Il permesso

Quante missioni impossibili stai portando avanti nella tua vita? Prova a rintracciarle…
Dicesi ‘missione impossibile’, il tentativo di raggiungere qualche scopo/obiettivo, inconsapevoli della nostra impotenza rispetto ad esso, ignari della nostra mancanza di controllo. Ripeto: prova a rintracciare in quali missioni impossibili ti sei cacciato…
Nota con attenzione i diversi ambiti della tua vita (famiglia, lavoro, amici, cura del fisico, tempo ricreativo, ecc.) per notare se stai inseguendo traguardi di fatto fuori dalla tua portata, almeno in questo momento…
Stai cercando di essere perfetto in ogni cosa che fai?
Stai cercando di mantenere il controllo assoluto su tutto e tutti?
Stai cercando di cambiare gli altri?
Stai aspettando e sperando che cambino da soli per diventare come ti piacerebbero?
Stai cercando di eliminare completamente ansia e stress dalla tua vita?
Stai aspettando che l’altro non faccia richieste invece che iniziare a dire qualche no?
Stai aspettando che gli altri capiscano cosa vuoi invece che iniziare a chiedere?
Quale missione impossibile stai inseguendo al lavoro? E col tuo partner? E coi tuoi figli? E come figlio coi tuoi genitori? E con te stesso?
Avrai capito, le missioni impossibili, oltre che fonte di stress, procurano dosi massicce di frustrazione, delusione, autosvalutazione, senso di fallimento, rabbia, preoccupazione, ecc.
Per prendersi cura del corteo delle ‘emozioni dolorose da missione impossibile’, è importante darsi un permesso fondamentale. Il permesso di essere ‘normale’. Il permesso di inseguire le mete ambiziose che si desiderano, ma ben consapevoli di quando queste si trasformano in mete impossibili. Questo richiede due passaggi:
1. Imparare a conoscere il limite tra possibile e impossibile, diverso da situazione a situazione.
2. Imparare ad accettare quel limite, senza sentirsi deprivati del proprio valore e dell’amore delle persone per noi importanti.
Per arrivare a questo obiettivo, può essere sufficiente la lettura di questo post e un po’ di buona consapevolezza di sé oppure la lettura di ‘Alice nel paese delle miserie’ (il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line) o ancora può rivelarsi necessario un percorso di crescita personale o una vera e propria psicoterapia.
Datti il permesso…

Scioglilingua

Oggi ti presento uno scioglilingua sugli opposti. Stare vs fare. Fare vs vivere. Vivere vs correre. Correre vs andare al proprio passo.
La vita frenetica inizia col pensiero continuo alla lista, anche solo mentale, delle cose da fare da qui in avanti (“ora faccio questo, poi devo fare quest’altro, quindi farò quello e quell’altro”). Un tipico pensiero, più o meno consapevole, che accompagna questo tipo di vita è “sto perdendo tempo con questa cosa (qui)… Devo occuparmi di quella cosa (lì)”. Qui vs lì. Salvo poi quando arriviamo lì… Pensare alla successiva cosa da fare… Insomma sempre lì, mai qui, ora.
È importante certamente l’agenda e la pianificazione, così come a volte è importante correre e fare cose rapidamente, anzi è fondamentale, ma anche accompagnate dalla capacità di stare in ogni esperienza nel qui e ora. Altrimenti arriveremo all’ultimo lì … senza mai aver vissuto qui.
Ciascuno di noi può imparare l’abilità di stare nel qui e ora…
A ciascuno di noi la scelta…
Le mille pratiche meditative esistenti al mondo sono basate sul principio e sulla capacità di stare nel qui e ora. Pur nella diversità, ogni pratica prevede tre passaggi fondamentali.
1. Scegliere un FOCUS cui prestare attenzione consapevole, ad esempio il respiro o le sensazioni provenienti da una mano o da altre parti del corpo.
2. RICONOSCERE LA MENTE CHE VAGA, cioè notare la propria attenzione che tende a spostarsi dal focus ed essere catturata da pensieri, immagini, ricordi ed ogni altro prodotto della mente che può essere rimuginato.
3. TORNARE GENTILMENTE AL FOCUS, SENZA GIUDICARSI. Noti la distrazione e sposti di nuovo l’attenzione al focus. È normale che la mente vaghi, è il suo mestiere, si è evoluta in milioni di anni per risolvere problemi col pensare. Solo che a volte, troppo spesso purtroppo, non solo non aiuta a risolvere problemi, ma la sua iperattività rimuginativa finisce per alimentare e mantenere i problemi.
La pratica meditativa basata su questi tre passaggi e sul principio del qui e ora aiuta a recuperare le funzioni adeguate della mente e ha una serie di altri benefici sul benessere psicofisico quali: potenziamento del sistema immunitario, regolazione del metabolismo, miglioramento della capacità di concentrazione, riduzione dell’ansia, miglioramento nelle proprie capacità comunicative, regolazione dell’umore e delle emozioni, aiuto nel prendere decisioni, miglioramento dei rapporti interpersonali. Tanto per fare qualche esempio…
A ciascuno di noi la scelta di imparare a stare nel qui e ora… Imparando a lasciare andare la nostra tossica vita frenetica…

