17. Estate meravigliosa. Arrendersi o non arrendersi, ecco il dilemma.

“Cadi sette volte e rialzati otto” dice un proverbio giapponese. “Non esistono fallimenti esistono solo risultati” dice un motto all’americana. E chissà quante altre versioni esistono del “non arrenderti mai”. Giusto. Con una specificazione importante.
Sia nella direzione di un tuo obiettivo, sia all’interno di una relazione, sia sul posto di lavoro, sia in diversi rapporti affettivi e interpersonali, che riguardi anche un contesto sociale e politico più ampio, a mio modo di vedere e anche secondo il mio sentire basato sulla mia esperienza personale e professionale, l’ingrediente fondamentale è la FLESSIBILITÀ. Che vuol dire come ispirazione essenziale:
– Combatti fino a quando ce la fai e anche di più per cercare di raggiungere ciò che vuoi…
– Impara a riconoscere i tuoi limiti e quelli della situazione ovvero riconosci e accetta la tua impotenza. Qualcosa puoi fare cercando di non arrenderti mai e di fronte a qualcos’altro arrivi a toccare proprio i limiti del tuo potere!
– Abbi sempre chiaro in mente e nel cuore ciò che puoi cambiare e ciò che devi accettare!
– Usa la fantasia, l’immaginazione, la creatività e il potere della tua mente di risolvere problemi, dare significati alternativi e cercare nuove strade possibili per la tua felicità. Ovvero seppure hai perso la battaglia di un obiettivo non raggiunto o di una delusione importante o di sentimenti di ingiustizia o di frustrazioni dolorose, non perdi MAI, mai la guerra di continuare ad impegnarti in direzione di una vita fondata sui tuoi valori consapevoli e sulle necessarie azioni di cui ti devi assumere la responsabilità per creare una vita degna di essere vissuta.
Come sempre, un’indicazione o promemoria finale: NON È FACILE MA È POSSIBILE.
Anzi, due indicazioni finali: puoi iniziare con ordinare il mio libro ‘Alice nel paese delle miserie’, direttamente in libreria oppure on line. E mi raccomando non ti arrendere alle prime difficoltà di lettura e applicazione del viaggio di Alice…

3. Estate meravigliosa. Grazie… E anche a quel paese

Tu pensa a che estate meravigliosa potresti passare se riuscissi ad allentare la morsa del tuo giudice interiore!
Tu pensa a che vita meravigliosa potresti costruire se prendessi il buono del giudice e scartassi la parte tossica e nociva di questa parte interiore di te che abita con te h24... sì, anche nei sogni … sì, in ogni tuo comportamento… reso ‘prestazione’ in cui dover essere all’altezza non si sa spesso di quale altezza e di quale traguardo… sempre con quello sguardo critico, colpevolizzante, rimproverante, malevolo… che altri aggettivi hai per descrivere la ferocia del tuo tiranno interiore?
Allora oggi ti suggerisco:
IMPARA A DIRE GRAZIE E ANCHE A MANDARE A QUEL PAESE IL TUO GIUDICE INTERIORE.
Grazie per come ti insegna a vivere e ti permette di mantenere la rotta e la strada dei tuoi obiettivi e valori...
Ma anche a quel paese nella misura in cui è sempre appollaiato come il più spietato dei grilli parlanti a ricordarti che non sei come dovresti essere e non fai ciò che dovresti fare… in ogni campo della tua vita…
Fermati dunque… una … due... tre volte al giorno e … “semplicemente” … ringrazialo e mandalo anche dove meglio credi affinché possa smettere di distruggerti la vita (di auto-distruzione si tratta in realtà), l’autostima e le relazioni e il senso più profondo del tuo valore e della tua soddisfazione ...
Come si fa?
Inizia a prendere la distanza dalla verità assoluta che questa figura interiore ti propina come l’unica verità vera e possibile… inizia a metterlo in discussione… inizia a creare le tue regole del tuo stare al mondo …
Inizia… correggi il tiro... procedi… sarà una meraviglia …
Se proprio vuoi un suggerimento ancora più pratico, inizia con l’ordinare ‘Alice nel paese delle miserie’, direttamente in libreria oppure on line. In questo libro troverai tanti spunti pratici per regolare il tuo giudice interiore...

