Trasforma le miserie in meraviglie

Insieme ad augurarti un anno migliore, augurati di essere migliore. Qualunque cosa voglia dire per te ‘diventare migliore’…
Su come si comporterà l’anno nuovo (l’esterno da te, gli altri, vicini e lontani) puoi sperare e aver fiducia, magari incrociare le dita, toccare ferro o qualsiasi altra cosa sei solito toccare per sperare in circostanze favorevoli…
Su come puoi migliorare tu puoi intervenire direttamente!
Con tutta la tua CONSAPEVOLEZZA. Per comprendere il tuo funzionamento, il tuo mondo interiore, i tuoi pensieri e le tue convinzioni, le tue emozioni e le tue passioni, i tuoi desideri, bisogni e sogni…
Con tutta la tua RESPONSABILITÀ. Sapendo che devi agire in prima persona per spostare le cose e cercare di metterle dove più ti piace…
Con tutto il tuo IMPEGNO. Consapevole di cosa per te è importante, devi attivarti con costanza e determinazione a realizzarlo, fermarti per correggerti, fermarti quando proprio oltre non riesci ad andare e, quindi, imparare ad accettare…
Con L’ABILITÀ di TRASFORMARE le MISERIE in MERAVIGLIE… Qualunque cosa tu intenda per ‘miseria’ presente nella tua vita e qualunque ‘meraviglia’ tu voglia creare nella tua vita…

Broccoletti

Il lockdown primaverile mi ha portato a fare un piccolo orticello. Semi, acqua e sole, un po’ di fatica, molta cura e poi un discreto raccolto. Gratificante per me che non sono proprio un contadino. A fine estate un’altra semina, broccoletti, acqua e sole e poco altro. Un inverno gustosissimo per me che sono amante di questa verdura.
Tu quali semi hai piantato? Cosa stai facendo per prendertene cura?
Ogni incontro è un seme. Con una persona. Con un’esperienza difficile e quindi con un’opportunità. Con un lavoro. Con un collega di lavoro. Con un gruppo di lavoro. Con un incidente. Con una malattia. Con un libro o con un post. Con un film, una canzone. Con una qualche opera d’arte. Con un viaggio. Con un amico. Incontri cercati o semplicemente capitati. Insomma, potremmo dire, tutto è seme. Il resto dipende da te.
È vero che alcuni semi sono più forti di ogni tentativo di cura e fanno un loro percorso che non tiene conto di cosa fai. Così come è vero che esistono la grandine e altri fattori da noi incontrollabili. È anche vero che la maggior parte dei semi hanno bisogno della tua cura, del tuo intervento amorevole. Di cosa ci fai tu con ciò che incontri, che cerchi o che ti capita per caso.
Nota con cura cosa stai permettendo che i tuoi semi diventino… E scegli cosa fare. Continuare… Cambiare…
Da ultimo, anzi primariamente importante. Il primo seme è l’incontro con te stesso. Come ti stai conoscendo? Come ti stai prendendo cura di te?
Ogni giorno è il primo del tuo nuovo anno…

Ancora broccoletti

Qualche giorno fa ho accennato alla storia dei miei broccoletti. Ho scoperto tra le altre cose che i broccoletti hanno un tempo diverso, come molti prodotti della terra. Ci sono quelli che puoi raccogliere dopo 60 giorni dalla semina e quelli a 90 e 120 giorni. Insomma, il tempo è importante per il raccolto. Come per gli obiettivi che ti poni in altri ambiti della tua vita. È importante che tu abbia un piano con scadenze temporali fondamentali che segnino la strada, dal desiderio iniziale al raggiungimento dell’obiettivo. Con una differenza fondamentale. Mentre per i broccoletti ti basta la semina, poca cura iniziale e un po’ di fortuna, acqua e sole faranno la gran parte del lavoro e non ti resta che raccogliere, con gli obiettivi di vita personale e professionale la grande parte del lavoro la devi fare tu.
Partire dal desiderio ben riconosciuto e fatto ardere dentro di te. Quello che vuoi e lo vuoi proprio.
Fare ricognizione delle risorse necessarie, di quelle che già possiedi e di quelle che devi reperire, siano esse materiali o emotive, personali o interpersonali.
Formare un obiettivo ben strutturato. Definito in modo specifico, concreto, misurabile, sufficientemente ambizioso e sfidante per darti la carica e sufficientemente realistico per farti sostenere dalla speranza e dalla fiducia nel tuo percorso. Orientato dai tuoi valori, da cosa è importante per te, dalla persona che vuoi essere e diventare realizzando quegli obiettivi. Ovviamente con step organizzati nel tempo per farti sostenere e motivare da sotto-obiettivi che ti permettano di raggiungere successi intermedi in direzione dell’obiettivo finale. Che altro? Persone che testimonino il tuo percorso, per apprezzare il tuo impegno e incoraggiarti nei momenti difficili.
E poi, fondamentale: agire. Iniziare ad agire per comprendere. Agire per raccogliere l’informazione utile che ti dice come proseguire. Agire anche se non ti senti perfettamente pronto e preparato. Agisci, raccogli, agisci e via così… Ancora buon anno. Per sempre buon inizio e buon raccolto…

