6. Trasforma l’aspettativa in una richiesta. Un’azione al giorno … per ricominciare alla grande.

Sesto giorno… per costruire “attivamente” la vita che vuoi!

Sembra facile, eppure molte persone sono incapaci a fare richieste precise, mirate, specifiche, in relazione ai propri bisogni e desideri.

Magari hai impiegato tante risorse ed energie mentali e fisiche per arrivare a “sentire” ciò che vuoi veramente e autenticamente, ma non riesci ad andare oltre. Sei fermo in quel punto pericoloso in cui pensi, come i bambini, che “gli altri dovrebbero sapere cosa voglio e dovrebbero darmelo”. Un misto tra pensiero magico-onnipotente e pretesa infantile che “tutto sia proprio come voglio”. Un sogno. Qualcosa che, ahinoi, è molto distante dalla realtà dell’adulto.

In quanto adulto sei responsabile di quello che fai… quindi anche di quello che chiedi e di quello che non chiedi.

Consapevole che, a volte, le richieste possono anche ricevere un rifiuto, un secco e sonoro no, “sei tu che devi attivarti per far sapere all’altro cosa vuoi”. Vuoi rischiare di ricevere un no facendo una richiesta? Vuoi essere sicuro di non ottenere ciò che vuoi non chiedendolo?

Ed è importante, inoltre, che la tua richiesta sia anche “adeguatamente specifica, precisa, concreta” in modo da massimizzare la possibilità di ricevere proprio quello che vuoi e non qualcos’altro. Se stasera vuoi andare al cinema, non chiedere “ti va di uscire?”, chiedi in modo specifico e preciso “stasera vorrei andare al cinema… ti va se andiamo al cinema, io e te insieme?

Grazie per l’interesse e l’attenzione che stai dimostrando ai miei post quotidiani … e buon divertimento!!!

Link utili: Un potente strumento di consapevolezza e cambiamentoChiedi e ti sarà datoSento voglio chiedo comprendo

1. Trasforma la riflessione in azione. Leggi, rifletti e agisci. Un’azione al giorno … per ricominciare alla grande.

2. Trasforma il tuo filtro personale. Un’azione al giorno … per ricominciare alla grande

3. Trasforma il vittimismo in senso di responsabilità. Un’azione al giorno … per ricominciare alla grande.

4. Trasforma la lamentela in un obiettivo. Un’azione al giorno … per ricominciare alla grande.

5. Trasforma l’aspettativa in azione. Un’azione al giorno… per ricominciare alla grande

5. Trasforma l’aspettativa in azione. Un’azione al giorno… per ricominciare alla grande

Quinto giorno… per imparare a creare la vita che vuoi.

Diventa consapevole delle “aspettative” che hai rispetto a “cosa dovrebbe essere presente” nella tua vita affinché tu sia “felice”.

Diventa consapevole delle tue “aspettative fallimentari” che la felicità arrivi dall’esterno, che gli altri capiscano e accettino sempre e comunque il tuo punto di vista, che le persone cambino nella direzione da te desiderata.

Diventa consapevole di quanto “pretendi” che il mondo e gli altri siano proprio come li vuoi tu…

In uno o più ambiti rilevanti della tua vita (famiglia, coppia, lavoro, amici, qualità del tempo personale), per ottenere quello che vuoi, se quello che stai facendo non funziona, “sei tu che devi fare qualcosa di diverso dal solito”: pensare in modo nuovo, agire come non hai mai fatto, comunicare in maniera aperta e autentica, apprendere nuove abilità, acquisire strumenti più efficaci, attivare nuove abitudini, cercare nuove strade, guardare dall’altra parte, guardare con la testa all’ingiù, muovere le cose. Il mondo non gira intorno a te, sei tu che devi trovare il tuo posto nel mondo…

