Trova il tempo per te

“Trova il tempo di riflettere,
è la fonte della forza.
Trova il tempo di giocare,
è il segreto della giovinezza.
Trova il tempo di leggere,
è la base del sapere.
Trova il tempo di essere gentile,
è la strada della felicità.
Trova il tempo di sognare,
è il sentiero che porta alle stelle.
Trova il tempo di amare,
è la vera gioia di vivere.
Trova il tempo d’esser contento,
è la musica dell’anima”

(antica ballata irlandese).

La psicoterapia è un tempo, uno spazio, una possibilità che dai a te stesso per prenderti cura di te, per lenire il tuo dolore e per espandere la tua gioia vitale, per crescere ed evolvere.

A volte si arriva in terapia spinti dall’urgenza, dal bisogno che nasce dal malessere. Altre volte si arriva in terapia spinti dal desiderio, dalla voglia di cercare, di conoscere, di comprendere e di creare.

La psicoterapia è il tempo della riflessione, della consapevolezza, per fare chiarezza nel tuo mondo interiore (pensieri, emozioni, bisogni, desideri, valori) per comprendere come stai portando avanti la tua vita e i tuoi rapporti interpersonali, le scelte che fai in famiglia e al lavoro, con gli amici o che riguardano solamente te stesso. Le scelte che hanno impatto nell’immediato e quelle progettuali a lungo termine. Quelle che continui a ripetere da una vita e quelle nuove, insolite, uniche, che ti fanno cambiare direzione.

La psicoterapia è il tempo del gioco, della curiosità, della scoperta e dell’invenzione. Puoi giocare seriamente ad immaginare la vita che vuoi e agire più che seriamente per crearla proprio come la vuoi. Giocando coi limiti e con le possibilità.

La psicoterapia è il tempo per conoscere ed imparare. Per apprendere nuovi strumenti e nuove abilità per cavartela nel mondo, per realizzare i tuoi sogni, per imparare a vivere con l’energia libera del bambino e con la saggezza responsabile dell’adulto.

La psicoterapia è il tempo per imparare ad essere più compassionevole e gentile con te stesso e con gli altri, a perdonare gli altri perché puoi capire il loro punto di vista e a perdonare te stesso perché hai cercato comunque una strada e ce l’hai messa tutta.

La psicoterapia è il tempo per sognare, è il tempo in cui puoi veramente essere libero di disegnare la vita come la desideri e dove puoi prendere la carica per impegnarti a seguire la strada che porta a realizzare le tue potenzialità e il tuo talento.

La psicoterapia è il tempo per imparare ad amare te stesso semplicemente perché esisti e per imparare ad amare gli altri, imparando a camminare nelle loro scarpe, dal profondo del tuo cuore che incontra quello di un’altra anima ferita.

La psicoterapia è il tempo della gratitudine, per nutrirti di tutto ciò che appartiene alla tua vita, è il tempo per cantare e danzare, per la gioia e la festa, per la celebrazione di una vita degna e di valore per come l’hai vissuta.

La psicoterapia è tempo per te …

Il tempo “da trovare” è il tempo che “vuoi trovare” scegliendo tra le cose prioritarie e quelle secondarie per te.

Il tempo che vuoi trovare è il tempo che “devi trovare” se vuoi fare scelte che diano qualità alla tua vita, piena di quello che per te è veramente importante.

Il tempo che devi trovare è il tempo che “devi creare”, quello che dipende dalle scelte che fai, privilegiando alcune attività e scartandone altre, scegliendo alcune persone con cui condividere esperienze e altre da lasciare periferiche…

La psicoterapia ti aiuta a scegliere, ad inventare il tuo tempo, quindi a creare la qualità della tua vita, in definitiva, a creare te stesso…

