Ideale autopersecutorio e bassa stima di sé

La nostra autostima è minata da certi atteggiamenti che abbiamo verso noi stessi. Siamo delusi e arrabbiati con noi stessi perché la nostre prestazioni, in uno o più ambiti di vita, non sono state come “avremmo voluto e dovuto”. Siamo duri, estremamente critici, severi e spietati con noi stessi perché siamo molto distanti dal nostro ideale, da ciò che vorremmo e dovremmo essere per sentirci a posto… Spesso ci aspettiamo troppo da noi stessi, abbiamo desideri “irrealistici” su ciò che dovremmo fare ed ottenere… Pretendiamo da noi stessi di essere perfetti. Che è ben altra cosa dalla ricerca “realistica” dell’eccellenza. E questa “autopersecuzione della perfezione” quasi sempre è la strada dell’infelicità e della bassa autostima.
La questione diventa allora: un tempo… Forse tanto tempo fa… hai imparato (qualcuno te lo avrà insegnato molto probabilmente) ad essere così pressante con te stesso attraverso queste torture autoinflitte basate sul “devo devo devo … Ma non è mai abbastanza!!!”. Sai quindi da tempo quello che devi essere, fare, ottenere… Nell’illusione della felicità. Oggi che vuoi fare? Tutto il resto è lavoro di consapevolezza e responsabilità della tua evoluzione e della tua felicità…

Strategie utili quando ti senti in colpa

Quando ti senti in colpa per aver ferito o deluso qualcuno o per aver trasgredito una tua norma morale o un dovere:

Esplora le tue “azioni incriminate”, i tuoi pensieri e le tue emozioni, per comprendere, per dare senso e per distinguere il senso di colpa insano e infantile da quello utile che ti serve a comprendere e aggiustare le cose, le relazioni e le situazioni.

Apprendi la lezione. Cosa hai capito di come funzioni individualmente e di come stai nelle relazioni.

Distingui “mi sento in colpa” (per quello che ho fatto e non avrei dovuto fare…) da “mi dispiace se ti ho ferito o deluso, ma io non sono responsabile delle tue aspettative su di me”… “né posso né voglio farmi carico assoluto dei tuoi bisogni e dei tuoi dolori”.

Prenditi la responsabilità adulta di agire alla luce della consapevolezza acquisita.
“Ripara” il prima possibile danni o torti o ferite nella misura in cui senti la tua responsabilità e il tuo potere di intervenire.

Le fondamenta del benessere o manifesto della scelta consapevole e responsabile

Ecco 10 “banalità fondamentali” per il tuo benessere e per la tua crescita personale. Apparentemente ovvie,
ma che è importante che tu non dia per scontate. 10 principi ispiratori da cui farti guidare nelle tue azioni, nei tuoi pensieri, nelle tue relazioni.

10 strategie o risorse per tracciare la tua via del benessere e che se trascuri possono tramutarsi nelle tue “miserie quotidiane”…

1. Distingui quello che puoi controllare da quello che non puoi controllare ed impiega le tue energie su ciò che veramente è in tuo potere.
2. Cambia tu per cambiare la tua vita, smetti di aspettarti o pretendere che siano gli altri a cambiare. Impara ad accettare che gli altri non stanno al mondo per soddisfare le tue aspettative e come te stanno vivendo la loro vita e combattendo la loro battaglia per la serenità.
3. Smetti di essere giudice spietato di te stesso. Sii consapevole di come confronti continuamente, in modo dannoso, oltre che inutile, chi sei con chi dovresti essere, cosa fai con cosa dovresti fare, fino ad affossare la tua autostima e il tuo amor proprio.
4. Sii consapevole delle missioni impossibili che ti chiedi o che accetti dagli altri. Ciascuno di noi è pieno di risorse e di limiti, è potente, ma non onnipotente, è capace, ma non perfetto.
5. Impara a dire più no agli altri e a dire più sì a te stesso.
6. Impara a chiedere, anche se a volte potresti ricevere un no.
7. Smetti di lamentarti e trasforma la tua insoddisfazione in obiettivi per te importanti verso cui impegnarti con azioni concrete.
8. Impara a comunicare in modo efficace: tu sei responsabile di come presenti agli altri le tue emozioni ed intenzioni, i tuoi pensieri e i tuoi bisogni, i tuoi desideri e le tue richieste.
9. Rifletti il giusto e agisci di conseguenza.
10. Impara a governare il tuo tempo in modo consapevole per diventare effettivamente creatore responsabile della tua qualità di vita.