4. Estate meravigliosa. Dalla lamentela all’obiettivo

Ma tu lo sai o non lo sai che la lamentela è bella quando dura poco? Ecco il suggerimento di oggi… in direzione di una vita meravigliosa:
TRASFORMA LA LAMENTELA IN UN OBIETTIVO… PRIMA DI SUBITO.
Trasforma la lamentela sterile in qualcosa di utile…
Trasforma la lamentela dannosa in qualcosa di efficace…
Trasforma la lamentela nella consapevolezza del bisogno che esprimi attraverso quella lamentela…
Fermati… una… due… tre volte al giorno… ogni volta che ti ritrovi a lamentarti, fermati e chiediti: qual è il mio bisogno? Cosa posso farci di concreto e utile?
… E cerca di attivarti …
Come sempre… Inizia… correggi il tiro… procedi… sarà una meraviglia … 
Altre indicazioni, per cogliere il tuo bisogno e trasformarlo in un progetto concreto, oltre la lamentela con cui resti bloccato, le puoi trovare in ‘Alice nel paese delle miserie’, libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Quando succede qualcosa

Quando succede qualcosa devi chiederti cosa è successo.
Cosa è successo nei fatti, nella realtà esterna…
Cosa è successo dentro di te, nella realtà interna…
Cosa è successo nelle tue relazioni…

Quando ti senti stressato… Cosa è successo?
Quando ti senti stanco… Cosa è successo?
Quando ti senti esaurito… Cosa è successo?
Quando ti senti in colpa…
Quando ti senti sbagliato…
Quando ti senti angosciato…
Quando ti senti triste…
Quando ti senti spaventato…
Quando ti senti arrabbiato…
Quando ti senti frustrato…
Quando ti senti preoccupato…
Quando ti senti disprezzato…
Quando ti senti disgustato…
Quando ti senti ferito…
Quando ti senti incompreso…
Quando ti senti deluso…
Quando ti senti ostacolato…
Quando ti senti escluso…
Quando ti senti fallito…
Quando ti senti perso…
Quando ti senti solo…
Quando ti senti… Cosa è successo?

Ma anche…
Quando ti senti felice… Cosa è successo?
Quando ti senti eccitato… Cosa è successo?
Quando ti senti grato… Cosa è successo?
Quando ti senti innamorato…
Quando ti senti entusiasta…
Quando ti senti al settimo cielo…
Quando ti senti pieno di energia…
Quando ti senti soddisfatto…
Quando ti senti stimato…
Quando ti senti amato…
Quando ti senti intimo…
Quando ti senti fiducioso…
Quando ti senti pieno di speranza…
Quando ti senti… Cosa è successo?

Quando succede qualcosa…
Quando ti senti come ti senti…
Guarda in tre direzioni…
Fuori di te…
Dentro di te…
Tra te e gli altri…
Guarda con attenzione… Curiosità… Gentilezza…
Guarda per aumentare la tua consapevolezza…
E la tua responsabilità di fare qualcosa con ciò che è successo…
E ovviamente guarda anche in ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line…

Le vie dell’aiuto

Ciascuno di noi può trovarsi in momenti di difficoltà, in uno o più momenti della vita, in uno o più ambiti di vita, a lavoro, in famiglia, con se stessi, con gli altri in generale. Stress, ansia, nervosismi vari, malumore, vera e propria crisi depressiva o esistenziale sono situazioni che tutti abbiamo incontrato o potremmo incontrare.
Quando stai soffrendo alcuni passaggi sono fondamentali. Alcune domande orientative…

Cosa mi fa soffrire? Eventi. Pensieri. Emozioni. Frustrazioni. Delusioni.

Qual è il mio bisogno d’aiuto? Dopo aver capito cosa ti fa soffrire, puoi anche capire quali sono i tuoi bisogni frustrati e ciò che ti potrebbe realisticamente aiutare.

Come posso chiedere aiuto agli altri? Per qualcuno chiedere aiuto è un percorso abituale, per altri è quasi inconcepibile, così abituati a fare da soli e restare da soli.

