Il gioco dell’OCA

OSSERVAZIONE
CONSAPEVOLEZZA
AZIONE

Sono i tre punti fondamentali di ogni processo di crescita personale.

OSSERVA. Te stesso, il mondo, gli altri. Osserva tutto ciò che puoi osservare. Le sensazioni del corpo, le emozioni che provi, i pensieri che produci, immagini, ricordi, previsioni, aspettative, le azioni che fai. Sofferenza e gioia. Entusiasmo e depressione. Paura e curiosità. Ogni altra cosa che emerge alla tua attenzione. Puoi osservare tutto ciò che hai in mente. Ciò che trovi dipende da ciò che cerchi e da come lo cerchi. Tu hai la mappa del territorio…

Diventa CONSAPEVOLE. Crea ponti, crea nessi; interpreta fatti, interpreta intenzioni; attribuisci significati, costruisci il senso, definisci una direzione. Conosci te stesso nei contesti di vita e nelle tue relazioni. Chi sei. Chi sei con gli altri. Come sei con gli altri. Cosa hai osservato. Cosa hai compreso. Cosa è importante per te. Cosa desideri e di cosa hai bisogno…

AGISCI. Muovi, sposta, crea, comunica, chiedi. Ciò che vuoi ti porta a fare qualcosa per ottenerlo. Quando agisci crei informazione che ti permette di comprendere e correggere il tiro della tua azione. Agisci… Succede qualcosa, nel mondo esterno e dentro di te … Organizzi l’azione successiva… E via così… Fino a quando soddisfi i tuoi bisogni, raggiungi i tuoi obiettivi, realizzi i tuoi desideri… O accetti quello che non sei riuscito a realizzare, accogli i tuoi limiti, rispetti la tua impotenza… Fino a quando ti va di ricominciare con nuove strategie o con nuovi obiettivi.

Agire o non agire: questa è la responsabilità

L’azione è eloquenza” afferma Shakespeare.

L’azione parla più di mille parole…

Aspettare che le paure siano svanite o agire nonostante le paure?
Smettere di avere paura o smettere di stare fermo ad aspettare?
Agire quando non avrai più paura o superare la paura attraverso l’azione?

Qualcuno dice che solo fuori dalla zona di comfort e sicurezza esiste la crescita, il cambiamento, l’evoluzione.
Solo fuori dai confini rassicuranti e confortevoli del caldo abbraccio materno puoi cominciare a capire chi sei e cosa vuoi.
Solo fuori dalle regole paterne di ciò che è sempre stato puoi conoscere il mondo e quindi te stesso.

Spesso abbiamo paura del cambiamento perché abbiamo una serie di altre paure che bloccano l’azione nuova e necessaria.

Paura del giudizio.

Paura del fallimento.

Paura della solitudine.

Paura di tradire.

Paura di essere traditi.

Paura dell’umiliazione.

Paura della reazione aggressiva dell’altro.

Paura del rifiuto.

Paura dell’abbandono.

Paura di perdere il controllo.

Paura delle proprie emozioni.

Paura dell’esclusione sociale.

Paura della paura.

Paura di se stessi.

Dopo tanto lavoro di esplorazione e comprensione di queste ed altre paure, probabilmente una quota di paura sarà svanita e altrettanto probabilmente una quota di paura sarà ancora immutata o in parte modificata e comunque lì, presente. Lì ferma ad aspettarci. Al varco.

Il cambiamento richiede di agire nonostante la paura. Fare, dire, rispondere, reagire, spostare, muoversi come non abbiamo mai fatto o non abbiamo fatto più da tempo o sappiamo che dovremmo fare, ma non abbiamo ancora fatto, detto, mosso, spostato.

Seguendo, comunque, un principio di gradualità (piccoli passi, piccoli decisi e decisivi movimenti) e di sostenibilità (cosa e quanto la persona può reggere emotivamente), il cambiamento passa “inevitabilmente” (cioè superando certi evitamenti) attraverso nuove azioni necessarie, nuove azioni necessarie per “spostare le cose intorno a noi”, per attivare reazioni esterne ai nostri movimenti, ma soprattutto per comprendere il nostro mondo interno, i nostri pensieri, le nostre emozioni, le nostre paure appunto, per capire come funziona la nostra mente e come funzioniamo noi nelle nostre relazioni, con gli altri.
Quello che succederà quando avremo cominciato ad agire concretamente fornirà tanta informazione utile, non per cambiare gli altri o il mondo esterno, ma per diventare noi più capaci di affrontarlo: per comprendere meglio noi stessi e gli altri, per sfatare certi fantasmi e per confermarne alcuni, per imparare ad affrontare comunque invece che evitare, per modulare la nostra emotività, per governare la situazione, per modificare il nostro comportamento in progress fino ad avvicinarci il più possibile a ciò che desideriamo, alla soddisfazione dei nostri bisogni. Alla realizzazione dei nostri sogni. E dei nostri concreti progetti per una vita di qualità. Fino, in alcuni casi, a rinunciare e ad accettare certi limiti e impossibilità…

