Due gocce d’olio. Una storia sul segreto della felicità

Un giovane chiese al più saggio di tutti gli uomini il segreto della felicità. Il saggio suggerì al giovane di fare un giro per il palazzo e di tornare dopo due ore. “Ti chiedo solo un favore” disse il saggio, consegnandogli un cucchiaino su cui versò due gocce d’olio. “Mentre cammini, porta questo cucchiaino senza far cadere l’olio”.

Dopo due ore il giovane tornò e il saggio gli chiese: “Hai visto i fantastici arazzi della sala da pranzo? Hai passeggiato nei magnifici giardini? Hai notato le belle pergamene?”. Il giovane, vergognandosi, confessò di non avere visto niente. La sua unica preoccupazione era stata quella di non versare le gocce d’olio.

“Torna indietro e guarda le meraviglie del mondo” disse il saggio. Il giovane prese il cucchiaino e riprese a passeggiare; questa volta osservò tutte le opere d’arte. Notò i giardini, le montagne, i fiori. Tornò dal saggio e riferì particolareggiatamente tutto quello che aveva visto. “Ma dove sono le due gocce d’olio che ti ho affidato?” chiese il saggio. Guardando il cucchiaino il ragazzo si accorse che gli erano cadute. “Questo è l’unico consiglio che ho da darti” concluse il saggio: “il segreto della felicità consiste nel guardare tutte le meraviglie del mondo senza mai dimenticare le due gocce d’olio nel cucchiaino”.

… Storia tratta da Paulo Coelho (L’alchimista) …

Per trovare il segreto della felicità inizia a cercare la “tua” felicità, ciò che è importante e vitale per te…

Per trovare il segreto della felicità inizia a cercare quali sono le meraviglie per te …

Per trovare il segreto della felicità inizia a prenderti cura delle due gocce d’olio… qualsiasi cosa siano per te …

Il cavallo. Una storia sul vittimismo e sulle possibilità

In un villaggio viveva un vecchio molto povero, ma perfino i re erano gelosi di lui perché aveva un bellissimo cavallo bianco; non si era mai visto un cavallo di una simile bellezza, una forza, una maestosità… i re offrivano prezzi favolosi per quel cavallo, ma l’uomo diceva a tutti: “Questo cavallo non è un animale per me, è come una persona. E come si può vendere una persona, un amico?”. L’uomo era povero, la tentazione era forte, ma non volle mai vendere quel cavallo.

Un mattino scoprì che il cavallo non era più nella stalla. L’intero villaggio accorse e tutti dissero: “Vecchio sciocco! Lo sapevamo che un giorno o l’altro ti avrebbero rubato il cavallo. Sarebbe stato molto meglio venderlo. Potevi ottenere il prezzo che volevi. E adesso il cavallo non c’è più, che disgrazia!”.

Il vecchio disse: “Non correte troppo! Dite semplicemente che il cavallo non è più nella stalla. Il fatto è tutto qui: il resto è solo giudizio. Se sia una disgrazia o meno non lo so, perché questo è solo un frammento. Chissà cosa succederà in seguito?”. Ma la gente rideva, avevano sempre saputo che era un po’ matto.

Dopo quindici giorni, una notte, all’improvviso il cavallo ritornò. Non era stato rubato, era semplicemente fuggito, era andato nelle praterie. Ora non solo era ritornato, ma aveva portato con sé una dozzina di cavalli selvaggi.

La gente di nuovo accorse e disse: “Vecchio, avevi ragione tu! Quella non era una disgrazia. In effetti si è rivelata una fortuna”.

Il vecchio disse: “Di nuovo state correndo troppo. Dite semplicemente che il cavallo è tornato, portando con sé una dozzina di altri cavalli… chissà se è una fortuna oppure no? È solo un frammento. Fino a quando non si conosce tutta la storia, come si fa a dirlo? Voi leggete solo una parola in un’intera frase: come potete giudicare tutto il libro?”.

