Quel fattaccio brutto di ‘via della consapevolezza’

Quando incontri un fatto, non ci puoi fare niente, quello è! Quando incontri una persona, non ci puoi fare niente, quella è! Quando incontri una tua reazione, al fatto o alla persona, ci puoi fare molto. E questo è tanto!
Tu puoi reagire impulsivamente oppure riflettere il giusto prima di agire. Ciò che è fondamentale è che esplorando e conoscendo il tuo mondo interiore (pensieri, emozioni, tendenze a reagire, sensazioni viscerali, immagini che salgono, ricordi che affiorano, ecc.) puoi governare al meglio, in modo consapevole, il tuo comportamento esteriore, le tue scelte, le tue relazioni interpersonali. Questa è l’essenza del lavoro personale su di sé, questo puoi imparare da ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.
Ti suggerisco un esercizio. Per migliorare la comprensione di te al servizio delle tue scelte consapevoli e soddisfacenti.
Descrivi il fatto: cosa è successo, chi era coinvolto, dove, quando e come è avvenuto il tutto.
Descrivi te stesso rispetto al fatto: cosa hai provato e pensato, come ti sei sentito, cosa hai fatto.
E perché: quali erano i tuoi bisogni, se soddisfatti o se frustrati, e quanto!
Rifletti sulla tua reazione: come te la spieghi, perché non te la spieghi, cosa hai compreso, cosa non hai capito ancora.
Non ti posso garantire felicità e benessere da questo esercizio, ma, certamente, se lo fai e lo rifai, potrai trovare vie utili in quella direzione.

Orientamento al cambiamento

Guarda con attenzione le tue esperienze felici (serene, gioiose, appaganti) e nota a cosa sono dovute… Con attenzione… Cosa dipende dall’esterno… Cosa dipende da te…
Guarda con attenzione alle tue esperienze infelici (stressanti, sofferenti, deludenti) e nota a cosa sono dovute… Con attenzione… Cosa dipende dall’esterno… Cosa dipende da te…
Guarda con attenzione ad una situazione specifica che in questo momento stai vivendo e che ti procura un certo grado di tensione, stress e frustrazione… Con attenzione …
Nota le emozioni che stai vivendo in questa situazione… Ansia… Paura… Angoscia… Tristezza… Sconforto… Solitudine… Rabbia… Delusione… Colpa… Vergogna… Nota con attenzione ogni sfumatura del tuo stato d’animo…
Nota i bisogni che in questa situazione senti frustrati… Con attenzione… Nota cosa non va, cosa ti manca, cosa vorresti in questa situazione, ma non hai…
Nota, con attenzione, l’idea che hai sui motivi di questo stato attuale delle cose… Cosa determina questa situazione… Quali fattori esterni a te… Qualcosa che è successo… Qualcosa che qualcuno ha fatto… O non ha fatto…
Nota, con attenzione, cosa, invece, può dipendere da te… Da qualcosa che fai o non fai… Qualcosa che hai fatto o qualcosa che non hai fatto…
Nota, con attenzione, cosa puoi fare concretamente… Ora … Tu… Per affrontare al meglio questa situazione… Magari per risolvere un problema… Per cambiare qualcosa… Per trasformare almeno un po’ la tua frustrazione in soddisfazione… Per vivere con sufficiente serenità ciò che non è possibile cambiare… Per accettare e continuare ad andare avanti guidato comunque da ciò che per te è importante…
Con attenzione, dai seguito concreto a questa consapevolezza maturata finora… Inizia cioè ad agire … Un passo alla volta… Con determinazione… Per trasformare la situazione negativa in qualcosa di migliore per te…
Probabilmente non otterrai tutto ciò che desideri… A volte succede… A volte… Molte volte no… È così… Per te come per me… A volte è proprio dura stare nel dolore e nella frustrazione dei nostri bisogni… Questo è… E anche se a volte ci sentiamo solo soli e disperati… Possiamo sempre farci qualcosa… Possiamo sempre accedere ai due grandi nostri poteri: cambiare e accettare…
In conclusione, oltre a consigliarti di leggere ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line, ti invito a stampare questo post per averlo sempre a portata della tua attenzione, ad usare quello che hai letto finora come una griglia orientativa al servizio della tua consapevolezza delle situazioni che vivi, per una comprensione approfondita di te e per una tua azione efficace.