Conosci altri principi fondamentali di benessere ed evoluzione personale?

Alcuni dei principi su esposti fanno già parte probabilmente del tuo normale o abituale modo di pensare e agire, altri ti sembreranno abilità alla tua portata che puoi imparare a fare tuoi con il giusto sforzo e impegno; altri ti sembreranno idee irrealistiche, quasi impossibili da mettere in pratica, comunque molto molto molto difficili da tradurre in azioni quotidiane, altri sono chiaramente o possono diventare tuoi obiettivi di cambiamento e trasformazione.
Continua allora a rifletterci e a sentirli dentro di te, quelli già attivi come risorse e competenze possedute, altri che proprio li senti lontano da te e che puoi provare ad avvicinare. Inizia anche ad osservare come fanno gli altri, quanto sono capaci di fare quello che tu non riesci ancora a fare e quanto invece sono dietro a te rispetto a certi fondamentali.
Il resto verrà da te…

I voti della vita

Inizia la scuola. Sei pronto a darti i voti? E a riceverli? Se la scuola insegna la vita o dovrebbe farlo… Allora ricordiamoci che a scuola esistono diversi voti (che non sono giudizi sulla persona… O non dovrebbero esserlo). A scuola, come nella tua vita, in diversi ambiti e ruoli:
puoi essere PERFETTO. Esiste la perfezione? Forse esiste il perfezionismo… Ma è patologico! Puoi essere ECCELLENTE, il primo, tra i primi, ed impegnarti ad esserlo, avere l’eccellenza come stella polare ad attrarre il tuo impegno, le tue fatiche, la tua capacità di imparare dagli errori e crescere progressivamente. Puoi essere ottimo, buono o “SEMPLICEMENTE” MEDIO. SENZA PER QUESTO SENTIRTI MEDIOCRE. O sì?!?
Se pensi oggi ad alcune aree della tua vita o nel tempo ad alcuni ambiti sicuramente sei o sarai stato “semplicemente” come tanti altri. Questo è. È andata così, così sia. Probabilmente in altre aree sarai (stato) anche tra gli scarsi, i nulli o appena sufficiente. E quindi?

Nota come ti rapporti ai voti che la vita ti dà… E come ci stai… Come influenzano il tuo stato d’animo, l’umore, la tua autostima.

Nota chi ti dà questi voti… Da chi te li fai dare… Da chi li accetti passivamente… Quali, invece, proprio non ti vanno giù…

Nota quando hai imparato ad essere così sensibile ai voti… Chi ti ha insegnato… A cosa ti è servito… E a cosa ti serve oggi essere così dipendente o addirittura schiavo dei voti…

Nota quanto questi voti ti stimolano a crescere o ti bloccano al palo… E nota cosa determina queste tue reazioni e questi tuoi vissuti. E cosa ci vuoi fare con questa consapevolezza…

Distorsioni della mente al servizio dell’autodistruzione

Il mio partner oggi non si è fatto sentire, è mezzogiorno, sono 5 ore che è andato via di casa, nemmeno un messaggino. Ha un’altra. Certamente ha conosciuto una che gli fa girare la testa. Se non si è fatto sentire si vede che ha altro di meglio da fare. Era ‘on line’ dieci minuti fa, ma non ha pensato nemmeno a dirmi “ciao che fai?” Deve stare con quella. Non mi ama più. Non mi ha più fatto una coccola ultimamente. Ormai sto in serie B. Quante altre volte è successo? Mai!! Mi ha sempre mandato almeno una faccina. Non sono più attraente e desiderabile come una volta. E lui cerca altro… Per forza. Non c’è altra spiegazione. Sono una fallita. Anche questa coppia è scoppiata. Anche da lui sono stata rifiutata. È quello che merito. La vita fa schifo. Io faccio schifo. Lui fa schifo. Tutto fa schifo…

Oggi Stefano non mi ha fatto gli auguri di compleanno… Eppure tutti sapevano in ufficio. Gli sto antipatico. Ultimamente diverse persone mi hanno evitato. Ce l’hanno con me. Come dar loro torto. Sono sempre cupo, teso, mai spiritoso, mai disposto alla battuta. Probabilmente hanno capito che non valgo come pensavano all’inizio. Da quando sono arrivato sono sceso sempre più nelle preferenze dei colleghi e dei capi. Solo al portiere sembro stare simpatico. Ma forse la sua è solo una facciata di necessaria cortesia. Lo pagano per quello. Sono proprio una persona insignificante. Se uno nemmeno il giorno del mio compleanno è carino con me?!?!! Se ci penso bene è da un po’ di settimane che percepivo uno strano ambiente intorno a me. Forse sono antipatico come carattere. Non c’è altra spiegazione. Sono spregevole. Infatti non ho nemmeno una compagna. E quelle che ho avuto… Hanno capito presto che tipo ero… Non valgo un soldo.

