Il gioco della vita. Esercizio

Pensa a tante scelte di vita che hai fatto. Più o meno importanti. In diversi ambiti e ruoli oltre che in diversi momenti della tua vita. Alcune chiaramente consapevoli e proprio volute, altre più inconsapevoli, forse meno chiare per te, per i dubbi e le incertezze con cui le hai portate avanti. Certamente di alcune sei proprio soddisfatto, anche orgoglioso, altre ti hanno lasciato l’amaro in bocca, rimorsi per ciò che hai fatto, rimpianti per ciò che non hai scelto.
Capita un po’ a tutti e dobbiamo anche saper dire “è andata così” (“l’ho fatta andare così”).
Meno scontata è la capacità di stare oggi in ciò che ti suscita questa ricognizione del tuo passato, molto antico o anche recentissimo. Cosa provi e cosa pensi guardando queste tue scelte?

Nota, quindi, alcuni tratti in comune che puoi rintracciare in queste scelte.
Sono sempre il solito…
Come sempre è andata che…
Ancora una volta mi sono ritrovato a …
La morale è sempre che…
Prova a completare queste frasi (o cerca le frasi che trovi più adatte a te, per trovare un senso ricorrente in tante delle tue scelte) e vedi cosa emerge alla tua consapevolezza…

Nota, quindi, un bisogno imperioso che ti ha sempre guidato. Più o meno consapevolmente. Qualcosa del tipo: “ho lottato tutta la vita per …”. Esempi: ho lottato tutta la vita per un bisogno di amore, di essere stimato, di sfida, di successo, di senso, di essere il primo, di essere diverso da mia madre; per superare mio padre, evitare di sentirmi inferiore, sentirmi vivo, cercare di essere perfetto, cercare mio padre, consolare mia madre, rendere felici i miei genitori, controllare le esplosioni rabbiose degli altri, prendermi cura degli altri, sentirmi al sicuro, nascondere i miei difetti, proteggere le persone a cui voglio bene, evitare figuracce, ecc..

Nota che vita positiva hai costruito intorno a questo bisogno, quale valore hai seminato e raccolto sulla base di questo imperativo interno che ha guidato molte tue azioni e scelte…

Nota quali sono stati (e/o sono tuttora) gli effetti negativi di questo stile di vita. Quali prezzi hai pagato. Quali rinunce e quali autolimitazioni ti sei imposto…

Chiediti, ancora, cosa potrebbe succedere “se smettessi di organizzare il mio comportamento sempre ed esclusivamente in relazione a questo mio bisogno”: cosa proveresti, come ti sentiresti, cosa penseresti, cosa faresti…

Individua cosa oggi può veramente dare senso, direzione, significato e valore alla tua vita…

Ed inizia ad agire in modo coerente a questo nuovo “valore” che vai cercando di vivere e creare…

Nonostante

Nonostante il tuo dolore, la tua ferita
Nonostante il tuo passato, le persone con cui sei cresciuto, quelle che hai incontrato, quelle che ti hanno fatto male
Nonostante il tuo carattere, chi credi di essere e la gabbia che ti senti addosso
Nonostante le tue convinzioni limitanti e auto-sabotanti
Nonostante il tuo senso di inadeguatezza e incapacità
Nonostante le tue paure e il tuo senso di impotenza che ti bloccano

Tu puoi sempre fare qualcosa di buono e utile per te…
Tu puoi sempre farci qualcosa anche se non arrivi ad essere perfettamente soddisfatto…
Tu puoi sempre prenderti cura della tua ferita dolorosa…
Tu puoi sempre imparare a lasciare il passato nel passato e vivere ora…
Tu puoi sempre iniziare a svincolarti da condizionamenti antichi…
Tu puoi sempre liberarti da imposizioni rigide su come devi essere, come devi pensare, cosa devi fare e cosa non devi fare…
Tu puoi sempre scegliere con chi stare e il modo in cui stare con le persone…

Nonostante la tua infelicità… Tu puoi sempre fare qualcosa per essere felice…
Nonostante tu creda di non avere scelta … Tu puoi sempre scegliere… Anche di farti ispirare o non dare alcun valore a quello che hai letto finora…

Dalla minaccia alla sicurezza

Ti propongo un piccolo esercizio di “attenzione auto-esplorativa” per comprendere la tua sensibilità antica o ferita emotiva legata alla frustrazione di bisogni emotivi e interpersonali fondamentali come il bisogno di calore, protezione e sicurezza; il bisogno di stima e amore; il bisogno di stimolazione e incoraggiamento; il bisogno di appartenenza e inclusione sociale.

