Rassegnazione o accettazione?

Le persone chiedono aiuto per ridurre la loro sofferenza. Chiedono di fare dei cambiamenti. Alcune cose riescono a cambiarle, alcuni risultati sono a volte immediatamente raggiunti. Al tempo stesso, capiscono abbastanza presto che non possono cambiare l’esterno da sé, ma che possono cambiare tanto di sé: modi di pensare, agire, padroneggiare le emozioni, comunicare efficacemente e governare le relazioni con gli altri in modo funzionale al benessere.
E… ad un certo punto si trovano anche di fronte alla necessità di accettare ciò che non possono cambiare.
Per molti questa accettazione sa di rassegnazione passiva apatica o di rabbiosa frustrazione che si autoalimenta e che non è reale accettazione. Continuano a ruminare incessantemente su torti subiti, rimorsi e rimpianti, ingiustizie e danni, errori e colpe, continuando a tenere in mente ciò che non hanno potuto ottenere o ciò che hanno perduto o ciò a cui hanno dovuto rinunciare, per colpe esterne o interne.
Continuando a pensare ripetutamente a ciò che non possono ottenere e a ciò che non possono cambiare, in realtà, stanno continuando ad alimentare, più o meno consapevolmente, un’idea illusoria auto-frustrante.
Una reale accettazione passa attraverso un effettivo spostamento dell’attenzione da bisogni e scopi frustrati ad altri bisogni, scopi, desideri che la persona può cominciare ad ‘investire’, cominciando ad impegnarsi per realizzarli.
L’accettazione effettiva ed efficace richiede di ‘lasciare andare’… ‘Lasciarsi alle spalle’ ciò che deve essere lasciato nel passato… ‘Lasciare uscire dalla propria testa’ pensieri ed emozioni che continuerrebbero altrimenti a tormentarci: “perché le persone si sono comportano come si comportano…”, “perché la realtà è quella che è invece che quella che vorremmo che fosse…”, perché noi stessi siamo più o meno lontani da chi vorremmo essere…
Un reale processo interno di accettazione libera la mente e il cuore dai fardelli pesanti della frustrazione e della delusione, del rimpianto, del rimorso e della ruminazione, per fare spazio ad un ‘vuoto fertile’, un ‘impegno concreto’ verso altri nostri bisogni e scopi importanti, orientati dalla consapevolezza di ciò che è importante per noi.
Abbiamo dovuto rinunciare a qualcosa, abbiamo perso qualcosa di importante, abbiamo dovuto rivisitare alcuni nostri progetti e ambizioni, ma possiamo mantenere la bussola orientata dai nostri valori, dalla forma che vogliamo dare alla nostra vita, dalla sostanza di cui vogliamo sia fatta la nostra qualità di vita.
‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line, presenta un percorso, che è quello di crescita personale e di cura di sé, in cui è sempre presente la dinamica tra cambiamento e accettazione, la consapevolezza di cosa vogliamo, possiamo e dobbiamo fare per cambiare e della necessaria quanto utile accettazione di ciò che non è in nostro potere modificare, in direzione di una vita comunque fondata su scopi, desideri e valori che la persona sente nel ‘cuore’ e nella ‘pancia’ prima di pensarli con la ‘testa’.

Integrazione evolutiva

Il percorso di cura, guarigione e crescita è il risultato di un’integrazione dinamica tra cambiamento e accettazione. Possiamo intenderli entrambi come ABILITÀ.
Il CAMBIAMENTO può riguardare diversi aspetti dell’esperienza (pensieri, comportamenti, emozioni, sensazioni corporee, scopi, valori) e in uno o più ambiti di vita: famiglia, lavoro, amici, tempo per sé. Sostanzialmente è l’apprendimento di diverse abilità finalizzate ad una crescente capacità di autoregolazione delle emozioni, dei comportamenti e conseguentemente nelle relazioni. Le abilità riguardano:
– la consapevolezza dei propri contenuti e processi di pensiero (cosa pensiamo e come trattiamo i nostri pensieri, se riflettiamo il giusto o rimuginiamo continuamente);
– la consapevolezza delle proprie emozioni e la capacità di esprimerle in modo utile ed efficace nelle relazioni;
– la consapevolezza delle proprie abitudini, dei propri schemi di comportamento e delle singole azioni al fine di adottare progressivamente comportamenti più utili ed efficaci per i propri obiettivi e valori, all’interno di un adattamento sano alla realtà e nelle relazioni interpersonali.
L’ACCETTAZIONE è l’abilità di liberarsi dalla necessità assoluta di soddisfare i propri bisogni e desideri. In direzione di una vita di qualità, a misura dei propri valori. Tra potenzialità da sviluppare e necessario ridimensionamento legato ai limiti da accettare.
Alla fine della fiera, ciascuno di noi può sempre impegnarsi per costruire una propria qualità di vita, tra possibilità da percorrere con tenacia e determinazione e limiti da accettare laddove altro non si può fare.
Devi imparare a rinunciare alla soddisfazione di alcuni BISOGNI e DESIDERI, ma nessuno può toglierti la direzione indicata dai tuoi VALORI ovvero dal farti guidare da ciò che per te veramente conta.
Cosa è primariamente importante per te nelle ‘piccole’ scelte quotidiane e nelle ‘grandi’ scelte progettuali a lungo termine?
In ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line, troverai una guida utile a percorrere le vie numerose del cambiamento e le vie necessarie dell’accettazione.

