Ora o mai è il momento giusto

All’inizio di ogni percorso è importante partire dalla fine. Prima cosa importante da cui partire è l’idea del traguardo. Ma qual è l’arrivo?
Ormai hai capito che per raggiungere i tuoi obiettivi, in qualunque momento dell’anno e in diversi ambiti della tua vita, non è primariamente importante creare un elenco delle cose che devi fare. È fondamentale immaginare la persona che desideri essere. Quindi stilare un elenco di ‘aggettivi che qualificano’ la persona che vuoi diventare raggiungendo i tuoi obiettivi. Una persona che ha qualità come: … … …
Per stilare questo elenco ovvero per delineare questo tipo di persona hai bisogno del giusto tempo. E di due direzioni.
1. Devi meditarci sopra… Devi sentire profondamente ciò che senti giusto per te. Cosa ti emoziona, cosa ti muove da dentro. Cosa ti appassiona, cosa ti spinge dal profondo. Fa’ attenzione, è facile l’autoinganno.
2. E anche agire presto per comprendere facendo. Facendo capisci quello che stai ottenendo. E quello che stai sbagliando. Che cosa veramente stai cercando. La persona che stai diventando. E come correggerti in corsa.
A cosa miri quando vuoi un lavoro soddisfacente? Cosa è importante dell’avere soldi? Perché vuoi perdere peso? Cosa ti darà una relazione passionale? E fare un figlio? E andare in vacanza? E creare una startup? E comprare l’auto nuova?
Insomma hai capito. Mentre gli obiettivi li raggiungi e passi ad altri, creare la persona che vuoi essere è un’impresa che non finisce mai.
Quindi è ora il momento giusto per ‘cominciare ad immaginare la fine’… E ad agire per cominciare ad avvicinarti alla persona che vuoi essere. Questo è solo l’inizio.

Potresti… Dovresti…

All’inizio dell’anno, come all’inizio di ogni nuovo percorso o impresa, personale, professionale, affettiva, interpersonale, certamente hai degli obiettivi in mente, obiettivi più o meno chiari e ben formulati nella tua testa, obiettivi comunque che vorresti raggiungere.
Al tempo stesso, succede che non tutti gli obiettivi arrivino al goal. Non riusciamo in certe nostre imprese e dobbiamo imparare dal fallimento, dai risultati raggiunti e da quelli non raggiunti. Ma qual è la lezione fondamentale?
Potresti cominciare a chiederti cosa ha causato il mancato raggiungimento dell’obiettivo. Potresti incolpare gli altri, la realtà esterna. Potresti imprecare per la sfortuna. Potresti trovare alibi e giustificazioni che spieghino quello che è successo. Potresti… E magari su qualcosa potresti avere le tue ragioni. Ma questo atteggiamento sarà utile solo se accompagnato dalla vera lezione fondamentale del fallimento.
Cosa ho fatto io di sbagliato? Cosa ho fatto e sarebbe stato meglio non avessi fatto? Cosa sarà meglio non fare la prossima volta che mi metterò ad inseguire il mio obiettivo? Cosa non ho fatto che avrei dovuto fare? Cosa dovrò fare la prossima volta per avvicinare il mio obiettivo?
Potresti, ad esempio, dover formulare in modo più accurato il tuo obiettivo: quali mete, quali azioni, in quale tempo, con quali risorse e strategie.
Potresti, ad esempio, dover fare cose nonostante ti suscitino un po’ d’ansia e paura.
Potresti, ad esempio, smettere di lamentarti e di accusare per iniziare a prenderti la responsabilità diretta del tuo successo.
Potresti, anche, dover rivedere i tuoi piani, accettare certe rinunce, adattarti a certi limiti, rivedere una o più parti del piano e degli obiettivi.
Trova tu altri esempi per te più calzanti. In qualsiasi ambito e ruolo della tua vita: a lavoro, coi collaboratori, col capo, nella coppia, coi figli, con gli amici, nel tempo libero che ti racconti non sia mai abbastanza.
La lezione fondamentale resta sempre quella: prenditi in mano la tua responsabilità per realizzare ciò che più desideri ed è per te importante. Il resto è accettazione dell’impotenza che avrai incontrato e godimento delle cose di valore che avrai ottenuto.