Per imparare a comprendere come la tua mente sia “impostata in origine” per cogliere “certi segnali di minaccia interpersonale” e per amplificare certi stati d’animo legati alla frustrazione di bisogni importanti nelle relazioni.

Nota, nelle tue relazioni interpersonali, i segnali che cogli nell’altro e le domande, i pensieri e le riflessioni che fai per entrare in ansia o per alimentare la tua ansia e renderla persistente

Nota, nelle tue relazioni interpersonali, i segnali che cogli nell’altro e le domande, i pensieri e le riflessioni che fai per sentirti depresso o per alimentare il tuo stato angoscioso e renderlo duraturo

Nota, nelle tue relazioni interpersonali, i segnali che cogli nell’altro e le domande, i pensieri e le riflessioni che fai per sentirti arrabbiato o per alimentare la tua frustrazione e delusione e mantenerle sempre presenti…

Nota, nelle tue relazioni interpersonali, i segnali che cogli nell’altro e le domande, i pensieri e le riflessioni che fai per sentirti in colpa, sbagliato, inadeguato e fallito o per alimentare questi stati dolorosi fino a cronicizzarli…

Nota, nelle tue relazioni interpersonali, i segnali che cogli nell’altro e le domande, i pensieri e le riflessioni che fai per sentirti continuamente indegno, non amabile o alimentare questi tuoi vissuti e renderli sempre attivi dentro di te…

Nota, nelle tue relazioni interpersonali, i segnali che cogli nell’altro e le domande, i pensieri e le riflessioni che fai per sentirti ovunque e comunque fragile, debole, vulnerabile o alimentare queste percezioni di te e renderle il tuo unico vestito…

Nota, nelle tue relazioni interpersonali, i segnali che cogli nell’altro e le domande, i pensieri e le riflessioni che fai per sentirti sempre strano, diverso dagli altri ed escluso alimentando questi vissuti fino a mantenere un profondo ritiro dagli altri e dalla vita

Nota, nelle tue relazioni interpersonali, i segnali che cogli nell’altro e le domande, i pensieri e le riflessioni che fai per entrare in qualunque altra tua condizione stressante emotivamente o tendere ad alimentarla e a renderla stabile e onnipresente…

Ora che hai notato la tua tendenza automatica a focalizzare l’attenzione su stimoli per te sensibili, ti invito ad aver fiducia di poter de-automatizzare qualcosa che finora hai ritenuto da te incontrollabile, ti invito a spostare la tua attenzione da quegli stimoli “minacciosi”, “dolorosi”, “sensibili” ad altri stimoli per te “neutri” o anche “positivi”; ad esempio:

  • quando ti accorgi di essere concentrato sullo sguardo giudicante dell’altra persona… inizia ad osservare come è vestita, i colori che porta, le scarpe che indossa, ecc.;
  • quando ti accorgi di essere concentrato sui bisogni dell’altro… inizia a notare come tu sei vestito, colori, scarpe, ecc.;
  • quando ti accorgi di essere concentrato sulle pretese dell’altro… inizia a pensare a cosa mangerai stasera a cena;
  • quando ti accorgi di essere concentrato sugli atteggiamenti arroganti e svalutanti dell’altro… inizia a concentrarti sul film che guarderai stasera;
  • quando ti accorgi di essere concentrato su come appari agli occhi dell’altra persona… inizia a trovare nomi di oggetti per ogni lettera dell’alfabeto…

In sintesi: riconosci dove solitamente tendi a focalizzare la tua attenzione… sposta la tua attenzione su stimoli neutri … E verifica l’effetto che fa su di te questo spostamento dell’attenzione… dalla minaccia alla sicurezza…

Se inizi a praticare con costanza questo “spostamento dell’attenzione” diventerai probabilmente più capace di regolare i tuoi stati emotivi, riducendo quelli angosciosi e aumentando quelli più leggeri e sereni…

Inizia e procedi … Procedi senza aspettarti risultati magici e miracolosi… Continua con fiducia e determinazione e gradualmente acquisirai questa importante abilità di autoregolazione emotiva…

Il senso e l’esperimento

Quello che fai ti serve, ma rappresenta spesso anche un problema. Alcuni tuoi comportamenti soddisfano certi tuoi bisogni, ma ti creano anche difficoltà emotive e interpersonali. Ecco alcuni esempi.

