Dal masticare al masticazzi

A volte il masticare è proprio amaro, caro. Spesso, cara, come ben saprai da tante fonti, la vita non fa sconti. Stress e delusioni, ingiustizie e rotture di… scatole…
Allora ecco cosa ti suggerisco oggi (e per tutto il resto della tua vita).
SCEGLI DI PASSARE DAL MASTICARE AL MASTICAZZI. Un’ispirazione generale per ciascuno di noi, per il proprio percorso di cura di sé ed evoluzione personale. Puoi farlo attraverso la psicoterapia così come attraverso innumerevoli altre strade e strumenti al servizio della tua consapevolezza e responsabilità…
Scegli di passare dal rimuginare e ruminare (su sintomi, pensieri, preoccupazioni, rabbia, angoscia, conflitti, relazioni insoddisfacenti, ecc.) all’assunzione di un atteggiamento più sano e utile verso problemi, stress, conflitti, frustrazioni e delusioni.
Puoi pensarci all’infinito, masticare catene di pensieri con cui tu stesso ti imprigioni legato al palo, bloccato, incapace di muoverti e di un reale comportamento efficace alla soluzione dei problemi.
Il masticazzi, invece, ti propone diverse opzioni, strade da percorrere, scelte, attività da praticare:
– Smettere di pensarci senza mai agire. Smetti dunque di riflettere per riflettere alla ricerca di una soluzione che non arriva mai (perché rivolta ad un futuro sempre comunque incerto o ad un passato che non puoi modificare); inizia invece a riflettere per agire al presente e verificare l’esito delle tue azioni.
– Continuare progressivamente ad adottare azioni concrete e specifiche per avvicinare il più possibile la situazione reale a quella desiderata.
– Accettare quella quota di scarto ineliminabile tra reale e ideale (non puoi ottenere sempre e tutto ciò che vuoi; continua a provarci, ma impara anche a riconoscere e rispettare il limite e un certo grado di impotenza).
– Impegnarti a cambiare ciò che è in tuo potere: i tuoi pensieri, le tue azioni, le tue emozioni fino a quando ci riesci (anche il controllo di sé non è assoluto).
– Attivare la compassione (verso te stesso, verso gli altri, dagli altri).
– Prima di tutto dare a te stesso il permesso di ricevere la compassione da parte degli altri (amore, accudimento, tenerezza, comprensione, gentilezza, assenza di giudizio). Sai farlo? Non è così scontato…
– Essere compassionevole verso te stesso: gentile invece che giudicante, usando l’autocritica nella misura in cui ti è utile a farti correggere gli errori senza torturarti in modo spietato.
– Essere compassionevole con gli altri: siamo tutti sulla stessa barca, tutti esseri imperfetti che cercano di cavarsela al meglio, tutti meritevoli di perdono, anche e soprattutto quando dobbiamo pagare il prezzo delle conseguenze delle nostre scelte.
– Spostare l’attenzione da immagini e pensieri di stress e minaccia ad immagini compassionevoli: pensieri, fantasie, ricordi, previsioni di amore e vicinanza, abbracci e calore, forza e saggezza, curiosità e gioco, calma e sicurezza. Sosta il più possibile con la tua mente su queste immagini fonte di conforto, rassicurazione, calma, serenità, pace interiore, gioia e vitalità. Attingi alle tue esperienze o sbizzarrisciti con la tua immaginazione per trovare queste immagini.
– Assumersi la responsabilità di quello che pensiamo, che facciamo e che scegliamo in base ai nostri valori ovvero: fatti carico in pieno di come scegli di stare al mondo e nelle relazioni, momento per momento.
– Assumersi veramente la ‘responsabilità compassionevole’ ovvero darsi il permesso di praticare il bene verso se stessi e verso gli altri, a cominciare dal definire ciò che vuol dire per te Bene, Amore ed Allegria…
Nonostante la vita possa essere tremendamente dolorosa, ciascuno di noi può sempre accedere ad altre possibilità…
E quando la scelta si fa dura e sorge la paura, fatti aiutare dalla lettura… Puoi iniziare, tanto per darti un suggerimento, da ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Un’idea sulla psicoterapia

