Come puoi trasformare le tue miserie nelle tue meraviglie

Sei nella miseria quando confondi ciò che puoi controllare con ciò che non puoi controllare…
Sei nella miseria quando vuoi cambiare le altre persone…
Sei nella miseria quando ti perseguiti con giudizi feroci che non ti danno scampo…
Sei nella miseria quando sguazzi nella lamentela fine a se stessa…
Sei nella miseria quando indugi nella pretesa e non riesci mai ad essere soddisfatto…
Sei nella miseria quando continui a fare la vittima…
Sei nella miseria quando resti fermo ad aspettare che le cose arrivino da sole…
Sei nella miseria quando pensi troppo senza agire o agisci senza pensare…
Sei nella miseria quando metti sempre gli altri prima dei tuoi bisogni…
Sei nella miseria quando ti incastri in missioni impossibili…
Sei nella miseria quando ti aspetti che gli altri sentano, pensino e agiscano esattamente come fai tu…
Sei nella miseria quando ti ritrovi a sentirti o completamente impotente o addirittura onnipotente…
Sei nella miseria quando ti fai gestire dal tempo degli altri e il tempo a te non basta mai…
Sei nella miseria quando non riesci a comunicare efficacemente per risolvere i conflitti…
Sei nella miseria quando aggiungi dolore evitabile al dolore inevitabile…
Sei nella miseria quando vuoi tutto e pure subito…
Sei nella miseria quando dichiari di voler cambiare ma di fatto non fai niente di realmente efficace per ottenere ciò che desideri…
Sei nella miseria quando…
E sei anche nella miseria quando…
Ti vengono in mente altre miserie?
Insomma, quanto puoi esclamare: “sono proprio nella miseria!!!”?
E, soprattutto, come puoi trasformare le tue miserie, una, qualcuna o moltissime, nelle tue meravigliose meraviglie?

Comincia a riflettere sulle tue miserie…

Comincia a sentire le emozioni che provi quando sei nella miseria…

Comincia ad identificare quali sono i tuoi bisogni sani e realistici che da troppo tempo stai facendo aspettare…

E, soprattutto, alla luce di questa consapevolezza, comincia ad agire come non hai mai fatto…

Buon viaggio…

Alice nel paese delle miserie. Il libro

Oggi proprio oggi è il giorno giusto per iniziare a trasformare le tue miserie nelle tue meraviglie.
Questo potrebbe essere un mantra da leggere ogni giorno, più volte al giorno, anche oggi, proprio oggi, primo giorno del resto della tua vita.
Ti invito a farne una scelta di vita. Impegnarti a creare la tua vita meravigliosa. Una vita certamente non perfetta, non esiste!!!
Anzi no, esiste. La vita è perfetta quando accetti che non esiste la vita perfetta.
Ti invito a rintracciare le tue miserie. I tuoi modi di funzionare, con te stesso e nelle relazioni, modi che ti procurano stress. I tuoi modi di pensare e di agire che generano la tua sofferenza. La tua corazza caratteriale costruita negli anni, che a volte sembra una corazzata inaffondabile, a volte è piena di falle che la portano a picco.
Ti invito a cercare quello che c’è ma non si vede, non sempre almeno, non immediatamente, eppure è lì, nel tuo modo di essere, che condiziona ciò che fai e ciò che succede nella tua esperienza di vita.
Ti invito, nonostante la paura, ad affidarti al tuo coraggio di farti guidare dai tuoi desideri.
Ti invito, nonostante tanti limiti e l’impotenza, ad impegnarti per la creazione di una vita basata su ciò che per te è importante, su ciò che ha per te valore, per rendere la tua vita degna di essere vissuta.
Ti invito a contattare la tua capacità di meravigliarti, sempre e comunque. A cercare la speranza anche nella disperazione, a creare un senso anche se a volte un senso non sembra esistere.
Ovviamente ti invito a leggere il mio libro e ti ringrazio in anticipo per come vorrai condividerlo, per farne pratica concreta di consapevolezza e responsabilità, individuale e nei rapporti interpersonali. 🙏🍀

