Ideale autopersecutorio e bassa stima di sé

La nostra autostima è minata da certi atteggiamenti che abbiamo verso noi stessi. Siamo delusi e arrabbiati con noi stessi perché la nostre prestazioni, in uno o più ambiti di vita, non sono state come “avremmo voluto e dovuto”. Siamo duri, estremamente critici, severi e spietati con noi stessi perché siamo molto distanti dal nostro ideale, da ciò che vorremmo e dovremmo essere per sentirci a posto… Spesso ci aspettiamo troppo da noi stessi, abbiamo desideri “irrealistici” su ciò che dovremmo fare ed ottenere… Pretendiamo da noi stessi di essere perfetti. Che è ben altra cosa dalla ricerca “realistica” dell’eccellenza. E questa “autopersecuzione della perfezione” quasi sempre è la strada dell’infelicità e della bassa autostima.
La questione diventa allora: un tempo… Forse tanto tempo fa… hai imparato (qualcuno te lo avrà insegnato molto probabilmente) ad essere così pressante con te stesso attraverso queste torture autoinflitte basate sul “devo devo devo … Ma non è mai abbastanza!!!”. Sai quindi da tempo quello che devi essere, fare, ottenere… Nell’illusione della felicità. Oggi che vuoi fare? Tutto il resto è lavoro di consapevolezza e responsabilità della tua evoluzione e della tua felicità…

I voti della vita

Inizia la scuola. Sei pronto a darti i voti? E a riceverli? Se la scuola insegna la vita o dovrebbe farlo… Allora ricordiamoci che a scuola esistono diversi voti (che non sono giudizi sulla persona… O non dovrebbero esserlo). A scuola, come nella tua vita, in diversi ambiti e ruoli:
puoi essere PERFETTO. Esiste la perfezione? Forse esiste il perfezionismo… Ma è patologico! Puoi essere ECCELLENTE, il primo, tra i primi, ed impegnarti ad esserlo, avere l’eccellenza come stella polare ad attrarre il tuo impegno, le tue fatiche, la tua capacità di imparare dagli errori e crescere progressivamente. Puoi essere ottimo, buono o “SEMPLICEMENTE” MEDIO. SENZA PER QUESTO SENTIRTI MEDIOCRE. O sì?!?
Se pensi oggi ad alcune aree della tua vita o nel tempo ad alcuni ambiti sicuramente sei o sarai stato “semplicemente” come tanti altri. Questo è. È andata così, così sia. Probabilmente in altre aree sarai (stato) anche tra gli scarsi, i nulli o appena sufficiente. E quindi?

Nota come ti rapporti ai voti che la vita ti dà… E come ci stai… Come influenzano il tuo stato d’animo, l’umore, la tua autostima.

Nota chi ti dà questi voti… Da chi te li fai dare… Da chi li accetti passivamente… Quali, invece, proprio non ti vanno giù…

Nota quando hai imparato ad essere così sensibile ai voti… Chi ti ha insegnato… A cosa ti è servito… E a cosa ti serve oggi essere così dipendente o addirittura schiavo dei voti…

Nota quanto questi voti ti stimolano a crescere o ti bloccano al palo… E nota cosa determina queste tue reazioni e questi tuoi vissuti. E cosa ci vuoi fare con questa consapevolezza…

Alla lavagna

Molto presto da bambini impariamo a giudicare. Ce lo insegnano gli adulti. Genitori e insegnanti e tutto il resto del mondo… Questo è più di… Questo è meno di… Questo è meglio, questo peggio in confronto a… Tuo fratello invece… I tuoi cugini… I compagni di scuola…
Potrebbero sembrare solo osservazioni, leggere annotazioni di differenze, invece ben presto prendono il colore della misurazione spietata, del giudizio feroce, del rimprovero e della svalutazione a confronto con altro o con altri. Di fatto cresciamo a latte e giudizio.
Dovrebbero risultare semplici osservazioni per aiutarci a crescere e scoprire chi siamo, le nostre caratteristiche, il nostro talento, la nostra unicità. Invece, diventano, troppo spesso, sentenze sulla nostra colpevolezza, sul nostro essere inadeguati, sul non essere come dovremmo essere.
Il giudizio esterno diventa progressivamente interiore: cominciamo a fare con noi stessi quello che abbiamo subito dagli adulti che “per il nostro bene” ci hanno insegnato l’arte di stare tra i buoni o tra i cattivi. Quasi sempre la seconda colonna…
La vita “giustamente e sanamente” (sono due giudizi) ci chiede di confrontarci e di competere, di meritarci le cose migliori. E questi, fino ad un certo punto, sono sana competizione e giusta ambizione che ci permettono di giocare le nostre carte (risorse e qualità) sul tavolo della felicità.
I problemi sorgono quando si va “oltre misura” e il sentirsi sotto giudizio diventa una pressione continua e persecutoria anche in contesti e situazioni in cui la competizione potrebbe o dovrebbe (è un giudizio di valore) lasciare spazio alla cooperazione, alla solidarietà, al progetto comune. All’accettazione della diversità e alla serenità nel riconoscerci tutti, nessuno escluso, espressioni della perfezione di Madre Natura.
Prova a pensare in quanti ambiti e ruoli della tua vita ti senti perseguitato dal “DOVER ESSERE E NON SENTIRTI MAI ABBASTANZA” e misura lo stress che ti procura. Quello che ti fa soffrire… Ti fa ammalare… Ti fa prendere medicine… O ti porta in terapia.
La psicoterapia ti aiuta a riconoscere dove sei incastrato e a farti trovare la strada per liberarti… Per “emanciparti dalle regole del dover essere” che hai fatto tue fin da piccolo e che troppo presto o anche tardi sono diventate nemiche della tua felicità.

