Cosa effettivamente ti può essere utile

I nostri comportamenti sono finalizzati alla soddisfazione di bisogni. I nostri pensieri guidano le nostre azioni per realizzare i nostri scopi. Soddisfare bisogni o realizzare scopi significa sostanzialmente come affrontiamo le nostre frustrazioni per trasformarle in soddisfazioni.
La domanda che ci può guidare è: come posso affrontare lo scarto tra reale e ideale? Come posso avvicinare ciò che è a ciò che vorrei che fosse? Si tratta di comprendere la differenza tra il proprio desiderio o bisogno e la realtà e cercare di ridurla. Si tratta di definire in modo consapevole i propri obiettivi in ambito personale (regolare peso e forma fisica ad esempio), in ambito affettivo e interpersonale (ad esempio, nel rapporto con partner, figli, genitori, amici, ecc ), in ambito lavorativo (coi capi, coi collaboratori, ecc.).
Un’ulteriore utile domanda è: quali pensieri e quali comportamenti  sono per me effettivamente utili a ridurre la differenza tra ciò che vorrei e ciò che ho?
Basta domande. Comincia a rispondere: cosa devi fare per ridurre lo scarto frustrante e deludente… Cosa stai facendo di veramente utile per trasformare l’insoddisfazione in soddisfazione.
Nota cosa pensi e cosa fai…
Nota cosa ti porta a risultati per te positivi e cosa ti lascia, invece, frustrato e deluso…
Nota… Rifletti… Agisci di conseguenza…
Se proprio non ti è chiaro questo procedimento di consapevolezza e cambiamento personale, fatti aiutare da ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Titolare e panchinaro

Chiunque ami lo sport, di squadra in particolare, chiunque lo abbia praticato, almeno un po’, conosce la differenza tra stare dentro e stare in panchina, ovunque essa sia, su un campo verde o a bordo piscina, su un parquet o chissà in quale altro posto.
Quando sei dentro… Capisci profondamente l’unità mentecorpo che ci caratterizza in quanto esseri umani. Sei acqua dentro ad un bollitore acceso. Sei patata immersa nell’olio che frigge. Sei foglia al vento e roccia inespugnabile. Sei metronomo che detta il tempo del mondo e filtro che mette ordine al senso della vita.
Dalla panchina invece… La devi sentire attraverso gli altri. E te la devi immaginare fino a quando l’altro che entra sei tu e toccherà anche a te vibrare come un violino in un’orchestra. O chissà aspettare una prossima occasione: questa è mancata, tra frustrazione e delusione e anche incitamento ai compagni come il boss della curva.
Probabilmente un po’ tutti siamo stati titolari, pedine importanti per il gioco di squadra e per raggiungere gli obiettivi del gruppo. Mi ricordo una volta il mister, giocavamo coi più forti del campionato, ci indicò diversi obiettivi sequenziali; primo obiettivo: non prendere gol per i primi dodici minuti. Raggiunto. Secondo obiettivo: arrivare indenni al riposo. Raggiunto. E poi così fino alla partita. Una delle più memorabili mai giocate.
E molto probabilmente ci è anche capitato che qualcuno abbia scelto di lasciarci in panchina. Fuori forma. Pochi allenamenti. Gli altri più pronti. O semplicemente e sostanzialmente più capaci. Anche questo esiste nella vita. Nella vita dello sport. E nello sport della vita. Magari in attesa di dare il nostro contributo alla causa collettiva e vivere anche il nostro sogno individuale, personale, profondamente intimo e anche condiviso con entusiasmo.
Ma soprattutto, fuor di metafora, noi siamo, nella nostra vita, il coach e il giocatore, il maestro e l’allievo, chi dirige e chi esegue. Scegliamo comunque. Scegliamo. Scegliamo. Scegliamo. Comunque.
Pensa ad uno o più ambiti della tua vita. Famiglia. Amici. Scuola. Lavoro. Relazioni. Tempo libero. Oggi. O nella tua storia di vita.
Titolare? Quando. Dove. Come e perché. Panchinaro? Quando. Dove. Come. Perché.
Quale consapevolezza?
Quale insegnamento?
Quali scelte da ora in avanti?
È il tuo lavoro di crescita personale, trasformazione e cura di te. È il tuo lavoro. La tua consapevolezza. La tua responsabilità. Le tue scelte. Al limite, giunti a questo punto, io ti posso solo suggerire una scelta: leggere ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line. Il resto spetta a te…

