La cronaca e la storia dello stress

Esistono molteplici modi per conoscere il proprio stress…
Ti invito a notare le PRESSIONI che appartengono alla tua vita. Attualmente. Da cosa ti senti pressato e da chi. Cosa ti senti pressato a fare e perché… E come reagisci: cosa provi, pensi e fai…
Ti invito anche a notare le ASPETTATIVE che hanno gli altri su di te. Attualmente. Chi si aspetta cosa da te e perché… E come reagisci: cosa provi, pensi e fai…
Ti invito, quindi, a notare le PRETESE che senti da parte degli altri. Chi pretende cosa da te e perché… E come reagisci: cosa provi, pensi e fai…
In più ci sei anche tu. Con le tue pressioni, aspettative e pretese rivolte a te stesso. E come reagisci: cosa provi, pensi e fai…
Cosa accomuna tutto quanto visto finora?
Ti invito a notarlo…
Ti invito a notare che tutto ciò converge in ciò che  DOVRESTI fare. DEVI fare. Sei assolutamente OBBLIGATO a fare… Altrimenti… … …
Altrimenti?
Ti invito, allora, a ricordare le PRESSIONI che hai incontrato negli anni, da quel tempo antico ad oggi. Storicamente. Cosa, più o meno da sempre o da un momento preciso della tua vita, sei stato PRESSATO a fare, da chi e perché… E come reagivi…
Ti invito, avrai ora capito, a ricordare le ASPETTATIVE che hanno avuto gli altri su di te. Storicamente. Chi si aspettava cosa da te e perché… E come reagivi…
Ti invito, infine, a ricordare le PRETESE che hanno segnato la tua infanzia. Storicamente. Chi pretendeva cosa da te e perché… E come reagivi…
Ecco come hai imparato ad essere pieno di pressioni, aspettative e pretese nei tuoi confronti… Ieri come oggi…
Ecco come hai imparato a seguire RIGIDE REGOLE DI COMPORTAMENTO per essere ciò che DOVEVI ESSERE…
Ecco come oggi continui a seguire RIGIDE STRESSANTI REGOLE DI COMPORTAMENTO per essere chi DEVI ESSERE… Altrimenti… … …
Altrimenti?

Cosa succede se non sei ‘ligio al dovere’?
Cosa succedeva se provavi ad ‘uscire dalle rigide regole’ di comportamento che ti erano imposte?
Cosa succede oggi se ‘immagini di trasgredire’ le regole autoimposte?

Esistono, allora, molteplici modi per combattere lo stress…
PUOI imparare a riconoscere i tuoi funzionamenti rigidi cercando di capirne il senso e il valore per te, oggi come allora…
PUOI immaginare di cambiare qualcosa e sentire l’effetto che fa… Cosa senti nel corpo, quali emozioni provi, quali pensieri emergono… Solamente ad immaginare un cambiamento…
PUOI provare nel concreto a cambiare qualcosa e verificare l’effetto che fa, come reagiscono gli altri e come reagisci tu… Cosa senti nel corpo, quali emozioni provi, quali pensieri emergono…
Questo è già il tuo viaggio di sviluppo personale verso la LIBERAZIONE da condizionamenti indigesti e verso una maggiore FLESSIBILITÀ di pensiero e comportamento…
Certo se poi leggessi ‘Alice nel paese delle miserie’, il viaggio sarebbe meraviglioso… Puoi ordinarlo direttamente in libreria o sul sito dell’editore youcanprint.it. Finalmente anche su Amazon lo trovi scontato e arriva in tre giorni…

