Apri la finestra per passare dalla miseria alla meraviglia

Ormai anche su Marte si è sparsa la voce. A febbraio è uscito ALICE NEL PAESE DELLE MISERIE, un mio libro di crescita personale, pieno di esercizi e attivazioni al servizio della tua vita meravigliosa.
Per chi sta già leggendo il libro e per chi potrebbe iniziare a farlo. E per chi lo scrive giorno per giorno: sostanzialmente tutti noi impegnati a vivere cercando di mettercela tutta, che inciampiamo in qualche miseria e che siamo chiamati a trasformarla in meraviglia.
Nel libro elenco alcune miserie che altro non sono che modi di pensare e agire, tipici dell’essere umano, dell’essere umani e che ciascuno di noi pratica più o meno assiduamente. Non tutte, non sempre, ciascuno di noi incappa nelle sue ‘preferite’. Ad esempio, voler controllare l’incontrollabile, tra cui in primis voler cambiare le altre persone; incamminarsi su sentieri impossibili di perfezionismo e onnipotenza o toccare il fondo dell’impotenza assoluta percepita; difficoltà a dire no agli altri e conseguentemente sì a se stessi; farsi trascinare dalle esigenze degli altri fino a farci rubare il tempo; vivere nella colpa vittimistica; pretendere che il mondo sia ai piedi dei nostri desideri, voler tutto e subito, e altre miserie ancora della nostra umana esperienza.
Ti suggerisco un esercizio per aprire una finestra di consapevolezza… Se scrivi su carta, la luce che vedrai dalla finestra sarà più chiara e luminosa…

Hai fatto un’esperienza, ti è successo qualcosa, hai incontrato persone forse, c’è stato uno scambio di azioni e reazioni, hai vissuto certe emozioni, fatto certi pensieri. Insomma ti è capitato di trovarti in una situazione specifica, in un posto, in un tempo, da solo o con qualcuno, ecc. Ecc…. Prova a descriverla: dove, quando, cosa, chi, come, perché…
Da questa esperienza avrai imparato certamente qualcosa… Che ti invito a scrivere…
Come cambia il mio modo di pensare, percepire e considerare le cose, le persone, me stesso, i miei rapporti a partire dal nuovo insegnamento? A domanda ti invito a rispondere…
Come può essermi utile ciò che ho imparato in modo da tradurlo in azioni quotidiane nuove, comportamenti diversi da quelli che ho sempre adottato e che mi hanno portato ad avere i problemi che ho? Qui puoi scrivere veramente molto…
Cosa mi impedisce di tradurre in pratica ciò che ho imparato? Paure? Resistenze? Abitudini? Sensi di colpa? Credenze di non esserne capace? Timore delle conseguenze? Qui puoi proprio sbizzarrirti nello scrivere risposte utili alla tua consapevolezza…
Quale miseria è entrata in azione? Voglio cambiare senza cambiare? Voglio che siano gli altri a fare ciò che dovrei fare io? Sono estremamente autocritico fino a bloccarmi? Sto alimentando la mia sofferenza invece che accettare il mio dolore per alleviarlo? Sono incapace a conoscere le mie emozioni ed esprimere i miei bisogni in modo utile?
Come posso affrontare questi ostacoli al cambiamento? Come posso trasformare le mie miserie nelle mie meraviglie? Buon divertimento: più ti ascolti e rifletti, più scrivi e diventi consapevole, maggiore sarà l’utilità per te di questo esercizio che ti auguro di fare con attenzione…
La miseria delle miserie probabilmente è quella che qualcuno chiama la ‘verità del piffero’ della crescita personale: vogliamo sentirci sereni e felici continuando a pensare, sentire e agire in quei modi che ci portano quotidianamente a sentirci inquieti e infelici.
La meraviglia può nascere quando smettiamo di darci la colpa o di dare la colpa agli altri di ciò che ci è successo e cominciamo ad agire in prima persona, con consapevolezza e responsabilità, con coraggio nonostante la paura, per fare qualcosa di diverso dal solito in direzione di mete desiderate che per noi hanno senso e valore profondi per la persona che vogliamo essere e la vita che vogliamo vivere.