La persona arriva a chiedere un aiuto psicoterapeutico perché da sola o con le risorse del suo contesto sociale e affettivo non è riuscita ad alleviare la sua sofferenza.
Arriva in terapia con sintomi e malesseri vari, fisici, emotivi, interpersonali. È più o meno consapevole dei motivi della sua sofferenza e ancora meno consapevole del ‘manuale di istruzioni’ che segue per arrivare a soffrire.
È un manuale appreso chissà quando, consolidato nel tempo e che prevede alcuni modi tipici di pensare, agire, intrattenere relazioni e gestire lo stress fisico ed emotivo.
La terapia prevede tre fasi o tre aspetti tra loro interconnessi e che si richiamano continuamente:
1. Conoscere il manuale di istruzioni.
2. Riscrivere alcune parti di questo manuale di istruzioni.
3. Mettere alla prova le nuove regole fino a consolidarne di nuove e più utili al proprio benessere.
Soprattutto nelle relazioni interpersonali, che tanta parte giocano nella sofferenza, la persona arriva con un manuale del tipo:
– Ho un desiderio o bisogno
– Cerco di soddisfarlo
– Incontro la frustrazione e la delusione
– Tento di reagire in modo utile a ridurre frustrazione e delusione
– Finisco, mio malgrado, per mantenerle ed alimentarle.
All’inizio, dunque, terapeuta e paziente cercano di comprendere nel dettaglio come funziona questo ‘manuale di sofferenza’.
Per arrivare a scrivere un ‘manuale di soddisfazione’, serenità e benessere che funziona così:
– Ho un desiderio o bisogno
– Cerco di soddisfarlo
– A fronte della solita frustrazione e delusione
– Inizio io a dare risposte diverse a questi stati di insoddisfazione
– Agendo diversamente, ottengo probabilmente risposte diverse dall’esterno, comunque ottengo informazioni e sulla base delle nuove informazioni raccolte agirò di conseguenza, fino a raggiungere la massima soddisfazione possibile, cambiando ciò che posso cambiare e accettando ciò che devo accettare.
In sintesi: a fronte del tuo desiderio/bisogno frustrato e delle tue aspettative deluse, inizia a fare qualcosa di diverso dal solito, perlomeno provaci e verifica cosa succede, ad esempio:
– affronta invece di evitare
– confrontati invece di ritirarti
– apriti invece di chiuderti
– dì no, invece che compiacere
– parla invece di restare in silenzio
– comunica in modo rispettoso invece che violento
– esprimi i tuoi pensieri invece che nasconderti
– cerca di restare lucido invece che stordirti
– mantieni il contatto con le tue emozioni invece che fuggirle
– arrabbiati sanamente invece che sottometterti
– affronta con fiducia nei tuoi mezzi invece di rimuginare
– risolvi invece di ruminare
–  agisci invece di fantasticare.
Hai qualche altro esempio?
Provando a cambiare qualcosa certamente cambia qualcosa. E dalla consapevolezza che potrai acquisire da questi cambiamenti scaturiranno nuove possibilità per il tuo benessere…

