Debolezza relazionale

Esistono due grandi tipi di debolezze umane nelle relazioni.
È debole chi minaccia, chi ricatta, chi paventa una ritorsione… Una debolezza mascherata da forza apparente. “Se fai così… Allora io farò così…”.
È debole chi subisce la minaccia, chi teme che la previsione diventi pericolo effettivo, chi è vittima dei movimenti altrui. Una debolezza per mancanza di sicurezza in se stessi.

Sono due forme di dipendenza.
Chi minaccia spesso dipende dalla propria pretesa frustrata, di fronte all’altro deludente non ha altri strumenti che minacciare.
Chi è sotto scacco della minaccia dipende dall’altro e teme il suo rifiuto/abbandono, angoscia vissuta se dovesse effettivamente realizzarsi la minaccia.

Pensa alle tue relazioni, famiglia, coppia, lavoro, amicizie, altre relazioni… Ti capita di recitare una di queste parti? Sempre la stessa debolezza? A volte ti ritrovi a minacciare, altre ad essere minacciato? È diverso nei diversi ambiti o sei proprio esperto di almeno uno dei due ruoli?

Come noterai ciascuno di questi due ruoli relazionali è fonte di sofferenza, se non immediata, certamente a lungo andare, creando una relazione intossicata da rancore, risentimenti, frustrazioni e delusioni reciproche.
Per creare buone relazioni, si può uscire da queste modalità malate attraverso una comunicazione autentica, coraggiosa, realmente efficace, prendendosi il rischio di perdere la relazione, ma anche di farla evolvere in modo più maturo e responsabile, realmente fonte di crescita per entrambi.

SMETTI…

Visto che non puoi controllare tutto… Ma puoi comunque scegliere in modo responsabile in base alla consapevolezza dei tuoi bisogni, desideri e valori…
Visto che gli altri non stanno al mondo per soddisfare le tue aspettative… E nemmeno tu per loro…
Visto che il passato non è il tuo destino e hai comunque la possibilità di rimettere mano a ciò che non è andato come avresti voluto…
Visto che se pure ti hanno messo dove sei oggi, ora puoi comunque fare qualcosa per uscirne…

SMETTI di cimentarti in missioni impossibili, agisci con tutte le tue risorse e accogli l’eventuale imperfezione dei risultati che otterrai..
SMETTI di pretendere di ottenere sempre dei sì alle tue richieste, chiedi con cura e impara ad accogliere la risposta con serenità…
SMETTI di giudicare, criticare, colpevolizzare, rimproverare e sostituisci queste modalità aggressive con richieste specifiche di quello che vuoi, sapendo comunque che potresti ricevere dei no e che questo è parte della vita reale…
SMETTI di voler cambiare l’esterno da te e impegnati a cambiare te stesso per essere artefice della vita che vuoi creare…
La vita è quella che è… E tu puoi comunque farci qualcosa…

Focus inutile e focus efficace

Esistono alcune strade scivolose nel quotidiano dei rapporti interpersonali. Strade evidenti in alcuni pensieri che tendiamo a far girare nella nostra testa.

NON DOVREI CHIEDERLO, dovrebbe capirlo da solo. Abbiamo l’aspettativa pericolosa che l’altro intuisca i nostri sentimenti, bisogni e desideri. A volte succede, forse un tempo succedeva, di fatto non sempre è possibile ottenere qualcosa senza chiederlo. Fosse un riconoscimento al lavoro. O fosse un gesto di tenerezza del partner. Fosse un invito di un amico o altro. A volte accade spontaneamente e può essere molto bello… Altre volte no… E dobbiamo scegliere cosa fare.