Questa volta la gente non poteva dire nulla, magari il vecchio aveva ragione di nuovo. Non parlavano, ma nell’intimo sapevano bene che il vecchio aveva torto: dodici bellissimi cavalli, bastava domarli e poi si potevano vendere per una bella somma.

Il vecchio aveva un unico figlio, un giovane che iniziò a domare i cavalli selvaggi. E dopo una sola settimana, cadde da cavallo e si ruppe le gambe. Di nuovo la gente accorse, dicendo: “Hai dimostrato un’altra volta di avere ragione! Non era una fortuna, ma una disgrazia. Il tuo unico figlio ha perso l’uso delle gambe, ed era l’unico sostegno della tua vecchiaia. Ora sei più povero che mai”.

Il vecchio disse: “Sempre a dare giudizi, è un’ossessione. Non correte troppo. Dite solo che mio figlio si è rotto le gambe. Chissà se è una disgrazia o una fortuna?… non lo sa nessuno. È ancora un frammento, non ne sappiamo di più…”.

Accadde che qualche settimana dopo il paese entrò in guerra, tutti i giovani del villaggio furono reclutati a forza. Solo il figlio del vecchio fu lasciato a casa perché era uno storpio. La gente piangeva e si lamentava, da ogni casa tutti i giovani erano stati arruolati a forza, tutti sapevano che la maggior parte non sarebbe mai più tornata, perché era una guerra persa in partenza, i nemici erano troppo potenti.

Di nuovo, gli abitanti del villaggio andarono dal vecchio e gli dissero: “Avevi ragione, vecchio: la tua è stata una fortuna. Forse tuo figlio rimarrà uno storpio, ma almeno è ancora con te. I nostri figli se ne sono andati, per sempre. Almeno lui è ancora vivo, a poco a poco ricomincerà a camminare, magari solo zoppicando un po’…”.

Il vecchio, di nuovo, disse: “Continuate sempre a giudicare. Dite solo che i vostri figli sono stati obbligati a partire per la guerra e mio figlio no. Chi lo sa… se è una fortuna o una disgrazia. Nessuno lo può sapere veramente. Solo Dio lo sa, solo l’Universo lo può sapere”.

Non giudicare, altrimenti non sarai mai unito alla totalità. Sarai ossessionato dai frammenti, vorrai trarre delle conclusioni basandoti solo su dei particolari. Una volta che hai espresso un giudizio, hai smesso di crescere. Di fatto, il viaggio non finisce mai. Un sentiero finisce e ne inizia un altro. Una porta si chiude e un’altra se ne apre…

… racconto di Osho …

La vita ci presenta fatti, alcuni obiettivamente drammatici, probabilmente pochi… ci privano di ogni speranza… il resto è il nostro significato. La maggior parte della nostra felicità o del nostro stress dipende da come diamo senso alle cose, da come leggiamo gli eventi che ci accadono, da come siamo abituati a leggere le cose in un unico rigido modo, che spesso ci vede vittime degli eventi stessi o delle “cattive intenzioni” delle persone o della sfortuna che “viene sempre a cercarmi” …

Poni attenzione a come tendi a vivere gli eventi in modo auto-sabotante… e vai a cercare altre possibilità per te più positive… Se credi che non ci siano… devi semplicemente imparare a cercare meglio …

Quando sarai felice. Una storia di adesso

C’era un uomo che quando era ragazzo e andava a scuola continuava a dire: «Ah! quando lascerò la scuola e comincerò a lavorare, allora sarò felice». Lasciò la scuola, cominciò a lavorare e diceva: «Ah! quando mi sposerò, sarà la felicità!». Si sposò, e in capo a pochi mesi constatò che la sua vita mancava di varietà, e allora disse: «Ah, come sarà bello quando avremo dei bambini!». Vennero i bambini, ed era un’esperienza affascinante, ma piangevano tanto, anche alle due di notte, e il giovane sospirava: «Crescano in fretta!». E i figli crebbero, non piangevano più alle due di notte, ma facevano una stupidaggine dopo l’altra e cominciarono i veri problemi. E allora l’uomo sognò il momento in cui sarebbe stato di nuovo solo con sua moglie: «Staremo così tranquilli!». Adesso è vecchio, e ricorda con nostalgia il passato: «Era così bello!»

