Il rosso e il verde

  1. Tu non puoi cambiare la tua storia
  2. Tu non puoi cambiare la tua sensibilità
  3. Tu non puoi cambiare il tuo passato
  4. Tu non puoi cambiare il tuo carattere
  5. Tu non puoi tornare indietro nel tempo
  6. Tu non puoi cambiare gli altri
  7. Tu non puoi evitare completamente la sofferenza
  8. Tu non puoi sapere tutto
  9. Tu non puoi evitare di morire
  10. Tu non puoi avere tutto ed essere tutto

 

  1. Tu puoi rivisitare a tua storia per leggerla in modo nuovo, meno angosciante e più chiara, meno colpevolizzante e più serena, meno dolorosa e più libera.
  2. Tu puoi riconoscere a cosa sei sensibile e governare il modo in cui reagisci alle situazioni o persone che innescano la tua ferita emotiva dolorosa.
  3. Tu puoi liberarti dai condizionamenti del passato imparando progressivamente a liberarti di catene che ti portano a ripetere antichi drammi. La tua parte adulta, consapevole, capace, responsabile, autonoma può prendere per mano la tua parte bambina e prendersene cura.
  4. Tu puoi considerare il tuo carattere come una tua risorsa che ti ha permesso di sopravvivere e che ancora oggi è per te un punto di forza, imparando al contempo a smussare e gestire quegli aspetti del tuo modo di essere che oggi ti creano problemi personali e interpersonali
  5. Tu puoi scegliere cosa fare di rimorsi e rimpianti che appartengono ad un tempo che non ci sarà più, mentre ora puoi utilizzare in modo consapevole il tuo tempo riempendolo di attività ed esperienze veramente nutrienti e gratificanti rispetto ai tuoi bisogni e ai tuoi valori
  6. Tu puoi cambiare te stesso, puoi ad esempio smettere di ascoltare la voce e seguire ancora i dettami dei tuoi genitori che ti criticano, ti rimproverano, ti svalutano, ti colpevolizzano e puoi smettere di farli parlare ancora dentro di te attraverso il tuo giudice interiore. Puoi conoscerti sempre meglio e puoi sempre meglio sperimentare nuovi modi di essere, nuove possibilità di agire, nuovi modi di pensare, nuove prospettive sul mondo, su te, sugli altri, sull’universo e sulla fonte creatrice a cui credi
  7. Tu puoi scegliere di non alimentare la tua sofferenza mentre scegli di dedicarti a costruire la vita gioiosa che desideri
  8. Tu puoi utilizzare al meglio ciò che sai
  9. Tu puoi sempre impegnarti a creare la tua qualità di vita, a vivere autenticamente e in modo pieno invece che sopravvivere in attesa della morte
  10. Tu puoi ringraziare per ciò che hai e per chi sei

 