La pratica della gratitudine e…

La pratica della gratitudine è la contemplazione del valore che appartiene alla tua vita. Quanto pratichi? Quanto sei abituato a valorizzare la bellezza che è parte della tua vita? Quanto lo fai con regolarità?
Sì, anch’io ti sto per dire (e non è la prima volta): INIZIA A SCRIVERE UN DIARIO DELLA GRATITUDINE. Un diario della gratitudine contiene semplicemente (è semplice se lo fai) le tue annotazioni di ciò che di valore, bellezza, pienezza e nutrimento appartiene alla tua vita. Oggi. Ora. Ti basta scrivere SONO GRATO/GRATA PER… Imparando a guardare, riconoscere, apprezzare, nutrirti di ciò che è per te presente e disponibile…
Più lo fai, più ci trovi, più è disponibile per te la gioia e ogni altra emozione di appagamento e valore…
Il tuo diario della gratitudine lo puoi fare comunque come vuoi e quando vuoi e quanto vuoi… Il diario è semplicemente lo strumento attraverso cui tu esprimi la tua capacità di sentirti grato/grata…
Al tempo stesso, ti invito a notare un atteggiamento della tua mente e a prevenirlo per prevenire ansia e depressione. O, meglio, ad usarlo in modo giusto, utile per te.
Potresti, infatti, sempre guardare quel diario, pieno di bellezza e valore, e pensare a quello che non c’è e che vorresti ci fosse, prima o poi. Questo potrebbe attivarti per le tue ambizioni e i tuoi scopi, personali e professionali, relazionali e anche spirituali, ma potrebbe anche farti sentire sempre inadeguato, mai all’altezza, mai appagato, mai fermo a godere il ricco e pieno presente, ma sempre orientato a guardare il futuro incerto e il presente mancante di qualcosa.
Oppure, ahi te, potresti confrontare il presente con quello che c’era in passato e che ora non c’è più. Certo, se si tratta di persone perdute o di progetti andati storti, è giusto, sano e utile per te, che tu viva alcune emozioni dolorose: tristezza, dolore, rabbia, mancanza, solitudine, sconforto, scoraggiamento, ecc. Sono emozioni sane perché conseguenza di un senso di perdita e non realizzazione… Ciò che non è sano è fermarti a sguazzare nel brodo depressivo fatto di disperazione, senso di fallimento, autosvalutazione. Ogni sano processo di lutto ha il suo inizio e la sua fine…
Dunque, praticare la gratitudine significa riconoscere la pienezza di ciò che siamo e ciò che abbiamo, imparando anche ad accettare serenamente il vuoto: ciò che c’era e non c’è più, ciò che non c’è mai stato e forse mai ci sarà…

L’importanza di fare la CAC

Quando hai un problema qualcuno suggerisce di farci una dormita. La notte porta consiglio dice il saggio.
Quando hai un problema è fondamentale farci la CAC. I buoni consigli possono arrivare in tanti modi. Le migliori ispirazioni arrivano nei modi più inaspettati. Per qualcuno c’è proprio una programmazione dell’attività al servizio della soluzione creativa dei problemi. Insomma, cos’è questo potere della CAC?
Quando hai un problema è importante guardarlo, almeno, da tre punti di vista:

CONSAPEVOLEZZA. Devi diventare consapevole degli elementi del problema. Dei fatti e degli eventi. Dei tuoi pensieri, delle tue emozioni, dei tuoi comportamenti. Dei tuoi bisogni. Delle persone coinvolte. Della posta in gioco. Di cosa vuoi, puoi e devi fare per affrontare il tuo problema.

ACCETTAZIONE. Devi imparare ad accettare ciò che non puoi cambiare. Gli altri primariamente. Oltre ai limiti intrinseci alla situazione e i tuoi limiti personali.

CAMBIAMENTO. Devi impegnarti ad agire sugli elementi del problema su cui hai effettivo potere. Su di te sostanzialmente. Sui tuoi pensieri, sulle tue emozioni, sulle tue azioni, sul tuo contributo alle relazioni. Su come puoi organizzarti per realizzare gli scopi per te importanti.

Pensa ad un problema, in qualsiasi ambito della tua vita attuale (potresti fare la CAC anche rileggendo qualcosa del passato): un problema sul lavoro o in famiglia, nella coppia o come genitore, ecc. Potresti anche direttamente focalizzare un sintomo (ansia, depressione, ossessione, alimentazione disregolata, rabbia cronica, dipendenze varie, ecc.) o un comportamento disfunzionale (comportamenti sessuali problematici, aggressivi, remissivi, passivi, evitanti, ecc.). Ed applica lo schema CAC:
– cosa vorrei, potrei e dovrei CONOSCERE di me e della situazione problematica;
– cosa dovrò ACCETTARE …
– cosa posso, voglio e devo CAMBIARE!!!

