#iorestoacasa… A mescolare le carte

Dopo la settimana scorsa in cui ti ho suggerito un gioco “del silenzio e della gratitudine”, oggi ti propongo un’idea per giocare a carte.
Restando a casa…. Disegna le tue carte!!!
In base all’età dei partecipanti, un adulto condurrà il gioco agevolando il percorso.
Ciascun partecipante, in modo anonimo, disegna, scrive, realizza alcune carte. Su fogli, cartoncino o altro…Puoi disegnare, come anche farti aiutare da altro materiale per realizzare le tue carte.

Ecco le carte da realizzare:
1. Le mie emozioni: la mia paura, la mia tristezza, la mia rabbia, la mia gioia o altro
2. I miei bisogni immediati, ciò che vorrei ora
3. I miei desideri a medio e lungo termine, ciò che vorrei che si realizzasse quando sarà passato questo periodo straordinario e difficile
4. Le mie risorse, le cose che mi aiutano
5. Le mie azioni, cosa potrei fare e cosa farò
6. Le mie frasi belle e positive, quelle che esprimono la mia fiducia, la mia speranza, le cose buone che appartengono alla mia vita.

Ogni carta deve avere qualcosa di disegnato e qualcosa di scritto. Spazio alla fantasia, alla creatività, al “non giudizio”: ogni carta sarà semplicemente fantastica, certamente meravigliosa. Ad esempio, e sono solo alcune tra infinite possibilità: un arcobaleno o un vulcano o un cielo chiaroscuro sulla carta delle emozioni. Un abbraccio sulla carta dei bisogni. Un sole splendente coi desideri. Una cassetta degli attrezzi o semplicemente le persone che ci vogliono bene ad esprimere le risorse. Mani, piedi, testa e cuore per compiere azioni. Ogni altra immagine positiva ad accompagnare le frasi belle.

Si creano 6 mazzetti di carte (emozioni, bisogni, desideri, risorse, azioni, positività), ognuno mette la sua carta nell’apposito mazzetto. Ad esempio, se giocano 4 persone ogni mazzetto avrà quattro carte. Si mescolano i vari mazzi lasciandoli distinti per tipi e ciascuno pescherà da ogni mazzo (potrebbe capitare anche una propria carta). Di fronte alla carta appena pescata la persona condivide con gli altri cosa le viene in mente, quali pensieri e quali emozioni, magari inventa una piccola storiella a partire da quella carta e via così. Una volta usata, quella carta viene messa di nuovo nel suo mazzetto.
A giro (anche più giri ovviamente), tutti avranno la possibilità di esprimersi, di ascoltare gli altri, di scambiare impressioni e sensazioni, anche di confrontarsi sui diversi modi di percepire la stessa carta.
Ciascuno la possibilità … Di passare un po’ di tempo in modo nutriente e vitale…

Strategie psicologiche di sopravvivenza alla paura e all’emergenza

Rispetto a ciò che sta succedendo è facile provare le EMOZIONI più DISPARATE. Le emozioni sono informazioni che ci segnalano cosa sta avvenendo nel nostro rapporto con noi stessi e col mondo.
Emozioni numerose e diversificate, a cominciare da PAURA (legata ad un senso di pericolo e minaccia), ANSIA (legata all’imprevedibilità e all’incertezza della situazione), ANGOSCIA (legata ai contorni sfumati e nebulosi dell’indefinita evoluzione della situazione).

Per affrontare questa situazione e queste emozioni sono fondamentali quindi alcune STRATEGIE CONSAPEVOLI e RESPONSABILI:

Raccogli, da fonti autorevoli e competenti, le GIUSTE e REALISTICHE INFORMAZIONI per definire al meglio possibile i contorni della minaccia e del pericolo, in modo da riuscire a cercare le opportune ed efficaci strategie per proteggerti e rassicurarti.

