Riflettere dunque e osare anche…

Riflettere e agire, agire e riflettere. Questa è l’essenza del lavoro su di sé.

Esplorare, riflettere, elaborare, comprendere. Mettersi in discussione. Per riorganizzare il proprio mondo interno, i propri pensieri e convinzioni, le emozioni e il modo in cui viviamo le relazioni. Cosa pensare per sentirsi felici…

Agire, rischiare, sperimentare. Osare. Mettersi alla prova. Agire e cambiare in progress… Per riorganizzare abitudini, stili di comportamento, abilità pratiche, relazionali e comunicative concrete. Cosa fare per essere felici…

L’essenza del lavoro su di sé. Di cura, crescita e sviluppo personale.

Per guarire la sofferenza e per promuovere il proprio benessere e quello della comunità più ampia.

Per prendersi cura del “bambino ferito” dentro ciascuno di noi…

E per potenziare “l’adulto consapevole, capace e responsabile” dentro ciascuno di noi…

Non dipende tutto da noi…
Intanto cominciamo da noi!!!

Ideale autopersecutorio e bassa stima di sé

La nostra autostima è minata da certi atteggiamenti che abbiamo verso noi stessi. Siamo delusi e arrabbiati con noi stessi perché la nostre prestazioni, in uno o più ambiti di vita, non sono state come “avremmo voluto e dovuto”. Siamo duri, estremamente critici, severi e spietati con noi stessi perché siamo molto distanti dal nostro ideale, da ciò che vorremmo e dovremmo essere per sentirci a posto… Spesso ci aspettiamo troppo da noi stessi, abbiamo desideri “irrealistici” su ciò che dovremmo fare ed ottenere… Pretendiamo da noi stessi di essere perfetti. Che è ben altra cosa dalla ricerca “realistica” dell’eccellenza. E questa “autopersecuzione della perfezione” quasi sempre è la strada dell’infelicità e della bassa autostima.
La questione diventa allora: un tempo… Forse tanto tempo fa… hai imparato (qualcuno te lo avrà insegnato molto probabilmente) ad essere così pressante con te stesso attraverso queste torture autoinflitte basate sul “devo devo devo … Ma non è mai abbastanza!!!”. Sai quindi da tempo quello che devi essere, fare, ottenere… Nell’illusione della felicità. Oggi che vuoi fare? Tutto il resto è lavoro di consapevolezza e responsabilità della tua evoluzione e della tua felicità…

Esercizio per prevenire la depressione e favorire il benessere

Tre momenti di consapevolezza al servizio del tuo benessere fisico e mentale…
Questo esercizio funziona solo se lo fai con attenzione e costanza… E se traduci la consapevolezza acquisita in azione responsabile…

Mattina. Scrivi tre RISORSE o punti di forza che senti ti appartengono: forza, coraggio, sensibilità, intelligenza, empatia, tenacia, simpatia, ottimismo, fiducia, abilità interpersonali, ecc.. Se non li trovi… Impara a riconoscerli. Li troverai sicuramente. Per ciascuna risorsa o qualità scrivi quando, dove, come, con chi la metterai in atto in giornata … E impegnati a farlo concretamente…

Pomeriggio. Individua un momento della tua vita in cui sei stato AL MEGLIO, pieno di risorse, qualità, forza, energia, entusiasmo. Se non riesci a ricordarlo… Guarda meglio nel tuo passato, recente o remoto, certamente troverai un’esperienza di te al meglio… E usala come guida consapevole da ora in poi…

Sera. Scrivi tre EVENTI POSITIVI che hai vissuto nella giornata. Se credi di non averli vissuti… Impara a notare meglio le tue esperienze e annota anche i motivi per cui hai vissuto queste esperienze di piacere, gioia, serenità o altra emozione positiva. Sii grato per essi e portali nei tuoi sogni…

Le fondamenta del benessere o manifesto della scelta consapevole e responsabile

Ecco 10 “banalità fondamentali” per il tuo benessere e per la tua crescita personale. Apparentemente ovvie,
ma che è importante che tu non dia per scontate. 10 principi ispiratori da cui farti guidare nelle tue azioni, nei tuoi pensieri, nelle tue relazioni.