Nomi cose città

Nomi cose città… Anzi no… Per aumentare la tua consapevolezza e il tuo benessere, per migliorare le tue prestazioni e le tue relazioni, per ridurre lo stress e imparare a gestire la frustrazione e la delusione che incontri di frequente, puoi utilizzare lo schemino del gioco (immagino tu lo conosca) per scrivere:
FATTI. Cosa è successo, chi ha fatto cosa…
EMOZIONI. Cosa hai provato, emozioni, stati d’animo, sensazioni fisiche
REAZIONI. Cosa hai fatto, come hai reagito a ciò che è successo
PENSIERI. Cosa ti passava per la mente, quali pensieri e immagini, quali idee ti sei fatto della situazione, quali interpretazioni, quali significati hai costruito, che senso hai dato al tutto…
BISOGNI. Cosa avresti voluto nella situazione e cosa vorresti ora.
AZIONI. Cosa devi fare per cercare di soddisfare i tuoi bisogni, realizzare i tuoi desideri, raggiungere i tuoi obiettivi nella situazione specifica da cui sei partito e che ora conosci meglio…

Alla fine del gioco, che puoi fare per ogni situazione tu voglia comprendere e migliorare, avrai compreso meglio e agito in modo nuovo fino ad attivare un circolo virtuoso per avvicinarti a ciò che desideri…

Astinenza

L’astinenza è la via regia della comprensione.
Astenersi, provarci almeno per un po’, ad astenersi dai modi che siamo soliti usare è utile per governare le nostre emozioni difficili.
Tutti noi funzioniamo in questo modo. Per una serie di fattori e di motivi, lungo l’arco della nostra storia di crescita, adattamento e sviluppo della personalità, abbiamo imparato, abbiamo dovuto imparare a fronteggiare ciò che ci inquieta, ci addolora, ci angoscia, ci fa sentire vulnerabili e insicuri.
Per anestetizzarci dal dolore psicologico e relazionale, abbiamo imparato ad evitare e controllare, ad aggredire e compiacere, ad essere servizievoli o molto egoisti, a cercare la perfezione, a sentirci in colpa, a sacrificarci per gli altri o pretendere sottomissione. Ovviamente a bere e drogarci, abbuffarci di cibo, sesso, social e shopping, fino ad auto-infliggerci dolore fisico per non sentire quello emotivo.
Per certi versi, all’inizio, anche le modalità palesemente disfunzionali hanno funzionato da risorse di gestione emotiva; progressivamente sono diventati ostacoli ad una nostra vita autentica, piena, di reale incontro con gli altri e soprattutto con noi stessi.
Se faccio quello che faccio non sento, non contatto il mio dolore, non mi conosco, non conosco veramente le fonti dell’angoscia e non posso quindi affrontare in modo veramente utile i problemi.
Quando inizio ad astenermi, almeno inizio a provarci, posso imparare ad essere attento a ‘cogliere’ cosa succede dentro di me: cosa provo, cosa sento nel corpo, cosa penso. È l’apertura della consapevolezza profonda, nel senso di conoscere ciò che effettivamente mi procura dolore e cosa posso fare di diverso per risolvere questo dolore…
Sei pronto a provare?

Il circolo OCOCO

La soluzione ai tuoi problemi personali e interpersonali la puoi trovare attraverso semplici passaggi circolari. Semplici, anche se non facili.
Hai degli OBIETTIVI che nascono dai tuoi desideri, dai tuoi bisogni, dai tuoi valori. Puoi pensare ad ogni tuo obiettivo in qualsiasi ambito di vita: affetti, lavoro, tempo libero, ecc.
Ti attrezzi per raggiungere i tuoi obiettivi, attraverso COMPORTAMENTI utili, azioni concrete e specifiche. Quello che devi fare e quello che fai… Con le risorse che riesci ad attivare e i limiti di cui tener conto…
Incontri degli OSTACOLI che ti impediscono di andare verso i risultati che desideri. Frustrazioni, delusioni, incomprensioni, conflitti, paure, difficoltà a rinunciare, esigenze di perfezione e controllo totale, mancanza di abilità, ecc.
Cerchi di COMPRENDERE la natura, l’origine e la forma di tali ostacoli. Soprattutto impari a differenziare quelli che provengono da te e quelli che provengono dagli altri.
Alla luce della comprensione raggiunta, avrai nuovi OBIETTIVI da raggiungere ovvero superare quegli ostacoli per raggiungere i tuoi obiettivi originari.
E ricomincia il circolo…
Obiettivi
Comportamenti
Ostacoli
Comprensione
Obiettivi

