Quando cambi

CAMBI QUANDO SPEZZI UN’AZIONE ABITUALE che da troppo tempo continui a mettere in atto. Forse ti porta dei vantaggi, forse avrà un senso e uno scopo. Certamente ti procura più danni di quanti benefici ti arreca, sicuramente ti crea più problemi di quanti te ne risolve. Pensa, ad esempio, alle tue abitudini alimentari, a come gestisci il tempo, a come sei abituato a trattare gli altri e a farti trattare.

CAMBI QUANDO ADOTTI UN NUOVO PUNTA DI VISTA, una nuova prospettiva sulle cose che finora ti sono sembrate sempre le stesse, quando sviluppi pensieri divergenti rispetto al solito modo di considerare la realtà. Un nuovo sguardo sul senso delle cose, sul comportamento delle persone, sul tuo personale agire, pensare e sentire. Prova, ad esempio, a “cogliere i bisogni” dietro il comportamento “sbagliato” o “inadeguato” di una persona. Non per giustificare. Per comprendere. Prova, ad esempio, a trovare almeno 5 motivi o bisogni per cui fai quello che fai in certe specifiche circostanze; prova a rispondere più volte alla domanda “perché faccio quello che faccio?”

CAMBI QUANDO SENTI DIVERSAMENTE. Quando non ti spaventano più certe possibilità o le metti in conto come evenienze che seppure dovessero realizzarsi le potrai sostenere ed affrontare. Quando sei riuscito a trasformare la rabbia in azioni efficaci per soddisfare i tuoi bisogni, quando le cose che prima ti facevano arrabbiare ora riesci ad accettarle, quando la rabbia per gli altri che ti deludono sei riuscito a trasformarla in profonda comprensione e rispetto del modo in cui l’altro cerca di cavarsela nel mondo. Quando la tristezza e il vuoto lasciano il posto a nuovi progetti sostenibili per creare la tua vita felice, anche senza le persone che non ci sono più e le cose che hai perduto. Quando hai trasformato il senso di colpa in senso di responsabilità. Quando smetti di vergognarti per quello che non sei e cominci a valorizzare le qualità che hai e la persona che sei. Quando hai versato l’ultima lacrima del tuo dolore e sei più sereno e saggio. Quando senti legittime anche parti di te “brutte, sporche e cattive” senza per questo farne guida del tuo agire e dei tuoi scopi di vita. Quando ti senti ok anche se non sei perfetto. Quando finalmente ti senti grato per quello che ogni giorno illumina la tua vita.

CAMBI QUANDO…

V.A.L.O.R.E. Acronimo per una vita di valore

VALORI. Definisci i tuoi valori, cosa è importante per te, a qualunque livello tu voglia e quali sono gli obiettivi che realizzano i tuoi valori

AZIONI. Definisci le azioni necessarie per raggiungere i risultati che vuoi. Conoscere obiettivi e valori, ma non sapere cosa fare per ottenerli, cosa bisogna fare in prima persona, quale percorso di azioni concrete e specifiche porta a raggiungere le mete desiderate significa, di fatto, aprirsi la via per un fallimento dell’intero percorso.

LUNGO TERMINE. Abbi in testa la prospettiva a lungo termine. Non sempre le attività e i successi che ci danno una gratificazione immediata hanno un valore importante, significativo e duraturo. Spesso la positività istantanea è passeggera e, di fatto, non aggiunge qualità alla propria vita.

OSSERVAZIONE. Osserva il processo, osserva quello che fai effettivamente per realizzare la vita che vuoi, delineata nei tuoi valori ed obiettivi; poni attenzione al raccordo tra l’interno (i tuoi bisogni, desideri, pensieri, sentimenti, valori, aspettative, ecc.) e l’esterno (le tue azioni concrete e specifiche, quello che effettivamente fai per ottenere quello che vuoi). Non sempre la consapevolezza di come funzionano o dovrebbero funzionare le cose si traduce in attività reali ed effettive per raggiungere ciò che desideriamo.

