CONTINUA…

Visto che la vita non è perfetta.. E a volte lo scarto tra reale e ideale è anche molto grande…
Visto che le persone non sono perfette… E nemmeno tu…
Visto che la vita è un “pacchetto completo”… Costi e benefici, soddisfazioni e frustrazioni, gioie e delusioni …
Visto che le relazioni in cui viviamo sono un “pacchetto completo”…
CONTINUA a chiedere per quello che vorresti… Per cercare di ottenere proprio quello che desideri… E inizia a goderne… Anche quando non ottieni proprio tutto ciò che avresti voluto…
CONTINUA ad accogliere anche le frustrazioni e le delusioni… Le perdite e le mancanze… L’imperfezione e anche la tua impotenza, dopo che hai provato diverse strade e modalità e non tutto è andato come avresti voluto …
CONTINUA ad impegnarti a creare la vita che vuoi… Consapevole che la vita è una… E che un po’ ti è capitata e un po’ la stai scegliendo… da una vita…
Consapevole che oggi comunque è il primo giorno del resto della tua vita… E qualcosa ci devi e ci puoi fare…

… Tutto ha un senso, uno scopo, una lezione…

Continua a cercarli…

Continua a crearli…

SMETTI…

Visto che non puoi controllare tutto… Ma puoi comunque scegliere in modo responsabile in base alla consapevolezza dei tuoi bisogni, desideri e valori…
Visto che gli altri non stanno al mondo per soddisfare le tue aspettative… E nemmeno tu per loro…
Visto che il passato non è il tuo destino e hai comunque la possibilità di rimettere mano a ciò che non è andato come avresti voluto…
Visto che se pure ti hanno messo dove sei oggi, ora puoi comunque fare qualcosa per uscirne…

SMETTI di cimentarti in missioni impossibili, agisci con tutte le tue risorse e accogli l’eventuale imperfezione dei risultati che otterrai..
SMETTI di pretendere di ottenere sempre dei sì alle tue richieste, chiedi con cura e impara ad accogliere la risposta con serenità…
SMETTI di giudicare, criticare, colpevolizzare, rimproverare e sostituisci queste modalità aggressive con richieste specifiche di quello che vuoi, sapendo comunque che potresti ricevere dei no e che questo è parte della vita reale…
SMETTI di voler cambiare l’esterno da te e impegnati a cambiare te stesso per essere artefice della vita che vuoi creare…
La vita è quella che è… E tu puoi comunque farci qualcosa…

Padroni dello spazio

Ogni persona ha la possibilità di impegnarsi in direzione dei propri valori, di ciò che per sé è importante, della propria felicità.
La vita si svolge nello SPAZIO tra FRUSTRAZIONE e SODDISFAZIONE, nello spazio tra COME SONO LE COSE e come DOVREBBERO ESSERE, tra COME È ANDATA e COME AVRESTI VOLUTO ANDASSE, tra cosa hai REALIZZATO e cosa avresti POTUTO realizzare, tra cosa hai OTTENUTO e cosa avresti DOVUTO ottenere.
Tra come SEI, come VORRESTI essere e come DOVRESTI essere. Tra come SONO gli altri, come DOVREBBERO essere e come VORRESTI che fossero.
Questo SCARTO tra desiderio, bisogno e realtà è lo SPAZIO DI MANOVRA che hai per sentirti felice o per sentirti all’opposto.
Per GODERE di ciò che appartiene alla tua vita o per restare sempre deluso.
Per indugiare nella sterile lamentela o per darti da fare con IMPEGNO.
Per sostare nell’illusione o per AGIRE chiaramente in direzione della tua meta.
Per restare incagliato nella pretesa o per CAMBIARE ciò che è in tuo potere.
A tutti è dato questo spazio di manovra, entro il quale, con i propri limiti e risorse, condizionamenti e potenzialità, paure e resistenze, ciascuno si muove…

