Alla scoperta della propria ferita

La ferita emotiva è l’esito psicologico (accompagnato da segni nel corpo, nella postura, nell’atteggiamento fisico verso gli altri) delle nostre esperienze di vita che hanno costruito in noi una vulnerabilità specifica a certi temi ed eventi (rifiuto, abbandono, colpa, fallimento, ingiustizia, perdita, solitudine, esclusione, giudizio, incapacità, indegnità, ecc.) e una sensibilità personale a risperimentare  frequentemente, oggi, certe emozioni dolorose vissute in passato.
Per iniziare a scoprire la tua ferita, ti propongo un’autoesplorazione basata su alcune frasi che ti invito a completare.
Il mondo è…
La vita è…
Io sono…
Le persone in genere sono…
Nella vita è meglio…
Con le persone è meglio…
Ricevere critiche vuol dire…
Nella vita l’importante è…
Nella vita bisogna…
Nella vita non puoi mai…
La cosa più importante nella vita è…
La cosa più importante nei rapporti interpersonali è…
Commettere errori vuol dire…
Nella vita devi (sempre)…
Nella vita non devi (mai)…
La cosa peggiore che mi può succedere è…
La cosa che non deve succedermi mai è…
Quando qualcuno ti delude…
Quando deludi qualcuno…
Per sentirsi bene bisogna…
Per evitare di sentirsi male bisogna…
Il mio benessere dipende da…
Il mio futuro dipende da…
Per sentirmi a posto devo…
Tre cose (ma anche cinque o più) importanti nella vita sono…

Se completi queste frasi più volte, a più riprese, magari una volta al giorno per qualche tempo o anche ogni volta che ti viene in mente qualcosa di pertinente, troverai certamente un senso a certi accadimenti del passato e del presente e aumenterai la tua consapevolezza di come funzioni e perché, guidato da quali idee, convinzioni, regole, imperativi, aspettative e bisogni.
Non sempre è facile, alcune credenze sono radicate nel profondo, ci guidano in modo potente, ma non si fanno riconoscere facilmente. Per questo è importante imparare ad osservarsi, tenendo in mente quelle frasi da completare o altre che ritieni utili o per te significative.
La consapevolezza che acquisirai ti aprirà diverse possibilità di comprensione e cambiamento, a cominciare dal comprendere perché, spesso, anche se desideriamo cambiare non riusciamo a farlo.
In ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line, puoi trovare esempi sia del ponte che ciascuno di noi percorre dal ‘qui e ora’ al ‘lì e allora’, sia di come spesso ciò generi quel tipo di ‘miseria’ per cui vogliamo cambiare ma senza cambiare veramente.

Il primo fondamentale passo

Molta parte della nostra sofferenza emotiva è dovuta ad aspettative impossibili, più o meno chiare nella nostra mente. In particolare, soffriamo quando cerchiamo qualcosa che non possiamo ottenere. Continuiamo a soffrire quando continuiamo a cercare di ottenere qualcosa che non è per noi raggiungibile. Ad esempio, soffriamo perché non riusciamo ad ottenere tutto e subito. O perché certe cose proprio non riusciamo ad ottenerle, né ora né mai. E non riusciamo a sostenere e superare la frustrazione della mancanza. Altro esempio: soffriamo perché le altre persone non sempre o spesso o quasi mai sono disposte a fare ciò che noi chiediamo loro. Oppure soffriamo perché cerchiamo certezze assolute che non arrivano mai. Insomma soffriamo quando il mondo, la vita, gli altri non sono perfettamente corrispondenti a come noi li vorremmo e non sono da noi perfettamente controllabili. E alla fine soffriamo per la nostra personale mancanza di controllo e perfezione assoluta.
Prova a vedere nella tua quotidianità, nei diversi ambiti di vita e nelle relazioni, quando soffri e perché. Quali frustrazioni incontri, quali emozioni dolorose vivi e quali pensieri contribuiscono a farti soffrire. Certamente troverai qualcosa di simile a quanto ti ho detto: non riesci a tollerare la mancanza, il non controllo, l’incertezza, lo scarto tra ideale e reale.
Prova quindi a chiederti cosa ti servirebbe per ridurre la tua sofferenza e spostarti verso serenità e benessere.
Questa auto-osservazione riflessiva è il primo fondamentale passo per prenderti cura di te…
Tra miseria e meraviglia il passo è breve, lo dice anche ‘Alice nel paese delle miserie’, libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Integrazione evolutiva