REGOLE. Datti delle regole e soprattutto rispettale. Qualsiasi “piccola o grande” impresa, individuale e interpersonale, lavorativa o familiare, in qualsiasi ambito di vita, è legata alla capacità di essere autodisciplinati. L’autoregolazione affettiva e comportamentale è spesso un discrimine importante tra salute e malattia, tra successo e fallimento, tra soddisfazione e frustrazione.

EFFETTI. Valuta gli effetti di quello che pensi e di quello che fai. Poni attenzione costante al feedback della realtà, alle reazioni degli altri ai tuoi comportamenti. La realtà su cui hai agito ti offre sempre fondamentali informazioni per capire cosa ha funzionato e cosa deve essere modificato. Le conseguenze reali delle tue azioni ti permettono di calibrare il tiro per avvicinarti progressivamente alla meta, qualunque essa sia, come discendente dai tuoi valori e ideali.

Buon inizio…

Esercizio per il tuo cambiamento efficace

Se vuoi cambiare la realtà devi cambiare te stesso. In qualunque ambito di vita, in famiglia o al lavoro, con gli amici o nel tempo libero, come genitore o come partner, se vuoi ottenere dei risultati diversi da quelli che hai ottenuto finora devi fare cose diverse. Questo lo sappiamo tutti. È la verità del piffero. Ma esistono due grandi tipi di cambiamenti: cambiamenti interni e cambiamenti oltre.

I primi sono i cambiamenti del tuo modo di pensare e agire che generano cambiamenti nel tuo modo di sentire che a loro volta ti portano a pensare diversamente e comportarti diversamente. Ad esempio, se vuoi migliorare il tuo rapporto di coppia devi comportarti in modo più attento e sensibile e devi sapere quali sono le “azioni” specifiche che ti fanno essere “più attento e sensibile”. Se vuoi avere un lavoro più appagante devi sapere cosa cercare: una richiesta di aumento, uno spostamento di ufficio, un orario più flessibile, un avanzamento di carriera, prenderti un rischio maggiore, apprendere una nuova abilità, ecc.. Se vuoi avere una forma fisica più sana devi adottare nuove abitudini alimentari e sportive.

I secondi sono i cambiamenti di prospettiva, più ampi: renditi conto della cornice o visione all’interno della quale operi, di come percepisci il mondo e di come questa percezione influenzi le tue abitudini di pensiero, azione e relazione. Cambiamenti oltre il solito modo di vedere e percepire le cose. Ad esempio: diventa consapevole della tua idea di benessere o di salute o di felicità o di lavoro appagante o di coppia felice o di successo personale o di qualsiasi altro “valore” che tu voglia realizzare. Definisci chiaramente, specificamente e concretamente “cosa significa per te realizzare quel valore”, essere una persona che vive in base a quel valore, quali obiettivi devi raggiungere per sentire di aver realizzato quel valore. Cosa ti rende felice… cosa ti rende una persona di successo… cosa rende il tuo lavoro appagante… cosa ti rende il genitore che vuoi essere … e via così. Se tu hai chiaro in testa come deve essere una persona che incarna quei valori, come pensa una persona che realizza quei valori e cosa deve fare in modo concreto e specifico una persona per raggiungere quegli obiettivi e quei valori… allora non ti resta che attivarti, pensare e agire come deve fare quella persona che vuoi essere. Ad esempio, tu potresti avere una certa “idea di benessere” e cambiarla; prima credevi che il benessere fosse principalmente legato ai beni materiali, ad un certo punto riconosci un benessere spirituale che per te diventa imprescindibile: da questo cambiamento discendono nuovi modi di pensare e agire per realizzare quel “nuovo senso di benessere come da te inteso” … Prima credevi che la “coppia felice” fosse quella libera e aperta, nel tempo hai modificato le tue idee su cosa rende una coppia felice e appagata e preferisci un legame con altre caratteristiche. All’inizio della tua carriera lavorativa credevi che i soldi fossero il criterio principale che rendeva un “lavoro soddisfacente”, oggi la tua idea di lavoro è cambiata e dai più importanza alle relazioni affettive e al tempo che dedichi al lavoro rispetto alla vita non lavorativa.