Il rompiscatole

Perché lo psicologo rompe le scatole con tante DOMANDE? Ops, questa è una domanda. E le domande aiutano a pensare, a sentire, ad esplorare, a vedere, a riconoscere, a diventare consapevoli.
E perché è così importante la CONSAPEVOLEZZA? Perché ti permette di comprendere il senso delle tue scelte, i motivi dei tuoi comportamenti, i bisogni e i valori che orientano le tue azioni.
E perché è così importante COMPRENDERE? Perché quando comprendi governi: agisci in modo responsabile per ridurre la sofferenza e creare benessere, individuale e nelle relazioni interpersonali.
E perché è così importante il GOVERNO RESPONSABILE delle proprie scelte? Perché altrimenti qualcuno sceglie per te, sceglie come devi vivere la tua vita. E chissà quale sarà la tua risposta?!
Ora basta domande. Inizia con le risposte. Immagino le tue scatole rotte e piene. Anzi no, un’ultima domanda: hai letto ‘Alice nel paese delle miserie’? È il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line. È pieno di domande e risposte, esercizi e spunti per la tua crescita personale. Una scatola magica al servizio del tuo benessere.

Check up di coppia

Hai fatto il check up alla tua coppia? Hai verificato lo stato di salute della tua relazione?
Per farlo devi osservare tre aspetti fondamentali di una relazione sentimentale (triangolo di Sternberg):
1. Passione
2. Progetto
3. Intimità
Intanto, sai definire queste tre aree o dimensioni del funzionamento di una coppia?
Cosa pensi pensando alla PASSIONE in un rapporto di coppia? Erotismo, sessualità, entusiasmo, coinvolgimento, interessi comuni? Di cosa è fatta la passione per te nella tua coppia?
Cosa pensi pensando al PROGETTO in un rapporto di coppia? Idee da realizzare insieme? Viaggi, convivenza, casa, figli. Che altri progetti prevede la tua coppia?
Cosa pensi pensando all’INTIMITÀ in un rapporto di coppia? Condivisione di sentimenti, paure, vulnerabilità, vissuti profondi? Cosa significa per te ‘essere intimi’ in coppia?
Fatta chiarezza su questi tre aspetti per come li concepisci, puoi valutare come e quanto li stai vivendo e realizzando; ad esempio, da 1 (pochissimo) a 10 (tantissimo) quanto sono presenti e soddisfacenti nella tua vita di coppia.
Fatta questa valutazione, per ciascuna area, puoi individuare cosa vuoi consolidare, cosa vuoi migliorare, cosa vuoi modificare. Per ogni aspetto per te importante all’interno delle tre dimensioni, potrai definire degli obiettivi (chiari, concreti, realistici) e un percorso da realizzare attraverso azioni concrete e quotidiane.
Ti consiglio la lettura di ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line. È un’ottima compagnia per questo viaggio in coppia…

Sotto l’albero della meraviglia

Oltre ad un un trenino e un peluche… Per ogni tuo desiderio e perché la tenerezza ti faccia sempre compagnia… Sotto l’albero, ti auguro di trovare e di imparare a praticare:
GRATITUDINE. Riconoscere ciò che arricchisce la tua vita nonostante tutto ciò che non è come vorresti che fosse.
GENTILEZZA. Ascoltare senza giudicare.
RESPONSABILITÀ. Agire in direzione dei tuoi obiettivi invece che sguazzare nella lamentela colpevolizzante.
ACCETTAZIONE SENZA RASSEGNAZIONE. C’è sempre qualcosa che puoi fare nonostante perdite, limiti e impedimenti.
MERAVIGLIA. Lo sguardo curioso del bambino che sei nonostante la paura e l’impotenza.