Last but not least, come dicono su Marte, puoi acquistare (anche per regalarlo) ALICE NEL PAESE DELLE MISERIE direttamente su youcanprint.it o su Amazon o anche in ogni libreria, sempre su ordinazione. Ci vuole qualche giorno prima che arrivi in modo tale da farti assaporare appieno il gusto della lettura… Grazie 🤗

Mente compassionevole

Solitamente la nostra vita e le nostre scelte quotidiane, più o meno importanti, sono scandite da un certo modo di funzionare della nostra mente.
C’è una mente ‘minacciata’ attraverso cui compiamo azioni con l’intento di proteggerci da minacce esterne ed interne. Ad esempio, dobbiamo cercare appagamento dei bisogni fisiologici primari, dobbiamo essere in buona salute, dobbiamo farcela economicamente, dobbiamo creare rapporti interpersonali appaganti e mantenerli, dobbiamo imparare a vivere anche in solitudine.
C’è una mente ‘competitiva’ attraverso cui cerchiamo di accaparrarci risorse, limitate, per raggiungere i nostri obiettivi nei vari ambiti della nostra vita, obiettivi per noi importanti in base a valori per noi importanti, anche se spesso non consapevoli. Ad esempio, dobbiamo guadagnare una certa cifra (e anche di più), dobbiamo avere una certa casa (magari due e con giardino o terrazzo a tutto tondo), dobbiamo avere una certa auto e proprio quella e poi un’altra ancora, dobbiamo rimpinzarci di cibo e ristoranti, di vacanze all’ultimo grido e di vestiti da cambiare più volte al giorno. E dobbiamo essere anche presenti e visibili sui social. Forse esagero con questi esempi, forse no.
Possiamo essere grati per questi due modi di funzionare della nostra mente perché ci hanno permesso l’evoluzione come specie e ci permettono quotidianamente di appagare bisogni importanti per noi in direzione di una vita consapevole guidata da ciò che per noi è importante. Ma…
Ma non finisce qui… Spesso queste stesse modalità di funzionamento superano gli eccessi e cominciano i problemi. Problemi sotto forma di stress, sintomi ansiosi e depressivi, disturbi fisici e dipendenze comportamentali, conflitti interpersonali oltre che interiori, relazioni disfunzionali e sempre meno nutrienti, comunicazioni aggressive, autostima sotto i piedi, vissuti di fallimento, colpa e difettosità. E qualcos’altro ancora che può fare al caso tuo…
Ciò che succede è che, per proteggerci dalle minacce che percepiamo e raggiungere i nostri obiettivi, paghiamo un prezzo enorme in termini di sofferenza emotiva.
Diventa allora fondamentale accedere, accendere e coltivare la mente compassionevole.
La mente compassionevole si manifesta in tre modi sostanziali, sia quando è diretta verso gli altri sia quando è rivolta a sé.
1. Essere sensibili alla sofferenza emotiva
2. Cogliere i bisogni frustrati in quelle emozioni dolorose
3. Impegnarsi con azioni concrete ad aiutare per tentare di alleviare la sofferenza e ridurre la frustrazione.
Ciascuno di questi tre aspetti può essere estremamente chiaro ed evidente, ma non sempre. A volte richiede un personale processo di maturazione emotiva che ciascuno di noi sta compiendo a suo modo e coi propri tempi.
Essere sensibili alla sofferenza emotiva non significa che la persona che prova quelle emozioni ci deve piacere o che la apprezziamo in quel momento o condividiamo le sue scelte e i suoi valori. Può esserci anche antipatica ed essere molto distante dal nostro modo di essere e vivere, purtuttavia siamo capaci di coglierne il dolore emotivo.
Cogliere i bisogni frustrati significa essere capaci di vedere cosa motiva il comportamento dell’altro, non per approvarlo o giustificarlo, semplicemente per comprenderlo, per rintracciare un senso nelle azioni della persona.
L’impegno concreto risponde alla domanda: “cosa posso fare per aiutare questa persona?”. E anche: “cosa posso fare per aiutare me a comprendere questa persona?”. La risposta è scontata in alcuni casi o perlomeno sappiamo cosa dovremmo e potremmo fare anche se non è detto che riusciremo a farlo. La risposta è meno scontata in quei casi in cui la persona può suscitarci emozioni ostili (rabbia, odio, antipatia) perché è molto distante dal nostro modo di pensare e agire o perché ci sentiamo in qualche modo ‘minacciati’ da questa persona. Proprio in questi casi, spesso si tratta di relazioni conflittuali, manifeste o vissute interiormente, è fondamentale ‘attivare’ la propria mente compassionevole al servizio dell’evolversi della relazione con l’altro che passa attraverso il comprendere che l’altro sta giocando il suo gioco nella vita, come stiamo facendo noi e ce la sta mettendo tutta con le risorse che ha a sua disposizione, come stiamo facendo noi…
Il rinnovamento, religioso o laico che sia, passa anche attraverso lo sviluppo di una mente compassionevole, potenzialità a disposizione di tutti e che aspetta solo di essere coltivata e allenata, a partire da azioni compassionevoli quotidiane che esprimono e potenziano, a loro volta, qualità compassionevoli di un sé compassionevole che tutti possiamo costruire come risorsa al servizio del benessere individuale e comunitario. Cosa potresti fare oggi, non solo oggi e da oggi in poi per pensare, sentire, agire ed essere compassionevole?