Il prima possibile e non di più

Quando ti senti triste, accogli la tristezza come un messaggio importante per te, identifica ciò che hai perduto e facci qualcosa di utile, il prima possibile. Trova il tuo bisogno e cerca di soddisfarlo, ad esempio trovare conforto o incoraggiamento per affrontare la perdita, la mancanza, il momento difficile. Ben consapevole di ciò che puoi ottenere e di ciò che devi accettare anche se non ti piace.
Quando ti senti spaventato, accogli la paura come un messaggio importante per te, identifica il pericolo o la minaccia che avverti e fai qualcosa di utile, il prima possibile. Trova il tuo bisogno e cerca di soddisfarlo, ad esempio rassicurarti e contenere la minaccia, affrontare l’ignoto con coraggio e fiducia.
Quando ti senti arrabbiato, accogli la rabbia come un messaggio importante per te, identifica il danno o l’ingiustizia subiti o qualsiasi altra situazione sia origine della tua rabbia e facci qualcosa di utile, il prima possibile. Trova il tuo bisogno e cerca di soddisfarlo, ad esempio ristabilisci la situazione che vorresti o ripara il danno. Sempre consapevole che non sempre le cose sono o possono essere come noi vorremmo.
Lo stesso percorso vale per ogni emozione: accoglila con apertura e disponibilità, cercane i motivi, fai qualcosa di utile per trasformare la frustrazione in soddisfazione. Qualcosa sarà proprio come vorresti e qualcosa sarà distante dai tuoi desideri. Funziona così la vita.
Certamente, funzionano così le cose, ma l’aspetto più importante è come affronti ciò che ti capita, quali emozioni vivi e come reagisci alle tue stesse emozioni.
Sentire, pensare e agire. Il prima possibile e non di più. Rifletti il giusto e agisci per tentare di soddisfare i bisogni insoddisfatti. Questo è il segreto per affrontare i propri momenti difficili, invece che cominciare a rimuginare all’infinito su quanto accaduto, sulle emozioni vissute, sugli stati d’animo che ti arrivano, su come avresti dovuto agire o su come avrebbero dovuto agire gli altri, su quanto sei sbagliato o su quanto è sbagliata la vita. Pensieri su pensieri su pensieri che, invece che portarti soluzioni, ti amplificano i problemi.
In sintesi:
Accogli l’emozione, il valore che ti porta…
Rifletti quanto ti è utile, il prima possibile e non di più…
Agisci in modo efficace per risolvere problemi e  soddisfare bisogni…
Goditi il risultato, anche se non perfettamente corrispondente a ciò che volevi…
Accetta con serenità e vai avanti, con apertura alle emozioni, riflessioni utili ed azioni efficaci, guidato dai tuoi valori che definiscono ciò che è importante per te…
Non ti resta, a questo punto, che leggere ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Conosci la posizione che occupi rispetto ad un problema per te importante