Ascolta la testa (pensieri, riflessioni, valori), il cuore (sentimenti ed emozioni), la pancia (bisogni e desideri) … e attiva mani e piedi… comincia a fare e camminare. È il momento giusto. Anche per affrontare ciò che accadrà… Fare e disfare, sbagliare e imparare. È il momento giusto… E “magicamente” anche gli altri cambieranno per adattarsi al “nuovo te stesso che stai costruendo”

Grazie per l’interesse che stai dimostrando per questo percorso di crescita personale on line. Condividi le tue riflessioni con le persone per te importanti, dì loro quanto stai facendo e ascolta i loro rimandi …

Link utli: Come si fa a cambiare gli altri?!?!?, L’aspettativa fallimentare, Quello che fai per essere infelice, Cosa stai aspettando per essere felice?, Aspetta e spera, FissAzioni

1. Trasforma la riflessione in azione. Leggi, rifletti e agisci. Un’azione al giorno … per ricominciare alla grande.

2. Trasforma il tuo filtro personale. Un’azione al giorno … per ricominciare alla grande

3. Trasforma il vittimismo in senso di responsabilità. Un’azione al giorno … per ricominciare alla grande.

4. Trasforma la lamentela in un obiettivo. Un’azione al giorno … per ricominciare alla grande.

4. Trasforma la lamentela in un obiettivo. Un’azione al giorno … per ricominciare alla grande.

Quarto giorno… per prendere in mano la guida del tuo futuro.

Quando le cose non vanno come desideri e le persone non si comportano come vorresti è probabile che inizi a lamentarti. E questo può essere in qualche grado utile se ti serve a sfogare frustrazione, delusione e tensione. E soprattutto può essere utile se dura poco… ovvero se il prima possibile trasformi la tua insoddisfazione nella ricerca di una soluzione, se ti attivi per trasformare una situazione attuale non soddisfacente in una situazione molto più vicina ai tuoi desideri e bisogni. Se inizi ad agire prima di subito… Una giusta dose di riflessione deve essere seguita da una necessaria azione concreta, specifica, mirata che inizi a modificare le cose…

Grazie ancora per l’attenzione che in questi giorni stai dedicando a questo piccolo percorso di crescita personale on line… Se condividi le tue riflessioni con qualcun altro puoi avere un testimone di quello che stai facendo che può aiutarti a mantenere la direzione…

Link utili: 3 tipi di lamentela, La bomba Quando la realtà ti delude , 

1. Trasforma la riflessione in azione. Leggi, rifletti e agisci. Un’azione al giorno … per ricominciare alla grande.  

2. Trasforma il tuo filtro personale. Un’azione al giorno … per ricominciare alla grande

3. Trasforma il vittimismo in senso di responsabilità. Un’azione al giorno … per ricominciare alla grande.

3. Trasforma il vittimismo in senso di responsabilità. Un’azione al giorno … per ricominciare alla grande.

Terzo giorno… Per affrontare ansia e depressione da rientro… Verso la vita che vuoi.

Agisci e prenditi il carico delle conseguenze delle tue azioni. E assumiti anche la responsabilità di quello che non hai fatto.

Nota quanto e quando ti assumi la responsabilità delle cose che ti accadono per quello che hai fatto e che non hai fatto, per “come hai scelto di reagire” agli stimoli che la vita ti presenta.

Nota quando lasci che gli altri decidano per te… Ad esempio, quando “decidi” di lasciare che l’altro scelga se andare al cinema o al ristorante… al mare o in montagna… se fare figli o no… se dormire o fare altro …

Tu sei responsabile delle scelte che fai, del prezzo che scegli di pagare, delle cose a cui scegli di rinunciare… È impossibile non scegliere… È impossibile non prenderti la responsabilità delle tue azioni… Ad esempio, se arrivi tardi può dipendere dal traffico, ma anche da te che non hai deciso di prevedere il possibile ritardo da traffico. Molti imprevisti sono rischi che scegliamo di correre.