… … …

La vita è adesso… quando ti impegni a realizzarla guidato dai tuoi valori consapevoli, da cosa è veramente importante per te e muove ogni tua azione, più o meno consapevolmente… Tra limiti e possibilità … tra potere e impotenza… tra ciò che puoi controllare e ciò che non dipende da te …

Adesso è la gioia … Adesso è il dolore… Solo adesso hai la possibilità di creare la vita che vuoi…

CONTINUA…

Visto che la vita non è perfetta.. E a volte lo scarto tra reale e ideale è anche molto grande…
Visto che le persone non sono perfette… E nemmeno tu…
Visto che la vita è un “pacchetto completo”… Costi e benefici, soddisfazioni e frustrazioni, gioie e delusioni …
Visto che le relazioni in cui viviamo sono un “pacchetto completo”…
CONTINUA a chiedere per quello che vorresti… Per cercare di ottenere proprio quello che desideri… E inizia a goderne… Anche quando non ottieni proprio tutto ciò che avresti voluto…
CONTINUA ad accogliere anche le frustrazioni e le delusioni… Le perdite e le mancanze… L’imperfezione e anche la tua impotenza, dopo che hai provato diverse strade e modalità e non tutto è andato come avresti voluto …
CONTINUA ad impegnarti a creare la vita che vuoi… Consapevole che la vita è una… E che un po’ ti è capitata e un po’ la stai scegliendo… da una vita…
Consapevole che oggi comunque è il primo giorno del resto della tua vita… E qualcosa ci devi e ci puoi fare…

… Tutto ha un senso, uno scopo, una lezione…

Continua a cercarli…

Continua a crearli…

SMETTI…

Visto che non puoi controllare tutto… Ma puoi comunque scegliere in modo responsabile in base alla consapevolezza dei tuoi bisogni, desideri e valori…
Visto che gli altri non stanno al mondo per soddisfare le tue aspettative… E nemmeno tu per loro…
Visto che il passato non è il tuo destino e hai comunque la possibilità di rimettere mano a ciò che non è andato come avresti voluto…
Visto che se pure ti hanno messo dove sei oggi, ora puoi comunque fare qualcosa per uscirne…

SMETTI di cimentarti in missioni impossibili, agisci con tutte le tue risorse e accogli l’eventuale imperfezione dei risultati che otterrai..
SMETTI di pretendere di ottenere sempre dei sì alle tue richieste, chiedi con cura e impara ad accogliere la risposta con serenità…
SMETTI di giudicare, criticare, colpevolizzare, rimproverare e sostituisci queste modalità aggressive con richieste specifiche di quello che vuoi, sapendo comunque che potresti ricevere dei no e che questo è parte della vita reale…
SMETTI di voler cambiare l’esterno da te e impegnati a cambiare te stesso per essere artefice della vita che vuoi creare…
La vita è quella che è… E tu puoi comunque farci qualcosa…