Quando hai un problema, probabilmente è dovuto a fatti esterni, pensieri tuoi e tuoi comportamenti. Sei d’accordo?
Trova esempi nella tua vita e magari uno nello specifico su cui vuoi farti aiutare dalla lettura di queste righe.
Trova i fatti e chiediti: quali fatti sono per me un problema? Quali altri fatti desidero? Cosa posso fare di concreto per generare quei fatti? Chiarisci e agisci di conseguenza…
Trova i tuoi pensieri e chiediti: quali pensieri sono per me un problema? Quali altri pensieri potrei fare? Trova alternative di pensiero e vedi che effetto ha su di te pensare in quel modo diverso che hai individuato…
Trova i tuoi comportamenti e chiediti: quali sono i miei comportamenti problematici? Cos’altro potrei fare per risolvere il problema? Chiarisci e mettiti all’opera…
Molto probabilmente il tuo potere di modificare o influenzare i fatti è direttamente proporzionale al tuo potere di cambiare i tuoi pensieri e i tuoi comportamenti. Ma i fatti esterni, come i comportamenti altrui, non sono sotto il tuo diretto controllo. E questa consapevolezza può fare un’enorme differenza per farti spostare di posizione: da quella di chi aspetta a quella di chi agisce concretamente in prima persona per risolvere i propri problemi e realizzare i propri desideri. Conosci la posizione che occupi rispetto ad un problema per te importante? Cosa puoi cominciare a fare?
Nel frattempo che ci rifletti, ti suggerisco un’azione utile rispetto ad ogni problema: leggi ed applica ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Si fa presto a dire cambiamento…

Vuoi cambiare un comportamento che vorresti cambiare? Vuoi veramente cambiare un comportamento? Ovviamente, hai capito che puoi cambiare solo un tuo comportamento e non il comportamento degli altri?
Per rispondere a queste domande sono utili altre domande in modo da fare una certa chiarezza che spiana l’azione concreta per cambiare effettivamente.
Quale tuo comportamento vuoi cambiare? Descrivilo nello specifico, ad esempio, vorrei smettere di picchiare mio figlio quando non mi ascolta; vorrei smettere di dire sempre sì al capo, soprattutto quando mi fa richieste ingiuste; vorrei reagire in modo meno impulsivo quando mi sento deluso; vorrei smettere di sentirmi in colpa pensando di andare a vivere a Dublino sapendo che mamma ci soffrirà.
Cosa genera il tuo comportamento? Quali pensieri e stati d’animo precedono, accompagnano e seguono il comportamento che vorresti cambiare?
Quali bisogni soddisfa il comportamento che vorresti modificare? Quali scopi? Quali funzioni svolge quel comportamento? A che ti serve?
Quali fattori esterni e interni ostacolano questo cambiamento che vorresti? Chi e cosa impedisce questo cambiamento?
Cosa ti serve ora per attivare concretamente il cambiamento che vorresti? Quali strumenti? Quali risorse? Come puoi ottenerli?
Le domande stimolano la riflessione, questa prepara alla scelta consapevole e responsabile ovvero all’azione. L’azione fornisce informazioni importanti per comprendere cosa è successo rispetto alle intenzioni iniziali, ai propri bisogni ed obiettivi. Da queste informazioni può attivarsi una nuova riflessione e via così: azione, riflessione, azione, fino alla soddisfazione (si spera), imparando anche ad accettare ciò che non riusciamo ad ottenere e non è andato come avremmo voluto.
Siamo un po’ tutti come ‘Alice nel paese delle miserie’, nel mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line. Un po’ tutti a fare i conti con le nostre miserie e a cercare le nostre meraviglie…