La vita come pacchetto completo

Ogni giorno, ogni minuto, ogni istante della nostra vita ci offre opportunità per crescere, per imparare, per diventare sempre più completi, per ampliare la nostra consapevolezza di chi siamo e cosa vogliamo, di cosa rende possibile la nostra felicità, di cosa dobbiamo fare per realizzare la vita che desideriamo e che “vale la pena” di essere vissuta.
Ogni esperienza di vita è un piccolo grande esperimento che ci dà la possibilità di conoscere meglio noi stessi, di esplorare il nostro mondo interiore (emozioni, pensieri, desideri, bisogni, sogni) e il nostro modo unico di stare al mondo, con gli altri e da soli, nelle abitudini e negli imprevisti.
Ogni giorno è buono per ri-appropriarci di noi stessi, per conoscere e riconoscere noi stessi attraverso tutte le parti di noi, quelle chiare e quelle scure, quelle “belle” e quelle “oscure”, quelle che da sempre ci caratterizzano forse per “natura” e quelle che abbiamo imparato a fare nostre “per come siamo cresciuti”.
La vita ci offre tante opportunità e possibilità?!?! Forse più che “ci offre” sarebbe più corretto dire “ci fornisce a pagamento” opportunità per crescere ed evolvere. C’è sempre un prezzo da pagare… Attraverso le scelte quotidiane, quelle importanti e quelle meno, ci dirigiamo verso ciò che vogliamo e al tempo stesso rinunciamo a qualcos’altro. Se vado al mare non vado contemporaneamente in montagna, se scelgo di partire scelgo anche di allontanarmi dal posto dove mi trovo ora. Se scelgo un lavoro scelgo anche di metterne altri in lista d’attesa. Quando sono fortunato a poter scegliere… Chissà come è nelle relazioni di coppia? Se scelgo un partner… Lo scelgo per sempre. O lo scelgo per ora e gli altri sono in lista d’attesa? È possibile il contemporaneamente nelle relazioni di coppia? Qualcuno ci riesce? Qualcuno ci riesce! L’importante è sempre sentire se quello che stiamo facendo è quello che vogliamo…
Cosa stai facendo in modo consapevolmente scelto e consapevolmente voluto?
Cosa è per sempre? E cosa no?
Com’è per te?
La vita che vuoi devi impegnarti a cercarla e a crearla. Proprio come la vuoi.
E c’è sempre tempo e spazio per limiti e frustrazioni, delusioni e perdite, rimorsi e rimpianti, dolori e paure. Proprio le cose che non vuoi.
E puoi sempre impegnarti per migliorare quello che non va…
E soprattutto puoi soggiornare il più possibile nel “godimento” di quello che stai scegliendo e continui a scegliere da una vita…

Aspetta e spera

Le persone arrivano a chiedere aiuto per i più svariati motivi di sofferenza (ansia e attacchi di panico, depressione e malumore, ossessioni e dipendenze, disturbi psicosomatici e alimentari, problemi di relazione e sul lavoro, ecc.) e con idee più o meno utili su come la psicoterapia possa aiutarle. Di solito un’idea improduttiva prevede che gli altri e il mondo esterno a sé debbano cambiare. Solo così si raggiungerebbe la pace interiore o la felicità o qualcosa del genere…
Molto più utile diventa per la persona chiarirsi le idee su cosa significhi per lei “pace interiore” piuttosto che “successo” o “felicità” o “benessere”.
Una fase iniziale della terapia prevede la costruzione condivisa degli obiettivi trasformativi del paziente e la loro specificazione in termini di cosa mi procura sofferenza (eventi, pensieri, emozioni, relazioni, abitudini malsane), di cosa ho bisogno e cosa dovrebbe essere presente nella mia vita per “essere in pace con me stesso e con gli altri” o per sentirmi “realizzato”. E soprattutto cosa si può cambiare e cosa no. Cosa devo fare io in prima persona per rendere probabile la pace, la serenità, la felicità.
Cosa significa per te felicità? Cosa significa per te pace interiore? Cosa significa per te successo o realizzazione personale? Cosa deve accadere perché siano presenti nella tua vita? Cosa devi fare per promuovere il cambiamento verso la tua soddisfazione di vita? Se resti fermo sul pensiero “la realtà esterna dovrebbe cambiare”, rischi di rimanere bloccato per molto tempo ad aspettare tempi migliori mentre la sofferenza aumenta e la felicità si allontana…
La felicità richiede di fare chiarezza sui motivi della sofferenza, chiarezza rispetto a cosa desideriamo e soprattutto deve essere chiaro cosa dobbiamo fare in prima persona per ottenerlo.