Anno consapevole

I buoni propositi sono destinati a fallire se non sono sorretti dalla consapevolezza. Consapevolezza di sé.
Dei propri valori: di cosa per noi è importante.
Del proprio sentire e desiderare autentico: di cosa vogliamo dal profondo.
Dei confini della propria coscienza: cosa per noi è lecito e cosa per noi è proibito, in una necessaria integrazione tra desiderio individuale, riconoscimento dell’esistenza degli altri e adattamento alla realtà.
Della propria creatività e delle proprie risorse: al servizio del nostro desiderio di trasformare la realtà, personale, interpersonale, sociale.
Dei propri limiti e della propria impotenza: della necessità, a volte e prima o poi, di accettare cosa non possiamo cambiare.
Del proprio tempo: di cosa è prioritario e di cosa può essere lasciato ad un altro momento.
Frustrazioni, delusioni, distacchi e perdite, curiosità e gentilezza, capacità di meraviglia e fattore q di quadrifoglio quanto bastano a comporre il resto degli ingredienti di un’azione consapevole e responsabile, momento per momento, giorno per giorno, con piani a breve e lungo termine, in direzione della vita che vogliamo. Con determinazione verso la meta e anche una fondamentale gentilezza verso noi stessi: essere grati per ciò che otteniamo e non affossarci con giudizi feroci quando le cose non vanno come vorremmo.
Ti suggerisco di notare come stai messo con questi ingredienti al servizio delle tue scelte consapevoli.
Nota (e annota magari) nella tua quotidianità le azioni che compi e quanto sono guidate da ciò che per te è importante, dai tuoi desideri e bisogni, dai tuoi principi di autoregolazione (questo posso e questo non posso, questo devo e questo non devo) e dai limiti imposti dall’esterno…
Nota con attenzione il dispiegarsi delle tue azioni nell’arco della giornata, dai più semplici e consolidati automatismi alle decisioni più ragionate, e trai informazioni per azioni sempre più chiare per te, per come ti avvicinano alla realizzazione della vita che vuoi…
E da ultimo, ma anche per primo, ricorda ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line… Puoi sempre trovare la meraviglia oltre le miserie…
Ancora buon anno…

Un anno importante

Fine del vecchio anno, inizio del nuovo, periodo di buoni propositi.
L’anno che sta finendo con bilanci, risultati raggiunti e lezioni imparate, probabilmente anche rimorsi e rimpianti.
L’anno che verrà pianificato con obiettivi, azioni e scadenze. “Voglio… Farò…” Qualche volta raggiungi ciò che ti sei prefissato, altre volte no e così per tutti gli anni che verranno. Strategia utile che ci permette di realizzare tanti nostri sogni e scopi di vita e che altre volte ci mette di fronte a frustrazioni e delusioni, limiti e impotenza, necessari ridimensionamenti e rivisitazioni dei nostri progetti. E così sia e così per sempre.
Al tempo stesso, oggi, anzi ora proprio ora, esiste anche un’altra possibilità, da affiancare ed integrare alla precedente. Basata prima di tutto sulla consapevolezza dei tuoi valori. Consapevolezza di cosa è importante per te. Della persona che vuoi essere. Non servono scadenze a breve, medio e lungo termine. Avviene tutto ora. Qui e ora. Ogni volta che ti fermi, ti siedi, guardi te stesso seduto davanti a te e ti chiedi: cosa ho fatto (e non ho fatto) per essere la persona che voglio essere? Cosa sto facendo ora (e cosa no) per essere la persona che voglio essere? Oggi, cosa ho fatto per realizzare la vita che voglio? Cosa devo fare (e non devo fare) per essere la persona che desidero diventare? Da questa consapevolezza riparti per il tuo percorso verso il raggiungimento dei tuoi obiettivi di cambiamento, serenità e felicità.

L’anno che verrà è fatto di un passo alla volta… Giorno per giorno… Momento per momento… Da creare, da sentire, da apprezzare, da vivere… Per cui essere grato…
Buon anno… Anche da ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

“Non devo… Anzi, no… Voglio!”