Probabilmente a volte nel concreto non è chiara la distinzione tra i due tipi di cambiamento, ma è fondamentale esserne consapevoli; consapevoli che possiamo cambiare sia i PENSIERI sia i COMPORTAMENTI, sia i VALORI sia il modo in cui CONCEPIAMO e DEFINIAMO i nostri valori, sia gli OBIETTIVI sia le AZIONI per raggiungerli.

Il resto è fare cose specifiche per ottenere risultati specifici. Ancora la verità del piffero…

Oggi è il giorno giusto per smettere!

SMETTILA DI CONSIDERARTI INFERIORE. Tutti siamo inferiori rispetto a qualcosa o qualcuno in qualche ambito della vita o in qualche prestazione. Allora, nelle aree di vita e di comportamento per te rilevanti, imposta i tuoi standard e i tuoi obiettivi, comincia ad agire e gustati il percorso per arrivare al risultato che raggiungerai. E impara ad accettare che a volte sarai il primo e a volte no. A volte anche l’ultimo.
SMETTILA DI SENTIRTI IMPOTENTE. Distingui quello che puoi fare e quello che non puoi fare. E dedica tutte la tua attenzione, le tue energie, il tuo tempo, le tue risorse per agire nella direzione della vita che vuoi.
SMETTILA DI COLPEVOLIZZARTI. Il senso di colpa è della mente infantile, cerca di comprenderlo per scioglierlo. Impegnati quindi ad essere responsabile oggi e fare quello che devi fare per arrivare dove vuoi arrivare.
SMETTILA DI FARE LA VITTIMA. È tempo sprecato. Spesso sei solo vittima di te stesso, del tuo vittimismo. Quando sei veramente vittima di qualcosa più grande e forte di te, esprimi tutta la tua rabbia e il tuo dolore, la tua paura e la tua solitudine. E attivati per andare oltre, per esprimere e realizzare i tuoi bisogni. Il vittimismo è acqua stagnante. Legittimare i tuoi bisogni e agire per essi te ne tira fuori.
SMETTILA DI EVITARE. L’evitamento nasce dalla paura. Nota tutti i tuoi piccoli e grandi evitamenti quotidiani, ce ne sono tanti nascosti e perciò insidiosi per come impattano sulla tua qualità di vita. E cogli la paura che c’è dietro ognuno di essi. Inizia dalla “paura meno spaventosa” e togli l’evitamento che l’accompagna. Inizia, prova, rifletti su quello che succede, cosa senti, cosa pensi e cosa fai… E non smettere più… Arriverai dove arriverai… Fino a quando vorrai spostare ancora i confini della tua zona di comfort.
SMETTILA DI GIUDICARE E CRITICARE. Piuttosto che focalizzare gli errori, le frustrazioni o le delusioni provenienti dagli altri, impara a sentire il tuo bisogno e il tuo desiderio e attivati per realizzarli attraverso le tue azioni concrete.
SMETTILA DI PRETENDERE che gli altri siano come tu li vuoi. Anche perché tu pure potresti anzi dovresti essere diverso ed essere come ti vorrebbero gli altri. Impara a dire amen e a trasformare la tua pretesa in accettazione di ciò che non puoi controllare (l’altro) e attivazione su ciò che veramente può cambiare il tuo senso di soddisfazione.
SMETTILA DI DIRE SÌ QUANDO VORRESTI DIRE NO. Impara a cogliere la paura dietro l’evitamento del no. Paura del conflitto, del rifiuto, del giudizio, dell’abbandono. Di sentirti colpevole o cattivo, di essere deludente e altro ancora. E procedi come sopra: inizia a dire qualche no per te più “sostenibile”.
SMETTILA DI RIMANDARE. Rifletti il giusto e agisci al tempo, per essere efficace nel raggiungimento dei tuoi obiettivi. Quando continui a rimandare, ti gonfi di tossine psicologiche, di frustrazione e insicurezza.
SMETTILA DI VOLER ESSERE PERFETTO. È la via dell’insoddisfazione cronica.
SMETTILA DI LAMENTARTI. Il lamento è buono se dura il giusto. Se ti serve a sfogarti e soprattutto a trasformare la lamentela in obiettivo e questo in azione.
SMETTILA DI VOLER AVERE TUTTO SOTTO CONTROLLO. Di onnipotente ce n’è uno, e non credo sia tu.
SMETTILA DI FARTI TRATTARE COME SEMPRE. Ti meriti di più.
SMETTILA DI METTERTI NEI GUAI. Ci sono modi infiniti per essere felici.
SMETTILA DI ANESTETIZZARTI. Se ti allontani perennemente dal dolore finisci per ucciderti lentamente…
SMETTILA DI INDUGIARE IN RELAZIONI NEGATIVE. Anche se le tue relazioni piene di sofferenza sembrano dirlo, tu non sei condannato a ripetere quello che ti è successo quando eri bambino.
SMETTILA DI INTRAPPOLARTI IN MISSIONI IMPOSSIBILI. Se credi di non essere ingaggiato in nessuna missione impossibile… Inizia a riconoscerle!

