Miseria o meraviglia? Miserie e meraviglie!!!

Riconosci quando funzioni “o… o…”. La vita è completamente meravigliosa o innegabilmente schifosa. Gli altri sono assolutamente adorabili o totalmente ostili. Io sono perfetto o totalmente incapace in tutto.
Inizia a funzionare “e…e…”. La vita ti presenta meraviglie e miserie. Gli altri sono a volte amichevoli, non tutti e non sempre e sono anche malevoli, a volte, ma non tutti.
Riconosci, per metterle in discussione, le tue aspettative di onnipotenza e perfezione verso te stesso, gli altri, la vita. “Io sono onnipotente e tutto mi è possibile” è una credenza pericolosa, meglio credere che “sono capace ma non in tutto e con dei limiti”. Anche gli altri possono essere pieni di risorse, talenti e capacità, ma ogni persona ha anche difetti e limiti. La vita, infine, ci offre meraviglie in infinite forme e, a volte, purtroppo, anche dolori e ingiustizie inenarrabili.
Riconosci, per metterle in discussione, le tue credenze di impotenza e incapacità ovvero impara a distinguere tra “possibilità realistiche” e “impossibilità reali” e ad agire in base a questa consapevolezza. Qui posso impegnarmi per tentare di… Qui devo fermarmi perché oltre non mi è possibile…
Impara a mettercela tutta fino a quando incontrerai il limite dove vuoi o devi fermarti.
Impara ad accettare con gratitudine ciò che hai raggiunto, anche se non è perfettamente corrispondente a ciò che desideravi in partenza.
Continua ad agire e imparare, consapevole che hai sempre il potere di creare la tua “felicità imperfetta”.
In ‘Alice nel paese delle miserie’, libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line, puoi trovare numerosi esempi di questo nostro potere di saper vivere tra miserie e meraviglie…

Tutto, tutto. Pretendere per soffrire

Pretendere di sapere e spiegare tutto (onniscienza), unito al pretendere di controllare e risolvere tutto (onnipotenza), con aggiunta di pretese varie che la realtà sia perfettamente corrispondente ai nostri desideri e bisogni, sono le fonti di tanta parte della sofferenza emotiva.
Sono aspirazioni ed ispirazioni ideali che troppo spesso ci intrappolano invece che darci potere.
Molte delle manifestazioni di sofferenza che incontro nel mio lavoro hanno questa base di partenza, di cui la persona è quasi sempre inconsapevole e che, soprattutto inizialmente tende a non voler riconoscere e vedere, fino a negarla in modo assoluto e determinato.
Pensa a qualche esempio nella tua vita in cui i tuoi pensieri, le tue azioni e i tuoi stati d’animo sono governati da queste tendenze estremizzate. Vuoi sapere tutto e spiegare tutto a te stesso; vuoi controllare tutto o quasi tutto del tuo partner o dei tuoi figli; vuoi che tutto fili liscio al lavoro o con gli amici; vuoi prevedere e controllare totalmente ciò che accadrà domani; continui a rimuginare rispetto a ciò che non ti dà certezza assoluta; continui a ruminare su qualcosa che è successo e che ancora non riesci a digerire; ecc. Altri esempi?
La pretesa è la via maestra della frustrazione e della delusione che tanta parte giocano nella sofferenza quotidiana, in uno o più ambiti della nostra vita. Allora “anche no”, dice il saggio.
Impariamo a riconoscere le nostre pretese. Diamo loro un senso e impariamo ad abbandonarle, cercando vie più sane per soddisfare i nostri bisogni nascosti sotto ogni pretesa.
Ti suggerisco un’auto-esplorazione.
Individua una tua pretesa; spesso è espressa da parole quali: io devo… tu devi… la realtà deve essere necessariamente in un certo modo…
Chiediti: a cosa mi serve? Dove voglio arrivare?
Cosa succederebbe se non ottenessi ciò che devo assolutamente ottenere? Cosa significherebbe per me come persona?
Queste ed altre domande simili ti permetteranno di iniziare a scoprire come le tue pretese generano la tua sofferenza.
Questo percorso di ‘emancipazione dalle nostre pretese’ (riconoscerle, comprenderle, trasformarle) può essere più o meno lungo e faticoso. Può richiedere una psicoterapia o qualche altro percorso di crescita.
Quando, al posto della pretesa, esprimi in modo chiaro, prima di tutto a te stesso, i tuoi bisogni e desideri, le tue emozioni e pensieri, allora stai aumentando notevolmente le possibilità di comprendere ciò che cerchi e di essere ascoltato dall’altro. Ciò non sarà necessariamente garanzia di soddisfazione, ma sarà certamente l’inizio di una nuova consapevolezza personale e chiarezza nei rapporti con gli altri.
Un intero capitolo di ‘Alice nel paese delle miserie’ (puoi ordinare il libro direttamente in libreria oppure on line) è dedicato alla miseria della pretesa e a come trasformarla in meraviglia.