Per regalo…

Per Natale e per l’anno nuovo e per ogni giorno della tua vita, regalati la scelta di parlare ‘alle’ persone invece che ‘delle’ persone e ‘sulle’ persone.
Scegli di parlare direttamente invece che sparlare alle spalle…
Scegli di esprimere direttamente ciò che provi e ciò che pensi, ciò che vorresti e desideri…
Scegli di dire no se è quel no che senti profondamente…
Scegli di dire sì per aprirti agli altri e alle esperienze che solitamente eviti…
Scegli di chiedere ciò che vorresti l’altro facesse per te…
Scegli di agire per ottenere ciò che desideri piuttosto che ruminare su quanto gli altri siano ostacoli al raggiungimento dei tuoi bisogni…
Scegli di essere gentile… Con gli altri e con te stesso…
Scegli di dire mi dispiace…
Scegli di chiedere scusa…
Scegli di riparare a qualche dolore che hai arrecato a qualcuno…
Scegli di proteggerti da chi vuole farti del male…
Scegli di apprezzare il presente, anche se non è perfetto e nonostante le angosce per il passato e l’incertezza del futuro…
Scegli di dire grazie… Semplicemente grazie per ciò che arricchisce la tua vita…
Scegli di…
Scegli di…
Cos’altro potresti scegliere di regalarti per far salire il livello del tuo rapporto con gli altri e con te stesso?
Poi certo, se non ti va di regalarti nuove scelte consapevoli e responsabili al servizio del tuo benessere, puoi sempre regalarti e regalare ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Devo o non devo? Devo perché voglio e voglio perché devo

A cosa mira il tuo comportamento? A quali scopi?
Lo scopo è uno stato desiderato, una situazione da raggiungere, una condizione che la persona vuole si realizzi, un traguardo importante, qualcosa che “deve essere” affinché la persona si senta soddisfatta e ‘felice’. La nostra condotta è orientata al raggiungimento di scopi ovvero è regolata dal tentativo di evitare la minaccia che non si realizzino o la vera e propria compromissione degli scopi.
Alcuni scopi possono precedere o essere strumentali ad altri scopi, ad esempio lo scopo di “non essere criticato” può essere intermedio rispetto ad uno scopo finale “voglio essere amato e apprezzato”.
Conseguentemente, quando lo scopo non si realizza la persona soffre.
Il problema nasce non tanto per il contenuto dello scopo, ma per la rigidità con cui la persona lo fa suo, per l’incapacità di rinunciarvi e per il modo assoluto in cui lo considera e lo vive. Infatti, gli scopi possono essere anche descritti come pensieri, idee o convinzioni dogmatiche riguardanti se stessi per cui, per la persona, certe cose “DEVONO” accadere e certe altre “NON DEVONO” accadere. Ecco alcuni esempi:

– devo farcela da solo
– non devo sentirmi colpevole
– devo tenere tutto sotto controllo
– devo piacere a tutti
– non devo mostrare difetti
– devo essere autonomo
– non devo mai sbagliare
– devo fare di tutto per essere simpatico, a tutti
– non devo mai deludere gli altri
– devo essere sempre forte
– non devo dipendere da nessuno, mai
– devo essere ad ogni costo il migliore, sempre
– non devo fare figuracce
– devo essere capace ed efficiente
– devo fare di tutto per non essere criticabile
– non devo mostrare le mie debolezze.