Intanto, se vuoi iniziare ad approfondire queste idee e soprattutto a sviluppare pratiche concrete ed esercizi al servizio di una mente compassionevole, ti consiglio la lettura di Paul Gilbert (terapia focalizzata sulla compassione, mindful compassion), Kristin Neff (la self-compassion), Lambiase Cantelmi (psicologia della compassione) e Sharon Salzberg (l’arte rivoluzionaria della gioia).

Gnagnarella

Spesso mi ritrovo ad usare storielle, aneddoti, brevi racconti, aforismi e metafore per condividere con le persone alcuni concetti utili al lavoro terapeutico.
Un’idea tra le più ardue da capire per molte persone è quella per cui noi siamo ‘autori della nostra esperienza’. Creatori dei significati e del senso delle cose. Agenti attivi delle nostre scelte. ‘Soggetti’ della nostra esperienza emotiva. Comprensibilmente, molti mi dicono ironicamente: “…?… Il fango non sarà mai cioccolato!!!”. “È certo!” rispondo io.

Ci sono eventi e situazioni che hanno il loro peso e valore ‘oggettivi’, uguali per tutti. Certamente sì. E anche no. Non solo almeno. Sono maggiori ‘le cose’ che diventano quello che noi ‘percepiamo’ nelle cose. Cosa vediamo nelle cose. Come le interpretiamo.

Ardua da capire non tanto dal punto di vista logico. Non è un pensiero particolarmente complicato. È piuttosto difficile da comprendere. Da prendere dentro sé, da fare proprio. Da crederci e interiorizzare come utile strumento per comprendere le proprie esperienze, regolare le proprie emozioni e i comportamenti, governare in modo soddisfacente frustrazioni e delusioni, creare buone relazioni, godere del proprio tempo.

Stamattina mi ha aiutato a comprendere una piccola esperienza che probabilmente mi sarà utile da aggiungere alla cassetta degli aneddoti e storielle da condividere per comprendere e per lavorare sulla propria consapevolezza e responsabilità.
Uscito di casa, ho notato che aveva piovuto leggermente… E mi sono venute in mente due espressioni, due modi per descrivere la cosa. Ho pensato: “è piovuto giusto per sporcare la strada…”. E poi subito dopo: “è piovuto per accarezzare appena la strada…”.

È sempre piovuto… Ma non è la stessa pioggia… Poi magari l’ha anche rinfrescata la strada e chissà cos’altro ancora…
Ti invito a notare come avvicini le cose… I fatti… Come fai esperienza… Nella tua mente… E nel tuo cuore…
Nota con attenzione… E nota la differenza che fa per te …
Nota cosa percepisci… E come guida il tuo comportamento…
Se vuoi, come gioco, puoi anche iniziare a trovare più versioni possibili della ‘stessa pioggerella’… Magari iniziando a notare cosa vedono gli altri…
E l’effetto che fa…

