sfida, evoluzione, potenza e controllo, oggi è uno smarrimento in cui ti senti “profondamente” perso…
Ora comincia un altro viaggio. In almeno tre tappe, da percorrere necessariamente, anche se, come sempre, ciascuno a suo modo.
Prima. Sto male…
Seconda. Ho bisogno di aiuto…
Terza. Devo farmi aiutare…
Il resto è tutto da percorrere… in infinite forme possibili…
Grazie Luca per il tuo insegnamento…
Grazie Luca per il tuo libro, che invito tutti a leggere e diffondere: ‘P-Factor. La variabile Parkinson nella mia vita’. (Luca Berti. Youcanprint Edizioni).
Grazie per aver condiviso con noi la tua esperienza, il viaggio che stai facendo, forse unico e diverso da altri viaggi, forse simile al viaggio che ciascuno di noi compie…

In tanti sensi

L’uomo moderno è il più ricco della storia, ma non è felice. Anche se la vita nelle sue città è più sicura che in passato, è incalzato da una nuova paura teme di “non andare bene” ed è in perenne infruttuosa ricerca del modo giusto di apparire, amare, comunicare, essere.
Dietro questa insicurezza c’è un vuoto profondo. È quello lasciato dai sensi, antica guida dell’uomo fin da quando fissava l’impronta delle mani sulle pareti delle caverne, ma di cui ha gradualmente smesso di servirsi soprattutto negli ultimi due secoli. Sono i tuoi sensi, infatti, i primi a dirti chi sei e cosa devi e puoi fare.
L’uomo moderno ha sognato di sostituirli con strumenti tecnologici, con centrali di informazioni precise, pronte a connettersi e comunicare al suo bisogno o comando. Si è così realizzata la fantasia di collegare direttamente la mente umana al mondo, tagliando fuori il corpo, fardello da sempre ingombrante e, dopo l’abbandono dei sensi, terreno di caccia della cosmetica e della chirurgia estetica.
Sicurezza personale, spontaneità e benessere nascono dall’armonica e continua comunicazione tra la personalità individuale e i nostri sensi, antiche e perfette centrali di informazione, comunicazione e relazione con gli altri e con il mondo.
(Claudio Risé).

Chi non sta dentro questa descrizione si faccia avanti

Come ti fai guidare dai tuoi sensi?

Bussola fondamentale o perfetti sconosciuti?
Amici fidati o nemici pericolosi?
Guide utili o fonti fuorvianti?

Piccolo suggerimento: “fermati” almeno tre volte al giorno ed esplora la tua esperienza usando i 5 sensi… Disconnettiti dai soliti canali attivi di comunicazione e relazione ed entra in “contatto consapevole” attraverso i tuoi sensi …

Il viaggio e la musica

“Ahimé per coloro che non cantano mai, ma muoiono con tutta la loro musica dentro” (Oliver Wendell Holmes).
Per goderci appieno le infinite possibilità che la vita ci offre dobbiamo avventurarci fuori dalla zona di comfort. Morire senza avere intonato il proprio canto è una tragedia e la colpa è nostra, siamo noi a ridurci al silenzio. A trattenerci là dentro è la tipica debolezza moderna: il bisogno di gratificazione immediata. La comfort zone ci fa sentire bene in quel momento cosa importa quanto ci costerà!?!? Ma verrà il giorno in cui dovremo saldare il conto. E allora ci toccherà il dolore peggiore di tutti: la consapevolezza di avere sprecato la nostra vita (Phil Stutz, Barry Michels, Il metodo).

La crescita personale è un viaggio eroico, comune a tutti eppure così straordinario, che, in nome della Vita, ti chiede di incontrare paura e dolore. Solo quando incontri paura e dolore probabilmente stai vivendo veramente…

Tu che viaggio stai facendo?