Stai chiuso in casa per evitare il giudizio della gente, ma così ti precludi di incontrare persone e creare relazioni.

Per essere apprezzato e per apprezzarti insegui la perfezione di ogni tua prestazione lavorativa, ma così facendo esaurisci completamente e continuamente ogni tua risorsa e non ti lasci spazio per altro, oltre a restare quasi sempre insoddisfatto e addirittura non riuscire a fornire prestazioni eccellenti, sul lavoro.

Hai bisogno di essere apprezzato, amato, ben voluto, ma adotti comportamenti così goffi e affettati che finisci per mostrarti ridicolo e ciò ti fa sprofondare dalla vergona e ti fa sentire il rifiuto o il disprezzo degli altri.

A volte, lo riconosci chiaramente, sei consapevole di quello che fai e anche a cosa ti serve; alcune volte, lo riconosci appena il tuo comportamento e intuisci vagamente quale bisogno soddisfa; altre volte, lo ignori completamente, ma comunque quello che fai è qualcosa che ha sempre uno scopo, svolge una funzione per te, ha un senso e un valore, altrimenti non lo faresti. Al tempo stesso, e spesso, quello che fai ti crea anche problemi, è controproducente, ha un costo elevato, tanto ti dà e tanto ti toglie. Ecco qualche altro esempio di “comportamento finalizzato” di cui puoi essere più o meno consapevole di quando, come e perché lo metti in atto:

  • mettere in ordine, pianificare e organizzare in modo eccessivo;
  • procrastinare fino all’inazione completa;
  • essere costantemente iperattivo;
  • sedurre in modo compulsivo;
  • reagire sempre in modo impulsivo e aggressivo;
  • essere servizievole, iper-disponibile e auto-sacrificale, oltre ogni umana misura;
  • ritirarsi in un proprio mondo fantastico evitando i contatti reali con gli altri;
  • essere intransigente, severo e spietato nei giudizi, nelle critiche e nella colpevolizzazione, con se stessi e con gli altri;
  • manifestare atteggiamenti di chiusura affettiva e intima; controllare in modo maniacale la propria immagine sociale.

Tutti i comportamenti dipendenti, inoltre (sostanze, anche alcol e cibo, gioco d’azzardo, internet, social media, tecnologia, iper-lavoro), possono rientrare in questa categoria di strategie, di cui sei più o meno consapevole, ma che sicuramente sono attività finalizzate ad uno scopo, in generale a governare o regolare stati emotivi dolorosi.

Per aiutarti a comprendere meglio scopo, funzione, senso e valore di quello che fai…

Per aiutarti a comprendere quando i costi e gli effetti controproducenti sono maggiori degli scopi che soddisfi e dei risultati che ottieni…

Per aiutarti a comprendere quali strade alternative esistono per raggiungere quegli scopi senza pagare un prezzo troppo elevato (nei termini dei problemi che ti procurano quei comportamenti quasi automatici e sempre pronti a scattare) …

Esiste una strategia che puoi cominciare ad applicare. Un esperimento: PROVA A NON FARLO!!!

Quando ti rendi conto di esserci ricaduto, di adottare quel comportamento che tanto ti dà e molto di più ti toglie, che ti fornisce benefici a caro prezzo… PROVA A NON FARLO… Non devi riuscirci… devi provarci e vedere cosa succede… cosa succede dentro di te e nelle reazioni degli altri… cosa provi, cosa pensi, cosa fai, cosa fanno gli altri, se ti dicono qualcosa, se leggi in loro delle intenzioni, ecc.

SE CI RIESCI avrai ottenuto il risultato di ridurre un tuo comportamento problematico e probabilmente di capire molto meglio a cosa ti serve e con cosa puoi sostituirlo…

SE NON CI RIESCI avrai ottenuto, comunque, delle informazioni sul tuo funzionamento personale e nelle relazioni; quindi potrai essere motivato ulteriormente a proseguire l’esperimento per comprendere ancora meglio, magari fino ad ottenere un cambiamento per te importante.

