Integrazione evolutiva

Il percorso di cura, guarigione e crescita è il risultato di un’integrazione dinamica tra cambiamento e accettazione. Possiamo intenderli entrambi come ABILITÀ.
Il CAMBIAMENTO può riguardare diversi aspetti dell’esperienza (pensieri, comportamenti, emozioni, sensazioni corporee, scopi, valori) e in uno o più ambiti di vita: famiglia, lavoro, amici, tempo per sé. Sostanzialmente è l’apprendimento di diverse abilità finalizzate ad una crescente capacità di autoregolazione delle emozioni, dei comportamenti e conseguentemente nelle relazioni. Le abilità riguardano:
– la consapevolezza dei propri contenuti e processi di pensiero (cosa pensiamo e come trattiamo i nostri pensieri, se riflettiamo il giusto o rimuginiamo continuamente);
– la consapevolezza delle proprie emozioni e la capacità di esprimerle in modo utile ed efficace nelle relazioni;
– la consapevolezza delle proprie abitudini, dei propri schemi di comportamento e delle singole azioni al fine di adottare progressivamente comportamenti più utili ed efficaci per i propri obiettivi e valori, all’interno di un adattamento sano alla realtà e nelle relazioni interpersonali.
L’ACCETTAZIONE è l’abilità di liberarsi dalla necessità assoluta di soddisfare i propri bisogni e desideri. In direzione di una vita di qualità, a misura dei propri valori. Tra potenzialità da sviluppare e necessario ridimensionamento legato ai limiti da accettare.
Alla fine della fiera, ciascuno di noi può sempre impegnarsi per costruire una propria qualità di vita, tra possibilità da percorrere con tenacia e determinazione e limiti da accettare laddove altro non si può fare.
Devi imparare a rinunciare alla soddisfazione di alcuni BISOGNI e DESIDERI, ma nessuno può toglierti la direzione indicata dai tuoi VALORI ovvero dal farti guidare da ciò che per te veramente conta.
Cosa è primariamente importante per te nelle ‘piccole’ scelte quotidiane e nelle ‘grandi’ scelte progettuali a lungo termine?
In ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line, troverai una guida utile a percorrere le vie numerose del cambiamento e le vie necessarie dell’accettazione.

Miseria o meraviglia? Miserie e meraviglie!!!

Riconosci quando funzioni “o… o…”. La vita è completamente meravigliosa o innegabilmente schifosa. Gli altri sono assolutamente adorabili o totalmente ostili. Io sono perfetto o totalmente incapace in tutto.
Inizia a funzionare “e…e…”. La vita ti presenta meraviglie e miserie. Gli altri sono a volte amichevoli, non tutti e non sempre e sono anche malevoli, a volte, ma non tutti.
Riconosci, per metterle in discussione, le tue aspettative di onnipotenza e perfezione verso te stesso, gli altri, la vita. “Io sono onnipotente e tutto mi è possibile” è una credenza pericolosa, meglio credere che “sono capace ma non in tutto e con dei limiti”. Anche gli altri possono essere pieni di risorse, talenti e capacità, ma ogni persona ha anche difetti e limiti. La vita, infine, ci offre meraviglie in infinite forme e, a volte, purtroppo, anche dolori e ingiustizie inenarrabili.
Riconosci, per metterle in discussione, le tue credenze di impotenza e incapacità ovvero impara a distinguere tra “possibilità realistiche” e “impossibilità reali” e ad agire in base a questa consapevolezza. Qui posso impegnarmi per tentare di… Qui devo fermarmi perché oltre non mi è possibile…
Impara a mettercela tutta fino a quando incontrerai il limite dove vuoi o devi fermarti.
Impara ad accettare con gratitudine ciò che hai raggiunto, anche se non è perfettamente corrispondente a ciò che desideravi in partenza.
Continua ad agire e imparare, consapevole che hai sempre il potere di creare la tua “felicità imperfetta”.
In ‘Alice nel paese delle miserie’, libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line, puoi trovare numerosi esempi di questo nostro potere di saper vivere tra miserie e meraviglie…