Diario delle meraviglie

Quasi sempre crediamo di conoscere i nostri problemi e il perché della nostra sofferenza. In realtà, molto spesso, noi conosciamo i nostri problemi solo nella parte che riguarda la sofferenza che proviamo, ma non conosciamo affatto i motivi o le cause che generano e mantengono i problemi.
Può essere, allora, molto utile cominciare ad investigare gli stati mentali che costituiscono i nostri problemi.
Per investigare bisogna osservare. Per una buona auto-osservazione sono molto utili i diari.
Il diario è la registrazione di qualcosa che osserviamo. Si può scrivere un diario di tutto. Esiste il diario della mia alimentazione quotidiana. Il diario delle mie attività fisiche. Il diario con gli impegni lavorativi. Il diario delle mie abitudini. Ma anche il diario delle situazioni stressanti. Il diario del mio umore. Il diario dei miei evitamenti. Il diario per registrare pensieri, emozioni e comportamenti. E via così.
Qui ti propongo il diario delle tue miserie e delle tue meraviglie.
Per ogni giorno segna l’orario e la situazione stressante (miserevole) che hai vissuto. Cosa è successo nei fatti. Cosa hai pensato rispetto agli accadimenti. Cosa hai provato in quella specifica situazione. Come hai reagito: cosa hai fatto in risposta al fatto iniziale o fattore scatenante.
Per ogni giorno segna orario e situazione meravigliosa, positiva, appagante. Cosa è accaduto. Cosa hai pensato in quella situazione. Quali emozioni hai provato. Cosa hai fatto.

Scrivere questo diario degli stati mentali ti permette di riconoscere i tuoi bisogni e desideri, quelli appagati e quelli frustrati… Quello che fai e che funziona per farti sentire soddisfatto e quello che non fai e che dovresti fare per aumentare il tuo appagamento e la tua realizzazione personale…

Potresti proprio aggiungere per ogni situazione osservata e trascritta nel diario, qual è il tuo desiderio/bisogno soddisfatto o insoddisfatto…

Scrivere un diario aiuta a rendersi conto di ciò che spesso è davanti ai nostri occhi, ma non sappiamo vederlo. Aiuta a rendere consapevole ciò che è automatico. A rendere esplicito ciò che è sottinteso. A fare chiarezza su aspetti importanti del nostro modo di pensare e agire, dimensioni che hanno un potente impatto sulle nostre esperienze negative e positive.

Diventare consapevoli di come funzioniamo e del nostro contributo alle nostre esperienze gioiose o penose è un passo fondamentale per agire con maggiore responsabilità e potere per aumentare le esperienze meravigliose e ridurre quelle miserevoli…

Inizia a scrivere i tuoi diari e vedi cosa emerge alla tua consapevolezza, cosa conosci e cosa capisci di te, delle tue scelte e della tua vita. E, se vuoi, fammi sapere come va…
Se vuoi una vita meravigliosa devi cominciare a fare qualcosa…
Se devi fare qualcosa è bene che sia chiara per te e utile in direzione della vita che desideri…

Nostra signora l’interpretazione

La nostra giornata, le attività che svolgiamo, le persone che incontriamo, le relazioni che curiamo (e quelle che trascuriamo), le scelte che facciamo, gli impegni a cui ci dedichiamo sono contraddistinti tutti dalle nostre interpretazioni.
L’interpretazione è la modalità individuale attraverso cui, in modo a volte consapevole, spesso inconsapevole, diamo senso alle cose e cerchiamo di comprendere ciò che ci accade. È la modalità soggettiva attraverso cui costruiamo il senso personale di ciò che sembra oggettivo.
Forse esistono, e dico forse, comportamenti e situazioni che per tutti hanno lo stesso significato ‘oggettivo’, comunque è sempre il nostro ‘filtro soggettivo’ che fa la grande differenza rispetto alla nostra esperienza delle cose. A come viviamo certe situazioni, certi accadimenti e certe relazioni. Alle emozioni che proviamo, ai pensieri ulteriori che facciamo, a come finiamo per reagire. Potrai trovare certamente numerosi esempi nella tua vita quotidiana di situazioni che tu ‘leggi’ in un certo modo e che altri ‘interpretano’ in modo differente. E questa diversità è quasi sempre l’origine di conflitti, incomprensioni, frustrazioni e delusioni. Stress e sofferenza insomma.
Per cui, per tirarti fuori dalla miseria o per evitare di caderci dentro, ti invito da ora in poi ad essere accuratamente attento alle tue interpretazioni perché ne va del tuo benessere o malessere.
Pensando ad una situazione specifica (e vale per ogni situazione), inizia a notare la tua lettura dei fatti, la tua interpretazione degli eventi, il significato che tu hai attribuito a certi accadimenti, il valore che hanno per te certi comportamenti degli altri, il senso delle cose così come sta non nelle cose ma nella tua interpretazione delle cose…
Inizia a cercare altre interpretazioni possibili, altre percezioni possibili, altri punti di vista, di altre persone o anche tue diverse possibilità di lettura e interpretazione…
Inizia a notare l’effetto della tua soggettività sulla tua esperienza piacevole e spiacevole…
E buone cose!!!