Tra il ridicolo e il sublime

“Tra il ridicolo e il sublime c’è un passo. Il passo di Calais”. Questo è un famoso ‘motto di spirito’ o ‘battuta’ che ho conosciuto con Freud, per mettere a confronto inglesi e francesi: chi ridicolo? Chi sublime? In realtà, era detta in francese (le pas de Calais), forse inventata da un francese e resa nota da Napoleone che esprimeva una puntina di aggressività verso gli inglesi attraverso questa ‘innocente’ barzellettina.
In maniera molto più netta e precisa, tu puoi fare la differenza tra ridicolo e sublime o meglio tra ciò che sembra banale e ciò che è fondamentale.
È banale, forse, dirti che è importante farsi delle domande per comprendere il mondo, a partire dal mondo interiore. Nei miei post ti presento sempre numerose domande, esercizi, inviti all’autoesplorazione. È fondamentale se non ti fermi alla domanda, ma rispondi effettivamente. Se ti interroghi veramente, se cerchi tra i tuoi pensieri e soprattutto tra le tue emozioni il senso delle cose, se interroghi sensazioni e bisogni, se cerchi il significato dei comportamenti, delle tue scelte e di quelle altrui.
È banale, forse, ricordarti quanto è importante non fermarti all’autoesplorazione. Quando ti interroghi, pensi e ripensi, ascolti e di nuovo ascolti le tue sensazioni, le tue emozioni, i tuoi desideri, i tuoi sogni, è fondamentale se trascrivi le tue riflessioni su un quaderno, anche elettronico al limite, meglio se cartaceo. Ciò che scrivi rimane. Scrivere ti aiuta a riflettere e a sentire, ad ascoltare finemente il tuo cuore.
È banale, forse, se rifletti e ascolti, se entri in contatto con le tue emozioni profonde, fai raffinate elaborazioni, tiri fuori intuizioni, su te stesso, sugli altri, sulle tue relazioni… ma finisce là. È fondamentale se non finisce qua; se, invece, traduci il tutto in azione. Se utilizzi le tue elaborazioni per agire concretamente in direzione dei tuoi obiettivi. Se metti le tue elaborazioni al servizio di azioni concrete guidate dai tuoi valori. Se il tuo impegno concreto è orientato da ciò che veramente conta per te, se le tue azioni ti fanno effettivamente muovere in direzione della vita che vuoi realizzare.
Tra il banale e il fondamentale ci sei tu, quello che scegli di fare…

Vita di qualità

Che tu abbia vent’anni o settanta, che tu stia cominciando a capire qualcosa della vita o ti ritrovi un po’ di volte a cercare di capire la morte, è fondamentale che guardi il tempo che hai davanti. Per impegnarti a creare la qualità della tua vita.

È ovvio che ciascuno di noi affronta tale questione in modo unico e personalissimo, al tempo stesso uno schema orientativo e generalizzabile potrebbe prevedere diversi aspetti e passaggi comuni:
1. Trovare gli attrezzi giusti per affrontare la dose quotidiana di frustrazione, stress e delusione. Ad esempio, imparare a riconoscere le proprie emozioni che permettono l’accesso ai propri bisogni e la chiarezza sulle azioni utili per cercare di trasformare ‘le miserie in meraviglie’, l’insoddisfazione in appagamento.
2. Farsi carico delle proprie ansie e angosce e anche dei propri desideri e del valore che si vuole apportare alla propria vita. Ad esempio, cercare di capire i motivi delle nostre inquietudini per poterle modulare e sostenere e, contemporaneamente, impegnarsi a riempire il nostro tempo con attività che ci fanno entusiasmare. Sempre perché nella vita le miserie sono tante, ma le meraviglie sono infinite.
3. Avere progettualità in diversi ambiti della propria vita. Tanto per fare qualche esempio: lavorare, meglio se con entusiasmo e soddisfazione; creare e consolidare legami significativi (famiglia, lavoro, amici, ecc.); imparare nuove abilità (cucinare, lingua straniera, strumento, ecc.); curare la salute, in tutti i suoi aspetti; organizzare viaggi, piccoli o grandi che siano; cercare hobby vitalizzanti, ecc.
4. Sviluppare una comunicazione ‘intima’, con gli altri e con se stessi. Aprire il proprio cuore e la propria vulnerabilità, con fiducia e compassione, verso sé e verso gli altri. Sviluppare il coraggio di guardarsi dentro e ‘vedere’ quello che c’è, riconoscerlo e accettarlo, invece di lasciarlo agire di nascosto.
5. Ricordarsi che è importante ciò che ci accade, ma primariamente è importante cosa noi facciamo con ciò che ci accade. Anche una brutta malattia, un fallimento, un tradimento, una perdita, sono miserie che possiamo affrontare cercando le meraviglie, dovunque esse siano, in qualsiasi forma esse possano allietarci l’anima e farci ripartire, fino alla fine, dovunque essa sia collocata.