La perfezione dell’attimo

Il vecchio re era morto. Il suo giovane figlio non era maturo. Salì sul trono preoccupato per la propria scarsa preparazione alla carica che doveva ricoprire. Aveva la penosa impressione che la corona gli scivolasse dal capo, che fosse troppo larga e troppo pesante. Osò dirlo. I consiglieri furono rassicurati pensando: “La sua consapevolezza di non sapere, di non essere pronto, lo predispone a essere un buon re, capace di accettare consigli, di ascoltare suggerimenti senza prendere decisioni precipitose, di riconoscere un errore e di essere disposto a correggerlo. Rallegriamoci per il regno”. Lui, ansioso di istruirsi, fece venire tutti i sapienti del regno: eruditi, monaci e saggi di chiara fama. Ne prese alcuni come consiglieri e chiese agli altri di andare per il mondo a cercare e riportare tutta la scienza nota dell’epoca per trarne la conoscenza, addirittura la saggezza. Alcuni si spinsero fino alle terre più lontane, altri presero vie marittime fino ai confini dell’orizzonte. Tornarono sedici anni dopo, carichi di rotoli, di libri, di sigilli e di simboli. Il palazzo era vasto. Non riuscì tuttavia a contenere una così prodigiosa abbondanza di scienza. Colui che tornava dalla Cina aveva riportato, da solo, su innumerevoli dromedari, i ventimila volumi dell’enciclopedia Cang-Xi, come pure le opere di Laozi, Confucio, Mencio e di molti altri, famosi quanto sconosciuti.

Il re percorse a cavallo la città del sapere che aveva dovuto far costruire per ricevere tutto quel materiale. Fu soddisfatto dei suoi messaggeri, ma capì che una sola vita non sarebbe potuta bastare per leggere tutto, capire tutto. Chiese dunque ai letterati di leggere i libri al suo posto, di trarne il succo e di redigere, per ogni scienza, un’opera comprensibile.

Trascorsero otto anni prima che i letterati potessero consegnare al re una biblioteca composta dai soli riassunti di tutto lo scibile umano. Il re percorse a piedi l’immensa biblioteca così costruita. Non era più giovanissimo, vedeva la vecchiaia arrivare a grandi passi e capì che non avrebbe avuto il tempo in vita di leggere e assimilare tutto. Chiese dunque ai letterati che avevano studiato quei testi di produrre solo un articolo per scienza, badando all’essenziale. Trascorsero otto anni prima che tutti gli articoli fossero pronti poiché molti eruditi che erano andati in capo al mondo a raccogliere tutta quella scienza erano ormai morti e i giovani letterati che riprendevano l’opera dovevano rileggere tutto prima di produrre un articolo.

Infine, un’opera in parecchi volumi venne consegnata al vecchio re, costretto a letto, malato. Questi pregò ciascuno di riassumere rapidamente il suo articolo in una frase. Riassumere una scienza in poche parole non è cosa facile. Altri otto anni furono necessari. Fu concepito un solo libro che conteneva una frase per ciascuna delle scienze e delle saggezze studiate. Al vecchio consigliere che gli portava il libro, il re morente mormorò: “Dimmi una sola frase che riassuma tutto questo sapere, tutta questa saggezza. Una sola frase prima della mia morte”. Sire, disse il consigliere, la saggezza del mondo sta in sole due parole: “Vivere l’attimo”. (Storia indiana)

In che occasioni ti comporti come questo re? E come ti senti? E cosa impari?

La soddisfazione deriva dall’esperienza e non dall’aspettare la perfezione…

Vivere l’attimo significa: agisci per vivere, agisci per capire, agisci per crescere.

 

Presto!!! Presto!!! Tardi!!! Tardi!!!

C’era una volta un bambino per il quale nulla era abbastanza veloce: mentre mangiava la minestra chiedeva già il budino, il sole non era ancora tramontato che voleva già vedere la luna, il primo giorno di scuola si informava sulle vacanze e a Natale già gioiva per la Pasqua. Dei libri leggeva sempre solo l’ultima pagina e poiché parlava più in fretta di quanto potesse pensare, i suoi stessi genitori lo ritenevano un vero e proprio balbuziente. Nella fretta metteva i piedi così sbadatamente uno davanti all’altro che inciampava in continuazione e naturalmente non desiderava nulla più ardentemente che diventare finalmente adulto.
Una notte venne a trovarlo in sogno un mago che gli disse: “ti faccio crescere e aggiungo anche tre desideri se in cambio mi dai 50 anni della tua vita!”. Il bambino non indugiò un momento e disse: “voglio diventare ricco e potente e poi anche famoso”. E così accadde …
E quando l’uomo ricco guardò nello specchio vide che era vecchio … E quando l’uomo potente guardò nello specchio vide che era solo … E quando l’uomo famoso guardò nello specchio, la sua fronte era solcata da rughe di preoccupazione. Allora si spaventò e chiamò sua madre e lei si avvicinò al letto e posò la mano sulla sua fronte. Il bambino si svegliò e disse lentamente e distintamente: “mi devo alzare o ho ancora tempo?”. (Favola tedesca)

