Apri la finestra per passare dalla miseria alla meraviglia

Ormai anche su Marte si è sparsa la voce. A febbraio è uscito ALICE NEL PAESE DELLE MISERIE, un mio libro di crescita personale, pieno di esercizi e attivazioni al servizio della tua vita meravigliosa.
Per chi sta già leggendo il libro e per chi potrebbe iniziare a farlo. E per chi lo scrive giorno per giorno: sostanzialmente tutti noi impegnati a vivere cercando di mettercela tutta, che inciampiamo in qualche miseria e che siamo chiamati a trasformarla in meraviglia.
Nel libro elenco alcune miserie che altro non sono che modi di pensare e agire, tipici dell’essere umano, dell’essere umani e che ciascuno di noi pratica più o meno assiduamente. Non tutte, non sempre, ciascuno di noi incappa nelle sue ‘preferite’. Ad esempio, voler controllare l’incontrollabile, tra cui in primis voler cambiare le altre persone; incamminarsi su sentieri impossibili di perfezionismo e onnipotenza o toccare il fondo dell’impotenza assoluta percepita; difficoltà a dire no agli altri e conseguentemente sì a se stessi; farsi trascinare dalle esigenze degli altri fino a farci rubare il tempo; vivere nella colpa vittimistica; pretendere che il mondo sia ai piedi dei nostri desideri, voler tutto e subito, e altre miserie ancora della nostra umana esperienza.
Ti suggerisco un esercizio per aprire una finestra di consapevolezza… Se scrivi su carta, la luce che vedrai dalla finestra sarà più chiara e luminosa…

Hai fatto un’esperienza, ti è successo qualcosa, hai incontrato persone forse, c’è stato uno scambio di azioni e reazioni, hai vissuto certe emozioni, fatto certi pensieri. Insomma ti è capitato di trovarti in una situazione specifica, in un posto, in un tempo, da solo o con qualcuno, ecc. Ecc…. Prova a descriverla: dove, quando, cosa, chi, come, perché…
Da questa esperienza avrai imparato certamente qualcosa… Che ti invito a scrivere…
Come cambia il mio modo di pensare, percepire e considerare le cose, le persone, me stesso, i miei rapporti a partire dal nuovo insegnamento? A domanda ti invito a rispondere…
Come può essermi utile ciò che ho imparato in modo da tradurlo in azioni quotidiane nuove, comportamenti diversi da quelli che ho sempre adottato e che mi hanno portato ad avere i problemi che ho? Qui puoi scrivere veramente molto…
Cosa mi impedisce di tradurre in pratica ciò che ho imparato? Paure? Resistenze? Abitudini? Sensi di colpa? Credenze di non esserne capace? Timore delle conseguenze? Qui puoi proprio sbizzarrirti nello scrivere risposte utili alla tua consapevolezza…
Quale miseria è entrata in azione? Voglio cambiare senza cambiare? Voglio che siano gli altri a fare ciò che dovrei fare io? Sono estremamente autocritico fino a bloccarmi? Sto alimentando la mia sofferenza invece che accettare il mio dolore per alleviarlo? Sono incapace a conoscere le mie emozioni ed esprimere i miei bisogni in modo utile?
Come posso affrontare questi ostacoli al cambiamento? Come posso trasformare le mie miserie nelle mie meraviglie? Buon divertimento: più ti ascolti e rifletti, più scrivi e diventi consapevole, maggiore sarà l’utilità per te di questo esercizio che ti auguro di fare con attenzione…
La miseria delle miserie probabilmente è quella che qualcuno chiama la ‘verità del piffero’ della crescita personale: vogliamo sentirci sereni e felici continuando a pensare, sentire e agire in quei modi che ci portano quotidianamente a sentirci inquieti e infelici.
La meraviglia può nascere quando smettiamo di darci la colpa o di dare la colpa agli altri di ciò che ci è successo e cominciamo ad agire in prima persona, con consapevolezza e responsabilità, con coraggio nonostante la paura, per fare qualcosa di diverso dal solito in direzione di mete desiderate che per noi hanno senso e valore profondi per la persona che vogliamo essere e la vita che vogliamo vivere.