SMETTILA DI ACCETTARE L’INACCETTABILE.

SMETTILA DI COMBATTERE L’INEVITABILE.

Cos’altro vorresti smettere o dovresti smettere?
Oggi è il giorno giusto per farla finita!!!
Oggi è il primo giorno utile per “cominciare a smettere”.
Alcuni cambiamenti sono assolutamente alla tua portata, immediatamente. Altri probabilmente ti richiederanno un lavoro più intenso e profondo su te stesso. A cosa ti serve veramente quello che fai? Ci sarà un motivo… Comunque puoi iniziare a smettere da ora…
Quello che fai oggi è quello che hai deciso quando eri bambino. Quel bambino ancora vive dentro di te e ti governa con le sue paure e le sue fragilità. Così ti senti, un bambino spaventato, solo, impotente, vulnerabile, indifeso. Solo che oggi non sei più quel bambino. Oggi puoi cominciare ad agire attingendo alle tue risorse di adulto capace e responsabile.
Non è facile smettere, anche se sai come farlo. È possibile smettere se cominci a farlo…

Diario o non diario

Puoi fare un diario per ogni COSA.
Il diario, cartaceo o elettronico, è uno spazio e un tempo che la persona si concede per annotare cose importanti della propria vita. Nella forma creativa, libera e personale che più desidera. Seguendo tracce o schemi oppure seguendo semplicemente quanto sgorga spontaneamente dall’interno della propria produzione emotiva ed ideativa. Può essere utile come impegno nell’auto-osservazione, per fare ordine nei propri pensieri, per esprimere emozioni altrimenti difficili da comunicare, per scaricare tensione emotiva e corporea, per sviluppare progetti, ecc..
Puoi fare un diario per tutto…
Puoi fare un diario ALIMENTARE per annotare cosa mangi e cosa bevi, come alimenti e come intossichi il tuo organismo.
Puoi fare un diario del tuo TEMPO per comprendere come lo valorizzi e quanto ne sprechi, quanto insegui l’urgenza e quanto dimentichi le cose importanti.
Puoi fare un diario dei tuoi EVITAMENTI, per renderti conto di come ti crei una gabbia dorata, lontana dai tuoi bisogni e desideri più autentici.
Un diario delle tue EMOZIONI, quelle che vivi nella quotidianità, per comprendere cosa ti rende felice e cosa ti angoscia, cosa ti fa arrabbiare e cosa ti spaventa, cosa ti rende triste e cosa ti entusiasma, per diventare consapevole di come ti affossi sotto una molteplicità di sensi di colpa e per recuperare la capacità di meravigliarti.
Un diario delle persone che INCONTRI nell’arco della tua giornata e settimana, le persone che fanno parte della tua vita, quelle che la arricchiscono e quelle che…
Hai altri diari che ti vengono in mente?
C’è anche il diario delle FERITE per annotare cosa oggi risveglia il tuo dolore antico, per farci qualcosa, per lenirlo quando ricompare e per trovare il modo di non farlo tornare troppo spesso.
C’è il diario dei RISULTATI raggiunti, dei tuoi obiettivi e dei tuoi cambiamenti, dei tuoi successi e dei tuoi fallimenti, delle esperienze e dei tuoi apprendimenti.