IRA e IVA

“Il piacere di una sigaretta per il gusto del tabacco non mi fa male” canta Franco Battiato.
Sicuramente tutti quanti ci siamo trovati o ci troviamo, più o meno frequentemente, in situazioni e momenti in cui tendiamo ad indugiare in comportamenti che potrebbero avere effetti deleteri. Sono spesso i momenti in cui dobbiamo gestire ansia e stress, frustrazioni e delusioni varie; diverse emozioni negative vengono a trovarci e noi dobbiamo farci qualcosa di buono e utile.
Ogni emozione porta una tendenza all’azione. Ogni emozione attiva un bisogno, non sempre consapevolmente, e un’azione utile a soddisfarlo. Solo che spesso l’emozione, che pure ci segnala qualcosa di importante che ci riguarda, attiva bisogni e stimola azioni che non sono proprio per noi sane e utili.
Tra l’impulso e l’azione dobbiamo mettere una riflessione. Non sempre ci riusciamo, non sempre in modo agevole o utile, ma dobbiamo averlo come ispirazione… IRA. Impulso. Riflessione. Azione…
Possiamo dirlo anche in modo un po’ diverso per farci orientare da un’altra ispirAzione… IVA… Forse ti fa ridere, forse irritare, l’importante è che te lo faccia ricordare. Impulso. Valore. Azione.
La tendenza all’azione che sta emergendo mi porterebbe ad essere la persona che voglio essere?
Ciò che sento come impulso a fare in questo momento (bere, mangiare, drogarmi, giocare d’azzardo, stare ancora un po’ su facebook, mettere l’ennesimo selfie su Instagram, distrarmi in svariati modi, reagire aggressivamente, controllare ancora il lavoro che ho fatto, fare l’ennesimo check su i capelli, ecc.) mi aiuta veramente a vivere la vita che voglio?
Ciò che sto continuando a fare ormai da tempo (continuare a lamentarmi, essere costantemente aggressivo, rimuginare sul da farsi, ruminare sugli errori commessi, arrovellarsi sugli errori altrui, continuare a giudicarmi in modo spietato, sguazzare nel rancore e nel risentimento, ritirarmi a casa senza vedere nessuno, ritirarmi nell’apatia, ecc.) mi avvicina veramente ad essere la persona che voglio essere? Mi è utile nella direzione di vita che sto perseguendo? Aiuta a connettermi con i miei valori e a realizzarli? Anche se può essere apparentemente gratificante nell’immediato, apporta “vero valore” nella mia vita “a lungo termine”? È un’attività significativa che apporta veramente valore e mi permette di fare la differenza nella mia vita? Dunque IVA: Impulso. Valore. Azione. Un acronimo che ci può aiutare ad avere sempre presente questa stella polare, questa guida per mantenere la nostra direzione…
A queste RIFLESSIONI sui propri VALORI dovrebbero conseguire le “giuste” AZIONI…
Se i tuoi impulsi e le tendenze all’azione che nascono dalle tue emozioni sono coerenti coi tuoi valori allora attua i comportamenti conseguenti…
Se non sono in linea coi tuoi valori e con la tua direzione di vita e sono semplicemente risposte “impulsive” e “abitudini coatte” che servono ad alleviare stress e tensione al momento, per lasciarti poca o nessuna soddisfazione a lungo andare, allora prova a resistere…
Prova a cercare altre strade più sane…
Prova a comprendere meglio le tue emozioni e i tuoi bisogni…
Prova a cercare i veri bisogni sottostanti alle illusioni che hai in testa e senti nel corpo…
Prova e verifica cosa succede, quanto riesci e quanto non riesci a resistere…
Le informazioni che ricaverai ti saranno utili per nuove riflessioni… Nuova consapevolezza sui tuoi valori e sulle tue possibilità per realizzare la tua vita in base a ciò che è veramente importante per te…

#iorestoacasa… E faccio 3 passi

In un tempo di restrizioni e costrizioni che ormai dura da diverse settimane e che ancora non conosciamo precisamente quanto durerà, mi auguro che tu abbia potuto prendere confidenza e dimestichezza con questo momento così speciale. Mi auguro che tu abbia saputo utilizzare al meglio le opportunità presenti in questo stato di crisi che sembra solo negativo. Mi auguro che tu abbia imparato a fare buon uso della “convivenza forzata”, con te stesso prima che con gli altri. Spero e ti auguro che siano venuti a trovarti a casa la gioia, il relax, il riposo, la tranquillità, l’opportunità per prenderti cura, come non facevi da tempo, di te stesso e dei tuoi cari, del tuo ambiente e del tuo mondo più intimo.
Al tempo stesso, immagino, potrai aver incontrato anche momenti difficili, di frustrazione e tensione emotiva, avrai, immagino, vissuto un po’ di ansia, preoccupazioni, rabbia, tristezza, dispiacere e altre emozioni dolorose.
Di fronte a frustrazioni ed emozioni negative ci viene naturale tentare di evitarle, di scacciarle, di sopprimerle, di combatterle. Spesso però queste strategie di lotta o fuga non funzionano. Cacciate dalla finestra, emozioni, pensieri e sensazioni negative tornano a trovarci, buttando giù la porta… Ecco allora che ti propongo un diverso atteggiamento verso ciò che ti crea tensione e dolore. E un metodo. Basato sui principi dell’ACT (psicoterapia basata sull’accettazione e sull’impegno). Ti consiglio i libri di Russ Harris “La trappola della felicità” e “Se il mondo ti crolla addosso”. Ti offrono una visione della ACT agevole e pratica, piena di esercizi.