Cosa sto facendo per aiutarmi? Aiutati che l’altro ti aiuta… Prima di tutto è fondamentale capire cosa stiamo facendo noi con la nostra sofferenza e con i nostri bisogni frustrati.
Stiamo ruminando su errori commessi e torti subiti?
Stiamo indugiando in modo sterile su rimorsi, rimpianti, sensi di colpa e recriminazioni varie?
Siamo focalizzati su quanto gli altri avrebbero dovuto agire in modo diverso?
Stiamo rimuginando su ciò che potrebbe accadere? Con ansia, paura e blocco dell’azione?
Stiamo cercando aiuto?
Stiamo fermi in attesa di una soluzione esterna a noi?

Cosa posso fare di più utile per aiutarmi?

Trovate alcune utili risposte a queste domande, non ci resta che passare all’azione… Certamente più consapevoli… Necessariamente più responsabili e agenti attivi di cosa facciamo con ciò che ci accade…
In ‘Alice nel paese delle miserie’, libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line, ti suggerisco numerose tracce da seguire per trovare le vie dell’aiuto…

L’invenzione di Babbo Natale

Quando credevi a Babbo Natale credevi anche a tutto ciò che i grandi ti raccontavano. Anche perché eri piccolino, stavi imparando a capire il mondo e avevi bisogno di ‘affidarti a persone di cui fidarti’. Ce ne avevi due belle e pronte, pronte a presentarti il mondo, a dirti come funzionavano le cose, a trasmetterti un’idea di te e di cosa potevi aspettarti dagli altri. E i racconti che ascoltavi erano accompagnati anche dalle esperienze che facevi e dai comportamenti che vedevi, a cui la tua giovane mente in evoluzione attribuiva significati che ti aiutavano a vivere in un mondo imprevedibile, in cui dovevi imparare a vivere e che dovevi imparare a rendere prevedibile e controllabile, almeno nella tua percezione.
Magari hai imparato a credere che gli altri fossero ‘buoni’ e tu fossi amorevole. O, al contrario, che gli altri fossero ‘cattivi’ e tu fossi immeritevole di essere amato e apprezzato. Oppure, sempre in base alle tue esperienze e alle convinzioni che andavi maturando, hai cominciato a credere che gli altri fossero freddi, distaccati, indifferenti o anche ostili, critici, ferocemente giudicanti oppure sofferenti e incapaci di starti vicino. E magari, contemporaneamente, si faceva strada nella tua mente un’idea di te come debole o difettoso o privo di valore o non degno di ricevere amore…
Tutte queste storie e verità (come l’esistenza di Babbo Natale) hanno cominciato a girare nella tua testa accompagnate dalle più disparate emozioni: paura, angoscia, tristezza, dolore, sfiducia, rabbia, inadeguatezza, sensi di colpa, ecc.
Insomma, pian piano, un mondo immaginario (ricordati Babbo Natale) è diventato per te un mondo reale, realmente esistente, realmente vero, l’unico creduto vero tanto da dimenticare quando, dove, come, chi te lo ha insegnato, tanto da avere queste credenze (su sé, gli altri, il mondo, il futuro, le relazioni) senza sapere di averle.
Quando una persona arriva in terapia e chiede aiuto, per lenire la sua sofferenza, i suoi sintomi e per eliminare i comportamenti problematici, non si rende conto della potenza di questo mondo immaginario interiore che guida realmente i suoi comportamenti, le sue relazioni e quindi determina anche il suo dolore. E, potenzialmente, la sua gioia…
La terapia a quel punto assomiglia un po’ alla scoperta dell’invenzione di Babbo Natale…
In terapia, accompagno le persone a fare ‘esperienza diretta’ della verità su Babbo Natale e su altre verità possibili che la persona scopre attraverso esercizi immaginativi, corporei e di meditazione. In ‘Alice nel paese delle miserie’ puoi trovare numerosi spunti concreti per provare a ‘sentire con tutto il tuo corpo’ che un altro mondo è possibile. Puoi ordinare il libro in libreria oppure on line se preferisci. Anche sul sito dell’editore youcanprint.it.