Scelte

Se è vero ed arcinoto che:
– è impossibile non scegliere
– ogni scelta non è perfetta
– ogni scelta ha un prezzo da pagare
– ogni scelta è anche la scelta di qualcosa a cui rinunciare
– ogni nostra scelta ha una serie di conseguenze di cui dobbiamo farci carico…
– spesso dobbiamo confrontarci, nostro malgrado, con le scelte di altri…
Allora, per costruire la tua vita meravigliosa,
PRESTA ATTENZIONE, momento per momento, giorno per giorno, A COSA STAI SCEGLIENDO, QUALI BISOGNI E DESIDERI STAI CURANDO E QUALI TRASCURANDO.
Quello che fai è quello che scegli, anche quando ti sembra che non sia tu a scegliere, ma siano altre persone o le circostanze che ti costringono.
Quello che scegli è quello che vuoi, anche se a volte le tue scelte ti sembrano contrarie ai tuoi bisogni e desideri. Impara a riconoscere a quali altri tuoi bisogni e desideri rispondono certe scelte.
Quello che ti capita, che sia frutto delle tue scelte più o meno consapevoli oppure esito di circostanze e fattori esterni a te, è qualcosa con cui devi fare qualcosa. Sono conseguenze di tue scelte di cui ti devi far carico. Sono conseguenze di scelte altrui con cui comunque devi farci i conti.
È fondamentale, dunque, avere un atteggiamento consapevole e responsabile. Consapevole del tuo mondo interno (emozioni, pensieri, bisogni, desideri, quello che fai e quello che non fai) e responsabile di come traduci la tua consapevolezza in azioni in direzione dei tuoi obiettivi e valori, nel rispetto della convivenza con gli altri e di un adeguato rapporto con la realtà.
Un atteggiamento consapevole e responsabile da coltivare momento per momento, giorno per giorno, per tutta la vita…
Puoi trovare numerose indicazioni per questo percorso esistenziale in ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Perché? Perché? Perché?

Ti invito ad una semplice osservazione. Prendi un tuo COMPORTAMENTO e chiediti: perché lo faccio? Probabilmente potrai dare numerose risposte che conterranno le tue idee, pensieri ed emozioni che accompagnano le tue azioni, gli eventi che le precedono e i bisogni che cerchi di soddisfare.
Quindi un secondo suggerimento per un’altra semplice osservazione. Prendi un’EMOZIONE che hai vissuto oggi (o ieri) e chiediti: perché ho provato questa emozione? Anche in questo caso diverse risposte possibili per esprimere fatti, comportamenti, pensieri e bisogni che servono a rendere ragione dell’emozione.
Perché? Perché? Perché? Fin da bambini la nostra curiosità ci ha permesso l’esplorazione del mondo e la sua conoscenza. Ci ha aiutato a crescere. Oggi è lo stesso col nostro mondo interiore, mentre siamo impegnati a compiere le nostre attività quotidiane, a vivere le nostre giornate e le nostre relazioni.
La chiarezza su cosa ci passa per la mente permette scelte consapevoli e responsabili, al servizio del nostro benessere e adattamento alla realtà fisica e interpersonale.
Certo non possiamo conoscere tutto alla perfezione, alcuni aspetti restano nell’oscurità; né possiamo controllare in modo totale il nostro comportamento, non saremmo gli esseri umani che siamo. Ma più esploro curiosamente il mio interno e maggiormente riesco a padroneggiare il mio rapporto con l’esterno. Per cui, quanto più possibile, nelle diverse situazioni che vivi, presta attenzione a:
– cosa è successo (fatti, eventi, comportamenti altrui)
– cosa ho provato (emozioni, stati d’animo, sensazioni)
– cosa ho pensato (pensieri, immagini, ricordi, interpretazioni)
– cosa ho scelto di fare (azioni, reazioni, comportamenti)
– cosa ha motivato e guidato il mio agire (bisogni, desideri, valori, qualcosa di importante per me)
– quali reazioni ho riscontrato da parte degli altri
– ricominciare il ciclo…
In ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line, puoi trovare diversi esercizi che ti permetteranno di esplorare la tua esperienza soggettiva in diverse situazioni della vita quotidiana.