Il percorso di cura, guarigione e crescita è il risultato di un’integrazione dinamica tra cambiamento e accettazione. Possiamo intenderli entrambi come ABILITÀ.
Il CAMBIAMENTO può riguardare diversi aspetti dell’esperienza (pensieri, comportamenti, emozioni, sensazioni corporee, scopi, valori) e in uno o più ambiti di vita: famiglia, lavoro, amici, tempo per sé. Sostanzialmente è l’apprendimento di diverse abilità finalizzate ad una crescente capacità di autoregolazione delle emozioni, dei comportamenti e conseguentemente nelle relazioni. Le abilità riguardano:
– la consapevolezza dei propri contenuti e processi di pensiero (cosa pensiamo e come trattiamo i nostri pensieri, se riflettiamo il giusto o rimuginiamo continuamente);
– la consapevolezza delle proprie emozioni e la capacità di esprimerle in modo utile ed efficace nelle relazioni;
– la consapevolezza delle proprie abitudini, dei propri schemi di comportamento e delle singole azioni al fine di adottare progressivamente comportamenti più utili ed efficaci per i propri obiettivi e valori, all’interno di un adattamento sano alla realtà e nelle relazioni interpersonali.
L’ACCETTAZIONE è l’abilità di liberarsi dalla necessità assoluta di soddisfare i propri bisogni e desideri. In direzione di una vita di qualità, a misura dei propri valori. Tra potenzialità da sviluppare e necessario ridimensionamento legato ai limiti da accettare.
Alla fine della fiera, ciascuno di noi può sempre impegnarsi per costruire una propria qualità di vita, tra possibilità da percorrere con tenacia e determinazione e limiti da accettare laddove altro non si può fare.
Devi imparare a rinunciare alla soddisfazione di alcuni BISOGNI e DESIDERI, ma nessuno può toglierti la direzione indicata dai tuoi VALORI ovvero dal farti guidare da ciò che per te veramente conta.
Cosa è primariamente importante per te nelle ‘piccole’ scelte quotidiane e nelle ‘grandi’ scelte progettuali a lungo termine?
In ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line, troverai una guida utile a percorrere le vie numerose del cambiamento e le vie necessarie dell’accettazione.

Perché? Perché? Perché?

Ti invito ad una semplice osservazione. Prendi un tuo COMPORTAMENTO e chiediti: perché lo faccio? Probabilmente potrai dare numerose risposte che conterranno le tue idee, pensieri ed emozioni che accompagnano le tue azioni, gli eventi che le precedono e i bisogni che cerchi di soddisfare.
Quindi un secondo suggerimento per un’altra semplice osservazione. Prendi un’EMOZIONE che hai vissuto oggi (o ieri) e chiediti: perché ho provato questa emozione? Anche in questo caso diverse risposte possibili per esprimere fatti, comportamenti, pensieri e bisogni che servono a rendere ragione dell’emozione.
Perché? Perché? Perché? Fin da bambini la nostra curiosità ci ha permesso l’esplorazione del mondo e la sua conoscenza. Ci ha aiutato a crescere. Oggi è lo stesso col nostro mondo interiore, mentre siamo impegnati a compiere le nostre attività quotidiane, a vivere le nostre giornate e le nostre relazioni.
La chiarezza su cosa ci passa per la mente permette scelte consapevoli e responsabili, al servizio del nostro benessere e adattamento alla realtà fisica e interpersonale.
Certo non possiamo conoscere tutto alla perfezione, alcuni aspetti restano nell’oscurità; né possiamo controllare in modo totale il nostro comportamento, non saremmo gli esseri umani che siamo. Ma più esploro curiosamente il mio interno e maggiormente riesco a padroneggiare il mio rapporto con l’esterno. Per cui, quanto più possibile, nelle diverse situazioni che vivi, presta attenzione a:
– cosa è successo (fatti, eventi, comportamenti altrui)
– cosa ho provato (emozioni, stati d’animo, sensazioni)
– cosa ho pensato (pensieri, immagini, ricordi, interpretazioni)
– cosa ho scelto di fare (azioni, reazioni, comportamenti)
– cosa ha motivato e guidato il mio agire (bisogni, desideri, valori, qualcosa di importante per me)
– quali reazioni ho riscontrato da parte degli altri
– ricominciare il ciclo…
In ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line, puoi trovare diversi esercizi che ti permetteranno di esplorare la tua esperienza soggettiva in diverse situazioni della vita quotidiana.