Grazie 2020!

Se è vero che la fine dell’anno è il momento dei bilanci e per prevedere e programmare il nuovo, è altrettanto vero che quest’anno ci ha insegnato che ogni programmazione sembrerebbe inutile, un atto ridicolo di fronte all’imprevisto che bussa sempre alla porta e … che ti porta? Ti porta in casa la frustrazione, il fallimento, l’impotenza. Con annessi dolore, rabbia, preoccupazione.
Se, infatti, come ad ogni fine anno, fai l’analisi dei risultati raggiunti rispetto agli obiettivi che ti eri posto e per cui hai lavorato duramente e ti sei impegnato profondamente, probabilmente quest’anno, più di altri anni, sarà facile scoprire tanti obiettivi non raggiunti. Diverse frustrazioni e delusioni. Volevi aumentare le tue entrate, ma il lavoro si è ridotto (quasi per ogni mestiere o professione e per tanti tanti imprenditori). Volevi acquistare un’auto nuova o addirittura farti casa, ma… Una vacanza da sogno? Rimandata a causa dell’incubo contagio. Tanti concerti e teatro, tante rinunce. Almeno allo stadio vicino alla tua squadra del cuore!? Macché, niente da fare. Per non parlare di tanti altri grandi e piccoli obiettivi in diversi ambiti della tua vita, da solo, in famiglia, con gli amici.
Al tempo stesso, tanta incertezza fa risaltare e ci mette in contatto con alcune nostre certezze. Certezze già chiare. Certezze che rispondono all’ispirazione contenuta in alcune domande: chi voglio essere? Quali sono i miei ‘valori inespugnabili’ perfino dal covid-19? Cosa è importante per me? Quale direzione voglio continuare ad avere nella mia vita oltre ogni lockdown?
Gli obiettivi non raggiunti ci possono aiutare a mantenere la direzione scelta, sempre ben radicati, piantati sulla consapevolezza di cosa per noi è importante e vogliamo sia presente nella nostra vita. Anche con pochi soldi e poco lavoro, forse anche con lutti, separazioni e perdite subite, anche con alcuni aggiustamenti di programmi, anche con limiti e rinunce, cosa per te è rimasto fondamentale?
Grazie 2020! Perché mi hai permesso di capire l’importanza di non raggiungere gli obiettivi e ciò nonostante di mantenere la mia rotta verso la vita che voglio costruire.
Uno spunto pratico di riflessione e azione: scrivi la persona che vuoi essere (fatti aiutare dagli aggettivi qualificativi)… Forte, capace, intelligente, generoso, rilassato, sereno, ambizioso, ecc. Ecc. Ecc.
Scrivi ruolo per ruolo la persona che vuoi essere: un partner… Un lavoratore… Un figlio… Un genitore… Un amico… Ecc. Per ogni ruolo scegli almeno tre caratteristiche che vorresti incarnare…
Scrivi la vita che vuoi vivere…
Scrivi cosa ti serve veramente…
Cosa già è a tua disposizione e cosa no…
Cosa è veramente fondamentale e cosa è preferibile ma anche ‘rinunciabile’…
E passa all’azione: definisci l’obiettivo specifico, concreto, realistico, entro quando vuoi realizzarlo, le risorse da reperire e via così…
Mantieni la direzione dei tuoi valori… E mettiti in azione: la prima azione utile, anche minima, per cominciare a realizzare la vita che voglio e la persona che voglio essere è…
Sarà la fine dell’incubo dell’impotenza e l’inizio concreto del tuo percorso verso ciò a cui aspiri profondamente…