La strada maestra

QUANDO CRITICHI, cerca di accedere ai tuoi stati mentali… Quando, solitamente in un incontro o scontro concreto con una persona o anche semplicemente nelle tue ruminazioni mentali, ti ritrovi a criticare l’altro, rimproverarlo o giudicarlo, colpevolizzarlo o svalutarlo per quello che ha fatto o non ha fatto, chiediti: quale stato d’animo sto provando? Quale mio bisogno è frustrato? Quale mio desiderio è in gioco? Quali altri pensieri accompagnano le mie parole? Rispondere a queste domande è la strada maestra per risolvere i tuoi problemi con le persone (e con te stesso). Per capire come agire…
QUANDO VIENI CRITICATO, cerca di conoscere gli stati mentali dell’altra persona… Quando ricevi una critica, un giudizio, un rimprovero, una colpevolizzazione o una svalutazione, manifeste o più velate che siano, per quello che hai fatto o non hai fatto, chiediti: cosa motiva questo comportamento dell’altra persona? Quali emozioni, pensieri, bisogni e desideri? Cercare di comprendere gli stati mentali dell’altro è un’altra strada maestra per risolvere molti dei tuoi problemi interpersonali o quantomeno per comprenderli meglio e regolare in modo più consapevole il tuo comportamento.
Se proprio non ti bastano queste due strade, la terza ormai è nota: leggere ed applicare alla tua vita quotidiana ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Tracce per un’auto esplorazione al servizio del cambiamento

Segui queste tracce … Ti porteranno a prenderti cura di te…
Cosa hai INCONTRATO e VISSUTO? Esperienze reali nel tuo ambiente di sviluppo (casa, scuola, famiglia allargata, amici). Ricordi felici. Eventi traumatici. Relazioni traumatiche. Relazioni appaganti.
Cosa hai IMPARATO e INTERIORIZZATO? Quali idee ti sei fatto su di te, sugli altri, sul mondo e sulla vita. Questa è la parte meno scontata. Meno facilmente accessibile alla tua consapevolezza. Ma anche quella più potente per come influenza ‘da allora’ il tuo comportamento, i tuoi stati d’animo, i tuoi pensieri, il tuo modo di stare con gli altri. Ancora oggi, ‘qui e ora’.
Come ti sei ORGANIZZATO (quali strategie hai trovato per cavartela in quelle condizioni)? Queste strategie possono essere pressoché infinite, tu hai trovato le tue, in modo creativo, saggio, intuitivo, intelligente, al servizio del tuo adattamento. Ecco qualche esempio: cercare di tenere tutto sotto controllo (i tuoi pensieri, comportamenti ed emozioni, ma anche le altre persone), inseguire sempre la perfezione, cercare certezze assolute, essere compiacente, ritirarti in te stesso, ribellarti, adottare comportamenti volti all’auto-sacrificio, essere sempre aggressivo o sempre per il quieto vivere,  inseguire a tutti i costi il successo in ogni cosa che fai. Potrei continuare ancora, ho detto sono strategie che ciascuno di noi ha dovuto inventare per sopravvivere. Tu hai qualche altro esempio?
Cosa, di quelle strategie che ti caratterizzano da una vita, FUNZIONA ancora oggi ed è utile e quando? Queste strategie da tempo ormai ti caratterizzano e definiscono, sono il tuo modo di essere. Ed è importante che tu riconosca e apprezzi quanto ti sono utili e ti permettono di governare piccoli e grandi stress quotidiani.
Cosa, di quelle strategie, NON FUNZIONA PIÙ e ti genera problemi e difficoltà emotive e nei rapporti con gli altri?
Queste strategie certamente una volta funzionali e adattive, oggi, in alcune situazioni non funzionano più, anzi ti creano problemi. Da risorse sono diventate ‘rigidità’, gli unici modi che conosci e sai praticare per gestire stress, problemi e frustrazioni. Ora te ne servirebbero altri; lo sai, ma non sai come fare. Non riesci a fare altro, forse hai paura di iniziare a comportarti diversamente. Ma è quello che ti serve, altrimenti prima o poi compariranno sintomi e malesseri più o meno importanti.
Cominciare a riflettere su queste domande, cercando risposte che hanno un senso per te, è l’inizio di un percorso di consapevolezza profonda e potenzialmente di un cambiamento fondamentale delle ‘credenze’, ‘convinzioni’ e  ‘regole interne’ che ancora oggi determinano il tuo comportamento, la tua felicità e anche la tua sofferenza.
Tracce utili puoi trovarle anche in ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Dal masticare al masticazzi