A stairway to Heaven

Immagina una scala. Puoi salire e puoi scendere. Immagina che ogni piolo o gradino sia una tua scelta. Scelte fatte che ti hanno portato a salire in direzione della felicità, della serenità o in qualsiasi direzione simile che tu intenda come appagamento, soddisfazione, realizzazione, individuale e nei rapporti interpersonali e sociali. Scelte, che ancora oggi, quando le ricordi, sono per te fonte di sano orgoglio, autostima, nutrimento interiore, gioia di vivere, da soli e in compagnia.
Scelte, invece, che ti hanno fatto scendere, allontanare in qualche modo dalla felicità (come tu la puoi intendere), scelte per cui provi dolore ancora vivo, rimorso per gli errori e rimpianto per non aver avuto il coraggio, la forza, forse l’intuizione di fare la scelta giusta. Scelte, fatte e non fatte, che ti procurano ancora oggi, quando ci rumini sopra, rabbia, tristezza, senso di colpa, vergogna e altre emozioni dolorose che non puoi far altro che accogliere come parte del pacchetto ‘vita’. Fino a renderti conto che anche stare fermi, indugiare nella pigrizia, rimandare compiti, trascurare bisogni, addirittura dimenticare significa ‘scegliere’ di mancare alcune occasioni che ci si sono presentate.
Oggi, al presente, che è l’unico tempo delle scelte consapevoli e responsabili, ti ritrovi in un certo punto di quella scala dove da sempre sali e scendi, sentendoti più o meno consapevole e padrone delle scelte che fai. A partire dalle scelte che tu hai fatto, con tutti i tuoi ‘condizionamenti’ esterni ed interiori.
Oggi puoi ‘appropriarti’ dei tuoi sali e scendi. Puoi sentire come ‘proprio tue’ le tue scelte. Sai che oggi hai il potere di… Andare in una direzione o in un’altra. Avanzare… Sostare… Arretrare… Ispirato, in modo sempre più consapevole, dai tuoi valori (cosa è chiaramente e veramente importante per te) che orientano il tuo agire quotidiano nonostante limiti, impedimenti, condizionamenti e impulsi irrefrenabili.
Dal piolo o dal gradino in cui ti trovi in questo momento, fatti guidare dalle giuste indicazioni: chi sono? Da dove vengo? Dove voglio andare? Cosa voglio raggiungere? Con chi? Perché? Come posso fare? L’unica certezza, per ora, è il ‘quando’: ora. Da ora in poi…
Altre immagini e metafore che potrebbero ispirarti puoi trovarle in ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Dall’analisi razionale all’esplorazione emotiva