COME FA A NON CAPIRE. Abbiamo l’aspettativa pericolosa che l’altro abbia la stessa nostra prospettiva o cornice di riferimento oppure che l’altro abbia le nostre stesse informazioni o conoscenze per cui “dovrebbe” capire e fare quello che crediamo noi, magari senza chiarire o chiedere. Le nostre convinzioni sulla realtà sono solo ipotesi, possibilità, non certezze su una verità assoluta, la nostra, unica e incontrovertibile, valida e identica per tutti. Le nostre idee sulla realtà, interna ed esterna, sono frutto della nostra storia di vita e non Verità generali… Quello che per te è un gesto affettuoso per altri potrebbe risultare un’invadenza. Tu sei abituato ad urlare e l’altro vive con toni più pacati. Tu provieni da una famiglia unita che per l’altro è “appiccicosa”. Tu provieni da una famiglia “composta” che l’altro vive come freddezza.

COME HA POTUTO FARE UNA COSA DEL GENERE. L’aspettativa pericolosa in questo pensiero è che l’altro abbia i nostri stessi valori quindi faccia le stesse cose che facciamo o faremmo noi in una certa situazione. Pericolosissimo in ogni tipo di rapporto, alimenta conflitti e pretese perché l’altro non è come dovrebbe essere secondo ciò che io credo sia un pensiero giusto e un comportamento adeguato. Come ha potuto arrivare in così grave ritardo? Come ha potuto dimenticare ciò che gli avevo raccontato? Come ha potuto chiamarmi alle 23 della sera? Come ha potuto venirmi a svegliare alle 5 del mattino?

Quali altre aspettative pericolose ti vengono in mente e che ti portano a scivolare in rapporti interpersonali pieni di incomprensione, conflitto, delusione?

Queste situazioni esprimono lo stesso “ritornello della mente infelice”: gli altri dovrebbero essere diversi da come sono e dovrebbero essere come io li voglio, dovrebbero essere soddisfacenti invece che frustranti, corrispondenti alle mie aspettative e desideri invece che deludenti.

Una mente felice che puoi imparare a far funzionare in modo che ti porti gioia e soddisfazione è quella mente che smette di concentrarsi sul tentativo fallimentare di cambiare l’altro, il suo modo di pensare e agire. È una mente che più produttivamente può dedicarsi a:
Dare un SIGNIFICATO DIVERSO alle situazioni attraverso pensieri più realistici, meno assolutisti, più specifici, meno generalizzati e sempre uguali a se stessi. Appropriandosi della paternità del proprio pensiero rispettabile come ogni altro diverso pensiero.
Dai significati diversi potranno emergere EMOZIONI DIVERSE e anche la capacità di MODULARLE nelle loro intensità ed ESPRIMERLE in modo più efficace per risolvere i problemi interpersonali.
Per arrivare dunque a gestire le situazioni attraverso COMPORTAMENTI PIÙ ADEGUATI e mirati a raggiungere i propri SCOPI e desideri, nel rispetto dell’unicità di ognuno.

Da qualche parte nel mondo…

Da qualche parte nel mondo, vicino o lontano, c’è qualcuno che vuole cambiarti, che ti vuole cambiare, che vuole che tu cambi. Che cambi il tuo modo di comportarti e il tuo modo di pensare. Qualcuno che pensa che tu sia un cretino o un egoista o insensibile o troppo buono o troppo rigido o qualche altra cosa o giudizio per cui “non sei come dovresti essere per andare bene a questa persona”.
In qualche stanza di un qualche psicologo c’è qualcuno che imputa i suoi problemi a te… Crede (e racconta) che il suo stress è perché tu non sei come dovresti essere, che non sei amorevole abbastanza, che sei assente, che non soddisfi sempre i suoi bisogni, che una volta eri migliore, che… Pensi male e agisci peggio… non ti sai vestire e i tuoi piedi emettono pure un cattivo odore.
Ora che sei consapevole di questo cosa intendi fare?
Ora che sei consapevole di tutto ciò come cambierà la tua giornata?
Ora che sei consapevole di “questa realtà” come cambierà effettivamente la tua vita?

La realtà è che ciascuno di noi si trova a seconda delle circostanze sia nell’una che nell’altra posizione… Quando chiediamo o pretendiamo… E quando siamo oggetto delle richieste e delle pretese altrui…
E tu come gestisci questo nelle tue relazioni?