Il tuo potere inizia dove finisce quello dell’altro e viceversa. Tu puoi essere solo vittima di te stesso che “decidi” che gli altri prendano decisioni al posto tuo o che lasci che la realtà esterna sia così forte da determinare la qualità delle cose che fai, che pensi e che vivi!

Riconosci i limiti del tuo potere, ma anche il potere delle tue possibilità di scelta…

Impara a lasciare a casa scuse e giustificazioni e inizia a prenderti la responsabilità di tutto ciò che ti accade, ad esempio “mi dispiace, non avevo previsto il traffico e sono arrivato in ritardo” piuttosto che “è stata colpa del traffico…”.

Grazie anche oggi per l’attenzione che hai dedicato a questo post. Ti invito a riferire quanto letto a qualcun altro, ti potrà aiutare a riflettere e ad agire e anche a spronarti quando non rifletti e non agisci…

Link utili. Quello che … Esercizio sul tuo successo e altri accadimenti, 3 abitudini per la tua efficacia, Le chiacchiere stanno a zero, La vita che vuoi, Vittima di te stesso, il prezzo da pagare, 1. Trasforma la riflessione in azione, 2. Trasforma il tuo filtro personale

2. Trasforma il tuo filtro personale. Un’azione al giorno … per ricominciare alla grande

Secondo giorno… del tuo percorso di crescita personale per attivarti in direzione della vita che vuoi.

Utilizza il tuo filtro personale in modo consapevole e responsabile al fine di generare azioni efficaci e benessere.

Quello che succede fuori di te, gli eventi e il comportamento degli altri sono importanti nel determinare la qualità del tuo stato d’animo e del tuo benessere personale e interpersonale, ma ancora più “importante è come tu leggi e interpreti una situazione”, un fatto, un accadimento. In qualche modo è impossibile non interpretare, ciascuno di noi tende a “leggere” le situazioni che incontra in un suo modo specifico. L’importante è che tu “ti appropri di questa lettura”, che tu ti senta “responsabile di come vivi e consideri un fatto”. E che consideri che “altre persone potrebbero avere una visione della stessa situazione anche molto differente dalla tua e comunque da rispettare“.

È importante che tu sappia “decentrarti” da te stesso ovvero riconoscere il tuo punto di vista come uno tra i molteplici esistenti, anche nell’interpretazione di fatti e situazioni che sembrano avere un solo significato possibile.

La realtà che viviamo è sempre orientata dai nostri valori, giudizi e pregiudizi, in qualche modo è inevitabile. E’ impossibile non giudicare. Se abbiamo valori abbiamo giudizi. Puoi solo scegliere se e come esprimere i tuoi giudizi. È fondamentale, allora, che tu diventi consapevole dei tuoi valori, dei giudizi che ne discendono, delle interpretazioni degli eventi che fai… per sentirti “responsabile delle azioni che metti in atto” in base a questo tuo “filtro” personale … L’effetto che le tue azioni avranno sugli altri, effetto di cui sono responsabili gli altri, se parliamo di rapporti tra adulti, sarà per te un’informazione fondamentale per modulare l’azione successiva.

Ciascuno di noi, da adulto, è responsabile di quello che pensa, di quello che prova e di quello che fa. Quindi, se sei adulto, nessun altro può essere responsabile della tua interpretazione degli eventi, delle emozioni che tu vivi e dei comportamenti che tu scegli di adottare!!!