Il nostro comportamento, le nostre esperienze emotive e i rapporti con gli altri sono spesso guidati da pensieri automatici, distorti e irrealistici. Pensieri che generano sofferenza, difficoltà con gli altri e ostacoli al raggiungimento dei nostri obiettivi.
È importante riconoscere questi pensieri quando governano le nostre reazioni in modo da disinnescarli o neutralizzarli. Ma, per un efficace cambiamento di comportamento, per la sostituzione con altri pensieri più utili e per la riduzione della sofferenza da essi generata, non basta identificarli e comprendere la loro disfunzionalità. Spesso, infatti, nonostante li staniamo nella loro irrazionalità, non riusciamo a non farci influenzare dal “significato” che diamo a questi pensieri. Ecco un esempio. “Se…” un amico stasera ha detto no ad una mia richiesta di uscire, “allora vuol dire…” che non è mio amico oppure che io non merito la sua amicizia o che non sono una persona interessante o che è stufo di me o che mi odia o che gli sto antipatico. Dunque, in questa circostanza, un singolo aspetto della nostra esperienza (il no ricevuto) viene “generalizzato” a colorare l’intera esperienza, la relazione e l’idea di sé.
Altro esempio. Ingigantiamo piccole frustrazioni e minimizziamo importanti riconoscimenti positivi. Tendiamo ad estremizzare in modo a noi sfavorevole alcune critiche ricevute come fossero segno della nostra totale incapacità, rimproveriamo piccoli errori degli altri come se fossero segni della loro malevolenza nei nostri confronti. Magari poi gesti di affetto ricevuti non vengono nemmeno colti tantomeno valorizzati oppure esperienze positive per cui essere grati, orgogliosi e riconoscenti vengono considerate irrilevanti. In sintesi, siamo spesso facili a condannare ferocemente aspetti negativi degli altri o di noi stessi così come siamo propensi a non riconoscere e non apprezzare le cose buone che viviamo, riceviamo e sappiamo donare agli altri.
Terzo esempio. Con un senso di assoluta certezza, riferiamo  a noi stessi il comportamento di un’altra persona, ad esempio un’espressione corrucciata che vediamo sul volto, interpretandolo e vivendolo come negativo, giudicante, malevolo, intenzionalmente ostile nei nostri confronti quando obiettivamente non ci sono motivi per considerare reale questo nostro stato d’animo.
Altre volte, i pensieri automatici inconsapevoli disturbanti prendono la forma, di ‘doveri assoluti’. Ci sentiamo braccati dai nostri pensieri da cui ci sentiamo ‘obbligati’ ad attuare necessariamente un certo comportamento: “devo assolutamente e necessariamente… Essere il primo… Non commettere errori… Raggiungere quell’obiettivo… Farcela entro stasera…”. Questi e altri pensieri simili girano nella nostra testa come ‘parole attraverso cui imponiamo a noi stessi standard severi, eccessivi anche estremi di comportamento’, parole e pensieri che solo raramente ci sono di aiuto e quasi sempre sono invece fonte di stress oltre che di stati emotivi di autocritica spietata,  fallimento e scarsa autostima.
Ulteriore esempio. Rimuginarci e ruminare. Se gli esempi precedenti fanno riferimento a ‘contenuti distorti del pensiero’, esistono anche ‘processi disfunzionali di pensiero’ ovvero modi attraverso cui usiamo il nostro pensiero in modo non utile e anche dannoso. Ruminiamo in modo sterile su eventi accaduti (ieri o tanti anni fa), su errori commessi (da noi o da altre persone), ma senza che questo sforzo di pensiero sia veramente efficace a cambiare le cose, ad apprendere dagli errori, a modificare la situazione. In altri casi, invece, rimuginiamo sul futuro (domani o chissà quando) cercando risposte certe a situazioni incerte di cui non riusciremo mai ad avere ‘totale controllo e totale prevedibilità’, finendo per sfinirci in tentativi di rispondere a domande che al presente ‘non hanno risposta totalmente certa’.
In questi vari casi, ai fini della riduzione della sofferenza, non è sufficiente riconoscere che il pensiero che seguiamo è irrazionale e che quindi basterebbe sostituirlo con un pensiero più realistico ed utile a guidare la nostra interpretazione delle cose e il nostro agire.
È fondamentale integrare l’analisi razionale con la ricerca della comprensione dei ‘motivi’ per cui la persona, nonostante riconosca la distorsione del suo pensiero e i suoi effetti negativi, non riesce a staccarsi da quel modo di pensare.
Spesso l’esplorazione dei motivi da comprendere ci porta a riconoscere il ‘bambino ferito’ dentro di noi. Il ‘bambino ferito’ o la ‘ferita interiore’ sono metafore psicologiche per descrivere le nostre esperienze dolorose del passato che ancora oggi ci influenzano nel modo di pensare, sentire e agire. La ‘ferita’, ‘da dentro’, governa pensieri, emozioni ed azioni dell’adulto che siamo, in teoria razionale, consapevole e capace di scelte utili e realistiche.
Quei pensieri distorti hanno avuto origine nei primissimi anni di vita della persona che ha cominciato a funzionare in base a quei pensieri e nel tempo si è abituata ad interpretare la realtà e a dare senso alle esperienze in quel modo problematico. Oggi quella ‘ferita’ produce sofferenza emotiva, sintomi psicologici e fisici, problemi interpersonali. Il ‘bambino ferito’ chiede di essere, finalmente, forse per la prima volta, riconosciuto e validato nei suoi bisogni e nella sua unicità.
La cura dei pensieri richiede, dunque, anche la cura delle ‘emozioni ferite’. Il ‘bambino ferito’ chiede di essere preso per mano ed essere accompagnato in modo rispettoso e amorevole nella sua crescita come individuo.
Fuor di metafora, ogni percorso di cura, guarigione, cambiamento e crescita passa attraverso una ‘cura delle emozioni’: imparare a riconoscerle, validarle come legittime, dotarle di senso e regolarle nella loro espressione nei rapporti interpersonali e nelle scelte di vita.
In conclusione, ti suggerisco la lettura di ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line. Potrai trovarci tanti esempi e tanti esercizi di auto-esplorazione al servizio di azioni concrete per modificare i pensieri distorti, ridurre le modalità di pensiero disfunzionale e curare le ‘emozioni ferite’.

