Provare per comprendere

Ti rendi conto che alcuni tuoi comportamenti ti creano problemi e sofferenza, in ambito personale e nei rapporti con gli altri, a casa, al lavoro, in altre situazioni. Alcuni tuoi comportamenti che pure dovrebbero essere soluzioni diventano problemi, lasciano immodificati i problemi per cui sono sorti e ne creano addirittura altri. Un esempio comunemente diffuso: per evitare situazioni che ti mettono ansia o che ti fanno arrabbiare o ti generano stress, tendi ad evitarle, ma quelle emozioni negative non scompaiono o addirittura aumentano e nel frattempo ti sei privato anche di fare alcune esperienze.
Alcune domande allora possono esserti utili.
Perché FAI quello che fai?
Per OTTENERE cosa fai quello che fai?
Per EVITARE cosa fai quello che fai?
Cosa potrebbe accadere SE NON FACESSI quello che di solito fai?
Cosa temi che ACCADREBBE se smettessi di continuare a fare quello che fai?
Queste domande possono essere di enorme aiuto per comprendere cosa porta una persona a perseverare in alcuni comportamenti che pure le creano problemi. Altri esempi potrebbero essere tutti quelli legati ad abitudini dannose come fumare, bere e mangiare in eccesso, frequentare troppo i social, stare continuamente connessi o comunque rapiti dallo smartphone… Per non parlare di altri comportamenti che sono vere e proprie dipendenze…
Perché lo fai? È qualcosa di automatico e più forte di te? Allora, dopo tante domande, che spero ti siano state utili per comprendere tante cose… Puoi anche usare una strategia pratica, per comprendere ancora meglio e magari per riuscire ad abbandonare certi comportamenti problematici.
PROVA A NON FARLO!!!
Ma se è un comportamento automatico non riesco a controllarlo?!?! Ok. Provaci. Non devi riuscirci. Devi provarci… Provarci per capire.
Prova a non attuare il solito comportamento e vedi che succede… Cosa riesci a fare… Cosa non riesci a modificare… Cosa pensi… Cosa provi… Quanto riesci a resistere “senza farlo”… Quando riprendi a farlo… Cosa comprendi… In cosa ti aiuta questa consapevolezza…
Devi provarci… Provarci per capire. Capire per riuscire a liberarti del comportamento fonte di sofferenza…

Parole parole parole

Le parole che ti dici influenzano cosa provi e cosa fai. È un’idea non sempre facilmente coglibile né accettabile a cuor leggero. Di fatto questa idea esprime un modo di pensare al funzionamento di tutti noi, quindi al funzionamento che genera gioia e sofferenza. Quindi ad un modo di lavorare “psicologicamente” per aumentare la prima e ridurre la seconda.
Le parole esprimono i pensieri. Anche se non sempre è facile rintracciare queste parole che girano nella nostra testa e i relativi pensieri che governano il nostro vivere momento per momento.
Nota cosa ti dici per sentirti in ansia in una situazione specifica… “Potrei stare male, non ci riuscirò, chissà che succederà, oddio come farò…”
Nota le parole che girano nella tua testa quando ti senti depresso… “Non sono capace a fare niente, tutto è inutile, a che serve andare a lavoro, niente ha senso ormai…”
Nota i pensieri che ti fai quando sei arrabbiato… “Non è giusto, come si è permesso, come fa la gente ad agire così…”
O triste… “Non sarà più come prima… non troverò più una come lei…”
Quando ti senti in colpa o provi vergogna…
Nota, insomma, cosa ti dici ovvero cosa pensi per generare le emozioni che provi…
Nota il tuo chiacchiericcio interiore quando ti senti stressato…
Nota quali pensieri albergano nella tua mente quando sei pieno di gioia, entusiasmo, benessere…
Cerca con attenzione e curiosità ogni parola e ogni pensiero che ti girano per la testa in ogni specifica situazione… E nota in che modo influenzano ciò che senti e ciò che fai…
I pensieri, dunque, si esprimono in un dialogo interiore. Dialogo tra diverse parti di noi. Ogni parte è “psicologica” ovvero siamo sempre noi stessi che portiamo dentro “diversi pensieri e diversi bisogni”.
Ogni scelta, ogni comportamento deriva da come riusciamo ad integrare queste parti ovvero a tentare di soddisfarle tutte, pur sapendo che non sarà mai possibile completamente e che qualche parte di noi sarà più o meno soddisfatta e qualche altra sarà invece frustrata e delusa. È così per ogni situazione più o meno importante del nostro vivere quotidiano. Ad esempio, devi lavorare e vorresti uscire col partner; vuoi andare a sciare, ma hai bisogno di riposarti; vorresti mandare a quel paese il tuo capo, ma il lavoro ti serve per campare; vorresti far sempre contento tuo figlio, ma vuoi anche insegnargli il valore dei limiti, delle regole, della frustrazione. Come vedi gli esempi sono infiniti, tanti quante sono le situazioni che viviamo e le scelte che compiamo.
Per aumentare gioia e benessere e ridurre sofferenza e dolore, dobbiamo imparare ad ascoltare questo dialogo interiore, a conoscere queste parole che diciamo a noi stessi, a trovare questi pensieri che guidano le nostre azioni. A scegliere con consapevolezza quali pensieri sono sani e utili ai nostri scopi e bisogni e quali, invece, è meglio lasciarli andare…