Irrealizzabile e percorribile

Esistono alcuni pensieri e comportamenti attraverso i quali molte persone tentano di risolvere i loro problemi ed eliminare ogni stress emotivo, ma paradossalmente finiscono per mantenere, se non addirittura alimentare, la stessa sofferenza che vorrebbero allontanare.
In particolare, alcune idee finiscono per generare ASPETTATIVE IRREALISTICHE e COMPORTAMENTI AUTO-FRUSTRANTI.

1. L’idea di CONTROLLARE GLI ALTRI per riuscire a risolvere i propri problemi. Cambiare gli altri per stare meglio. Per ottenere la soddisfazione completa dei propri bisogni e desideri.
2. L’idea di prendere DECISIONI PERFETTE in cui tutti i bisogni e desideri sono realizzati oppure tutte le persone coinvolte sono soddisfatte.
3. L’idea che sia possibile ELIMINARE COMPLETAMENTE dalla propria vita SOFFERENZA, frustrazione e delusione in tutte le sfumature con cui si presentano: emozioni dolorose, rimorsi, rimpianti, senso di fallimento, senso di mancanza, ecc.
4. L’idea che la vita attuale, in varie forme e modalità, possa o debba RESTITUIRCI ciò che non abbiamo avuto durante l’infanzia, dai nostri genitori e nel nostro passato in genere.

A fronte dei suddetti obiettivi irrealistici ci sono alcune STRADE che sono invece realmente e REALISTICAMENTE PERCORRIBILI per governare e ridurre la sofferenza emotiva e i problemi interpersonali.

1. Non puoi controllare gli altri, puoi AGIRE affinché gli altri possano COMPRENDERE meglio i tuoi pensieri e bisogni ed eventualmente fare qualcosa per aiutarti a realizzarli.
2. Ogni DECISIONE implica una RINUNCIA. Ogni scelta è una scelta del prezzo da pagare per ottenere ciò che vuoi. Puoi impegnarti a compiere scelte guidate dai tuoi valori consapevoli, anche se mai perfette.
3. Puoi LIBERARTI dalla PRETESA della FELICITÀ PERFETTA e assoluta imparando a prevenire il più possibile i meccanismi (pensieri, comportamenti, abitudini, ecc.) che generano la sofferenza e soprattutto imparando a convivere con e tollerare quote di sofferenza, frustrazione e delusione ineliminabili.
4. Puoi RICONOSCERE, ACCOGLIERE e prenderti CURA delle tue FERITE, dei tuoi traumi, dei tuoi dolori IRRISOLTI, delle tue cocenti delusioni. Puoi cercare oggi di non ripetere errori del passato, puoi essere attento a non cadere ancora oggi in relazioni pesantemente frustranti, in cui ti senti trascurato invece che amato, disprezzato invece che stimato, frenato invece che incoraggiato. Al tempo stesso è fondamentale che tu impari a lasciare il passato nel passato, imparando ad accettare la frustrazione antica del “bambino ferito” che ti porti ancora dentro, a tollerare quella parte ineliminabile al presente, imparando in maniera fondamentale a sviluppare la parte adulta, consapevole, autonoma e responsabile, capace di farsi carico della propria angoscia/dolore come della propria felicità e autorealizzazione.

Di fronte al rinnovarsi della ferita emotiva

Di fronte ad un dolore che spesso torna a trovarti…
Di fronte ad un errore che spesso tendi a ripetere…
Di fronte ad un incastro da cui non riesci ad uscire…
Di fronte ad una storia che sembra sempre uguale a se stessa…
Di fronte alla sensibilità antica che si fa sempre attuale…
Di fronte ai tuoi soliti, rigidi modi di agire …

Quando ti senti solo e incompreso…
Quando per l’ennesima volta ti sei chiuso a bere da solo…
Quando continui a pagare il costo elevatissimo di una decisione che sai che devi prendere ma non riesci a prendere…
Quando ancora una volta sei stato lasciato perché sei troppo…
Quando ti senti, come sempre, abbandonato… rifiutato… giudicato… sbagliato… colpevole… difettoso…
Quando continui ad essere inflessibilmente controllante e ossessivo… aggressivo e arrogante… compiacente e servizievole… perfezionista e volto all’autosacrificio … critico e sprezzante… autocritico e autosvalutante… freddo e distaccato… chiuso ed evitante…