37. Estate meravigliosa. Il tuo nemico

“Ti sei svegliato prima dell’alba ma il tuo nemico non l’hai trovato. Quando il sole era basso hai attraversato tutta la pianura ma il tuo nemico non l’hai trovato. Mentre il sole era alto nel cielo hai cercato tra le piante di tutta la foresta ma il tuo nemico non l’hai trovato. Il sole era rosso nel cielo mentre tu cercavi sulla sommità di tutte le colline ma il tuo nemico non l’hai trovato. Ora sei stanco e ti riposi sulla riva di un ruscello, guardi nell’acqua ed ecco il tuo nemico, l’hai trovato”.
Breve storiella zen e anche storiella sulle miserie.
Per quanto la tua vita possa averti presentato difficoltà, fatiche, imprevisti, sfortune e ingiustizie, la più grande miseria è dentro di te, nel momento in cui non ti poni nel giusto modo per affrontare ciò che dall’esterno non hai potuto scegliere né controllare.
Il tuo nemico può diventare il tuo alleato quando diventi consapevole dei tuoi pensieri e comportamenti che generano la tua miseria, le tue emozioni dolorose, le tue relazioni deludenti, le tue giornate stressanti, i tuoi bisogni frustrati e ti predisponi a modificare ciò che è in tuo potere per raggiungere la meraviglia. A cominciare dall’aspettativa che sarebbe dovuta andare diversamente… E dall’aspettativa che avrebbe dovuto essere facile o dovrebbe essere facile ora.

Tante altre storie per la tua consapevolezza e crescita puoi trovarle in ‘Alice nel paese delle miserie’. Lo puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

36. Estate meravigliosa. Il segreto

Oggi, per la tua vita meravigliosa, ti presento una storia presa dal libro ‘Una vita degna di essere vissuta’, di Marsha Linehan.
Un uomo aveva comprato una nuova casa e progettato di creare un bellissimo giardino; aveva lavorato sodo e fatto tutto quello che i libri di consigliano di fare, ma i denti di leone continuavano a spuntare sul suo prato.
La prima volta che li aveva visti aveva pensato che per eliminarli sarebbe stato sufficiente strapparli, ma non era andata così. Allora aveva usato il diserbante e per un po’ aveva funzionato. Ma poi i denti di leone erano tornati. Aveva ricominciato da capo e questa volta li aveva strappati e aveva anche sparso il diserbante per ucciderli. Finalmente erano spariti o così pensava…
L’estate successiva i denti di leone erano spuntati di nuovo. Allora l’uomo decise che il problema fosse il tipo di semente che aveva usato per il prato, così spese un sacco di soldi e fece impiantare un nuovo tappeto erboso: funzionò, i denti di leone erano spariti, l’uomo fu molto felice. Aveva cominciato a rilassarsi nel suo bel giardino quando le pianticelle spuntarono da capo; un amico gli disse che la fonte delle erbe infestanti sono gli altri giardini, così l’uomo andò da tutti i suoi vicini e li convinse ad estirpare tutti i loro denti di leone; lo fecero ma senza successo:  i denti di leone tornarono come prima.
Il terzo anno l’uomo era esasperato; dopo aver cercato soluzioni, consultando esperti locali e altri libri di giardinaggio, decise di scrivere al dipartimento dell’Agricoltura per un consiglio; sicuramente lo avrebbero aiutato. Diversi mesi dopo arrivò una busta dall’aspetto ufficiale, l’uomo era molto eccitato, finalmente un aiuto. Strappò la busta e lesse la lettera: “caro signore abbiamo considerato il suo problema e consultato tutti i nostri esperti; dopo un’attenta riflessione, pensiamo di poterle dare un ottimo consiglio: impari ad amare quei denti di leone!”
La morale è sempre quella: rifletti e agisci, agisci e rifletti finché puoi e come devi per CAMBIARE il cambiabile in direzione dei tuoi obiettivi e impara anche ad ACCETTARE (quando ci riesci, addirittura ad amare!?) ciò che non è in tuo potere modificare. Si chiama segreto della serenità…
Trovi diverse versioni quotidiane di questa ‘storia’ anche in ‘Alice nel paese delle miserie’, libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