10 strategie o risorse per tracciare la tua via del benessere e che se trascuri possono tramutarsi nelle tue “miserie quotidiane”…

1. Distingui quello che puoi controllare da quello che non puoi controllare ed impiega le tue energie su ciò che veramente è in tuo potere.
2. Cambia tu per cambiare la tua vita, smetti di aspettarti o pretendere che siano gli altri a cambiare. Impara ad accettare che gli altri non stanno al mondo per soddisfare le tue aspettative e come te stanno vivendo la loro vita e combattendo la loro battaglia per la serenità.
3. Smetti di essere giudice spietato di te stesso. Sii consapevole di come confronti continuamente, in modo dannoso, oltre che inutile, chi sei con chi dovresti essere, cosa fai con cosa dovresti fare, fino ad affossare la tua autostima e il tuo amor proprio.
4. Sii consapevole delle missioni impossibili che ti chiedi o che accetti dagli altri. Ciascuno di noi è pieno di risorse e di limiti, è potente, ma non onnipotente, è capace, ma non perfetto.
5. Impara a dire più no agli altri e a dire più sì a te stesso.
6. Impara a chiedere, anche se a volte potresti ricevere un no.
7. Smetti di lamentarti e trasforma la tua insoddisfazione in obiettivi per te importanti verso cui impegnarti con azioni concrete.
8. Impara a comunicare in modo efficace: tu sei responsabile di come presenti agli altri le tue emozioni ed intenzioni, i tuoi pensieri e i tuoi bisogni, i tuoi desideri e le tue richieste.
9. Rifletti il giusto e agisci di conseguenza.
10. Impara a governare il tuo tempo in modo consapevole per diventare effettivamente creatore responsabile della tua qualità di vita.

Conosci altri principi fondamentali di benessere ed evoluzione personale?

Alcuni dei principi su esposti fanno già parte probabilmente del tuo normale o abituale modo di pensare e agire, altri ti sembreranno abilità alla tua portata che puoi imparare a fare tuoi con il giusto sforzo e impegno; altri ti sembreranno idee irrealistiche, quasi impossibili da mettere in pratica, comunque molto molto molto difficili da tradurre in azioni quotidiane, altri sono chiaramente o possono diventare tuoi obiettivi di cambiamento e trasformazione.
Continua allora a rifletterci e a sentirli dentro di te, quelli già attivi come risorse e competenze possedute, altri che proprio li senti lontano da te e che puoi provare ad avvicinare. Inizia anche ad osservare come fanno gli altri, quanto sono capaci di fare quello che tu non riesci ancora a fare e quanto invece sono dietro a te rispetto a certi fondamentali.
Il resto verrà da te…

Zoom

La nostra esperienza quotidiana è tracciata da eventi, emozioni, bisogni, pensieri e comportamenti. Tutti elementi dell’esperienza soggettiva che si intrecciano a creare la nostra felicità o la nostra infelicità. Succedono delle cose, viviamo emozioni, interpretiamo i fatti e diamo significati agli eventi e alle emozioni, agiamo nei nostri contesti di vita e nelle relazioni e così via… un susseguirsi di stati d’animo ed esperienze di diversa natura e tonalità emotiva. In particolare, le emozioni sono stati mentali che ci danno indicazioni su come vanno le cose, su quanto abbiamo raggiunto i nostri obiettivi, o restano frustrati i nostri bisogni, o realizzati i nostri scopi di vita. Le emozioni ci segnalano insomma quanto viviamo in linea coi nostri valori con quanto per noi è importante e deve essere presente nella nostra vita perché questa sia di qualità e valga la pena di essere vissuta.

La funzione positiva delle emozioni è proprio quella di comunicarci come stanno le cose: siamo tristi se abbiamo perso qualcosa o siamo lontani da persone che amiamo; siamo gioiosi quando i nostri desideri si realizzano; siamo arrabbiati quando veniamo trattati ingiustamente o subiamo dei dei torti o dei danni; ci spaventiamo se ci sentiamo minacciati o in pericolo. Grazie dunque alle emozioni… che ci segnalano quello che sta accadendo rispetto ai nostri scopi e come dobbiamo muoverci per realizzarli.

Purtroppo a volte succede che invece di utilizzare l’informazione fornita dall’emozione tendiamo a soffocare questa emozione, a cercare di capirla oltre quello che è già chiaro oppure per capirla finiamo per renderla oscura nella sua funzione. Finiamo per chiederci perché provo quello che provo, ma la risposta non è illuminante e ci allontana dalla comprensione. Invece di cogliere il significato e il senso dell’emozione che ci vuole segnalare cosa sta andando storto, facciamo uno zoom su quella emozione, la ingigantiamo, ma non la utilizzano nella sua funzione vitale. Questo è uno dei modi più diffusi attraverso cui ingigantiamo la sofferenza invece di ridurla, la spegniamo con i farmaci invece di ascoltarla, la reprimiamo e diventa sintomo invece di lasciarla esprimere. È come se la nostra mente dicesse non devo provare quello che provo… devo scacciare via quello che sento.

Non ci concediamo di provare quello che proviamo. Non ci diamo il permesso di sentire quello che sentiamo. Ci trattiamo come ci hanno trattato i nostri educatori (genitori in primis) quando ci hanno “insegnato” che le emozioni sono pericolose, che le emozioni sono “da deboli”, che esprimere i propri stati d’animo rende vulnerabili e attaccabili, che esternare i propri sentimenti è sconveniente, che non si deve far vedere quello che si prova, che una maschera e una corazza allontanano i problemi. O semplicemente continuiamo a non parlare il linguaggio delle emozioni perché nessuno ce lo ha insegnato.