Last but not least, come dicono su Marte, puoi acquistare (anche per regalarlo) ALICE NEL PAESE DELLE MISERIE direttamente su youcanprint.it o su Amazon o anche in ogni libreria, sempre su ordinazione. Ci vuole qualche giorno prima che arrivi in modo tale da farti assaporare appieno il gusto della lettura… Grazie 🤗

Vero e vero

Oggi un esercizio…
Carta e penna… Quando possibile da fare anche in gruppo… In famiglia…
Segui queste suggestioni…
Inizia scrivendo:
È vero che… Scrivi un pensiero negativo che ti viene in mente…
È vero che… Un pensiero negativo sulla vita…
È vero che… Un pensiero negativo sugli altri…
È vero che… Un pensiero negativo su te stesso…
È vero che… Scrivi ogni altro pensiero negativo che ti viene in mente…
È vero che… Trova pensieri negativi facendoti guidare dalla tua tendenza naturale ed umana, tutti ce l’abbiamo, a giudicare, criticare, colpevolizzare, svalutare, vedere quello che manca, vedere il negativo, vedere il pericolo, vedere quello che avresti potuto fare e non hai fatto, quello che gli altri avrebbero dovuto fare e non hanno fatto…
Sii curioso e giocoso verso questa parte di te, che tutti noi esseri umani abbiamo, questa parte che tanta parte gioca nel tuo sentire quotidiano… Nel tuo pensare quotidiano… Nel tuo comportamento quotidiano…
Lascia che emerga quello che emerge quando dai espressione a questa parte… Di te… Di tutti noi…

Ora ti chiedo di spostare la tua attenzione…
Ora accedi ad una ‘posizione interiore positiva’… Qualunque cosa voglia dire per te… Magari è una posizione di … Forza… Saggezza… Calma… Calore… Sicurezza… Gentilezza… Gratitudine… Accettazione… Impegno… Amore… O qualunque altra cosa tu intendi e senti come ‘posizione interiore positiva’…
Quindi … Da questa posizione meravigliosa… Riprendi le frasi precedenti e affianco ad esse… Scrivi …
Ed è anche vero che…
Ed è anche vero che…
Ed è anche vero che…

Non ti preoccupare del risultato… Impegnati semplicemente a fare questo esercizio… Più lo fai… Più e più volte… Più puoi allenarti a contattare e sviluppare questa tua ‘posizione interiore positiva’… Meravigliosa…
Anche questa POSIZIONE INTERIORE POSITIVA MERAVIGLIOSA è una potenzialità che appartiene a tutti noi esseri umani… Aspetta solamente che tu la ‘alleni’… In modo che possa sempre più guidare il tuo sentire, pensare e agire quotidiano…

Questionario della vita

Vado subito al dunque. Con alcune domande…

Qual è un proverbio o uno slogan o un aforisma o un modo di dire (o più di uno) che ‘guida’ la tua vita? Quando lo hai fatto tuo? Perché?

Quali strategie di pensiero e comportamento hai imparato ad adottare per ‘cavartela’ nella vita? Quando le hai fatte tue? Perché?

Quali sono le ‘conseguenze positive’ di questi principi ispiratori che segui? Cosa ti permettono di ottenere? Perché?

Quali sono le ‘conseguenze negative’ di questi principi ispiratori che segui? Cosa ti impediscono di ottenere? Perché?