In un mondo che… Cosa devi fare tu…

In un mondo che è sempre più oscuro, fonte di confusione e pieno di incertezze, poche sono le certezze, chiare ed evidenti:
1. Se vuoi migliorare il tuo benessere, oltre che ridurre la tua sofferenza, devi agire su te stesso, impegnarti in prima persona per attivare cambiamenti.
2. Dai tuoi cambiamenti si attiveranno conseguenze ed influenze verso l’esterno, verso gli altri e l’ambiente.
3. Le vie del cambiamento sono infinite.
Ovvero:
A. Smetti di inseguire la missione impossibile di cambiare gli altri o aspettare che cambino. Il cambiamento esterno puoi desiderarlo, devi chiedere e agire per attivarlo, puoi sperare di ottenere ciò che chiedi, devi saper accettare anche i rifiuti, le frustrazioni e le delusioni.
B. Quando cambi tu, certamente gli altri avranno a che fare con una persona diversa e ciò potrà avere un’influenza più o meno grande sul loro comportamento, a volte positiva per te, a volte meno desiderabile. Questo è…
C. Puoi cambiare i tuoi comportamenti e le tue abitudini, puoi cambiare i tuoi pensieri e il tuo modo di pensare, puoi cambiare le tue emozioni e il tuo modo di esprimerle e governarle, puoi agire sulle tue sensazioni somatiche per attivare stati di benessere, puoi imparare a comunicare in modo più efficace con gli altri, puoi imparare a governare i conflitti interpersonali, puoi governare il tuo tempo in modo più consapevole e in linea coi tuoi bisogni e desideri. Puoi coltivare la tua spiritualità al servizio della tua evoluzione personale e chissà quanti altri cambiamenti puoi fare, in ogni ambito, ruolo e relazione della tua vita. La tua fantasia e creatività non hanno limiti…
E puoi anche leggere e trarre ispirazione per i tuoi cambiamenti da ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Ingolfamento

La domanda è: a che pro? La risposta non c’è o non è convincente.
Oggi ti invito a notare nella tua giornata quali sono le attività e le abitudini che ti ostini a compiere e mantenere anche se non sai proprio perché lo fai o la tua motivazione è debole. E comunque l’onere di farlo è diventato nel tempo molto più grande del beneficio che ne ricavi. Un esempio che accomuna molte persone potrebbe essere: perché continui a mantenere nell’armadio (con relativo cambio stagione) vestiti che sono anni che non metti? Soprattutto se non è la camicia che ti regalò il tuo primo partner o quella con cui ricordi una particolare esperienza. Ma sono tanti vestiti… Esempio simile può riguardare alcuni cassetti ingolfati. Oppure scrivere troppi post… Scrollare continuamente sui social… Correre di corsa… Fare switch tasking…
Inizia a notare nei vari ambiti della tua vita… A casa… A lavoro… In una particolare relazione (col tuo partner, con tuo figlio, con un genitore, con un collega, col fruttivendolo)… Trova l’ostinazione…
Perché lo fai? Qual è il senso? Come ti fa sentire farlo? Un senso non ce l’ha, come dice il poeta? No. Il senso ce l’ha! Il senso c’è, ma non si vede!
Allora, dopo la pratica del ‘notare queste tue ostinazioni’, te ne suggerisco una seconda: prendi una di queste tue abitudini e prova a cambiare qualcosa… Vedi tu cosa… Da dove puoi e vuoi cominciare… E vedi l’effetto che fa… (Come reagisci? Cosa senti? Cosa pensi?)… Potrebbe essere una pratica molto potente per la tua consapevolezza e chissà, se ti va, per alcuni cambiamenti…