Passi virtuosi sull’altra faccia della Luna

Pensa ad una SITUAZIONE DIFFICILE o negativa della tua vita, attuale o passata, recente o remota, unica o che tende a ripetersi spesso e malvolentieri…
Nota come ti senti… Cosa provi a livello emotivo… Cosa fai… E cosa pensi di te… Quali IMMAGINI NEGATIVE DI TE hai nella situazione … Ad esempio, un’immagine vulnerabile, debole, fragile, incapace, indegna, cattiva, colpevole, sbagliata, fallita, impotente, non amabile, non meritevole, umiliata e ogni altra immagine o credenza negativa su di te…
Ora immagina di accedere ad una serie di RISORSE che puoi trovare in tanti modi e in tanti luoghi e che puoi fare tue… Ad esempio, pensa alle caratteristiche o abilità di alcune persone (reali o immaginarie) che stimi o almeno apprezzi in quella specifica qualità; pensa a te stesso quando sei (o sei stato) in stati positivi, quando ti senti forte, deciso, capace, efficace, vincente, fiducioso, all’altezza, giusto, buono, pieno di speranza, degno, amabile, leggero, sollevato, stimolato, virtuoso, valoroso e ogni altro stato di te positivo che conosci perché lo hai sperimentato già in prima persona… Se pratichi qualche disciplina corporea (sport, palestra, yoga, arti marziali, ecc.) accedi a quegli stati fisici di forza, sicurezza, centratura, flessibilità, potenza, assertività che sperimenti solitamente nella pratica. Usa la musica, la danza, la semplice camminata nella natura o qualunque altro sistema “sano” per accedere a stati vigorosi ed energici e a sensazioni interiori di coraggio, di essere capace, di potercela fare…
Ora, occhi chiusi, respiro consapevole, con l’immaginazione, ritorna a quelle situazioni problematiche iniziali e nota cosa senti nel corpo, cosa provi emotivamente e cosa pensi… Quindi immagina di RISPONDERE dalla POSIZIONE del tuo STATO POSITIVO, dalla tua posizione di persona forte, capace, efficace, degna, adeguata, ecc… E verifica cosa senti e cosa provi in questo scenario nuovo… Cerca di cogliere e valorizzare i modi nuovi attraverso cui da una posizione interna “positiva” SEI RIUSCITO a CAMBIARE QUALCOSA della situazione difficile… Hai cambiato tu e anche le reazioni degli altri sono state differenti e positive dal tuo punto di vista…
Da ultimo, ma non per importanza, trasporta questo nuovo scenario immaginato nella REALTÀ CONCRETA … Agisci o PROVACI almeno dalla tua posizione “di risorsa” e verifica concretamente l’effetto che fa…
Raccogli l’informazione… Rifletti e agisci di nuovo fino a quando ottieni dei cambiamenti desiderati…

Agire o non agire: questa è la responsabilità

L’azione è eloquenza” afferma Shakespeare.

L’azione parla più di mille parole…

Aspettare che le paure siano svanite o agire nonostante le paure?
Smettere di avere paura o smettere di stare fermo ad aspettare?
Agire quando non avrai più paura o superare la paura attraverso l’azione?

Qualcuno dice che solo fuori dalla zona di comfort e sicurezza esiste la crescita, il cambiamento, l’evoluzione.
Solo fuori dai confini rassicuranti e confortevoli del caldo abbraccio materno puoi cominciare a capire chi sei e cosa vuoi.
Solo fuori dalle regole paterne di ciò che è sempre stato puoi conoscere il mondo e quindi te stesso.

Spesso abbiamo paura del cambiamento perché abbiamo una serie di altre paure che bloccano l’azione nuova e necessaria.

Paura del giudizio.

Paura del fallimento.

Paura della solitudine.

Paura di tradire.

Paura di essere traditi.

Paura dell’umiliazione.

Paura della reazione aggressiva dell’altro.

Paura del rifiuto.

Paura dell’abbandono.

Paura di perdere il controllo.

Paura delle proprie emozioni.

Paura dell’esclusione sociale.

Paura della paura.

Paura di se stessi.

Dopo tanto lavoro di esplorazione e comprensione di queste ed altre paure, probabilmente una quota di paura sarà svanita e altrettanto probabilmente una quota di paura sarà ancora immutata o in parte modificata e comunque lì, presente. Lì ferma ad aspettarci. Al varco.

Il cambiamento richiede di agire nonostante la paura. Fare, dire, rispondere, reagire, spostare, muoversi come non abbiamo mai fatto o non abbiamo fatto più da tempo o sappiamo che dovremmo fare, ma non abbiamo ancora fatto, detto, mosso, spostato.