Io spero che tu consideri con attenzione queste poche domande. Puoi rispondere di getto o puoi rifletterci in modo accurato. Puoi rispondere oggi, una volta o anche tante volte, addirittura ogni giorno della tua vita. Alcune risposte saranno sulla punta della lingua o presto in mente, altre risposte saranno tutte da cercare, con curiosità, nella tua storia di vita, nella tua memoria emotiva, in quello che ricordi e in quello che ti hanno raccontato. Oltre che nell’osservazione dei fatti quotidiani, nell’attenta osservazione di come funzioni nei diversi ambiti di vita, con le diverse persone importanti della tua vita, nei momenti seri e in quelli meno seri, quando sei gioioso e quando sei triste, quando sei sereno e quando arrabbiato. Insomma, è un’altra forma del viaggio che ti sto suggerendo per conoscere le tue miserie e per creare le tue meraviglie… Già solo conoscerti meglio ti fornirà indicazioni e spunti per nuovi comportamenti, per provare a fare qualcosa di diverso al fine di ottenere risultati differenti, maggiore gratificazione dei tuoi bisogni e desideri, un senso rinnovato di autostima…
Permettimi allora un suggerimento finale.
Mentre cerchi di conoscere te stesso, la tua storia e la tua attualità, coltiva e mantieni nei confronti di te stesso un atteggiamento ‘gentile’ (non severo), ‘compassionevole’ (non colpevolizzante), ‘accogliente’ (invece che sprezzante), ‘rispettoso’ (piuttosto che aggressivo). Hai fatto del tuo meglio con le risorse che possedevi!!! Certamente ancora oggi cerchi di mettercela tutta per dare senso e valore alla tua vita!!!

Seppure non è stata tua la colpa… È certamente tua la responsabilità di creare la vita che vuoi da oggi in poi…
Buon viaggio…

Un problema, tre soluzioni

Quando hai un problema in realtà devi guardare a tre problemi e altrettante soluzioni efficaci.
1. Il problema concreto. Che sia sul lavoro o in famiglia, pratico o emotivo, che ti abbiano rubato l’auto o l’abbia lasciata in zona rimozione, che tu voglia dimagrire o cercare lavoro, che tu abbia un problema di salute o di denaro, che tu abbia litigato con un amico o ti senta solo. Concretamente, il problema si presenta in un certo modo e tu devi attrezzarti per affrontarlo con gli strumenti che servono, con quelli che hai e con quelli che puoi e devi reperire…
2. Il problema della sana critica di sé per comprendere eventuali errori e imparare a non rifarli. O anche per adottare comportamenti preventivi di nuovi o simili problemi. Cosa ho sbagliato? Cosa continuo a sbagliare? A cosa devo essere più attento? Quali comportamenti devo correggere? Cosa posso imparare?
3. Il problema di essere compassionevole con te stesso ovvero cercare di comprendere cosa hai sbagliato e perché, senza torturarti con una critica spietata e solamente dannosa, visto che la sana autocritica fa parte del secondo problema. Cercare di accogliere il dolore e la frustrazione per come si presentano, riconoscendoli senza negarli ma anche senza amplificarli. Cercare di confortarti e supportarti in questo momento difficile che sarebbe stato meglio non fosse capitato ma che può capitare e certamente non solo a te, in quanto siamo esseri umani imperfetti, possiamo sbagliare e viviamo una condizione umana che prevede anche angoscia e dolore.
In questo modo possiamo:
1. Impegnarci a risolvere il problema specifico e concreto
2. Impegnarci a non ripetere gli stessi comportamenti che hanno generato il problema
3. Impegnarci a confortarci e incoraggiarci, a volerci bene nonostante ciò che ci è accaduto e, anzi, a prescindere dai nostri errori, fallimenti e problemi.
Probabilmente certi passaggi ti sembrano strani, anche bizzarri, certamente insoliti rispetto a come siamo abituati a trattare i problemi e a mal-trattare noi stessi. Provando ad impegnarti nella direzione che ti ho proposto vedrai quanto sia assolutamente nelle tue possibilità e soprattutto quanto possa fare la differenza in termini di qualità della tua esperienza emotiva e anche pratica.
Prova e se ti va fammi sapere come va…

5 principi e 5 strategie per blindare il tuo tempo

Oggi ti presento 5 principi e altrettante strategie per blindare la qualità del tuo tempo. Blindare vuol dire proteggere ciò che per te è importante.
1. Blindare il tempo per chiarirti: progetti, obiettivi e azioni a breve e lungo termine
2. Blindare il tempo del dovere: dalle distrazioni sostanzialmente
3. Blindare il tempo del piacere: dall’incursione del dovere e dei sensi di colpa
4. Blindare il tempo dagli altri che ti sovrastano con le loro richieste e pretese: imparare a dire no
5. Blindare il tempo del presente: rispetto al ruminare sul passato e al rimuginare sul futuro