La strada maestra

QUANDO CRITICHI, cerca di accedere ai tuoi stati mentali… Quando, solitamente in un incontro o scontro concreto con una persona o anche semplicemente nelle tue ruminazioni mentali, ti ritrovi a criticare l’altro, rimproverarlo o giudicarlo, colpevolizzarlo o svalutarlo per quello che ha fatto o non ha fatto, chiediti: quale stato d’animo sto provando? Quale mio bisogno è frustrato? Quale mio desiderio è in gioco? Quali altri pensieri accompagnano le mie parole? Rispondere a queste domande è la strada maestra per risolvere i tuoi problemi con le persone (e con te stesso). Per capire come agire…
QUANDO VIENI CRITICATO, cerca di conoscere gli stati mentali dell’altra persona… Quando ricevi una critica, un giudizio, un rimprovero, una colpevolizzazione o una svalutazione, manifeste o più velate che siano, per quello che hai fatto o non hai fatto, chiediti: cosa motiva questo comportamento dell’altra persona? Quali emozioni, pensieri, bisogni e desideri? Cercare di comprendere gli stati mentali dell’altro è un’altra strada maestra per risolvere molti dei tuoi problemi interpersonali o quantomeno per comprenderli meglio e regolare in modo più consapevole il tuo comportamento.
Se proprio non ti bastano queste due strade, la terza ormai è nota: leggere ed applicare alla tua vita quotidiana ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Dal masticare al masticazzi

A volte il masticare è proprio amaro, caro. Spesso, cara, come ben saprai da tante fonti, la vita non fa sconti. Stress e delusioni, ingiustizie e rotture di… scatole…
Allora ecco cosa ti suggerisco oggi (e per tutto il resto della tua vita).
SCEGLI DI PASSARE DAL MASTICARE AL MASTICAZZI. Un’ispirazione generale per ciascuno di noi, per il proprio percorso di cura di sé ed evoluzione personale. Puoi farlo attraverso la psicoterapia così come attraverso innumerevoli altre strade e strumenti al servizio della tua consapevolezza e responsabilità…
Scegli di passare dal rimuginare e ruminare (su sintomi, pensieri, preoccupazioni, rabbia, angoscia, conflitti, relazioni insoddisfacenti, ecc.) all’assunzione di un atteggiamento più sano e utile verso problemi, stress, conflitti, frustrazioni e delusioni.
Puoi pensarci all’infinito, masticare catene di pensieri con cui tu stesso ti imprigioni legato al palo, bloccato, incapace di muoverti e di un reale comportamento efficace alla soluzione dei problemi.
Il masticazzi, invece, ti propone diverse opzioni, strade da percorrere, scelte, attività da praticare:
– Smettere di pensarci senza mai agire. Smetti dunque di riflettere per riflettere alla ricerca di una soluzione che non arriva mai (perché rivolta ad un futuro sempre comunque incerto o ad un passato che non puoi modificare); inizia invece a riflettere per agire al presente e verificare l’esito delle tue azioni.
– Continuare progressivamente ad adottare azioni concrete e specifiche per avvicinare il più possibile la situazione reale a quella desiderata.
– Accettare quella quota di scarto ineliminabile tra reale e ideale (non puoi ottenere sempre e tutto ciò che vuoi; continua a provarci, ma impara anche a riconoscere e rispettare il limite e un certo grado di impotenza).
– Impegnarti a cambiare ciò che è in tuo potere: i tuoi pensieri, le tue azioni, le tue emozioni fino a quando ci riesci (anche il controllo di sé non è assoluto).
– Attivare la compassione (verso te stesso, verso gli altri, dagli altri).
– Prima di tutto dare a te stesso il permesso di ricevere la compassione da parte degli altri (amore, accudimento, tenerezza, comprensione, gentilezza, assenza di giudizio). Sai farlo? Non è così scontato…
– Essere compassionevole verso te stesso: gentile invece che giudicante, usando l’autocritica nella misura in cui ti è utile a farti correggere gli errori senza torturarti in modo spietato.
– Essere compassionevole con gli altri: siamo tutti sulla stessa barca, tutti esseri imperfetti che cercano di cavarsela al meglio, tutti meritevoli di perdono, anche e soprattutto quando dobbiamo pagare il prezzo delle conseguenze delle nostre scelte.
– Spostare l’attenzione da immagini e pensieri di stress e minaccia ad immagini compassionevoli: pensieri, fantasie, ricordi, previsioni di amore e vicinanza, abbracci e calore, forza e saggezza, curiosità e gioco, calma e sicurezza. Sosta il più possibile con la tua mente su queste immagini fonte di conforto, rassicurazione, calma, serenità, pace interiore, gioia e vitalità. Attingi alle tue esperienze o sbizzarrisciti con la tua immaginazione per trovare queste immagini.
– Assumersi la responsabilità di quello che pensiamo, che facciamo e che scegliamo in base ai nostri valori ovvero: fatti carico in pieno di come scegli di stare al mondo e nelle relazioni, momento per momento.
– Assumersi veramente la ‘responsabilità compassionevole’ ovvero darsi il permesso di praticare il bene verso se stessi e verso gli altri, a cominciare dal definire ciò che vuol dire per te Bene, Amore ed Allegria…
Nonostante la vita possa essere tremendamente dolorosa, ciascuno di noi può sempre accedere ad altre possibilità…
E quando la scelta si fa dura e sorge la paura, fatti aiutare dalla lettura… Puoi iniziare, tanto per darti un suggerimento, da ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Impara l’arte