22. Estate meravigliosa. Il tuo viaggio eroico

L’estate è tempo di viaggi…
Ogni stagione è buona per i viaggi…
La vita è piena di viaggi…
Sei pronto al tuo viaggio?
Oggi ti suggerisco:
SII L’EROE CHE SEI!
Riconosci la tua vita ‘ordinaria’, normale e prevedibile, sicura e rassicurante, ma a volte anche noiosa, stagnante e legittima il tuo bisogno e il tuo desiderio di muoverti verso qualcosa di ‘straordinario’… Qualunque cosa voglia dire per te… Ora… In questo momento della tua vita…
Parti dal ‘vecchio’, stabile e di valore, in direzione di un ‘nuovo’ tutto da scoprire e tutto da inventare…
Lascia il ‘vecchio’ ormai lontano da chi sei e da cosa vuoi…
In qualsiasi ambito della tua vita… Cogli la ‘crisi’ come ‘un’opportunità’ di trasformazione… Di evoluzione… Di creare ‘nuove forme’ del tuo stare al mondo… E ‘nuove norme’ da cui farti guidare…
Prenditi il rischio di affrontare le tue paure… Fino ad allargare la tua zona di comfort… Il cambiamento prevede un passaggio nell’incertezza e nello smarrimento per conquistare più ampi spazi di sicurezza e serenità…
Agisci… Con coraggio… Nonostante le paure… Agisci… Capisci… Agisci di nuovo in direzione di ciò che dal profondo ti chiama e ti guida…
E riparti ogni volta per un nuovo viaggio…
Non posso che ricordarti, a questo punto, ‘Alice nel paese delle miserie’, un libro che è un viaggio di crescita personale che prima o poi tutti dobbiamo compiere. Puoi ordinarlo in libreria oppure on line.
Puoi iniziare da ora il tuo viaggio…

20. Estate meravigliosa. Riconosci il tuo valore

“Sono venuto qui, maestro, perché mi sento così inutile che non ho voglia di fare nulla. Mi dicono che sono un inetto, che non faccio bene niente, che sono maldestro e un po’ tonto. Come posso migliorare? Che cosa posso fare perché mi apprezzino di più?”.

Il maestro gli rispose senza guardarlo: “Mi dispiace, ragazzo. Non ti posso aiutare perché prima ho un problema da risolvere. Dopo, magari…”. E dopo una pausa aggiunse: “Ma se tu mi aiutassi, magari potrei risolvere il mio problema più in fretta e dopo aiutare te”. “Con…piacere, maestro” disse il giovane esitante, sentendosi di nuovo sminuito visto che la soluzione del suo problema era stata rimandata per l’ennesima volta.

“Bene” continuò il maestro. Si tolse un anello che portava al mignolo della mano sinistra e, porgendolo al ragazzo, aggiunse: “Prendi il cavallo che c’è là fuori e va’ al mercato. Ho bisogno di vendere questo anello perché devo pagare un debito. Vorrei ricavarne una bella sommetta, per cui non accettare meno di una moneta d’oro. Va’ e ritorna con la moneta d’oro il più presto possibile.” Il giovane prese l’anello e partì.