Tre strategie per l’efficacia personale

Spesso in terapia le persone si bloccano all’inizio del percorso perché hanno difficoltà nel fare chiarezza sui propri obiettivi terapeutici. Vogliono un generico stare meglio o un’impossibile totale libertà da ansie ed emozioni dolorose oppure vogliono raggiungere obiettivi senza aver fatto i conti con gli obiettivi degli altri (spesso in contraddizione coi propri).
Tre strategie sono fondamentali per definire i tuoi obiettivi in modo da rendere più probabile la loro realizzazione. E questo anche se non fai terapia…
1. Definisci obiettivi realistici ovvero possibili da raggiungere. “Vorrei non morire fisicamente” allo stato attuale delle conoscenze scientifiche e tecnologiche risulta una missione impossibile. “Vorrei non provare più ansia” anche è impossibile. “Vorrei ridurre la mia ansia” come “Vorrei imparare a governare la mia ansia” sono invece obiettivi possibili da raggiungere.
2. Definisci obiettivi su cui hai il controllo. “Vorrei che il mio capo fosse più gentile” è un tuo desiderio, ma non può essere un tuo obiettivo su cui puoi intervenire direttamente, almeno non con un grande controllo. Potresti chiedergli di essere più gentile, ma il tuo potere si fermerebbe qui. “Vorrei che i miei figli mi ascoltassero di più” anche è un tuo desiderio, certamente legittimo, ma su cui hai poco o nessun controllo. Puoi però impegnarti a comunicare in modo efficace e autentico in modo da aumentare la probabilità di essere ascoltato. “Vorrei imparare ad esprimere e soddisfare i miei bisogni in modo sano ed efficace” è un obiettivo su cui hai controllo e che può diventare un’abilità da apprendere. Sempre senza aspirare alla perfezione.
3. Trasforma gli obiettivi generici in obiettivi specifici. Ad esempio, “voglio essere felice, sereno, ricco” sono certamente obiettivi legittimi, buoni e sani, ma molto molto molto generici. Che vuol dire per te concretamente essere felice? Cosa ti renderebbe ricco? Quali esperienze vorresti vivere per sentirti sereno? L’idea è di trovare esperienze concrete che possono essere cercate e costruite e comportamenti specifici che possono essere appresi e adottati in modo da sentire realizzati quegli obiettivi iniziali. Ad esempio, per sentirmi felice ho bisogno di passare tempo in famiglia, avere buoni amici e frequentarli con regolarità, avere un lavoro appagante e buona salute. Ma anche qui le specificazioni possono (anzi devono) essere ulteriori. Passare tempo in famiglia, come? Con chi? Quando? Quanto? Dove? In quali attività ed esperienze? Cosa rende un lavoro appagante per te? E buona salute in quali comportamenti si evidenzia?
Come vedi, il lavoro sugli obiettivi è importante, articolato e già di suo fonte di enorme consapevolezza, per comprendere bene cosa vuoi e cosa devi fare per ottenerlo. Infatti, definiti e chiariti obiettivi possibili, sotto il proprio controllo e specifici, non resta che passare all’azione concreta, utile ed efficace.
Ora, un’azione certamente utile per il tuo benessere è cominciare a leggere ed applicare ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Dieci minuti… Fallo… E lascia andare…