Il nostro comportamento è regolato dai nostri bisogni. I nostri bisogni sono regolati dalle nostre credenze. Le nostre credenze non sono altro che pensieri che girano nella nostra testa. Questi pensieri sono a volte consapevoli, più spesso inconsapevoli. Conoscere questi pensieri è utile per governare in modo consapevole e responsabile le nostre scelte in direzione dei nostri bisogni.
Una consapevolezza importante riguarda il modo in cui sono formulati questi pensieri che orientano alla soddisfazione dei bisogni. Ci sono due grandi tipi di pensieri che definiscono i nostri scopi e bisogni:
1. Pensieri formulati in positivo: VOGLIO… Ad esempio, voglio essere una persona simpatica, voglio un lavoro interessante, voglio stare in forma, voglio fare una vacanza all’anno.
2. Pensieri formulati in negativo: NON DEVO… Ad esempio, non devo essere criticato, non devo sentirmi in colpa, non devo stressarmi sul lavoro, non devo lavorare eccessivamente.
Ti invito a notare nella tua quotidianità, nei diversi ambiti e ruoli della tua vita, quando e quanto sono presenti i due tipi di pensieri che regolano le tue azioni per tentare di soddisfare i tuoi bisogni.
Probabilmente noterai delle differenze. Probabilmente i pensieri formulati in negativo (NON DEVO) saranno meno efficaci a farti raggiungere i tuoi scopi, mentre i pensieri che partono dal VOGLIO saranno più utili a farti trovare ciò che cerchi.
Inoltre, i pensieri formulati in negativo spesso sono più astratti e generici e non sai precisamente quando puoi dire di aver raggiunto i tuoi obiettivi. Come potresti, invece, definire in positivo “non devo essere criticato”? Come potresti definire in positivo “non devo sentirmi in colpa”? Come potresti definire in positivo “non devo stressarmi sul lavoro”? Come potresti definire in positivo “non devo lavorare troppo”? Come potresti definire in positivo “non devo fare una brutta figura”?
Trovati i pensieri positivi potrai chiederti: cosa mi dirà che ho raggiunto i miei obiettivi e soddisfatto i miei bisogni? Cosa dovrò vedere e sentire per sentirmi soddisfatto?
Se, effettivamente, riscontrassi quanto ho ipotizzato, non ti resterebbe che impegnarti a trasformare i tuoi NON DEVO nei relativi VOGLIO per vedere cosa cambierebbe in termini di soddisfazione raggiunta.
Se proprio non bastasse a sentirti soddisfatto, avresti sempre a disposizione la possibilità di farti aiutare dalla lettura di ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

L’evoluzione del desiderio

Quando il tuo ‘desiderio’ si trasforma in ‘necessità’ assoluta succedono almeno due cose.
In termini di OBIETTIVI DI CRESCITA PERSONALE E/O PROFESSIONALE, puoi iniziare a lavorare su un tuo progetto che parte da quel desiderio che è diventato dentro di te un propulsore gigantesco della tua motivazione, ad esempio vuoi aprire un’azienda, vuoi laurearti, vuoi diventare un esperto di botanica o un atleta che partecipa alle Olimpiadi. Probabilmente ti impegnerai con estrema determinazione in direzione dei tuoi obiettivi perché vuoi proprio realizzare quel desiderio. Questo potrà accadere o meno e sarà importante come reagirai, magari godendoti il successo raggiunto o rimodulando progetti, obiettivi, piani, risorse ed azioni in direzione di ciò che vuoi realizzare. Potrebbe volerci ancora un po’ e finalmente raggiungerai la meta oppure potresti dover accettare un ‘mancato traguardo’, magari godendo dei risultati raggiunti anche se non corrispondenti al tuo ideale di partenza o rivisitando valori, progetti, scopi e piani d’azione. Imparando, comunque, a tollerare un certo grado di scarto tra ciò che desideravi e ciò che stringi in mano.
Invece, in ambito SALUTE e BENESSERE, fisico, psicologico e relazionale, probabilmente il tuo desiderio diventato necessità assoluta sarà anche una fonte di sofferenza. Il desiderio, in realtà, è diventato un bisogno avvertito interiormente come ‘pretesa’. Infatti, molta parte del nostro malessere è determinato dalle pretese che sviluppiamo su: come dovremmo essere; come dovrebbero essere gli altri; come dovrebbero essere la realtà, il mondo, la vita. Tutto ciò che è fuori da quella pretesa diventa frustrazione intollerabile (“non posso sopportarlo”), delusione inconcepibile (“ma come fa la gente a comportarsi in quel modo?”), scarto  devastante tra ideale e reale (“non posso accettare qualcosa di diverso da ciò che vorrei”).
Per ridurre la sofferenza e promuovere serenità e benessere, il lavoro da fare su di sé è quello di ‘sviluppare maggiore flessibilità rispetto a quelle pretese’: tornare indietro dalla necessità assoluta al desiderio; trasformare i “deve essere assolutamente” in “sarebbe preferibile”; imparare a fronteggiare lo scarto tra desiderio e fatti: “posso accettare e sostenere emotivamente anche certi aspetti frustranti e deludenti della realtà”.
Inizia ad osservare nel tuo quotidiano quante pretese colonizzano ed inquinano la tua vita. Per ciascuna di esse, cerca di comprendere la situazione, in particolare cosa pensi, cosa provi, di cosa hai bisogno, di cosa hai paura in quella situazione. Fatta questa esplorazione, probabilmente ti sarà più chiaro cosa fare per cercare di realizzare i tuoi desideri e bisogni senza essere perseguitato dalla necessità assoluta di doverli raggiungere e realizzare in un certo modo.
In ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line, un intero capitolo è dedicato all’autosabotaggio che ci infliggiamo attraverso le pretese.