L’arte di lamentarsi è la capacità di vedere ciò che non va, anche quando molte cose vanno bene, ma non si riesce a vederle. È la capacità di non essere mai contenti della scelta fatta, adducendo magari motivi esterni al proprio comportamento, come se fossero gli altri a poter determinare le nostre scelte.
L’arte del non lamentarsi è la capacità di appropriarsi delle proprie scelte. “Sono io che scelgo di scegliere quello che scelgo”: ripetizione voluta per rinforzare il concetto.
Lamentarsi è buono se dura il giusto e ti permette di intercettare il tuo bisogno sotto il lamento e trasformarlo in azione utile per tentare di soddisfarlo.
Ti invito all’autoesplorazione.
Quando e dove ti lamenti? In quali ambiti e contesti di vita…
Per cosa ti lamenti? Per quali frustrazioni… Per quali aspettative deluse… Per quali mancanze… Per quali ingiustizie…
Con chi ti lamenti? Con te stesso… Con gli altri… Con la vita…
A che scopo ti lamenti? Per ottenere cosa…
In che modo manifesti il tuo lamento? Cosa dici e cosa fai…
Le risposte a queste domande, attente e ripetute più volte, probabilmente ti porteranno a capire come trasformare il lamento sterile in un lamento utile ovvero fondato su: identificazione del bisogno frustrato e delle azioni efficaci a soddisfarlo. A quel punto non ti resterà che agire. Certo non è detto che andrà tutto subito a posto. Non è detto che la frustrazione si trasformi magicamente ed immediatamente in soddisfazione. Comunque avrai iniziato un nuovo percorso, lasciandoti alle spalle un lamentarsi fine a se stesso, in direzione di una maggiore chiarezza di quello che vuoi e di una maggiore responsabilità personale per andatelo a prendere.
In ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line, un intero capitolo è dedicato alla miseria della ‘lamentela vittimistica’ e alla meraviglia della ‘consapevole responsabilità’.

Autore e attore della tua esperienza di benessere

Oggi un esercizio di esplorazione… Per diventare autore ed attore del tuo benessere…
Definisci cosa sono per te benessere, autostima, serenità, felicità… 4 esperienze desiderate, 4 definizioni…
Per ciascuna di queste esperienze definisci quanto le senti soddisfatte o raggiunte o vissute su una scala da 1 (minimo) a 10 (massimo)…
Per ciascuna di queste esperienze individua le fonti da cui deriva…
Per ciascuna di queste esperienze definisci cosa stai facendo per sentirle, per viverle…
Per ciascuna di queste esperienze individua cos’altro vorresti fare…
Per ciascuna di queste esperienze individua cos’altro dovresti fare…
Per ciascuna di queste esperienze individua cos’altro farai oggi…
Per ciascuna di queste esperienze prendi una decisione, un’azione in direzione di una soddisfazione…
Un primo passo verso il tuo benessere…
Un primo passo verso la tua autostima…
Un primo passo verso la tua serenità…
Un primo passo verso la tua felicità… 
Ovviamente, quando agisci per ottenere ciò che desideri, a volte va tutto molto bene, altre volte anche molto male; sarà comunque importante raccogliere le informazioni del tuo agire, rifletterci e organizzare l’azione successiva e così via verso un circolo virtuoso in direzione di ciò che desideri…
Se fai questo esercizio con cura (e per iscritto)… Stai sulla strada giusta verso la meraviglia… E ti basterà aggiungere solamente la lettura di ‘Alice nel paese delle miserie’, libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line…

