Promuovere la salute e prevenire il disagio emotivo

La felicità o almeno la serenità e quindi un qualche grado di salute mentale, emotiva e interpersonale sono legate ad alcune ispirazioni per il proprio comportamento.
1. Cercare di conoscere e realizzare i propri BISOGNI. Ad esempio, nei diversi ambiti e ruoli puoi avere bisogni di amore, cura e protezione; bisogni di stima, successo e realizzazione personale; bisogni di autonomia ed esplorazione; bisogni di creare legami e far parte di gruppi; ecc. È fondamentale cercare di riconoscere, contattare, esprimere e soddisfare il bisogno primario in uno specifico momento e situazione.
2. Riuscire a raggiungere un COMPROMESSO SOSTENIBILE tra BISOGNI IN CONFLITTO. Non puoi avere tutto e contemporaneamente.
3. Imparare a TOLLERARE la FRUSTRAZIONE cioè il divario tra ciò che vorremmo e ciò che otteniamo, la differenza tra una completa e una parziale soddisfazione. Probabilmente sono veramente poche le situazioni in cui siamo totalmente soddisfatti.
4. Essere FLESSIBILE nei MODI e nelle STRATEGIE per soddisfare i propri bisogni. Quello che ha funzionato una volta può non funzionare sempre. Quello che ha funzionato allora non è detto che funzioni anche ora. Un comportamento adattivo quando eri bambino potrebbe essere disfunzionale oggi.
5. Avere CHIAREZZA sui PROPRI VALORI (cosa è importante nella vita) e impegnarsi a realizzarli al meglio possibile attraverso comportamenti costanti e coerenti col valore. Come i bisogni, anche i valori sono guida fondamentale del nostro agire quotidiano.
6. Imparare ad ACCETTARE la NOSTRA IMPOTENZA, mantenendo la fiducia, la speranza e l’impegno effettivo a creare la vita che vogliamo, oltre ogni pretesa di impossibile perfezione.
Quando riusciamo a farci ispirare da questi principi, aumentiamo notevolmente la probabilità di vivere una vita piena, appagante, dotata di senso e valore. A quel punto non ci resta che leggere ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Perché stai male!? Come puoi curare la tua sofferenza…

La tua sofferenza non deriva tanto dalle esperienze avverse che vivi, dalla frustrazione che ti si presenta più o meno frequentemente nella tua quotidianità o dalla delusione che ti viene spesso a trovare perché le persone non si comportano come tu vorresti. La tua sofferenza, insomma, non deriva dallo stress e dal dolore emotivo che pure caratterizzano la tua vita, ma dall’obiettivo che ti poni rispetto ad essi.
Se il tuo scopo, più o meno consapevole, è di eliminare completamente stress, dolore, frustrazione e delusione, allora stai pretendendo da te stesso e dalla realtà qualcosa di impossibile. E se non ti rendi conto di questo, continuerai in modo rigido, ripetitivo e auto-frustrante a cercare di ottenere questo risultato impossibile.
Una completa soddisfazione è impossibile. Per due motivi generali che ritrovi in ogni situazione specifica.
1. Un divario tra reale e ideale è la regola. La perfetta corrispondenza tra ciò che desideri e ciò che realizzi è l’eccezione. Se pretendi che l’eccezione diventi la regola, stai all’interno di una missione impossibile che alimenta la frustrazione iniziale, rabbia e senso di colpa, senso di impotenza e fallimento.
2. Un conflitto tra bisogni è la regola. Una perfetta soddisfazione di ogni bisogno è l’eccezione. La soddisfazione di uno specifico bisogno implica almeno temporaneamente la parziale o completa insoddisfazione di altri bisogni. La frustrazione quindi è qualcosa di inevitabile. Ciò che puoi evitare è di tentare, in modo illusorio e auto-fallimentare, di eliminarla completamente.
Conseguentemente, la cura della sofferenza (stress, frustrazione, delusione e corteo delle emozioni dolorose) è possibile attraverso la ridefinizione della propria idea di benessere e felicità, basata non più su un ideale onnipotente di perfezione e soddisfazione assoluta, ma sull’imparare a tollerare e accettare lo scarto tra ciò che vogliamo e ciò che otteniamo, abbandonando la pretesa di eliminarlo totalmente. Ad esempio, ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line, è molto lontano dalla perfezione eppure può esserti molto utile nel tuo processo di crescita personale. Vuoi cominciare a leggerlo o resti ad aspettare il libro perfetto che speri che esca?

