Interrompere l’autosabotaggio. Esercizio

L’equilibrio, la serenità e la felicità non si raggiungono cambiando gli altri, ma cambiando se stessi. Questo è probabilmente uno dei concetti più noti e abusati nel campo delle discipline filosofiche, spirituali e psicologiche, da sempre presente in svariate forme nel pensiero umano e nella pratica concreta in direzione di una vita che “vale la pena” di essere vissuta…
In termini operativi e specifici, questa massima esprime l’obiettivo fondamentale di ogni lavoro di cambiamento e crescita personale. In particolare, da un punto di vista psicoterapeutico, posso dire che si tratta di INTERROMPERE L’AUTOSABOTAGGIO.
Per autosabotaggio intendo quando i nostri desideri e bisogni sono ostacolati da parti di noi stessi che ne impediscono la realizzazione.
La nostra mente o teatro interiore o mondo psicologico è abitato da parti che, quasi completamente a nostra insaputa, combattono per avere la meglio, per avere le redini in mano, il timone della nostra vita.
A fronte di parti sane di noi che tendono a realizzare desideri positivi nella forma di relazioni appaganti, realizzazioni personali, esplorazione del mondo, creatività e curiosità, esistono altre parti di noi che sono all’opposizione delle prime. Tendono ad ostacolare, a mettere i bastoni tra le ruote, a svalutare ogni nostro sano proponimento, a boicottare ogni possibile successo, a rimarcare ogni fallimento, a creare continua tensione e insoddisfazione interiore, a colpevolizzarci quando vogliamo essere felici.
La psicoterapia opera per riscrivere questi dialoghi interiori, per vitalizzare le parti sane e desideranti e per ridurre l’impatto delle parti autodistruttive.
Ti suggerisco allora una breve attivazione per iniziare a conoscere i tuoi (eventuali?) autosabotaggi…
Prendi consapevolezza di un tuo desiderio o bisogno… Ora… Qualcosa che vorresti ottenere, realizzare, raggiungere, creare…
Nota cosa ti dici rispetto a questo desiderio… Nota quanto ti attivi, incoraggi, sostieni, stimoli…
E nota quanto invece ti poni dei limiti, quanto sopprimi il tuo slancio all’azione, quanto tendi a spegnere il tuo spirito vitale…
È un dialogo interiore sempre o spesso presente dentro di te… Tra la parte desiderante e quella inibente…
Per il momento nota solo questa lotta… Continua ad approfondire la conoscenza di questo teatro interiore che così tanto condiziona il tuo comportamento concreto reale e la tua soddisfazione e insoddisfazione…
Continua ad osservare fino a quando sorge una spinta ad agire… Forse non cambia niente… O forse inizi a prendere decisioni che non hai mai preso prima…

C’è qualcos’altro dentro di te

Oggi un post intorno alle righe… Un po’ sopra, un po’ sotto, un po’ in mezzo…
Ma è possibile che io non abbia sentimenti? Come è possibile che io non provi quello stato d’animo che invece tutti provano? Come è possibile che io manchi di quella parte che ogni persona ha? Vedo persone piene di gioia e capaci di respirare felicità ad ogni passo e anche stando ferme. Vedo persone sempre intrise di tristezza, niente sembra smuoverle da quel sentire. Conosco persone cronicamente arrabbiate o invidiose croniche. Chi sta fermo ai blocchi di partenza, per lui la vita è troppo paurosa per essere vissuta. E io no. Io non provo… Io non sento… Io non sono… Come le altre persone.
Ti invito a notare se c’è in te, e credo ci sia in ognuno di noi, una caratteristica umana più o meno diffusa che invece tu non hai, non senti di avere, non credi di avere. Almeno così ti sembra. Almeno così pare anche all’esterno, amici e parenti ti dicono: ma come fai a non arrabbiarti mai? Ma come fai a non essere mai contento? Come è possibile che tu non sia mai triste e infelice? Ma come puoi stare sempre sereno e mai sentirti in colpa o sbagliato?
Ecco ti invito a notare dentro di te questo pezzo mancante… Qualcosa che è ancora seme… Quell’esperienza mancante… E andare a cercare quella che sembra una mancanza…per coglierne il frutto…
Da oggi in poi sii consapevole, anzi particolarmente attento a questa parte che sembra mancare dentro di te… Ma che devi semplicemente cercare meglio…
Cerca la tua gioia, la tua possibilità di gioire, la tua capacità di inondarti di felicità e di meraviglia estatica… E comincia a conoscerla meglio…
Cerca la tua rabbia, anche se sembri San Pietro, vai a pescare questa risorsa dentro di te… E conoscila a fondo…
Cerca la tua vergogna, anche se ti senti sempre a posto, valla a scovare e comincia ad esplorarla…
Cerca la tua inquietudine, proprio come Buddha, e trova la lezione…
Cerca la tua invidia, dove l’hai messa, vai a farci una chiacchierata…
Cerca la tua vulnerabilità, anche se hai la S sul petto, accoglila invece di fuggirla, può essere un’alleanza vincente…
Cerca la tua paura, persona di ferro, e ringraziala per come ti può aiutare…
Cerca il tuo dolore… Il tuo disprezzo… La tua solitudine… Il tuo vuoto… La tua gratitudine… La tua curiosità… La tua gentilezza… La tua gemma preziosa… Qualunque forma abbia per te…
La tua aggressività… La tua codardia… Il tuo ardente desiderio… La tua ferocia… Il tuo coraggio… La tua follia… La tua saggezza… La tua stupidità… E chissà quante altre parti ancora…
E vai ad incontrarle … Ti porteranno lontano nel tempo… Quello che è stato e quello che verrà…