Dare una nuova forma

Pensa a diversi ambiti e ruoli della tua vita… Pensa ai tuoi pensieri… Ai pensieri che ti fai in certe situazioni importanti della tua vita, importanti per il tuo benessere o per il tuo stress…… Pensa a come questi pensieri guidano il tuo comportamento, quindi la tua soddisfazione o la tua sofferenza e…
Trasforma il “devo assolutamente” in dovrei, potrei, ma anche no…
Trasforma il “bisogno assoluto” di qualcosa in una preferenza: sarebbe meglio la avessi, ma potrei farne anche a meno e continuerei comunque a vivere una vita piena di possibilità…
Trasforma una “catastrofe immaginata” in un “semplice” scenario negativo, che potrebbe accadere, ma non sicuramente e seppure accadesse sarei in grado di affrontarlo …
Trasforma il timore o la certezza di “insopportabilità” di qualcosa nella sensazione e convinzione che potrai comunque farcela ad affrontare la situazione… Sarà dura, ma ce la farò…
Trasforma le generalizzazioni “mai”, “sempre”, “tutto” e “niente” in un atteggiamento propositivo… Ogni situazione o problema è affrontabile se lo vedi in modo dettagliato e specifico piuttosto che farti assalire dall’idea di qualcosa troppo grande per te… È tosta, ma ce la farò…
Trasforma “l’autosvalutazione generalizzata” sulla tua persona in un’autocritica su un comportamento specifico… Non sono sbagliato… Ho sbagliato… Non sono cretino… Ho fatto una cretinata…

Trasforma l’idea che “tutto questo non è facile” nella convinzione che è certamente impegnativo, ma ho tutte le possibilità e le risorse per farcela a ridurre una parte di sofferenza più o meno grande per sostituirla con una parziale ma rilevante soddisfazione…

Trasforma… E disponiti ad affrontare le conseguenze, positive e negative, del cambiamento che stai portando avanti…

E troverai la via per affrontare i problemi, superare frustrazioni e delusioni, ridurre lo stress, lasciarti aperta la possibilità di stare bene nonostante molte cose vadano storte…

Sfida a te stesso

Oggi ti propongo un esperimento. Una vera e propria sfida a te stesso. Un combattimento tra due eroi. Tra l’eroe che sei nella tua vita per come sei arrivato oggi ad essere la persona che sei, col tuo carattere, con la tua personalità, col tuo stile di vita, col tuo modo di pensare e agire, stare al mondo e stare con gli altri. E l’eroe che vuoi essere e che puoi essere da oggi in poi, imparando a valorizzare il tesoro che hai costruito nel tempo e anche ad uscire fuori dal solito mondo ordinario e confortevole che pure ormai ti sta stretto.

Individua allora alcuni tuoi modi tipici di essere, pensare, agire e interagire. Quello che sei sempre stato, quello in cui ti riconosci fin da piccolo, quello che ti caratterizza, in positivo ed eventualmente anche in negativo. Ad esempio, io sono forte, disponibile, testardo, lamentoso, orgoglioso, dipendente, sensibile, estroverso, affidabile, dinamico, vivace, autonomo, tutto d’un pezzo, compiacente, accondiscendente, solitario, generoso, impassibile, io tendo a controllare tutto, ecc..