RICONOSCI la tua VULNERABILITÀ e ACCOGLI le tue EMOZIONI che l’accompagnano: ansia, paura, angoscia, frustrazione, rabbia, tristezza, delusione, sentimenti di solitudine, altre ancora. A parte la paura, l’ansia e l’angoscia, già menzionate, è facile, ad esempio, in questo momento, sentirsi STRESSATI e FRUSTRATI per le costrizioni necessarie e per la prolungata convivenza imposta che non sempre riusciamo a tollerare e gestire al meglio; è facile sentirsi DELUSI e ARRABBIATI con qualcuno o qualcosa, non sempre ben definiti, perché le cose avrebbero dovuto e dovrebbero andare diversamente o perché la situazione è sfuggita di mano o è stata mal gestita o perché, semplicemente, non è corrispondente ai nostri desideri … È probabile che arrivi a trovarci anche la TRISTEZZA nel sentire la SOLITUDINE che stiamo vivendo, soprattutto se viviamo soli e non possiamo raggiungere o essere raggiunti dai nostri cari. Le emozioni vanno riconosciute, accolte e va dato loro un senso e un significato che ci aiuti ad attraversarle e superarle in modo utile e positivo.
Di emozioni non si muore. Anzi di emozioni si vive. Impariamo ad essere grati, quindi, alle emozioni che ci aiutano a comprendere ed affrontare le situazioni.

DISTINGUI le EMOZIONI dai PENSIERI CATASTROFICI che le generano e le alimentano. Puoi farti aiutare da carta e penna, facendo un disegno o uno schema a tuo piacere delle distinzioni che ti sto proponendo. Distingui ciò che è una minaccia, più o meno probabile, da ciò che è un pericolo certo. E ciò che potrebbe accadere di spiacevole e doloroso da ciò che temi e prevedi che sarà certamente terribile e catastrofico. Distingui, quindi, ciò che è solo ipotetico da ciò che è incombente, ciò che è lontano da ciò che è imminente. Ciò che è irreparabile da ciò che è rimediabile. Ciò che sarà certamente distruttivo da ciò che potrai, invece, sopportare.

STOP, dunque, ai PENSIERI RIPETITIVI di rimuginio sul futuro e ruminazione sul passato che alimentano l’ansia, l’angoscia e la depressione, senza offrirci veramente soluzioni efficaci per superarle.
E STOP ai PENSIERI “TUTTO o NULLA”: tutto è sbagliato, niente sarà più sereno, ciò che non è buono e perfetto è certamente e assolutamente negativo e catastrofico.

In modo più utile e produttivo, che sprofondare nel lamento vittimistico e nel mulinello dei pensieri disfunzionali, INDIVIDUA i BISOGNI che nascono da queste emozioni e FAI IL POSSIBILE per soddisfarli. Ad esempio, cosa puoi fare attualmente e in modo concreto per rassicurarti e proteggerti (bisogno)? Cosa può servire a consolarti e confortarti (bisogno)? Cosa può essere utile per impiegare il tempo che sei costretto a passare in casa (bisogno)? Come e quanto ti stai impegnando concretamente per affrontare la noia (emozione eventuale) e la costrizione (bisogno)?

Impara a RICONOSCERE e ad avere FIDUCIA nelle tue RISORSE, personali e interpersonali, anche collettive. Cercale, scovale, usale, condividile. È RISORSA tutto ciò che ti può essere UTILE e aiutare a soddisfare i tuoi bisogni, modulare le tue emozioni, affrontare i tuoi problemi, a realizzare ciò che ti piace.

ACCETTA LA REALTÀ per quella che è e smetti di confrontarla, in modo di fatto sterile e improduttivo, con ciò che dovrebbe essere per realizzare appieno i tuoi desideri. Adesso è così!!!

PRENDI il BUONO allora. Sei costretto a casa, ti senti ridimensionato nella tua libertà e nei tuoi progetti, sei preoccupato per il lavoro… Allora dedicati con IMPEGNO a CURARE ciò che solitamente trascuri. Questo è quello che puoi fare ora. Questo è quello che devi fare per tutelare il tuo benessere e quello di chi ami.

Semplicemente, infine e importantissimo, SII “COMPASSIONEVOLE”. Compi, “semplicemente” e “il più possibile che ti è possibile”, atti di gentilezza, bontà, amorevole cura, disponibilità, generosità, calore, presenza, ascolto…

In attesa di trovare il vaccino per il coronavirus, che tu sia favorevole o meno ai vaccini, credo che tu sarai certamente favorevole alla fantasia come vaccino alla noia, alla creatività come antidoto all’abitudine stantia, alla condivisione amorevole ed empatica come fonte di rassicurazione e gioia.