E quindi il diario della FELICITÀ o della GRATITUDINE, per imparare a riconoscere, momento per momento, quello che dà valore alla tua vita.
Puoi fare un diario delle attività attraverso cui ti prendi CURA DI TE STESSO che include un po’ tutte le altre.
Certo non puoi passare ogni giornata a scrivere diari… Però ciascun diario puoi compilarlo… non necessariamente tutti i giorni; diventa un semplice quaderno dove annoti periodicamente cosa succede nella tua vita, cosa la arricchisce e cosa la danneggia, cosa succede nel tuo mondo interiore, per capire quanto sei guidato dagli impulsi incontrollati, dalle ripetizioni inconsapevoli, dai copioni antichi e quanto puoi, invece, decidere e agire in modo consapevole e responsabile, guidato dalle emozioni che vivi, dai bisogni che hai, dai valori che vuoi perseguire, dalla capacità di riflettere e agire in modo adulto.
Il diario, in finale, può essere un po’ il disegno e il romanzo della tua vita. Cronaca e storia delle tue scelte, commento e guida del tuo stare al mondo.

Il cuore oltre la siepe

Se vuoi imparare a nuotare, dopo aver letto l’enciclopedia del nuoto devi conoscere l’acqua. Devi buttarti in acqua. Devi sentirla. Devi entrarci in contatto. Devi stabilire con essa un rapporto vero, reale, corporeo e non solo basato su immagini e parole, pensieri e previsioni. Sempre se il tuo obiettivo è imparare a nuotare o perlomeno a fare il bagno in mare, al lago o in piscina…
Fuor di metafora, dopo tanto lavoro di esplorazione in profondità, ricerca nella propria storia di vita, analisi del funzionamento mentale e interpersonale, riflessione e consapevolezza di pensieri, emozioni, bisogni, motivi e scopi, in psicoterapia e, in generale, nel percorso di crescita personale che ciascuna persona può fare in infiniti modi, giunge il momento di… Buttarsi!!!
Oltre il carattere… Oltre il destino… Oltre “io sono fatto così”… Oltre “ho sempre fatto così”…Oltre la siepe che cela l’orizzonte… Oltre quello che è sempre stato… Arriva il momento dell’esperimento. Di una nuova concreta esperienza, di un nuovo comportamento. Ad un certo punto devi cominciare a sfidare quello che sei sempre stato, ad ampliare la tua zona di comfort in cui ti senti al sicuro, ma anche chiuso ad ogni possibilità di crescita e apprendimento.
Se sei abituato ad inseguire la perfezione, concediti di sbagliare o fermarti prima, “semplicemente” all’eccellenza…
Se sei solito compiacere e sacrificarti per gli altri, datti il permesso di seguire i tuoi bisogni anche se qualcuno resta deluso…
Se fai ogni cosa in modo ordinato, preciso, corretto, allora è il momento di concederti un po’ di confusione e trasgressione…
Se corri e scappi dietro a mille impegni per non sentirti mai soddisfatto, è proprio giunta l’ora di goderti un po’ di lentezza…
Se la riflessione razionale e metodica è il tuo biglietto da visita, forse ti puoi lasciar guidare un po’ di più dall’istinto e dall’intuito…