La risposta è dentro di te

Ad un certo punto del percorso terapeutico e di crescita personale, l’individuo si trova a confrontarsi con la necessità di fare scelte più o meno importanti, di prendere decisioni che possono avere effetti rilevanti sulla qualità della sua vita e delle sue relazioni. Potrebbe essere cambiare lavoro o partner, potrebbe riguardare nuovi modi di esprimersi e di gestire le relazioni interpersonali, potrebbe riguardare progetti con portata a medio e lungo termine. Spesso mi ritrovo a condividere con la persona alcuni dubbi su cosa serva per essere felici, per fare la scelta più azzeccata, per stare “bene” o almeno per non stare “male”. Se la domanda è “cosa serve per essere felici?”, arriviamo in un modo o nell’altro a dire “la risposta è dentro di te”. E qui il dubbio continua…
C’è la risposta giusta e c’è la risposta utile.
Giusta rispetto a cosa? Forse è quella a cui hai sempre creduto. Forse è quella che è in linea con il tuo codice personale di condotta morale. Forse è quella che hai imparato nella casa delle origini. Forse è quella che ti hanno trasmesso i genitori e tutte le forme di autorità che hai incontrato nella vita (nonni, insegnanti, educatori, scuola, gruppo di amici, religione, ecc.). Forse è quella che hai imparato dalle ferite della vita. Forse è quella derivante da una saggezza antica o da moderni guru del “Ti insegno io come si sta al mondo”.

Che vuol dire invece risposta utile? Significa quella che ti serve… quella che ti porta a realizzare i tuoi scopi di vita e i tuoi progetti (prima ancora quella che ti aiuta ad individuarli e comprenderli), quella che ti permette di creare la vita che vuoi fondata sui tuoi valori, bisogni e desideri autentici, sempre all’interno di un esame della realtà adeguato, in cui riesci a regolare il tuo comportamento sulla base della reciprocità interpersonale: “quello che è vero e valido per me lo è anche per l’altro”.
Allora che differenza c’è tra la risposta giusta e quella utile?

3 principi di efficacia relazionale

Ascolta prima di ogni altra cosa. In qualunque ruolo ti trovi. Nella coppia o al lavoro. Coi figli o con estranei. Impegnati a guardare la situazione dal punto di vista dell’altro. È la prima mossa per risolvere problemi e superare conflitti.

Chiedi perché ti sia dato. Raramente ottieni quello che vuoi perché l’altro ha capito il tuo bisogno o desiderio. Se ti aspetti che accada questo… Aspetta e spera… e decidi quando vuoi abbandonare questa aspettativa fallimentare. Per iniziare a chiedere quello che vuoi. Più sarai concreto e specifico nella tua richiesta e più aumenteranno le probabilità di essere ascoltato e compreso. Forse anche soddisfatto…

Dì No all’altro per dire Sì a te stesso. Le relazioni sono organizzate intorno al reciproco scambio di pensieri ed emozioni che servono a soddisfare i bisogni delle persone coinvolte. È importante che in ogni relazione, personale o professionale, ci sia un adeguato equilibrio tra dare e avere, anche e soprattutto quando esiste uno sbilanciamento di potere come, ad esempio, tra genitori e figli o tra capi e collaboratori. A volte, è fondamentale essere “sanamente” egoisti agendo per realizzare i propri bisogni e desideri, imparando ad accettare di deludere gli altri, soprattutto quelli a cui vogliamo più bene, affrontando il giudizio degli altri (che pensano semplicemente dal loro punto di vista e ai loro bisogni) e il senso di colpa generato dal feroce giudice interiore che non smette mai di raccontarci la storia del “sei cattivo se pensi a te…”.