Oltre la lamentela

Chi non ha motivi per lamentarsi? Chi si lamenta per le pretese dei superiori e chi per la passività dei collaboratori. Chi si lamenta perché non riesce a dimagrire e chi perché non trova mai tempo per tante esperienze che vorrebbe vivere. Chi si lamenta dei vicini e chi della solitudine. Chi ha perso persone importanti e chi non riesce a trovare buone relazioni. Chi è rimasto senza partner e chi non riesce a lasciarlo. Chi coi figli che non dormono e chi con i figli che dormono troppo. Insomma, la lista delle lamentele è potenzialmente infinita. Chi si lamenta per gli altri, chi con se stesso. Tu per cosa ti lamenti solitamente? Per ottenere cosa? È uno sfogo? Una richiesta di aiuto? Un passo preliminare per cominciare a risolvere i problemi? La lamentela esprime una frustrazione, qualcosa che manca, qualcosa che non si sente giusto, un qualche bisogno insoddisfatto. La lamentela ha il suo perché, è legittima.
Diventa importante notare cosa ci fai con questa lamentela. Quanto indugi nella lamentela. Quanto ti è utile continuare a lamentarti.
Cosa fare, allora, con la lamentela, pur legittima? Quanto vogliamo restare intrappolati nella lamentela fino a trasformarla da legittima a sterile?
4 punti cardine.
1. Rintraccia la ferita che alimenta il tuo bisogno di lamentarti e prenditene cura. Questo può richiedere un lavoro terapeutico.
2. Cerca le risorse dove stanno. Dentro e fuori di te. Risorsa è tutto ciò che può esserti utile nella soluzione di problemi, nella soddisfazione di bisogni, nella regolazione dei tuoi stati emotivi e somatici. E anche nella cura della ferita.
3. Assapora ciò che di buono è già presente nella tua vita. Ci sta, ci sta, qualcosa ci sta, se sai notarlo e goderne.
4. Trasforma la lamentela in un obiettivo e inizia ad agire, magari con le risorse trovate, con piccole azioni che non saranno la soluzione miracolosa dei tuoi problemi, ma certamente ti potranno dirigere verso la soddisfazione di certi bisogni, la realizzazione di certi desideri, verso una vita consapevolmente fondata sui tuoi valori, su cosa è importante per te. Non chiederti la perfezione, non aspettarti tutto e subito, non cercare di controllare tutto. Quasi sicuramente dovrai accettare che qualcosa non lo raggiungerai o qualcosa non tornerà più come prima.
Ogni maratona inizia con un primo passo. E tu non chiederti di fare la maratona, inizia semplicemente il tuo cammino…
Certo quattro righe e quattro pensieri non possono darti soluzioni e felicità, potresti ancora scegliere di continuare a lamentarti per ciò che non va, ma almeno ora hai aggiunto qualche seme di consapevolezza. Se poi vuoi approfondire, puoi iniziare a leggere ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Apprendimenti per il tuo benessere

