Il problema e il problema

Un problema molto diffuso è l’incapacità di risolvere veramente i problemi. Mi riferisco, in particolare, a qualcosa che certamente sarà capitato anche a te: la soluzione che individui per il problema finisce per diventare un tentativo fallimentare che alimenta il problema, non lo risolve, lo mantiene o addirittura lo peggiora.
Succede con le EMOZIONI dolorose quando il tentativo di sopprimerle per non sentirle finisce per renderle ancora più potenti, dolorose, pronte a trasformarsi in sintomi fisici e psicologici o in difficoltà nelle relazioni. Ad esempio, attacchi di panico, esplosioni di rabbia, abuso di sostanze. Oppure quando tentiamo di reprimerle, le sentiamo, ma cerchiamo di tenerle a bada, ma prima o dopo ci scoppiano dentro o fuori in comportamenti inappropriati alla situazione.
Succede con i PENSIERI quando ci ingaggiamo in processi rimuginativi in cui crediamo di riflettere per comprendere il problema, ma finiamo solo per restare impantanati in ripetizioni sterili degli stessi ragionamenti fini a se stessi e che non ci portano mai a decisioni e scelte utili.
Succede con le PERSONE quando nel tentativo di comprendere gli altri finiamo per non ascoltarli veramente, siamo fissati sui nostri pregiudizi verso gli altri piuttosto che essere veramente aperti e disponibili ad ascoltare ciò che vogliono dirci, osservare ciò che fanno e comprendere il senso dei loro discorsi e delle loro azioni.
Succede in DIVERSI AMBITI della nostra vita quando crediamo che la soluzione sia il cambiamento degli altri e ciò alimenta la frustrazione di ognuno e la delusione reciproca.
Ti invito allora ad osservare come funziona per te in aree specifiche della tua vita, a casa e al lavoro, con gli amici o in momenti di attività in solitaria, nei momenti di svago e in ogni altra situazione in cui PARTI CON UN PROBLEMA E TE LO RITROVI MOLTIPLICATO O GONFIATO.
Ti invito a notare come funzioni tu e quali sono gli esiti quando affronti i problemi che ti trovi di fronte… Cosa finisci per fare, sentire e pensare…
Ti invito anche a capire come fa a risolvere i suoi problemi la protagonista di ‘Alice nel paese delle miserie’, nel mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.
La domanda guida per queste osservazioni è: COSA FACCIO (E COSA NON FACCIO) PER RITROVARMI ANCORA PIÙ IMPANTANATO NEL PROBLEMA?
Spesso le varie risposte a questa domanda sono accomunate da una strategia di EVITAMENTO DELLE ESPERIENZE: guidati dalla paura, evitiamo situazioni e persone, evitiamo il contatto con il nostro mondo interiore ed evitiamo di affrontare i problemi.
Una strategia più utile, alla consapevolezza, alla padronanza della nostra esperienza e ad un modo più efficace di affrontare i problemi, è fondata sulla nostra DISPONIBILITÀ INTERIORE AD AVVICINARCI ALL’ESPERIENZA invece che evitarla. Una strategia di apertura, curiosità, sensibilità a ciò che accade fuori e dentro di noi. Una strategia fondata sull’accettazione dell’esperienza, anche quando è dolorosa. Un’accettazione quindi compassionevole verso noi stessi, verso gli altri e verso il mondo. Tutto è ciò che è. Lo accogliamo e proseguiamo sulla nostra strada…

