5 passi per praticare il cambiamento

Ecco un percorso in 5 passi per realizzare i tuoi cambiamenti desiderati. Dalla sofferenza alla serenità.

Individua le SITUAZIONI per te stressanti e fonte di sofferenza emotiva (rabbia, preoccupazioni, sensi di colpa, vergogna, tristezza, solitudine, rimpianti, rimorsi, ecc.) in uno o più ambiti della tua vita (famiglia, lavoro, coppia, amici, ecc.).

Individua i tuoi PENSIERI cosiddetti “negativi” e fonte di sofferenza emotiva, i pensieri che ti fai nelle suddette situazioni; ad esempio: ce l’hanno con me, sono sfortunato, il mondo è ingiusto, le persone sono egoiste, io sono cretino, le persone si approfittano, non vale la pena di lottare, ecc. Trova proprio i pensieri che ti fai, in modo più dettagliato possibile.

Confronta i tuoi pensieri con la REALTÀ dei fatti: sono “veri” i miei pensieri? È possibile un’altra interpretazione della realtà? In che modo e per cosa mi sono “utili” questi miei pensieri? A cosa mi serve pensare quello che penso? Mi aiutano a soddisfare i miei bisogni e i miei desideri?

Crea NUOVI pensieri possibili. Da “affiancare” ai tuoi soliti pensieri fonte di sofferenza. Quali altri pensieri posso pensare in modo che siano più “utili e soddisfacenti” per me? Quali altri pensieri mi aiutano a realizzare i miei bisogni e desideri?

Fatti guidare da questi nuovi possibili pensieri nel compiere le tue SCELTE, nelle tue azioni quotidiane, nei comportamenti che adotti nelle situazioni stressanti. E verifica l’effetto che fa… Che risultati ottieni, quali emozioni vivi, che altri pensieri emergono…

Questo esercizio, se lo pratichi con attenzione e regolarità, aumenta enormemente la tua CONSAPEVOLEZZA (ti fa conoscere meglio i tuoi bisogni, i tuoi desideri, le tue convinzioni, le tue paure, i tuoi valori, i tuoi conflitti) e la RESPONSABILITÀ delle tue scelte, mettendoti di fronte al potere che hai di modificare la tua vita e facendoti anche vedere la tua impotenza di fronte al potere di scelta delle altre persone… Per IMPARARE, dunque, a CAMBIARE quello che puoi e devi cambiare tu e anche per IMPARARE ad ACCETTARE serenamente ciò che è fuori dal tuo controllo e dipende dalle intenzioni, dalle motivazioni e dalle azioni di altre persone.

Gli obiettivi della crescita personale

La crescita personale, nei molteplici modi in cui puoi realizzarla, ha 4 grandi obiettivi:

1. Conoscere meglio te stesso (e gli altri), per imparare a governare te stesso in modo sempre più consapevole e responsabile (smettendo di sprecare energie nel tentativo infruttuoso di cambiare gli altri)

2. Recuperare la percezione di essere capace di influenzare la tua vita in modo efficace, attraverso pensieri utili e azioni responsabili mosse dai tuoi desideri e valori consapevoli

3. Smantellare vecchie abitudini malate in cui ti senti “costretto” e introdurre nuovi comportamenti sani e vitali

4. Ampliare il tuo potenziale concreto di felicità, qualunque cosa voglia dire per te essere felice. Ampliare il ventaglio delle scelte a tua disposizione per essere “felice”, agendo in modo creativo e “sperimentale” nella realtà… Provando, testando, raccogliendo informazioni utili per il cambiamento in corso ai fini del progressivo aggiustamento di comportamenti volti alla meta… Sempre mantenendo il contatto con la realtà…

La “SVOLTINA”