Autoritratti

Pensa alla tua più grande forza… Qual è?
Pensa alla tua più grande debolezza… Qual è?
Pensa al tuo più grande fallimento… Qual è?
Pensa al tuo più grande successo… Qual è?
Pensa ad una tua parte ‘cattiva’ (se la trovi)… Come la puoi descrivere?
Pensa ad una tua parte ‘buona’ (se la trovi)… Come la puoi descrivere?
Se metti per iscritto questi pensieri che ti ho invitato ad avere, quello che potrà emergere è un tuo autoritratto… Un’immagine di te che tu hai prodotto attraverso quei pensieri e come li hai trascritti…
Adesso ti potrei chiedere di pensare a:
– le tue risorse e i tuoi limiti…
– le tue parti ‘sane’ e quelle ‘malate’ per come le puoi intendere tu…
– i tuoi sogni realizzati…
– rimorsi e rimpianti…
– progetti in corso…
– progetti abbandonati…
Anche scrivendo questi pensieri avrai un autoritratto…
Hai altri pensieri attraverso cui definire il tuo autoritratto? Puoi veramente sbizzarrirti e creare tanti ritratti di te… Dipende dalle cose a cui pensi… Dalle domande che ti fai… Da un atteggiamento che puoi coltivare in te volto alla curiosità, all’esplorazione e al gioco: ecco vedi, verrebbe fuori un ritratto di te di ‘bambino artista creativo’. Ti ci ritrovi? Comunque è una potenzialità a tua disposizione quella di cercare risposte dentro di te… Immagini… Ricordi… Pensieri…

Ora che hai delineato uno o più ritratti di te o forse un bell’autoritratto articolato e variopinto e che puoi continuare a creare per tutta la vita, cosa emerge alla tua consapevolezza?
Cosa pensi?
Quali emozioni provi?
Quali sensazioni corporee affiorano?
Questo è un piccolo giochino che come tutti i giochi è molto serio e che puoi giocare ogni volta che vuoi, da solo o in compagnia, magari anche adattandolo o rivisitandolo come più ti aggrada… Così tanto per usare uno degli infiniti modi per conoscere te stesso…
La cosa bella e divertente è che i tuoi pensieri definiscono ritratti di te ma tu non sei quei ritratti, come l’immagine allo specchio o una fotografia non ritraggono la pienezza della persona che sei…
Siamo culturalmente abituati a conoscere noi stessi e gli altri attraverso etichette definitorie come quelle che io ti ho invitato ad usare (forte, debole, buono, cattivo, successo, fallimento, sano, malato, ecc.). Queste etichette sono utili alla comprensione reciproca e alla comunicazione tra persone. Solo che hanno un grande rischio: rischiano di alimentare giudizi e pregiudizi quindi incomprensioni e conflitti o anche rischiano di bloccare le infinite possibilità che le persone hanno di vedere se stessi e agire di conseguenza.
Allora, ti chiedo nuovamente: cosa pensi? Cosa provi? Quali sensazioni fisiche avverti ‘in questo momento’?
L’esperienza presente, ciò che senti nel corpo, pensi e provi, ‘qui e ora’, è la fondamentale base di partenza di ogni esplorazione…
Buon viaggio…

A proposito di viaggi, ti ricordo il libro che ho pubblicato a febbraio: ‘Alice nel paese delle miserie’ – Un viaggio di crescita personale che prima o poi tutti dobbiamo compiere.

Puoi averlo su ordinazione: in libreria o sul sito dell’editore youcanprint.it o anche su Amazon.