Oggi ti presento un esercizio veramente potente, se lo fai… Puoi farlo tutto insieme o in momenti differenti… Scegli come meglio credi… E senti…
Prenditi 10 minuti… da solo… non disturbabile… pensa a tutte le cose che TI FANNO ARRABBIARE, ora nella tua vita, pensando anche ad eventi del passato che magari hanno un’influenza ancora oggi per te… Scrivi di getto … Tutte tutte… Poi individua quelle che ancora oggi veramente ti suscitano rabbia, veramente, e quanta e cosa puoi effettivamente fare di utile… Con utile intendo anche buono e sano… E fallo… Il resto puoi lasciarlo andare…
Prenditi 10 minuti… da solo… non disturbabile… pensa a tutte le cose che TI RENDONO TRISTE, ora nella tua vita, pensando anche ad eventi del passato che magari hanno un’influenza ancora oggi per te… Scrivi di getto … Tutte tutte… Poi individua quelle che ancora oggi veramente ti suscitano tristezza e quanta e cosa puoi effettivamente fare di utile… Con utile intendo anche buono e sano… E fallo… Il resto puoi lasciarlo andare…
Prenditi 10 minuti… da solo… non disturbabile… pensa a tutte le cose che TI SPAVENTANO, ora nella tua vita, magari pensando ad eventi che immagini nel futuro e che hanno ora un’influenza su di te… Scrivi di getto … Tutte tutte… Poi individua quelle che proprio oggi veramente ti suscitano paura, ansia e preoccupazione e quanto e cosa puoi effettivamente fare di utile… Di utile ripeto… Con utile intendo anche buono e sano… E fallo… Il resto puoi lasciarlo andare dalla tua mente…
Prenditi 10 minuti… da solo… non disturbabile… pensa a tutte le cose che TI FANNO SENTIRE IN COLPA ora nella tua vita, pensando anche ad eventi del passato che magari hanno un’influenza ancora oggi per te… Scrivi di getto … Tutte tutte… Poi individua quelle che ancora oggi veramente ti suscitano senso di colpa e quanto e cosa puoi effettivamente fare di utile… Con utile intendo anche buono e sano… E fallo… Il resto puoi lasciarlo andare…
Prenditi 10 minuti… da solo… non disturbabile… pensa a tutte le cose PER CUI TI VERGOGNI O TI SENTI SBAGLIATO, ora nella tua vita, pensando anche ad eventi del passato che magari hanno un’influenza ancora oggi per te… Scrivi di getto … Tutte tutte… Poi individua quelle che ancora oggi veramente ti suscitano vergogna e senso di inadeguatezza o paura di fare una figuraccia e quanta e cosa puoi effettivamente fare di utile… Con utile intendo anche buono e sano… E fallo… Il resto puoi lasciarlo andare…
Prenditi 10 minuti… da solo… non disturbabile… pensa a tutte le cose CHE TI PROCURANO GIOIA  ora nella tua vita, pensando anche ad eventi del passato che magari hanno un’influenza ancora oggi per te… Scrivi di getto … Tutte tutte… Poi individua quelle che ancora oggi veramente ti suscitano gioia e quanta e cosa puoi effettivamente fare di utile e sano per goderne e condividere… E fallo… Godi e condividi…
Prenditi 10 minuti… da solo… non disturbabile… pensa a tutte le cose PER CUI SEI GRATO, ora nella tua vita, pensando anche ad eventi del passato che magari hanno un’influenza ancora oggi per te… Scrivi di getto … Tutte tutte… Poi individua quelle che ancora oggi veramente ti suscitano gratitudine e quanta e cosa puoi effettivamente fare di utile con questo sentimento di pienezza… E fallo… Apprezza ed espandi anche agli altri…
Prenditi 10 minuti… da solo… non disturbabile… pensa a tutte le cose che TI SUSCITANO UNA QUALCHE ALTRA EMOZIONE DIVERSA DALLE PRECEDENTI (angoscia, dolore, gelosia, invidia, disgusto, compassione, entusiasmo, gentilezza, ecc.), ora nella tua vita, pensando anche ad eventi del passato che magari hanno un’influenza ancora oggi per te… Scrivi di getto … Tutte tutte… Poi individua quelle che ancora oggi veramente ti suscitano questa emozione e quanta e cosa puoi effettivamente fare di utile… E fallo… Il resto puoi lasciarlo andare…
La traccia è ripetitiva…
Il movimento che può creare ti sbalordirà e ti farà crescere…