In-Accettabile

In-Accettabile… Cosa ti fa venire in mente questa parola? È uno dei bivi che incontriamo quotidianamente. Più volte al giorno. E dobbiamo scegliere. Occhio ai fatti e ai giudizi, ai giudizi e ai giudici, esterni e interiori… Impara a distinguere…
Tra aver fatto un errore e sentirsi una persona sbagliata…
Tra essere delusi e chiudere immediatamente una relazione…
Tra sentirsi offesi e covare risentimento perenne…
Tra frustrazione specifica e idea di un mondo schifoso…
Tra giornata stressante e vita di merda…
Quindi imparando a distinguere. E, soprattutto, scegliere ancora una volta.
Tra “è inammissibile” e “a volte capita”…
Tra reazione di ferocia o di gentilezza…
Tra rifiuto e comprensione…
Tra perfezionismo e compassione…

Molto spesso per stare meglio dobbiamo impegnarci a cambiare: noi stessi sostanzialmente. I nostri pensieri e le nostre azioni. E cambiando noi stessi provare a cambiare il mondo, vicino e lontano, almeno provare ad influenzarlo, almeno a far sapere che, se non riusciamo a cambiare l’esterno da noi, prima di accettarlo passivamente, vogliamo esprimere tutto il nostro disappunto, dolore e rabbia. Sii il cambiamento che vuoi vedere diceva Gandhi…
Al tempo stesso, toccati i nostri limiti e raggiunta la nostra impotenza, il più grande cambiamento deriva dall’accettazione. Non passiva, deprimente rassegnazione. Ma ‘attiva scelta’ di focalizzare la nostra attenzione e le nostre energie su ciò su cui abbiamo reale potere. E agire…
Se imbocchi il solito sentiero, probabilmente incontrerai la solita sofferenza. Se imbocchi il sentiero della accettazione e della serenità, fammi sapere come va… Ho fatto una rima stupida o sono proprio uno stupido? Una rima stupida o una stupida rima? Tu cosa consideri prima? Due rime stupide fanno uno stupido? Occhio ai fatti e ai giudizi, ai giudizi e ai giudici, esterni e interiori… Impara a distinguere…

La pratica della gratitudine e…

La pratica della gratitudine è la contemplazione del valore che appartiene alla tua vita. Quanto pratichi? Quanto sei abituato a valorizzare la bellezza che è parte della tua vita? Quanto lo fai con regolarità?
Sì, anch’io ti sto per dire (e non è la prima volta): INIZIA A SCRIVERE UN DIARIO DELLA GRATITUDINE. Un diario della gratitudine contiene semplicemente (è semplice se lo fai) le tue annotazioni di ciò che di valore, bellezza, pienezza e nutrimento appartiene alla tua vita. Oggi. Ora. Ti basta scrivere SONO GRATO/GRATA PER… Imparando a guardare, riconoscere, apprezzare, nutrirti di ciò che è per te presente e disponibile…
Più lo fai, più ci trovi, più è disponibile per te la gioia e ogni altra emozione di appagamento e valore…
Il tuo diario della gratitudine lo puoi fare comunque come vuoi e quando vuoi e quanto vuoi… Il diario è semplicemente lo strumento attraverso cui tu esprimi la tua capacità di sentirti grato/grata…
Al tempo stesso, ti invito a notare un atteggiamento della tua mente e a prevenirlo per prevenire ansia e depressione. O, meglio, ad usarlo in modo giusto, utile per te.
Potresti, infatti, sempre guardare quel diario, pieno di bellezza e valore, e pensare a quello che non c’è e che vorresti ci fosse, prima o poi. Questo potrebbe attivarti per le tue ambizioni e i tuoi scopi, personali e professionali, relazionali e anche spirituali, ma potrebbe anche farti sentire sempre inadeguato, mai all’altezza, mai appagato, mai fermo a godere il ricco e pieno presente, ma sempre orientato a guardare il futuro incerto e il presente mancante di qualcosa.
Oppure, ahi te, potresti confrontare il presente con quello che c’era in passato e che ora non c’è più. Certo, se si tratta di persone perdute o di progetti andati storti, è giusto, sano e utile per te, che tu viva alcune emozioni dolorose: tristezza, dolore, rabbia, mancanza, solitudine, sconforto, scoraggiamento, ecc. Sono emozioni sane perché conseguenza di un senso di perdita e non realizzazione… Ciò che non è sano è fermarti a sguazzare nel brodo depressivo fatto di disperazione, senso di fallimento, autosvalutazione. Ogni sano processo di lutto ha il suo inizio e la sua fine…
Dunque, praticare la gratitudine significa riconoscere la pienezza di ciò che siamo e ciò che abbiamo, imparando anche ad accettare serenamente il vuoto: ciò che c’era e non c’è più, ciò che non c’è mai stato e forse mai ci sarà…