Miseria o meraviglia? Miserie e meraviglie!!!

Riconosci quando funzioni “o… o…”. La vita è completamente meravigliosa o innegabilmente schifosa. Gli altri sono assolutamente adorabili o totalmente ostili. Io sono perfetto o totalmente incapace in tutto.
Inizia a funzionare “e…e…”. La vita ti presenta meraviglie e miserie. Gli altri sono a volte amichevoli, non tutti e non sempre e sono anche malevoli, a volte, ma non tutti.
Riconosci, per metterle in discussione, le tue aspettative di onnipotenza e perfezione verso te stesso, gli altri, la vita. “Io sono onnipotente e tutto mi è possibile” è una credenza pericolosa, meglio credere che “sono capace ma non in tutto e con dei limiti”. Anche gli altri possono essere pieni di risorse, talenti e capacità, ma ogni persona ha anche difetti e limiti. La vita, infine, ci offre meraviglie in infinite forme e, a volte, purtroppo, anche dolori e ingiustizie inenarrabili.
Riconosci, per metterle in discussione, le tue credenze di impotenza e incapacità ovvero impara a distinguere tra “possibilità realistiche” e “impossibilità reali” e ad agire in base a questa consapevolezza. Qui posso impegnarmi per tentare di… Qui devo fermarmi perché oltre non mi è possibile…
Impara a mettercela tutta fino a quando incontrerai il limite dove vuoi o devi fermarti.
Impara ad accettare con gratitudine ciò che hai raggiunto, anche se non è perfettamente corrispondente a ciò che desideravi in partenza.
Continua ad agire e imparare, consapevole che hai sempre il potere di creare la tua “felicità imperfetta”.
In ‘Alice nel paese delle miserie’, libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line, puoi trovare numerosi esempi di questo nostro potere di saper vivere tra miserie e meraviglie…

Provo compassione

Provo compassione per te quando cerchi di tenere tutto sotto controllo…
Provo compassione per te quando cerchi la perfezione in ogni cosa che fai e nemmeno lo sai…
Provo compassione per te quando non riesci ad accettare l’imperfezione degli altri e della vita oltre che di te stesso…
Provo compassione per te quando continui a voler cambiare l’esterno da te…
Provo compassione per te quando provi illusoriamente a voler cambiare ciò che puoi solo accettare…
Provo compassione per te perché trovi sempre il pelo nell’uovo…
Provo compassione per te quando non ti sta bene niente …
Provo compassione per te quando senti che va sempre tutto male…
Provo compassione per te perché tu non sai provare compassione per te…
Provo compassione per te perché le tue battaglie hanno un senso ma tu sei insensibile verso te stesso…
Provo compassione per te quando cerchi di eliminare l’incertezza con catene di pensieri che ti sfiniscono mentalmente e fisicamente…
Provo compassione per te quando ritorni a pensare continuamente ai tuoi errori, ma senza imparare la lezione…
Provo compassione per te quando rumini sui torti subiti senza che questo ti aiuti a stare meglio…
Provo compassione per te quando continui ad alimentare la tua frustrazione con pensieri del tipo: “ma come fa la gente ad essere come è e a comportarsi come si comporta?!”
Provo compassione per te quando continui a tenere in vita aspettative più volte deluse…
Provo compassione per te quando aspetti la soluzione dall’esterno piuttosto che impegnarti in prima persona…
Provo compassione per te quando non solo stai male per qualcosa che è accaduto, ma aggiungi anche sensi di colpa a condire il tuo dolore…
Provo compassione per te quando ti senti derubato del tuo tempo invece che esserne padrone consapevole e responsabile…
Provo compassione per te quando non riesci a dire no…
Provo compassione per te quando non conosci i tuoi bisogni…
Provo compassione per te quando non sai chiedere per soddisfare i tuoi bisogni…
Provo compassione per te quando continui a stare male perché il mondo e le persone non sono esattamente corrispondenti a come li vorresti…
Provo compassione per te quando vuoi migliorare la tua vita ma non sei disposto a pagare il prezzo di scelte differenti…
Provo compassione per te…
La compassione è quel sentimento amorevole, quell’atteggiamento rispettoso e quel comportamento non giudicante di sensibilità alla sofferenza altrui con l’intenzione di aiutare l’altra persona a lenire quella sofferenza, partendo dal riconoscere ed accettare ciò che fa soffrire…
Provo compassione per te…
Potrei continuare ancora a lungo, invece chiedo a te di suggerirmi altri pensieri, azioni e situazioni che in qualche modo e misura ti fanno soffrire.
L’elenco sopra descritto potrebbe essere inteso anche come un elenco di ‘miserie’ del nostro funzionamento. Nel mio libro ‘Alice nel paese delle miserie’, che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line, fornisco, per ogni miseria individuata, una serie di indicazioni di pensiero e azioni concrete per trasformare la miseria in meraviglia. Non basta leggere un libro o sentire qualcuno che elargisce saggi consigli. Per trasformare la tua sofferenza nel tuo benessere serve un percorso di consapevolezza che ti aiuti a comprendere cosa ti fa soffrire, di cosa hai bisogno, cosa puoi farci e cosa devi iniziare a fare. Il resto è prenderti la responsabilità di fare scelte che in precedenza non avevi fatto. Consapevole che quasi mai è facile, ma che diventa ad un certo punto la strada con cui è fondamentale confrontarsi…