Espandere la propria capacità di amare e lavorare

Già Freud credeva che le capacità di amare e di lavorare fossero indicatori di salute e benessere e considerava il loro raggiungimento come obiettivo generale e trasversale ad ogni percorso terapeutico.

La capacità di amare riguarda tanti aspetti dell’incontro con l’altra persona che permettono la costruzione di una “vita piena d’amore”.

  • È la capacità di accettare se stessi e gli altri nella complessità e contraddittorietà di esseri umani, coi pregi e i difetti, ciascuno con la personalissima prospettiva soggettiva: il proprio modo di essere, di pensare, di agire, di sentire, di entrare in relazione.
  • È la capacità di accettare la propria limitatezza. Noi viviamo una vita “unica”, nel senso che “si vive una sola volta”, una vita che è il risultato di un progressivo susseguirsi di scelte, più o meno consapevoli, che nel tempo ci hanno portato ad essere quello che siamo oggi. A partire dal più banale e fondamentale degli esempi: se siamo uomini non siamo donne… fino al riconoscimento che tutto ciò che oggi abbiamo e siamo è stato da noi creato.
  • È la capacità di accettare le proprie limitazioni. Il nostro “sé reale” (chi siamo, chi ci sentiamo, chi ci crediamo di essere, cosa abbiamo realizzato nella vita) non sarà mai perfettamente corrispondente al nostro “sé ideale” (come vorremmo essere o avremmo voluto essere).
  • È la capacità di accettare frustrazioni, delusioni e disillusioni inevitabili, intrinseche, costitutive delle relazioni. L’altro e la realtà esterna, in generale, non saranno mai perfettamente rispondenti alle nostre necessità, mai perfettamente corrispondenti a come noi vorremo che fossero.
  • È la capacità di non aver paura della propria intimità, di guardarsi dentro e accettare tutto ciò che si incontra, sia gli aspetti piacevoli e amorevoli, sia quelli sgradevoli e aggressivi di noi stessi.
  • È la capacità di non aver paura di aprirsi e affidarsi all’altro, sentendosi quindi accolto, legittimato, non giudicato né rifiutato. Per condividere il proprio mondo interno (pensieri, paure, bisogni, desideri, angosce, parti sane e meno sane) e conoscere quello dell’altro, con la consapevolezza e la tranquillità che ciò non distruggerà il rapporto, ma anzi potrà essere un ponte che unisce e sostiene.
  • È la capacità di provare compassione per sé e per gli altri, per ogni unica storia e situazione di vita.
  • La capacità di dipendere in modo maturo, la capacità di legarsi, di creare attaccamenti intimi e di individuarsi all’interno di questi legami, separarsi e restare uniti, connessi, in relazioni nutrienti in cui sono chiari i confini dell’identità, dell’autonomia personale. Far esistere lo spazio della relazione e lasciare esistere anche lo spazio della realizzazione individuale: dalla dipendenza all’indipendenza verso l’interdipendenza matura della capacità di dipendere dall’altro e, al tempo stesso, di essere autonomo e indipendente. All’inizio della nostra vita, come all’inizio di ogni storia, abbiamo bisogno dell’altro che ci rispecchi e ci convalidi nella nostra esperienza soggettiva, in seguito interiorizziamo questo altro rispecchiante e convalidante, lo mettiamo dentro di noi, fino alla capacità di cercarlo negli altri reali e saperne fare a meno al tempo stesso. Il bisogno di dipendenza è naturale, sano; il modo di soddisfarlo può essere più o meno adeguato.
  • È la capacità di perdonare se stessi e gli altri per quello che siamo e abbiamo fatto.