A volte il masticare è proprio amaro, caro. Spesso, cara, come ben saprai da tante fonti, la vita non fa sconti. Stress e delusioni, ingiustizie e rotture di… scatole…
Allora ecco cosa ti suggerisco oggi (e per tutto il resto della tua vita).
SCEGLI DI PASSARE DAL MASTICARE AL MASTICAZZI. Un’ispirazione generale per ciascuno di noi, per il proprio percorso di cura di sé ed evoluzione personale. Puoi farlo attraverso la psicoterapia così come attraverso innumerevoli altre strade e strumenti al servizio della tua consapevolezza e responsabilità…
Scegli di passare dal rimuginare e ruminare (su sintomi, pensieri, preoccupazioni, rabbia, angoscia, conflitti, relazioni insoddisfacenti, ecc.) all’assunzione di un atteggiamento più sano e utile verso problemi, stress, conflitti, frustrazioni e delusioni.
Puoi pensarci all’infinito, masticare catene di pensieri con cui tu stesso ti imprigioni legato al palo, bloccato, incapace di muoverti e di un reale comportamento efficace alla soluzione dei problemi.
Il masticazzi, invece, ti propone diverse opzioni, strade da percorrere, scelte, attività da praticare:
– Smettere di pensarci senza mai agire. Smetti dunque di riflettere per riflettere alla ricerca di una soluzione che non arriva mai (perché rivolta ad un futuro sempre comunque incerto o ad un passato che non puoi modificare); inizia invece a riflettere per agire al presente e verificare l’esito delle tue azioni.
– Continuare progressivamente ad adottare azioni concrete e specifiche per avvicinare il più possibile la situazione reale a quella desiderata.
– Accettare quella quota di scarto ineliminabile tra reale e ideale (non puoi ottenere sempre e tutto ciò che vuoi; continua a provarci, ma impara anche a riconoscere e rispettare il limite e un certo grado di impotenza).
– Impegnarti a cambiare ciò che è in tuo potere: i tuoi pensieri, le tue azioni, le tue emozioni fino a quando ci riesci (anche il controllo di sé non è assoluto).
– Attivare la compassione (verso te stesso, verso gli altri, dagli altri).
– Prima di tutto dare a te stesso il permesso di ricevere la compassione da parte degli altri (amore, accudimento, tenerezza, comprensione, gentilezza, assenza di giudizio). Sai farlo? Non è così scontato…
– Essere compassionevole verso te stesso: gentile invece che giudicante, usando l’autocritica nella misura in cui ti è utile a farti correggere gli errori senza torturarti in modo spietato.
– Essere compassionevole con gli altri: siamo tutti sulla stessa barca, tutti esseri imperfetti che cercano di cavarsela al meglio, tutti meritevoli di perdono, anche e soprattutto quando dobbiamo pagare il prezzo delle conseguenze delle nostre scelte.
– Spostare l’attenzione da immagini e pensieri di stress e minaccia ad immagini compassionevoli: pensieri, fantasie, ricordi, previsioni di amore e vicinanza, abbracci e calore, forza e saggezza, curiosità e gioco, calma e sicurezza. Sosta il più possibile con la tua mente su queste immagini fonte di conforto, rassicurazione, calma, serenità, pace interiore, gioia e vitalità. Attingi alle tue esperienze o sbizzarrisciti con la tua immaginazione per trovare queste immagini.
– Assumersi la responsabilità di quello che pensiamo, che facciamo e che scegliamo in base ai nostri valori ovvero: fatti carico in pieno di come scegli di stare al mondo e nelle relazioni, momento per momento.
– Assumersi veramente la ‘responsabilità compassionevole’ ovvero darsi il permesso di praticare il bene verso se stessi e verso gli altri, a cominciare dal definire ciò che vuol dire per te Bene, Amore ed Allegria…
Nonostante la vita possa essere tremendamente dolorosa, ciascuno di noi può sempre accedere ad altre possibilità…
E quando la scelta si fa dura e sorge la paura, fatti aiutare dalla lettura… Puoi iniziare, tanto per darti un suggerimento, da ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Sopravvivenza e qualità della vita