Il viaggio infinito della crescita personale

Il viaggio di crescita personale che ciascuno di noi compie è un percorso di AFFRANCAMENTO dalla realtà definita dagli altri e da noi interiorizzata, creduta vera e incontrovertibile e messa a guida del nostro stare al mondo, del nostro pensare, sentire e agire.
La crescita richiede un processo di EMANCIPAZIONE rispetto a ciò che è sempre stato, un cambiamento di quei comportamenti e pensieri che non funzionano più. Richiede di guardare con attenzione la propria storia di vita per capire il senso della nostra traiettoria evolutiva e della nostra identità, il valore di ciò che abbiamo imparato da piccoli e ci ha permesso di sopravvivere fino ad oggi, la funzione di certi nostri comportamenti, credenze e convinzioni che un tempo ci furono d’aiuto, ma che oggi non lo sono più.
Crescere consiste in un vero e proprio percorso di LIBERAZIONE DA VECCHIE REGOLE di comportamento che non sono più adatte ai nostri bisogni e desideri in trasformazione.
Il percorso è definibile in tappe o passaggi. Per ciascuna tappa è importante ‘riflettere e agire’, per comprendere in base agli effetti delle nostre azioni e andare avanti, alternando sapientemente riflessioni e azioni, in direzione del raggiungimento dei nostri desideri e bisogni.
Ecco le 4 fondamentali tappe che si susseguono richiamandosi l’una all’altra.
CONSAPEVOLEZZA. Interrogare e ascoltare la propria storia. Come la conosciamo per come l’abbiamo vissuta e la ricordiamo ora. Come ce l’hanno raccontata e come ce la raccontano gli altri ancora oggi. Come ce l’abbiamo scolpita nel corpo a guida del nostro stare al mondo. Approfondire la nostra storia di vita, le scelte, i bivi, i momenti sfortunati e le opportunità che abbiamo saputo cogliere. Le situazioni in cui altri hanno scelto per noi e quelle in cui siamo andati avanti determinati con tutte le nostre forze e convinzioni.
Guardando la nostra storia e le nostre scelte riusciamo a identificare anche le credenze che abbiamo imparato e che hanno guidato i nostri comportamenti. Le nostre idee e convinzioni su noi stessi, sugli altri, sul mondo, sulla vita, su come funzionano le relazioni, cosa c’è da aspettarsi, cosa è prevedibile. Queste credenze non sono la verità, sono una rappresentazione della realtà, la nostra verità creduta vera e che ci guida costantemente in quello che pensiamo, facciamo e sentiamo.
RISCRITTURA. Esperienze precoci, apprendimenti successivi, credenze e convinzioni che ci accompagnano da una vita si esprimono sostanzialmente in forma di ‘regole’ ovvero di indicazioni interiori che noi diamo a noi stessi su cosa è giusto (e sbagliato) pensare e fare. Su cosa è lecito e proibito sentire, su quali comportamenti possiamo permetterci e quali invece dobbiamo assolutamente evitare. Queste regole nate nella nostra storia hanno avuto un senso, un valore e una funzione che oggi non hanno più. E noi siamo chiamati (da noi stessi) a riscriverle. A ri-decidere cosa oggi è meglio per noi pensare e fare.
SPERIMENTAZIONE. Ripensate le regole, vanno messe alla prova. Vanno sperimentate per essere confermate o scartate, per essere affinate come strumenti adatti al nostro benessere, alla nostra crescita e realizzazione, personale e nei rapporti interpersonali.
CONSOLIDAMENTO. Il tempo ci aiuterà a capire quanto sono adatte a noi le nuove regole. Il tempo ci porterà sollecitazioni, stimoli, opportunità e cambiamenti nella realtà esterna e anche in noi stessi. Alcune vecchie regole resteranno invariate come sempre valide. Nuove regole resteranno solide nel tempo. Altre regole saranno abbandonate o si modificheranno per essere più rispondenti ai nostri bisogni in evoluzione.
E il viaggio continua all’infinito…

Ecco un piccolo esercizio di autoesplorazione e cambiamento per mettere in pratica queste idee.

Scrivi 3 regole che secondo te guidano il tuo comportamento. Potresti ad esempio scrivere:
Io devo…
Io devo…
Io devo…
Oppure:
Se succede questo allora vuol dire che…
Se faccio questo allora vuol dire che…
Se non faccio questo allora succede che…

Ora scrivine altre tre che secondo te guidano il tuo comportamento e ti creano o hanno creato problemi.
Io devo…
Se… Allora…
Io non devo…
Sentiti libero e spontaneo per scriverle come ti vengono anche senza seguire i miei spunti…

Chiediti per ciascuna di queste regole quando l’hai imparata, fatta tua e messa a guida del tuo agire, in che circostanze, a cosa ti è servita.