Perché? Perché? Perché?

Ti invito ad una semplice osservazione. Prendi un tuo COMPORTAMENTO e chiediti: perché lo faccio? Probabilmente potrai dare numerose risposte che conterranno le tue idee, pensieri ed emozioni che accompagnano le tue azioni, gli eventi che le precedono e i bisogni che cerchi di soddisfare.
Quindi un secondo suggerimento per un’altra semplice osservazione. Prendi un’EMOZIONE che hai vissuto oggi (o ieri) e chiediti: perché ho provato questa emozione? Anche in questo caso diverse risposte possibili per esprimere fatti, comportamenti, pensieri e bisogni che servono a rendere ragione dell’emozione.
Perché? Perché? Perché? Fin da bambini la nostra curiosità ci ha permesso l’esplorazione del mondo e la sua conoscenza. Ci ha aiutato a crescere. Oggi è lo stesso col nostro mondo interiore, mentre siamo impegnati a compiere le nostre attività quotidiane, a vivere le nostre giornate e le nostre relazioni.
La chiarezza su cosa ci passa per la mente permette scelte consapevoli e responsabili, al servizio del nostro benessere e adattamento alla realtà fisica e interpersonale.
Certo non possiamo conoscere tutto alla perfezione, alcuni aspetti restano nell’oscurità; né possiamo controllare in modo totale il nostro comportamento, non saremmo gli esseri umani che siamo. Ma più esploro curiosamente il mio interno e maggiormente riesco a padroneggiare il mio rapporto con l’esterno. Per cui, quanto più possibile, nelle diverse situazioni che vivi, presta attenzione a:
– cosa è successo (fatti, eventi, comportamenti altrui)
– cosa ho provato (emozioni, stati d’animo, sensazioni)
– cosa ho pensato (pensieri, immagini, ricordi, interpretazioni)
– cosa ho scelto di fare (azioni, reazioni, comportamenti)
– cosa ha motivato e guidato il mio agire (bisogni, desideri, valori, qualcosa di importante per me)
– quali reazioni ho riscontrato da parte degli altri
– ricominciare il ciclo…
In ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line, puoi trovare diversi esercizi che ti permetteranno di esplorare la tua esperienza soggettiva in diverse situazioni della vita quotidiana.

La strada maestra

QUANDO CRITICHI, cerca di accedere ai tuoi stati mentali… Quando, solitamente in un incontro o scontro concreto con una persona o anche semplicemente nelle tue ruminazioni mentali, ti ritrovi a criticare l’altro, rimproverarlo o giudicarlo, colpevolizzarlo o svalutarlo per quello che ha fatto o non ha fatto, chiediti: quale stato d’animo sto provando? Quale mio bisogno è frustrato? Quale mio desiderio è in gioco? Quali altri pensieri accompagnano le mie parole? Rispondere a queste domande è la strada maestra per risolvere i tuoi problemi con le persone (e con te stesso). Per capire come agire…
QUANDO VIENI CRITICATO, cerca di conoscere gli stati mentali dell’altra persona… Quando ricevi una critica, un giudizio, un rimprovero, una colpevolizzazione o una svalutazione, manifeste o più velate che siano, per quello che hai fatto o non hai fatto, chiediti: cosa motiva questo comportamento dell’altra persona? Quali emozioni, pensieri, bisogni e desideri? Cercare di comprendere gli stati mentali dell’altro è un’altra strada maestra per risolvere molti dei tuoi problemi interpersonali o quantomeno per comprenderli meglio e regolare in modo più consapevole il tuo comportamento.
Se proprio non ti bastano queste due strade, la terza ormai è nota: leggere ed applicare alla tua vita quotidiana ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Tracce per un’auto esplorazione al servizio del cambiamento