Alle emozioni e sensazioni che ti vengono a trovare, proprio a casa tua… Apri loro la porta. Accoglile. Fai loro spazio. Osservale con curiosità. Permettiti il contatto…
Visto che probabilmente hai tanto tempo, ti invito anche a fare spazio. Ti suggerisco un metodo in 3 passi essenziali che può aiutarti a convivere, nel benessere, prima di tutto con te stesso.
Puoi farlo ad occhi aperti o chiusi a tuo piacimento. All’inizio è importante che ti ricavi un momento tutto per te di quieta solitudine, con l’esperienza e la pratica può diventare un atteggiamento, verso te stesso e la tua esperienza, sempre disponibile, in ogni momento e luogo…

Passo 1. Osserva le sensazioni del tuo corpo. Porta la tua attenzione lungo il tuo corpo, partendo dalla testa fino ai piedi e ritorno, dalla punta delle dita ai capelli che hai in testa (per chi è più fortunato). Semplicemente presta attenzione, osserva con curiosità… Nota dove trovi sensazioni di tensione e rigidità e dove trovi parti più distese e morbide… Notale semplicemente mentre prosegui la scansione del tuo corpo…

Passo 2. Respiraci. Respira dentro e intorno alla sensazione. Respira lento e profondo. E quando espiri svuota completamente i polmoni. Non devi eliminare emozioni e sensazioni negative. Nessuna aspettativa devi avere. Nessun risultato devi conseguire. Fare respiri lenti e profondi ti aiuterà naturalmente a creare un centro di calma e sicurezza dentro di te… Semplicemente respira… Lento e profondo…

Passo 3. Nota lo spazio che si è creato dentro di te… Il tuo respiro intorno alle sensazioni ha creato uno spazio… Lascia che le sensazioni si muovano liberamente dentro questo spazio… Nota semplicemente questo movimento naturale che sta avvenendo… Lascia che sia ciò che sta emergendo… Lascia che ogni sensazione sia presente… Anche se non ti piace… Lasciala stare… Nessuna aspettativa. Nessun risultato da ottenere. Lascia semplicemente avvenire ciò che avviene… Presente ciò che è presente… Nota… Osserva con curiosità… Semplicemente…
Quando la tua mente comincia a “pensare”, “commentare”, “analizzare”, “giudicare” quello che sta succedendo… Ringraziala e torna ad osservare… Continua a respirare… Lento e profondo … Mentre semplicemente noti ciò che è presente alla tua attenzione… Qui… Ora…
Se compare l’impulso a scacciare via le sensazioni negative… Notalo… Come stai notando ogni cosa che è presente alla tua attenzione… Semplicemente osserva ciò che arriva… Apriti ad esso… Accoglilo… Lascia che sia… Lo scopo non è combattere… Lo scopo non è risolvere un problema… Lo scopo non è raggiungere un obiettivo… Lo scopo è fare la pace con le tue sensazioni… Nessun risultato atteso… Nota semplicemente quello che accade… Accogli ciò che accade senza giudizio… Dà il benvenuto ad ogni aspetto della tua esperienza…

La ripetizione è la madre di ogni apprendimento e abitudine, l’esercizio costante è il padre. All’inizio non sarai esperto, praticando lo diventerai.

La bastonata e …

Cosa ti fa più male una bastonata o l’idea di prendere una bastonata?
Ti vergogni (o ti diverti) di più se fai una puzzetta da solo o in compagnia?
Ci sono i fatti e i pensieri, poi ci sono i contesti in cui avvengono i fatti e in cui si sviluppano i pensieri. E i contesti possono essere interpersonali o anche solo interiori, come quando è diverso il senso di colpa che avverti per un’azione fatta (oppure omessa) a seconda di quanto sono rigide le tue regole morali e il tuo giudizio interiore.
Le emozioni che proviamo, quelle belle (gioia, entusiasmo, eccitazione) e quelle brutte (paura, tristezza, rabbia, senso di colpa, vergogna) danno sostanza alla nostra vita, alla qualità della nostra vita e dipendono molto dai fatti, indubbiamente (è diverso se ci accadono cose positive o negative) e molto anche dai nostri pensieri sui fatti e quindi dalle parole che ci girano nella testa, parole che ci servono a nominare i fatti e colorare i pensieri.
Le nostre reazioni, emotive e comportamentali, sono reazioni ai fatti, ai pensieri sui fatti e alle parole che descrivono i pensieri. Ad esempio: ho provato dolore (paura, impotenza e rabbia) quando mi hanno dato una bastonata… Ho sentito ancora un po’ di quel dolore, quella paura, quell’impotenza e quella rabbia ricordando e ripensando a quell’episodio… Ogni volta che sento nominare “bastone” ritorno a provare quelle sensazioni… In sintesi: puoi evitare quel bastone, ma non puoi evitare quel ricordo e le parole che lo evocano…
Molta parte della nostra sofferenza dimora nei nostri ricordi, nei nostri pensieri e nelle parole che ogni volta li rendono “presenti” alla nostra mente, alla nostra attenzione e ruminazione. Purtroppo, la nostra mente spesso ci porta in posti dove noi faremmo volentieri a meno di andare. Come quando stiamo vedendo un bel film, magari divertiti e sommersi dalle risate e, ad un certo punto, una scena, un dialogo o qualche parola ci portano a pensare ad una persona che ci ha lasciati o ad un’impresa che abbiamo fallito o ad un momento doloroso della nostra vita.
Insomma, dolore ed emozioni negative sono sempre alle porte, pronti ad arrivare, ospiti indesiderati che hanno il potere di imporsi, con poche possibilità di previsione, controllo e prevenzione.
Che fare? In che modo affrontare queste emozioni negative sempre pronte a scattare?
Un po’ come con il virus, sempre in agguato, pronto ad aggredire, pronto a presentarsi in casa, assolutamente indesiderato. Cosa possiamo fare? Sono due le strategie di base:

1. Proteggerci e rassicurarci. Col virus dobbiamo restare a casa e seguire le prescrizioni di igiene sanitaria e comportamentale. Per lasciarlo andare… Con le emozioni: dobbiamo sentire le emozioni, starci e respirarci, comprenderle per agire… E poi lasciarle andare… Con le emozioni negative, quindi, dopo averle accolte e comprese, la protezione è ottenuta spostando l’attenzione, stoppando rimuginio e ruminazione che tendono solamente a far fermare ulteriormente l’ospite indesiderato.
2. Impegnarci a creare la nostra qualità di vita. Nonostante tutto, tra limiti, rinunce e ridimensionamenti necessari per tutti, possiamo sempre attivarci concretamente per realizzare attività e raggiungere scopi per noi importanti, per continuare come prima e più di prima a mantenere la direzione verso ciò che rende la nostra vita di valore.

#iorestoacasa… Terzo gioco. Il mostro e il sole che riscalda

Altra settimana, altro gioco per tutta la famiglia. Sempre restando a casa.
Sempre un adulto è necessario a governare il percorso.
Servono tre cartoncini Bristol o simili da mettere al centro del tavolo o sul pavimento/tappeto se giocate a terra, colori a piacimento. Tanti colori e matite colorate.
Si inizia disegnando tutti insieme su un cartoncino, al centro, un mostro coi tentacoli. Fantasia al potere. Disegnate il mostro come meglio credete, l’importante è che abbia tanti tentacoli. Ogni tentacolo rappresenta una paura, un dolore, un’altra emozione che fa soffrire. Ognuno può disegnare i tentacoli che sente, che vive in questo momento, che gli saltano in testa e nel cuore. La paura, la tristezza, la solitudine, la mancanza, ecc. Ognuno disegna sul cartoncino tutti i tentacoli che vuole e lo esprime con piccole frasi, ad esempio: mi mancano i miei compagni di scuola e di sport; mi manca la mia fidanzata.

Sull’altro cartoncino, sempre al centro, disegnate un sole, con tanti raggi che riscaldano ad esprimere le emozioni positive, la fiducia, la speranza, la condivisione, la gioia, la comprensione, la solidarietà, la voglia di abbracciarsi, la compassione, il desiderio di giocare insieme, solo per fare qualche esempio.

Ognuno disegna uno o più tentacoli e uno o più raggi del sole esprimendo le proprie paure ed emozioni difficili e anche le esperienze belle, i pensieri positivi, le risorse, sempre solo per dare qualche suggerimento rispetto alle infinite possibilità per esprimere cosa ci fa stare male e soprattutto per trovare raggi luminosi, splendenti, che emanano calore e colore.