L’imperfetto e l’essenziale

La vita non è perfetta e se noi ci aspettiamo una realtà perfetta e cerchiamo di essere perfetti noi stessi incontreremo sempre insoddisfazione.

La vita ci chiede di essere NOI STESSI e al tempo stesso di essere capaci di vivere in una REALTÀ CONDIVISA con altre persone. Fin da bambini ci siamo dovuti adattare ad una convivenza con gli altri che ci ha portato a RINUNCIARE a qualcosa di noi, a mettere da parte certi nostri aspetti, potenzialità, anche desideri, per poter trovare un equilibrio con i desideri e le caratteristiche delle altre persone. Questo processo di scrematura a partire dal nostro ESSERE ESSENZIALE è stato guidato dai nostri genitori, educatori e formatori e, se ci ha detto bene, siamo riusciti a crescere in modo sufficientemente armonico senza troppa repressione e sviluppando un’adeguata capacità di autoregolazione emotiva e comportamentale.

Quindi, oggi, una vita che offre la gioia di essere vissuta è basata sulla consapevolezza di chi siamo e di cosa veramente ha VALORE per noi, orientata dalla capacità di assumerci la RESPONSABILITÀ dei nostri pensieri, dei nostri bisogni e delle nostre azioni. Il resto dipende da fattori esterni a noi e su cui non possiamo avere un controllo assoluto o totale. Essere consapevoli e responsabili di ciò che ci appartiene (storia personale, valori, bisogni, pensieri, azioni) ci permette anche di AFFRONTARE L’INCONTROLLABILE cercando di influenzarlo almeno in parte, comunque senza farcene sopraffare o bloccare e senza rinunciare troppo alle nostre inclinazioni più autentiche.

Smetti di rimandare. 5 strategie di pensiero e soprattutto di azione

Inizia senza aspettare la perfezione. Senza aspettare che tu sia perfetto e che tutte le condizioni esterne a te siano perfette. Sei pronto ad agire quando inizi ad agire.

Inizia ad agire per progredire non per arrivare. Puoi ottenere risultati solamente se agisci, capisci, correggi e avanzi.

Inizia consapevole che la peggiore fatica è quella di stare fermo. Chi fa sbaglia, chi non fa sbaglia due volte. Sbaglia in fretta per imparare rapidamente.

Inizia sapendo che l’unico fallimento è quello di rimandare. I tuoi successi ovvero i tuoi apprendimenti sono frutto dei tuoi fallimenti ovvero di tutte le volte che hai capito come non dovevano essere le cose, come non dovevi comportarti.

Inizia con l’attenzione alla persona che vuoi essere, alla vita che vuoi vivere, ai valori che vuoi incarnare. E anche qui con un’idea iniziale, con dei riferimenti di massima, parti per capire in corso d’opera cosa veramente è importante per te, cosa fa e deve fare la differenza nel determinare la qualità della tua vita.

Quando inizi ad applicare questi principi ai diversi ambiti della tua vita e nei diversi ruoli che ti appartengono, al lavoro o come genitore, nella coppia o per migliorare il tuo benessere psicofisico, inizi ad ottimizzare il tuo tempo per realizzare i tuoi progetti e fai sempre maggiore chiarezza su chi sei, sulla persona che vuoi essere e sulla vita che vuoi realizzare.

Insomma falla finita… Inizia ad agire, questo è il momento.
L’azione è eloquenza (William Shakespeare)

Perfezione e delusione

Perfezione e delusione sono sorelle gemelle. Se aspiri alla perfezione otterrai delusione. Che sia verso te stesso o verso gli altri, se ti aspetti perfezione incontrerai delusione. Questo è l’insegnamento che traggo quotidianamente nel mio lavoro da una modalità di pensiero che è estremamente diffusa. E che lascia le persone con sentimenti quali rabbia, dispiacere, senso di colpa, vergogna, fallimento, ecc.