Due processi creativi

Pur nella diversità delle esigenze e delle richieste delle persone, un percorso psicoterapeutico lavora per due grandi obiettivi:
1. Ridurre la sofferenza
2. Aumentare la qualità della vita
Ovviamente i due obiettivi sono intrecciati tra loro, entrambi si alimentano a vicenda e si realizzano attraverso due processi creativi.
Ci vuole creatività per ridurre la sofferenza, governarla, imparare a tollerarla, imparare ad accettarla e conviverci nella parte che non si può eliminare completamente. Mi riferisco a sintomi fisici e psicologici, ma anche a problemi nelle relazioni e nei vari contesti di vita che presentano quote più o meno grandi di frustrazione, delusione e impotenza.
Ci vuole creatività per creare una vita di qualità, degna di essere vissuta, impostata sui propri valori (di cui non sempre abbiamo chiarezza) e a misura delle proprie risorse e dei propri limiti, personali e del contesto in cui si vive. Mi riferisco a cercare risposte (e agire di conseguenza) alle domande, apparentemente semplici: cosa è veramente importante per me per sentirmi sereno e felice? Cosa “deve” essere presente nella mia vita perché sia per me degna di essere vissuta? A cosa posso rinunciare e a cosa no per sentirmi bene? Su cosa posso essere flessibile e cosa invece deve essere solido nella mia vita?
Fatti ispirare da queste domande per trovarne altre che ti aiutino a riflettere, comprendere e agire nella direzione della vita che vuoi creare…
Altre ispirazioni puoi trovarle in ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

P.E.R.S.I. nei flussi del sogno

Il sogno è un prodotto della nostra mente. È, inoltre, l’innesco per ulteriori produzioni della nostra mente.
Certi sogni sembrano evidenti nel loro contenuto, ci raccontano le nostre paure e i nostri desideri, le nostre speranze e tante altre emozioni che ci riguardano. Magari ci ritroviamo ricordi antichi e idee per il futuro. Altri sogni ci si presentano completamente sconosciuti, senza senso apparente, sconclusionati, anche bizzarri.
Ma qual è il significato del sogno? Esiste un significato? Un significato del sogno esiste, probabilmente, ma non è detto che arriviamo a comprenderlo. A comprendere cosa poi? Un sogno, ‘in realtà’, può avere molteplici significati, tutti quelli che ci possiamo trovare e che hanno un senso per noi. Anche perché lo stesso sogno non è mai lo stesso sogno se lo vivi, lo ripercorri e/o lo racconti ora, domani o fra un po’ di tempo. A volte, infatti, sogni passati ci vengono a ritrovare nel ricordo e sono già nuovi sogni per nuovi significati.
Il sogno, ‘in realtà’, ci suggerisce itinerari esplorativi dentro di noi, per comprendere meglio noi stessi, chi siamo, cosa ci piace, cosa ci spinge, cosa vorremmo e anche le nostre paure più profonde, i nostri dolori, anche traumatici, le nostre angosce. E ci fa conoscere parti di noi che non vorremmo conoscere, che magari teniamo nascoste a noi stessi e agli altri durante la veglia, ma che nel sonno ci vengono a trovare per dirci: “anche questo sei tu…”.
Allora, per giocare seriamente e in modo utile coi nostri sogni, dobbiamo interrogare i nostri sogni: per percorrere quegli itinerari oscuri, pieni di tesori nascosti che ci chiedono di essere scovati.
Ecco, allora, un piccolo spunto concreto per ‘dare un senso’ al tuo sogno e per trovarci ‘una direzione’.
Il sogno è il primo passo per ciascuno di cinque sentieri o flussi del sogno. Di fronte al tuo sogno, inizia a percorrere, come spontaneamente ti viene e senza censure ‘della coscienza morale’, per quanto ti riesce, il flusso di:
SENSAZIONI. Cosa provo ora a livello corporeo, somatico? E cos’altro succede in me ora?
IMMAGINI. Dove mi portano le immagini ora? E cos’altro succede dentro di me ora?
EMOZIONI. Quali stati d’animo sto vivendo ora? E cos’altro succede dentro di me ora?
PENSIERI. Che idee mi passano per la testa ora? E cos’altro ancora sto pensando ora?
RICORDI. Quali memorie riaffiorano alla mia mente ora? Cosa emerge ora che riguarda tanto tempo fa?
Grazie in anticipo se vorrai suggerirmi altri possibili itinerari esplorativi attraverso cui conoscere i nostri sogni…

Volendo trovare un acronimo per percorrere al meglio questi sentieri, potremmo dire di darci il permesso di sentirci P.E.R.S.I. nei flussi del sogno…
Inizia ora … E buon viaggio…
Ricordati, come ti ricorda ‘Alice nel paese delle miserie’ (libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line) che le vie del sogno, come della vita, ci portano ad incontrare miserie e meraviglie… Ed è un viaggio che tutti dobbiamo compiere…