Ancora buon viaggio…

Chi lascia la strada vecchia…

Certamente anche tu ti confronterai quasi quotidianamente, anche più volte al giorno, con quella che qualcuno chiama la ‘verità del piffero’: se continui a fare ciò che hai sempre fatto o che fai da tempo immemore, continuerai ad ottenere i soliti esiti. Se vuoi eliminare la frustrazione e alleviare il dolore, ma continui a comportarti sempre allo stesso modo, finirai per mantenere e addirittura alimentare proprio ciò che vuoi combattere e allontanare dalla tua vita. Esempi.
Ti arrabbi e spacchi tutto, nella realtà o nella fantasia (di vendetta e di rivalsa).
Cerchi di alzare ancora e ancora e ancora di più il livello delle tue prestazioni e dei tuoi sforzi.
Cerchi di essere sempre più ineccepibile, senza macchia, lindo e pinto.
Vai in giro con scritto in fronte ‘zerbino’: servizievole, sottomesso, compiacente, al limite del sacrificio.
Pensi, in maniera ripetitiva quanto sterile, a ciò che poteva essere e non è stato.
Pensi, in maniera ripetitiva quanto sterile, a ciò che potrebbe essere, ma su cui nessuno ti può dare risposte certe e totalmente rassicuranti.
Fai tutto e sempre da solo e non riesci a riconoscere i tuoi bisogni e chiedere aiuto quando serve (non sia mai).
Lavori 48 ore al giorno e sei costantemente iper-affaccendato, che tu sia il presidente di una multinazionale o una casalinga o un tuttofare iper-disponibile.
Eviti di frequentare persone, ti ritiri in casa, ti chiudi in te stesso, nel tuo mondo fantastico, che forse tanto fantastico non è.
Pratichi qualche forma di dipendenza: alcol, droghe, cibo, gioco d’azzardo, shopping, sesso, social media, attività fisica compulsivi.
Hai altri esempi?
La soluzione, allora, tu mi dirai, è presto fatta: comincia a cambiare qualcosa del tuo modo di pensare e di comportarti e così arriveranno risultati diversi, finalmente riuscirai ad eliminare la tua sofferenza o perlomeno a battere una strada nuova per iniziare a sconfiggere ciò che ti fa soffrire. Giusto! In teoria. In pratica, cambiare richiede di accedere al proprio sano coraggio per affrontare la paura del cambiamento. Perché se a parole incontriamo il nostro desiderio (a volte, a dire il vero, nemmeno a parole), nei fatti ci viene a trovare la paura di perseguire quel desiderio. L’abbiamo appresa nella nostra storia di vita…
Consapevoli di ciò, ti suggerisco l’inizio della strada nuova… Che sta a due passi:
1. Individua il comportamento fallimentare attraverso cui tenti inutilmente di fronteggiare frustrazione, delusione e sofferenza. E anzi finisci per alimentarle. Ti ho dato qualche suggerimento…
2. Prova a non metterlo in atto. Prova ad astenerti. Non ci devi riuscire, ma ci devi provare. Che tu ci riesca o meno e per quanto tempo eventualmente, sarà comunque utile a raccogliere informazioni preziose su di te. Su cosa è successo nella tua mente: cosa hai pensato, quali emozioni e sensazioni hai provato. E su cosa è successo nella realtà esterna, nelle tue relazioni, come hanno reagito altre persone coinvolte. Informazioni fondamentali per comprendere come funzioni e come puoi cambiare alcuni modi di pensare e agire, effettivamente ed efficacemente, in direzione del tuo benessere soggettivo e interpersonale.

Se sei ancora più curioso del rapporto tra strada vecchia e nuova, ti suggerisco la lettura di ‘Alice nel paese delle miserie’ (Lino Fusco, youcanprint, 2021).

Per i lettori tecnici e colleghi che volessero approfondire, suggerisco la lettura di “Corpo, immaginazione e cambiamento” di Dimaggio e colleghi (Raffaello Cortina, 2019).