Seguendo, comunque, un principio di gradualità (piccoli passi, piccoli decisi e decisivi movimenti) e di sostenibilità (cosa e quanto la persona può reggere emotivamente), il cambiamento passa “inevitabilmente” (cioè superando certi evitamenti) attraverso nuove azioni necessarie, nuove azioni necessarie per “spostare le cose intorno a noi”, per attivare reazioni esterne ai nostri movimenti, ma soprattutto per comprendere il nostro mondo interno, i nostri pensieri, le nostre emozioni, le nostre paure appunto, per capire come funziona la nostra mente e come funzioniamo noi nelle nostre relazioni, con gli altri.
Quello che succederà quando avremo cominciato ad agire concretamente fornirà tanta informazione utile, non per cambiare gli altri o il mondo esterno, ma per diventare noi più capaci di affrontarlo: per comprendere meglio noi stessi e gli altri, per sfatare certi fantasmi e per confermarne alcuni, per imparare ad affrontare comunque invece che evitare, per modulare la nostra emotività, per governare la situazione, per modificare il nostro comportamento in progress fino ad avvicinarci il più possibile a ciò che desideriamo, alla soddisfazione dei nostri bisogni. Alla realizzazione dei nostri sogni. E dei nostri concreti progetti per una vita di qualità. Fino, in alcuni casi, a rinunciare e ad accettare certi limiti e impossibilità…

Nonostante quello che abbiamo creduto finora…
Nonostante quello che abbiamo sentito finora…
Nonostante quello che ci ha bloccato finora…
Pronti… Partenza… Via…

Oggi è il giorno giusto per smettere!

SMETTILA DI CONSIDERARTI INFERIORE. Tutti siamo inferiori rispetto a qualcosa o qualcuno in qualche ambito della vita o in qualche prestazione. Allora, nelle aree di vita e di comportamento per te rilevanti, imposta i tuoi standard e i tuoi obiettivi, comincia ad agire e gustati il percorso per arrivare al risultato che raggiungerai. E impara ad accettare che a volte sarai il primo e a volte no. A volte anche l’ultimo.
SMETTILA DI SENTIRTI IMPOTENTE. Distingui quello che puoi fare e quello che non puoi fare. E dedica tutte la tua attenzione, le tue energie, il tuo tempo, le tue risorse per agire nella direzione della vita che vuoi.
SMETTILA DI COLPEVOLIZZARTI. Il senso di colpa è della mente infantile, cerca di comprenderlo per scioglierlo. Impegnati quindi ad essere responsabile oggi e fare quello che devi fare per arrivare dove vuoi arrivare.
SMETTILA DI FARE LA VITTIMA. È tempo sprecato. Spesso sei solo vittima di te stesso, del tuo vittimismo. Quando sei veramente vittima di qualcosa più grande e forte di te, esprimi tutta la tua rabbia e il tuo dolore, la tua paura e la tua solitudine. E attivati per andare oltre, per esprimere e realizzare i tuoi bisogni. Il vittimismo è acqua stagnante. Legittimare i tuoi bisogni e agire per essi te ne tira fuori.
SMETTILA DI EVITARE. L’evitamento nasce dalla paura. Nota tutti i tuoi piccoli e grandi evitamenti quotidiani, ce ne sono tanti nascosti e perciò insidiosi per come impattano sulla tua qualità di vita. E cogli la paura che c’è dietro ognuno di essi. Inizia dalla “paura meno spaventosa” e togli l’evitamento che l’accompagna. Inizia, prova, rifletti su quello che succede, cosa senti, cosa pensi e cosa fai… E non smettere più… Arriverai dove arriverai… Fino a quando vorrai spostare ancora i confini della tua zona di comfort.
SMETTILA DI GIUDICARE E CRITICARE. Piuttosto che focalizzare gli errori, le frustrazioni o le delusioni provenienti dagli altri, impara a sentire il tuo bisogno e il tuo desiderio e attivati per realizzarli attraverso le tue azioni concrete.
SMETTILA DI PRETENDERE che gli altri siano come tu li vuoi. Anche perché tu pure potresti anzi dovresti essere diverso ed essere come ti vorrebbero gli altri. Impara a dire amen e a trasformare la tua pretesa in accettazione di ciò che non puoi controllare (l’altro) e attivazione su ciò che veramente può cambiare il tuo senso di soddisfazione.
SMETTILA DI DIRE SÌ QUANDO VORRESTI DIRE NO. Impara a cogliere la paura dietro l’evitamento del no. Paura del conflitto, del rifiuto, del giudizio, dell’abbandono. Di sentirti colpevole o cattivo, di essere deludente e altro ancora. E procedi come sopra: inizia a dire qualche no per te più “sostenibile”.
SMETTILA DI RIMANDARE. Rifletti il giusto e agisci al tempo, per essere efficace nel raggiungimento dei tuoi obiettivi. Quando continui a rimandare, ti gonfi di tossine psicologiche, di frustrazione e insicurezza.
SMETTILA DI VOLER ESSERE PERFETTO. È la via dell’insoddisfazione cronica.
SMETTILA DI LAMENTARTI. Il lamento è buono se dura il giusto. Se ti serve a sfogarti e soprattutto a trasformare la lamentela in obiettivo e questo in azione.
SMETTILA DI VOLER AVERE TUTTO SOTTO CONTROLLO. Di onnipotente ce n’è uno, e non credo sia tu.
SMETTILA DI FARTI TRATTARE COME SEMPRE. Ti meriti di più.
SMETTILA DI METTERTI NEI GUAI. Ci sono modi infiniti per essere felici.
SMETTILA DI ANESTETIZZARTI. Se ti allontani perennemente dal dolore finisci per ucciderti lentamente…
SMETTILA DI INDUGIARE IN RELAZIONI NEGATIVE. Anche se le tue relazioni piene di sofferenza sembrano dirlo, tu non sei condannato a ripetere quello che ti è successo quando eri bambino.
SMETTILA DI INTRAPPOLARTI IN MISSIONI IMPOSSIBILI. Se credi di non essere ingaggiato in nessuna missione impossibile… Inizia a riconoscerle!