Il tempo è quello che scegli (desideri, bisogni, scopi) e quello a cui scegli di rinunciare (altri desideri, altri bisogni, altri scopi)…
Banale… Quanto fondamentale consapevolezza per guidare la tua azione verso la creazione della vita che vuoi…

Il gioco della vita. Esercizio

Pensa a tante scelte di vita che hai fatto. Più o meno importanti. In diversi ambiti e ruoli oltre che in diversi momenti della tua vita. Alcune chiaramente consapevoli e proprio volute, altre più inconsapevoli, forse meno chiare per te, per i dubbi e le incertezze con cui le hai portate avanti. Certamente di alcune sei proprio soddisfatto, anche orgoglioso, altre ti hanno lasciato l’amaro in bocca, rimorsi per ciò che hai fatto, rimpianti per ciò che non hai scelto.
Capita un po’ a tutti e dobbiamo anche saper dire “è andata così” (“l’ho fatta andare così”).
Meno scontata è la capacità di stare oggi in ciò che ti suscita questa ricognizione del tuo passato, molto antico o anche recentissimo. Cosa provi e cosa pensi guardando queste tue scelte?

Nota, quindi, alcuni tratti in comune che puoi rintracciare in queste scelte.
Sono sempre il solito…
Come sempre è andata che…
Ancora una volta mi sono ritrovato a …
La morale è sempre che…
Prova a completare queste frasi (o cerca le frasi che trovi più adatte a te, per trovare un senso ricorrente in tante delle tue scelte) e vedi cosa emerge alla tua consapevolezza…

Nota, quindi, un bisogno imperioso che ti ha sempre guidato. Più o meno consapevolmente. Qualcosa del tipo: “ho lottato tutta la vita per …”. Esempi: ho lottato tutta la vita per un bisogno di amore, di essere stimato, di sfida, di successo, di senso, di essere il primo, di essere diverso da mia madre; per superare mio padre, evitare di sentirmi inferiore, sentirmi vivo, cercare di essere perfetto, cercare mio padre, consolare mia madre, rendere felici i miei genitori, controllare le esplosioni rabbiose degli altri, prendermi cura degli altri, sentirmi al sicuro, nascondere i miei difetti, proteggere le persone a cui voglio bene, evitare figuracce, ecc..

Nota che vita positiva hai costruito intorno a questo bisogno, quale valore hai seminato e raccolto sulla base di questo imperativo interno che ha guidato molte tue azioni e scelte…

Nota quali sono stati (e/o sono tuttora) gli effetti negativi di questo stile di vita. Quali prezzi hai pagato. Quali rinunce e quali autolimitazioni ti sei imposto…

Chiediti, ancora, cosa potrebbe succedere “se smettessi di organizzare il mio comportamento sempre ed esclusivamente in relazione a questo mio bisogno”: cosa proveresti, come ti sentiresti, cosa penseresti, cosa faresti…

Individua cosa oggi può veramente dare senso, direzione, significato e valore alla tua vita…

Ed inizia ad agire in modo coerente a questo nuovo “valore” che vai cercando di vivere e creare…

Quando sbagli…

Quando sbagli, sbagli o sei un cretino? Questo è un bivio per la tua felicità…

Quando sei un cretino per quanto tempo te lo racconti? Questa è un’altra tappa del tuo percorso…

Quando ti dici che sei un cretino, a cosa ti serve? Terzo snodo verso una direzione o un’altra che puoi dare alla tua vita…