È andata così… Ma almeno ci hai provato… E tanto hai imparato…

Aggiungi un posto a tavola

Che sia il tavolo dove fai colazione o la scrivania in ufficio o la grande tavola rotonda, ovale o quadrata della sala riunioni o anche il banco dove ricevi clienti o il laboratorio dove eserciti la tua arte, c’è sempre una moltitudine di persone. Che tu sia da solo o in famiglia o al lavoro o con gli amici, ognuno di questi tavoli è pieno di persone. Sì, anche quando sei solo. Possono essere persone reali o ‘personaggi interiori’, diverse parti di te che sei solito incarnare e recitare, più o meno consapevolmente.
Non è un “come se”, tipico dell’attore, è piuttosto un “proprio così”, proprio di una persona reale come tu sei. Tu sei portatore, più o meno sano, di diverse parti attraverso cui affronti la giornata, costruisci relazioni, governi i tuoi bisogni, eserciti le tue abilità e competenze, impieghi il tuo tempo, vivi la vita insomma.
Sei attento, entusiasta, generoso, giocoso, esuberante, ma anche rigoroso, burbero, impulsivo, metodico e più ne incarni più ne puoi raccontare…
È pressoché infinito il numero di partecipanti alla tua vita quotidiana, almeno potenzialmente. Poi, probabilmente, in pratica, bazzichi sempre le stesse persone, alcune soprattutto sono piuttosto ‘cattive compagnie’ o almeno così siamo abituati a pensarle; c’è la parte ansiosa, la parte arrabbiata, quella stressata, quella delusa, la tua parte autocritica, l’autosabotante, quella depressa, quella costantemente insoddisfatta. Quante altre ancora?! In realtà, la nostra personalità è come un terreno, più o meno fertile e produttivo, dove tu puoi piantare tutti i semi che vuoi (oltre a quelli che qualcuno ha piantato per te). Ma soprattutto, come avrai capito, non basta seminare: bisogna coltivare, innaffiare, prendersi cura.
Nota quali sono i semi che hai dentro…
Nota come li hai coltivati nel tempo…
Immagina quale seme vorresti piantare…
Nota quali sono le qualità di questo seme e della pianta che può svilupparsi…
Immagina come te ne prenderesti cura…
Renditi conto che è qualcosa che è in tuo potere fare…
Renditi conto che lo puoi fare nel modo più adatto a te, alla persona che sei e alla persona che vuoi cominciare a diventare…
Inizia a farlo…

Lockdown e azione meravigliosa

Senza troppi preamboli, oggi ti propongo un esercizio di autoconsapevolezza che, se lo farai, con cura e costanza, ti aiuterà a comprendere le tue miserie e a muoverti in direzione della tua vita meravigliosa, per come tu la puoi intendere e desiderare. Tema casualmente ispirato al libro ALICE NEL PAESE DELLE MISERIE, autore Lino Fusco, appena uscito a febbraio 2021. Libro che, se tu fossi interessato, potresti ordinare su youcanprint.it (sito della casa editrice) o su Amazon o direttamente in libreria. Con un po’ di pazienza ne entreresti in possesso in una settimanella.
Dopo quello che potrebbe sembrare un esercizio di marketing (con due t), ecco l’esercizio di autoconsapevolezza al servizio del cambiamento in 4 passi (con esempi):
1. REGISTRA COME FUNZIONI. Scrivi in modo attento e regolare quelle situazioni tipiche in cui ti ritrovi, quei modelli ricorrenti di comportamento che ti ritrovi ad adottare. Ad esempio: riconosci che in tante situazioni specifiche tu sei sempre quello che… Stai in disparte, solitario e silenzioso. Oppure sei iper-disponibile fino all’autosacrificio. O anche sei sempre al centro dell’attenzione. O magari sei cronicamente incazzato e sopporti a malapena te stesso e nemmeno sempre. O sei continuamente insoddisfatto. O tendenzialmente perfezionista, severo ed esigente con te stesso e con gli altri. O incapace di farti valere, sottomesso, dipendente. O incapace di fare richieste e dire no. Insomma hai capito: registra il tuo modo tipico di pensare, agire e stare nelle relazioni. Alcune modalità saranno evidentissime, altre saranno più nascoste. Più ti eserciti e più diventerai abile a conoscerti e riconoscerti. La consapevolezza non è tutto e subito. E men che meno il cambiamento…
2. TROVA LE REGOLE RIGIDE CHE DETERMINANO IL TUO FUNZIONAMENTO. Tutti noi funzioniamo in base a regole, non sempre consapevoli, che guidano il nostro agire. Esempi: se e solo se faccio il ‘bravo’ mi sento a posto con me stesso; se e solo se mi dimostro forte e imperturbabile mi sento una persona valida; se e solo se accontento gli altri mi sento benvoluto; se e solo se sono simpatico e divertente mi sento ok; se e solo se arrivo primo merito la benevolenza altrui; se e solo se faccio da solo potrò avere successo; se e solo se controllo tutto, tutto andrà come deve andare. Come vedi da questi esempi, le regole sono quasi prigioni, lockdown che diamo a noi stessi e oltre i quali non possiamo andare…
3. INTRODUCI FLESSIBILITÀ AL POSTO DI RIGIDITÀ. Insomma creati delle alternative. Riscrivi le regole. Laddove c’è costrizione introduci permessi… Esempi: posso sentirmi bene anche se dico no; posso sentire il mio valore anche se non sono perfetto; posso sentirmi una persona ok anche se deludo qualcuno; posso anche sentirmi fragile senza perdere la mia dignità; posso anche non farcela; posso anche chiedere aiuto; posso affidarmi e non controllare tutto; posso riposarmi; posso dedicarmi ad attività piacevoli; posso andare al mio tempo.
4. AGISCI CONCRETAMENTE IN BASE ALLE NUOVE REGOLE. Inizia a fare ciò che solitamente non fai. Smetti di fare ciò che fai solitamente. Un passo alla volta ma determinato. Un piccolo passo alla volta per un grande cambiamento. Agendo in base a queste nuove regole ti auguro di avvicinarti alla vita meravigliosa che desideri. Certamente agendo come non hai fatto finora capirai qualcosa di te, capirai le tue paure che ti ostacolano nel raggiungere i tuoi obiettivi, capirai cosa puoi fare e vuoi fare, cosa devi fare e cosa non devi più fare per avvicinarti alla tua vita meravigliosa…