Impara a sbagliare. Saper fallire è l’inizio del successo.
Impara a deludere. Saper deludere è l’inizio di buone relazioni, con gli altri e con te stesso.
Impara ad agire dove hai potere. E smetti di sprecare energie nel cercare di cambiare ciò che non puoi controllare.
Impara a riconoscere la tua impotenza. Saper riconoscere i propri limiti ti aiuta ad accettarli e ti permette di impegnarti a superarli.
Impara ad impegnarti in ciò che tu puoi fare per ottenere ciò che vuoi, piuttosto che aspettare e sperare che arrivi dall’esterno la soluzione ai tuoi problemi e la soddisfazione dei tuoi bisogni.
Impara a chiedere per ciò che vuoi. Piuttosto che aspettare che arrivi magicamente.
Impara a dire no alle richieste piuttosto che farti soffocare dai bisogni degli altri.
Impara ad agire al presente piuttosto che rimuginare su un futuro incerto che non puoi controllare totalmente o ruminare su un passato che ormai non puoi più modificare.
Impara ad accettare ciò che non puoi cambiare.
Impara a farti guidare.
Cos’altro ti viene in mente come qualcosa da imparare per creare il tuo benessere?
Ah, giusto: impara a seguire i passi di ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Tu sei il frutto di…

Sembra scontato: noi siamo il risultato delle nostre decisioni. Siamo l’esito delle nostre azioni. Siamo il frutto delle abitudini che abbiamo strutturato nel tempo. È scontato? È fondamentale riconoscere l’importanza di questo pensiero!
Inizia a notare alcune tue DECISIONI che hai preso e dove ti hanno portato… Tanto tempo fa o anche solo ieri… A casa, in famiglia, a scuola, al lavoro, con gli amici, nello sport o in altri ambiti della tua vita…
Inizia a notare alcune AZIONI che hai compiuto e cosa hai ottenuto…
Inizia a notare alcune ABITUDINI che ti caratterizzano, a cosa ti servono e dove ti portano…
Le scelte che compiamo, i comportamenti che adottiamo, le nostre abitudini disegnano la vita che viviamo, le esperienze che facciamo, gli scopi che raggiungiamo. Il nostro grado di benessere e felicità e anche la nostra sofferenza e il nostro malessere.
Torna a guardare con attenzione alcune aree della tua vita attuale per notare in che modo azioni, abitudini e decisioni sono legate al tuo grado di soddisfazione o frustrazione.
Nota con attenzione, in particolare, e annota per iscritto quali tuoi BISOGNI restano insoddisfatti nella tua vita personale, affettiva, lavorativa, nelle tue relazioni. Quali DESIDERI vorresti realizzare, ma non ci riesci, quali tuoi SCOPI importanti sono ancora lontani da raggiungere. E chiediti: quali DECISIONI dovrei prendere per avvicinare la realtà al mio desiderio? Quali COMPORTAMENTI dovrei cominciare ad adottare? Quali ABITUDINI dovrei modificare e quali altre abitudini dovrei cominciare a fare mie?
Rifletti il giusto, allora, e comincia ad agire partendo da nuove piccole azioni con cui partire nel tuo personalissimo cammino da dove sei ora a dove vorresti trovarti tra un po’…
In ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line, la protagonista inizia il suo viaggio esplorando le sue miserie e incontra gradualmente le sue meraviglie…

Porte d’accesso

Due fondamentali porte d’accesso alla consapevolezza di sé sono la frustrazione e la delusione che incontriamo nella nostra vita quotidiana. Come ci facciamo i conti fa un’enorme differenza tra benessere e malessere. Ecco la traccia che tutti ci troviamo a seguire.
Succede qualcosa… Questo qualcosa non ti piace… Provi certi stati d’animo… Ti fai certi pensieri… Emergono in te certi bisogni… Cerchi strade per soddisfarli… Qualcuno lo soddisfi e puoi goderne… Qualcuno resta insoddisfatto ed è un nuovo punto di partenza, frustrante e deludente, per la tua consapevolezza e per cercare il più possibile di impegnarti per ridurre lo scarto tra ciò che vorresti e ciò che ti ritrovi a vivere… Tra ciò che avresti voluto e ciò che è accaduto… E via così fino a quando tocchi i limiti della tua impotenza e devi fermarti, accettare ciò che non puoi cambiare, imparare a vivere il più serenamente possibile anche dentro quelle quote di frustrazione e delusione che restano…
Proprio tutti seguiamo questo percorso, più o meno consapevolmente. Dalla miseria alla meraviglia. Guardalo in numerosi casi della tua vita quotidiana e nella tua storia.
Ci sono infiniti modi per passare dalla miseria alla meraviglia, lo trovi illustrato attraverso numerosi esempi anche in ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