Dal masticare al masticazzi

A volte il masticare è proprio amaro, caro. Spesso, cara, come ben saprai da tante fonti, la vita non fa sconti. Stress e delusioni, ingiustizie e rotture di… scatole…
Allora ecco cosa ti suggerisco oggi (e per tutto il resto della tua vita).
SCEGLI DI PASSARE DAL MASTICARE AL MASTICAZZI. Un’ispirazione generale per ciascuno di noi, per il proprio percorso di cura di sé ed evoluzione personale. Puoi farlo attraverso la psicoterapia così come attraverso innumerevoli altre strade e strumenti al servizio della tua consapevolezza e responsabilità…
Scegli di passare dal rimuginare e ruminare (su sintomi, pensieri, preoccupazioni, rabbia, angoscia, conflitti, relazioni insoddisfacenti, ecc.) all’assunzione di un atteggiamento più sano e utile verso problemi, stress, conflitti, frustrazioni e delusioni.
Puoi pensarci all’infinito, masticare catene di pensieri con cui tu stesso ti imprigioni legato al palo, bloccato, incapace di muoverti e di un reale comportamento efficace alla soluzione dei problemi.
Il masticazzi, invece, ti propone diverse opzioni, strade da percorrere, scelte, attività da praticare:
– Smettere di pensarci senza mai agire. Smetti dunque di riflettere per riflettere alla ricerca di una soluzione che non arriva mai (perché rivolta ad un futuro sempre comunque incerto o ad un passato che non puoi modificare); inizia invece a riflettere per agire al presente e verificare l’esito delle tue azioni.
– Continuare progressivamente ad adottare azioni concrete e specifiche per avvicinare il più possibile la situazione reale a quella desiderata.
– Accettare quella quota di scarto ineliminabile tra reale e ideale (non puoi ottenere sempre e tutto ciò che vuoi; continua a provarci, ma impara anche a riconoscere e rispettare il limite e un certo grado di impotenza).
– Impegnarti a cambiare ciò che è in tuo potere: i tuoi pensieri, le tue azioni, le tue emozioni fino a quando ci riesci (anche il controllo di sé non è assoluto).
– Attivare la compassione (verso te stesso, verso gli altri, dagli altri).
– Prima di tutto dare a te stesso il permesso di ricevere la compassione da parte degli altri (amore, accudimento, tenerezza, comprensione, gentilezza, assenza di giudizio). Sai farlo? Non è così scontato…
– Essere compassionevole verso te stesso: gentile invece che giudicante, usando l’autocritica nella misura in cui ti è utile a farti correggere gli errori senza torturarti in modo spietato.
– Essere compassionevole con gli altri: siamo tutti sulla stessa barca, tutti esseri imperfetti che cercano di cavarsela al meglio, tutti meritevoli di perdono, anche e soprattutto quando dobbiamo pagare il prezzo delle conseguenze delle nostre scelte.
– Spostare l’attenzione da immagini e pensieri di stress e minaccia ad immagini compassionevoli: pensieri, fantasie, ricordi, previsioni di amore e vicinanza, abbracci e calore, forza e saggezza, curiosità e gioco, calma e sicurezza. Sosta il più possibile con la tua mente su queste immagini fonte di conforto, rassicurazione, calma, serenità, pace interiore, gioia e vitalità. Attingi alle tue esperienze o sbizzarrisciti con la tua immaginazione per trovare queste immagini.
– Assumersi la responsabilità di quello che pensiamo, che facciamo e che scegliamo in base ai nostri valori ovvero: fatti carico in pieno di come scegli di stare al mondo e nelle relazioni, momento per momento.
– Assumersi veramente la ‘responsabilità compassionevole’ ovvero darsi il permesso di praticare il bene verso se stessi e verso gli altri, a cominciare dal definire ciò che vuol dire per te Bene, Amore ed Allegria…
Nonostante la vita possa essere tremendamente dolorosa, ciascuno di noi può sempre accedere ad altre possibilità…
E quando la scelta si fa dura e sorge la paura, fatti aiutare dalla lettura… Puoi iniziare, tanto per darti un suggerimento, da ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

