4. Estate meravigliosa. Dalla lamentela all’obiettivo

Ma tu lo sai o non lo sai che la lamentela è bella quando dura poco? Ecco il suggerimento di oggi… in direzione di una vita meravigliosa:
TRASFORMA LA LAMENTELA IN UN OBIETTIVO… PRIMA DI SUBITO.
Trasforma la lamentela sterile in qualcosa di utile…
Trasforma la lamentela dannosa in qualcosa di efficace…
Trasforma la lamentela nella consapevolezza del bisogno che esprimi attraverso quella lamentela…
Fermati… una… due… tre volte al giorno… ogni volta che ti ritrovi a lamentarti, fermati e chiediti: qual è il mio bisogno? Cosa posso farci di concreto e utile?
… E cerca di attivarti …
Come sempre… Inizia… correggi il tiro… procedi… sarà una meraviglia … 
Altre indicazioni, per cogliere il tuo bisogno e trasformarlo in un progetto concreto, oltre la lamentela con cui resti bloccato, le puoi trovare in ‘Alice nel paese delle miserie’, libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

1. Estate meravigliosa. Controllo e potere

Estate, vacanze, aria di libertà e leggerezza (speriamo)… e speranza… Ciascuno d noi ha una speranza da nutrire per qualcosa... Che altro ci metteresti tu per descrivere questo periodo per come come lo stai vivendo? Cosa vorresti vivere? Cosa senti? Gioia, vitalità, solarità, entusiasmo,appagamento, nutrimento, freschezza, autostima? Stress, ansia, angoscia, malumore e anche depressione? Come tu m’insegni, la vita può essere piena di miserie e anche meravigliosa. 
Hai letto ‘Alice nel paese delle miserie’? È il mio libro che puoi ordinare in libreria o anche on line.
Se la vita è miserevole o meravigliosa, certamente un po' dipende dalle cose (dall’esterno, dalle circostanze, dai comportamenti degli altri…), molto può dipendere da noi, da te per come puoi trasformare le tue miserie nelle tue meraviglie!!!
Allora cominciamo…
Da oggi in poi e per qualche tempo, su questo blog, ti fornirò brevi spunti di riflessione. Brevi quanto importanti per la cura di te. Importanti, anzi fondamentali se, oltre che riflessioni, diventano pratica quotidiana di azioni concrete e specifiche per prenderti cura di ciò che per te è veramente importante.
Oggi ti suggerisco:
SPOSTA LA TUA ATTENZIONE, LA TUA ENERGIA, IL TUO TEMPO, QUINDI LE TUE AZIONI CONCRETE DA CIÒ CHE NON PUOI CONTROLLARE (e che spesso tenti di controllare seguendo l’illusione malsana di poter controllare ciò che di fatto non è sotto il tuo potere) VERSO CIÒ SU CUI PUOI REALMENTE FARE LA DIFFERENZA, SPOSTARE LE COSE, CAMBIARE GLI ESITI DI UNA SITUAZIONE O I RISULTATI CHE RAGGIUNGI.
Potrebbe aiutarti delimitare le aree sensibili per te in questo momento: lavoro (capo, collaboratori, clienti, fornitori, altre persone che incontri sul lavoro, ecc.), famiglia (coppia, figli, genitori, fratelli, altri familiari), amici, gestione del tempo, benessere fisico, benessere mentale, benessere nelle relazioni in genere, finanze, passioni, viaggi, ecc. Per ciascuna di queste aree o in qualsiasi altra area per te importante in questo momento, l’idea guida è sempre la stessa: PRENDI DECISIONI E COMPI AZIONI DOVE HAI VERAMENTE POTERE…