Lo scopo è rigido, assoluto, dogmatico, estremizzato; per la persona non esiste il “vorrei… mi piacerebbe… preferirei… sarebbe meglio…”. Esiste solamente il DEVO… DEVE… NON DEVO… NON DEVE… Ad esempio, una cosa è “mi piace essere e sentirmi forte”, altro è “devo sempre e assolutamente essere forte”. Un conto è “preferirei essere giudicato positivamente”, altro è “non devo mai essere criticato”.
Per raggiungere i suoi scopi, la persona si impegna totalmente, in modo consapevole e più spesso inconsapevolmente e automaticamente, come appreso negli anni, combattendo ogni possibilità che tali scopi non siano raggiunti. E questo richiede solitamente un grande dispendio di energie e soprattutto l’adozione rigida di certi comportamenti:
“per scongiurare la possibilità di non raggiungere il mio scopo, devo fare ogni cosa possibile”.
“Per essere come devo essere, devo necessariamente…”.
“Per ottenere ciò che voglio, devo assolutamente…”.
Per raggiungere certi scopi, la persona utilizza specifiche strategie che ritiene utili in base a certe credenze e che si sono rivelate utili nel tempo.
Ad un certo punto, succede qualcosa nella vita per cui la persona è chiamata a rivisitare scopi, credenze e strategie.
Se riesce ad essere flessibile allora riorganizza il proprio comportamento in direzione dei bisogni e valori per lei importanti.
Se si irrigidisce sulle strategie o sulle convinzioni o sugli scopi, prima o poi arriveranno sintomi e malesseri. Esempi.
Una serie di circostanze, una malattia, un fallimento lavorativo, mi mettono di fronte alla mia fragilità (attacco allo scopo “devo essere sempre e solo forte”).
Le richieste di qualcuno sono troppo in contrasto con alcuni miei bisogni e finisco per deluderla (attacco allo scopo “non devo deludere”).
Faccio alcune scelte orientate da certi miei desideri, ma mi sento in colpa (attacco allo scopo “non devo sentirmi colpevole”).
Ho uno scatto di rabbia in pubblico e mi imbarazzo (attacco allo scopo “non devo fare figuracce”).
Se riesco a modificare o abbandonare certi scopi o a cambiare comportamenti per realizzarli, probabilmente queste situazioni critiche mi permetteranno di crescere e aumentare il repertorio delle mie scelte a disposizione.
Come accennato, se la persona non riesce a cambiare scopi e comportamenti, mantenendo rigide certe credenze e convinzioni, su quello che deve essere e non deve essere, su quello che è inconcepibile e su quello che non è tollerabile, allora probabilmente comincerà a mostrare segni di sofferenza e veri e propri sintomi fisici e psicologici.
In psicoterapia, si aiuta la persona a RIFORMULARE IN MODO PIÙ FLESSIBILE i suoi scopi e le convinzioni che li sostengono, cominciando a sostituire il “DEVO ASSOLUTAMENTE ESSERE…’ o il “DEVE ESSERE ASSOLUTAMENTE COSÌ…” in “MI PIACEREBBE che fosse così…”. Ad esempio: “mi piacerebbe… VORREI… DESIDEREREI… PREFERIREI… Essere simpatico a tutti… Essere sempre forte… Non sentirmi mai colpevole… Mantenere il controllo…”.
Ecco una sintesi, quasi un mantra del cambiamento:
“MI PIACEREBBE, MA RICONOSCO CHE POTREBBE ANCHE NON SUCCEDERE… E SE COSÌ FOSSE POTREI ACCETTARLO … E POTREI ANCHE TOLLERARE LE EMOZIONI DOLOROSE CONSEGUENTI AL MIO BISOGNO NON PERFETTAMENTE SODDISFATTO”.
Come suggerisce anche ‘Alice nel paese delle miserie’ (puoi ordinare il libro direttamente in libreria oppure on line), inizia ad esercitarti con questi suggerimenti:
“Mi piacerebbe essere autonomo (forte, sano, libero, amato, apprezzato, incluso in un gruppo, adeguato alle situazioni, capace, brillante, desiderato, il migliore, sereno e felice) … ma… potrebbe non accadere sempre… e con tutti… e se non dovesse accadere… potrei comunque sostenerlo, tollerarlo… accettarlo… continuando ad inseguire i miei desideri (bisogni, scopi, sogni, valori)… impegnandomi giorno per giorno con fiducia e speranza di realizzare una vita che per me ha significato e valore… accettando che né io né gli altri né il mondo siamo perfetti”.