Nonostante quello che abbiamo creduto finora…
Nonostante quello che abbiamo sentito finora…
Nonostante quello che ci ha bloccato finora…
Pronti… Partenza… Via…

Riuscirci e provarci. Due strategie di cambiamento

Due strategie di cambiamento. Entrambi fondamentali rispetto ad obiettivi differenti.

La prima è quella di cominciare a fare qualcosa di nuovo per ottenere qualcosa di differente positivo, migliore. Un cambiamento effettivo. Nel modo di pensare, agire e conseguentemente sentire. In questa strategia è fondamentale RIUSCIRCI, NON BASTA PROVARCI. DEVI PROVARCI FINO A QUANDO RIESCI AD OTTENERE IL RISULTATO DESIDERATO. O comunque ti ci avvicini molto, in modo complessivamente soddisfacente, dopo averci provato con determinazione, costanza, impegno, disciplina, sforzo, fatica, anche flessibilità nello scegliere strumenti e strade diverse… Fino a quando non hai raggiunto la meta. Consapevole che tu puoi agire su quello che dipende da te e puoi in parte, solo in parte, influenzare l’esterno da te, le persone e l’ambiente. Esempi di questa strategia o approccio al cambiamento sono tutti quelli in cui ti poni degli obiettivi, consapevole dei valori da cui discendono, impostati in modo efficace quindi specifici, concreti, misurabili, organizzati nel tempo, motivanti, realistici, ecologici, suddivisi in sotto obiettivi e condivisi con altre persone che ti fanno da testimoni e pungoli del tuo percorso. Esempi: raggiungere un certo peso, migliorare i profitti sul lavoro, ampliare la rete delle conoscenze, pianificare un’impresa, ecc.

La seconda strategia di cambiamento fondamentale potremmo definirla PROVA A FARLO O PROVA A NON FARLO. È una sorta di istruzione o auto-istruzione “provocatoria” attraverso cui “proviamo a sfidare” le nostre modalità disfunzionali di comportamento. L’obiettivo di cambiamento idealmente sarebbe quello di eliminare o ridurre significativamente le proprie modalità negative, ma più realisticamente l’obiettivo fondamentale è provare a cimentarsi in nuove possibilità per vedere l’effetto che fa… ovvero provare a fare quello che non abbiamo mai fatto ma vorremmo fare, provare a fare quello che non sappiamo fare ma sarebbe buono per noi fare, provare ad eliminare un comportamento che sappiamo ci fa male ma che non riusciamo ad abbandonare. Dunque provaci e osserva cosa succede, cosa provi emotivamente, cosa pensi, come reagiscono gli altri, come reagisci tu alle loro reazioni. L’obiettivo fondamentale è comprendere il tuo mondo interiore, come funzioni nelle relazioni, cosa succede nelle situazioni in cui provi esperienze negative. Questo secondo approccio è in qualche modo propedeutico al primo perché ci permette di conoscere meglio noi stessi al fine di impostare successivamente buoni obiettivi di cambiamento in direzione dei nostri scopi e valori. Esempi sono tutti quelli che puoi trovare di fronte a ciò che vorresti fare, ma non riesci a fare oppure ciò che vorresti smettere, ma non riesci a smettere.

Prova a farlo… Prova a non farlo… Prova anche tu…
Identifica qualche comportamento che vorresti smettere, ma che continui ad adottare… Prova a non farlo…
Identifica qualcosa che vorresti fare, ma non riesci… Prova a farlo…

 

Quando cambi

CAMBI QUANDO SPEZZI UN’AZIONE ABITUALE che da troppo tempo continui a mettere in atto. Forse ti porta dei vantaggi, forse avrà un senso e uno scopo. Certamente ti procura più danni di quanti benefici ti arreca, sicuramente ti crea più problemi di quanti te ne risolve. Pensa, ad esempio, alle tue abitudini alimentari, a come gestisci il tempo, a come sei abituato a trattare gli altri e a farti trattare.