Anche se la vita a volte è molto lontana dalla perfezione

Immagina la tua vita tra un anno e individua cosa dovrebbe essere presente affinché tu sia felice, sereno, appagato… Scrivilo…
Quali obiettivi raggiunti… Scrivilo…
Quali progetti realizzati… Scrivilo…
Quali bisogni soddisfatti… Scrivilo…
Cosa dovrebbe esserci nella tua vita di diverso rispetto ad ora… Scrivilo…
Rileggendo quello che hai scritto, nota quali, tra i cambiamenti desiderati, per sentirti sereno e felice, dipendono da te, dai tuoi eventuali nuovi comportamenti e quali dipendono da qualcosa o qualcuno esterno a te…
Osservando con attenzione questa distinzione tra il tuo potere e quello di altri, di cosa sei consapevole? Cosa provi? Cosa pensi? Cosa hai compreso di importante? Come questa consapevolezza può guidare il tuo agire da oggi in poi?
Questa è una piccola traccia che mi auguro ti aiuti a dirigerti verso ‘la vita che vuoi’, imparando: a riconoscere cosa vuoi veramente (a volte è facile trovare i propri scopi, altre volte sono più nascosti alla nostra consapevolezza); a comprendere cosa devi fare per soddisfare i tuoi bisogni o scopi; a comprendere cosa non puoi fare e non puoi ottenere; ad accettare ciò che è, senza ruminare all’infinito su ciò che non è come vorresti che fosse; a mantenere l’impegno attivo e concreto verso ciò che è importante per te (anche se la vita non è perfetta).
Altre tracce utili per la tua consapevole responsabilità di farti carico della tua felicità le puoi trovare in ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Obiettivi meravigliosi

Se pensi ai tuoi problemi, è importante che pensi anche alle tue soluzioni.
Se pensi a quanto soffri, è importante che inizi a pensare anche a come uscirne.
Se pensi alle tue delusioni, ti conviene iniziare a guardare bene alle tue aspettative.
Se pensi ai tuoi fallimenti, è utile rivisitare i tuoi progetti.
Se pensi alle tue frustrazioni, è importante individuare quali tuoi bisogni sono insoddisfatti.
Se pensi a cosa ti manca, pensa a cosa vorresti.
Insomma, se pensi alla tua situazione reale, lontana dalla perfezione, è utile pensare anche a dove vorresti arrivare.
In uno o in più ambiti di vita e in qualcuna delle tue relazioni starai sicuramente vivendo un certo grado di scarto tra cosa vorresti e come effettivamente è messa la tua situazione.
Allora è utile che inizi a pensare in termini di obiettivi da raggiungere. “Sto qui… Vorrei arrivare lì”. Bene. Ma con attenzione.
Devi fare attenzione a quali obiettivi ti poni. In particolare, devi distinguere tra obiettivi raggiungibili e irraggiungibili. È probabile che una parte importante della tua sofferenza sia dovuta a quali obiettivi ti poni. Ti invito a valutarli. In particolare, ti invito a cogliere eventuali obiettivi impossibili che, più o meno consapevolmente, ti poni e che esitano, inevitabilmente, in frustrazione, delusione e tutto il corteo delle emozioni dolorose: rabbia, tristezza, paura, senso di colpa, vergogna, ecc.
Obiettivi impossibili sono (fino a prova contraria ovviamente): smettere di provare ansia, frustrazione e delusione; avere tutto sotto controllo; cambiare le altre persone; non avere più emozioni dolorose; diventare perfetti.