Segui queste tracce … Ti porteranno a prenderti cura di te…
Cosa hai INCONTRATO e VISSUTO? Esperienze reali nel tuo ambiente di sviluppo (casa, scuola, famiglia allargata, amici). Ricordi felici. Eventi traumatici. Relazioni traumatiche. Relazioni appaganti.
Cosa hai IMPARATO e INTERIORIZZATO? Quali idee ti sei fatto su di te, sugli altri, sul mondo e sulla vita. Questa è la parte meno scontata. Meno facilmente accessibile alla tua consapevolezza. Ma anche quella più potente per come influenza ‘da allora’ il tuo comportamento, i tuoi stati d’animo, i tuoi pensieri, il tuo modo di stare con gli altri. Ancora oggi, ‘qui e ora’.
Come ti sei ORGANIZZATO (quali strategie hai trovato per cavartela in quelle condizioni)? Queste strategie possono essere pressoché infinite, tu hai trovato le tue, in modo creativo, saggio, intuitivo, intelligente, al servizio del tuo adattamento. Ecco qualche esempio: cercare di tenere tutto sotto controllo (i tuoi pensieri, comportamenti ed emozioni, ma anche le altre persone), inseguire sempre la perfezione, cercare certezze assolute, essere compiacente, ritirarti in te stesso, ribellarti, adottare comportamenti volti all’auto-sacrificio, essere sempre aggressivo o sempre per il quieto vivere,  inseguire a tutti i costi il successo in ogni cosa che fai. Potrei continuare ancora, ho detto sono strategie che ciascuno di noi ha dovuto inventare per sopravvivere. Tu hai qualche altro esempio?
Cosa, di quelle strategie che ti caratterizzano da una vita, FUNZIONA ancora oggi ed è utile e quando? Queste strategie da tempo ormai ti caratterizzano e definiscono, sono il tuo modo di essere. Ed è importante che tu riconosca e apprezzi quanto ti sono utili e ti permettono di governare piccoli e grandi stress quotidiani.
Cosa, di quelle strategie, NON FUNZIONA PIÙ e ti genera problemi e difficoltà emotive e nei rapporti con gli altri?
Queste strategie certamente una volta funzionali e adattive, oggi, in alcune situazioni non funzionano più, anzi ti creano problemi. Da risorse sono diventate ‘rigidità’, gli unici modi che conosci e sai praticare per gestire stress, problemi e frustrazioni. Ora te ne servirebbero altri; lo sai, ma non sai come fare. Non riesci a fare altro, forse hai paura di iniziare a comportarti diversamente. Ma è quello che ti serve, altrimenti prima o poi compariranno sintomi e malesseri più o meno importanti.
Cominciare a riflettere su queste domande, cercando risposte che hanno un senso per te, è l’inizio di un percorso di consapevolezza profonda e potenzialmente di un cambiamento fondamentale delle ‘credenze’, ‘convinzioni’ e  ‘regole interne’ che ancora oggi determinano il tuo comportamento, la tua felicità e anche la tua sofferenza.
Tracce utili puoi trovarle anche in ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Impara l’arte

L’arte di lamentarsi è la capacità di vedere ciò che non va, anche quando molte cose vanno bene, ma non si riesce a vederle. È la capacità di non essere mai contenti della scelta fatta, adducendo magari motivi esterni al proprio comportamento, come se fossero gli altri a poter determinare le nostre scelte.
L’arte del non lamentarsi è la capacità di appropriarsi delle proprie scelte. “Sono io che scelgo di scegliere quello che scelgo”: ripetizione voluta per rinforzare il concetto.
Lamentarsi è buono se dura il giusto e ti permette di intercettare il tuo bisogno sotto il lamento e trasformarlo in azione utile per tentare di soddisfarlo.
Ti invito all’autoesplorazione.
Quando e dove ti lamenti? In quali ambiti e contesti di vita…
Per cosa ti lamenti? Per quali frustrazioni… Per quali aspettative deluse… Per quali mancanze… Per quali ingiustizie…
Con chi ti lamenti? Con te stesso… Con gli altri… Con la vita…
A che scopo ti lamenti? Per ottenere cosa…
In che modo manifesti il tuo lamento? Cosa dici e cosa fai…
Le risposte a queste domande, attente e ripetute più volte, probabilmente ti porteranno a capire come trasformare il lamento sterile in un lamento utile ovvero fondato su: identificazione del bisogno frustrato e delle azioni efficaci a soddisfarlo. A quel punto non ti resterà che agire. Certo non è detto che andrà tutto subito a posto. Non è detto che la frustrazione si trasformi magicamente ed immediatamente in soddisfazione. Comunque avrai iniziato un nuovo percorso, lasciandoti alle spalle un lamentarsi fine a se stesso, in direzione di una maggiore chiarezza di quello che vuoi e di una maggiore responsabilità personale per andatelo a prendere.
In ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line, un intero capitolo è dedicato alla miseria della ‘lamentela vittimistica’ e alla meraviglia della ‘consapevole responsabilità’.

