Quando i buoi sono usciti…

Quando arrivano le malattie psicologiche (ansie, fenomeni depressivi vari, attacchi di panico, crisi sul lavoro e nelle relazioni, ecc.) come anche molte malattie fisiche importanti, crediamo, troppo spesso, che siano espressioni della nostra debolezza e magari ce ne vergogniamo anche o ci sentiamo in colpa perché abbiamo creato danno e disagio a noi e a chi ci sta vicino.
In realtà, I SINTOMI CHE CI INVADONO SONO LA TRASFORMAZIONE PATOLOGICA DI SEGNALI CHE IN PRECEDENZA NON ABBIAMO SAPUTO ASCOLTARE.
Segnali di cosa in particolare? Segnali che abbiamo troppo tirato la corda, abbiamo chiesto a noi stessi di essere forti, solo forti, sempre solo ed esclusivamente forti. Ad esempio:
– non ci siamo permessi di fermarci quando eravamo stanchi,
– abbiamo sempre sfidato i nostri limiti oltre ogni ragionevole misura,
– abbiamo alzato sempre più gli standard di successo a cui rispondere,
– abbiamo aumentato a dismisura le richieste che facciamo a noi stessi,
– abbiamo seguito regole sempre più rigide su come ‘dover essere’,
– non ci siamo permessi di dire no a tante richieste che provenivano da nord e sud, da est e ovest,
– non ci siamo concessi di chiedere aiuto e sostegno anche se ne avevamo bisogno.
Ti riconosci in qualcuna di queste situazioni? Hai qualche esempio che riguarda la tua vita o persone che conosci?
La malattia ci mette in contatto con la PAURA: la paura di perdere tante persone e cose preziose della nostra vita, la paura di una vita piena di limiti, fino alla paura della morte, reale o in tante sue forme simboliche. Muore qualcosa.
La paura potrebbe e dovrebbe bastare per portare la persona a fare CAMBIAMENTI INCISIVI nel suo sistema di vita, nella gestione del tempo, degli impegni e delle relazioni. Ad esempio, rallentare, togliere qualche stress, accettare le rinunce delle scelte di cambiamento.
Se questa paura non bastasse, potrebbe rivelarsi utile o necessario un percorso terapeutico per:
– comprendere ed accettare la paura delle perdite,
– comprendere ed accettare la paura del cambiamento,
– comprendere e superare i motivi della resistenza al cambiamento.
Magari prima della terapia, potrebbe anche aiutare leggere ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Scatena la catena

Certamente la tua giornata tipo contiene un po’ d’ansia. Quasi ogni giorno, almeno un po’. Ansia per…
Certamente la tua giornata tipo contiene un po’ di paura. Quasi ogni giorno almeno un po’. Paura per…
Certamente la tua giornata tipo contiene un po’ di rabbia. Quasi ogni giorno almeno un po’. Rabbia per…
Certamente la tua giornata tipo contiene un po’ di tristezza. Quasi ogni giorno almeno un po’. Tristezza per…
Certamente la tua giornata tipo contiene un po’ di senso di colpa. Quasi ogni giorno almeno un po’. Senso di colpa per…
Certamente la tua giornata tipo contiene un po’ di vergogna. Quasi ogni giorno almeno un po’. Vergogna per…
Spero di non sbagliare nel credere che altrettanto certamente la tua giornata tipo contenga un bel po’ di gioia. Spero ogni giorno, anche un bel po’, un bel po’ tanto. Gioia per…
Insomma, provare emozioni è vivere. Ogni emozione è normale nel senso che ha un senso. È parte di ciò che ci accade e di cosa proviamo rispetto a ciò che ci accade. Non ti sarà stato difficile completare quei puntini per trovare esempi quotidiani di ansia, paura, rabbia, tristezza e ogni altra emozione, dolorosa o gioiosa.
Detto questo, cos’altro voglio dire?! Che il modo in cui noi trattiamo le nostre emozioni può essere fonte di sofferenza!!! In particolare le emozioni spiacevoli. Che intuitivamente vorremmo eliminare.
Quando vogliamo eliminare le nostre emozioni dolorose finiamo per attivare, però, strategie che risultano controproducenti. Cominciamo a combattere le nostre emozioni invece che lasciare che facciano il loro corso.
È comprensibile che noi vogliamo ridurre la nostra sofferenza, ma scegliamo strade sbagliate che finiscono per alimentarla. Cominciamo a rimuginare su ciò che sta accadendo fino a gonfiare preoccupazione e senso di incertezza. Cominciamo a ruminare sui motivi delle nostre emozioni e invece che comprenderne il senso finiamo per creare una catena di emozioni dolorose, sofferenza su sofferenza. Cominciamo a sviluppare ansia per la nostra ansia, paura della nostra paura e rabbia per la nostra rabbia. Ma anche rabbia per la nostra ansia, tristezza per la nostra rabbia, senso di colpa per ciò che proviamo e vergogna perché le cose dovrebbero essere diverse e “io dovrei essere diverso da quello che sono”, “cosa c’è di sbagliato in me?”
Insomma, se cominciamo a combattere contro le  nostre emozioni cominciamo a combattere contro noi stessi. Chi vince vince, noi abbiamo comunque perso.
Le emozioni piacevoli, felici esprimono il nostro appagamento per bisogni soddisfatti. Invece, il corso naturale delle nostre emozioni di sofferenza prevede che ad ogni emozione si accompagni un bisogno insoddisfatto e un’azione utile per soddisfarlo. Questo è ciò che dobbiamo fare quindi, in modo controintuitivo:
1. riconoscere l’emozione quando arriva, darle un nome, sentirla nel corpo
2. accoglierla piuttosto che tentare di scacciarla, darle spazio, lasciarla essere, lasciarla passare
3. cercare la frustrazione che la accompagna ovvero identificare il bisogno insoddisfatto
4. riflettere il giusto
5. per attivare un’azione efficace alla soddisfazione
6. impegnandoci per cercare di ottenere ciò che vogliamo e imparando anche ad accettare ciò che non abbiamo il potere di modificare
7. impegnandoci a vivere una vita piena di senso e valore per noi, compiendo attività per noi importanti, vivendo il tempo con persone per noi importanti… Cercando esperienze per noi ricche e significative… Nonostante le emozioni dolorose che pure fanno parte della vita…
Da ultimo, ma non per importanza, mi permetto di suggerirti un’attività che potrebbe avere valore per te: leggere ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Scambio tra amici