Anche se non lo sai

Quando sei piccolo, anche se non lo sai, stai tracciando i SENTIERI dove camminerai da adulto.
Quando sei piccolo, anche se non lo sai, stai prendendo DECISIONI che condizioneranno in maniera importante il resto della tua vita.
Quando sei piccolo, anche se non lo sai, stai maturando quella SENSIBILITÀ emotiva che ti caratterizzerà per tutta la vita.
Quando sei piccolo, anche se non lo sai, stai sviluppando CREDENZE e CONVINZIONI che guideranno le tue scelte per lungo tempo.
Quando sei piccolo, anche se non lo sai, impari a credere che tutte le persone VEDONO IL MONDO COME LO VEDI TU.
Tutto questo è molto naturale perché riguarda il modo in cui una persona cresce sulle fondamenta delle proprie disposizioni interne (biologiche e psicologiche) e delle condizioni materiali, affettive e interpersonali che si è ritrovato ad incontrare.
Tutto questo può essere molto bello quando la persona in divenire sviluppa il suo modo di stare al mondo attraverso un repertorio di abilità e strumenti personali che le consentono di fare scelte vitali, in direzione del benessere e della felicità.
Tutto questo può essere molto doloroso quando la persona, il bambino in crescita fino all’adulto, incontra ostacoli, frustrazioni, stress e condizioni varie che impediscono o alterano in modo sostanziale le possibilità vitali di sviluppo sano e conducono ad esiti traumatici sottoforma di disturbi psicologici, interpersonali e della personalità.
Ecco che diventa fondamentale il lavoro sulla memoria, sulla ferita, sul trauma, sugli abusi emotivi (prima che fisici) che hanno danneggiato le potenzialità vitali e le possibilità di uno sviluppo armonico della persona.
La psicoterapia può essere lo strumento per riprendere il filo tra sofferenza qui e ora e dolore lì e allora… Per riprendere un cammino troppo presto interrotto … Verso lo sviluppo del proprio potenziale vitale.

Quando succede qualcosa

Quando succede qualcosa devi chiederti cosa è successo.
Cosa è successo nei fatti, nella realtà esterna…
Cosa è successo dentro di te, nella realtà interna…
Cosa è successo nelle tue relazioni…

Quando ti senti stressato… Cosa è successo?
Quando ti senti stanco… Cosa è successo?
Quando ti senti esaurito… Cosa è successo?
Quando ti senti in colpa…
Quando ti senti sbagliato…
Quando ti senti angosciato…
Quando ti senti triste…
Quando ti senti spaventato…
Quando ti senti arrabbiato…
Quando ti senti frustrato…
Quando ti senti preoccupato…
Quando ti senti disprezzato…
Quando ti senti disgustato…
Quando ti senti ferito…
Quando ti senti incompreso…
Quando ti senti deluso…
Quando ti senti ostacolato…
Quando ti senti escluso…
Quando ti senti fallito…
Quando ti senti perso…
Quando ti senti solo…
Quando ti senti… Cosa è successo?

Ma anche…
Quando ti senti felice… Cosa è successo?
Quando ti senti eccitato… Cosa è successo?
Quando ti senti grato… Cosa è successo?
Quando ti senti innamorato…
Quando ti senti entusiasta…
Quando ti senti al settimo cielo…
Quando ti senti pieno di energia…
Quando ti senti soddisfatto…
Quando ti senti stimato…
Quando ti senti amato…
Quando ti senti intimo…
Quando ti senti fiducioso…
Quando ti senti pieno di speranza…
Quando ti senti… Cosa è successo?

Quando succede qualcosa…
Quando ti senti come ti senti…
Guarda in tre direzioni…
Fuori di te…
Dentro di te…
Tra te e gli altri…
Guarda con attenzione… Curiosità… Gentilezza…
Guarda per aumentare la tua consapevolezza…
E la tua responsabilità di fare qualcosa con ciò che è successo…
E ovviamente guarda anche in ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line…