Il senso e il valore dell’amore perduto. Dieci miei suggerimenti a cui darai la stessa risposta

Cresciamo dipendenti dalla protezione e dall’amore degli altri. E questa è una cosa sana e utile… Poi impareremo ad essere autonomi…

Cresciamo imparando a dipendere dall’approvazione degli altri. E questo è veleno per la nostra autostima e per le nostre relazioni, da piccoli e da grandi. E chissà se, quando e quanto veramente ci libereremo dalla necessità di approvazione da parte degli altri…

Per riflettere su questo tema, ti presento ora una serie di suggerimenti a cui immagino tu darai un certo tipo di risposta. Più o meno a tutti la stessa. Cominciamo.
Accetta le tue imperfezioni, sono il segno distintivo della tua splendida unicità…
Smetti di confrontarti con criteri impossibili per i tuoi obiettivi…
Accogli le critiche come fonte di apprendimento…
Usa l’autocritica al servizio della tua crescita personale…
Smetti di confrontarti con gli altri se questo ti porta a ‘darti addosso’ e sentirti privo di valore…
Usa il confronto con gli altri per imparare e crescere…
Usa i tuoi errori, i tuoi difetti e i tuoi limiti come risorse preziose per la tua crescita…
Ama te stesso come la persona che ti ama alla follia o come non ti ha amato mai nessuno…
Ama gli altri anche se non hai ricevuto lo stesso amore…
Amati, soprattutto quando non sei come dovresti essere…
Apprezza te stesso, soprattutto quando non ti senti all’altezza…
Amati e apprezzati, soprattutto quando gli altri non lo fanno…
Accogli la frustrazione come fase che precede la soddisfazione…
Accetta che non sempre riesci a trasformare un bisogno frustrato in un bisogno soddisfatto…
Accogli la delusione come parte integrante dei rapporti interpersonali…
Accetta la delusione e impara ad apprezzare comunque le persone, anche chi ti ha deluso…
Accetta di essere deludente per gli altri, non devi essere come gli altri ti vogliono e perdere te stesso…
Non barattare te stesso per sentirti parte di un gruppo o di una relazione, sarebbe un’illusione…
Non è il tuo successo a misurare il tuo valore e nemmeno il tuo fallimento…
Il senso di colpa è un cattivo compagno di viaggio, assumerti la responsabilità delle tue azioni renderà certamente meraviglioso il tuo viaggio…
Potrei continuare ancora a lungo con esortazioni a sostegno dell’amore e dell’accettazione di te stesso al servizio della tua felicità…
Queste esortazioni vanno nella direzione di favorire un atteggiamento di amore e accettazione ‘incondizionati’ verso te stesso (e verso gli altri). Significa assumersi la responsabilità delle proprie azioni e pagare il prezzo delle conseguenze di ciò che abbiamo fatto (è la nostra parte adulta che deve saper convivere con gli altri). Al tempo stesso, significa avere un atteggiamento verso se stessi di comprensione e accettazione (oltre il giudizio spietato degli altri e la ferocia del nostro giudice interno, frutto di una vita di giudizi ricevuti e interiorizzati).
Qual è la risposta che mi dai a queste numerose esortazioni?
“Non è facile…” O qualcosa del genere…
Oppure: “non ci riesco…” O qualcosa del genere…
O anche: “non è giusto…” O qualcosa del genere…
Hai un’altra tua risposta personalissima a questi miei suggerimenti?
Io lo so comunque che non è per niente facile… Che spesso non ci riusciamo… Che molte volte ci sembra ingiusto dover assumere certi atteggiamenti per stare bene perché pensiamo che avremmo meritato un altro trattamento dalla vita e dalle persone. Lo so e lo sai anche tu.
Lo so. E lo sai anche tu. Ma in quei suggerimenti è contenuto tutto il nostro potere.
Quello che dobbiamo fare e possiamo fare. Quello che possiamo fare e dobbiamo fare.
Quello che possiamo e dobbiamo impegnarci a fare. Quello che veramente può fare la differenza nella nostra qualità di vita piuttosto che aspettare chissà cosa e chissà chi a risolvere i nostri problemi ed alleviare i nostri dolori.
Il percorso segnato dai suggerimenti suesposti ed altri simili può essere una traccia per le proprie azioni nella vita quotidiana e nelle relazioni. Quando questo non è sufficiente ad orientare il proprio modo quotidiano di dirigere la propria vita e soprattutto quando sorge una sofferenza emotiva imponente, probabilmente è necessario un aiuto psicoterapeutico per imparare a prendersi cura di sé e a recuperare il senso e il valore dell’amore perduto.
In ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line, troverai la traccia per un percorso di cura di sé fondato sulla consapevolezza di ciò che non è andato come sarebbe dovuto andare e sulla speranza di un possibile concreto nuovo itinerario di felicità.