Individua quindi alcuni modi in cui ti piacerebbe essere o comportamenti che credi sia utile per te cominciare ad adottare. Ad esempio, io posso essere anche fragile, io posso anche dire no, io posso anche chiedere aiuto e sostegno, io posso anche fermarmi, io posso anche riposare, io posso anche non farcela, io posso anche deludere, io posso anche perdere, io posso anche lasciarmi andare, io posso anche affidarmi, io posso aver paura, io posso aver bisogno, io posso combattere per i miei desideri, io posso restare in disparte, io posso aprirmi agli altri, io posso cedere, ecc..

Come vedi, laddove il tuo modo tipico di essere in cui ti riconosci da tempo sembra aver tracciato nel tempo strade obbligate per cui hai deciso di essere in un certo modo, forse molti anni fa, probabilmente in modo inconsapevole, certamente per adattarti al posto in cui sei cresciuto… oggi ti si aprono di fronte diverse altre possibilità. Posso… Posso anche… E posso…

Il lavoro di cambiamento e crescita personale è proprio l’integrazione del vecchio col nuovo. Non la sostituzione, ma l’affiancamento, aggiungere nuove possibilità accanto ai modi da sempre praticati. Un arricchimento della cassetta degli attrezzi esistenziali. Se prima ti riconoscevi e ti riconoscevano gli altri in pochi modi in cui devi essere perché da sempre è così … Da oggi in poi puoi darti il permesso di essere anche in altri modi … più in linea con la consapevolezza maturata negli anni.
Quindi, concretamente, da oggi in poi, quando ti ritrovi in certe situazioni che si ripetono senza tempo, sempre allo stesso modo:
PROVA A NON FARE QUELLO CHE SOLITAMENTE FAI E CHE FARESTI ANCHE IN QUESTA OCCASIONE…
PROVA A FARE CIÒ CHE SOLITAMENTE NON FAI E CHE NON FARESTI NEMMENO IN QUESTA OCCASIONE…
PROVA… E VEDI L’EFFETTO CHE FA… SU DI TE E SUGLI ALTRI… Cosa succede, cosa pensi e cosa provi, come reagiscono gli altri al tuo cambiamento e come reagisci tu…

Oltre gli automatismi
Oltre le abitudini
Oltre i benefici della zona di comfort
Oltre gli svantaggi della zona di sicurezza
Oltre ciò di cui sei esperto
Oltre la tua paura di cambiare

Prova per capire, per apprendere, per cambiare realmente ed efficacemente in una direzione più in linea con la persona che sei diventata e che vuoi diventare…
Ancora buon viaggio…

I due pilastri del cambiamento

Ogni lavoro di crescita e sviluppo personale così come la guarigione della propria sofferenza passano attraverso due vie fondamentali: la consapevolezza e la responsabilità.

La CONSAPEVOLEZZA richiede riconoscimento e integrazione. “Riconoscere ciò che ci appartiene”, accoglierlo come parte di noi che avrà un suo senso, notarlo ed integrarlo dentro di noi senza giudicarlo come brutto, sporco, cattivo, sconveniente, malvagio, indecente… Ciò che è parte di noi esiste ed è degno di esistere in quanto parte della nostra storia, del nostro essere più autentico e della nostra capacità di adattarci a ciò che abbiamo incontrato e abbiamo dovuto fronteggiare. Un pensiero, un desiderio, un bisogno, una fantasia, un progetto. Nel mondo interno tutto è legittimo semplicemente perché esiste.

La RESPONSABILITÀ richiede il governo dell’espressione di ogni parte di noi. La responsabilità è sostanzialmente decisione, azione, espressione. Ed è importante una capacità di “filtro” responsabile tra il nostro mondo interno (legittimo) e come lo esprimiamo nella realtà esterna, come traduciamo pensieri ed emozioni in comportamenti e condotte adeguate alla realtà.

Rispetto al mondo interno non c’è giudizio in quanto è espressione di ciò che sentiamo e pensiamo anche in base a ciò che ci è successo.

Rispetto al mondo esterno, invece, il giudizio riguarda gli effetti del nostro agire sulla realtà. E la nostra capacità e necessità di farci carico delle conseguenze delle nostre azioni.