Probabilmente tutti abbiamo degli ambiti di vita in cui siamo alla ricerca di perfezione e finiamo per raccogliere delusione. Guarda i ruoli che incarni e le relazioni che vivi: come figlio e genitore, come partner e lavoratore, con gli amici o in altre relazioni.
È importante imparare a distinguere la sana ambizione dall’insana esigenza di perfezione. L’ambizione è quel tratto o atteggiamento che ci permette di andare a cercare sfide per crescere e che spesso ci spinge ad ottenere risultati eccellenti. La ricerca di perfezione diventa fonte di un’aspettativa fallimentare che prima o poi ci lascia frustrati, delusi, amareggiati, tristi, arrabbiati, scoraggiati.

Quello che noto comunemente e che ti invito a notare nella tua esperienza quotidiana è quanto siamo capaci di focalizzare la mancanza rispetto alla presenza. Quello che non abbiamo ottenuto rispetto a ciò che abbiamo raggiunto. Il bicchiere mezzo vuoto che ci lascia assetati. Probabilmente questo meccanismo è frutto di una sana educazione all’ambizione non accompagnata però da un’altrettanto sana capacità di riconoscere i limiti e accettare la realtà. “Reale” che per definizione è distante in qualche misura “dall’ideale”. Concentrarci su quello scarto deve essere preceduto dal godere di quello che c’è per cercare poi di ottenere quello che manca, con la consapevolezza che l’onnipotenza e la perfezione non appartengono all’umana esperienza. Quindi da ora in poi nota quando guardi quello che manca ed esplora il tuo vissuto in quel momento: cosa stai provando e pensando, dove te ne vai con la mente e coi ricordi, quale bisogno emerge in quel momento. E vedi cosa ci puoi fare: potresti riuscire ad ottenere ciò che vuoi, potresti impegnarti ancora di più per arrivarci e potresti anche dover accettare quello che non c’è e riuscire comunque a campare bene anche senza…

Che persona saresti se …

Comincia ad immaginare e magari anche a scrivere la vita che vorresti… anzi la vita che vuoi, le relazioni che vuoi, il lavoro che vuoi, il tempo che vuoi …

“Come se” tu fossi l’autore e l’attore della tua vita… “Come se”…

In particolare, comincia a buttare giù il soggetto e la sceneggiatura della vita che vivrai quando ti sarai liberato del “giudizio tirannico” che attualmente ti accompagna praticamente in ogni cosa che fai, in ogni luogo e in quasi ogni ambito della tua vita …

Scopri uno o più ambiti della tua vita in cui sei già libero dalla paura del giudizio, ti senti “a posto” “anche se non sei come dovresti essere” e nota cosa ti può insegnare questa esperienza di libertà e leggerezza …

Che persona saresti se … TI LIBERASSI DEL TUO GIUDICE INTERIORE e SMETTESSI DI RESTARE INTRAPPOLATO NELLA PAURA DEL GIUDIZIO DEGLI ALTRI?!?!

Che persona saresti se … ti liberassi dei tuoi sensi di colpa e del tuo “non sentirti all’altezza”?!?!

Che persona saresti se … ti liberassi del tuo bisogno di compiacere gli altri e accontentare sempre, tutti?!?!

Che persona saresti se … ti liberassi del tuo bisogno di essere perfetto e irreprensibile, bravo, buono, “composto”?!?!

Che persona saresti se … ti liberassi del tuo bisogno di essere sempre e comunque forte, impassibile, invulnerabile?!?!

Che persona saresti se … ti liberassi del tuo bisogno di sacrificarti per gli altri oltre ogni ragionevole misura?!?!

Che persona saresti se … ti liberassi del tuo bisogno di sforzarti oltre ogni limite?!?!

Che persona saresti se … ti liberassi del tuo bisogno di sbrigarti sempre e comunque e di mettere mille cose dove ce ne vanno cento?!?!

Che persona saresti se … ti liberassi del tuo bisogno di tenere tutto sotto controllo?!?!

Che persona saresti se … ti liberassi del tuo bisogno di approvazione?!?!

Che persona saresti se … ti liberassi del tuo bisogno di … ?!?!

È ovvio che saresti un’altra persona!!!! O forse no!!!

Ecco: quest’altra persona è la persona che già sei in potenza … che puoi essere … che vuoi essere e puoi cominciare ad essere …

Se è vero che la storia come la vita non si fa con i “se” e con i “ma” …

Se è vero che la storia della propria vita si costruisce attraverso scelte consapevoli e meno consapevoli …

È anche vero che “ora puoi decidere cosa vuoi cominciare a scegliere di nuovo” … da ora in poi …

Sempre consapevole che non è facile… Che non esistono scelte perfette… Che c’è sempre un prezzo da pagare… Che c’è sempre un rischio da prendersi… Qualcosa a cui rinunci in cambio di quello che vuoi…

Se, invece, tu conoscessi un’altra strada per un’altra direzione ti chiedo cortesemente di farmela conoscere … Grazie