La trasformazione personale è quasi mai frutto di grandi svolte, improvvisi cambiamenti, repentini viraggi. Parliamo di eventi eccezionali che possono capitare nella nostra vita e forniscono la grande svolta. Colpi di fortuna o di fulmine rispetto a qualche nostra passione o idea che ci cambiano la vita dall’oggi al domani. Pensa a quante volte è successo nella tua vita… Pensa a cosa ha veramente favorito cambiamenti importanti nella tua vita…
In realtà, oltre questa illusione, la regola, oltre l’eccezione, è che il cambiamento è frutto di azioni, abitudini, costanza, impegno, ripetizioni. Consapevolezza e responsabilità, step by step, che generano “progressivamente” quel “salto di qualità” nella tua vita.
Sempre consapevole di cosa puoi controllare e indirizzare direttamente, cosa puoi invece solo influenzare e cosa purtroppo ti arriva come decisioni prese da altri e che tu puoi solo accettare, più o meno con tranquillità e serenità …
Saprai certamente che la maratona inizia con un primo passo… La grande svolta emerge da tante piccole svolte che tu hai deciso di prendere in uno o più ambiti della tua vita.
Quando hai deciso di introdurre, gradualmente, quanto inesorabilmente, nella tua quotidianità o almeno nella tua settimana, l’attività fisica regolare, costruita addosso alle tue esigenze: ginnastica, camminata, corsetta, piscina, palestra, quello più adatto a te, a come sei, a cosa preferisci, a cosa ti permette di creare il giusto mix tra piacere e sforzo, tra scelte e rinunce, tra impegno costante e passione crescente.
Quando hai deciso di cambiare alimentazione, cominciando piano piano a togliere certi alimenti per introdurne altri, fino a cambiare lo stile e le regole della tua nutrizione, del corpo e quindi anche della mente. L’importante è la regola e l’equilibrio, comunque ciò che senti veramente adatto alle tue esigenze e alle tue preferenze, dentro i tuoi valori consapevoli di salute e benessere.
Quando hai deciso nuove regole di un equilibrio per te giusto e sano tra lavoro e tempo libero, tra impegni pesanti a cui è improbabile dire no, esempio andare a lavoro, e impegni leggeri che puoi scegliere più liberamente e che disegnano la qualità del tuo tempo.
Quando, sul posto di lavoro, hai deciso di cominciare a cambiare qualche tuo comportamento o abitudine o atteggiamenti, per cambiare direzione alla qualità della tua vita lavorativa.
Quando hai deciso chi frequentare e chi no, consapevole che, progressivamente quanto inesorabilmente, noi diventiamo la media delle persone che frequentiamo. Quando hai deciso cosa accettare e cosa rifiutare nelle relazioni più importanti della tua vita. Quando decidi ogni volta cosa dire e cosa non dire, cosa fare e cosa non fare, nell’idea più o meno consapevole, che quella relazione la stai costruendo tu al 50 per cento.
Quando hai deciso di leggere invece che guardare la TV, di guardare i social o guardare negli occhi una persona, di andare da uno specialista o farti seguire da Google.
Quali altre decisioni ti vengono in mente attraverso cui tu, di fatto, decidi la qualità del tuo tempo, minuto per minuto, e la qualità della tua vita a breve, medio e lungo termine?
E cosa puoi decidere di nuovo?

Labirintite. Quante volte lo fai…

La “labirintite psicologica” è quella forma mentis per cui tendiamo a focalizzare la nostra attenzione sulle molteplici, a volte infinite, opzioni che ci siamo lasciati alle spalle.

È IMPOSSIBILE NON SCEGLIERE. NON ESISTONO SCELTE PERFETTE. OGNI SCELTA IMPLICA UNA RINUNCIA.

Dalla colazione all’identità… Da che vuoi a chi sei. Da chi vuoi essere a chi scegli di essere. Da come nutri il tuo corpo a come nutri la tua mente… Passando per ogni scelta quotidiana, per tutte le scelte che hai compiuto nella vita e per quelle che farai… Magari con uno spirito diverso da ora in poi…
La labirintite psicologica è la nostra tendenza a nutrirci di rimorsi per quello che abbiamo fatto, rimpianti per quello che non abbiamo fatto, insomma insoddisfazione per quello che abbiamo scelto.
Ciascuno di noi, anche più volte nella vita e nella quotidianità, tende a guardare il “famigerato” bicchiere mezzo vuoto, ma alcune persone ci vivono dentro quel vuoto. Ci hanno fatto casa, ci si sono “stabiliti stabilmente”. Vivono una vita di perenne mancanza, insoddisfazione, pensiero quasi ossessivo di ciò che non è e che avrebbe potuto essere… Ciò che fu e non è più…

Perché lo facciamo un po’ tutti? Proveniamo dal mondo intrauterino dove abbiamo sperimentato l’illusione della perfezione e dell’onnipotenza, origine di ogni insoddisfazione successiva… Ognuno a suo modo, ognuno in misura più o meno massiccia, si porta dietro l’eco di un paradiso perduto a cui profondamente aspira a tornare, ma che non è di questo mondo… Conosciuto!!!