CAMBI QUANDO ADOTTI UN NUOVO PUNTA DI VISTA, una nuova prospettiva sulle cose che finora ti sono sembrate sempre le stesse, quando sviluppi pensieri divergenti rispetto al solito modo di considerare la realtà. Un nuovo sguardo sul senso delle cose, sul comportamento delle persone, sul tuo personale agire, pensare e sentire. Prova, ad esempio, a “cogliere i bisogni” dietro il comportamento “sbagliato” o “inadeguato” di una persona. Non per giustificare. Per comprendere. Prova, ad esempio, a trovare almeno 5 motivi o bisogni per cui fai quello che fai in certe specifiche circostanze; prova a rispondere più volte alla domanda “perché faccio quello che faccio?”

CAMBI QUANDO SENTI DIVERSAMENTE. Quando non ti spaventano più certe possibilità o le metti in conto come evenienze che seppure dovessero realizzarsi le potrai sostenere ed affrontare. Quando sei riuscito a trasformare la rabbia in azioni efficaci per soddisfare i tuoi bisogni, quando le cose che prima ti facevano arrabbiare ora riesci ad accettarle, quando la rabbia per gli altri che ti deludono sei riuscito a trasformarla in profonda comprensione e rispetto del modo in cui l’altro cerca di cavarsela nel mondo. Quando la tristezza e il vuoto lasciano il posto a nuovi progetti sostenibili per creare la tua vita felice, anche senza le persone che non ci sono più e le cose che hai perduto. Quando hai trasformato il senso di colpa in senso di responsabilità. Quando smetti di vergognarti per quello che non sei e cominci a valorizzare le qualità che hai e la persona che sei. Quando hai versato l’ultima lacrima del tuo dolore e sei più sereno e saggio. Quando senti legittime anche parti di te “brutte, sporche e cattive” senza per questo farne guida del tuo agire e dei tuoi scopi di vita. Quando ti senti ok anche se non sei perfetto. Quando finalmente ti senti grato per quello che ogni giorno illumina la tua vita.

CAMBI QUANDO…

V.A.L.O.R.E. Acronimo per una vita di valore

VALORI. Definisci i tuoi valori, cosa è importante per te, a qualunque livello tu voglia e quali sono gli obiettivi che realizzano i tuoi valori

AZIONI. Definisci le azioni necessarie per raggiungere i risultati che vuoi. Conoscere obiettivi e valori, ma non sapere cosa fare per ottenerli, cosa bisogna fare in prima persona, quale percorso di azioni concrete e specifiche porta a raggiungere le mete desiderate significa, di fatto, aprirsi la via per un fallimento dell’intero percorso.

LUNGO TERMINE. Abbi in testa la prospettiva a lungo termine. Non sempre le attività e i successi che ci danno una gratificazione immediata hanno un valore importante, significativo e duraturo. Spesso la positività istantanea è passeggera e, di fatto, non aggiunge qualità alla propria vita.

OSSERVAZIONE. Osserva il processo, osserva quello che fai effettivamente per realizzare la vita che vuoi, delineata nei tuoi valori ed obiettivi; poni attenzione al raccordo tra l’interno (i tuoi bisogni, desideri, pensieri, sentimenti, valori, aspettative, ecc.) e l’esterno (le tue azioni concrete e specifiche, quello che effettivamente fai per ottenere quello che vuoi). Non sempre la consapevolezza di come funzionano o dovrebbero funzionare le cose si traduce in attività reali ed effettive per raggiungere ciò che desideriamo.

REGOLE. Datti delle regole e soprattutto rispettale. Qualsiasi “piccola o grande” impresa, individuale e interpersonale, lavorativa o familiare, in qualsiasi ambito di vita, è legata alla capacità di essere autodisciplinati. L’autoregolazione affettiva e comportamentale è spesso un discrimine importante tra salute e malattia, tra successo e fallimento, tra soddisfazione e frustrazione.

EFFETTI. Valuta gli effetti di quello che pensi e di quello che fai. Poni attenzione costante al feedback della realtà, alle reazioni degli altri ai tuoi comportamenti. La realtà su cui hai agito ti offre sempre fondamentali informazioni per capire cosa ha funzionato e cosa deve essere modificato. Le conseguenze reali delle tue azioni ti permettono di calibrare il tiro per avvicinarti progressivamente alla meta, qualunque essa sia, come discendente dai tuoi valori e ideali.

Buon inizio…

Esercizio per il tuo cambiamento efficace

Se vuoi cambiare la realtà devi cambiare te stesso. In qualunque ambito di vita, in famiglia o al lavoro, con gli amici o nel tempo libero, come genitore o come partner, se vuoi ottenere dei risultati diversi da quelli che hai ottenuto finora devi fare cose diverse. Questo lo sappiamo tutti. È la verità del piffero. Ma esistono due grandi tipi di cambiamenti: cambiamenti interni e cambiamenti oltre.

