Il funzionamento ansioso

Una delle richieste più frequenti in terapia è la cura dei disturbi ansiosi. Pur nella diversità della storia di ciascuna persona, nei vari disturbi d’ansia sono rintracciabili alcuni ingredienti tipici, comuni alle varie manifestazioni ansiose:

  • la persona percepisce, più o meno consapevolmente, una minaccia nell’ambiente, nella situazione
  • la persona si percepisce, più o meno consapevolmente, incapace di fronteggiare efficacemente quell’ambiente o situazione “minacciosi”
  • la minaccia esiste rispetto ad uno o più scopi della persona
  • uno scopo è percepito minacciato quando la persona prevede il fallimento nel perseguirlo
  • tanto più è vitale, centrale, importante lo scopo tanto più è intensa l’ansia
  • spesso l’evento che attiva la percezione di uno scopo minacciato è un pensiero o un’immagine interna più che un evento esterno
  • la persona è in uno stato di continuo allarme, a volte più acuto, a volte sotterraneo ma sempre presente e disturbante
  • la persona è sempre sul chi va là, attento a ogni possibile segnale di minaccia e pericolo, anzi con un’attenzione distorta e focalizzata che finisce per creare una profezia che si auto-avvera: chi cerca trova...
  • ogni forma di rassicurazione viene sottovalutata e respinta
  • la persona progressivamente evita ogni situazione che anche lontanamente può avvicinarsi ad una percezione di minaccia e alimenta un circolo vizioso: ha paura di qualcosa che non conosce e più la evita più non la conosce più aumenta l’ansia
  • la persona sente confermate le posizioni/convinzioni di partenza: il mondo è pericoloso e io sono incapace di affrontarlo e padroneggiarlo

 

L’ansia

Ansia, paura, angoscia, fobia, panico, terrore fanno parte di una stessa famiglia di emozioni, simili e non sempre distinguibili in modo netto. Sono accomunate dal riferirsi ad un pericolo imminente, una minaccia, il pensiero di qualcosa di catastrofico o comunque doloroso.

Quando proviamo queste emozioni siamo guidati dall’idea, più o meno consapevole, e dalla sensazione, più o meno intensa, che qualcosa di pericoloso potrebbe presentarsi a minacciare la nostra vita o i nostri cari o comunque a minacciare un nostro bisogno o scopo importante. L’ansia da esame contiene la minaccia della bocciatura, della figuraccia e della perdita di stima e autostima. La paura dell’aereo minaccia la vita. Chi ha il panico ha paura di impazzire, di perdere il controllo, di non essere più se stesso, di morire.

Quello che scatta è la reazione d’allarme che ci porta, come i nostri antenati che vivevano con animali feroci e intemperie devastanti, a:

  • fuggire dal pericolo, evitare
  • provare a combattere la minaccia, attaccare
  • congelarsi, restare fermi e immobili, nell’attesa di non essere investiti dal pericolo.

Ma le reazioni di attacco, fuga e congelamento oggi non sono più utili e adeguate come potevano esserlo quando il rischio di essere annientati era enorme e reale. Purtroppo questa strategia di difesa è rimasta automatica dentro di noi e scatta di fronte alla percezione di una minaccia, anche se nel mondo attuale i tipi di minacce sono differenti rispetto ad allora. Abbiamo meno probabilità di essere uccisi da una belva feroce o da una tempesta assassina, ma ci sentiamo minacciati nelle relazioni quotidiane, al lavoro, rispetto alla nostra autostima, quando non ci sentiamo all’altezza, ecc.

Ciò che caratterizza le persone ansiose è il modo in cui affrontano il quotidiano, certi aspetti di vita riguardanti sé e i rapporti interpersonali che tutte le persone si trovano ad affrontare. Le persone che sviluppano ansia affrontano queste realtà fino a trasformare, in modo involontario, una situazione comune in una situazione ansiosa e spesso una situazione ansiosa in un disturbo d’ansia con specifici sintomi e malesseri.