Grazie per avermi dedicato anche oggi un po’ del tuo tempo. A domani …

Link utili: Come sono gli abitanti di questa città?, La mappa e il tesoro, Tutti mi possono giudicare, Una tazza di tè, L’errore del setaccio. Esercizio,

1. Trasforma la riflessione in azione. Leggi, rifletti e agisci. Un’azione al giorno … per ricominciare alla grande.

1. Trasforma la riflessione in azione. Leggi, rifletti e agisci. Un’azione al giorno … per ricominciare alla grande.

Intanto grazie per il tempo che stai dedicando alla lettura di questo post. È il primo di un percorso di crescita personale completo che ti accompagnerà, se lo vorrai, nelle prossime settimane. La mia idea è quella di fornirti spunti di riflessione e azione che ti possano essere utili nelle scelte quotidiane che compi mentre ti dirigi verso la vita che vuoi. Ovviamente, in quanto tali, questi spunti sono solo l’inizio di qualcosa che tu dovrai completare in modo fondamentale attraverso azioni concrete e mirate nella direzione della vita che vuoi.

Per favorire il tuo coinvolgimento in questo percorso di crescita personale, ti suggerisco di raccontare quello che hai letto sempre a qualcuno, di condividere, almeno con una persona, quello che hai letto, le riflessioni che hai fatto e come le hai applicate in modo concreto attraverso azioni effettivamente messe in atto. Ti servirà ad organizzare in modo più efficace il pensiero e l’azione e anche ad avere un testimone di quello che stai facendo (o non facendo).

Un’azione al giorno è utile per riprendere con entusiasmo ed energia, dopo un periodo estivo che mi auguro sia stato ricco e rilassante, dopo una sospensione dal lavoro che spero ti sia servita a rigenerarti, dopo un periodo di vacanze e/o comunque di “stacco dalla routine” delle abitudini, dei doveri, delle costrizioni e degli impegni quotidiani.

Un’azione al giorno per accantonare ansia e malumore.

Un’azione al giorno per alzare il livello del tuo benessere fisico, psicologico e relazionale.

Un’azione al giorno per la ripresa di settembre, per “ricominciare dalle cose riuscite” e “creare quelle che desideri”, anche se ancora non fanno parte della tua vita.

Un programma di crescita personale che puoi iniziare a settembre come anche a marzo o a giugno e in ogni altro momento della tua vita in cui “decidi di agire in modo diverso da come hai sempre fatto”… per la tua trasformazione personale, in diversi ambiti della tua vita, al lavoro e in famiglia, nella coppia e con gli amici e via così. Un progetto di Tras-Form-Azione ovvero un cambiamento delle forme di sé basato su azioni. La forma dei tuoi pensieri, la forma delle tue emozioni, la forma delle tue relazioni, la forma delle tue abitudini, la forma della tua identità. Azione per “trasformare vecchie norme e forme” ormai non più adatte al momento di vita che stai attraversando in “nuove norme e forme” più utili per te e per la qualità della tua vita.

Un canovaccio che ti fornisce idee e suggerimenti per attivarti concretamente nel creare la vita che vuoi.

Primo giorno.

Leggi, rifletti e agisci. Ora e in ogni post che sceglierai di leggere. Dopo aver riflettuto sulle idee che presenta il post, trasformalo entro pochi minuti in qualcosa che vuoi fare … e fallo. In qualcosa che devi fare … e agisci. In qualcosa che per te è utile fare … e attivati concretamente e immediatamente.

Di fronte ad ogni problema cerca la soluzione!

Quando senti un bisogno fai qualcosa per soddisfarlo!

Quando emerge un desiderio trova il modo per realizzarlo!

Consapevole di cosa per te è importante, impegnati a realizzarlo!

Tutto questo passa attraverso l’azione concreta e specifica, qualcosa che devi fare per “spostare le cose”. Non l’Azione con la A maiuscola, non grandi cambiamenti epocali, non necessariamente decisioni apocalittiche o rivoluzioni nella tua vita, ma piccole, semplici ed efficaci azioni. Può essere fare una telefonata o mandare un messaggio, andare a camminare o a fare la spesa, parlare col capo o col partner, prenotare un viaggio o scegliere di guardare un film, andare a dormire o qualsiasi altra azione che effettivamente “muova le cose in una direzione da te consapevolmente scelta”. Quindi… ora… lascia emergere il tuo bisogno e desiderio e fai qualcosa per realizzarlo…