Amiche nemiche

Le emozioni dolorose ci segnalano i nostri bisogni insoddisfatti e ci spingono all’azione. Dovrebbero, idealmente. Realmente, purtroppo, non sempre è così. Troppo spesso va in un altro modo.
La paura ci tiene fermi al palo, preferiamo il noto stagnante all’ignoto spaventante.
La preoccupazione ci porta a rimuginare invece che ad agire.
La vergogna ci blocca rispetto all’esprimere parti vitali e desideranti di noi stessi, sarebbe un’onta insostenibile sentirsi giudicati per chi siamo e per cosa facciamo.
La tristezza ci porta ad allagarci delle nostre stesse lacrime, e non ci fa cercare il conforto utile e amorevole per superare il momento doloroso.
Il senso di colpa ci fa tentennare dal fare ciò che vorremmo fare; il timore è di far male ad altri, se dessimo seguito ai nostri desideri.
La nostra legittima rabbia si veste di paura di distruggere le nostre relazioni e di restare soli e finiamo per distruggere solo noi stessi tenendola tutta dentro.
L’invidia ci lascia nel rancore invece di farci accendere il motore per migliorare noi stessi.
Il rimorso è come uno sputo addosso e poi un altro e un altro ancora e dimentichiamo che probabilmente ciò che abbiamo fatto ci sembrava giusto allora.
Il rimpianto ci lascia a ruminare sul tempo passato e ci trattiene dal fare ciò che ora è per noi utile fare.
La nostalgia ci ancora con dolore al passato e ci impedisce di vivere con pienezza il presente.
Il dolore, purtroppo inevitabile di fronte a certe delusioni e perdite, se lo neghiamo, finisce per ingigantirsi e gonfiarsi di altri pensieri velenosi ed emozioni tossiche che potremmo, invece, assolutamente evitare.
Quando arrivano certi fatti spiacevoli, dobbiamo imparare a riconoscere i pensieri che ci facciamo sopra e accogliere le emozioni che emergono di conseguenza.
Quando succedono certi eventi, le emozioni che proviamo sono assolutamente naturali e sane e dobbiamo imparare a legittimarle ovvero a considerarle messaggeri importanti rispetto a ciò che ci sta accadendo e ai bisogni che abbiamo.
Se riconosciamo l’emozione e il bisogno, possiamo adottare l’azione più sana e utile per soddisfarlo e ristabilire un nostro equilibrio interno e con la realtà esterna.
Solo così possiamo iniziare veramente bene un nuovo anno… E ogni nuovo giorno del resto della nostra vita…

Lasciati contagiare

Da cosa vuoi farti contagiare in questo nuovo anno?

Lascia che la rabbia giusta contagi ogni tua azione per mettere limiti e confini e non farti invadere da chi ti vuole succhiare energie.

Lasciati contagiare dalla paura giusta che ti aiuti a schivare i pericoli e proteggerti da chi minaccia seriamente e veramente alla tua salute fisica ed emotiva.

Lasciati contagiare dalla tristezza utile a cercare il conforto nei momenti e nei luoghi giusti e soprattutto dalle persone giuste.

Lasciati contagiare dal senso di colpa che ti fa prendere la responsabilità di quello che devi fare e ti fa scaricare di compiti e doveri indebiti che non ti riguardano.

Lasciati contagiare dalla vergogna divertente che ti fa sentire ridicolo ma non per questo uno schifo senza valore.