Ed ecco 5 strategie fondamentali. Non sono soluzioni belle e pronte all’uso per tutti in ogni situazione. Quelle le lasciamo a maghi, stregoni e venditori di fumo. Sono, invece, indicazioni e orientamenti che ti invitano ad agire in modo consapevole e responsabile, per approcciarti in modo utile per blindare ciò che ha valore per te.
1. Pianifica il tempo per pianificare: inizia a scrivere i tuoi sogni, i tuoi valori e i tuoi bisogni, i tuoi obiettivi conseguenti e le azioni che farai da ora in poi. La domanda è: quando? La risposta è: ora!
2. Organizza i tuoi impegni, pesanti e leggeri, in modo da portare a compimento gli obiettivi che ti sei dato, imparando a proteggere le tue preziose risorse (energie mentali e fisiche).
3. Definisci il giusto tempo (quotidiano, settimanale, mensile, annuale e via così) per i tuoi progetti di piacere, svago, divertimento, passione.
4. Ricordati che nessuno è al mondo per mettere gli altri prima di sé; prenditi le tue responsabilità e impara anche a dire no. Smettendo di aspettarti che gli altri capiscano o siano contenti, ma restando fermo sul tuo legittimo diritto di dire anche no per curarti dei tuoi bisogni e desideri.
5. C’è un giusto tempo per riflettere sul passato e dare senso a ciò che è successo. Un giusto tempo per prevedere il futuro e organizzarsi di conseguenza. E, soprattutto, un giusto fondamentale tempo per stare nel qui e ora, per affrontare ciò che esiste ora, per godersi il momento, per sentire le proprie emozioni e prendersi cura dei propri bisogni, ora!

Verifica quanto riesci a blindare il tuo tempo e nota la differenza tra la miseria di un tempo sprecato e la meraviglia di un tempo di cura per te…

Tu chiederai: e quando il tempo è bloccato? Quando il lockdown ci impedisce di fare ciò che vorremmo?

Il lockdown, certamente a volte pieno di contraddizioni, è prima di tutto una misura protettiva: per te, per gli altri, per tutti e anche per il tuo tempo. Semplicemente quando c’è il lockdown devi riadattare le tue strategie tenendo conto dei limiti su cui non puoi intervenire e agendo su quello che ti è possibile. Aspettando con fiducia e speranza. E facendo attenzione ai lockdown interiori, quelli che ci diamo da soli senza accorgercene…

Gnagnarella

Spesso mi ritrovo ad usare storielle, aneddoti, brevi racconti, aforismi e metafore per condividere con le persone alcuni concetti utili al lavoro terapeutico.
Un’idea tra le più ardue da capire per molte persone è quella per cui noi siamo ‘autori della nostra esperienza’. Creatori dei significati e del senso delle cose. Agenti attivi delle nostre scelte. ‘Soggetti’ della nostra esperienza emotiva. Comprensibilmente, molti mi dicono ironicamente: “…?… Il fango non sarà mai cioccolato!!!”. “È certo!” rispondo io.

Ci sono eventi e situazioni che hanno il loro peso e valore ‘oggettivi’, uguali per tutti. Certamente sì. E anche no. Non solo almeno. Sono maggiori ‘le cose’ che diventano quello che noi ‘percepiamo’ nelle cose. Cosa vediamo nelle cose. Come le interpretiamo.

Ardua da capire non tanto dal punto di vista logico. Non è un pensiero particolarmente complicato. È piuttosto difficile da comprendere. Da prendere dentro sé, da fare proprio. Da crederci e interiorizzare come utile strumento per comprendere le proprie esperienze, regolare le proprie emozioni e i comportamenti, governare in modo soddisfacente frustrazioni e delusioni, creare buone relazioni, godere del proprio tempo.

Stamattina mi ha aiutato a comprendere una piccola esperienza che probabilmente mi sarà utile da aggiungere alla cassetta degli aneddoti e storielle da condividere per comprendere e per lavorare sulla propria consapevolezza e responsabilità.
Uscito di casa, ho notato che aveva piovuto leggermente… E mi sono venute in mente due espressioni, due modi per descrivere la cosa. Ho pensato: “è piovuto giusto per sporcare la strada…”. E poi subito dopo: “è piovuto per accarezzare appena la strada…”.