È arrivata l’ora che inizi a chiederti:
Dove ho imparato a…?
Quando ho imparato a…?
Chi mi ha insegnato a…?
Come? In che modo? Attraverso quali parole? Attraverso quali esperienze?
Perché? A che scopo? Per ottenere cosa?
Sto forse ripetendo una storia che non è solo mia?

Cercare l’origine dell’attualità che si ripete in modo auto-frustrante è un passo importante per comprendere e iniziare a fare qualcosa di nuovo con questa sensibilità antica che si rinnova oggi come una ferita dolorosa e sanguinolenta…
Per arrivare ad una prospettiva duplice sul senso della ripetizione, al tempo stesso “comprensiva” e “trasformativa…” Qualcosa che può suonare dentro di sé come: “a quel tempo, in quel contesto, piccolo bambino, con la mia mente infantile, con poche risorse e strumenti semplici per comprendere ciò che stava avvenendo e ciò che stavo vivendo, ho creduto, inconsapevolmente, che questo mio modo di fare che oggi si ripete a rinnovare la mia sofferenza, fosse in qualche modo utile. Comunque è quello che ho trovato per cavarmela, per farcela ad andare avanti, per tentare di ottenere almeno il minimo indispensabile di sicurezza, protezione, amore, approvazione, stima, sostegno. Ho cominciato ad applicarlo per gestire più situazioni e nel tempo è diventato il mio marchio di fabbrica, il mio modo tipico di stare al mondo, di pensare, di agire, di costruire le relazioni interpersonali. Oggi, da adulto, in alcune o molte circostanze, sembro ancora quel bambino che sembra vivere e deve adattarsi ancora a quel mondo antico e non mi accorgo che quelle condizioni originarie sono mutate”.

È solo l’inizio di un percorso per smettere di ripetere il passato doloroso e cominciare a creare un presente più sereno…

Valido il motivo, inefficace il metodo

I tuoi genitori stavano sempre in guerra e tu ti chiudevi in stanza sperando in una tregua… Oggi sei esperto nell’evitare ogni forma di conflitto!
Tuo fratello era gravemente malato e tu hai imparato a non chiedere niente per te… Oggi sei esperto nel fare sempre e comunque tutto da solo!
Tuo padre è morto che tu eri ancora bambino e molto presto hai dovuto imparare ad essere grande… Diventando esperto nel seguire doveri e responsabilità senza mai concederti esperienze di piacere e relax!
Tua madre era spesso aggressiva e tu sceglievi il silenzio per non inquietarla… Fino a diventare nel tempo maestro nell’arte del non disturbare!

Questi sono solo alcuni esempi di numerosissime traiettorie possibili in cui ciascuno di noi è riuscito a cavarsela pagando un prezzo enorme per aver sviluppato solo una parte delle proprie potenzialità e per aver ucciso altre parti di sé sane e vitali.