In una seconda fase ciascuno condivide con gli altri come il sole può bruciare o rendere innocuo il mostro, come immagina, desidera o già si impegna ad usare certe risorse per affrontare certi tentacoli. Libero accesso a tutta la propria fantasia e creatività per portare il desiderio a sconfiggere la paura… Per sovrastare i tentacoli coi raggi luminosi…

Ultima fase. Terzo cartoncino. Tutti insieme a fare un unico grande disegno, tutto da inventare, ad esprimere, rappresentare, condividere l’esplorazione che si è fatta tutti insieme, il viaggio dalla paura al coraggio, alla fiducia, alla speranza.
Buon divertimento…

#iorestoacasa… A mescolare le carte

Dopo la settimana scorsa in cui ti ho suggerito un gioco “del silenzio e della gratitudine”, oggi ti propongo un’idea per giocare a carte.
Restando a casa…. Disegna le tue carte!!!
In base all’età dei partecipanti, un adulto condurrà il gioco agevolando il percorso.
Ciascun partecipante, in modo anonimo, disegna, scrive, realizza alcune carte. Su fogli, cartoncino o altro…Puoi disegnare, come anche farti aiutare da altro materiale per realizzare le tue carte.

Ecco le carte da realizzare:
1. Le mie emozioni: la mia paura, la mia tristezza, la mia rabbia, la mia gioia o altro
2. I miei bisogni immediati, ciò che vorrei ora
3. I miei desideri a medio e lungo termine, ciò che vorrei che si realizzasse quando sarà passato questo periodo straordinario e difficile
4. Le mie risorse, le cose che mi aiutano
5. Le mie azioni, cosa potrei fare e cosa farò
6. Le mie frasi belle e positive, quelle che esprimono la mia fiducia, la mia speranza, le cose buone che appartengono alla mia vita.

Ogni carta deve avere qualcosa di disegnato e qualcosa di scritto. Spazio alla fantasia, alla creatività, al “non giudizio”: ogni carta sarà semplicemente fantastica, certamente meravigliosa. Ad esempio, e sono solo alcune tra infinite possibilità: un arcobaleno o un vulcano o un cielo chiaroscuro sulla carta delle emozioni. Un abbraccio sulla carta dei bisogni. Un sole splendente coi desideri. Una cassetta degli attrezzi o semplicemente le persone che ci vogliono bene ad esprimere le risorse. Mani, piedi, testa e cuore per compiere azioni. Ogni altra immagine positiva ad accompagnare le frasi belle.

Si creano 6 mazzetti di carte (emozioni, bisogni, desideri, risorse, azioni, positività), ognuno mette la sua carta nell’apposito mazzetto. Ad esempio, se giocano 4 persone ogni mazzetto avrà quattro carte. Si mescolano i vari mazzi lasciandoli distinti per tipi e ciascuno pescherà da ogni mazzo (potrebbe capitare anche una propria carta). Di fronte alla carta appena pescata la persona condivide con gli altri cosa le viene in mente, quali pensieri e quali emozioni, magari inventa una piccola storiella a partire da quella carta e via così. Una volta usata, quella carta viene messa di nuovo nel suo mazzetto.
A giro (anche più giri ovviamente), tutti avranno la possibilità di esprimersi, di ascoltare gli altri, di scambiare impressioni e sensazioni, anche di confrontarsi sui diversi modi di percepire la stessa carta.
Ciascuno la possibilità … Di passare un po’ di tempo in modo nutriente e vitale…

Strategie psicologiche di sopravvivenza alla paura e all’emergenza

Rispetto a ciò che sta succedendo è facile provare le EMOZIONI più DISPARATE. Le emozioni sono informazioni che ci segnalano cosa sta avvenendo nel nostro rapporto con noi stessi e col mondo.
Emozioni numerose e diversificate, a cominciare da PAURA (legata ad un senso di pericolo e minaccia), ANSIA (legata all’imprevedibilità e all’incertezza della situazione), ANGOSCIA (legata ai contorni sfumati e nebulosi dell’indefinita evoluzione della situazione).

Per affrontare questa situazione e queste emozioni sono fondamentali quindi alcune STRATEGIE CONSAPEVOLI e RESPONSABILI:

Raccogli, da fonti autorevoli e competenti, le GIUSTE e REALISTICHE INFORMAZIONI per definire al meglio possibile i contorni della minaccia e del pericolo, in modo da riuscire a cercare le opportune ed efficaci strategie per proteggerti e rassicurarti.