Di fronte ad un problema o alla necessità di fare una scelta, individua la prima azione che devi fare per cominciare a muoverti verso la soluzione o la direzione che vuoi scegliere. Ad esempio, scopri che hai smarrito il portafoglio… quale prima azione compi? Ti hanno invitato ad una festa… quale azione compi per prima? Ti hanno licenziato… quale azione compi? Ti ha chiesto di sposarla… che fai immediatamente? Ti ha chiesto soldi in prestito… che fai?

In alcuni casi potrà essere facile, in altri sarà molto difficile, a volte incontrerai conflitto tra diversi bisogni e parti di te, tra ciò che desideri e ciò di cui hai paura. È comunque una situazione che ti richiede una riflessione e un’azione. Prima di subito…

Se ti ritrovi ad evitare o rimandare… datti un tempo limite… rispettalo… e onoralo … arrivando a compiere quell’azione allo scadere del tempo che ti sei dato. Quasi mai è facile. La crescita richiede di affrontare le proprie paure. Il resto viene dopo…

Ogni maratona inizia da un primo passo, ogni progetto a lungo termine inizia da una prima piccola azione a cui poi segue una nuova azione successiva alla precedente… Ogni azione segue e precede un’altra azione… fino a quando sei arrivato dove vuoi arrivare …

Agisci … verifica l’effetto che fa, su te e sugli altri… e agisci nuovamente in base all’informazione raccolta… Questo è il metodo per realizzare ciò che desideri… e anche per fermarti serenamente dove incontri il tuo limite…

Appuntamento a domani…

Link utili: I semi e i frutti, la verita del piffero, 4 passi per imparare a fallire…

Fuoco sopito

In un piccolo villaggio viveva un giovane del quale nessuno conosceva più il nome. Era schivo, da sempre, non incline al divertimento con i coetanei e neppure a sostenere conversazioni, anche occasionali. Viveva, o meglio, sopravviveva, senza alcuna gratificazione e senza alcuna responsabilità.

Ogni giorno si svolgeva per lui allo stesso identico modo. Si svegliava quando riusciva, riordinava appena la piccola stanza nella quale viveva e si recava al mercato, per attingere alla frutta ed alla verdura scartate, per il suo sostentamento. Pigramente si recava a casa e consumava il suo misero pasto. Dopo di che attendeva la sera per potersi addormentare di nuovo.

Un giorno, tuttavia, qualcosa cambiò…

Arrivò un vecchio eremita che, dopo anni di completo isolamento su di un monte, decise che fosse il momento di condividere tutte le sue riflessioni con gli abitanti della regione.

Quando il vecchio stava per entrare nel villaggio si imbatté proprio nel ragazzo. “Vieni qui, tu, ragazzo”. Il ragazzo era sbigottito… nessuno si rivolgeva a lui da anni, ormai. “Come ti chiami?” chiese il vecchio. “Kahlil” rispose sommessamente il giovane. “Tu, Kahlil, sei un segno che mi ha mandato il Signore. Da oggi io e te faremo a metà di tutto”. “Come? Io un segno? Non è possibile… Io sono una nullità. E poi di cosa faremo a metà? Io non ho niente e tu, vecchio, non sembri essere messo meglio di me”. “Tu non sei una nullità. Sei una visione ai miei occhi. La prima persona che incontro dopo tanti anni di completa solitudine è una benedizione del cielo. Voglia il Signore che io possa essere una benedizione equivalente per te”. “Non capisco” disse balbettando Kahlil.

“Dentro di te Kahlil c’è un fuoco sopito… lo vedo sai? Lo si intravede ancora, in modo quasi impercettibile, nei tuoi occhi. Sembrano spenti, ma appena ti ho incontrato e ti ho chiesto come ti chiamassi, ho intravisto un lieve barlume per un attimo. È quello il fuoco… insieme gli daremo nuova forza”.