Prova a usare questo schema e fammi sapere…
Certamente comprenderai meglio te stesso, i tuoi desideri e i tuoi blocchi, le tue emozioni, le tue paure, i tuoi conflitti interni e interpersonali, la tua determinazione a superarli e a raggiungere la vita che desideri. E chissà cos’altro…

Tre cose per scegliere. Esercizio di auto-esplorazione

Pensa ad una situazione che in questo momento ti richiede di fare una scelta. Potresti pensare, tanto per esercitarti, ad una situazione piccola e semplice del quotidiano, come ‘cosa fare domenica prossima’… Oppure ad una situazione più significativa per te, per gli effetti che potrebbe avere la tua scelta, ad esempio risolvere una questione familiare, sentimentale o lavorativa.
Immagina questa situazione ed immergiti con tutto te stesso in essa. Se lo fai ad occhi chiusi è meglio, cercando di affinare i tuoi sensi, cercando di cogliere cosa provi in questa situazione, cosa senti ‘col cuore’, con ‘le viscere’, con tutto il tuo corpo…
Se non il tuo terapeuta, potrebbe aiutarti una persona cara a fare questo esercizio esplorativo, guidandoti con queste istruzioni… Oppure potresti registrarle e riascoltarle per farlo ogni volta che vuoi… Può essere molto divertente … E non solo…
Immerso in questa situazione, individua tre cose che vorresti fare per affrontare e risolvere la questione… Tre desideri autentici… Così come li senti e li ‘VUOI’…
Quindi tre cose che ‘DOVRESTI’ fare per risolvere… Tre indicazioni che devi seguire, tre aspettative che gli altri hanno verso di te in questa situazione, tre cose che tu stesso ti aspetti da te…
E ancora tre cose che ‘SAREBBE GIUSTO’ tu facessi per risolvere… Tre comportamenti ‘opportuni’, ‘necessari’ vista la situazione complessivamente considerata…
Fatto? Bene!
Raccogli gli effetti di questa esperienza di immaginazione autoesplorativa, fai le tue riflessioni e vedi che scelta esce fuori.

COSA FARESTI E PERCHÉ…

COSA NON FARESTI E PERCHÉ…

Metti in atto la tua scelta oppure verifica su cosa ancora devi esplorare, riflettere, capire prima di agire… E via così… Verso nuove avventure…

Quante A ha la tua felicità?

Sai quante A ha la tua felicità?
Una serie di strade da percorrere…

AUTOCONSAPEVOLEZZA. Riconoscere i tuoi stati mentali. Cosa provi. Cosa pensi. Cosa desideri. Cosa fai nelle situazioni della tua vita, quelle serene e gioiose e quelle dolorose e stressanti. Quando succede qualcosa, rintraccia le tue sensazioni, emozioni e pensieri in quella situazione. Sono il canale di accesso ai tuoi bisogni, per chiarire cosa vuoi e devi fare per affrontare quella situazione.

AGENTIVITÀ. Riconoscere, sviluppare e praticare la capacità di agire sui tuoi stati mentali. Ad esempio, regolare ed esprimere in modo sano le tue emozioni, governare i tuoi impulsi, esprimere in modo adeguato i tuoi pensieri, comportarti in modo coerente coi tuoi valori, saper mantenere la direzione e la motivazione anche di fronte alla frustrazione.

ATTENZIONE A SÉ. Invece che all’altro. Spostare la tua attenzione dall’altro (presunta fonte di stress) e concentrarti su te stesso, sul tuo funzionamento, sui tuoi modi di pensare, di agire e di reagire (reale fonte di sofferenza… E potenzialmente di gioia).

APPRENDERE ABILITÀ. Le abilità sono tutti quegli strumenti e quelle risorse che ti permettono di aggiustare le cose, risolvere problemi, affrontare ostacoli, riparare relazioni, superare paure. Abilità pratiche e di comportamenti, abilità emotive e di relazione, abilità di pensiero.

ATTIVARE STATI DI BENESSERE. Generare condizioni di pienezza, attività gratificanti, esperienze di piacere, incontri significativi e nutrienti. Riempire il tuo tempo di attività, persone ed esperienze che veramente ti procurano ciò che desideri.

ALLENARE CIÒ CHE TI FA STARE BENE. Che sia un modo di pensare o di agire, è importante che cerchi di ‘sostare’ il più possibile in quelle attività ed esperienze che ti procurano stati positivi in cui senti di realizzare una vita la più vicina possibile a come la desideri.