Appena fu giunto al mercato iniziò a offrire l’anello ai mercanti, che lo guardavano con un certo interesse finché il giovane diceva il prezzo. Quando il giovane menzionava la moneta d’oro, alcuni si mettevano a ridere, altri giravano la faccia dall’altra parte e soltanto un vecchio gentile si prese la briga di spiegargli che una moneta d’oro era troppo preziosa in cambio di un anello.

Pur di aiutarlo, qualcuno gli offrì una moneta d’argento e un recipiente di rame, ma il giovane aveva istruzioni di non accettare meno di una moneta d’oro e rifiutò l’offerta. Dopo avere offerto il gioiello a tutte le persone che incrociava al mercato – e saranno state più di cento- rimontò a cavallo demoralizzato per il fallimento e intraprese la via del ritorno. Quanto avrebbe desiderato avere una moneta d’oro per regalarla al maestro e liberarlo dalle sue preoccupazioni! Così finalmente avrebbe ottenuto il suo consiglio e l’aiuto.

Entrò nella sua stanza. “Maestro” disse “mi dispiace. Non è possibile ricavare quello che chiedi. Magari sarei riuscito a ottenere due o tre monete d’argento, ma credo di non poter ingannare nessuno riguardo il vero valore dell’anello.”

“Quello che hai detto è molto importante, giovane amico” rispose il maestro sorridendo. “Prima dobbiamo conoscere il vero valore dell’anello. Rimonta a cavallo e vai dal gioielliere. Chi lo può sapere meglio di lui? Digli che vorresti vendere l’anello e chiedigli quanto ti darebbe. Ma non importa quello che ti offre: non glielo vendere. E ritorna qui con il mio anello.”

Il giovane riprese di nuovo a cavalcare. Il gioielliere esaminò l’anello alla luce della lanterna, lo guardò con la lente, lo soppesò e disse al ragazzo: “Dì al maestro, ragazzo, che se vuole vendere oggi stesso il suo anello, non posso dargli più di cinquantotto monete d’oro”. “Cinquantotto monete?” esclamò il giovane. “Sì” rispose il gioielliere. “Lo so che avendo più tempo a disposizione potremmo ricavare circa settanta monete d’oro, ma se ha urgenza di vendere…”

Il giovane si precipitò dal maestro tutto emozionato a raccontargli l’accaduto.

“Siediti” disse il maestro dopo averlo ascoltato. “Tu sei come questo anello: un gioiello unico e prezioso. E come tale puoi essere valutato soltanto da un vero esperto. Perché pretendi che chiunque sia in grado di scoprire il tuo vero valore?”

E così dicendo si infilò di nuovo l’anello al mignolo della mano sinistra.

Per la tua vita meravigliosa, oltre alla lettura di ‘Alice nel paese delle miserie’ (libro che puoi ordinare in libreria oppure on line), oggi ti suggerisco:

COSTRUISCI LA TUA AUTOSTIMA A PARTIRE DA TE STESSO.

Ti hanno detto da una vita che non sei capace e non hai valore… (e un bambino ferito continua a vivere dentro di te oggi)…

Hai cominciato a credere che ciò fosse vero… E ancora oggi ti fai guidare da quelle storie, credenze e convinzioni che affossano il tuo umore e il tuo valore…

Sei abituato nella quotidianità a svalutare te stesso… e agisci continuamente guidato dall’idea di non valere niente…

Inizia proprio ora a riconoscere il tuo valore, il tuo essere unico, con le tue caratteristiche individuali e le tue risorse (impara a riconoscerle) che fanno di te una persona preziosa e piena di valore…

Inizia ad agire nella direzione dei tuoi desideri… incontrando anche limiti e vivendo anche tante frustrazioni, ma mai perdendo il senso del tuo valore…