I primi sono i cambiamenti del tuo modo di pensare e agire che generano cambiamenti nel tuo modo di sentire che a loro volta ti portano a pensare diversamente e comportarti diversamente. Ad esempio, se vuoi migliorare il tuo rapporto di coppia devi comportarti in modo più attento e sensibile e devi sapere quali sono le “azioni” specifiche che ti fanno essere “più attento e sensibile”. Se vuoi avere un lavoro più appagante devi sapere cosa cercare: una richiesta di aumento, uno spostamento di ufficio, un orario più flessibile, un avanzamento di carriera, prenderti un rischio maggiore, apprendere una nuova abilità, ecc.. Se vuoi avere una forma fisica più sana devi adottare nuove abitudini alimentari e sportive.

I secondi sono i cambiamenti di prospettiva, più ampi: renditi conto della cornice o visione all’interno della quale operi, di come percepisci il mondo e di come questa percezione influenzi le tue abitudini di pensiero, azione e relazione. Cambiamenti oltre il solito modo di vedere e percepire le cose. Ad esempio: diventa consapevole della tua idea di benessere o di salute o di felicità o di lavoro appagante o di coppia felice o di successo personale o di qualsiasi altro “valore” che tu voglia realizzare. Definisci chiaramente, specificamente e concretamente “cosa significa per te realizzare quel valore”, essere una persona che vive in base a quel valore, quali obiettivi devi raggiungere per sentire di aver realizzato quel valore. Cosa ti rende felice… cosa ti rende una persona di successo… cosa rende il tuo lavoro appagante… cosa ti rende il genitore che vuoi essere … e via così. Se tu hai chiaro in testa come deve essere una persona che incarna quei valori, come pensa una persona che realizza quei valori e cosa deve fare in modo concreto e specifico una persona per raggiungere quegli obiettivi e quei valori… allora non ti resta che attivarti, pensare e agire come deve fare quella persona che vuoi essere. Ad esempio, tu potresti avere una certa “idea di benessere” e cambiarla; prima credevi che il benessere fosse principalmente legato ai beni materiali, ad un certo punto riconosci un benessere spirituale che per te diventa imprescindibile: da questo cambiamento discendono nuovi modi di pensare e agire per realizzare quel “nuovo senso di benessere come da te inteso” … Prima credevi che la “coppia felice” fosse quella libera e aperta, nel tempo hai modificato le tue idee su cosa rende una coppia felice e appagata e preferisci un legame con altre caratteristiche. All’inizio della tua carriera lavorativa credevi che i soldi fossero il criterio principale che rendeva un “lavoro soddisfacente”, oggi la tua idea di lavoro è cambiata e dai più importanza alle relazioni affettive e al tempo che dedichi al lavoro rispetto alla vita non lavorativa.

Probabilmente a volte nel concreto non è chiara la distinzione tra i due tipi di cambiamento, ma è fondamentale esserne consapevoli; consapevoli che possiamo cambiare sia i PENSIERI sia i COMPORTAMENTI, sia i VALORI sia il modo in cui CONCEPIAMO e DEFINIAMO i nostri valori, sia gli OBIETTIVI sia le AZIONI per raggiungerli.

Il resto è fare cose specifiche per ottenere risultati specifici. Ancora la verità del piffero…

Oggi è il giorno giusto per smettere!