Conosci storie di questo tipo? Conosci questo flusso di pensieri di autosvalutazione? Sono distorsioni che il pensiero effettua sulla realtà costruendo significati dei fatti basati su pochi elementi e non considerandone altri. Ecco un elenco, non esaustivo, di questi errori del pensiero:

Deduzione arbitraria. La persona costruisce significati su prove scarse o non adeguate. Un mancato messaggino atteso è l’inizio di una costruzione autosvalutante…

Astrazione selettiva. La persona focalizza un dettaglio della situazione ed ignora il resto. Un singolo collega non ha fatto gli auguri di compleanno…

Ipergeneralizzazione. Una presunta antipatia da parte di una persona diventa “io sono antipatico” o “io sto antipatico a tutti” o “io non valgo niente come persona” o “io faccio schifo”…

Minimizzazione e ingigantimento. Basta un piccolo torto subito per definire l’intera situazione o relazione dimenticando tante altre occasioni di affetto o piacevole scambio….

Personalizzazione. Gli eventi esterni sono riferiti a sé, senza alcun elemento obiettivo che giustifichi questa attribuzione di significato. Se non si è fatto sentire dipende necessariamente da me o da qualche problema della nostra relazione…

Tendenza ad attribuirsi la colpa. Gli eventi negativi sono espressione dei miei difetti e delle mie colpe. Se non mi ha fatto gli auguri è perché non merito un minimo di considerazione oppure devo avergli fatto qualcosa che lo ha ferito…

Pensiero dicotomico. Le esperienze o sono assolutamente positive o sono assolutamente negative. Se non si fa sentire è certamente la catastrofe…

Queste distorsioni nell’interpretazione dei fatti allontanano la persona da un rapporto utile con la realtà. A volte, del resto, alcune esagerazioni del pensiero potrebbero essere realistiche, ad esempio, “forse è vero che sono antipatico a tante persone”. L’importante, comunque, è poter riconoscere i propri pensieri e confrontarli con gli altri, con le intenzioni degli altri, con altre possibili letture degli eventi. Eventualmente correggendo alcune distorsioni in modo più favorevole o anche accogliendo una realtà dolorosa, ma da accettare, insieme al tentare di cambiare qualcosa…
Imparando a dire e a sentire interiormente … È così… È andata così… Non si può avere tutto… Le cose belle finiscono… La vita continua… E via così…

Quando hai imparato ad allacciare le scarpe…

Quando sei di fronte ad un tuo errore o ad una tua difficoltà o incapacità, “puoi dirti” almeno 3 cose che attiveranno tre modi di vivere l’esperienza e di agire conseguentemente.

IMPARA DALL’ERRORE. Cerca di capire cosa e come hai sbagliato, riprova e correggi fino a riuscire o ad apprendere al meglio quella capacità. Come hai fatto quando hai imparato ad allacciare le scarpe…

CHIEDI AIUTO. Se non ce la fai da solo, la migliore strategia per farcela è chiedere sostegno. Una scelta sempre intelligente dopo aver verificato i tuoi limiti e non essere riuscito a superarli. Ricorda chi ti ha insegnato ed aiutato ad allacciare le scarpe fino a quando hai imparato…

SEI UN COGLIONE. Cretino, stupido, incapace, deficiente… E tutto il resto del corteo di “complimenti” che potresti fare a te stesso. Hai sentito simili voci giudicanti quando stavi imparando ad allacciare le scarpe? O quando eri impegnato nel tuo percorso per imparare come vivere?

Tu di solito quale scegli tra queste tre modalità? A cosa ti è utile? E di fronte alle difficoltà degli altri come ti poni? A cosa ti è utile?

Nota cosa hai imparato da questa mini esplorazione del tuo modo di far fronte ad errori e difficoltà e come ti può aiutare ad agire diversamente…

Le vie del significato sono infinite. Come affrontare critiche e giudizi

Quando ti poni di fronte ad un giudizio negativo che hai ricevuto, ad esempio, “sei un incapace” (giudizio generalizzato sulla persona, invece che sul comportamento) o di fronte ad una critica distruttiva del tipo “non riesci mai a combinarne una giusta”, invece che costruttiva che ti potrebbe aiutare a migliorare il tuo errore, fermati e cogli il pensiero che ti stai facendo e l’emozione che stai vivendo, il SIGNIFICATO che stai dando a quella situazione. Il senso.