Continuiamo a credere insomma a tutta una serie di idee instillate da bambini e che continuiamo a ritenere vere senza metterle mai in discussione. L’esito è che invece di lasciare che le emozioni svolgano il loro corso e portino il loro utile messaggio, tendiamo a non concedercele, a non legittimarle, accompagnate da pensieri che le distorcono e affossano: non dovrei sentirmi triste (tutto sommato non è successo niente… non mi manca niente)… non dovrei sentirmi arrabbiato (che vuoi che sia)… non dovrei spaventarmi (non è pericoloso)… financo non dovrei sprizzare di gioia (prima o poi la pacchia finisce).

Questo approccio al mondo interno e alle emozioni in particolare è la via d’accesso all’ansia e alla depressione. L’ansia per l’accumulo di emozioni represse. La depressione per la perdita di contatto vitale con se stessi.

La “cura” prevede di favorire l’incontro con le proprie emozioni: riconoscerle, sentirle appieno, esplorarle, comprenderle, esprimerle. Da qui parte il cambiamento. Nuove azioni e nuove possibilità di creare la vita che vogliamo.

5 passi per praticare il cambiamento

Ecco un percorso in 5 passi per realizzare i tuoi cambiamenti desiderati. Dalla sofferenza alla serenità.

Individua le SITUAZIONI per te stressanti e fonte di sofferenza emotiva (rabbia, preoccupazioni, sensi di colpa, vergogna, tristezza, solitudine, rimpianti, rimorsi, ecc.) in uno o più ambiti della tua vita (famiglia, lavoro, coppia, amici, ecc.).

Individua i tuoi PENSIERI cosiddetti “negativi” e fonte di sofferenza emotiva, i pensieri che ti fai nelle suddette situazioni; ad esempio: ce l’hanno con me, sono sfortunato, il mondo è ingiusto, le persone sono egoiste, io sono cretino, le persone si approfittano, non vale la pena di lottare, ecc. Trova proprio i pensieri che ti fai, in modo più dettagliato possibile.

Confronta i tuoi pensieri con la REALTÀ dei fatti: sono “veri” i miei pensieri? È possibile un’altra interpretazione della realtà? In che modo e per cosa mi sono “utili” questi miei pensieri? A cosa mi serve pensare quello che penso? Mi aiutano a soddisfare i miei bisogni e i miei desideri?

Crea NUOVI pensieri possibili. Da “affiancare” ai tuoi soliti pensieri fonte di sofferenza. Quali altri pensieri posso pensare in modo che siano più “utili e soddisfacenti” per me? Quali altri pensieri mi aiutano a realizzare i miei bisogni e desideri?

Fatti guidare da questi nuovi possibili pensieri nel compiere le tue SCELTE, nelle tue azioni quotidiane, nei comportamenti che adotti nelle situazioni stressanti. E verifica l’effetto che fa… Che risultati ottieni, quali emozioni vivi, che altri pensieri emergono…

Questo esercizio, se lo pratichi con attenzione e regolarità, aumenta enormemente la tua CONSAPEVOLEZZA (ti fa conoscere meglio i tuoi bisogni, i tuoi desideri, le tue convinzioni, le tue paure, i tuoi valori, i tuoi conflitti) e la RESPONSABILITÀ delle tue scelte, mettendoti di fronte al potere che hai di modificare la tua vita e facendoti anche vedere la tua impotenza di fronte al potere di scelta delle altre persone… Per IMPARARE, dunque, a CAMBIARE quello che puoi e devi cambiare tu e anche per IMPARARE ad ACCETTARE serenamente ciò che è fuori dal tuo controllo e dipende dalle intenzioni, dalle motivazioni e dalle azioni di altre persone.

Gli obiettivi della crescita personale

La crescita personale, nei molteplici modi in cui puoi realizzarla, ha 4 grandi obiettivi:

1. Conoscere meglio te stesso (e gli altri), per imparare a governare te stesso in modo sempre più consapevole e responsabile (smettendo di sprecare energie nel tentativo infruttuoso di cambiare gli altri)

2. Recuperare la percezione di essere capace di influenzare la tua vita in modo efficace, attraverso pensieri utili e azioni responsabili mosse dai tuoi desideri e valori consapevoli

3. Smantellare vecchie abitudini malate in cui ti senti “costretto” e introdurre nuovi comportamenti sani e vitali

4. Ampliare il tuo potenziale concreto di felicità, qualunque cosa voglia dire per te essere felice. Ampliare il ventaglio delle scelte a tua disposizione per essere “felice”, agendo in modo creativo e “sperimentale” nella realtà… Provando, testando, raccogliendo informazioni utili per il cambiamento in corso ai fini del progressivo aggiustamento di comportamenti volti alla meta… Sempre mantenendo il contatto con la realtà…