La tua autostima

Se la tua autostima è la tua autostima allora non può dipendere da ciò che fanno o dicono gli altri. Questo vuol dire che nessuno ha il potere di farti sentire inferiore se tu non glielo permetti. Nessuno ha il potere di farti sentire non amato se tu non glielo permetti. Nessuno ha il potere di farti sentire di non valere se tu non glielo permetti.
Quello che fa un’altra persona può avere certamente un effetto su di te, ad esempio se vieni tradito o lasciato o preso in giro o ingannato. Oppure se vieni manipolato, sfruttato, minacciato, ricattato. Questi comportamenti altrui ti creano certamente o molto probabilmente emozioni dolorose (tristezza, paura, rabbia, ecc.) legate a ciò che perdi e ai danni che subisci, dal punto di vista materiale e affettivo. E quasi inevitabile. Ma tu hai il potere di non aggiungere ‘dolore evitabile’. Puoi dare senso a ciò che ti è accaduto proteggendo la tua autostima. Ciò che fa l’altro può procurarti dolore, perdita e danno, ma i suoi comportamenti parlano dell’altro non parlano di te. Quello che fa l’altro parla dei suoi bisogni, dei suoi desideri, delle sue scelte (anche delle sue difficoltà e dei suoi limiti) che potranno procurarti effetti spiacevoli, ma non fino al punto di distruggere il senso del tuo essere amabile, pieno di valore e degno. A meno che tu non lo permetta. Certo l’altro avrebbe potuto fare altre scelte, forse avrebbe potuto cercare altre modalità e soluzioni, ma questo è! E tu con questo ti devi rapportare.
Probabilmente quando eri piccolo può essere successo qualcosa del genere. Quando siamo piccoli siamo effettivamente molto dipendenti dalle esperienze che viviamo con i grandi. Ovviamente se viviamo esperienze di abuso fisico ed emotivo, ma anche in situazioni più ‘normali’ che comunque instillano in noi idee su chi siamo, su quanto valiamo, su quanto siamo amabili, addirittura su quanto ‘meritiamo amore’; questo perché il bambino non sa che l’amore non va meritato ed è un diritto incondizionato, senza se e senza ma. Purtroppo, dunque, nella mente infantile si crea una ferita, in tutto il nostro corpo, in ogni nostra cellula nasce e cresce un ‘bambino ferito’ che crede di dover meritare amore e stima.
Da adulti possiamo e dobbiamo prenderci cura di quella ferita. Abbracciare quel bambino dentro di noi. Comprenderlo, curarlo, amarlo.  Rassicurarlo che per quanto la vita si presenti a volte come ‘brutta, sporca e cattiva’, noi manteniamo il diritto e abbiamo la possibilità di creare una vita d’amore e che per noi vale la gioia di essere vissuta. A quel punto, la scelta passa a noi nonostante le scelte degli altri con cui ci dobbiamo confrontare … Ecco perché credo che ciascuno di noi abbia sempre un certo grado di potere per passare dalla miseria alla meraviglia e lo crede anche ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Quando le cose non vanno