8. Estate meravigliosa. Le tue miserie e le tue meraviglie

Quando inizi a leggere ‘Alice nel paese delle miserie’ (eventualmente ancora non l’avessi preso, ti ricordo che puoi ordinarlo direttamente in libreria oppure on line), ti rendi conto che quell’Alice sei proprio tu…
Quando ti immergi gradualmente nella lettura, ti rendi conto che quel libro potresti averlo scritto anche tu, proprio tu, una Alice unica ed originale che si confronta quotidianamente con alcune miserie personali, con alcuni modi di pensare e agire, di gestire emozioni e relazioni, di fronteggiare imprevisti e incertezza, rimorsi e rimpianti, piccoli e grandi stress quotidiani.
Alla fine del viaggio di Alice, ti rendi conto che sei sempre tu, ma non sei più la stessa persona. L’esterno è più o meno lo stesso, ma tu hai acquisito molteplici strumenti e possibilità di fronteggiarlo e padroneggiarlo.
Allora oggi ti suggerisco:
NOTA LE TUE MISERIE… Riconosci i tuoi modi di funzionare (pensare, sentire, agire) che ti procurano stress ed emozioni dolorose… Eventualmente fatti accompagnare da una persona cara e fidata che ti può aiutare a riconoscere le varie forme del tuo malessere quotidiano…
Quindi… IDENTIFICA LE TUE MERAVIGLIE… Cosa già stai facendo che funziona e che genera la tua felice serenità… E anche ciò che potresti cominciare a fare (da subito) per continuare a creare la vita che desideri…

La tua mappa

Per stare bene devi conoscere te stesso. Conosci te stesso? Vuoi conoscere te stesso? Conosci te stesso!
Per conoscere te stesso puoi usare una metafora piuttosto diffusa: devi sapere che la tua vita è un viaggio e che tu segui una mappa.
Questa mappa, costruita negli anni, tra le altre cose, ti indica le regole per viaggiare ovvero ti dice chi sei, chi devi essere e da cosa dipende il tuo valore come persona; ti dice che: tu sei in un certo modo e dovresti essere in un certo modo (forte o debole, capace o incapace, amabile o non amabile, di valore o privo di valore, fortunato o sfortunato, pieno o privo di risorse, ecc.); gli altri sono in un certo modo o dovrebbero essere in un certo modo (buoni, cattivi, degni di fiducia, pericolosi, interessati, indifferenti, amorevoli, egoisti, ecc.); la realtà è in un certo modo o dovrebbe essere in un certo modo (piena di opportunità o di minacce, prevedibile o senza controllo, favorevole o sfavorevole, ecc.).
Questa mappa ti porta a fare viaggi meravigliosi, esperienze entusiasmanti e incontri arricchenti, ma purtroppo, a volte o spesso, ti porta a vivere di miseria, dolore, sconforto, solitudine, ingiustizia, rabbia ed altre esperienze piene di sofferenza.
Quindi conosci te stesso può diventare cura te stesso, prenditi cura di te, conosci la tua mappa e orientati in direzione di luoghi e persone nutrienti, esperienze piene di gioia e incontri ravvicinati col sublime.
Per arrivare a comprendere che la vecchia mappa ci ha guidato finora, è nata e si è sviluppata con un suo senso importante per noi, ci ha permesso di capire noi stessi, gli altri e il mondo, di cavarcela e di ‘sopravvivere’, più o meno felicemente.
Oggi però possiamo prendere le distanze da quella mappa, da quelle regole, da quelle spiegazioni su come funziona e dovrebbe funzionare il mondo e la vita. E possiamo cominciare a ri-scrivere la nostra mappa più adatta ai paesaggi odierni, ai nostri bisogni, desideri, valori e sogni.

A proposito in ‘Alice nel paese delle miserie’, libro che puoi ordinare in libreria oppure on line, trovi numerosi spunti per lavorare sulla tua mappa.