Chiediti come potresti modificarle per renderle più utili per te.
Io posso…
Io posso…
Io posso…

Inizia a metterle in pratica nei comportamenti in situazioni specifiche. Verifica gli effetti e quali nuove regole mantenere…
E il viaggio continua all’infinito… Eventualmente fatti aiutare anche dalla lettura di ‘Alice nel paese delle miserie’. Puoi ordinare il libro direttamente in libreria o sul sito dell’editore youcanprint.it e anche su le librerie on line.

Infanzia e dintorni

Che vuol dire essere figli dei propri genitori? Vuol dire che la nostra mente si è formata in base a come siamo stati allevati, accuditi, curati (o trascurati) dai nostri genitori e da altre ‘figure genitoriali’ importanti per la formazione della nostra personalità (nonni, zii, fratelli maggiori di molto, insegnanti, tate, ecc.).
Come avviene questo processo di formazione?
Sono importanti alcuni fattori, diversi a seconda dell’età e del tipo di interazione:
– modo in cui il bambino è stato accudito fisicamente;
– stati mentali ed emotivi dominanti nei genitori (sereni, preoccupati, angosciati, felici, arrabbiati, tristi, addolorati, sicuri di sé, con patologie psicologiche conclamate, ecc.);
– eventi importanti che hanno segnato certi momenti specifici della famiglia (lutti, perdite, separazioni, traslochi, malattie, disagi economici, ma anche uno sperabile clima di armonia e serenità complessiva, ecc.);
– linguaggio (parole e tono emotivo) usato dagli adulti col bambino;
– comportamenti tipici verso il bambino o ragazzo;
– modi in cui venivano affrontati e raccontati i fatti a casa;
– cosa era permesso dire e fare e cosa era proibito;
– cosa si poteva condividere e cosa no;
– cosa doveva restare segreto e cosa era ‘dicibile’;
– modi in cui venivano gestiti i ruoli (genitori, figli, fratelli, altri conviventi, ecc.) e i confini tra ruoli all’interno della famiglia.
In realtà, potrei continuare quasi all’infinito ad elencare fattori ed aspetti importanti che hanno condizionato il modo in cui una persona è cresciuta all’interno del suo ambiente e il modo in cui si è creato una ‘mappa o rappresentazione del mondo’ e di come funziona la vita; credenze e convinzioni su se stesso, sugli altri, sulle relazioni, sulle regole per vivere. Ad esempio, hai mai pensato a quale fosse la ‘scena tipica a cena’ nella tua casa dell’infanzia? Se ci pensi ora, a cos’altro ti fa pensare? Chi decideva ‘come si trascorreva la domenica’? E perché? Se ci pensi ora, cos’altro balza alla tua attenzione?
Tu ti chiederai: dobbiamo necessariamente conoscere il nostro passato per comprendere il nostro funzionamento attuale? Necessario forse no, utile certamente. E conoscere le proprie origini non è mai qualcosa di semplice… Perché le cose più importanti sono ‘invisibili agli occhi’ …
Perché è importante comprendere le origini della propria personalità?
Perché il funzionamento mentale e comportamentale attuale, sano o patologico, è figlio dei primi anni dell’infanzia e degli anni dello sviluppo in generale…
Perché molto di quello che fai oggi lo hai imparato tanto tempo fa…
Perché capire il senso (significato e direzione) della tua traiettoria evolutiva e dei tuoi apprendimenti precoci ti permette di dare senso a ciò che è successo e succede ancora oggi, per non ripetere gli stessi errori, per evitare i soliti automatismi, per liberarsi dai vincoli di scelte che sembrano ripetersi come copie del passato fonte di dolore…
Cosa ricordi del tuo primo giorno di scuola?
Tivù, letture, giochi o cos’altro dopo cena? E perché?
Avevi un rituale per andare a dormire?
Cosa ricordi dei tuoi risvegli al mattino?
… Prova a farti tu la prossima domanda che potrebbe farti riflettere… Esplorare… Sentire… Capire…
Se poi vuoi approfondire, non ti resta che ordinare ‘Alice nel paese delle miserie’: in libreria o nelle librerie on line…