Scatena la catena

Certamente la tua giornata tipo contiene un po’ d’ansia. Quasi ogni giorno, almeno un po’. Ansia per…
Certamente la tua giornata tipo contiene un po’ di paura. Quasi ogni giorno almeno un po’. Paura per…
Certamente la tua giornata tipo contiene un po’ di rabbia. Quasi ogni giorno almeno un po’. Rabbia per…
Certamente la tua giornata tipo contiene un po’ di tristezza. Quasi ogni giorno almeno un po’. Tristezza per…
Certamente la tua giornata tipo contiene un po’ di senso di colpa. Quasi ogni giorno almeno un po’. Senso di colpa per…
Certamente la tua giornata tipo contiene un po’ di vergogna. Quasi ogni giorno almeno un po’. Vergogna per…
Spero di non sbagliare nel credere che altrettanto certamente la tua giornata tipo contenga un bel po’ di gioia. Spero ogni giorno, anche un bel po’, un bel po’ tanto. Gioia per…
Insomma, provare emozioni è vivere. Ogni emozione è normale nel senso che ha un senso. È parte di ciò che ci accade e di cosa proviamo rispetto a ciò che ci accade. Non ti sarà stato difficile completare quei puntini per trovare esempi quotidiani di ansia, paura, rabbia, tristezza e ogni altra emozione, dolorosa o gioiosa.
Detto questo, cos’altro voglio dire?! Che il modo in cui noi trattiamo le nostre emozioni può essere fonte di sofferenza!!! In particolare le emozioni spiacevoli. Che intuitivamente vorremmo eliminare.
Quando vogliamo eliminare le nostre emozioni dolorose finiamo per attivare, però, strategie che risultano controproducenti. Cominciamo a combattere le nostre emozioni invece che lasciare che facciano il loro corso.
È comprensibile che noi vogliamo ridurre la nostra sofferenza, ma scegliamo strade sbagliate che finiscono per alimentarla. Cominciamo a rimuginare su ciò che sta accadendo fino a gonfiare preoccupazione e senso di incertezza. Cominciamo a ruminare sui motivi delle nostre emozioni e invece che comprenderne il senso finiamo per creare una catena di emozioni dolorose, sofferenza su sofferenza. Cominciamo a sviluppare ansia per la nostra ansia, paura della nostra paura e rabbia per la nostra rabbia. Ma anche rabbia per la nostra ansia, tristezza per la nostra rabbia, senso di colpa per ciò che proviamo e vergogna perché le cose dovrebbero essere diverse e “io dovrei essere diverso da quello che sono”, “cosa c’è di sbagliato in me?”
Insomma, se cominciamo a combattere contro le  nostre emozioni cominciamo a combattere contro noi stessi. Chi vince vince, noi abbiamo comunque perso.
Le emozioni piacevoli, felici esprimono il nostro appagamento per bisogni soddisfatti. Invece, il corso naturale delle nostre emozioni di sofferenza prevede che ad ogni emozione si accompagni un bisogno insoddisfatto e un’azione utile per soddisfarlo. Questo è ciò che dobbiamo fare quindi, in modo controintuitivo:
1. riconoscere l’emozione quando arriva, darle un nome, sentirla nel corpo
2. accoglierla piuttosto che tentare di scacciarla, darle spazio, lasciarla essere, lasciarla passare
3. cercare la frustrazione che la accompagna ovvero identificare il bisogno insoddisfatto
4. riflettere il giusto
5. per attivare un’azione efficace alla soddisfazione
6. impegnandoci per cercare di ottenere ciò che vogliamo e imparando anche ad accettare ciò che non abbiamo il potere di modificare
7. impegnandoci a vivere una vita piena di senso e valore per noi, compiendo attività per noi importanti, vivendo il tempo con persone per noi importanti… Cercando esperienze per noi ricche e significative… Nonostante le emozioni dolorose che pure fanno parte della vita…
Da ultimo, ma non per importanza, mi permetto di suggerirti un’attività che potrebbe avere valore per te: leggere ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.