I confini del proprio territorio interiore

Tre consapevolezze sono fondamentali per regolare il nostro comportamento in direzione del benessere:
COSA VOGLIO: riconoscimento e legittimazione interiore dei propri bisogni e desideri. “Mi piace, lo vorrei, è sano e buono per me…”.
COSA DEVO E NON DEVO: riconoscere, conoscere, tracciare i limiti di cosa è buono, sano e giusto dal punto di vista della coscienza personale e di un adeguato rapporto con la realtà.
COSA FACCIO: regolare le proprie scelte in modo consapevole e responsabile, orientato dai propri bisogni e valori, nel rispetto di sé e degli altri.
L’integrazione, più o meno consapevole e flessibile, di questi tre aspetti può essere fonte di benessere e anche di sofferenza. Lo dice anche ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Il tempo di godere

Stai vivendo la vita che vuoi? Per rispondere fatti guidare da queste 5 domande.
1. Cosa vorrei cambiare a partire dai miei bisogni frustrati?
2. Quali progetti vorrei costruire a partire dai miei desideri?
3. Per cosa mi voglio impegnare per realizzare i miei valori?
4. Cosa devo accettare a partire dalla mia impotenza e impossibilità di controllo?
5. Di cosa posso godere ed essere grato in quanto appartiene già alla mia vita e la rende ricca e luminosa?
Prenditi il tempo di sentire, di ascoltarti, di riflettere, di rispondere e soprattutto di agire di conseguenza.
Prenditi il tempo di godere che c’è sempre tempo per avere a che fare con frustrazioni e perdite, delusioni e impotenza.
E prenditi anche un po’ di tempo per leggere (ed applicare) ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Nella tana del bianconiglio

Rispetto alla solita realtà frustrante, che scegli o che trovi quotidianamente, dedicati un tempo di qualità scendendo ‘nella tana del bianconiglio’ fonte di meraviglie potenziali che aspettano di essere attivate nel concreto del tuo vivere quotidiano. Ecco come fare (una tra molteplici possibilità):
FERMATI. Veramente… Stacca temporaneamente ogni link che ti connette all’esterno ma ti allontana da te stesso…
OSSERVATI ed ASCOLTATI. Guarda all’interno, percepisci le sensazioni del tuo corpo, senti le emozioni che ti vengono a trovare, focalizza i tuoi bisogni, cogli i pensieri che vagano nella tua mente, nota quello che fai…
RACCOGLI L’INFORMAZIONE: tutto ciò che emerge, ogni parte di te, anche quelle che non ti piacciono. Sensazioni, emozioni, bisogni, pensieri, azioni, sono parti di te, parte di te, esprimono e raccontano qualcosa di importante su te…
UTILIZZA L’INFORMAZIONE con CONSAPEVOLE RESPONSABILITÀ. Cosa senti, cosa provi, cosa pensi, cosa vuoi, cosa ci puoi fare per cercare la meraviglia, per crearla nonostante le miserie che pure possono appartenere alla tua vita.
Semplice a dirsi, meno a farsi, fondamentale come pratica quotidiana in cui quella che a qualcuno potrebbe sembrare una fuga dalla realtà è, invece, un dirigersi verso un comportamento più consapevole e in connessione col proprio sentire più autentico, genuino, meno filtrato da condizionamenti passati e attuali che ci dicono cosa dobbiamo fare e non dobbiamo fare, cosa dobbiamo sentire e non sentire, cosa dobbiamo pensare e non pensare.
Prova a leggere ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line. Per capire come ha fatto Alice (e come può fare ciascuno di noi) a trasformare le miserie in meraviglie.