Come puoi trasformare le tue miserie nelle tue meraviglie

Sei nella miseria quando confondi ciò che puoi controllare con ciò che non puoi controllare…
Sei nella miseria quando vuoi cambiare le altre persone…
Sei nella miseria quando ti perseguiti con giudizi feroci che non ti danno scampo…
Sei nella miseria quando sguazzi nella lamentela fine a se stessa…
Sei nella miseria quando indugi nella pretesa e non riesci mai ad essere soddisfatto…
Sei nella miseria quando continui a fare la vittima…
Sei nella miseria quando resti fermo ad aspettare che le cose arrivino da sole…
Sei nella miseria quando pensi troppo senza agire o agisci senza pensare…
Sei nella miseria quando metti sempre gli altri prima dei tuoi bisogni…
Sei nella miseria quando ti incastri in missioni impossibili…
Sei nella miseria quando ti aspetti che gli altri sentano, pensino e agiscano esattamente come fai tu…
Sei nella miseria quando ti ritrovi a sentirti o completamente impotente o addirittura onnipotente…
Sei nella miseria quando ti fai gestire dal tempo degli altri e il tempo a te non basta mai…
Sei nella miseria quando non riesci a comunicare efficacemente per risolvere i conflitti…
Sei nella miseria quando aggiungi dolore evitabile al dolore inevitabile…
Sei nella miseria quando vuoi tutto e pure subito…
Sei nella miseria quando dichiari di voler cambiare ma di fatto non fai niente di realmente efficace per ottenere ciò che desideri…
Sei nella miseria quando…
E sei anche nella miseria quando…
Ti vengono in mente altre miserie?
Insomma, quanto puoi esclamare: “sono proprio nella miseria!!!”?
E, soprattutto, come puoi trasformare le tue miserie, una, qualcuna o moltissime, nelle tue meravigliose meraviglie?

Comincia a riflettere sulle tue miserie…

Comincia a sentire le emozioni che provi quando sei nella miseria…

Comincia ad identificare quali sono i tuoi bisogni sani e realistici che da troppo tempo stai facendo aspettare…

E, soprattutto, alla luce di questa consapevolezza, comincia ad agire come non hai mai fatto…