Come scegli di vivere

La vita che conduciamo è frutto delle nostre scelte. Tu puoi scegliere il tuo stile di vita attraverso i comportamenti che metti in atto nei diversi ambiti della tua vita: puoi rispettare l’ambiente o fregartene completamente, puoi fumare, bere e mangiare in modo eccessivo o fregartene completamente di avere abitudini sane di cura del tuo corpo e della tua mente, puoi prenderti cura degli altri o ignorare completamente il loro benessere e il benessere delle tue relazioni, puoi cercare vie creative per far evolvere il tuo corpo, la tua mente e il tuo spirito o continuare a sprecare il tuo tempo e le tue risorse in tutti i modi in cui lo fai.
La felicità è una questione di scelte. Tu sei il padrone di te stesso, puoi prenderti cura di te o puoi abusare di te.
Esistono, certo, condizionamenti importanti che limitano le possibilità di scelta: temperamento, esperienze precoci di grave trascuratezza, esperienze di vita sfortunate rispetto alle quali sei stato impotente, malattie, il funzionamento inconscio, paure antiche che si ripresentano continuamente, ecc.. Questi condizionamenti fanno vivere la persona con zavorre inutili e freno tirato. Al tempo stesso, entro questi limiti, il resto è una scelta.
La psicoterapia e, in generale, il percorso di crescita personale, portano l’individuo a conoscere i propri limiti, più o meno grandi, le personali paure bloccanti, le convinzioni disfunzionali e i “motivi inconsci” che impediscono cambiamento, guarigione e benessere. Su questi aspetti si focalizza l’attenzione e si cerca di renderli meno sabotanti la personale evoluzione, a volte riuscendo a trasformarli e superarli, altre volte dovendo accettare un certo grado di impotenza e impossibilità. Il resto è una questione di scelte, consapevoli e responsabili, rispetto ad uno stile di vita corporeo, emotivo, mentale, spirituale e relazionale che ciascuno di noi può fare. Scelte opportune in relazione ai propri bisogni e valori.
Il primo obiettivo di ogni percorso di crescita personale che voglia creare uno stile di vita sano per il corpo, la mente e lo spirito è proprio quello di conoscere i motivi (bisogni e valori, paure e resistenze) che favoriscono certe scelte e ne ostacolano altre.

Comincia a notare e descrivere il tuo stile di vita attraverso le scelte che fai …
Nota come le tue scelte siano guidate da certi bisogni e valori e da quali paure e resistenze …

Cerca di spostare le tue scelte in modo da soddisfare il più possibile i tuoi bisogni, desideri e valori….

Nota quali paure, resistenze e abitudini rigide ti rendono difficile fare scelte che pure sai essere opportune, sane, vitalizzanti e lungimiranti …

Nota cosa ti serve per togliere paure e ostacoli…

Comincia a scegliere diversamente in base alla consapevolezza maturata da questa osservazione guidata… E verifica quanto riesci a cambiare e quanto sembra un ostacolo insormontabile.
Quindi ricomincia il ciclo: desiderio, bisogno, valore, azione, paura, resistenza, provare a scegliere diversamente… Godere dei cambiamenti, provare e riprovare, accettare ciò che non hai potuto cambiare. E via così…

Padroni dello spazio

Ogni persona ha la possibilità di impegnarsi in direzione dei propri valori, di ciò che per sé è importante, della propria felicità.
La vita si svolge nello SPAZIO tra FRUSTRAZIONE e SODDISFAZIONE, nello spazio tra COME SONO LE COSE e come DOVREBBERO ESSERE, tra COME È ANDATA e COME AVRESTI VOLUTO ANDASSE, tra cosa hai REALIZZATO e cosa avresti POTUTO realizzare, tra cosa hai OTTENUTO e cosa avresti DOVUTO ottenere.
Tra come SEI, come VORRESTI essere e come DOVRESTI essere. Tra come SONO gli altri, come DOVREBBERO essere e come VORRESTI che fossero.
Questo SCARTO tra desiderio, bisogno e realtà è lo SPAZIO DI MANOVRA che hai per sentirti felice o per sentirti all’opposto.
Per GODERE di ciò che appartiene alla tua vita o per restare sempre deluso.
Per indugiare nella sterile lamentela o per darti da fare con IMPEGNO.
Per sostare nell’illusione o per AGIRE chiaramente in direzione della tua meta.
Per restare incagliato nella pretesa o per CAMBIARE ciò che è in tuo potere.
A tutti è dato questo spazio di manovra, entro il quale, con i propri limiti e risorse, condizionamenti e potenzialità, paure e resistenze, ciascuno si muove…