Quanti mila caffè!?

Quanti caffè prendi al giorno? Per ogni caffè che gusti, esprimi qualcosa per cui sei grato. Magari scrivilo su un quadernino che avrai appositamente acquistato per riempirlo con tante cose belle che riempiono la tua vita ora.
Quante sigarette fumi al giorno? Prima di accenderla trova qualcosa per cui sei grato e che rende la tua vita veramente bella e ricca. Così accendi la tua vita. Altrimenti non ti accendere nemmeno la sigaretta.
Quante volte vai sui social? Ogni volta che stai per aprire la solita app, prima di aprirla apri il tuo cuore ad esprimere la gratitudine che provi per ciò che appartiene alla tua vita.
Quante volte imprechi contro qualcosa o qualcuno? Ogni volta che imprechi mettici vicino anche una preghiera di gratitudine. Impegnativo? Sarà bellissimo!
Quante volte ti lamenti per le cose che non vanno come dovrebbero andare e per le persone che non sono come vorresti? Per ogni lamento esprimi anche un gradimento. Cosa ti piace della tua vita per cui puoi essere grato. Alle cose. Agli altri. A te stesso. Alla vita.
Quante volte sbuffi? Ogni sbuffo è un’emozione negativa. Allora vai in pareggio; dopo ogni sbuffata una gratificata: trova cose piacevoli che appartengono alla tua quotidianità, per cui essere grato. Smetti di sbuffare, mettiti a cercare…
Quante volte ti ritrovi a sospirare? Facci caso! Ad ogni sospiro aggiungi un respiro di gratitudine per ciò che la vita ti ha dato, per ciò che gli altri ti hanno dato, per come riesci ad ottenere cose buone della vita.
Insomma hai capito. A fronte di gesti, comportamenti, momenti abitudinari puoi agganciare un atto di gratitudine… Chissà come andrà?
Grazie per l’attenzione che mi hai dedicato e grazie anticipate per la condivisione che vorrai fare di queste parole in gratitudine…

Bombe di sofferenza

Viviamo bombardati e ci autobombardiamo di indicazioni, richieste, pretese su chi dovremmo essere, cosa dovremmo fare, cosa dovremmo avere, come dovrebbe essere la nostra vita, la nostra casa, la nostra famiglia, il nostro lavoro, il nostro fisico e via così. Insomma tutto ciò che ci appartiene DOVREBBE ESSERE COME DOVREBBE ESSERE ma spesso è veramente lontano dai nostri bisogni e desideri autentici, da ciò che ci è veramente vicino. Tanto che alla fine restiamo proprio confusi rispetto a ciò che veramente va bene per noi.
E nasce la sofferenza. Sotto forma di ANSIA e STRESS per non arrivare mai a corrispondere a tali aspettative. Sotto forma di DEPRESSIONE e SCARSA AUTOSTIMA per non sentirci mai all’altezza. Sottoforma di sensi di COLPA, VERGOGNA, senso di FALLIMENTO. RIMORSI e RIMPIANTI continui. Sottoforma di DIPENDENZE varie, attraverso cui tentiamo illusoriamente di fuggire al sentimento di vulnerabilità, fragilità e fallibilità che non riusciamo a riconoscere, tantomeno ad integrare come parte dell’umana esperienza.
Se devi ASSOLUTAMENTE e NECESSARIAMENTE ESSERE CIÒ CHE DEVI ESSERE non può esistere altro che il completo successo o l’estremo opposto. E anche ‘quando arrivi’ non ti senti mai veramente appagato…
Sia chiaro!!! Sia chiaro il confine!!! Tra un giusto, sano, realistico ‘dovere’ e impegno concreto che nascono da un consapevole, responsabile agire per creare la vita che vogliamo, fondata sui nostri valori, bisogni e desideri autentici (quanto è difficile trovarli!?). E un insano agire, guidati da ciò che ci illude dovrebbe essere presente necessariamente nella nostra vita.
Inizia, nel tuo agire e pensare quotidiano, a casa come al lavoro, con gli amici come quando sei da solo, a rintracciare i tuoi ‘DOVERI VELENOSI’ che ti portano ad ammalarti e quelli che contribuiscono effettivamente alla vita che vuoi… E vedi tu cosa vuoi farci…