Ogni percorso di evoluzione e cambiamento personale deve appoggiarsi a questi due pilastri che ci permettono l’espressione autentica di noi stessi mantenendo un adattamento alla realtà, il rispetto di sé e degli altri.

Gli obiettivi di una psicoterapia

La psicoterapia è un vestito cucito addosso alla persona. Tiene conto di cosa la persona vorrebbe e per cosa chiede di essere aiutata. Cerca di comprendere la sofferenza e la storia di vita. Si modella in base ai limiti e alle risorse dello specifico individuo. Ai suoi obiettivi espressamente cercati.
Al tempo stesso, ogni psicoterapia segue degli obiettivi che sono trasversali ad ogni persona, in qualche modo e grado presenti, anche implicitamente, in ogni percorso di cura, guarigione e crescita evolutiva.

Aumentare la capacità di conoscere e padroneggiare il proprio mondo interiore (emozioni, pensieri, azioni, schemi, abitudini, ecc.), al fine di governare in modo consapevole la propria vita, le proprie scelte quotidiane, i personali progetti.

Acquisire strumenti pratici di tipo psicologico finalizzati a regolare le emozioni e i comportamenti in vista della soddisfazione di scopi e bisogni.

Scoprire che la propria mappa o visione del mondo è solo una tra le molteplici possibili. I propri pensieri, aspettative, fantasie e previsioni possono essere più o meno corrispondenti alla realtà.

Sviluppare un senso di potere, un senso di essere protagonista attivo e determinante del proprio modo di pensare, sentire e agire, della propria esperienza e delle relazioni che intratteniamo col mondo.

Aumentare la comprensione della mente degli altri, imparando a cogliere il punto di vista emotivo dell’altra persona, la prospettiva da cui pensa e agisce, il senso delle cose per l’altra persona.

Sviluppare una capacità di comunicazione interpersonale empatica, non giudicante ed efficace alla comprensione reciproca e alla soluzione condivisa dei problemi e dei conflitti.

Favorire l’accesso a risorse, capacità e parti sane di sé, laddove spesso i pazienti tendono a percepirsi esclusivamente nella loro parte sofferente, disfunzionale e malata.

Imparare nuovi modi di affrontare gli eventi avversi, gli stress quotidiani, le frustrazioni e le delusioni. Riducendo gli evitamenti e le strategie disfunzionali che di solito la persona usa per fronteggiare il dolore e gli altri stati emotivi negativi.

Ampliare il repertorio di abilità comportamentali e capacità di scelta in base ai propri bisogni, desideri, scopi e valori.

Sviluppare una sana e integrata prospettiva di sé nel tempo: dare senso alla propria storia di vita per agire al presente in direzione di una progettualità futura più consapevole e responsabile.

La psicoterapia vuole prendersi cura della persona, vuole renderla più esperta di se stessa, più capace di governare in modo consapevole i propri pensieri ed emozioni, più capace di adottare comportamenti responsabili, coerenti con i propri valori morali e in contatto con la realtà… Il resto sarà il contributo della vita, quello che vorrà presentare come occasioni favorevoli o condizioni avverse per nutrire oppure ostacolare la speranza di essere felice e realizzato. Lo scopo fondamentale della terapia non è evitare del tutto la sofferenza al paziente. Meglio se succede, ma spesso la completa eliminazione di ogni dolore è una missione impossibile, un’aspettativa destinata a fallire e perciò molto pericolosa per come può creare una spirale perversa di amplificazione di sofferenza e senso di inadeguatezza. La persona piuttosto va aiutata a governare la sofferenza, ad imparare ad affrontarla mentre comunque si muove verso obiettivi e traguardi che realizzano la persona, che rendono comunque la sua vita piena di significato e valore.

Il punto della situazione. Esercizio di automonitoraggio in 5 punti

1. Quanto sei capace di AMARE
2. Quanto sei capace di LAVORARE
3. Quanto sei capace di essere CONSAPEVOLE del tuo mondo interiore
4. Quanto sei capace di EMPATIA
5. Quanto sei capace di stare in contatto con la REALTÀ

Ogni persona che arriva a chiedere un aiuto terapeutico porta i suoi problemi, le sue sofferenze, i suoi conflitti interiori e interpersonali, i suoi bisogni, la sua richiesta d’aiuto specifica. “Vorrei…”, “Mi piacerebbe…”.
Cerco di accogliere queste sue parti e, al tempo stesso, cerco di far emergere, alla sua e alla mia attenzione, le sue risorse, le sue qualità, le sue parti sane, le sue potenzialità.