#iorestoacasa… A giocare

Oggi ti propongo un’attività, un passatempo giocoso. Seriamente giocoso.
Quanti siete a casa? Facciamo quattro, magari due adulti e due bambini.
Due note preliminari.
C’è bisogno di qualcuno che guidi il percorso, anche tenendo conto dell’età dei presenti e dei necessari aggiustamenti per rendere fruibile l’attività a tutti…
Questo gioco potrebbe suscitare le reazioni emotive più disparate (risate giocose, ma anche pianti…). È dunque importante farlo con persone tra cui c’è una buona relazione di fiducia…

Mettetevi seduti a tavola come per iniziare a mangiare. Con una variante. Sedetevi di spalle. Ciascuno dia le spalle al tavolo. Ovviamente zero dispositivi: né TV, né radio, né smartphone, ecc. Ecc. Solo il contatto tra persone. Parlo di contatto emotivo…

Prendetevi tre minuti di silenzio per entrare in contatto con voi stessi come solitamente non vi permettete… Sappiamo che questo è il periodo in cui ci viene richiesta una potente sfida alla nostre abitudini, dentro e fuori dalla zona di comfort… Ascoltate il vostro respiro, notate i movimenti del torace e dell’addome che si gonfiano e si sgonfiano, percepite le vostre sensazioni corporee, facendo la scansione del vostro corpo, dalla testa ai piedi, dalle dita di ogni piede alla punta dei capelli…

Prendetevi altri tre minutini di silenzio per connettervi con l’altro, per connettervi col cuore ovviamente, ognuno ha il suo WiFi… Pensate … Sentite… Dal cuore… Dal profondo del vostro cuore… Sentite la vostra connessione d’amore con ciascuna delle altre persone…
Quindi, quando siete pronti, quando ciascuno è pronto, ciascuno a suo tempo e a suo modo… Ognuno si gira verso l’interno del tavolo (girando la sedia) e, chiamando gentilmente l’altro, occhi negli occhi, gli dice: “grazie di far parte della mia vita… Grazie per quello che mi dai… Grazie per… nominando aspetti specifici, anche molto concreti, per cui è grato, ad esempio: grazie per la tua disponibilità, grazie quando mi aiuti a fare i compiti, grazie per il caffè che mi porti la mattina, grazie per tutte le volte che mi fai ridere, grazie per le lenticchie che hai preparato ieri sera, grazie per la tua presenza, ecc… Grazie per il dono che sei…” (E qualunque altra forma di ringraziamento profondo, autenticamente sentito, qui e ora…).
Così, prima o poi, tutti si ritroveranno chiamati e tutti potranno esprimere il proprio sentimento di gratitudine…

Finito il giro… Si va a chiudere questo “contatto pieno”…
Per terminare, di nuovo qualche minuto di silenzio, intorno al tavolo uno di fronte all’altro o dove vi trovate a questo punto…
Silenzio di gratitudine… Ringraziate voi stessi… Ringraziate gli altri… Ringraziate Dio, l’Universo infinito, la Vita o la Fonte creativa che più preferite… Nel silenzio e nel contatto consapevole col vostro respiro… “Grazie per tutto questo… Per tutto ciò che appartiene alla mia vita…”
Ciascuno restando nel silenzio fin quando sente che è buono per sé…
Seguirà, a piacimento, una condivisione dell’esperienza…
Grazie…