Un calore mai provato si mosse dal torace di Kahlil e lo raggiunse al viso. Lui abbassò il volto per guardare cosa stesse succedendo al suo corpo… era il cuore che aveva preso a battere ad un ritmo che non aveva mai sentito. Ogni pulsazione spingeva da dentro al petto e lo stupore divenne meraviglia… sentì forze inaspettate nelle sue mani.

“Vieni Khalil, andiamo nel tempio per ringraziare il Signore”.

I due si avviarono. Kahlil, per la prima volta, si sentì sicuro di sé ed il suo passo non era più trascinato, ed il suo volto non era più chino e vergognoso verso terra. Camminando eretto sembrava alto come un gigante. Camminando in direzione del tempio, l’eremita e Kahlil, incrociarono gli abitanti del villaggio, che li guardarono meravigliati ed incuriositi. Una donna disse sottovoce al venditore di verdure: “chi sono questi due? Sembrano così sicuri! Saranno sacerdoti? O profeti?”

Un uomo si avvicinò al vecchio e chiese: “chi sei? E da dove vieni? Perché il tuo passo è così rapido?”

Il vecchio rispose: “sono un sacerdote eremita, e costui è il mio discepolo. Sono molti anni che manchiamo dal villaggio e non ci stupisce che nessuno ci riconosca. Portiamo con noi gli insegnamenti che la preghiera e l’eremitaggio ci hanno permesso di apprendere. Chi di voi ha domande sulla vita e sul Signore ci segua al tempio dove alloggeremo sino al momento di partire verso un altro villaggio. Lì avrete le risposte”.

Kahlil non poté credere che nessuno lo riconoscesse, dopo tanti anni passati a strisciare tra le vite degli altri. Ma subito comprese anche di quanta di quella magnifica sensazione si fosse privato sino all’arrivo dell’eremita. Tra sé e sé ringraziò il signore per quello che sembrava davvero essere un’opportunità per un nuovo inizio.

Arrivarono al tempio e si sedettero.

Gli abitanti diedero da bere e da mangiare ai due pellegrini. Dopo aver recuperato le forze uno di loro chiese: “maestro, come possiamo guadagnare il premio eterno?” “Osservate le vostre azioni e scrutate i vostri sentimenti quando le compiete. Se provate vergogna per quello che fate, allora l’opposto è la strada per il paradiso”. “Maestro – intervenne una donna – come possiamo capire quale sia il nostro posto in questo mondo?” Il vecchio si girò verso Kahlil e gli disse: “questa domanda è rivolta a te, figliolo. Rispondi”.

Ci fu un istante di silenzio. Kahlil non si aspettava una simile prova, tuttavia, come per incanto, le sensazioni ed i sentimenti che stava provando nelle ultime ore si misero in ordine da soli e parlò: “non siamo fatti per strisciare e neppure per volare. Il nostro posto è sulla polverosa terra, nel lavoro e nella condivisione”. “Non siamo fatti per consumarci, ma neppure per risparmiarci. Il nostro posto è attorno a quel fuoco che il Signore ha posto nei nostri cuori e che ci scalda il viso e ci fa tremare le gambe. Quello è il nostro posto. Ed il nostro compito è alimentarlo con la vicinanza degli altri, nel sostegno degli amici, nella confidenza di una famiglia. Nella fatica di essere oggi migliori di ieri e nell’impegno ad essere ancora migliori domani”. “Il luogo in cui dovete stare non ha confine geografico, ma ha un confine interiore che dovete esplorare, che potete spostare. Nel sorriso di un bambino, come nel consiglio di un vecchio sta il segreto per allargare i nostri luoghi”.

La donna era commossa, come lo erano quasi tutti.