Per sopravvivere serve ossigeno, acqua e un po’ di cibo, riparo dalle minacce naturali e umane. E questo è vero oggi come milioni di anni fa.
Il resto è qualità della vita.
Ciascuno di noi, messe a posto le esigenze di sopravvivenza, la ‘salute fisica’ sostanzialmente, è chiamato a confrontarsi sulla qualità di vita che vuole creare. Niente è necessario, tutto è utile, alla ‘salute emotiva, relazionale, spirituale’ o in qualsiasi altro modo tu voglia intendere ciò che riempie la tua vita di qualità.
Per “sentirci bene” non è necessario viaggiare, leggere, andare al ristorante, avere successo, andare al cinema, il 90 per cento dell’uso che facciamo dello smartphone, ecc.. Non è necessario comandare né arrivare primi, né avere tutto sotto controllo né fare tutto e sempre in modo perfetto.
Molto di quello che abbiamo imparato a credere necessario e vitale, in realtà non lo è…
Eppure il nostro stress trae origine, nella stragrande maggioranza dei casi (ovvero quando la sopravvivenza è assicurata), dalla mancanza di cose che abbiamo imparato a credere e sentire ‘necessarie’, ma di cui potremmo fare a meno. O forse no!?!
La crescita personale, la riduzione della sofferenza e la creazione del proprio benessere richiedono di trovare un equilibrio tra bisogni di base, bisogni emotivi e relazionali.
La sofferenza è sostanzialmente legata a bisogni frustrati che non riusciamo a trasformare in bisogni soddisfatti. Puoi osservare i tuoi piccoli e grandi stress quotidiani e leggerli con questa lente: “COSA MI MANCA?” “COSA NON VA COME VORREI?” “COSA POSSO FARCI?”
Quando non riusciamo a trovare risposte utili a queste domande né strategie pratiche ed efficaci per affrontare problemi, frustrazioni e delusioni che ogni giorno si presentano, sorge la sofferenza. Quando ci rendiamo conto di stare male e di aver bisogno di aiuto (che non siamo riusciti a trovare da soli e nelle nostre relazioni) è il momento di chiedere aiuto.
La psicoterapia è uno tra altri strumenti possibili per essere aiutati. Ma potresti anche cominciare dalla lettura di ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