Questi sono solo alcuni casi, alcuni più generici altri più specifici, in cui spesso ci ritroviamo incastrati nel cercare di raggiungere missioni impossibili che esitano inevitabilmente in frustrazione.
Obiettivi su cui, invece, puoi lavorare sono:
Imparare a ridurre e governare l’ansia
Imparare a riconoscere la frustrazione e impegnarti per soddisfare al meglio i tuoi bisogni
Imparare a riconoscere la delusione e impegnarti per risolvere i problemi con gli altri
Imparare ad accettare che alcune quote di frustrazione e delusione restano
Imparare ad accettare con serenità ciò che non puoi cambiare
Imparare a governare le relazioni interpersonali attraverso una comunicazione efficace
Imparare a godere dei risultati raggiunti anche se non perfetti.

Spesso, in terapia, le persone mi chiedono di lavorare su obiettivi che, legittimamente, partono dai loro desideri, come, ad esempio, “vorrei non provare mai più ansia e tristezza”.
Accogliendo e dando dignità e valore al desiderio, cerco insieme alla persona di trovare obiettivi su cui è realisticamente possibile e utile impiegare tempo, energie e risorse.
Anche fuori da un discorso terapeutico, è importante che ciascuno di noi possa fare questa chiarezza, per cercare di superare i propri limiti e raggiungere traguardi ambiziosi, ma anche per riconoscere, sanamente, i confini di ciò che è possibile e impossibile.
Per chiarire i tuoi obiettivi, a partire dai tuoi sogni, desideri e bisogni, puoi anche farti aiutare dalla lettura di ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Autore e attore della tua esperienza di benessere

Oggi un esercizio di esplorazione… Per diventare autore ed attore del tuo benessere…
Definisci cosa sono per te benessere, autostima, serenità, felicità… 4 esperienze desiderate, 4 definizioni…
Per ciascuna di queste esperienze definisci quanto le senti soddisfatte o raggiunte o vissute su una scala da 1 (minimo) a 10 (massimo)…
Per ciascuna di queste esperienze individua le fonti da cui deriva…
Per ciascuna di queste esperienze definisci cosa stai facendo per sentirle, per viverle…
Per ciascuna di queste esperienze individua cos’altro vorresti fare…
Per ciascuna di queste esperienze individua cos’altro dovresti fare…
Per ciascuna di queste esperienze individua cos’altro farai oggi…
Per ciascuna di queste esperienze prendi una decisione, un’azione in direzione di una soddisfazione…
Un primo passo verso il tuo benessere…
Un primo passo verso la tua autostima…
Un primo passo verso la tua serenità…
Un primo passo verso la tua felicità… 
Ovviamente, quando agisci per ottenere ciò che desideri, a volte va tutto molto bene, altre volte anche molto male; sarà comunque importante raccogliere le informazioni del tuo agire, rifletterci e organizzare l’azione successiva e così via verso un circolo virtuoso in direzione di ciò che desideri…
Se fai questo esercizio con cura (e per iscritto)… Stai sulla strada giusta verso la meraviglia… E ti basterà aggiungere solamente la lettura di ‘Alice nel paese delle miserie’, libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line…

Per una vita degna di essere vissuta

Oggi, per la tua vita meravigliosa, ti presento un pensiero di Marsha Linehan, inventrice della terapia dialettico comportamentale, usata in special modo per i disturbi gravi di personalità, ma anche utile per tutti noi perché basata su un’idea-guida fondamentale per la crescita personale, oltre che per la psicoterapia.
“È meglio accettare ciò che la vita ci offre piuttosto che vivere sotto la tirannia di dover raggiungere ciò che ancora non abbiamo. Questo non vuole affatto dire che dobbiamo essere completamente passivi. Significa che dobbiamo sforzarci di conseguire obiettivi importanti, ma dobbiamo accettare radicalmente il fatto che potremmo non raggiungerli, lasciar perdere l’obbligatorietà del risultato e accettare le cose come sono” (“Una vita degna di essere vissuta” è il suo ultimo libro autobiografico in cui racconta la sua storia di autolesionismo e tentativi di suicidio da cui è partita per inventare il suo modello terapeutico).
Come puoi farti ispirare da queste parole?
Ci sono bisogni, desideri e obiettivi per i quali impegnarsi con tutte le proprie risorse nel tentare di raggiungerli.
Ci sono situazioni in cui è importante darsi il permesso di essere liberi dal dover necessariamente ottenere ciò che desideriamo.
Tra cambiamento e accettazione puoi trovare ciò che rende la tua vita degna di essere vissuta.
E se proprio vuoi un’ulteriore ispirazione, leggi (e applica) ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.