Il progetto terapeutico è costruito intorno ai problemi e agli strumenti e alle strategie che la persona possiede o può acquisire per trovare soluzioni e compiere scelte in direzione del suo benessere.
Solitamente, all’inizio del percorso, poi periodicamente fino alla conclusione della terapia, faccio una valutazione di alcuni aspetti del funzionamento del paziente. A seconda delle caratteristiche della persona questa valutazione è in parte condivisa col paziente stesso in parte resta un mio criterio di riferimento e di osservazione per capire come il paziente genera la sua infelicità e può generare la sua felicità. Inoltre, sempre in base alle caratteristiche personali, invito il paziente a fare periodicamente una propria autovalutazione o costante monitoraggio di questi 5 aspetti fondamentali che possono essere anche lo spunto, per tutti, per un esercizio periodico di autovalutazione, indipendentemente dal fare o meno un percorso di trattamento psicoterapeutico.
Ecco i 5 aspetti:

La CAPACITÀ di AMARE è la capacità di creare, mantenere e consolidare buone relazioni affettive, in famiglia e nella coppia, con gli amici e al lavoro, in ogni altro ambito in cui puoi costruire buone relazioni nutrienti e stimolanti.

La CAPACITÀ di LAVORARE è la capacità di creare e produrre, di intraprendere dei progetti e di sviluppare iniziative, di portare avanti un’attività lavorativa in modo sufficientemente soddisfacente sia tu un dipendente o un imprenditore, un libero professionista o un artigiano. Lavorare inteso in senso ampio come realizzare, costruire, creare oggetti o inventare situazioni che siano positive, utili, appaganti, fonte di crescita per il singolo e per gruppi o comunità intere. Lavorare come “essere operoso”, fare opere che possono essere godute e apprezzate.

La CAPACITÀ di CONSAPEVOLEZZA del proprio mondo interno è l’abilità o strumento che rende possibili o probabili gli altri, è la capacità di conoscere se stesso per funzionare in modo efficace nella realtà. Conoscere le proprie sensazioni ed emozioni, i propri bisogni e desideri, i propri pensieri e valori, le proprie tendenze all’azione, le proprie abitudini e i propri schemi ricorrenti. Più ti conosci e più puoi agire con consapevolezza e responsabilità per realizzare la vita che vuoi.

La CAPACITÀ di EMPATIA è la capacità di decentramento dal proprio io. La capacità di riconoscere la prospettiva dell’altro come individuo con i nostri stessi diritti, con un suo mondo interno, con una personale posizione soggettiva sulle cose, più o meno vicina alla nostra. Soggettività di pari dignità che possono o meno incontrarsi in modo sereno o conflittuale. Nutrirsi o avvelenarsi reciprocamente.

Ultima, ma non per importanza, la CAPACITÀ di CONTATTO con la REALTÀ ovvero la capacità di farsi guidare dal proprio mondo “interno” (emozioni, bisogni, desideri, valori, pensieri, abitudini, ecc.) mantenendo la consapevolezza che esistono gli altri, l’ambiente, le cose della realtà “esterna” a noi. Il contatto con la realtà resta una capacità e un principio fondamentale di salute e capacità di adattamento, perno che rende possibile creare la propria felicità e anche costruirla insieme agli altri…

INIZIA QUINDI ORA A FARE QUESTA AUTOVALUTAZIONE. Una valutazione di capacità rispetto alle quali puoi sempre migliorare. Una valutazione che può essere numerica, ad esempio da 1 a 10, da poco a tanto o una valutazione che può essere articolata in modo specifico rispetto ai vari aspetti della capacità in questione.
Tieni dunque sempre a mente questi punti per fare il punto della tua situazione…

Quanto sono capace di amare, lavorare, conoscere il mio mondo interiore, conoscere la prospettiva soggettiva dell’altro e stare nella realtà in modo sufficientemente adeguato?

Questa autovalutazione in progress ti facilita UN’AZIONE QUOTIDIANA CONSAPEVOLE e RESPONSABILE, realmente IN LINEA con la PERSONA che vuoi essere… E con la VITA che vuoi creare…