Buon viaggio…

Alice nel paese delle miserie. Il libro

Oggi proprio oggi è il giorno giusto per iniziare a trasformare le tue miserie nelle tue meraviglie.
Questo potrebbe essere un mantra da leggere ogni giorno, più volte al giorno, anche oggi, proprio oggi, primo giorno del resto della tua vita.
Ti invito a farne una scelta di vita. Impegnarti a creare la tua vita meravigliosa. Una vita certamente non perfetta, non esiste!!!
Anzi no, esiste. La vita è perfetta quando accetti che non esiste la vita perfetta.
Ti invito a rintracciare le tue miserie. I tuoi modi di funzionare, con te stesso e nelle relazioni, modi che ti procurano stress. I tuoi modi di pensare e di agire che generano la tua sofferenza. La tua corazza caratteriale costruita negli anni, che a volte sembra una corazzata inaffondabile, a volte è piena di falle che la portano a picco.
Ti invito a cercare quello che c’è ma non si vede, non sempre almeno, non immediatamente, eppure è lì, nel tuo modo di essere, che condiziona ciò che fai e ciò che succede nella tua esperienza di vita.
Ti invito, nonostante la paura, ad affidarti al tuo coraggio di farti guidare dai tuoi desideri.
Ti invito, nonostante tanti limiti e l’impotenza, ad impegnarti per la creazione di una vita basata su ciò che per te è importante, su ciò che ha per te valore, per rendere la tua vita degna di essere vissuta.
Ti invito a contattare la tua capacità di meravigliarti, sempre e comunque. A cercare la speranza anche nella disperazione, a creare un senso anche se a volte un senso non sembra esistere.
Ovviamente ti invito a leggere il mio libro e ti ringrazio in anticipo per come vorrai condividerlo, per farne pratica concreta di consapevolezza e responsabilità, individuale e nei rapporti interpersonali. 🙏🍀

Se sei fatto così…

Un po’ ci sei sempre stato. Un po’ ci sei diventato. Mi riferisco al tuo modo di essere, pensare e agire. Al tuo carattere. Alla tua personalità. A ciò che intendi quando dici “io sono fatto così”.
È il tuo modo di:
– affrontare i problemi
– governare la frustrazione e lo stress
– incontrare le persone e gestire i conflitti interpersonali
– organizzare il tempo in base ai tuoi bisogni e desideri
– prendere decisioni
– fare importanti scelte di vita.
Ovviamente in questi ambiti intervengono tanti altri fattori a determinare eventi e situazioni, a cominciare dal comportamento degli altri e da quote più o meno grandi di ‘fortuna’ o ‘sfortuna’. Purtuttavia ciascuno di noi può intervenire su se stesso.
È idea diffusa che il carattere non si cambia. È rigido. È duro a cambiare. Forse è vero. Forse no. Certamente dipende da cosa intendiamo per carattere. Cos’è il tuo carattere? Come è fatto?
Per sintetizzare: il temperamento costituzionale è quello, sul resto possiamo intervenire.
Possiamo imparare nuove strategie di pensiero e metodi pratici concreti per affrontare i problemi e la sofferenza emotiva.
Possiamo imparare a fronteggiare le cose che non vanno come vorremmo senza farcene sopraffare, imparando ad insistere e anche a desistere, imparando soprattutto ad impegnarci perché molto possiamo ottenere e anche accettare che a qualcosa dobbiamo rinunciare.
Possiamo imparare a stare con gli altri in modi più amorevoli e nutrienti, imparando soprattutto a cercare alcune persone e lasciarne andare altre.
Possiamo usare il potere che abbiamo di ottimizzare il nostro tempo, imparando a curare certi nostri bisogni e a tralasciare il superfluo.
Possiamo prendere decisioni più consapevoli dei nostri valori e bisogni e più responsabili rispetto a cosa veramente possiamo fare per rendere la nostra vita di qualità.
Possiamo fare scelte di vita nuove, da oggi in poi e per il resto della nostra vita, recuperando quella libertà che forse da piccoli avevamo lasciato nelle mani di qualcun altro.
E, dopo aver realizzato questi cambiamenti e questo salto di qualità della nostra vita, possiamo anche continuare a credere che il carattere non si cambia perché “io sono fatto così…”