Arriva arriva… Anche se…

La tua capacità di essere felice è fragile e traballante se per te una vita felice significa ricerca della perfezione, sempre e in ogni ambito di vita e relazione. E la ricerca della perfezione è molto insidiosa, spesso ce l’abbiamo senza sapere di averla. “Ce l’abbiamo” come fosse una vera e propria patologia… Credi di averla? Sei sicuro che non ce l’hai?
Le persone felici sono quelle che riescono ad accettare l’imperfezione di questo mondo senza farsi risucchiare dal buco nero della depressione, del fallimento, dell’impotenza, della rassegnazione.
Puoi essere felice quando la frustrazione che ti viene a trovare quotidianamente diventa uno stimolo sfidante per crescere. Per cercare la soddisfazione e, a volte, per abbandonare o trasformare i bisogni che hai bisogno di soddisfare…
Puoi essere felice quando la delusione che si accompagna alle relazioni ti porta a guardarti dentro con attenzione per scegliere cosa fare con le persone che appartengono alla tua vita. E ovviamente anche queste scelte non sono certo perfette…
Puoi essere felice quando lo scarto tra desiderio e realtà non ti impedisce di godere di quello che hai, mentre ti stimola a cercare quello che vorresti e apprezzare comunque il viaggio.
Qualunque sia la tua idea di felicità, dovrai certamente, in qualche modo e misura, imparare a vivere in questo divario in cui l’onnipotenza del desiderio si avvicenda con la possibilità concreta ed efficace di costruire una realistica qualità di vita.
Vuoi degli esempi?!
Basta che ti guardi intorno, nei tuoi diversi ambiti di vita e ruoli, per vedere quando, dove, come e perché sei felice o infelice.
Basta che ti guardi dentro per comprendere cosa ti rende felice o infelice e perché.
Vuoi un’indicazione?!
Basta che inizi a riconoscere le situazioni in cui soffri ovvero quando sei frustrato, deluso, triste, preoccupato, arrabbiato, angosciato, ansioso, ti senti in colpa o ti vergogni, ti senti incompreso, criticato, umiliato, lasciato solo, non sostenuto, escluso, ecc.
Basta che inizi a riconoscere quali sono i tuoi bisogni frustrati: amore, comprensione, affetto, calore, sostegno, stima, apprezzamento, appartenenza, ecc.
Basta che inizi a riconoscere, a cercare un significato e in molti casi a trasformare le tue aspettative su come dovrebbero essere persone, cose e situazioni, a cominciare da te in prima persona.
Basta che inizi ad agire in modo da cercare di soddisfare i tuoi bisogni, imparando sia ad apprezzare e godere di ciò che arriva sia ad accettare con sufficiente serenità che qualcosa che vorresti non arriva…

Le vie dell’aiuto

Ciascuno di noi può trovarsi in momenti di difficoltà, in uno o più momenti della vita, in uno o più ambiti di vita, a lavoro, in famiglia, con se stessi, con gli altri in generale. Stress, ansia, nervosismi vari, malumore, vera e propria crisi depressiva o esistenziale sono situazioni che tutti abbiamo incontrato o potremmo incontrare.
Quando stai soffrendo alcuni passaggi sono fondamentali. Alcune domande orientative…

Cosa mi fa soffrire? Eventi. Pensieri. Emozioni. Frustrazioni. Delusioni.

Qual è il mio bisogno d’aiuto? Dopo aver capito cosa ti fa soffrire, puoi anche capire quali sono i tuoi bisogni frustrati e ciò che ti potrebbe realisticamente aiutare.

Come posso chiedere aiuto agli altri? Per qualcuno chiedere aiuto è un percorso abituale, per altri è quasi inconcepibile, così abituati a fare da soli e restare da soli.

Cosa sto facendo per aiutarmi? Aiutati che l’altro ti aiuta… Prima di tutto è fondamentale capire cosa stiamo facendo noi con la nostra sofferenza e con i nostri bisogni frustrati.
Stiamo ruminando su errori commessi e torti subiti?
Stiamo indugiando in modo sterile su rimorsi, rimpianti, sensi di colpa e recriminazioni varie?
Siamo focalizzati su quanto gli altri avrebbero dovuto agire in modo diverso?
Stiamo rimuginando su ciò che potrebbe accadere? Con ansia, paura e blocco dell’azione?
Stiamo cercando aiuto?
Stiamo fermi in attesa di una soluzione esterna a noi?

Cosa posso fare di più utile per aiutarmi?

Trovate alcune utili risposte a queste domande, non ci resta che passare all’azione… Certamente più consapevoli… Necessariamente più responsabili e agenti attivi di cosa facciamo con ciò che ci accade…
In ‘Alice nel paese delle miserie’, libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line, ti suggerisco numerose tracce da seguire per trovare le vie dell’aiuto…