Ciascuno di noi ha un suo proprio modo di funzionare che ha imparato nel corso della sua vita. La vita può essere concepita come una storia di apprendimenti per cavarcela, per risolvere problemi, per trovare strade verso i nostri desideri. Abbiamo così tutti dovuto imparare a camminare e a parlare, a leggere e scrivere, a fronteggiare persone e situazioni, a pensare in modo utile e a governare le nostre emozioni. In questo percorso, più o meno accidentato, abbiamo imparato a stare al mondo, a stare con noi stessi e con gli altri.
Allora, ti suggerisco un principio, su cui riflettere per agire, che può accomunare tutti gli apprendimenti di una vita che ci hanno permesso di arrivare fin qui, fin dove ciascuno di noi è arrivato. È un principio di consapevolezza al servizio del cambiamento.
Se è vero che hai fatto di tutto per cavartela nel posto in cui sei cresciuto…
Se è vero che le strategie che hai trovato ti hanno permesso di trovare una tua strada per allontanarti dal dolore e per avvicinarti alla felicità…
Se è vero che queste strategie hanno avuto anche un costo elevato in termini di rinunce, limiti, privazioni…
Se è vero che è valido il motivo e inefficace il modo…
Allora, restando validi e legittimi i tuoi bisogni di sopravvivenza (bisogno di essere amato e stimato), i tuoi scopi di vita e i tuoi desideri di felicità e autorealizzazione, oggi devi e puoi trovare altre strategie, magari meno costose emotivamente o diversamente costose, con rinunce, limiti e privazioni per te oggi più sostenibili. Nuove strade, nuove modalità di pensiero e azione, nuove regole per l’espressione di te, nuove strategie per la comunicazione efficace, nuovi modi di stare con te stesso e con gli altri.
Da ora in avanti, dunque, pensando a diversi ambiti, ruoli e relazioni della tua vita, magari focalizzando quelli per te più sensibili rispetto al tuo desiderio di cambiare qualcosa…
Continua a considerare valido e legittimo ciò che vuoi ottenere (sempre se congruo con la realtà e la tua coscienza personale)… E cerca nuove possibilità… Nuove strategie… Nuovi comportamenti…
Una volta immaginate queste nuove strade non ti resta che cominciare a percorrerle e vedere l’effetto che fa… Questo è uno dei molteplici modi in cui si può descrivere un percorso terapeutico!

Il passato doloroso e la vita di qualità. Esercizio

L’unico momento che esiste è il presente. Al presente noi abbiamo il potere di orientare la qualità della nostra vita.
Ti propongo un esercizio di autoesplorazione (meglio se ti aiuti scrivendo), sulla tua storia di vita, di apprendimento e di cambiamento.
È un esercizio impegnativo quanto potente per quello che riesce a darti…
Scrivi a ruota libera senza giudicarti per quello che senti, che pensi e che scrivi…

Pensando al tuo PASSATO DOLOROSO…
Scrivi:
Cosa rende doloroso il mio passato …
Come ho reagito e mi sono adattato al mio passato doloroso…
Chi sono diventato anche grazie al mio passato doloroso…
Di cosa sono diventato esperto (certi modi di pensare, sentire, agire) dovendo crescere e adattarmi nelle condizioni di vita che mi sono capitate senza troppe possibilità di scelta…
Quali prezzi ho pagato…
A cosa ho dovuto rinunciare…
Cosa ho imparato dal mio passato doloroso…

Quando il tuo PASSATO DOLOROSO TENDE a RITORNARE al PRESENTE, scrivi:
L’impatto che il mio passato doloroso ha sulla mia esperienza attuale…
Le strategie mentali e i comportamenti antichi che tendo a ripetere…
Le sensazioni corporee che avverto…
Le emozioni che provo…
I pensieri che arrivano alla mia mente…
I bisogni che emergono…
Le azioni che metto in atto…
Le abitudini, una volta utili, che oggi non lo sono più…

IMMAGINANDO di CREARE il TUO FUTURO, da ora, ti propongo delle ispirazioni e indicazioni. Segna quelle in cui ti rispecchi e che ti risuonano dentro come desideri e possibilità che vuoi realizzare. Personalizza queste indicazioni e fanne ispirazione per tue azioni concrete…
Cosa posso fare di diverso, da oggi in poi, col mio passato doloroso che tende a tornare…
– Posso riconoscere il dolore e considerarlo/sentirlo comunque tollerabile, sostenibile affrontabile.
– Posso riconoscere che non sono più quel bambino di una volta, piccolo di fronte ai grandi, con pochi strumenti e risorse per affrontare quel dolore.
– Posso riconoscere la mia sensibilità a provare e rivivere quel dolore senza per questo farmi condizionare il comportamento in modo rigido e assoluto.
– Posso riconoscere il dolore quando torna a trovarmi e imparare a lasciarlo andare, “passare senza disturbare”…
– Posso vivere la mia vita, posso impegnarmi a creare la vita che voglio nonostante il dolore che tende a tornare…

Il mio passato è doloroso e tende a tornare…
Il mio presente è doloroso, ma lo posso tollerare!!!
Il mio futuro è radioso quando lo inizio a creare…