Extraterrestre… portami via

Ammettiamo che tu abbia una certa idea di te. Un’idea negativa. Più o meno consapevole. Che guida il tuo comportamento, che ti crea problemi, con te stesso e con gli altri. Ad esempio: sono incapace, incompetente, inadeguato. Oppure: sono impotente, debole, fragile. O anche: sono uno che perde l’autocontrollo, faccio sempre guai, risulto a tutti antipatico. Problemi di autostima e problemi interpersonali all’orizzonte, se parti da questo presupposto… Problemi e sofferenza emotiva.
Sembrano idee di te tutte simili: esprimono un’idea generalizzata di te. Sei così sempre. In ogni circostanza. Da solo. Con tutti.
Mi verrebbe da chiederti: come fai a dirlo? Portami esempi…
Ti potresti fare aiutare da un extraterrestre a cui dovresti spiegare cosa significa quell’idea generalizzata di te. Prova un po’ a spiegare al tizio verde, così li ha visti chi li ha visti, cosa significa essere, ad esempio, un ‘totale incapace’, l’idea che hai di te e come ti senti. Come glielo dimostreresti? Trova le prove…
Inizia a spiegargli quando, dove, cosa fai, come lo fai e perché puoi definirti un ‘totale incapace’…
Non ci provare!!! Non ci devi solo provare. Ci devi proprio riuscire a dimostrare al nostro amico colorato perché sei proprio e incontrovertibilmente un ‘totale incapace’.
Dai, mettiti alla prova, dimostra ad ET che sei proprio quello che credi di essere e vediamo se riesci a convincerlo della tua stessa convinzione negativa. Puoi portare esempi concreti che dimostrino il tuo essere ‘totalmente incapace’?
Cosa ti dice che sei proprio così? Da cosa lo capisci? Te lo dicono gli altri? Lo credi da sempre? Te lo dicono in famiglia? Al lavoro? Cosa rende così solida la tua rocciosa convinzione di essere ‘un totale incapace’?
Ti posso dare un altro suggerimento? Prova a raccontare al nostro amico, che non sa proprio nulla di come funzioniamo noi umani, cosa significa per te essere la ‘persona opposta’ a ciò che credi profondamente di te. Ad esempio, inizia a dire quali sono le caratteristiche che rendono una persona un ‘perfetto capace’. Porta esempi di persone che conosci e che sono ‘perfettamente capaci’, sempre, in tutto ciò che fanno.
Infine, primariamente importante (se mi sono spiegato): se sei riuscito a capirti… se il nostro amico è riuscito a capirci qualcosa… se riesci a capirlo, cerca di comprendere cosa ti risponde … Che idea si è fatta di te…

Il nucleo della sofferenza

Nella diversità di sintomi riferiti dalle persone che arrivano a chiedere aiuto, con problemi psicologici e interpersonali e storie di vita anche molto differenti tra loro, un elemento è sempre presente a contribuire alla sofferenza della persona. Per sentirsi accettato in famiglia e da altre persone importanti fuori dalla cerchia familiare (insegnanti, coetanei, gruppi vari, fino ai partner sentimentali), l’individuo, fin da bambino, ha “scelto” (con diversi gradi di consapevolezza in base all’età e alle relazioni) di sacrificare parti di sé, rinunciando spesso all’espressione autentica di sé, dei propri pensieri, emozioni, bisogni e desideri. Questa è stata una “decisione antica” che, ripetuta più volte nel tempo, è diventata la propria personalità, il proprio modo di stare al mondo, di pensare e agire e di stare con gli altri.
Per essere accettato, per sentirsi amato, per ricevere approvazione, per sostenere la propria autostima, per soddisfare certi bisogni e desideri, l’individuo ha “scelto” di pagare un prezzo più o meno elevato.
Per certi versi è un processo inevitabile per adattarsi alla vita, alla realtà, per costruire relazioni. Quando diventa eccessivo, la sofferenza esplode.
Se la persona riesce ad arrivare a chiedere un aiuto psicoterapeutico, l’obiettivo di lavoro sarà quello di trovare o ritrovare un proprio personalissimo equilibrio rispetto alle parti di sé da sacrificare in favore di parti di sé da riconoscere, legittimare, valorizzare, esprimere per realizzare una vita serena, felice, appagante.