Quando ti dici che sei un cretino o altre parole simili che ci assomigliano e l’accompagnano, ricordati che appunto sono parole… Sono solo parole… Sono semplici voci nella tua testa… Sono semplici suoni che come arrivano se ne vanno… Che puoi ascoltare e lasciar passare… Che puoi mollare invece che trattenere ad inquinare la tua mente e soprattutto la tua vita… Il percorso di avvicinamento alla vita che vuoi, che per te è significativa, che per te ha valore… Questa è la via…
Questa è l’essenza della ACT, terapia basata sull’accettazione e sull’impegno…
ACCOGLI ciò che arriva: pensieri, giudizi, emozioni dolorose, immagini spaventose, impulsi negativi, sensazioni disturbanti… Accoglili, usali il giusto se ti aiutano a crescere … e lasciali andare…
CONNETTITI coi tuoi valori, con cosa per te è importante per essere la persona che vuoi essere, con cosa veramente può fare la differenza nella tua vita…
TRASFORMA i valori in impegno concreto attraverso azioni specifiche coerenti coi valori e orientate a realizzare una vita piena per come la intendi tu…
Ad esempio, anche se la vita ti presenta quote più o meno grandi di stress, frustrazione, delusione, rabbia, tristezza, preoccupazioni, sensi di colpa e altre emozioni dolorose, tu puoi sempre mantenere la tua rotta, puoi sempre continuare ad impegnarti ad essere la persona che per te è importante essere: un partner generoso e attento, un genitore affettuoso e presente, un amico fidato e simpatico, un figlio amorevole e rispettoso, un lavoratore diligente e affidabile, uno sportivo costante e appassionato e ogni altra persona o ruolo tu vuoi e puoi incarnare… Non ti resta a questo punto che impegnarti costantemente a tradurre questa consapevolezza e queste caratteristiche in comportamento, azioni concrete, modi di stare con gli altri…

Se ti ci metti e se ti ci togli …

Se ti ci metti, troverai sempre uno scarto tra come sono le cose e come vorresti che fossero, tra come si comportano gli altri e come si dovrebbero comportare, tra come ti senti e come ti vorresti sentire. A che ti serve metterti a scannerizzare la tua esperienza? Sei sicuro che ti serva?
Se proprio ti ci sei messo… Almeno non ci restare!!! A che ti serve ruminare? Per capire meglio? Per trovare soluzioni? Per agire più efficacemente? Sei sicuro che sono questi i risultati che ottieni dal tuo sostare nella ruminazione? Probabilmente quello che hai ottenuto è un aumento di emozioni negative (frustrazione, impotenza, irritazione, umore negativo), autosvalutazione (sono uno scemo, sono incapace, non ho risolto niente), delusione e rabbia verso gli altri… E, di fatto, gli stessi o addirittura più problemi di prima.
Quindi decidi. Sposta lo sguardo verso ciò che veramente può fare la differenza per te in termini di qualità della tua vita … Rifletti il giusto (non servono ore di rimuginio) e agisci di conseguenza…

Il rosso e il verde

  1. Tu non puoi cambiare la tua storia
  2. Tu non puoi cambiare la tua sensibilità
  3. Tu non puoi cambiare il tuo passato
  4. Tu non puoi cambiare il tuo carattere
  5. Tu non puoi tornare indietro nel tempo
  6. Tu non puoi cambiare gli altri
  7. Tu non puoi evitare completamente la sofferenza
  8. Tu non puoi sapere tutto
  9. Tu non puoi evitare di morire
  10. Tu non puoi avere tutto ed essere tutto

 

  1. Tu puoi rivisitare a tua storia per leggerla in modo nuovo, meno angosciante e più chiara, meno colpevolizzante e più serena, meno dolorosa e più libera.
  2. Tu puoi riconoscere a cosa sei sensibile e governare il modo in cui reagisci alle situazioni o persone che innescano la tua ferita emotiva dolorosa.
  3. Tu puoi liberarti dai condizionamenti del passato imparando progressivamente a liberarti di catene che ti portano a ripetere antichi drammi. La tua parte adulta, consapevole, capace, responsabile, autonoma può prendere per mano la tua parte bambina e prendersene cura.
  4. Tu puoi considerare il tuo carattere come una tua risorsa che ti ha permesso di sopravvivere e che ancora oggi è per te un punto di forza, imparando al contempo a smussare e gestire quegli aspetti del tuo modo di essere che oggi ti creano problemi personali e interpersonali
  5. Tu puoi scegliere cosa fare di rimorsi e rimpianti che appartengono ad un tempo che non ci sarà più, mentre ora puoi utilizzare in modo consapevole il tuo tempo riempendolo di attività ed esperienze veramente nutrienti e gratificanti rispetto ai tuoi bisogni e ai tuoi valori
  6. Tu puoi cambiare te stesso, puoi ad esempio smettere di ascoltare la voce e seguire ancora i dettami dei tuoi genitori che ti criticano, ti rimproverano, ti svalutano, ti colpevolizzano e puoi smettere di farli parlare ancora dentro di te attraverso il tuo giudice interiore. Puoi conoscerti sempre meglio e puoi sempre meglio sperimentare nuovi modi di essere, nuove possibilità di agire, nuovi modi di pensare, nuove prospettive sul mondo, su te, sugli altri, sull’universo e sulla fonte creatrice a cui credi
  7. Tu puoi scegliere di non alimentare la tua sofferenza mentre scegli di dedicarti a costruire la vita gioiosa che desideri
  8. Tu puoi utilizzare al meglio ciò che sai
  9. Tu puoi sempre impegnarti a creare la tua qualità di vita, a vivere autenticamente e in modo pieno invece che sopravvivere in attesa della morte
  10. Tu puoi ringraziare per ciò che hai e per chi sei