La capacità di lavorare:

  • È la capacità di esprimere la propria creatività per risolvere problemi e raggiungere obiettivi, senza indugiare eccessivamente in lamentele sterili.
  • È la capacità di andare oltre la propria onnipotenza, di assumersi la responsabilità di accettare ciò che non può essere cambiato e di affrontare ciò che può essere modificato: dall’impotenza fatta di rabbia o senso di fallimento auto-svalutante alla consapevolezza del proprio grado di potere e responsabilità di intervenire su di sé e la propria vita.
  • È la capacità di creare “attivamente” dall’interno, dal proprio modo unico ed originale di essere al mondo piuttosto che subire e ingerire “passivamente” dall’esterno o aderire alle pretese, alle manovre e alle manipolazioni degli altri.
  • È la capacità di impegnarsi con costanza, perseveranza e autodisciplina nella realizzazione di progetti di valore per sé.
  • È la capacità di “produrre” con fatica e divertimento al tempo stesso in modo da trarre soddisfazione dalla propria opera, di qualsiasi tipo essa sia: dalla costruzione di un muro alla scrittura di un libro, dal fare una torta al crescere dei figli, dal dirigere un’azienda al raccogliere ortaggi, dal tenere una conferenza al migliorare il proprio record nella prestazione sportiva preferita.

La psicoterapia aiuta la persona a sviluppare la propria capacità di amare e lavorare. Ciò può portare ad eliminare sintomi e malesseri, ma anche a confrontarsi con il dolore e l’angoscia che la vita può presentare. L’idea che guida il lavoro su di sé non è quella di una felicità astratta basata sull’eliminazione di ogni sofferenza; piuttosto si persegue lo scopo di una piena consapevolezza che rende possibile fare scelte responsabili che permettono di amare con gioia e lavorare con passione.

3 No e 3 sì per la tua felicità

NO ad una vita in cui cerchi di essere perfetto in tutto quello che fai. Probabilmente in alcune aree della tua vita sei veramente eccellente e puoi goderne appieno, in altre aree faresti meglio ad accettare di essere uno dei tanti, anche sotto la media, di deludere te stesso e gli altri che si aspettano da te troppo rispetto alle tue capacità, risorse e desideri

NO a tante lamentele sterili e alla colpevolizzazione degli altri. La vita non sempre è come la vorresti e le persone non stanno al mondo per soddisfare i tuoi bisogni e desideri. Quindi, piuttosto che indugiare nel vittimismo rancoroso e nella critica infruttuosa, prenditi la responsabilità di agire per trasformare ciò che non ti piace, sempre consapevole della distinzione tra ciò che è in tuo potere fare e ciò che non puoi modificare perché dipende dagli altri o da elementi esterni a te.

NO a chi nasconde la propria pretesa sotto le vesti di una innocua richiesta. Spesso il “potresti?” nasconde il “devi!”. Come lo scopri? Prova a dire no e verifica che succede…

SÌ al gioco e al piacere. Cioè a vivere da grande come fossi un bambino. Ovviamente non significa abbandonare compiti, doveri e responsabilità dell’adulto che sei… Significa piuttosto ritornare a guardare (o forse guardare per la prima volta?) il mondo e le cose con la meraviglia, con l’entusiasmo, con la pienezza del momento presente. L’adulto si preoccupa del futuro e si angoscia per il passato, il bambino vive il momento presente. Ce la puoi fare…

SÌ al tempo consapevole: quanto stai impiegando il tuo tempo facendo scelte veramente in linea con la vita che vuoi?

SÌ alla presenza consapevole a te stesso: riconosci esattamente e autenticamente ciò che vuoi (desideri e bisogni), ciò che è importante per te (valori sulla cui base orientare le tue scelte), nella vita in generale e nelle circostanze specifiche della quotidianità, negli affetti e al lavoro, da solo o con gli altri; individua cosa devi fare, l’azione utile e necessaria che tu devi fare per realizzare la vita che vuoi.

Quali altri no ed altri sì ritieni fondamentali per una vita felice?