Lasciati contagiare dalla gioia, perché certamente puoi trovare motivi per essere gioioso e anche senza motivi particolari, semplicemente perché hai diritto alla gioia.

Lasciati contagiare dai tuoi sogni, dalla tua fantasia che ti indicano la via…

Lasciati contagiare dalla bellezza nascosta (ma nemmeno troppo) di un quadro, di una canzone, di un libro, di un tramonto, di un’alba, di una giornata di pioggia o di sole…

Lasciati contagiare dal profumo del mare, della terra bagnata, dei camini accesi…

Lasciati contagiare dal tempo di cui puoi essere padrone, per riempirlo di cosa veramente è importante per te.

Lasciati contagiare dell’impegno concreto a fare ciò che devi fare per andare dove vuoi andare.

Lasciati contagiare dalla serenità perché tutto non è possibile, ma tu puoi sempre trovare strade per essere felice e appagato.

Lasciati contagiare dalla gratitudine perché ti permette di riconoscere il valore che appartiene alla tua vita.

Da cos’altro vuoi farti contagiare?

Lasciati contagiare…

Per iniziare l’anno

Per iniziare l’anno ovvero per iniziare ogni tua impresa nei diversi ambiti di vita che ti vedono protagonista, in cui devi assumerti la responsabilità di agire nella direzione delle cose per te importanti, anche se agire fosse aspettare o stare fermi, chiediti:
1. Cosa farei se non avessi paura?
2. Cosa devo fare nonostante io abbia paura?

Domande precise, essenziali, che ti richiedono di ascoltarti con attenzione in profondità, di esplorare al tuo interno cosa veramente è importante per te, quali sono i tuoi bisogni vitali e i tuoi desideri vitalizzanti.
Chiediti per riflettere il giusto e agire di conseguenza… E buon anno!!!

La pratica della gratitudine e…

La pratica della gratitudine è la contemplazione del valore che appartiene alla tua vita. Quanto pratichi? Quanto sei abituato a valorizzare la bellezza che è parte della tua vita? Quanto lo fai con regolarità?
Sì, anch’io ti sto per dire (e non è la prima volta): INIZIA A SCRIVERE UN DIARIO DELLA GRATITUDINE. Un diario della gratitudine contiene semplicemente (è semplice se lo fai) le tue annotazioni di ciò che di valore, bellezza, pienezza e nutrimento appartiene alla tua vita. Oggi. Ora. Ti basta scrivere SONO GRATO/GRATA PER… Imparando a guardare, riconoscere, apprezzare, nutrirti di ciò che è per te presente e disponibile…
Più lo fai, più ci trovi, più è disponibile per te la gioia e ogni altra emozione di appagamento e valore…
Il tuo diario della gratitudine lo puoi fare comunque come vuoi e quando vuoi e quanto vuoi… Il diario è semplicemente lo strumento attraverso cui tu esprimi la tua capacità di sentirti grato/grata…
Al tempo stesso, ti invito a notare un atteggiamento della tua mente e a prevenirlo per prevenire ansia e depressione. O, meglio, ad usarlo in modo giusto, utile per te.
Potresti, infatti, sempre guardare quel diario, pieno di bellezza e valore, e pensare a quello che non c’è e che vorresti ci fosse, prima o poi. Questo potrebbe attivarti per le tue ambizioni e i tuoi scopi, personali e professionali, relazionali e anche spirituali, ma potrebbe anche farti sentire sempre inadeguato, mai all’altezza, mai appagato, mai fermo a godere il ricco e pieno presente, ma sempre orientato a guardare il futuro incerto e il presente mancante di qualcosa.
Oppure, ahi te, potresti confrontare il presente con quello che c’era in passato e che ora non c’è più. Certo, se si tratta di persone perdute o di progetti andati storti, è giusto, sano e utile per te, che tu viva alcune emozioni dolorose: tristezza, dolore, rabbia, mancanza, solitudine, sconforto, scoraggiamento, ecc. Sono emozioni sane perché conseguenza di un senso di perdita e non realizzazione… Ciò che non è sano è fermarti a sguazzare nel brodo depressivo fatto di disperazione, senso di fallimento, autosvalutazione. Ogni sano processo di lutto ha il suo inizio e la sua fine…
Dunque, praticare la gratitudine significa riconoscere la pienezza di ciò che siamo e ciò che abbiamo, imparando anche ad accettare serenamente il vuoto: ciò che c’era e non c’è più, ciò che non c’è mai stato e forse mai ci sarà…