In un mondo che… Cosa devi fare tu…

In un mondo che è sempre più oscuro, fonte di confusione e pieno di incertezze, poche sono le certezze, chiare ed evidenti:
1. Se vuoi migliorare il tuo benessere, oltre che ridurre la tua sofferenza, devi agire su te stesso, impegnarti in prima persona per attivare cambiamenti.
2. Dai tuoi cambiamenti si attiveranno conseguenze ed influenze verso l’esterno, verso gli altri e l’ambiente.
3. Le vie del cambiamento sono infinite.
Ovvero:
A. Smetti di inseguire la missione impossibile di cambiare gli altri o aspettare che cambino. Il cambiamento esterno puoi desiderarlo, devi chiedere e agire per attivarlo, puoi sperare di ottenere ciò che chiedi, devi saper accettare anche i rifiuti, le frustrazioni e le delusioni.
B. Quando cambi tu, certamente gli altri avranno a che fare con una persona diversa e ciò potrà avere un’influenza più o meno grande sul loro comportamento, a volte positiva per te, a volte meno desiderabile. Questo è…
C. Puoi cambiare i tuoi comportamenti e le tue abitudini, puoi cambiare i tuoi pensieri e il tuo modo di pensare, puoi cambiare le tue emozioni e il tuo modo di esprimerle e governarle, puoi agire sulle tue sensazioni somatiche per attivare stati di benessere, puoi imparare a comunicare in modo più efficace con gli altri, puoi imparare a governare i conflitti interpersonali, puoi governare il tuo tempo in modo più consapevole e in linea coi tuoi bisogni e desideri. Puoi coltivare la tua spiritualità al servizio della tua evoluzione personale e chissà quanti altri cambiamenti puoi fare, in ogni ambito, ruolo e relazione della tua vita. La tua fantasia e creatività non hanno limiti…
E puoi anche leggere e trarre ispirazione per i tuoi cambiamenti da ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Tre strategie per l’efficacia personale

Spesso in terapia le persone si bloccano all’inizio del percorso perché hanno difficoltà nel fare chiarezza sui propri obiettivi terapeutici. Vogliono un generico stare meglio o un’impossibile totale libertà da ansie ed emozioni dolorose oppure vogliono raggiungere obiettivi senza aver fatto i conti con gli obiettivi degli altri (spesso in contraddizione coi propri).
Tre strategie sono fondamentali per definire i tuoi obiettivi in modo da rendere più probabile la loro realizzazione. E questo anche se non fai terapia…
1. Definisci obiettivi realistici ovvero possibili da raggiungere. “Vorrei non morire fisicamente” allo stato attuale delle conoscenze scientifiche e tecnologiche risulta una missione impossibile. “Vorrei non provare più ansia” anche è impossibile. “Vorrei ridurre la mia ansia” come “Vorrei imparare a governare la mia ansia” sono invece obiettivi possibili da raggiungere.
2. Definisci obiettivi su cui hai il controllo. “Vorrei che il mio capo fosse più gentile” è un tuo desiderio, ma non può essere un tuo obiettivo su cui puoi intervenire direttamente, almeno non con un grande controllo. Potresti chiedergli di essere più gentile, ma il tuo potere si fermerebbe qui. “Vorrei che i miei figli mi ascoltassero di più” anche è un tuo desiderio, certamente legittimo, ma su cui hai poco o nessun controllo. Puoi però impegnarti a comunicare in modo efficace e autentico in modo da aumentare la probabilità di essere ascoltato. “Vorrei imparare ad esprimere e soddisfare i miei bisogni in modo sano ed efficace” è un obiettivo su cui hai controllo e che può diventare un’abilità da apprendere. Sempre senza aspirare alla perfezione.
3. Trasforma gli obiettivi generici in obiettivi specifici. Ad esempio, “voglio essere felice, sereno, ricco” sono certamente obiettivi legittimi, buoni e sani, ma molto molto molto generici. Che vuol dire per te concretamente essere felice? Cosa ti renderebbe ricco? Quali esperienze vorresti vivere per sentirti sereno? L’idea è di trovare esperienze concrete che possono essere cercate e costruite e comportamenti specifici che possono essere appresi e adottati in modo da sentire realizzati quegli obiettivi iniziali. Ad esempio, per sentirmi felice ho bisogno di passare tempo in famiglia, avere buoni amici e frequentarli con regolarità, avere un lavoro appagante e buona salute. Ma anche qui le specificazioni possono (anzi devono) essere ulteriori. Passare tempo in famiglia, come? Con chi? Quando? Quanto? Dove? In quali attività ed esperienze? Cosa rende un lavoro appagante per te? E buona salute in quali comportamenti si evidenzia?
Come vedi, il lavoro sugli obiettivi è importante, articolato e già di suo fonte di enorme consapevolezza, per comprendere bene cosa vuoi e cosa devi fare per ottenerlo. Infatti, definiti e chiariti obiettivi possibili, sotto il proprio controllo e specifici, non resta che passare all’azione concreta, utile ed efficace.
Ora, un’azione certamente utile per il tuo benessere è cominciare a leggere ed applicare ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Dieci minuti… Fallo… E lascia andare…