Come stai? Di corsa, ma bene! Riusciremo a scegliere di rallentare? Quando faremo un incidente!
Conosci questo tipo di scambio? Ti sei ritrovato anche tu in una conversazione simile? Solo i sintomi riusciranno a fermare i nostri ‘eroi della corsa senza limiti’? L’unico limite resta la morte o la malattia che ci tiene al palo?
Della serie: la mamma dei coglioni è sempre incinta. Scusa il tecnicismo…
Corriamo verso…?
Corriamo per…?
Forse lo sappiamo… Forse no… Forse abbiamo smarrito il senso. La direzione. E il significato.
La direzione? I nostri valori… Quali? Li conosci?
Il significato? La felicità… Quale? Cos’è per te la felicità o quello che stai cercando?
Urge lavoro di consapevolezza e responsabilità delle scelte.
Ciascuno di noi deve cercare il proprio senso.
Le domande utili per l’esplorazione e la comprensione diventano:
A quali richieste sto rispondendo? Richieste degli altri e richieste che faccio a me stesso…
A quali doveri sto rispondendo? Doveri realistici connessi alle mie responsabilità e doveri eccessivi, patologici, frutto della nostra ricerca di amore e apprezzamento per lenire il senso profondo di inadeguatezza che, chi più chi meno, ci portiamo dentro.
E cosa succede quando immagino di dire no a qualche richiesta e dovere eccessivi?
E cosa succede quando riesco effettivamente a dire qualche no?
Il lavoro è appena all’inizio…
‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line, è disseminato di esempi e riferimenti a questo modo di stare al mondo… Ci sono anche suggerimenti per il cambiamento… Ma ti dico in anticipo: non ci sono soluzioni ci sono inviti all’azione… Non ci sono frutti, ci sono semi…

Obiettivi possibili e impossibili

Succede a tutti di vivere situazioni in cui le cose sono diverse da come le vorremmo. Così come tutti ci confrontiamo con comportamenti di persone che sono molto lontane dai nostri desideri o da ciò che noi riteniamo giusto. Succede. Ciascuno di noi cerca di gestire il livello di stress e sofferenza che ci procurano queste frustrazioni e queste delusioni.
Ciò che non dipende da noi è certamente qualcosa che può arrivarci come spiacevole e disturbante. Noi abbiamo il compito di governare in modo flessibile e utile ciò che non possiamo controllare: né eliminare né prevenire né impedire. Se siamo impotenti in un certo grado, dobbiamo capire dove sta il nostro potere ed usarlo per arginare i livelli di stress e sofferenza che potremmo vivere. Dove sta il nostro potere? Di cosa è fatto? Quanto è grande? Quanto possiamo renderlo efficace?
Il nostro potere consiste nel dare significato alle esperienze in modo da non farcene travolgere. Consiste nel regolare le nostre emozioni in modo da vivere situazioni spiacevoli che non possiamo eliminare come situazioni tollerabili che possiamo superare. Consiste nel regolare il nostro comportamento in modo da soddisfare i nostri bisogni, realizzare i nostri desideri e proteggerci da ciò che ci fa male. Consiste nell’accettare ciò che non possiamo cambiare (perdite, limiti, mancanze, ecc.) mentre continuiamo ad impegnarci in azioni guidate da ciò che è importante per noi.
In sostanza: non possiamo eliminare completamente la sofferenza dalla nostra vita, possiamo arginarla al meglio e comunque agire per creare una vita di qualità, accettando limiti e ridimensionamenti e cavalcando desideri e possibilità.
Se non vuoi credere a me, prova a credere ad ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Il tuo mondo così come lo vuoi