Integrare ogni parte di te significa acquisire conoscenza utile per l’azione efficace… Per agire con consapevolezza e responsabilità verso ogni tuo obiettivo…

Ogni parte ha da dirti e da darti qualcosa… Sei tu che ti riconosci nella tua storia di vita, nelle tue esperienze passate, nelle tue risorse attuali e nelle possibilità di agire ora in direzione del futuro che desideri…

Fight club

Se non ti batti non conosci veramente te stesso dice Brad Pitt in Fight Club. Film scomodo. Ti invita ad alzarti dalla tua vita comoda. O perlomeno ti invita a renderti conto della vita che fai. Delle scelte che fai. Vita probabilmente piena di comfort e sicurezze, prevedibilità e certezze, controllo di te stesso e degli altri, che se non hai ancora, sicuramente stai cercando, oggetti posseduti che in realtà posseggono te… Una vita piena di “maschere e adattamento ad una realtà” che è necessario, ma che è una realtà basata su “verità limitate e parziali”. Quelle all’interno delle quali necessariamente ciascuno di noi vive la sua vita. Prova, ad esempio, a pensare a vari ambiti della tua vita quotidiana, famiglia, lavoro, amici, attività ricreative, momenti di solitudine. E… Renditi conto delle scelte che fai… delle maschere che indossi, che, più o meno consapevolmente, scegli di indossare. Riconoscile per la funzione che svolgono, a cosa ti servono… Probabilmente sono una facciata presentabile che cela (o rivela, ad uno sguardo attento) le tue paure e debolezze.

Sai perché tendi a nascondere le tue fragilità, i tuoi difetti, le tue carenze? Che succederebbe se ti esponessi libero e nudo?

E allora, un po’ tutti, abbiamo scelto di coprirci dietro abitudini e automatismi, ciascuno ha i suoi, che ci servono ad ingannare noi stessi e manipolare gli altri (e tutti siamo a nostra volta manipolati), a seguire le solite strade note, i soliti pensieri, le solite modalità di comunicare e interagire che di fatto ci allontanano dagli altri come da noi stessi.
La psicoterapia, come la vita, è sempre un coraggioso viaggio eroico che necessita di umiltà per imparare a guardare le tue “verità parziali”; un percorso per aiutarti a vivere in una realtà condivisa che resta sempre e comunque solo “una delle infinite possibili”.
L’eroico viaggio trasformativo richiede il confronto col Drago. Con la paura, col dolore. Con la possibilità di morire. Con l’Ombra, con tutto ciò che è perturbante, inquietante, proibito, sconveniente, che scuote il nostro fragile, precario equilibrio di persone adattate ad una realtà che ci allontana di fatto da noi stessi, dalle nostre parti più autentiche.
L’adattamento è necessario, per sopravvivere in mezzo a quella che altrimenti sarebbe solo una giungla di bestie che mangiano uomini e uomini che sarebbero solo bestie. Ma qual è il prezzo che paghiamo per questo adattamento? Dobbiamo scoprirlo e mai dimenticarlo. È appunto allontanarsi un po’ dalla nostra natura. E, quando questo allontanamento è eccessivo, compare la malattia fisica, psichica o un disagio espresso nella forma di violenza, perdita di ogni orientamento e riferimento. Di ogni regola. Anzi, dove l’unica regola è che non esistono regole.
L’ evoluzione personale si fonda sulla consapevolezza che il modo in cui viviamo è solo una delle forme possibili, scelta inconsapevolmente quando eravamo piccoli e continuamente rinforzata, consolidata attraverso le esperienze successive di vita che non l’hanno mai, di fatto, messa in discussione. Almeno fino a quando decidiamo che va bene così…
Oggi, comunque, è il primo giorno del resto della nostra vita ed effettivamente abbiamo molteplici possibilità di nuove scelte. Tutte comunque rivolte verso una necessaria integrazione di parti di noi finora dissociate o represse. Del maschile e del femminile interni, a ciascuno di noi. Della forza e della tenerezza, ciascuno le intenda a suo modo. Scelte e sfide che richiedono coraggio nonostante la paura, umiltà per capire che siamo tutti uguali di fronte alla morte, nonostante la nostra irriducibile diversità. Disponibilità a rischiare perdite per ottenere conquiste.
La domanda guida è sempre la stessa, da sempre nella storia dell’umanità e del “conosci te stesso”: chi sei veramente?
Chi sei veramente oltre il tuo adattamento ad una realtà condivisa!
Chi sei veramente sotto la maschera che indossi!
Chi sei veramente mentre reciti un antico copione!
Chi sei veramente oltre quello che sei sempre stato!
Ciascuno di noi ha le proprie personalissime risposte…