Oggi ti presento un esercizio veramente potente, se lo fai… Puoi farlo tutto insieme o in momenti differenti… Scegli come meglio credi… E senti…
Prenditi 10 minuti… da solo… non disturbabile… pensa a tutte le cose che TI FANNO ARRABBIARE, ora nella tua vita, pensando anche ad eventi del passato che magari hanno un’influenza ancora oggi per te… Scrivi di getto … Tutte tutte… Poi individua quelle che ancora oggi veramente ti suscitano rabbia, veramente, e quanta e cosa puoi effettivamente fare di utile… Con utile intendo anche buono e sano… E fallo… Il resto puoi lasciarlo andare…
Prenditi 10 minuti… da solo… non disturbabile… pensa a tutte le cose che TI RENDONO TRISTE, ora nella tua vita, pensando anche ad eventi del passato che magari hanno un’influenza ancora oggi per te… Scrivi di getto … Tutte tutte… Poi individua quelle che ancora oggi veramente ti suscitano tristezza e quanta e cosa puoi effettivamente fare di utile… Con utile intendo anche buono e sano… E fallo… Il resto puoi lasciarlo andare…
Prenditi 10 minuti… da solo… non disturbabile… pensa a tutte le cose che TI SPAVENTANO, ora nella tua vita, magari pensando ad eventi che immagini nel futuro e che hanno ora un’influenza su di te… Scrivi di getto … Tutte tutte… Poi individua quelle che proprio oggi veramente ti suscitano paura, ansia e preoccupazione e quanto e cosa puoi effettivamente fare di utile… Di utile ripeto… Con utile intendo anche buono e sano… E fallo… Il resto puoi lasciarlo andare dalla tua mente…
Prenditi 10 minuti… da solo… non disturbabile… pensa a tutte le cose che TI FANNO SENTIRE IN COLPA ora nella tua vita, pensando anche ad eventi del passato che magari hanno un’influenza ancora oggi per te… Scrivi di getto … Tutte tutte… Poi individua quelle che ancora oggi veramente ti suscitano senso di colpa e quanto e cosa puoi effettivamente fare di utile… Con utile intendo anche buono e sano… E fallo… Il resto puoi lasciarlo andare…
Prenditi 10 minuti… da solo… non disturbabile… pensa a tutte le cose PER CUI TI VERGOGNI O TI SENTI SBAGLIATO, ora nella tua vita, pensando anche ad eventi del passato che magari hanno un’influenza ancora oggi per te… Scrivi di getto … Tutte tutte… Poi individua quelle che ancora oggi veramente ti suscitano vergogna e senso di inadeguatezza o paura di fare una figuraccia e quanta e cosa puoi effettivamente fare di utile… Con utile intendo anche buono e sano… E fallo… Il resto puoi lasciarlo andare…
Prenditi 10 minuti… da solo… non disturbabile… pensa a tutte le cose CHE TI PROCURANO GIOIA  ora nella tua vita, pensando anche ad eventi del passato che magari hanno un’influenza ancora oggi per te… Scrivi di getto … Tutte tutte… Poi individua quelle che ancora oggi veramente ti suscitano gioia e quanta e cosa puoi effettivamente fare di utile e sano per goderne e condividere… E fallo… Godi e condividi…
Prenditi 10 minuti… da solo… non disturbabile… pensa a tutte le cose PER CUI SEI GRATO, ora nella tua vita, pensando anche ad eventi del passato che magari hanno un’influenza ancora oggi per te… Scrivi di getto … Tutte tutte… Poi individua quelle che ancora oggi veramente ti suscitano gratitudine e quanta e cosa puoi effettivamente fare di utile con questo sentimento di pienezza… E fallo… Apprezza ed espandi anche agli altri…
Prenditi 10 minuti… da solo… non disturbabile… pensa a tutte le cose che TI SUSCITANO UNA QUALCHE ALTRA EMOZIONE DIVERSA DALLE PRECEDENTI (angoscia, dolore, gelosia, invidia, disgusto, compassione, entusiasmo, gentilezza, ecc.), ora nella tua vita, pensando anche ad eventi del passato che magari hanno un’influenza ancora oggi per te… Scrivi di getto … Tutte tutte… Poi individua quelle che ancora oggi veramente ti suscitano questa emozione e quanta e cosa puoi effettivamente fare di utile… E fallo… Il resto puoi lasciarlo andare…
La traccia è ripetitiva…
Il movimento che può creare ti sbalordirà e ti farà crescere…