SMETTILA DI CONSIDERARTI INFERIORE. Tutti siamo inferiori rispetto a qualcosa o qualcuno in qualche ambito della vita o in qualche prestazione. Allora, nelle aree di vita e di comportamento per te rilevanti, imposta i tuoi standard e i tuoi obiettivi, comincia ad agire e gustati il percorso per arrivare al risultato che raggiungerai. E impara ad accettare che a volte sarai il primo e a volte no. A volte anche l’ultimo.
SMETTILA DI SENTIRTI IMPOTENTE. Distingui quello che puoi fare e quello che non puoi fare. E dedica tutte la tua attenzione, le tue energie, il tuo tempo, le tue risorse per agire nella direzione della vita che vuoi.
SMETTILA DI COLPEVOLIZZARTI. Il senso di colpa è della mente infantile, cerca di comprenderlo per scioglierlo. Impegnati quindi ad essere responsabile oggi e fare quello che devi fare per arrivare dove vuoi arrivare.
SMETTILA DI FARE LA VITTIMA. È tempo sprecato. Spesso sei solo vittima di te stesso, del tuo vittimismo. Quando sei veramente vittima di qualcosa più grande e forte di te, esprimi tutta la tua rabbia e il tuo dolore, la tua paura e la tua solitudine. E attivati per andare oltre, per esprimere e realizzare i tuoi bisogni. Il vittimismo è acqua stagnante. Legittimare i tuoi bisogni e agire per essi te ne tira fuori.
SMETTILA DI EVITARE. L’evitamento nasce dalla paura. Nota tutti i tuoi piccoli e grandi evitamenti quotidiani, ce ne sono tanti nascosti e perciò insidiosi per come impattano sulla tua qualità di vita. E cogli la paura che c’è dietro ognuno di essi. Inizia dalla “paura meno spaventosa” e togli l’evitamento che l’accompagna. Inizia, prova, rifletti su quello che succede, cosa senti, cosa pensi e cosa fai… E non smettere più… Arriverai dove arriverai… Fino a quando vorrai spostare ancora i confini della tua zona di comfort.
SMETTILA DI GIUDICARE E CRITICARE. Piuttosto che focalizzare gli errori, le frustrazioni o le delusioni provenienti dagli altri, impara a sentire il tuo bisogno e il tuo desiderio e attivati per realizzarli attraverso le tue azioni concrete.
SMETTILA DI PRETENDERE che gli altri siano come tu li vuoi. Anche perché tu pure potresti anzi dovresti essere diverso ed essere come ti vorrebbero gli altri. Impara a dire amen e a trasformare la tua pretesa in accettazione di ciò che non puoi controllare (l’altro) e attivazione su ciò che veramente può cambiare il tuo senso di soddisfazione.
SMETTILA DI DIRE SÌ QUANDO VORRESTI DIRE NO. Impara a cogliere la paura dietro l’evitamento del no. Paura del conflitto, del rifiuto, del giudizio, dell’abbandono. Di sentirti colpevole o cattivo, di essere deludente e altro ancora. E procedi come sopra: inizia a dire qualche no per te più “sostenibile”.
SMETTILA DI RIMANDARE. Rifletti il giusto e agisci al tempo, per essere efficace nel raggiungimento dei tuoi obiettivi. Quando continui a rimandare, ti gonfi di tossine psicologiche, di frustrazione e insicurezza.
SMETTILA DI VOLER ESSERE PERFETTO. È la via dell’insoddisfazione cronica.
SMETTILA DI LAMENTARTI. Il lamento è buono se dura il giusto. Se ti serve a sfogarti e soprattutto a trasformare la lamentela in obiettivo e questo in azione.
SMETTILA DI VOLER AVERE TUTTO SOTTO CONTROLLO. Di onnipotente ce n’è uno, e non credo sia tu.
SMETTILA DI FARTI TRATTARE COME SEMPRE. Ti meriti di più.
SMETTILA DI METTERTI NEI GUAI. Ci sono modi infiniti per essere felici.
SMETTILA DI ANESTETIZZARTI. Se ti allontani perennemente dal dolore finisci per ucciderti lentamente…
SMETTILA DI INDUGIARE IN RELAZIONI NEGATIVE. Anche se le tue relazioni piene di sofferenza sembrano dirlo, tu non sei condannato a ripetere quello che ti è successo quando eri bambino.
SMETTILA DI INTRAPPOLARTI IN MISSIONI IMPOSSIBILI. Se credi di non essere ingaggiato in nessuna missione impossibile… Inizia a riconoscerle!

SMETTILA DI ACCETTARE L’INACCETTABILE.

SMETTILA DI COMBATTERE L’INEVITABILE.

Cos’altro vorresti smettere o dovresti smettere?
Oggi è il giorno giusto per farla finita!!!
Oggi è il primo giorno utile per “cominciare a smettere”.
Alcuni cambiamenti sono assolutamente alla tua portata, immediatamente. Altri probabilmente ti richiederanno un lavoro più intenso e profondo su te stesso. A cosa ti serve veramente quello che fai? Ci sarà un motivo… Comunque puoi iniziare a smettere da ora…
Quello che fai oggi è quello che hai deciso quando eri bambino. Quel bambino ancora vive dentro di te e ti governa con le sue paure e le sue fragilità. Così ti senti, un bambino spaventato, solo, impotente, vulnerabile, indifeso. Solo che oggi non sei più quel bambino. Oggi puoi cominciare ad agire attingendo alle tue risorse di adulto capace e responsabile.
Non è facile smettere, anche se sai come farlo. È possibile smettere se cominci a farlo…