La cura dell’accettazione

L’accettazione sempre più è riconosciuta una parte fondamentale della cura.
Quando le persone arrivano in terapia chiedono di essere aiutate a stare meglio che, in base alle persone o al momento che stanno vivendo, può voler dire molte cose: eliminazione dei sintomi e dei comportamenti problematici; riduzione della sofferenza emotiva; apprendimento di abilità in diversi ambiti di vita; miglioramento delle relazioni; raggiungimento di obiettivi, personali e professionali; aumento della consapevolezza di sé; evoluzione spirituale, ecc..
Questo aiuto si realizza sempre attraverso due processi:
1. Cambiare ciò che si può
2. Accettare ciò che si deve.
La richiesta di cambiamento spesso riguarda cambiare la realtà esterna a sé, i fatti, i comportamenti delle persone. E presto il focus va reindirizzato in un senso più realistico verso il cambiamento di sé: dei propri pensieri, dei propri comportamenti, delle proprie emozioni, eventualmente anche una rivisitazione consapevole dei propri valori che guidano il proprio stare al mondo.
L’accettazione, invece, riguarda lo sviluppo di un atteggiamento interiore di disponibilità a riconoscere, accogliere, rispettare e tollerare la frustrazione che è parte quotidiana del vivere. Quando possibile si riesce a superare la frustrazione e a realizzare bisogni e desideri. Ma non sempre è possibile, anche dopo molteplici tentativi. Non resta allora che imparare ad accettare. A stare nel dolore per attraversarlo e lasciarselo alle spalle. A vivere la frustrazione come parte inevitabile dello stare al mondo (non tutto è possibile e realizzabile) mentre ci si focalizza su ciò che possiamo comunque fare per realizzare una vita di qualità basata sui nostri valori e degna di essere vissuta, anche se non perfettamente corrispondente alle nostre e altrui aspettative.
Puoi sempre accogliere le tue miserie e vivere di meraviglia… Puoi anche indagare in modo più approfondito questi temi iniziando a leggere ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Accettazione e legittimazione

La crescita personale è un percorso di cambiamento e accettazione.
Puoi cambiare alcuni aspetti di te: pensieri e modi di pensare, modi di accedere, sentire ed esprimere le emozioni e le sensazioni, modi di agire, modi di comunicare e interagire con gli altri, gestione del tempo e di altre risorse personali, ecc.
Non puoi cambiare gli altri: puoi influenzarli, puoi chiedere loro ciò che vorresti, puoi comunicare in modo convincente, ma l’ultima scelta sul proprio comportamento è sempre della persona che ha la libertà e la responsabilità di decidere come agire e reagire alle sollecitazioni esterne.
Devi accettare, dunque, gli altri: accettarli significa riconoscere dove sta il limite del tuo potere di influenzamento e dove devi rinunciare alla soddisfazione di una parte dei tuoi bisogni e desideri.
Da ultimo, ma non per importanza, la crescita personale passa anche attraverso una fondamentale accettazione di se stessi: non solo dei nostri limiti, della nostra impotenza e della nostra umana imperfezione, come comunemente intesi, ma anche accettazione di ciò che sorge dentro di noi. Accettazione, allora, fa rima con validazione: considerare valido, importante, di valore, avente un significato e un senso (tutto da scoprire e valorizzare). Riconosco e legittimo tutto ciò che sorge nella mia mente: sensazioni, anche quelle ‘sconvenienti’; emozioni, anche quelle ‘perturbanti’; pensieri, anche quelli ‘proibiti’. Con la consapevolezza che io non sono le mie sensazioni né le mie emozioni né i miei pensieri. Il mio essere essenziale è qualcosa che li contiene e li attraversa al tempo stesso. Accettare, allora, significa fare spazio dentro di sé a qualsiasi cosa ci venga a trovare… Con un’unica raccomandazione: essere attenti a ‘come traduciamo l’interno in azione’ ovvero imparando a selezionare come agire in base ad un esame di realtà ed un necessario rispetto degli altri e di se stessi. Ovvero imparando a distinguere due tipi di responsabilità molto diversi tra loro: quella del nostro mondo interiore (in cui tutto è legittimo, almeno ognuno ha i suoi criteri personali di accettazione e legittimazione) e quella del comportamento concreto e reale nel mondo esterno in cui esame di realtà e riconoscimento dell’altro sono fondamentali.
Insomma, esistono le miserie ed anche le meraviglie. Esiste ‘Alice nel paese delle miserie’, libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line. Per la tua evoluzione personale…