Basta non abbastanza

Ancora non ti basta la tua vita piena di non abbastanza!? Ancora non ti basta la tua vita vuota di appagamento e soddisfazione!?
Non abbastanza è diventato il pensiero più pensato tra i pensieri del mondo. Consapevole o meno che sia. Ci circondiamo di non abbastanza…
Io non sono abbastanza
Tu non sei abbastanza
La vita non è abbastanza
Il tempo non è abbastanza
Le possibilità non sono abbastanza
Sesso, soldi e salute mai abbastanza
Cos’altro per te non è abbastanza?

Ci siamo rinchiusi nella stanza del non abbastanza. Una stanza piena di tristezza e angoscia, ansia e preoccupazioni, autosvalutazione e depressione. Rabbia verso gli altri e verso noi stessi.

Non abbastanza si accompagna a lamentele continue, consapevoli o latenti, espresse o soffocate. Lamentele perché le cose non vanno come dovrebbero andare, le persone, compreso se stessi, non sono come dovrebbero essere. Lamentele e quindi critiche e rimproveri: verso gli altri e verso se stessi, verso il mondo sbagliato, le persone ingiuste, ‘se stessi mai all’altezza’.

Questo vortice di pensieri, ripetitivi quanto sterili, è anzi dannoso per la propria salute, generando problemi fisici, psicologici e nelle relazioni interpersonali.
Ognuno di noi è chiamato a trovare la propria personalissima soluzione. Magari condividendo i risultati positivi anche con altre persone. Per un contagio reciprocamente arricchente…
Cosa devi fare di diverso per fare accadere fatti diversi e vivere esperienze diverse?
Devi cambiare alcuni tuoi modi di pensare e di agire.
Devi iniziare a riempire il tuo tempo in modo nuovo.
Devi iniziare a perdonarti ed accettarti anche se non sei perfetto.
Devi imparare ad apprezzare la tua vita, anche se imperfetta.
Non è un “devo necessariamente”. È piuttosto un “devo” quanto mai opportuno, un “devo perché voglio” apportare qualità alla mia giornata, alle mie relazioni, alla mia vita. Al mio presente, al mio futuro.

Il paradosso della ricerca di sicurezza

Succede qualcosa. O semplicemente la pensi, la immagini, la prevedi… Provi ansia e paura. Cerchi riassicurazioni. Ottieni rassicurazione a breve termine, ma un aumento dell’ansia e del bisogno di rassicurazione. E ricomincia il circolo vizioso che alla ricerca di rassicurazione finisce per aumentare la tua ansia o paura.
Oltre il danno la beffa.

Che fare? Due strategie.
1. Prova ad astenerti dal tentativo fallimentare di ricercare una rassicurazione che non arriva mai. Provando e riuscendo ad astenerti dalla ricerca di rassicurazione, almeno per un po’, riuscirai a cogliere meglio i tuoi stati mentali (pensieri, emozioni, sensazioni somatiche) che ti guideranno verso strategie e soluzioni realmente efficaci per regolare la tua ansia o paura.
2. Riconosci le tue distorsioni di pensiero che nelle svariate forme possono ricondursi a due fondamentali:
– Vuoi controllo assoluto e nessuna incertezza!
– Vuoi che tutto sia perfettamente corrispondente ai tuoi bisogni e desideri!

Ecco allora: prova a vivere, agire, pensare fuori da questi due recinti che ti sei costruito intorno. Quando imparerai a scegliere di agire fuori dall’aspettativa/pretesa che tutto sia perfetto e sotto il tuo controllo assoluto, allora, con molta probabilità, imparerai a creare la tua vera realistica serenità.
In fin dei conti, si tratta di insegnare ai tuoi sogni a comunicare con la realtà…