Regolare la felicità

Conosci le regole che governano il tuo comportamento?
Conosci le regole che governano la tua mente e il modo in cui intrattieni relazioni?
Conosci le regole per essere felice?
Conosci le regole che generano la tua sofferenza?
Proviamo a scoprirle…
Ti do un suggerimento iniziale … E te ne chiedo uno in cambio. Grazie in anticipo.
Nella mia esperienza professionale e personale ho scoperto che se seguiamo regole rigide di pensiero e comportamento basate sulla credenza che tutto deve essere perfetto (se stessi, gli altri, le cose, il mondo, le situazioni, la vita, ecc.) e tutto deve essere sotto controllo (nessuna incertezza, nessuna ambiguità, nessuna contraddizione, nessuna imprevedibilità, ecc) allora molto probabilmente siamo incamminati sulla strada dell’infelicità…
Inizia, dunque, l’esplorazione: cerca, se ci sono, aree o ambiti di vita in cui sei infelice… Cerca, in quei casi, quali regole di pensiero e comportamento segui per arrivare ad essere infelice…
Quindi la richiesta che ti faccio: quali regole dovremmo seguire per essere felici?

Quando le hai individuate, mettile alla prova nella realtà… Verifica come funzioni seguendo queste regole… Verifica i risultati che ottieni… Quanta felicità… Quanta sofferenza…

Cerca, quindi, di affinarle in base alle tue esigenze e alle necessarie esigenze di adattamento alla realtà e alla convivenza con gli altri…

E datti una regolata…

Grazie ancora per i suggerimenti che vorrai darmi e anche per la lettura di ‘Alice nel paese delle miserie’, da ordinare in libreria oppure on line.

Antidepressivo

Una cura efficace per la depressione è fondata su cinque punti, che potremmo siglare con 5 A per ricordarli meglio. Prima però una premessa. Non esiste un’unica depressione, esistono svariate forme e manifestazioni depressive. Per cui i seguenti passaggi possono essere validi tenendo conto di una precedente valutazione del tipo specifico di fenomeno depressivo di cui si tratta.
Ecco le 5 A.

ACCETTARE lo SCARTO tra reale e ideale (perdite, fallimenti, limiti personali e della realtà, imperfezioni del mondo e delle persone, compreso se stessi). Incontriamo nella vita situazioni di più o meno grande frustrazione e delusione con cui dobbiamo fare i conti; proviamo a ridurre lo scarto e impariamo ad accettare ciò che non siamo riusciti a cambiare.

Mantenere sempre ATTIVA una PROGETTUALITÀ, di piccoli e grandi progetti, a breve e lungo termine. Imparando a spostare il futuro al presente: cosa vorrei ora!

ATTIVARE RISORSE, personali e interpersonali, materiali e psicologiche. Tutto ciò che serve per affrontare il buio, la tristezza, l’angoscia, la solitudine, l’impotenza.

AGIRE. Svolgere attività per sentirsi vivi e vitali, agire PER RIFLETTERE e poi agire di nuovo. Fare quanto necessario per portare avanti i progetti personali.

ACCUDIRE SE STESSI. È il pezzo di lavoro sulle proprie ferite, sui traumi di vita e su come hanno condizionato l’evoluzione della personalità e le scelte di vita, da allora fino ad oggi. Curare le ferite per donare energia al presente e speranza al futuro.

Dentro questa cornice generale si svolge la cura della propria specifica situazione depressiva.

Il giro della felicità

Ricordati che devi morire! Lo hai scritto?
Ricordati che ci sarà un giorno che sarà l’ultimo della tua vita! Memorizzato?
Ricordati che sei ancora in tempo per smettere di leggere queste righe e fare qualcosa di meglio! Ok?
Se stai continuando a leggere, ti devo anche ricordare che oggi, primo dei restanti giorni della tua vita, comunque ti ha presentato o ti presenterà una certa quota di bisogni frustrati e situazioni deludenti. Non te l’aspettavi, eh!?
Magari pochissime, forse oggi quasi niente o forse proprio tante, frustrazione e delusione sono esperienze sostanzialmente ineliminabili del nostro concreto vivere. Tu puoi scegliere ora proprio ora di smettere di leggere e dedicarti ad altro, ma non puoi scegliere di eliminare completamente il divario che esiste tra reale e ideale. Tra ciò che vorresti e ciò che ottieni. Tra ciò che ti aspetti e ciò che succede. Tra come vorresti che si comportassero gli altri e come si comportano. Tra come vorresti comportarti e come finisci per comportarti. Esempi? Malattie, lutti, fallimenti, tradimenti, aspettative deluse, qualcuno che ci lascia, qualcuno che ci esclude,
Certo che simpatia che sgorga da queste considerazioni!!! Anche ora potresti scegliere di smettere…
Eppure c’è altro…
Nonostante l’imperfezione delle cose e delle persone (te compreso), nonostante un certo numero di situazioni in cui ci sentiamo e siamo impotenti (me compreso), abbiamo sempre un certo grado di potere. Possiamo sempre farci qualcosa di buono per noi con quello scarto tra realtà e desiderio. Ecco trovata la strada per la felicità…
Potresti impegnarti a cambiare alcune cose…
Potresti imparare ad accettare ciò che non puoi cambiare (dopo che ci hai provato in molteplici modi)…
Potresti scegliere con consapevolezza ciò che è importante per te, ciò che ha valore per te, ciò che renderebbe la tua vita degna di essere vissuta e impegnarti concretamente a realizzare (rendere reali) quei valori… Impegnarti fino a riuscirci… Impegnarti fino ad incontrare la frustrazione e l’impotenza… E quindi ricominciare il giro..