Autore e attore della tua esperienza di benessere

Oggi un esercizio di esplorazione… Per diventare autore ed attore del tuo benessere…
Definisci cosa sono per te benessere, autostima, serenità, felicità… 4 esperienze desiderate, 4 definizioni…
Per ciascuna di queste esperienze definisci quanto le senti soddisfatte o raggiunte o vissute su una scala da 1 (minimo) a 10 (massimo)…
Per ciascuna di queste esperienze individua le fonti da cui deriva…
Per ciascuna di queste esperienze definisci cosa stai facendo per sentirle, per viverle…
Per ciascuna di queste esperienze individua cos’altro vorresti fare…
Per ciascuna di queste esperienze individua cos’altro dovresti fare…
Per ciascuna di queste esperienze individua cos’altro farai oggi…
Per ciascuna di queste esperienze prendi una decisione, un’azione in direzione di una soddisfazione…
Un primo passo verso il tuo benessere…
Un primo passo verso la tua autostima…
Un primo passo verso la tua serenità…
Un primo passo verso la tua felicità… 
Ovviamente, quando agisci per ottenere ciò che desideri, a volte va tutto molto bene, altre volte anche molto male; sarà comunque importante raccogliere le informazioni del tuo agire, rifletterci e organizzare l’azione successiva e così via verso un circolo virtuoso in direzione di ciò che desideri…
Se fai questo esercizio con cura (e per iscritto)… Stai sulla strada giusta verso la meraviglia… E ti basterà aggiungere solamente la lettura di ‘Alice nel paese delle miserie’, libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line…

P.E.R.S.I. nei flussi del sogno

Il sogno è un prodotto della nostra mente. È, inoltre, l’innesco per ulteriori produzioni della nostra mente.
Certi sogni sembrano evidenti nel loro contenuto, ci raccontano le nostre paure e i nostri desideri, le nostre speranze e tante altre emozioni che ci riguardano. Magari ci ritroviamo ricordi antichi e idee per il futuro. Altri sogni ci si presentano completamente sconosciuti, senza senso apparente, sconclusionati, anche bizzarri.
Ma qual è il significato del sogno? Esiste un significato? Un significato del sogno esiste, probabilmente, ma non è detto che arriviamo a comprenderlo. A comprendere cosa poi? Un sogno, ‘in realtà’, può avere molteplici significati, tutti quelli che ci possiamo trovare e che hanno un senso per noi. Anche perché lo stesso sogno non è mai lo stesso sogno se lo vivi, lo ripercorri e/o lo racconti ora, domani o fra un po’ di tempo. A volte, infatti, sogni passati ci vengono a ritrovare nel ricordo e sono già nuovi sogni per nuovi significati.
Il sogno, ‘in realtà’, ci suggerisce itinerari esplorativi dentro di noi, per comprendere meglio noi stessi, chi siamo, cosa ci piace, cosa ci spinge, cosa vorremmo e anche le nostre paure più profonde, i nostri dolori, anche traumatici, le nostre angosce. E ci fa conoscere parti di noi che non vorremmo conoscere, che magari teniamo nascoste a noi stessi e agli altri durante la veglia, ma che nel sonno ci vengono a trovare per dirci: “anche questo sei tu…”.
Allora, per giocare seriamente e in modo utile coi nostri sogni, dobbiamo interrogare i nostri sogni: per percorrere quegli itinerari oscuri, pieni di tesori nascosti che ci chiedono di essere scovati.
Ecco, allora, un piccolo spunto concreto per ‘dare un senso’ al tuo sogno e per trovarci ‘una direzione’.
Il sogno è il primo passo per ciascuno di cinque sentieri o flussi del sogno. Di fronte al tuo sogno, inizia a percorrere, come spontaneamente ti viene e senza censure ‘della coscienza morale’, per quanto ti riesce, il flusso di:
SENSAZIONI. Cosa provo ora a livello corporeo, somatico? E cos’altro succede in me ora?
IMMAGINI. Dove mi portano le immagini ora? E cos’altro succede dentro di me ora?
EMOZIONI. Quali stati d’animo sto vivendo ora? E cos’altro succede dentro di me ora?
PENSIERI. Che idee mi passano per la testa ora? E cos’altro ancora sto pensando ora?
RICORDI. Quali memorie riaffiorano alla mia mente ora? Cosa emerge ora che riguarda tanto tempo fa?
Grazie in anticipo se vorrai suggerirmi altri possibili itinerari esplorativi attraverso cui conoscere i nostri sogni…