AAAAAAA. 7 A. Mantieni il focus sui bisogni fondamentali di ciascuno di noi:
ATTACCAMENTO. Bisogno di cure, di affetto, di protezione, di sicurezza. E il bisogno complementare di accudire, prendersi cura.
APPREZZAMENTO. Bisogno di stima. Di ambire, di scalare, di competere, di vincere.
AUTONOMIA. Bisogno di esplorare e di sperimentarsi. Di giocare, di curiosare, di creare, di cercare con passione ed entusiasmo.
APPARTENENZA. Bisogno di avere relazioni e far parte di gruppi. Di sentirsi inclusi, dentro. Di riconoscersi in un’identità comune.
AMORE. Bisogno di legami intimi, sensuali e sessuali. E tutte le forme d’amore che conosci… E puoi cercare…
ALLEANZA. Aiuto reciproco. Cooperazione, collaborazione, ricerca di alleanza in direzione di mete comuni e condivise.

AL SICURO. Scannerizzare pericoli all’integrità fisica per salvare la pelle…

Alla fine… Carpe Diem. Anzi, ATTIMO. Cogli l’attimo… Per tutto ciò che può voler dire per te…

Non è una ricetta per la felicità. Né un ‘come fare’. È una serie di strade da percorrere… Buon cammino…

… … …

Consigli bibliografici, sempre per la felicità. Se sei un tecnico in ambito psi, ti invito a leggere i lavori di Liotti e di Dimaggio. Se sei curioso e appassionato, ma non tecnico, allora leggi UN ATTIMO PRIMA DI CADERE. Di Giancarlo Dimaggio.

Regola aurea. Cosa ci metti e cosa ci trovi

Quanta DISTANZA esiste tra le tue aspirazioni e la loro realizzazione concreta?
Cosa ci metti tra le tue aspirazioni ed ispirazioni ideali e la tua PRATICA quotidiana?
Pensa ai diversi AMBITI della tua vita (affetti, lavoro, tempo per te, ecc.) e nota quello che vuoi e quello che fai per ottenerlo…
Trasforma QUELLO CHE VUOI (desideri, bisogni) in quello che vorresti rendere EFFETTIVAMENTE PRESENTE nella tua vita (OBIETTIVI concreti, specifici, misurabili).
Individua le AZIONI CONCRETE che devi effettivamente compiere (quali azioni e quando e dove e quanto e come e perché) per realizzare i tuoi obiettivi. Ad esempio, potresti avere il desiderio di migliorare la tua forma fisica… Di cambiare alcune cose al lavoro… Di trasformare la qualità di certe relazioni… Di rivedere il modo in cui riempi il tuo tempo… E chissà quanti altri desideri, ideali, sogni, aspirazioni…
Quando pensi alle azioni necessarie è essenziale che pensi alle RISORSE che ritieni importanti per sostenere il tuo impegno consapevole e disciplinato. Risorse personali e risorse interpersonali. Materiali e affettive. Già a tua disposizione o da cercare.
Prendi un desiderio per volta, segui le indicazioni precedenti e inizia a notare quanto è efficace quello che fai per ottenere quello che vuoi…
La REGOLA FONDAMENTALE prevede che tu effettivamente faccia quello che devi fare per ottenere quello che vuoi ottenere. Ma puoi sempre scegliere di continuare a fare quello che stai facendo (o non facendo) e ottenere quello che è effettivamente ora presente nella tua vita.
La consapevolezza che emergerà sarà solo un passaggio intermedio verso la vita che vuoi… Tutta da costruire… Un po’ per volta…
Da ultimo, ma primariamente importante. Probabilmente potrebbero emergere OSTACOLI, anzi, certamente emergeranno difficoltà in questo tuo percorso. Paure, blocchi, resistenze, demotivazione, pensieri autosvalutanti e autosabotanti, alibi, giustificazioni, aspettative fallimentari sul cambiamento degli altri, rimorsi, rimpianti, limiti, impotenza, frustrazioni, delusioni, senso di inadeguatezza e senso di fallimento.
Non necessariamente tutte, qualcuna di queste difficoltà potrebbe venire a trovarti.
Queste difficoltà sono parte fondamentale del percorso perché ti aiutano a comprendere meglio cosa sta accadendo dentro e fuori di te e come puoi correggere il tiro mentre prosegui nella direzione da te desiderata…
Imparando a gioire con GRATITUDINE dei risultati raggiunti… E imparando ad accettare con SERENITÀ anche le cose che non vanno proprio esattamente come avresti voluto…