Ringraziati… Ora… Per come, in passato, sei stato capace di trovare una tua strada, anche tortuosa e faticosa, che ti ha permesso di arrivare fino ad oggi…
Ringraziati… Ora… Per come, da oggi in poi, puoi tracciare una nuova strada per te utile a creare la vita che vuoi…

Passato presente futuro

Il tuo passato è doloroso e tende a tornare…
Il tuo presente è doloroso, ma lo puoi tollerare!!!
Il tuo futuro è radioso quando lo inizi a creare…

Questa è in estrema sintesi una parte importante del lavoro terapeutico. Dell’idea condivisa tra paziente e terapeuta del viaggio dalla sofferenza alla serenità.
La persona viene accolta, rispettata, compresa, legittimata nei suoi drammi dolorosi. Al tempo stesso, gradualmente, viene aiutata a lasciare il passato nel passato. Al presente, a liberare la mente da intrusioni dolorose. A lasciare in pace la mente. A lasciarle l’energia per procedere nella direzione dei suoi valori e scopi e dei suoi progetti per il futuro.

Il lavoro sul passato persegue l’obiettivo, condiviso, di comprendere quando la persona ha imparato a funzionare in un certo modo che le ha garantito la sopravvivenza psicologica oltre che fisica. Quando, dove, cosa, con chi e perché ha dovuto trovare modalità mentali e regole di comportamento per cavarsela, per ottenere il più possibile la soddisfazione dei bisogni primari di protezione, sicurezza, amore e stima.

Il lavoro sul presente è incentrato in buona parte sul riconoscere la differenza tra credenza e realtà. Tra pensieri e fatti. Ad esempio, se finora hai creduto di essere stupido (debole, incapace, difettoso, sbagliato, colpevole, indegno, non amabile, ecc.) da ora in poi puoi riconoscere che ciò che credi è differente da ciò che è. Ciò che credi è solo un’idea, una convinzione, che puoi continuare a seguire come guida del tuo stare al mondo (come fai da una vita) o puoi anche decidere di non seguire per cominciare a farti guidare da altre convinzioni e possibilità.

Il lavoro sul futuro è conseguente. Nonostante per una vita tu abbia “creduto vere certe verità” e seguito certe strategie mentali e regole di comportamento, da oggi in poi puoi cominciare a pensare ed agire in modo differente. Seguendo i tuoi valori consapevoli ed impegnandoti concretamente per realizzarli. Cosa è veramente per te importante? Cosa devi fare per cominciare a realizzarlo?

Due vie per la cura

Esistono due grandi metodi per ridurre la tua sofferenza. Due grandi vie che puoi intraprendere.
Quando ti ritrovi ingolfato di pensieri negativi ed emozioni dolorose puoi cambiare il contenuto e anche osservare il processo. Non sono antitetici, sono integrabili.
Il primo approccio cerca di entrare dentro per modificare i pensieri negativi e scacciare le emozioni dolorose. Il secondo resta fuori a guardare, ad osservare senza giudicare, a lasciare che sia ciò che è.
Il primo approccio è più diretto. Spesso si tratta di pensieri, emozioni, ricordi, sensazioni che appartengono alla storia dolorosa della persona, alla sua ferita, alla sensibilità maturata negli anni infantili. Questo approccio torna indietro nella storia della persona per rivisitare ciò che è accaduto, dargli un nuovo senso, uscirne rinnovati, meno addolorati, meno arrabbiati, meno angosciati, con un senso e un significato delle cose che in qualche modo è più comprensibile per la persona e la alleggerisce e affranca da vecchi condizionamenti per lasciarla libera di fare nuove scelte consapevoli e responsabili nonostante ciò che è stato.
Il secondo approccio è indiretto. Resta fuori per andare avanti. Non vuole cambiare il senso della storia di vita, vuole semplicemente lasciarla stare per quella che è stata e che è oggi, mantenendo lo sguardo orientato al presente che costruisce il futuro. Nonostante, la tua storia e la tua sofferenza, anche attuale, tu hai sempre la possibilità di guardare avanti, di impegnarti concretamente in attività che realizzano ciò che per te è importante. Non realizzerai tutto, realizzerai comunque qualcosa per te importante, vitalizzante. La direzione verso la vita che vuoi vivere e creare resta sempre attiva e puoi scegliere ogni tua attività in modo che possa essere un pezzo in quella direzione…