Volendo trovare un acronimo per percorrere al meglio questi sentieri, potremmo dire di darci il permesso di sentirci P.E.R.S.I. nei flussi del sogno…
Inizia ora … E buon viaggio…
Ricordati, come ti ricorda ‘Alice nel paese delle miserie’ (libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line) che le vie del sogno, come della vita, ci portano ad incontrare miserie e meraviglie… Ed è un viaggio che tutti dobbiamo compiere…

A stairway to Heaven

Immagina una scala. Puoi salire e puoi scendere. Immagina che ogni piolo o gradino sia una tua scelta. Scelte fatte che ti hanno portato a salire in direzione della felicità, della serenità o in qualsiasi direzione simile che tu intenda come appagamento, soddisfazione, realizzazione, individuale e nei rapporti interpersonali e sociali. Scelte, che ancora oggi, quando le ricordi, sono per te fonte di sano orgoglio, autostima, nutrimento interiore, gioia di vivere, da soli e in compagnia.
Scelte, invece, che ti hanno fatto scendere, allontanare in qualche modo dalla felicità (come tu la puoi intendere), scelte per cui provi dolore ancora vivo, rimorso per gli errori e rimpianto per non aver avuto il coraggio, la forza, forse l’intuizione di fare la scelta giusta. Scelte, fatte e non fatte, che ti procurano ancora oggi, quando ci rumini sopra, rabbia, tristezza, senso di colpa, vergogna e altre emozioni dolorose che non puoi far altro che accogliere come parte del pacchetto ‘vita’. Fino a renderti conto che anche stare fermi, indugiare nella pigrizia, rimandare compiti, trascurare bisogni, addirittura dimenticare significa ‘scegliere’ di mancare alcune occasioni che ci si sono presentate.
Oggi, al presente, che è l’unico tempo delle scelte consapevoli e responsabili, ti ritrovi in un certo punto di quella scala dove da sempre sali e scendi, sentendoti più o meno consapevole e padrone delle scelte che fai. A partire dalle scelte che tu hai fatto, con tutti i tuoi ‘condizionamenti’ esterni ed interiori.
Oggi puoi ‘appropriarti’ dei tuoi sali e scendi. Puoi sentire come ‘proprio tue’ le tue scelte. Sai che oggi hai il potere di… Andare in una direzione o in un’altra. Avanzare… Sostare… Arretrare… Ispirato, in modo sempre più consapevole, dai tuoi valori (cosa è chiaramente e veramente importante per te) che orientano il tuo agire quotidiano nonostante limiti, impedimenti, condizionamenti e impulsi irrefrenabili.
Dal piolo o dal gradino in cui ti trovi in questo momento, fatti guidare dalle giuste indicazioni: chi sono? Da dove vengo? Dove voglio andare? Cosa voglio raggiungere? Con chi? Perché? Come posso fare? L’unica certezza, per ora, è il ‘quando’: ora. Da ora in poi…
Altre immagini e metafore che potrebbero ispirarti puoi trovarle in ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.