Allora adesso ti invito a notare quante volte lo fai… Quante volte focalizzi l’attenzione sulla scelta che non hai fatto. Quanto inizi a “ruminare” sull’errore di valutazione o sul gesto impulsivo che ti hanno portato a … prendere il cornetto invece della ciambella, le patate fritte invece dell’insalata, la maglia lunga invece di quella corta, la strada statale invece dell’autostrada, andare al cinema invece che a ballare, quel partner invece dell’altro, quel lavoro invece dell’altro, il mare e non la montagna, luglio e non agosto, festa a casa o in un locale, casa in affitto o fare un mutuo, città o compagna, penna o matita, carta o digitale, Instagram o un libro, corsetta o pancetta, TV o passeggiata…
Continua pure tu il tuo infinito elenco di micro e macro scelte attraverso cui disegni il tuo qui-e-ora e il tuo futuro, come hai disegnato il tuo passato, da sempre e fino ad oggi. Il tuo infinito elenco di strade prese e strade lasciate…
E soprattutto decidi, stavolta con maggiore chiarezza e consapevole responsabilità, se vuoi continuare… O se vuoi smettere… Insomma che scelta vuoi fare… Verificando come sempre l’effetto che ottieni…

Due gocce d’olio. Una storia sul segreto della felicità

Un giovane chiese al più saggio di tutti gli uomini il segreto della felicità. Il saggio suggerì al giovane di fare un giro per il palazzo e di tornare dopo due ore. “Ti chiedo solo un favore” disse il saggio, consegnandogli un cucchiaino su cui versò due gocce d’olio. “Mentre cammini, porta questo cucchiaino senza far cadere l’olio”.

Dopo due ore il giovane tornò e il saggio gli chiese: “Hai visto i fantastici arazzi della sala da pranzo? Hai passeggiato nei magnifici giardini? Hai notato le belle pergamene?”. Il giovane, vergognandosi, confessò di non avere visto niente. La sua unica preoccupazione era stata quella di non versare le gocce d’olio.

“Torna indietro e guarda le meraviglie del mondo” disse il saggio. Il giovane prese il cucchiaino e riprese a passeggiare; questa volta osservò tutte le opere d’arte. Notò i giardini, le montagne, i fiori. Tornò dal saggio e riferì particolareggiatamente tutto quello che aveva visto. “Ma dove sono le due gocce d’olio che ti ho affidato?” chiese il saggio. Guardando il cucchiaino il ragazzo si accorse che gli erano cadute. “Questo è l’unico consiglio che ho da darti” concluse il saggio: “il segreto della felicità consiste nel guardare tutte le meraviglie del mondo senza mai dimenticare le due gocce d’olio nel cucchiaino”.

… Storia tratta da Paulo Coelho (L’alchimista) …

Per trovare il segreto della felicità inizia a cercare la “tua” felicità, ciò che è importante e vitale per te…

Per trovare il segreto della felicità inizia a cercare quali sono le meraviglie per te …

Per trovare il segreto della felicità inizia a prenderti cura delle due gocce d’olio… qualsiasi cosa siano per te …

Il cavallo. Una storia sul vittimismo e sulle possibilità

In un villaggio viveva un vecchio molto povero, ma perfino i re erano gelosi di lui perché aveva un bellissimo cavallo bianco; non si era mai visto un cavallo di una simile bellezza, una forza, una maestosità… i re offrivano prezzi favolosi per quel cavallo, ma l’uomo diceva a tutti: “Questo cavallo non è un animale per me, è come una persona. E come si può vendere una persona, un amico?”. L’uomo era povero, la tentazione era forte, ma non volle mai vendere quel cavallo.

Un mattino scoprì che il cavallo non era più nella stalla. L’intero villaggio accorse e tutti dissero: “Vecchio sciocco! Lo sapevamo che un giorno o l’altro ti avrebbero rubato il cavallo. Sarebbe stato molto meglio venderlo. Potevi ottenere il prezzo che volevi. E adesso il cavallo non c’è più, che disgrazia!”.

Il vecchio disse: “Non correte troppo! Dite semplicemente che il cavallo non è più nella stalla. Il fatto è tutto qui: il resto è solo giudizio. Se sia una disgrazia o meno non lo so, perché questo è solo un frammento. Chissà cosa succederà in seguito?”. Ma la gente rideva, avevano sempre saputo che era un po’ matto.

Dopo quindici giorni, una notte, all’improvviso il cavallo ritornò. Non era stato rubato, era semplicemente fuggito, era andato nelle praterie. Ora non solo era ritornato, ma aveva portato con sé una dozzina di cavalli selvaggi.

La gente di nuovo accorse e disse: “Vecchio, avevi ragione tu! Quella non era una disgrazia. In effetti si è rivelata una fortuna”.

Il vecchio disse: “Di nuovo state correndo troppo. Dite semplicemente che il cavallo è tornato, portando con sé una dozzina di altri cavalli… chissà se è una fortuna oppure no? È solo un frammento. Fino a quando non si conosce tutta la storia, come si fa a dirlo? Voi leggete solo una parola in un’intera frase: come potete giudicare tutto il libro?”.