Miserie e comandamenti

A volte le miserie si mascherano da comandamenti.
I comandamenti sono legge. La legge. L’autorità dentro di noi. Ciò che un tempo qualcuno ci ha impiantato dentro e che noi abbiamo imparato a seguire, a fare nostra. A farne guida del nostro agire e del nostro sentire.
I comandamenti sono le regole del tuo comportamento. Cosa devi e non devi fare. Io ho le mie, tu hai le tue. Ognuno ha le proprie.
Una buona parte della crescita personale, per una vita che valga la pena di essere vissuta e soprattutto la gioia di viverla incarnando i propri valori, passa attraverso la ‘riscrittura consapevole’ dei propri comandamenti. Ciò che un tempo abbiamo imparato a credere e seguire come l’unico modo giusto e possibile per stare al mondo, con se stessi e con gli altri, oggi possiamo (dobbiamo!?) riscriverlo.
Come?
Inizia a renderti conto delle regole personali che segui… Devi controllare tutto e tutti? Devi essere sempre al massimo? Non devi sentirti mai vulnerabile? Non devi mai perdere il controllo delle tue emozioni? Devi essere sempre perfetto, irreprensibile, ineccepibile, inattaccabile? Non devi mai arretrare? Non devi mai sbagliare? Insomma hai capito, compila più volte a tuo piacimento (o a ‘spiacimento’) le seguenti frasi:
IO DEVO …
IO NON DEVO…
IO DEVO SEMPRE…
IO NON DEVO MAI…
Usa tutta la tua capacità di ‘contatto con te stesso’ e la tua creatività per rintracciare le regole che segui nel tuo comportamento quotidiano, nelle tue relazioni, nei diversi ambiti e ruoli di vita…
Quindi, una a una, inizia da dove vuoi, verifica se la vuoi mantenere come regola del tuo pensare e agire o se vuoi e come modificarla, a cominciare dal riscriverla… Puoi aiutarti completando più volte le frasi:
IO POSSO ANCHE…
IO MI DO IL PERMESSO DI…
Se è vero che le parole volano e le cose scritte rimangono, è ancora più vero che le azioni parlano meglio di parole dette e scritte. Quindi: comincia ad agire conseguentemente alle nuove regole che hai scritto per te…
Come sempre, agisci, verifica l’effetto su di te e sugli altri delle tue nuove azioni, comprendi e modifica in progress l’azione e la regola. Fino a quando avrai trovato nuove regole per le tue scelte consapevoli e responsabili al servizio della qualità della tua vita…
Puoi sempre trasformare le tue miserie nelle tue meraviglie!!!