Quando le cose non vanno come vorresti e ti senti frustrato e deluso, sono utili tre passaggi.
1. SII COMPASSIONEVOLE CON TE STESSO. Non significa farti pietà, compatirti o cercare compatimento dagli altri. Significa invece essere attento alla tua sofferenza, riconoscere, legittimare e rispettare ogni tua emozione dolorosa, senza giudicarti. Anzi, cercando di impegnarti a fare il possibile per alleviarla e superarla.
2. RICONOSCI LA TUA RABBIA COME RISORSA. La rabbia è una parte di te sempre o quasi sempre presente quando ti senti frustrato e deluso, anche se non tutti, per cultura ed educazione, siamo abituati a riconoscerla e tanto meno a maneggiarla. Rabbia non vuol dire essere violento, anche se spesso nell’immaginario comune arrabbiarsi coincide con esprimere la rabbia in modo eccessivo, scomposto, aggressivo. La rabbia, piuttosto, è un’emozione sana che nasce quando ci sentiamo frustrati nei nostri bisogni, delusi da qualcuno o da noi stessi, non rispettati o danneggiati o ingiustamente trattati. È quindi una risorsa, se riconosciuta come legittima, espressa in modo rispettoso di sé e dell’altro e utile a tentare di mettere a posto la situazione fonte della rabbia stessa.
3. Utilizza la cura dell’autocompassione e l’energia della rabbia al servizio di SCELTE UTILI per cercare di ottenere ciò che desideri e di cui hai bisogno. A volte otterrai proprio ciò che volevi. Altre volte dovrai accettare una parte di impotenza. È così… Puoi provare e riprovare, ma probabilmente non sempre tutte le cose andranno proprio a posto. Allora una scelta utile diventa imparare a dire (e interiorizzare) con serenità: “è andata così…”.
Questi tre passaggi, diversi ovviamente in base al contesto e alla persona, sono fondamentali per passare dalla miseria alla meraviglia, come è illustrato con numerosi esempi in ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Un due tre passi semplici semplici per il tuo cambiamento

Consapevolezza.
Responsabilità.
Accettazione.
Sono tre ingredienti del tuo benessere tra loro integrati, si richiamano a vicenda. Li devi mettere insieme in modo utile ed ottimale.
Facile solo a dirsi. Non sempre facili da mettere in pratica. Tocca a te…
CONSAPEVOLEZZA. Conosci come funzioni e capisci cosa vuoi. Comprendi cosa scatena il tuo stress (fatti e tuoi modi di interpretare i fatti) e cosa produrrebbe la tua felicità: cosa vorresti (bisogni e desideri) e cosa vorresti vivere (emozioni e sensazioni).
RESPONSABILITÀ. Cosa devi far accadere per ottenere ciò che vuoi. Cosa devi iniziare a fare. Cosa devi smettere di fare. Iniziare ad agire diversamente da quanto fatto finora, qualcosa di più, qualcosa di meno, qualcosa di diverso.
ACCETTAZIONE. Imparare a godere di quanto ottenuto ed imparare ad accettare lo scarto tra ciò che avresti voluto e ciò che hai effettivamente potuto realizzare ed ottenere.
Guarda i diversi ambiti della tua vita: famiglia, lavoro, amicizie, tempo ricreativo, ecc.
Guarda come funzionano questi tre ingredienti, come li stai facendo funzionare.
Inizia a modificare qualcosa, piccola e significativa… Un passo alla volta… Come ci insegna ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Tre principi per la tua serenità

Lutti, perdite, tradimenti, separazioni, delusioni, fallimenti, limiti personali, sentimenti di impotenza, ridimensionamenti di progetti e aspirazioni. Ad un certo punto compaiono e devi farci i conti. Puoi trovare esempi in ogni ambito della tua vita (famiglia, lavoro, amici, progetti individuali, ecc.) o guardando la vita di altri o leggendo ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.
Allora devi imparare a:
1. Accettare di vivere nello scarto tra ciò che vorresti e ciò che ottieni.
2. Considerare e vivere l’esperienza dello scarto come qualcosa di spiacevole, doloroso, ma non catastrofico e che puoi tollerare.
3. Impegnarti per ridurre quello scarto, accettando quella parte ineliminabile.
Certo che è facile a dirsi e impegnativo da affrontare. Ma questo è! O no?