Il pacco da Emozion

Le emozioni spiacevoli sono pacchi che ci vengono recapitati dalla vita anche se non li abbiamo ordinati. Sono messaggeri che ci portano notizie su qualcosa che ci è successo. Paura per un pericolo, ansia per qualcosa di importante che sta per avvenire, tristezza per qualcosa di doloroso già verificatosi, rabbia per un torto subito, senso di colpa se sentiamo di esserci comportati male, vergogna se crediamo di aver sbagliato. Sono solo alcuni esempi a cui tu potrai aggiungerne altri che ti riguardano nei tuoi ambiti di vita, nei tuoi ruoli e nelle tue relazioni.
Le informazioni emotive che ci arrivano ‘da Emozion’ dovrebbero aiutarci a comprendere la situazione ed agire al meglio per cercare di risolvere il problema. A volte siamo capaci di usare il pacco emotivo al meglio e ciò ci permette di soddisfare i nostri bisogni e ritrovare un nostro equilibrio. Ma purtroppo molto spesso rifiutiamo il pacco con tutte le informazioni che contiene perché crediamo contenga sostanze nocive o semplicemente perché non lo abbiamo ordinato e non ce lo aspettavamo.
Fuor di metafora, troppo spesso siamo propensi a rifiutare di accogliere le nostre emozioni e di farne buon uso ovvero di metterle a disposizione di azioni efficaci a soddisfare bisogni e risolvere problemi. E perché? Perché le emozioni hanno una brutta fama. Per quali motivi? Per ragioni culturali, sociali, familiari, individuali, molti di noi considerano le emozioni come nemiche piuttosto che come amiche e alleate nel nostro tentativo di essere felici.
Cerchiamo di evitare la paura, ma perdiamo il suo valore fondamentale per la sopravvivenza. Diventiamo impauriti dalla paura e con ciò ci precludiamo di rassicurarci su pericoli inesistenti, su situazioni affrontabili, perdendo la possibilità di distinguerli dai veri pericoli che incontriamo nella vita. Una persona che vive cercando di scacciare ogni paura finisce di fatto per non vivere.
Cerchiamo di evitare la tristezza perché abbiamo imparato a considerarla un’emozione da deboli o perché la confondiamo con la depressione e temiamo di sprofondare nell’abisso più doloroso.
Cerchiamo di evitare la rabbia perché abbiamo paura della nostra stessa rabbia, paura di perdere il controllo della rabbia o paura di perdere persone e relazioni se ci arrabbiamo.
E poi… Spesso proviamo vergogna per le emozioni che proviamo o senso di colpa se ci sentiamo arrabbiati o se proviamo ansia o se proviamo gioia ed entusiasmo. Infatti, oltre che per tante altre emozioni spiacevoli che non vogliamo accogliere, a volte abbiamo poca confidenza anche con quelle gradevoli, con la gioia, quasi ne avessimo paura o fosse comunque disdicevole provarle.
Purtroppo non conoscere bene le emozioni o non riconoscerle in noi o non accettarle finisce per diventare un processo che ci fa perdere contatto con le parti più sane e vitali di noi, letteralmente quelle che sono responsabili di farci sentire vivi. E infatti… Solitamente le emozioni non accolte, prima o poi si trasformano in sintomi e malesseri vari, fisici e psicologici e disturbano il nostro modo di stare con noi stessi e con gli altri.
Ogni percorso di crescita personale e cura di sé parte dal riprendere il contatto con le emozioni come parti fondamentali del nostro equilibrio psicofisico e interpersonale.
La cura prevede di imparare ad accogliere il pacco ‘di Emozion’…
E magari in quel pacco potresti trovare anche ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare su qualsiasi store on line oltre che nelle librerie.