RICONOSCI la tua VULNERABILITÀ e ACCOGLI le tue EMOZIONI che l’accompagnano: ansia, paura, angoscia, frustrazione, rabbia, tristezza, delusione, sentimenti di solitudine, altre ancora. A parte la paura, l’ansia e l’angoscia, già menzionate, è facile, ad esempio, in questo momento, sentirsi STRESSATI e FRUSTRATI per le costrizioni necessarie e per la prolungata convivenza imposta che non sempre riusciamo a tollerare e gestire al meglio; è facile sentirsi DELUSI e ARRABBIATI con qualcuno o qualcosa, non sempre ben definiti, perché le cose avrebbero dovuto e dovrebbero andare diversamente o perché la situazione è sfuggita di mano o è stata mal gestita o perché, semplicemente, non è corrispondente ai nostri desideri … È probabile che arrivi a trovarci anche la TRISTEZZA nel sentire la SOLITUDINE che stiamo vivendo, soprattutto se viviamo soli e non possiamo raggiungere o essere raggiunti dai nostri cari. Le emozioni vanno riconosciute, accolte e va dato loro un senso e un significato che ci aiuti ad attraversarle e superarle in modo utile e positivo.
Di emozioni non si muore. Anzi di emozioni si vive. Impariamo ad essere grati, quindi, alle emozioni che ci aiutano a comprendere ed affrontare le situazioni.

DISTINGUI le EMOZIONI dai PENSIERI CATASTROFICI che le generano e le alimentano. Puoi farti aiutare da carta e penna, facendo un disegno o uno schema a tuo piacere delle distinzioni che ti sto proponendo. Distingui ciò che è una minaccia, più o meno probabile, da ciò che è un pericolo certo. E ciò che potrebbe accadere di spiacevole e doloroso da ciò che temi e prevedi che sarà certamente terribile e catastrofico. Distingui, quindi, ciò che è solo ipotetico da ciò che è incombente, ciò che è lontano da ciò che è imminente. Ciò che è irreparabile da ciò che è rimediabile. Ciò che sarà certamente distruttivo da ciò che potrai, invece, sopportare.

STOP, dunque, ai PENSIERI RIPETITIVI di rimuginio sul futuro e ruminazione sul passato che alimentano l’ansia, l’angoscia e la depressione, senza offrirci veramente soluzioni efficaci per superarle.
E STOP ai PENSIERI “TUTTO o NULLA”: tutto è sbagliato, niente sarà più sereno, ciò che non è buono e perfetto è certamente e assolutamente negativo e catastrofico.

In modo più utile e produttivo, che sprofondare nel lamento vittimistico e nel mulinello dei pensieri disfunzionali, INDIVIDUA i BISOGNI che nascono da queste emozioni e FAI IL POSSIBILE per soddisfarli. Ad esempio, cosa puoi fare attualmente e in modo concreto per rassicurarti e proteggerti (bisogno)? Cosa può servire a consolarti e confortarti (bisogno)? Cosa può essere utile per impiegare il tempo che sei costretto a passare in casa (bisogno)? Come e quanto ti stai impegnando concretamente per affrontare la noia (emozione eventuale) e la costrizione (bisogno)?

Impara a RICONOSCERE e ad avere FIDUCIA nelle tue RISORSE, personali e interpersonali, anche collettive. Cercale, scovale, usale, condividile. È RISORSA tutto ciò che ti può essere UTILE e aiutare a soddisfare i tuoi bisogni, modulare le tue emozioni, affrontare i tuoi problemi, a realizzare ciò che ti piace.

ACCETTA LA REALTÀ per quella che è e smetti di confrontarla, in modo di fatto sterile e improduttivo, con ciò che dovrebbe essere per realizzare appieno i tuoi desideri. Adesso è così!!!

PRENDI il BUONO allora. Sei costretto a casa, ti senti ridimensionato nella tua libertà e nei tuoi progetti, sei preoccupato per il lavoro… Allora dedicati con IMPEGNO a CURARE ciò che solitamente trascuri. Questo è quello che puoi fare ora. Questo è quello che devi fare per tutelare il tuo benessere e quello di chi ami.

Semplicemente, infine e importantissimo, SII “COMPASSIONEVOLE”. Compi, “semplicemente” e “il più possibile che ti è possibile”, atti di gentilezza, bontà, amorevole cura, disponibilità, generosità, calore, presenza, ascolto…

In attesa di trovare il vaccino per il coronavirus, che tu sia favorevole o meno ai vaccini, credo che tu sarai certamente favorevole alla fantasia come vaccino alla noia, alla creatività come antidoto all’abitudine stantia, alla condivisione amorevole ed empatica come fonte di rassicurazione e gioia.