Successivamente… trova un ALTRO SIGNIFICATO POSSIBILE. Ad esempio, se di fronte a quella critica ti sei sentito proprio un incapace e credi che l’altro abbia ragione in questo suo giudizio, descrivendo una tua oggettiva inadeguatezza e incapacità, mancanza o deficit, allora probabilmente avrai provato tristezza e sconforto; se, invece, consideri la critica dell’altro come scarsamente fondata, perché questa persona non aveva sufficienti informazioni per poter emettere tale giudizio e semplicemente è stata sbrigativa e superficiale nell’esprimersi in tal modo aggressivo nei tuoi confronti, allora probabilmente proverai rabbia nei suoi confronti o anche serenità riconoscendo la difficoltà o il limite dell’altra persona. Come quando da adulti diamo un nuovo significato a certi comportamenti dei nostri genitori: se da bambini ci sentivamo piccoli di fronte ai grandi e tendevamo a vivere ciò che loro dicevano come verità e ciò che loro facevano come giusto, oggi possiamo cogliere in certe manifestazioni dei nostri genitori, tutti i loro limiti, le loro inadeguatezze, le loro incapacità di comprendere e mettersi loro “all’altezza del figlio piccolo”.

Quindi, in base a questo nuovo significato possibile che tu puoi dare ad ogni scambio interpersonale, attuale come passato, proverai altri tipi di emozioni, farai altri tipi di pensieri e avrai una diversa immagine sia di te sia dell’altro. In realtà, è proprio L’IMMAGINE INTERNA CHE ABBIAMO DI NOI STESSI che solitamente orienta la percezione dei fatti e la loro significazione. Se la critica incontra un’immagine interna di te stesso che è già di “inadeguatezza e scarso valore”, allora probabilmente tenderai a dare valore di verità a quella critica; se, invece, la tua immagine interna è più positiva, tenderai a considerare quella critica come eccessiva o prenderai la parte buona della critica che ti può aiutare a modificare quello che non hai fatto bene.

Quindi… cerca un TERZO ULTERIORE SIGNIFICATO POSSIBILE, ad esempio, che questa “persona criticante” era a sua volta in uno stato emotivo “alterato” di rabbia, tensione, sconforto, dolore, preoccupazione o altro ancora, per cui questo suo stato emotivo può averla indotta ad emettere questa critica perlomeno affrettatamente o superficialmente o senza alcuna considerazione e rispetto per la persona oggetto di critica. E questo magari è qualcosa che riguarda il critico, piuttosto che il criticato, che potrebbe essere abituato ad essere trattato così come fu trattato da piccolo e oggi tendere a ripetere con gli altri quello che in passato ha subito passivamente. Come vedi, questa è una lettura possibile, un altro possibile senso da attribuire ai fatti, un significato che comunque cambia completamente la percezione degli stessi fatti e la posizione emotiva di chi emette la critica e di chi la riceve. Oppure ancora: questa persona criticante è abituata a difendersi attaccando, quindi è abituata a criticare e colpevolizzare ogni volta che si sente giudicata. E magari può aver percepito in un tuo modo di fare un giudizio nei suoi confronti.

Questi sono solo alcuni tra i MOLTEPLICI SIGNIFICATI che può avere una situazione, che “noi” possiamo dare ad una situazione.

Nel lavoro di crescita personale è fondamentale diventare capaci di riconoscere il proprio significato, il senso che stiamo attribuendo a quella vicenda, DIFFERENZIANDO una parte oggettiva da una componente di lettura soggettiva degli eventi. Anche perché dalla percezione deriva l’emozione, da questa emergono bisogni e desideri e quindi azioni utili che possiamo attivare per soddisfare questi bisogni.

Inizia, allora, a notare con attenzione quali significati attribuisci alle situazioni, in particolare alle critiche e ai giudizi che ricevi… Scopri i diversi significati possibili e come tendi solitamente a “leggere” gli eventi… Nota cosa provi, pensi e fai e come “cambiano le cose” cambiando i significati, in particolare nota come i tuoi significati siano gli artefici principali della tua sofferenza o della tua serenità…
E questo è solo uno dei significati possibili che puoi dare alle esperienze che vivi…