È sempre piovuto… Ma non è la stessa pioggia… Poi magari l’ha anche rinfrescata la strada e chissà cos’altro ancora…
Ti invito a notare come avvicini le cose… I fatti… Come fai esperienza… Nella tua mente… E nel tuo cuore…
Nota con attenzione… E nota la differenza che fa per te …
Nota cosa percepisci… E come guida il tuo comportamento…
Se vuoi, come gioco, puoi anche iniziare a trovare più versioni possibili della ‘stessa pioggerella’… Magari iniziando a notare cosa vedono gli altri…
E l’effetto che fa…

Una strada per la felicità

Crescere significa imparare a fare i conti con le mancanze.
Nasciamo in uno stato di perfezione che immediatamente dobbiamo abbandonare. La simbiosi originaria lascia il posto ad un rapporto con la propria madre che, anche quando è ottimale, è meno che perfetto. Qualcosa manca e qualcosa mancherà per sempre. Ed è sano che sia così. Dobbiamo imparare a vivere in un’ottimale disillusione in cui l’esperienza della frustrazione è dolorosa, ma noi dobbiamo impegnarci a renderla non traumatica ovvero a tollerarla e sostenerla.
Per tutta la vita sperimenteremo questo senso di mancanza e il tentativo illusorio di raggiungere o recuperare il ‘paradiso perduto’, quel senso di sintonia assoluta, fusione simbiotica, interezza e completo appagamento.
Per vivere una vita ‘sufficientemente’ appagante e realizzata, ovvero una vita ‘realisticamente felice’, il prima possibile dobbiamo imparare a elaborare tale mancanza vissuta come insoddisfazione e privazione, imparando a tollerare in modo ottimale la frustrazione, imparando a riconoscere i nostri bisogni e desideri come validi, a sentirci legittimati nel tentare di realizzarli e, al tempo stesso, imparando a vivere col dolore della mancanza, ad accettare che non tutto sarà mai completamente raggiungibile.
Conosci un’altra strada per la felicità?

Proprio quando… Proprio ora!!!

Proprio quando ti senti minacciato da qualcosa più grande di te e sei spaventato, arrabbiato, perfino disgustato, è importante accedere alle più preziose risorse dentro di te…
Proprio quando ti senti impotente e bloccato perché qualcosa fuori di te minaccia la realizzazione dei tuoi obiettivi, è importante accedere alle più preziose risorse dentro di te…
Io ora te ne suggerisco due e sono convinto che ciascuno di noi ne abbia tante…
SII GENTILE. Con te stesso come con gli altri. Amorevole e gentile, non scemo. Riconosci le cose che non vanno bene e cerca una soluzione. Agisci dove hai potere e risparmia le energie che stai sprecando per cambiare ciò che non dipende da te. Quello che hai fatto avrà un senso. Cogli l’errore, impegnati a correggerlo e vai avanti… Anche con gli altri, cogli il loro bisogno e il senso dietro i loro errori o comportamenti aggressivi, ingiusti, incomprensibili e impegnati a trovare un incontro, una direzione condivisa, anche nel conflitto, condivisa anche se non comune e vai avanti…
SII GRATO. Esprimi la tua gratitudine agli altri, a te stesso, a Dio, all’Universo… Esprimere gratitudine significa riconoscere il valore di ciò che appartiene alla nostra vita, la impreziosisce, la rende meravigliosa, nonostante il resto…
Grazie in anticipo… Per condividere i modi che utilizzi per essere gentile e grato e per i suggerimenti che vorrai dare su altre risorse che solitamente usi per affrontare i momenti difficili e per realizzare la vita che desideri…
Anche se sei bloccato, continua ad essere impegnato a realizzare la vita che per te ha senso e valore…