Alice nel paese delle miserie. Il libro

Oggi proprio oggi è il giorno giusto per iniziare a trasformare le tue miserie nelle tue meraviglie.
Questo potrebbe essere un mantra da leggere ogni giorno, più volte al giorno, anche oggi, proprio oggi, primo giorno del resto della tua vita.
Ti invito a farne una scelta di vita. Impegnarti a creare la tua vita meravigliosa. Una vita certamente non perfetta, non esiste!!!
Anzi no, esiste. La vita è perfetta quando accetti che non esiste la vita perfetta.
Ti invito a rintracciare le tue miserie. I tuoi modi di funzionare, con te stesso e nelle relazioni, modi che ti procurano stress. I tuoi modi di pensare e di agire che generano la tua sofferenza. La tua corazza caratteriale costruita negli anni, che a volte sembra una corazzata inaffondabile, a volte è piena di falle che la portano a picco.
Ti invito a cercare quello che c’è ma non si vede, non sempre almeno, non immediatamente, eppure è lì, nel tuo modo di essere, che condiziona ciò che fai e ciò che succede nella tua esperienza di vita.
Ti invito, nonostante la paura, ad affidarti al tuo coraggio di farti guidare dai tuoi desideri.
Ti invito, nonostante tanti limiti e l’impotenza, ad impegnarti per la creazione di una vita basata su ciò che per te è importante, su ciò che ha per te valore, per rendere la tua vita degna di essere vissuta.
Ti invito a contattare la tua capacità di meravigliarti, sempre e comunque. A cercare la speranza anche nella disperazione, a creare un senso anche se a volte un senso non sembra esistere.
Ovviamente ti invito a leggere il mio libro e ti ringrazio in anticipo per come vorrai condividerlo, per farne pratica concreta di consapevolezza e responsabilità, individuale e nei rapporti interpersonali. 🙏🍀

Per la tua e l’altrui felicità

Due caratteristiche sono importanti per rapporti interpersonali appaganti. In coppia e al lavoro, coi figli e coi genitori, con gli amici e con gli estranei.

1. FARE CENTRO. Sentire, pensare ed agire a partire dal proprio centro ovvero dalla consapevolezza di sé (cosa penso, cosa sento, cosa voglio, cosa dovrei fare, cosa faccio) e dall’assunzione in prima persona della responsabilità del proprio sentire, pensare e agire. È importante ciò che succede all’esterno, cosa dicono e fanno e gli altri, ma è ancora più importante come noi filtriamo ciò che arriva da fuori e come scegliamo di rispondere.

2. CAMBIARE POSIZIONE. Decentrarsi. Impegnarsi a comprendere il punto di vista dell’altro, unico e meritevole di rispetto come il nostro. Cercare di immedesimarsi nell’altro per comprenderne bisogni e desideri, pensieri ed emozioni che motivano il suo comportamento.

Inizia a notare quando lo fai e cosa succede… Quando non lo fai e cosa succede… Cosa succede dentro e fuori di te…
Soprattutto inizia a farlo sistematicamente… Fallo diventare il tuo atteggiamento fondamentale… Per la tua e l’altrui felicità…

Trova i tuoi imperativi

TROVA I TUOI IMPERATIVI

Devo essere forte, sempre
Non devo cedere, assolutamente
Devo riuscire, sempre
Non devo commettere mai errori
Devo tenere tutto sotto controllo
Non devo chiedere aiuto
Devo sbrigarmi, sempre
Non devo adagiarmi, mai
Devo portare gli altri a fare ciò che io voglio
Non devo mostrare le mie difficoltà
Devo sforzarmi e anche di piu
Non devo esprimere le mie emozioni
Devo essere perfetto
Non devo deludere mai
Devo…
Non devo…
Trova altri esempi che ti riguardano più da vicino, oltre a quelli suggeriti… Trovali in quello che pensi e che fai ogni giorno… Trovali osservando con attenzione come ti comporti nelle relazioni… Alcuni possono saltare immediatamente agli occhi, altri sono più nascosti eppure enormemente potenti nel guidare la tua esperienza quotidiana e le tue azioni.

INDIVIDUA ALCUNE SITUAZIONI IN CUI FUNZIONI IN BASE A QUESTI IMPERATIVI ASSOLUTI… A casa, col partner, coi figli o con i genitori, con fratelli o con amici; al lavoro, con colleghi, capi o subordinati. Col vicino, col fruttivendolo, sui social. Con te stesso…

Chiediti (e rispondi): COSA SUCCEDEREBBE SE NON SEGUISSI QUESTO IMPERATIVO? QUALI EMOZIONI VIVREI? COSA PENSEREI?