SMETTILA DI ACCETTARE L’INACCETTABILE.

SMETTILA DI COMBATTERE L’INEVITABILE.

Cos’altro vorresti smettere o dovresti smettere?
Oggi è il giorno giusto per farla finita!!!
Oggi è il primo giorno utile per “cominciare a smettere”.
Alcuni cambiamenti sono assolutamente alla tua portata, immediatamente. Altri probabilmente ti richiederanno un lavoro più intenso e profondo su te stesso. A cosa ti serve veramente quello che fai? Ci sarà un motivo… Comunque puoi iniziare a smettere da ora…
Quello che fai oggi è quello che hai deciso quando eri bambino. Quel bambino ancora vive dentro di te e ti governa con le sue paure e le sue fragilità. Così ti senti, un bambino spaventato, solo, impotente, vulnerabile, indifeso. Solo che oggi non sei più quel bambino. Oggi puoi cominciare ad agire attingendo alle tue risorse di adulto capace e responsabile.
Non è facile smettere, anche se sai come farlo. È possibile smettere se cominci a farlo…

3 strategie per resistere a relazioni stressanti

Sarà capitato anche a te di “doverti” confrontare con persone che non ti vanno a genio, ma che in qualche modo fanno parte della tua vita e non le puoi eliminare, anche se a volte il pensiero e il desiderio vanno in quella direzione. Colleghi di lavoro, parenti acquisiti, genitori di bambini che vanno a scuola con tuo figlio, amici di amici, partner di amici, vicini di casa, ecc.. A volte puoi evitarli senza troppe implicazioni negative e rinunce, altre volte riesci a fare buon viso a cattivo gioco, altre ancora devi contare fino a 100 per evitare scontri non proficui, in altre occasioni riesci a stare in un sereno chissenefrega, ecc.. Quando tutto questo non è possibile per te allora puoi accedere a tre strategie relazionali efficaci per cavartela senza troppo stress emotivo.
1. Se proprio devi averci a che fare, accedi a tutta la tua creatività ed intelligenza per creare la FORMA di rapporto “MIGLIORE POSSIBILE PER TE “. Se sai essere ironico riesci pure a divertirti giocando con le emozioni che ti suscita questa relazione e con la tua capacità di uscirne indenne nonostante le spine irritative che ti procura questa persona.
2. Ricorda che NON ESISTONO SCELTE PERFETTE e quindi individua cosa ti impedisce di fare scelte giuste per te ovvero cosa temi di perdere o dover affrontare se fai scelte spontanee e vicine ai tuoi bisogni più autentici. Temi il conflitto? La fine o il deterioramento di una o più relazioni? Il giudizio sociale? Che altro? Che prezzi temi di dover pagare se assumi una certa posizione nella relazione con questa persona? Quali rischi sei disposto a prenderti pur di governare al meglio questo rapporto?
3. Fai il COLLEGAMENTO tra quello che sta succedendo nella relazione attuale e la tua sensibilità antica che ti porti dietro fin da piccolino. In che modo, ad esempio, questa relazione attuale con questa persona ti “riporta” a qualcosa di simile sperimentato in passato con altre persone? È il lavoro sulla ferita… Quando, dove, con chi, hai imparato a sentirti come ti senti oggi in questa relazione “obbligata”?

Messe insieme queste tre strategie sono una sintesi del lavoro di crescita personale che puoi fare in psicoterapia. Capisci cosa ti disturba oggi capendo quando hai imparato, tempo fa, ad essere sensibile a certe situazioni e, proprio oggi e da oggi in poi, con tutta la creatività e l’intelligenza di cui sei capace, puoi, anzi devi, assumerti la responsabilità di fare qualcosa di diverso e più utile per te per ottenere risultati diversi da quelli avuti finora…