Oggi ti invito ad ideare il tuo mondo ideale. Non mi riferisco tanto alla pace nel mondo o al cambiamento climatico o alla riduzione della povertà e della mortalità infantile né ad ogni forma di antivirus. Ti invito a buttare giù un bozzetto di come vorresti il tuo mondo nelle tue attività e relazioni quotidiane. Ti suggerisco una traccia.
Cosa dovrebbe accadere nel tuo mondo: fatti, situazioni.
Cosa dovrebbero fare gli altri che incontri quotidianamente nel tuo mondo: azioni, comportamenti.
Cosa dovresti sentire: emozioni, sensazioni, soddisfazioni.
Cosa dovresti pensare: idee, convinzioni.
Cosa dovrebbe contenere il tuo tempo: attività, persone.
Cosa dovresti raggiungere: obiettivi, scopi, risultati.
Cosa dovresti fare: azioni, abitudini, scelte.
Ora che probabilmente hai un po’ più chiara la situazione del mondo che vorresti, inizia a confrontarla con il mondo che attualmente vivi nella tua quotidianità. E nota lo scarto. La differenza tra l’ideale soddisfazione e una certa quota di frustrazione e delusione che caratterizzano i giorni che vivi.
Nota cosa accade rispetto a ciò che vorresti accadesse.
Nota cosa fanno gli altri rispetto a ciò che vorresti facessero.
Nota emozioni e sensazioni che provi…
Nota i pensieri che fai e cosa ci fai coi tuoi pensieri…
Nota di cosa è pieno il tuo tempo… E di cosa è vuoto…
Nota i risultati che ottieni… E quelli che non ottieni…
Nota ciò che fai rispetto a ciò che dovresti per creare il tuo mondo ideale o perlomeno per avvicinare il più possibile il tuo mondo reale a quello che desideri…
Cosa hai notato?
Annota ciò che hai notato e fanne guida del tuo agire consapevole e responsabile… In direzione della meraviglia che VORRESTI trovare nel tuo mondo e che DOVRESTI creare…
Certo se poi questa esplorazione ti servisse anche per impegnarti a fare il tuo per un ‘mondo sostenibile’ a livello globale, non ti resterebbe che leggere ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Per regalo…

Per Natale e per l’anno nuovo e per ogni giorno della tua vita, regalati la scelta di parlare ‘alle’ persone invece che ‘delle’ persone e ‘sulle’ persone.
Scegli di parlare direttamente invece che sparlare alle spalle…
Scegli di esprimere direttamente ciò che provi e ciò che pensi, ciò che vorresti e desideri…
Scegli di dire no se è quel no che senti profondamente…
Scegli di dire sì per aprirti agli altri e alle esperienze che solitamente eviti…
Scegli di chiedere ciò che vorresti l’altro facesse per te…
Scegli di agire per ottenere ciò che desideri piuttosto che ruminare su quanto gli altri siano ostacoli al raggiungimento dei tuoi bisogni…
Scegli di essere gentile… Con gli altri e con te stesso…
Scegli di dire mi dispiace…
Scegli di chiedere scusa…
Scegli di riparare a qualche dolore che hai arrecato a qualcuno…
Scegli di proteggerti da chi vuole farti del male…
Scegli di apprezzare il presente, anche se non è perfetto e nonostante le angosce per il passato e l’incertezza del futuro…
Scegli di dire grazie… Semplicemente grazie per ciò che arricchisce la tua vita…
Scegli di…
Scegli di…
Cos’altro potresti scegliere di regalarti per far salire il livello del tuo rapporto con gli altri e con te stesso?
Poi certo, se non ti va di regalarti nuove scelte consapevoli e responsabili al servizio del tuo benessere, puoi sempre regalarti e regalare ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Nella tana del bianconiglio