Questa volta la gente non poteva dire nulla, magari il vecchio aveva ragione di nuovo. Non parlavano, ma nell’intimo sapevano bene che il vecchio aveva torto: dodici bellissimi cavalli, bastava domarli e poi si potevano vendere per una bella somma.

Il vecchio aveva un unico figlio, un giovane che iniziò a domare i cavalli selvaggi. E dopo una sola settimana, cadde da cavallo e si ruppe le gambe. Di nuovo la gente accorse, dicendo: “Hai dimostrato un’altra volta di avere ragione! Non era una fortuna, ma una disgrazia. Il tuo unico figlio ha perso l’uso delle gambe, ed era l’unico sostegno della tua vecchiaia. Ora sei più povero che mai”.

Il vecchio disse: “Sempre a dare giudizi, è un’ossessione. Non correte troppo. Dite solo che mio figlio si è rotto le gambe. Chissà se è una disgrazia o una fortuna?… non lo sa nessuno. È ancora un frammento, non ne sappiamo di più…”.

Accadde che qualche settimana dopo il paese entrò in guerra, tutti i giovani del villaggio furono reclutati a forza. Solo il figlio del vecchio fu lasciato a casa perché era uno storpio. La gente piangeva e si lamentava, da ogni casa tutti i giovani erano stati arruolati a forza, tutti sapevano che la maggior parte non sarebbe mai più tornata, perché era una guerra persa in partenza, i nemici erano troppo potenti.

Di nuovo, gli abitanti del villaggio andarono dal vecchio e gli dissero: “Avevi ragione, vecchio: la tua è stata una fortuna. Forse tuo figlio rimarrà uno storpio, ma almeno è ancora con te. I nostri figli se ne sono andati, per sempre. Almeno lui è ancora vivo, a poco a poco ricomincerà a camminare, magari solo zoppicando un po’…”.

Il vecchio, di nuovo, disse: “Continuate sempre a giudicare. Dite solo che i vostri figli sono stati obbligati a partire per la guerra e mio figlio no. Chi lo sa… se è una fortuna o una disgrazia. Nessuno lo può sapere veramente. Solo Dio lo sa, solo l’Universo lo può sapere”.

Non giudicare, altrimenti non sarai mai unito alla totalità. Sarai ossessionato dai frammenti, vorrai trarre delle conclusioni basandoti solo su dei particolari. Una volta che hai espresso un giudizio, hai smesso di crescere. Di fatto, il viaggio non finisce mai. Un sentiero finisce e ne inizia un altro. Una porta si chiude e un’altra se ne apre…

… racconto di Osho …

La vita ci presenta fatti, alcuni obiettivamente drammatici, probabilmente pochi… ci privano di ogni speranza… il resto è il nostro significato. La maggior parte della nostra felicità o del nostro stress dipende da come diamo senso alle cose, da come leggiamo gli eventi che ci accadono, da come siamo abituati a leggere le cose in un unico rigido modo, che spesso ci vede vittime degli eventi stessi o delle “cattive intenzioni” delle persone o della sfortuna che “viene sempre a cercarmi” …

Poni attenzione a come tendi a vivere gli eventi in modo auto-sabotante… e vai a cercare altre possibilità per te più positive… Se credi che non ci siano… devi semplicemente imparare a cercare meglio …

Quando sarai felice. Una storia di adesso

C’era un uomo che quando era ragazzo e andava a scuola continuava a dire: «Ah! quando lascerò la scuola e comincerò a lavorare, allora sarò felice». Lasciò la scuola, cominciò a lavorare e diceva: «Ah! quando mi sposerò, sarà la felicità!». Si sposò, e in capo a pochi mesi constatò che la sua vita mancava di varietà, e allora disse: «Ah, come sarà bello quando avremo dei bambini!». Vennero i bambini, ed era un’esperienza affascinante, ma piangevano tanto, anche alle due di notte, e il giovane sospirava: «Crescano in fretta!». E i figli crebbero, non piangevano più alle due di notte, ma facevano una stupidaggine dopo l’altra e cominciarono i veri problemi. E allora l’uomo sognò il momento in cui sarebbe stato di nuovo solo con sua moglie: «Staremo così tranquilli!». Adesso è vecchio, e ricorda con nostalgia il passato: «Era così bello!»

… … …

La vita è adesso… quando ti impegni a realizzarla guidato dai tuoi valori consapevoli, da cosa è veramente importante per te e muove ogni tua azione, più o meno consapevolmente… Tra limiti e possibilità … tra potere e impotenza… tra ciò che puoi controllare e ciò che non dipende da te …

Adesso è la gioia … Adesso è il dolore… Solo adesso hai la possibilità di creare la vita che vuoi…