Kahlil non riusciva a credere di aver detto tutte quelle cose… si sentiva così in debito con la vita per non averla goduta che sarebbe uscito dal tempio per gridare e correre smanioso di recuperare tutta la gioia e la felicità della quale si era privato.

Quella sera, Kahlil, si avvicinò al vecchio per ringraziarlo. Il vecchio disse: “sai, figliolo, in realtà l’unico artefice della tua rinascita sei tu stesso”.

“Ma Maestro, se non mi aveste chiamato, tutto ciò non sarebbe mai accaduto”.

“Forse è vero… come è vero anche che tu mi hai seguito di tua spontanea volontà e ciò che hai insegnato è scaturito dal tuo cuore, non dal mio. Tutto ciò che senti di essere adesso era lì, nascosto nel tuo animo, anche ieri. Oggi, però, hai deciso di farlo uscire allo scoperto e di metterlo alla guida della tua vita. Mi hai dato un insegnamento degno di tutti gli anni di eremitaggio che ho fatto. Sono io che ringrazio te”.

(Daniele La Greca da internet)

Prendi contatto col tuo fuoco sopito… vai a cercarlo… dentro di te… esploralo… interrogalo … mettilo in azione…

Il volo dell’aquila (leggenda indiana)

Si racconta che l’aquila viva fino a 70 anni, ma perché ciò accada, intorno ai 40 anni, deve prendere una decisione seria e difficile.

A questa età i suoi artigli sono lunghi e flessibili, e non riescono più ad afferrare le prede di cui si nutre. Il suo becco, allungato ed appuntito, si incurva. Le ali, invecchiate ed appesantite dalle penne assai ingrossate, puntano contro il petto. Volare è ormai difficile.

L’aquila ha solo due alternative: o si lascia morire o affronta un doloroso processo di rinnovamento, lungo ben 150 giorni.

Volerà allora in cima ad una montagna, si ritirerà su un nido inaccessibile, addossato ad una parete rocciosa, un luogo da cui potrà fare ritorno con un volo piano e sicuro.

Trovato questo luogo, l’aquila comincerà a sbattere il becco sulla parete fino a staccarlo, affrontando con coraggio il dolore di tale operazione.

Passate alcune settimane, le ricrescerà un nuovo becco. Con questo, strapperà uno ad uno, incurante del dolore, i vecchi artigli. Quando ricresceranno i nuovi artigli, con questi e con il becco, strapperà dal suo corpo tutte le penne, una ad una.

Quando rinasceranno le nuove penne essa, nuova aquila rinata, si lancerà sicura nel volo di rinnovamento e ricomincerà a vivere per altri trent’anni…

A 40 come a 20 o 60 anni, in quali ambiti della tua vita sei chiamato ad essere come un’aquila che deve rinnovarsi per sopravvivere? In quali ambiti della tua vita (lavoro, famiglia, coppia, amici, gestione del tempo, ecc.) ora è il momento per cambiare qualcosa allo scopo di alzare il livello della tua qualità di vita?

In questo processo di cambiamento e trasformazione cosa è (o sarebbe) per te doloroso? Cosa ti spaventa? Cosa è troppo grande per te? Cosa è, invece, alla tua portata e puoi cominciare da subito ad affrontarlo con coraggio e determinazione?

Cammini per un miglio

Un poliziotto andò in pensione per ragioni di salute. Aveva un enfisema, la pressione alta ed era in sovrappeso; beveva troppo, mangiava troppo, fumava troppo. Voleva smettere di stare male e voleva tornare a lavorare ma nelle sue condizioni di salute non poteva…

Voleva smettere di mangiare troppo, voleva smettere di bere troppo, voleva smettere di fumare troppo.