A casa puoi essere padrone

La minaccia è presente. Abbiamo paura di qualcosa che sembra più grande di noi, più potente di noi e che peraltro ancora non conosciamo bene.
La frustrazione è presente. Le cose non vanno come vorremmo o come dovrebbero andare e le nostre reazioni emotive oscillano soprattutto tra paura e rabbia.
La capacità di affrontare minaccia e frustrazione dobbiamo crearla, quotidianamente. Seguendo, tutti, alcune prescrizioni comuni e inventando, ciascuno di noi, qualcosa di specifico e adatto a sé.
Ecco alcune ispirazioni e indicazioni concrete:
1. Accogli le tue emozioni e prenditene cura. È comprensibile che tu sia spaventato, preoccupato, arrabbiato, confuso, ecc. È normale che tu riconosca queste emozioni come sane, comprensibili e legittime reazioni psicologiche a ciò che sta accadendo. Cogli il bisogno (rassicurazione, sfogo, condivisione, ecc.) e trova una risposta utile e percorribile al momento. Rassicurarsi non significa prevedere tutto, controllare ogni cosa, eliminare ogni rischio. Rassicurarsi vuol dire cercare il “massimo di protezione realisticamente ottenibile“. Ma quali sono i contorni di ciò che può rassicurarti? Sono sfumati? Difficili da individuare? Allora, ad esempio, “senza ulteriori pensieri”, sapendo che è “solo temporaneamente”, sostituisci baci e abbracci con bevande calde e risate a crepapelle. Sperando che sia solo temporaneamente!
2. Cerca distrazioni. Solo due momenti quotidiani per aggiornarti. E regolare il tuo comportamento… Altrimenti metti il lievito alla farina…
3. Distogli la tua attenzione dai tuoi pensieri negativi ripetitivi. Sono vento sul fuoco… Usa il tempo per occuparti di ciò che per te è importante invece che preoccuparti rispetto a ciò che non puoi prevedere…
4. Porta la tua attenzione altrove. Anticipa la privavera che sta arrivando, cerca luci, profumi e colori, fatti ispirare dalla tua parte “sanamente folle”, creativa, intuitiva, saggia, intelligente, capace di ogni tipo di adattamento.
5. Ringrazia il momento eccezionale. Quello che sta succedendo ti permette di ripassare una grande lezione: cosa puoi controllare e cosa è fuori dal tuo controllo. Cosa, soprattutto, è parte fondamentale del tuo agire concreto per controllare ciò che può proteggerti.
Molta parte della nostra sofferenza non è tanto dovuta a frustrazione, delusione, pensieri negativi ed emozioni dolorose… Fanno parte della vita… Quanto al modo in cui alimentiamo tutto ciò attraverso il tentativo fallimentare di controllare l’incontrollabile. Tentativi non solo inefficaci, ma anche controproducenti, in quanto contribuiscono a “fissare la sofferenza“, ad aumentare l’intensità delle emozioni negative, la loro comparsa continua, la loro permanenza.
Da ultimo, di certo non per importanza: porta la tua attenzione sull’idea (e la conseguente azione) che ciascuno di noi può sempre impegnarsi per i propri valori. Anche se a volte dobbiamo aggiornare gli scopi, accettando un ridimensionamento dei nostri desideri e delle nostre aspettative, possiamo sempre fare qualcosa, aggiustando la rotta, ma mantenendo la direzione…
“Andrà tutto bene”… “Restiamo a casa” e quando ne saremo fuori… Sarà il momento di iniziare veramente a fare qualcosa di diverso da quello che ci ha portati fin qui…

Diario del benessere per giorni difficili

In giorni difficili, pieni di incertezza, paura e restrizioni alla libertà, diventa fondamentale, più che in altri momenti, accedere a tutto il nostro potere di valorizzare le risorse di cui possiamo disporre. Risorse materiali e psicologiche, personali e interpersonali, affettive e spirituali. Seguendo un pensiero molto pragmatico, TRADUCIAMO in AZIONI CONCRETE il NOSTRO BISOGNO e DESIDERIO di BENESSERE .
Ti fornisco alcuni spunti che ti invito ad ampliare ed arricchire con tutta la tua creatività, guidato dalla “tua” idea di benessere che ti invito a condividere il più possibile.
È un esercizio molto potente, se lo fai…
Se lo fai, ti garantisce risultati certi, in termini di benessere, consapevolezza e crescita personale.
Impegnativo certo, come tutte le cose che ti danno VALORE …

Prendi un quaderno o diario, carta e penna o anche elettronico, e TRASCRIVI (ti è utile ora e ti sarà utile rileggerlo, per rifletterci e condividerlo in altri momenti) CIÒ CHE HAI FATTO CONCRETAMENTE OGGI (ed ogni giorno a venire) per:

Dare e ricevere amore e cura
Giocare e ridere
Creare e produrre
Proteggerti e rassicurarti
Volerti bene e rilassarti
Trovare tempo per un energico movimento e tempo per un silenzio ristoratore
Mantenere la rotta sui tuoi valori e scopi di vita
Aiutare e fare la differenza per gli altri
Concederti piccoli, grandi, importanti piaceri
Esprimere gratitudine e apprezzamento, verso gli altri, verso te stesso verso chiunque tu voglia ringraziare (Dio, l’Universo, la Vita).