Rispetto alla solita realtà frustrante, che scegli o che trovi quotidianamente, dedicati un tempo di qualità scendendo ‘nella tana del bianconiglio’ fonte di meraviglie potenziali che aspettano di essere attivate nel concreto del tuo vivere quotidiano. Ecco come fare (una tra molteplici possibilità):
FERMATI. Veramente… Stacca temporaneamente ogni link che ti connette all’esterno ma ti allontana da te stesso…
OSSERVATI ed ASCOLTATI. Guarda all’interno, percepisci le sensazioni del tuo corpo, senti le emozioni che ti vengono a trovare, focalizza i tuoi bisogni, cogli i pensieri che vagano nella tua mente, nota quello che fai…
RACCOGLI L’INFORMAZIONE: tutto ciò che emerge, ogni parte di te, anche quelle che non ti piacciono. Sensazioni, emozioni, bisogni, pensieri, azioni, sono parti di te, parte di te, esprimono e raccontano qualcosa di importante su te…
UTILIZZA L’INFORMAZIONE con CONSAPEVOLE RESPONSABILITÀ. Cosa senti, cosa provi, cosa pensi, cosa vuoi, cosa ci puoi fare per cercare la meraviglia, per crearla nonostante le miserie che pure possono appartenere alla tua vita.
Semplice a dirsi, meno a farsi, fondamentale come pratica quotidiana in cui quella che a qualcuno potrebbe sembrare una fuga dalla realtà è, invece, un dirigersi verso un comportamento più consapevole e in connessione col proprio sentire più autentico, genuino, meno filtrato da condizionamenti passati e attuali che ci dicono cosa dobbiamo fare e non dobbiamo fare, cosa dobbiamo sentire e non sentire, cosa dobbiamo pensare e non pensare.
Prova a leggere ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line. Per capire come ha fatto Alice (e come può fare ciascuno di noi) a trasformare le miserie in meraviglie.

27. Estate meravigliosa. Il valore del tempo

Per scoprire il valore di un anno, chiedi a uno studente che è stato bocciato all’esame finale…
Per scoprire il valore di un mese, chiedi a una madre che ha messo al mondo un bambino troppo presto…
Per scoprire il valore di una settimana, chiedi all’editore di una rivista settimanale…
Per scoprire il valore di un’ora, chiedi agli innamorati che stanno aspettando di vedersi…

Per scoprire il valore di un minuto, chiedi a qualcuno che ha appena perso il treno…
Per scoprire il valore di un secondo, chiedi a qualcuno che è sopravvissuto a un incidente…
Per scoprire il valore di un centesimo di secondo chiedi ad un atleta che alle Olimpiadi ha vinto la medaglia d’argento…
Per la tua vita meravigliosa, DIVENTA CONSAPEVOLE DI COME USI IL TEMPO.
Diventa padrone del tuo tempo.
Diventa consapevole di come usi il tempo per soddisfare i tuoi bisogni. E di come disperdi il tempo per stare dietro ai bisogni degli altri, senza ricavarne un reale nutrimento della relazione e del benessere reciproco.
Inizia a notare come usi il tuo tempo per curare alcuni aspetti della tua vita… E per trascurarne altri…

Consapevole che QUELLO CHE FAI È QUELLO CHE SCEGLI E QUELLO CHE SCEGLI È QUELLO CHE VUOI, inizia ora ad agire in base a questa consapevolezza…
E se vuoi un ultimo consiglio per il buon uso del tuo tempo… Inizia a leggere ‘Alice nel paese delle miserie’: puoi ordinarlo direttamente in libreria oppure on line…