Del resto… era scapolo e quasi sempre mangiava in un ristorante dietro l’angolo. Oppure faceva la spesa al supermercato dietro l’altro angolo…

Comprava due stecche di sigarette alla volta nello stesso posto dove faceva la spesa…

E i liquori al negozio accanto al primo… e poteva bere fino ad una bottiglia di whisky al giorno…

Aveva tutto a portata di mano… tutto l’occorrente… per stare male… eppure voleva stare meglio… voleva smettere tante cose… e voleva un’altra salute…

Allora il suo terapeuta (La mia voce ti accompagnerà. Milton Erickson), sapendo che era stato un poliziotto abituato a ricevere ordini, gli fornì delle “indicazioni terapeutiche” adatte alla sua situazione…

Poteva cominciare a camminare!!!

Poteva comprare le sigarette un pacchetto alla volta, nel negozio dall’altro lato della città…

Poteva compare il necessario per ogni singolo pasto quotidiano ad un negozio di generi alimentari distante un miglio da casa sua… tre belle camminate al giorno, colazione, pranzo e cena…

Poteva bere un bicchierino in ogni bar, distanti l’uno dall’altro almeno un miglio …

Dopo queste indicazioni il paziente se ne andò piuttosto infuriato…

Dopo circa un mese arrivò un altro paziente mandato da “quel poliziotto in pensione”: “mi ha detto che lei è l’unico psichiatra che sa quello che fa”. Quel poliziotto aveva capito che quello che faceva era un atto consapevole e che poteva controllare: mangiare, bere, fumare, camminare. Chiude Erickson: “io non gli prescrissi di smettere di mangiare, di smettere di bere, di smettere di fumare. Gli diedi invece la possibilità di camminare”.

Spesso il percorso di crescita personale non richiede tanto di togliere quello che non va quanto piuttosto “aggiungere qualche altra possibilità”. Se fino a questo momento io ho vissuto con una cassetta degli attrezzi che mi ha permesso di cavarmela, la mia crescita personale deve rispettare il modo in cui sono arrivato fin qui, al contempo posso aggiungere altri attrezzi alla mia cassetta, senza togliere i precedenti. Semplicemente da oggi in poi avrò più possibilità e strumenti per affrontare il mondo e la vita…

Com’è per te?

Quando vai in vacanza da te stesso?!?!

Luglio e agosto, settembre e gennaio, ogni mese dell’anno è buono per farlo, per lasciare te stesso a casa e andare da un’altra parte…
Tu sei quello che sei e anche altre potenzialità non ancora espresse…
Tu sei il tuo modo di vivere ma è solo uno degli infiniti modi possibili…
Tu sei il tuo modo di essere e al tempo stesso conosci tanti altri modi diversi per ogni persona che conosci…
Tu sei il tuo modo di pensare, ma è solo quel modo che hai imparato e che se vuoi puoi imparare a cambiare…
Tu sei quello che fai e anche altre mille azioni possibili…
Tu sei quello che decidi e chissà quante cose puoi decidere che ancora non hai deciso…
Tu sei le tue abitudini… Che sono semplicemente le cose che hai imparato e pratichi da molto tempo fino a esserne diventato esperto… E puoi sempre imparare nuove azioni, abilità, modi …
Tu sei quello che sei diventato… E anche quello che vuoi diventare…
Tu sei il destino che hai costruito finora… E quello che vuoi creare da oggi in poi…

Pensaci… Ascoltati… Accedi al tesoro nascosto dentro di te… Quello delle molteplici possibilità praticabili … Per agire… Per scegliere… Per essere… Per vivere… Porta questo tesoro nelle tue azioni quotidiane, nelle tue scelte strategiche, nelle decisioni che possono veramente dare valore alla tua vita… Quella che per te vale la pena di essere vissuta… E la gioia di poterla vivere…

Puoi tradurre queste idee in azioni concrete e specifiche. Ora…

Ora… Pensa a diversi ambiti e ruoli, situazioni e relazioni che ti appartengono… E inizia ora a stare in vacanza, da te stesso, dal solito te stesso… Dai soliti modi di pensare e agire… E vedi l’effetto che fa…