FOCALIZZATI su uno (uno alla volta) e PROVA A NON SEGUIRLO… Verificando l’effetto che fa su di te (emozioni e pensieri) e sulle tue relazioni…

Fare questo ‘esperimento’ è utile per ottenere informazioni fondamentali su come funzioni in varie situazioni e relazioni, ti aiuta a comprendere il modo in cui, attraverso i tuoi pensieri e le tue azioni, arrivi a vivere emozioni di gioia e soddisfazione o, al contrario, di sofferenza e frustrazione.
Buon proseguimento…

Smetto quando voglio

Pensa che quello che pensi hai imparato a pensarlo. Ed è stato proprio un apprendimento intelligente e creativo. E quando lo hai imparato, il tuo modo di pensare e di agire di conseguenza aveva un senso, un valore, uno scopo. Insomma ti è stato utile.
Se oggi alcuni tuoi modi di pensare e comportarti ti creano problemi invece che aiutarti a risolverli, allora è importante che impari a pensare diversamente. Per agire in modo realmente efficace e costruttivo per te e per la vita che vorresti realizzare.
Le tue convinzioni e credenze non sono verità assoluta. Esse si sono formate in momenti specifici della tua vita in cui ti serviva pensare ed agire in quel modo. Ti serviva per salvarti la pelle, per sentirti amato, per sentirti apprezzato, per sentirti incoraggiato e sostenuto, per sentirti parte di gruppi e legami importanti. Ma oggi quel valore potrebbe non esserci più.
Quindi? Penserai…
Quindi, laddove oggi incontri problemi che non riesci a risolvere, sei preda di stati ansiosi che non riesci a comprendere, il tuo umore tende spesso al ribasso, sei assalito da irascibilità e confusione, allora è il caso di andare a conoscere meglio perché pensi quello che pensi, perché fai quello che fai, perché non riesci a superare la tua sofferenza emotiva e interpersonale.
Come? Esistono tanti modi, strade, strumenti, possibilità…
Te ne suggerisco uno molto pratico: sfida i tuoi comportamenti! Mettili alla prova! Mettiti alla prova! Gioca con te stesso. Gioca seriamente e con impegno, come richiede ogni gioco. Prova a smettere di fare alcune cose che fai spesso, da tempo immemore. Può essere un’intrigante sfida a te stesso che per il solo fatto di intraprenderla ti premierà con ricche informazioni su te stesso, su cosa pensi e provi quando sei nei tuoi problemi, su cosa succede se provi a non adottare certe solite strategie disfunzionali. Esempi?
Pensa a situazioni difficili e problemi che attualmente ti sembrano insuperabili… Immagina prima… E metti in pratica poi… L’astinenza!!! Astieniti dal re-agire al solito modo in quelle situazioni, uno o più di uno di alcuni modi tipici di tentare invano di risolvere i problemi:
– smetti di evitare,
– smetti di aggredire,
– smetti di compiacere,
– smetti di sacrificarti in modo estremo,
– smetti di tentare di controllare l’incontrollabile,
– smetti di cercare la perfezione,
– smetti di sottometterti,
– smetti di sedurre compulsivamente,
– smetti di dipendere da sostanze, attività, oggetti, persone,
– smetti di fare tutto da solo,
– smetti di abbuffarti,
– smetti di cercare continue rassicurazioni,
– smetti di rimuginare sul futuro incerto,
– smetti di ruminare sul passato doloroso e frustrante,
– smetti di prenderti carichi indebiti,
– smetti di manipolare gli altri,
– smetti di mentire a te stesso,
– smetti di curare tutti,
– smetti di lavorare 48 ore al giorno,
– smetti di darti addosso come fossi il peggiore dei tuoi nemici,
– smetti di razionalizzare tutto,
– smetti di indossare maschere,
– smetti di farti del male,
– smetti di rimandare.
Cos’altro credi che sarebbe buono per te smettere di fare?
Inizia a smettere e vedi cosa succede.
Ci riesci? Se sì, cosa provi, cosa pensi, cosa impari? Se no, cosa te lo impedisce? Quali paure?
Smetti quando vuoi e soprattutto quando ci provi…
Quanta informazione utile alla tua consapevolezza e alla tua crescita può venir fuori se smetti di leggere e inizi a praticare questi suggerimenti!!!