Attento al rumore

“Ho riconosciuto la felicità dal rumore che ha fatto andando via” (Marcel Proust). Potrebbe sembrare un invito semplice semplice a notare le ricchezze che appartengono alla nostra esperienza, ad apprezzare ciò che nutre quotidianamente le nostre giornate, ad essere grati per ciò che riempie di valore la nostra vita. Potrebbe sembrare un invito piuttosto retorico, qualunquista e populista a notare che, mentre giochi a pallone o stai facendo un’altra attività qualsiasi per te gioiosa, potresti accasciarti al suolo e restarci secco. Magari per un malore o semplicemente perché ti hanno sparato o pestato a morte. Per non parlare del pensiero rivolto a tutti i bambini in tutte le parti del mondo che non hanno nemmeno un bicchiere d’acqua al giorno. Mi riferisco, tanto per fare qualche esempio, a chi è affetto da gravi malattie o a chi vive segregato in condizioni di profonda limitazione di libertà. Ma anche a chi arriva nel mio studio a chiedere aiuto perché all’improvviso è stato invaso da attacchi di panico che lo hanno spaventato a morte o perché insidiosamente l’umore nero si sta impossessando di lui. O perché sente di star perdendo il controllo dei propri pensieri e dei propri comportamenti. O perché molte sue relazioni sono piene di delusione.
Potrei continuare ancora un po’ a far girare quella frase iniziale dentro di me per vedere cos’altro mi salterebbe in mente. Magari lo stai facendo anche tu… Pensando che la felicità già appartiene alla tua vita, anche se accompagnata da dolori, paure e stress più o meno grandi che pure riempiono la tua vita.
Ecco emergere allora l’immagine famigerata del mezzo pieno e mezzo vuoto…
Probabilmente un’immagine più realistica e utile per ciascuno di noi è quella di un cesto di frutta dove alcuni frutti sono belli e gustosi mentre altri sono andati a male. Esistono entrambi. Con entrambi devi farci qualcosa. Anche perché il rischio è che tutti vadano a male… O che purtroppo tu non abbia la possibilità di farci niente…
Questo è il compito quotidiano che siamo chiamati a fare, anche se molti di noi cercano di riempire quel cesto ma non riescono mai a mangiare un frutto. Oppure lo mangiamo senza gustarlo o senza apprezzarlo. Oppure non mangiamo nessun frutto perché ce ne sono altri rovinati. Oppure… Completa a spiacimento…
Ti suggerisco allora una manovra di auto-aiuto basata su un atteggiamento di piena consapevolezza non giudicante.
Per una settimana, a fine giornata, annota gli eventi che hai vissuto. Quelli che emergono alla tua attenzione. Semplicemente annotali…
Dopo una settimana riprendi il tuo elenco e annota le emozioni che provavi al momento dell’evento e quelle che provi ora che lo stai ‘rileggendo’… E annota anche le tue considerazioni del momento… I tuoi pensieri… Usa la consapevolezza che emerge per ricominciare una nuova settimana in cui a fine giornata scrivi un elenco dei fatti accaduti… E a fine settimana completi il compito…
Ci vuole un piccolo grande impegno e un po’ di pazienza per nutrire la speranza…E attento al rumore…

Il giro della felicità

Ricordati che devi morire! Lo hai scritto?
Ricordati che ci sarà un giorno che sarà l’ultimo della tua vita! Memorizzato?
Ricordati che sei ancora in tempo per smettere di leggere queste righe e fare qualcosa di meglio! Ok?
Se stai continuando a leggere, ti devo anche ricordare che oggi, primo dei restanti giorni della tua vita, comunque ti ha presentato o ti presenterà una certa quota di bisogni frustrati e situazioni deludenti. Non te l’aspettavi, eh!?
Magari pochissime, forse oggi quasi niente o forse proprio tante, frustrazione e delusione sono esperienze sostanzialmente ineliminabili del nostro concreto vivere. Tu puoi scegliere ora proprio ora di smettere di leggere e dedicarti ad altro, ma non puoi scegliere di eliminare completamente il divario che esiste tra reale e ideale. Tra ciò che vorresti e ciò che ottieni. Tra ciò che ti aspetti e ciò che succede. Tra come vorresti che si comportassero gli altri e come si comportano. Tra come vorresti comportarti e come finisci per comportarti. Esempi? Malattie, lutti, fallimenti, tradimenti, aspettative deluse, qualcuno che ci lascia, qualcuno che ci esclude,
Certo che simpatia che sgorga da queste considerazioni!!! Anche ora potresti scegliere di smettere…
Eppure c’è altro…
Nonostante l’imperfezione delle cose e delle persone (te compreso), nonostante un certo numero di situazioni in cui ci sentiamo e siamo impotenti (me compreso), abbiamo sempre un certo grado di potere. Possiamo sempre farci qualcosa di buono per noi con quello scarto tra realtà e desiderio. Ecco trovata la strada per la felicità…
Potresti impegnarti a cambiare alcune cose…
Potresti imparare ad accettare ciò che non puoi cambiare (dopo che ci hai provato in molteplici modi)…
Potresti scegliere con consapevolezza ciò che è importante per te, ciò che ha valore per te, ciò che renderebbe la tua vita degna di essere vissuta e impegnarti concretamente a realizzare (rendere reali) quei valori… Impegnarti fino a riuscirci… Impegnarti fino ad incontrare la frustrazione e l’impotenza… E quindi ricominciare il giro..

Ah! Dimenticavo. Puoi anche fare il giro delle librerie, anche on line, per ordinare ‘Alice nel paese delle miserie’. E il tuo giro sarà meraviglioso…