Diario delle meraviglie

Quasi sempre crediamo di conoscere i nostri problemi e il perché della nostra sofferenza. In realtà, molto spesso, noi conosciamo i nostri problemi solo nella parte che riguarda la sofferenza che proviamo, ma non conosciamo affatto i motivi o le cause che generano e mantengono i problemi.
Può essere, allora, molto utile cominciare ad investigare gli stati mentali che costituiscono i nostri problemi.
Per investigare bisogna osservare. Per una buona auto-osservazione sono molto utili i diari.
Il diario è la registrazione di qualcosa che osserviamo. Si può scrivere un diario di tutto. Esiste il diario della mia alimentazione quotidiana. Il diario delle mie attività fisiche. Il diario con gli impegni lavorativi. Il diario delle mie abitudini. Ma anche il diario delle situazioni stressanti. Il diario del mio umore. Il diario dei miei evitamenti. Il diario per registrare pensieri, emozioni e comportamenti. E via così.
Qui ti propongo il diario delle tue miserie e delle tue meraviglie.
Per ogni giorno segna l’orario e la situazione stressante (miserevole) che hai vissuto. Cosa è successo nei fatti. Cosa hai pensato rispetto agli accadimenti. Cosa hai provato in quella specifica situazione. Come hai reagito: cosa hai fatto in risposta al fatto iniziale o fattore scatenante.
Per ogni giorno segna orario e situazione meravigliosa, positiva, appagante. Cosa è accaduto. Cosa hai pensato in quella situazione. Quali emozioni hai provato. Cosa hai fatto.

Scrivere questo diario degli stati mentali ti permette di riconoscere i tuoi bisogni e desideri, quelli appagati e quelli frustrati… Quello che fai e che funziona per farti sentire soddisfatto e quello che non fai e che dovresti fare per aumentare il tuo appagamento e la tua realizzazione personale…

Potresti proprio aggiungere per ogni situazione osservata e trascritta nel diario, qual è il tuo desiderio/bisogno soddisfatto o insoddisfatto…

Scrivere un diario aiuta a rendersi conto di ciò che spesso è davanti ai nostri occhi, ma non sappiamo vederlo. Aiuta a rendere consapevole ciò che è automatico. A rendere esplicito ciò che è sottinteso. A fare chiarezza su aspetti importanti del nostro modo di pensare e agire, dimensioni che hanno un potente impatto sulle nostre esperienze negative e positive.

Diventare consapevoli di come funzioniamo e del nostro contributo alle nostre esperienze gioiose o penose è un passo fondamentale per agire con maggiore responsabilità e potere per aumentare le esperienze meravigliose e ridurre quelle miserevoli…

Inizia a scrivere i tuoi diari e vedi cosa emerge alla tua consapevolezza, cosa conosci e cosa capisci di te, delle tue scelte e della tua vita. E, se vuoi, fammi sapere come va…
Se vuoi una vita meravigliosa devi cominciare a fare qualcosa…
Se devi fare qualcosa è bene che sia chiara per te e utile in direzione della vita che desideri…

Polarità

La vita è un continuo ripetersi di movimenti tra alcune polarità:
– frustrazione e appagamento
– delusione e consolazione
– rottura e riparazione
– fallimento e apprendimento.
I primi aspetti sono inevitabili, la vita te li presenta prima o poi e in misura maggiore o minore.
I secondi sono obiettivi su cui lavorare, nella esperienza quotidiana e nel complessivo percorso di vita, crescita e maturazione.
La frustrazione è fatta per essere superata, anche se a volte o spesso dobbiamo imparare ad accettare la mancanza e la nostra impotenza.
La delusione è implicita in ogni rapporto interpersonale, nessuno sarà mai completamente come tu lo vuoi, al tempo stesso puoi sempre costruire rapporti appaganti e nutrienti.
Prima o poi le cose si rompono, le persone, le relazioni, tu stesso, il tuo corpo, ma c’è sempre un modo per riparare, un modo per andare oltre e dare un senso evolutivo a ciò che è successo.
Fallire è la strada per imparare. Quando fallisci hai l’occasione di crescere, se non fallisci probabilmente non stai vivendo, stai morendo nella sicurezza stagnante della tua zona di comfort.
Le persone che non riescono a superare la loro sofferenza sono quelle che non riescono ad accettare l’esistenza del primo polo e quelle che non riescono a dirigersi verso quell’altro.