Gli ingredienti delle nostre scelte

Le nostre scelte sono determinate da alcuni fattori, esterni e interni.
I fattori esterni sono sostanzialmente l’ambiente materiale oggettivo e il contesto interpersonale, come si comportano gli altri e come la persona li percepisce.
I fattori interni sono: sensazioni ed emozioni; bisogni, scopi e desideri; pensieri e credenze; valori, norme e regole personali.
Ogni nostra scelta è un mix di questi ingredienti. Ovviamente in un processo di riflessione e decisione che è abbastanza rapido ed efficace a volte o anche molto arzigogolato e poco funzionale per la persona altre volte; in certi casi consapevole, a volte automatico e inconsapevole, altre volte con una consapevolezza parziale di cosa stia determinando le nostre scelte.
Le scelte che facciamo determinano la vita che viviamo, verso la sofferenza o verso il benessere…
Prova ad osservare com’è per te… Attiva l’io che guarda il me… Me mentre scelgo…
Pensa ad una scelta recente, magari banale o più importante… Che hai mangiato ieri oppure che decisioni hai preso sul lavoro. Oppure immagina una scelta che stai per fare o devi fare… Che tipo di vacanza scegliere o che maglia acquistare.
Osservati e nota gli ingredienti… Quali sensazioni ed emozioni mi spingono? Quali bisogni voglio soddisfare? Quali pensieri mi guidano? Quali valori mi orientano?
Fallo per diverse scelte… Importanti e meno… Recenti, antiche o che dovrai fare…
Osservati e nota cosa noti…
Se ci sono ingredienti sempre presenti e alcuni sempre assenti… (Almeno per quello di cui sei consapevole)
Se cambiano gli ingredienti in base al tipo di scelta…
Se vorresti fare altre scelte ma non ci riesci…
E qualsiasi altra cosa noti…
Questo esercizio di auto-osservazione ti può fornire tante informazioni e anche idee inaspettate su come funzioni e come potresti fare scelte sempre più in linea con chi sei e cosa vuoi…
Buone scelte!!!
Ovviamente una scelta non può mancare: leggere ed applicare ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line. Attenzione: non contiene ricette già scritte per te, ma ti indica tanti modi per organizzare gli ingredienti per le tue scelte meravigliose…

Scambio tra amici

Come stai? Di corsa, ma bene! Riusciremo a scegliere di rallentare? Quando faremo un incidente!
Conosci questo tipo di scambio? Ti sei ritrovato anche tu in una conversazione simile? Solo i sintomi riusciranno a fermare i nostri ‘eroi della corsa senza limiti’? L’unico limite resta la morte o la malattia che ci tiene al palo?
Della serie: la mamma dei coglioni è sempre incinta. Scusa il tecnicismo…
Corriamo verso…?
Corriamo per…?
Forse lo sappiamo… Forse no… Forse abbiamo smarrito il senso. La direzione. E il significato.
La direzione? I nostri valori… Quali? Li conosci?
Il significato? La felicità… Quale? Cos’è per te la felicità o quello che stai cercando?
Urge lavoro di consapevolezza e responsabilità delle scelte.
Ciascuno di noi deve cercare il proprio senso.
Le domande utili per l’esplorazione e la comprensione diventano:
A quali richieste sto rispondendo? Richieste degli altri e richieste che faccio a me stesso…
A quali doveri sto rispondendo? Doveri realistici connessi alle mie responsabilità e doveri eccessivi, patologici, frutto della nostra ricerca di amore e apprezzamento per lenire il senso profondo di inadeguatezza che, chi più chi meno, ci portiamo dentro.
E cosa succede quando immagino di dire no a qualche richiesta e dovere eccessivi?
E cosa succede quando riesco effettivamente a dire qualche no?
Il lavoro è appena all’inizio…
‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line, è disseminato di esempi e riferimenti a questo modo di stare al mondo… Ci sono anche suggerimenti per il cambiamento… Ma ti dico in anticipo: non ci sono soluzioni ci sono inviti all’azione… Non ci sono frutti, ci sono semi…

Se tu eliminassi i problemi che hai…

La questione è semplice, essenziale quanto potente. Se tu eliminassi i problemi che hai, i sintomi che hai, i malesseri che hai, che cosa succederebbe? Come ti sentiresti? Che cosa faresti? Verso quali direzioni ti dirigeresti? Quali sarebbero gli scopi che potresti e vorresti perseguire?
Quando rispondi, non ti fermare a focalizzare gli esiti emotivi positivi: gioia, soddisfazione, sollievo, serenità, leggerezza, liberazione, successo e altri effetti desiderati e raggiunti. Focalizza anche i cambiamenti che ne conseguirebbero. Cosa cambierebbe nelle tue attività giornaliere? Come cambierebbe l’organizzazione del tuo tempo? Cosa cambierebbe nelle tue relazioni?
A volte, o spesso, siamo consapevoli di ciò che vorremmo eliminare dalla nostra esperienza quotidiana, ma siamo meno consapevoli di cosa vorremmo raggiungere. Sappiamo da cosa ci vogliamo allontanare, ma conosciamo meno ciò che vorremmo avvicinare e ottenere. Oppure sappiamo cosa vogliamo, ma non sappiamo come arrivarci. O anche: sappiamo come arrivarci, ma non siamo disposti all’impegno personale che richiede il percorso. E quindi ricomincia uno stato di malessere e frustrazione. Per cui tre focalizzazioni sono fondamentali:
COSA VUOI OTTENERE
COME TI VUOI SENTIRE
COSA DEVI FARE.
‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line, ti fornisce numerosi esempi di questo fondamentale percorso di consapevolezza e azione.