Ah! Dimenticavo. Puoi anche fare il giro delle librerie, anche on line, per ordinare ‘Alice nel paese delle miserie’. E il tuo giro sarà meraviglioso…

Tre strade per fronteggiare frustrazione e sofferenza

Molta parte della nostra sofferenza nasce nei rapporti interpersonali. Conflitti, incomprensioni, silenzi, grida. A casa, al lavoro, nei più disparati ambiti.
Per affrontare questa sofferenza, con l’idea di alleviarla, ridurla, anche eliminarla, perlomeno governarla e renderla più sostenibile, possiamo seguire tre strade, tra loro integrate.

COMPRENDERE. La situazione, la posta in gioco, i motivi dei problemi interpersonali e delle rispettive frustrazioni, la nostra e quella dell’altro. Entrambi siamo insoddisfatti e vorremmo qualcosa di diverso.
Comprendere i nostri bisogni, cosa per noi è importante e ci manca in questa situazione.
Comprendere, quindi, la ‘mappa’ dell’altro, la sua prospettiva: i suoi bisogni e desideri, i suoi pensieri, i suoi valori, le sue emozioni, cosa sta provando, cosa sta cercando e cosa sta tentando di fare per ottenerlo.

COMPORTARSI IN MODO EFFICACE. Agire per cercare di modificare la situazione. Comportarsi in modo tale da ottenere la soddisfazione dei nostri bisogni e desideri, se possibile integrati con quelli dell’altro.
A volte agire vuol dire comunicare in modo efficace, ascoltare l’altro, cercare una comprensione reciproca, fare richieste.
A volte ciò che facciamo risulta effettivamente efficace e riusciamo a realizzare ciò che volevamo, altre volte no. Quasi sempre un po’ siamo contenti, un po’ restiamo insoddisfatti. Un po’ o un bel po’, dipende dai casi ovviamente.

ACCETTARE. La terza necessaria strada. Accettare, intanto, le emozioni che ci vengono a trovare e che ci segnalano l’andamento della situazione, il grado di soddisfazione raggiunto. Potremmo provare gioia, orgoglio, gratitudine, soddisfazione di sé oppure tristezza, rabbia, disgusto, preoccupazione, inadeguatezza se la situazione non è migliorata di molto per noi. Comunque dobbiamo accogliere queste emozioni, cercarne il senso e il valore per andare avanti, per gioire e patire, per modificare ciò che dobbiamo cambiare per ottenere ciò che vogliamo.
Dobbiamo secondariamente accettare la diversità dell’altro da noi: non vuole le nostre stesse cose, non ha i nostri stessi pensieri e valori, spesso è un ostacolo alla nostra soddisfazione, ma più di tanto non ci possiamo fare. Abbiamo adottato una serie di strategie, alcune sono state utili ed efficaci, altre sono servite a migliorare la nostra situazione, altre non sono state utili perché hanno incontrato ostacoli e impedimenti messi dall’altro con le sue intenzioni e i suoi bisogni diversi dai nostri. Ecco quindi che una parte dell’accettazione riguarda anche la nostra impotenza, i nostri limiti. Anche se non ci piace, spesso non possiamo fare altro che dire, a noi stessi, prima di tutto: “è andata così! Ce l’ho messa tutta… Ho cambiato alcune cose, ma non ho raggiunto totalmente ciò che volevo… Anzi ho ottenuto poco…. È andata così!”