Pacchetto regalo

Sarà capitato anche a te di ricevere un regalo non proprio gradito. Per Natale, per il compleanno o in qualsiasi altra occasione. Chissà forse hai espresso chiaramente la tua sensazione di non gradimento oppure hai scelto di mascherarla e ci sei riuscito bene oppure ti si leggeva proprio in faccia che… A chi non è capitato?! Magari hai pensato subito a come riciclarlo, se e quando possibile.
Ecco: il 2020 è stato così. Un po’ per un tutti… per niente gradito!!! Certo poi per qualcuno è stato proprio fonte di grande dolore per la perdita di persone care, di grande paura per la minaccia alla salute e al lavoro, di grande rabbia e tristezza per le tante restrizioni e via così. Ed è anche certo che a qualcuno avrà regalato emozioni positive: la gioia per una nascita, per una promozione, per un amore, per un’amicizia ritrovata e per tante altre cose belle che pure questo 2020 avrà regalato.
Chiaro, quest’anno, per tanti versi, un anno speciale, ma certo è che ogni anno è un po’ così, ti presenta un pacchetto completo di gioie e frustrazioni, ricchezze e delusioni.
La vita è così.
Gli altri sono così.
Tu sei così. Un pacchetto completo di qualità e difetti, di limiti e risorse, di ricchezze e povertà.
Non so quanto sia facile accogliere questi regali. Non so quanto sia facile riciclare questi regali. Forse possiamo trovare una forma creativa di riciclaggio, di trasformazione, di evoluzione attraverso il dolore del vuoto e l’amore del pieno che ogni giorno ci regala, che ogni relazione ci propone, che noi stessi siamo. Riciclare ovvero agire per realizzare ciò che per noi è importante, sfidando i nostri limiti e cercando di modificare quanto della realtà frustrante e deludente riusciamo a trasformare.
Riciclare quando e come possibile o semplicemente imparare ad accettare anche ciò che non è proprio gradito. È andata così… Speriamo andrà meglio… Facciamo quello che dobbiamo per farlo andar meglio…

Oltre le colonne d’Ercole

Oggi un potente esercizio di esplorazione del mondo conosciuto e di quello sconosciuto… al servizio del cambiamento.
Ti invito a disegnare 5 colonne… Sai tipo Nomi, Cose, Città, Animali, Emozioni… Per iniziare a riempirle…

Prima colonna. Cosa VA BENE nella mia vita e perché…
Seconda. Cosa VA MALE nella mia vita e perché…
Terza. Cosa FACCIO per determinare le cose che vanno bene e quelle che vanno male e perché…
Quarta. Cosa DOVREI FARE per aumentare le cose buone e ridurre le esperienze negative e perché…
Quinta. Cosa succede quando DECIDO DI FARE quello che devo fare ed inizio ad agire e perché…

Potresti usare le 5 colonne anche separando gli ambiti. Ad esempio, cosa va bene e cosa male al lavoro, nella coppia, coi figli, coi genitori, con gli amici, nella gestione del tempo, con le finanze, con la salute, ecc..

Scrivere queste colonne, più e più volte (più ci metti e più ci trovi), è un primo fondamentale passo per comprendere meglio la propria SITUAZIONE ATTUALE, in parte soddisfacente e in parte frustrante, per riconoscere le RISORSE e le ABILITÀ che abbiamo e gli ERRORI che solitamente facciamo. Per attivare POTENZIALITÀ che aspettano solo di esprimersi e per capire meglio perché spesso siamo preda di ABITUDINI NOCIVE e abbiamo paura di lasciare il noto per l’ignoto.
Compreso tutto ciò, stai GIÀ CAMBIANDO verso un maggiore benessere fondato su cosa veramente vuoi ed è importante per te…