È così…

Chi più chi meno ciascuno di noi ha rimpianti e rimorsi. Più o meno importanti per l’impatto che hanno avuto sulla nostra vita. Se avessi fatto… Se non avessi fatto…
Soprattutto quando viviamo situazioni dolorose, è facile guardare ciò che abbiamo sbagliato, ciò che avremmo potuto fare e avremmo dovuto fare, ciò che sarebbe stato meglio non fare. È facile a questo punto entrare nel senso di colpa e di autosvalutazione (per gli errori che sentiamo di aver commesso) e/o anche nella rabbia verso chi riteniamo responsabile della nostra situazione dolorosa. Può essere una buona soluzione se dura poco e ci aiuta ad affrontare al meglio la situazione. Purtroppo spesso restiamo impantanati invece in ruminazioni depressive o rabbiose in cui l’attacco a sé o l’attacco all’altro nei nostri pensieri ripetitivi non ci permette di agire efficacemente per superare la situazione: elaborare i sentimenti dolorosi, cambiare il cambiabile, accettare l’impotenza e andare avanti.
Di fronte a rimorsi e rimpianti, è utile comprendere cosa effettivamente abbiamo perso per le scelte sbagliate che abbiamo fatto, ma così facendo rischiamo anche di dimenticare o non comprendere che quando abbiamo fatto certe scelte, quelle scelte rispondevano a certi nostri bisogni.
Allora, di fronte a rimorsi e rimpianti, soprattutto quando abbiamo perduto persone e relazioni, opportunità e treni importanti, è utile cominciare a guardare ciò che abbiamo fatto e cosa abbiamo ottenuto, imparando ad essere grati ed avere compassione per il nostro dolore.
Vuoto e pieno sono due esperienze che si presentano sempre nella vita e dobbiamo imparare a riconoscerli per accettarli.
Rimorsi, rimpianti, errori e colpevolizzazione di sé e degli altri rappresentano il vuoto. Bisogni soddisfatti, valori seguiti, senso delle scelte, gratitudine e compassione rappresentano il pieno. Dobbiamo continuare a cercare ciò che desideriamo ed è importante per noi e dobbiamo imparare anche ad accettare ciò che non possiamo cambiare né possiamo raggiungere. È così… Anche Alice lo dice, in ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Sta mano può essere…

Prendi la tua mano destra e col palmo aperto verso il cielo mettici sopra i tuoi pensieri… Pensieri produttivi e pensieri negativi…
Prendi la tua mano sinistra e col palmo aperto verso il cielo mettici sopra le tue emozioni … Emozioni piacevoli ed emozioni spiacevoli…
Continua a tenere le mani aperte…
Puoi restare aperto ai tuoi pensieri, non ti curare se positivi o meno, sono solo i tuoi pensieri…
Puoi restare aperto alle tue emozioni, non ti curare se belle o brutte, sono tue alleate nel dirti qualcosa di importante di te…
Se chiudi la mano destra stai combattendo con i tuoi pensieri negativi… O li vuoi tenere fuori, li rifiuti, non li fai entrare… O li trattieni dentro, ti ci aggrappi, continui ad alimentarli…
Se chiudi la mano sinistra stai combattendo con le tue emozioni spiacevoli… O vuoi tenerle fuori, vuoi anestetizzarti, non vuoi vivere la tua vita… O  le stai trattenendo, te ne fai intossicare, reprimi la tua vitalità…
Usi al meglio le tue mani quando le tieni aperte… Una aperta sul cuore e l’altra aperta sulla pancia… Entrambe a prendersi cura di ciò che senti autenticamente e di ciò che vuoi profondamente… Entrambe, insieme ai piedi, per passare all’azione… Per agire in modo concreto ed effettivo a fare ciò che puoi fare e devi fare per impegnarti nella creazione della vita che vuoi…