Se sei solito…

Puoi darti il permesso di…

Quei tuoi modi di pensare, agire, sentire e relazionarti con gli altri continuano ad essere spinte ed imperativi validi nel guidare il tuo modo di essere, ma ad un certo punto possono diventare un limite, un modo rigido che ti impedisce di soddisfare veramente i tuoi bisogni e desideri e può portarti a sviluppare forme di malessere e disagio.
Insomma, giunti ad un punto del cammino, è opportuno, per non dire necessario, cominciare a sperimentare concretamente nuove possibilità, per evitare la cronicizzazione di certe condotte che rischiano di diventare malate o disfunzionali …

Comincia dunque, da ora, a fare quello che solitamente non fai e verifica l’effetto che fa, su di te, sugli altri, sulla realtà…

L’esperienza e la pratica faranno la differenza nella tua vita…

Blindare il tempo

Blindare il tempo…
Ovvero… L’ottimizzazione del tempo… Se sei solo… Forse!

Da più parti avrai sentito, quando pensi a come organizzare al meglio la qualità del tuo tempo di vita, un principio che suona più o meno come “non entrare nell’agenda di un altro”, “non ti far rubare il tempo dagli altri”, “non permettere che gli altri organizzino il tuo tempo“. O cose simili. Certo un ottimo principio, fondamentale per blindare il proprio tempo e usarlo in modo consapevole per i propri impegni attraverso le proprie azioni che portano verso gli obiettivi personali che realizzano i valori per sé importanti.

Molto bello… E poi ti svegli!!! Tutto bello. E poi c’è la realtà!!!

Ciò che balza agli occhi da quei modi di dire è che noi VIVIAMO CON GLI ALTRI. Vicini e lontani, parenti e colleghi, amici ed estranei, simpatici o meno.
Per uscire fuori da tentazioni pessimistiche che alimentano apatia e depressione, e allontanarsi da vittimismi che alimentano solo risentimento, rancore, impotenza ed altre emozioni tossiche, è importante lavorare per tradurre i PRINCIPI IDEALI di ottimizzazione del tempo nella realtà di AZIONI CONCRETE, buone abitudini, scelte intelligenti capaci di tradurre in pratica il valore di questi principi di valorizzazione del tempo.
In particolare, quando stai organizzando il tuo tempo, è fondamentale che tu sia chiaramente consapevole delle tue RELAZIONI, delle tue relazioni affettive e lavorative, del valore di questi rapporti e persone per te. I principi fondamentali di riferimento allora diventano sempre quelli di una crescita personale ambiziosa e realistica al tempo stesso, “saper volare alto restando coi piedi per terra”. Saper dire sì e saper dire no. A cosa devi dire sì e a cosa no.

SÌ a:

  • Farti guidare da cose importanti o valori da realizzare
  • Obiettivi consapevoli. A cosa ti vuoi avvicinare invece che da cosa ti vuoi allontanare
  • Azioni necessarie e irrinunciabili
  • Consapevolezza del prezzo da pagare in relazione alle scelte consapevoli mai perfette ovvero consapevolezza delle rinunce a cui sei disposto pur di ottenere ciò che per te è importante

NO a:

  • Aspettativa che gli altri capiscano senza che tu glielo spieghi…
  • Aspettativa che gli altri ti diano senza che tu glielo chieda…
  • Aspettativa di risultare simpatico a tutti e in ogni occasione; se scegli per te questo significa che non scegli per gli altri, se le due cose coincidono è un’eccezione alla regola o comunque un’eventualità rara.

Tra questi sì e no c’è il tuo modo specifico e sempre in evoluzione di organizzare il tuo tempo, per creare la vita che vuoi, tanto desiderata quanto imperfetta, tanto perfetta quando smetti di volerla proprio perfettamente corrispondente ai tuoi ideali.