AnCoraggio

Ci vuole coraggio per abbandonare i propri schemi di funzionamento mentale, emotivo, comportamentale a cui siamo profondamente e potentemente ancorati.
Ci vuole coraggio per abbandonare ciò che ci fa soffrire, anche se ci fa soffrire, perché, più o meno consapevolmente, abbiamo paura delle conseguenze di togliere l’ancora.
Spesso, in terapia, le persone combattono una battaglia interiore tra “voglio cambiare” e “ho paura di cambiare”. Questa battaglia non sempre è evidente. Soprattutto all’inizio, la persona vede solo il suo desiderio di modificare certi suoi comportamenti o modi di pensare. Ad esempio, voglio smettere di: fumare… reagire sempre aggressivamente… tenere tutto sotto controllo… evitare… reprimere la mia rabbia… sottomettermi… dire sempre sì… fare sempre tutto da solo… accontentare sempre gli altri… inseguire risultati perfetti… E sono solo pochi esempi di una questione che si presenta a molte persone. Nonostante tanti sforzi e tentativi, la persona non riesce a cambiare ciò che pure sta cercando con tutte le sue forze di cambiare.
L’attenzione a quel punto si sposta sulla paura di cambiare. Nonostante la forza del desiderio e il prezzo che paga nel continuare ad indugiare in modi problematici di pensiero e comportamento, la persona è frenata, più o meno consapevolmente, dalla paura delle conseguenze del cambiamento, conseguenze più o meno immaginate e previste con accuratezza.
A volte succede che quando la persona è riuscita ad abbandonare un comportamento che gli creava problemi, la paura del cambiamento pure raggiunto diventa evidente. E ora? E ora che ho smesso di …? E ora che non faccio più…? E ora che non penso più come prima?
E per te com’è? Quali credenze e convinzioni verresti a mettere in discussione a cambiamento avvenuto?
Ti suggerisco un’esplorazione.
Quando immagini di cambiare un comportamento, immaginati senza quel comportamento e chiediti: cosa significa per me? Cosa vuol dire per me come persona?
Quando, invece, sei già riuscito a fare dei cambiamenti che tanto desideravi, chiediti: ora cosa è cambiato oltre al comportamento che ho abbandonato? Cosa vuol dire per me come persona? Oltre ai benefici del cambiamento, c’è qualche conseguenza negativa?
Queste domande esplorative ti apriranno certamente orizzonti lontani verso cui salpare…
Ti suggerisco una mappa per il viaggio: ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria o sul sito dell’editore youcanprint.it o anche su Amazon.

Antidepressivo

Una cura efficace per la depressione è fondata su cinque punti, che potremmo siglare con 5 A per ricordarli meglio. Prima però una premessa. Non esiste un’unica depressione, esistono svariate forme e manifestazioni depressive. Per cui i seguenti passaggi possono essere validi tenendo conto di una precedente valutazione del tipo specifico di fenomeno depressivo di cui si tratta.
Ecco le 5 A.

ACCETTARE lo SCARTO tra reale e ideale (perdite, fallimenti, limiti personali e della realtà, imperfezioni del mondo e delle persone, compreso se stessi). Incontriamo nella vita situazioni di più o meno grande frustrazione e delusione con cui dobbiamo fare i conti; proviamo a ridurre lo scarto e impariamo ad accettare ciò che non siamo riusciti a cambiare.

Mantenere sempre ATTIVA una PROGETTUALITÀ, di piccoli e grandi progetti, a breve e lungo termine. Imparando a spostare il futuro al presente: cosa vorrei ora!

ATTIVARE RISORSE, personali e interpersonali, materiali e psicologiche. Tutto ciò che serve per affrontare il buio, la tristezza, l’angoscia, la solitudine, l’impotenza.

AGIRE. Svolgere attività per sentirsi vivi e vitali, agire PER RIFLETTERE e poi agire di nuovo. Fare quanto necessario per portare avanti i progetti personali.

ACCUDIRE SE STESSI. È il pezzo di lavoro sulle proprie ferite, sui traumi di vita e su come hanno condizionato l’evoluzione della personalità e le scelte di vita, da allora fino ad oggi. Curare le ferite per donare energia al presente e speranza al futuro.

Dentro questa cornice generale si svolge la cura della propria specifica situazione depressiva.