 

La persona che vuoi essere e quello che devi fare

In un periodo di imprevedibilità e preoccupazione è utile ancorarsi a delle certezze ed è utile farlo costantemente e in modo concreto. A questo fine, ti suggerisco una pratica costante che può fare la differenza in questo momento per farti mantenere la tua direzione nonostante il resto…

Definisci la persona che vuoi essere, utilizza aggettivi che descrivano caratteristiche personali negli ambiti e ruoli importanti della tua vita. Ad esempio: voglio essere un partner appassionato e stimolante, un genitore protettivo e affidabile, un lavoratore creativo e flessibile, un collega stimolante e simpatico, un figlio grato e rispettoso, un amico generoso e brillante, uno sportivo costante e competitivo, un chitarrista romantico, un giardiniere preciso, un pizzaiolo fantasioso, ecc.

Definisci obiettivi a breve, medio e lungo termine. Ad esempio, se vuoi essere una persona che persegue il valore “salute e benessere psicofisico”, un obiettivo a breve termine potrebbe essere andare a correre, a medio termine potrebbe essere fare le analisi del sangue ogni tre mesi e partecipare ad un gruppo di acquisto di alimenti biologici, a lungo termine potrebbe essere fare un viaggio in Africa. Se persegui il valore “relazioni calde e nutrienti” a breve potresti aiutare tuo figlio a fare i compiti, a medio termine potresti organizzare una gita in barca con famiglia e amici, a lungo potresti andare in Africa col tuo partner… E come vedi, molto spesso, le azioni che compi e le attività a cui ti dedichi possono soddisfare più valori per te importanti per la persona che vuoi essere…

Definisci le azioni concrete che incarnano e realizzano valori ed obiettivi della persona che vuoi essere, ad esempio: per essere un partner stimolante stasera preparo una cena “inaspettata” al mio compagno, col suo vino preferito; come genitore affidabile domani manterrò la promessa di andare in bicicletta con mia figlia; come sportivo competitivo comincerò ad utilizzare il livello successivo del programma di allenamento; come collega stimolante sto ultimando un progetto che coinvolge l’intera équipe di lavoro.

Sii operativo, concreto e specifico; scrivi per aiutarti a realizzare gli impegni che hai preso con gli altri e con te stesso: cosa vuoi e devi fare, quando, dove, chi devi coinvolgere. Il perché già ce l’hai… Per essere la persona che vuoi… Per creare la vita che desideri… Ad esempio: domattina, alle 10, per le strade di campagna dove abito, vado in bici con mia figlia.

Fin dall’inizio, già adesso probabilmente, ti verranno a trovare pensieri auto-sabotanti che ti vorranno mettere i bastoni tra le ruote: è troppo difficile, con tutte queste restrizioni, non dipende solo da me, ma chi me lo fa fare, tanto non serve a nulla, non ho tempo per scrivere, già sono stressato tutto il giorno, non c’è nessuna garanzia certa di risultato, non sono capace, la vita è una fregatura continua, non so cosa voglio veramente, ho già troppe cose a cui pensare, non posso cambiare, non posso farci niente, voglio troppe cose, ecc.
Accogli questi pensieri… Senza rimuginarci sopra … Ringraziali per come ti aiutano a riflettere e ti sono utili a crescere… E lasciali andare … Hai altro a cui dedicarti… Inizia a fare quello che tu hai deciso che è importante fare…
Da ultimo, ma molto importante: inizia subito con qualcosa assolutamente alla tua portata, un piccolo obiettivo, un’azione semplice da realizzare, sempre in linea con ciò che vuoi veramente, in modo da prendere una bella spinta di fiducia, coraggio, intraprendenza, dinamismo, voglia di impegnarti…
Buon divertimento…