È un invito a fare ciò che ti fa stare bene, a riempire la tua giornata prima che il tuo diario… A rendere il tuo tempo pieno di valore… A prenderti cura di te e degli altri…

TRASCRIVI SOLO CIÒ CHE HAI EFFETTIVAMENTE FATTO PER POTENZIARE IL TUO BENESSERE e non ciò che hai solamente desiderato o pensato di fare…

Ti viene in mente altro per POTENZIARE il tuo BENESSERE? Fallo e condividilo, aiutando anche gli altri a trovare il loro modo per coltivare il personale benessere.
Grazie per il tuo contributo…

Il pensiero utile

A volte, può essere utile pensare positivo ovvero percepire il bicchiere mezzo pieno e soprattutto berlo. Altre volte, pensare positivo rischia di incrementare ulteriormente la frustrazione, la delusione, la minaccia, illudendoci che siamo rimasti impantanati nella cioccolata o ancora peggio che ciò che puzza ci deve sembrare un dolce profumo. Il rischio è di restare incastrati nella trappola del pensiero positivo.
Pensare positivo non significa, dunque, scambiare la realtà con il desiderio né confondere ciò che è andato male con qualcosa di diverso. Né sottovalutare minacce e pericoli oggettivi.
Per ridurre la sofferenza, affrontare ciò che ci spaventa, confrontarci con ciò che ci addolora e contrastare lo stress, è utile invece “pensare realisticamente”. Cioè pensare a ciò che è andato storto, e continua ad essere lontano da ciò che vorremmo, come qualcosa di raddrizzabile, come qualcosa di doloroso, ma affrontabile.
Il vero pensiero positivo è quello utile a farci andare avanti… Nonostante ciò che esiste di negativo nella realtà.
Il pensiero utile è quello che prevede “un dopo possibile”… Nonostante ciò che è accaduto.
Un dopo possibile è lo spazio della resilienza ovvero della capacità di resistere a condizioni avverse senza perdere fiducia, speranza e capacità concreta di farcela.
Un dopo possibile è il tempo della creatività per costruire comunque una propria qualità di vita. Un dopo possibile è semplicemente credere nella possibilità di andare avanti e praticare concretamente “ora” questo credo, anche quando la vita ci ha riservato paure e imprevedibilità, frustrazioni e fallimenti, ingiustizie e angosce, perdite e dolori.
Il pensiero veramente positivo e utile è qualcosa potenzialmente a disposizione di tutti, ma che non sempre riusciamo a rendere realtà effettiva e azione concreta. Resta comunque e sempre la speranza e la possibilità di trovare un proprio modo…

Prendersi cura della propria paura

Il coronavirus ci minaccia.
In questo momento di così ampia diffusione di un senso di minaccia imprevedibile e di impotenza, diventa più importante che mai imparare a capire cosa è in nostro potere fare per ridurre il rischio e il pericolo.
Di fronte alla paura dobbiamo saperci proteggere e rassicurare. E questo richiede prima di tutto di definire e conoscere, al meglio possibile, i contorni del pericolo temuto. Richiede, dunque, di affidarci a persone competenti che sappiano fornirci informazioni certe e motivate. Prima ancora che possibilità, indicazioni e strumenti di prevenzione e di riparazione del danno eventuale (contagio e malattia).

https://www.psy.it/vademecum-psicologico-coronavirus-per-i-cittadini-perche-le-paure-possono-diventare-panico-e-come-proteggersi-con-comportamenti-adeguati-con-pensieri-corretti-e-emozioni-fondate

https://emdr.it/index.php/coronavirus-cosa-sta-succedendo/

Cosa può succedere concretamente? Quali rischi corro effettivamente? Quanto è grave e imminente ciò che potrebbe succedere? Cosa sarebbe effettivamente catastrofico e cosa certamente doloroso e spiacevole, ma affrontabile e tollerabile? Quali misure devo adottare preventivamente per ridurre la probabilità che la minaccia diventi danno reale? Quali misure devo adottare eventualmente per rimediare al danno avvenuto? Queste domande, in questo momento, sono quasi più importanti delle risposte, se ci permettono di ragionare con sufficiente lucidità per arrivare a strategie di rassicurazione e protezione realistiche ed efficaci senza abbandonarci all’allarmismo panicante.

Ciascuno noi nella vita cerca di raggiungere gli obiettivi che gli permettono di vivere una vita “piena” ovvero una vita orientata dai valori personali consapevoli, tra cui, in primis, l’amore per sé e per gli altri. Questo, quindi, un ultimo, ma non meno importante, spunto di riflessione e azione. In questo momento di paura, perdita di controllo e anche di riduzione di libertà per le limitazioni di movimento a cui siamo, giustamente, costretti, cerchiamo di mantenere il faro acceso sul nostro impegno concreto a fare ciò che rende la nostra vita una vita di qualità. Molto può toglierci la paura. Non facciamoci togliere l’amore, la cura di sé, la cura degli altri, la comprensione dell’altro e la compassione… che tanto ci confortano nei momenti difficili e tanto carburante ci forniscono per realizzare la vita che vogliamo.