La cura dell’accettazione

L’accettazione sempre più è riconosciuta una parte fondamentale della cura.
Quando le persone arrivano in terapia chiedono di essere aiutate a stare meglio che, in base alle persone o al momento che stanno vivendo, può voler dire molte cose: eliminazione dei sintomi e dei comportamenti problematici; riduzione della sofferenza emotiva; apprendimento di abilità in diversi ambiti di vita; miglioramento delle relazioni; raggiungimento di obiettivi, personali e professionali; aumento della consapevolezza di sé; evoluzione spirituale, ecc..
Questo aiuto si realizza sempre attraverso due processi:
1. Cambiare ciò che si può
2. Accettare ciò che si deve.
La richiesta di cambiamento spesso riguarda cambiare la realtà esterna a sé, i fatti, i comportamenti delle persone. E presto il focus va reindirizzato in un senso più realistico verso il cambiamento di sé: dei propri pensieri, dei propri comportamenti, delle proprie emozioni, eventualmente anche una rivisitazione consapevole dei propri valori che guidano il proprio stare al mondo.
L’accettazione, invece, riguarda lo sviluppo di un atteggiamento interiore di disponibilità a riconoscere, accogliere, rispettare e tollerare la frustrazione che è parte quotidiana del vivere. Quando possibile si riesce a superare la frustrazione e a realizzare bisogni e desideri. Ma non sempre è possibile, anche dopo molteplici tentativi. Non resta allora che imparare ad accettare. A stare nel dolore per attraversarlo e lasciarselo alle spalle. A vivere la frustrazione come parte inevitabile dello stare al mondo (non tutto è possibile e realizzabile) mentre ci si focalizza su ciò che possiamo comunque fare per realizzare una vita di qualità basata sui nostri valori e degna di essere vissuta, anche se non perfettamente corrispondente alle nostre e altrui aspettative.
Puoi sempre accogliere le tue miserie e vivere di meraviglia… Puoi anche indagare in modo più approfondito questi temi iniziando a leggere ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Accettazione e legittimazione

La crescita personale è un percorso di cambiamento e accettazione.
Puoi cambiare alcuni aspetti di te: pensieri e modi di pensare, modi di accedere, sentire ed esprimere le emozioni e le sensazioni, modi di agire, modi di comunicare e interagire con gli altri, gestione del tempo e di altre risorse personali, ecc.
Non puoi cambiare gli altri: puoi influenzarli, puoi chiedere loro ciò che vorresti, puoi comunicare in modo convincente, ma l’ultima scelta sul proprio comportamento è sempre della persona che ha la libertà e la responsabilità di decidere come agire e reagire alle sollecitazioni esterne.
Devi accettare, dunque, gli altri: accettarli significa riconoscere dove sta il limite del tuo potere di influenzamento e dove devi rinunciare alla soddisfazione di una parte dei tuoi bisogni e desideri.
Da ultimo, ma non per importanza, la crescita personale passa anche attraverso una fondamentale accettazione di se stessi: non solo dei nostri limiti, della nostra impotenza e della nostra umana imperfezione, come comunemente intesi, ma anche accettazione di ciò che sorge dentro di noi. Accettazione, allora, fa rima con validazione: considerare valido, importante, di valore, avente un significato e un senso (tutto da scoprire e valorizzare). Riconosco e legittimo tutto ciò che sorge nella mia mente: sensazioni, anche quelle ‘sconvenienti’; emozioni, anche quelle ‘perturbanti’; pensieri, anche quelli ‘proibiti’. Con la consapevolezza che io non sono le mie sensazioni né le mie emozioni né i miei pensieri. Il mio essere essenziale è qualcosa che li contiene e li attraversa al tempo stesso. Accettare, allora, significa fare spazio dentro di sé a qualsiasi cosa ci venga a trovare… Con un’unica raccomandazione: essere attenti a ‘come traduciamo l’interno in azione’ ovvero imparando a selezionare come agire in base ad un esame di realtà ed un necessario rispetto degli altri e di se stessi. Ovvero imparando a distinguere due tipi di responsabilità molto diversi tra loro: quella del nostro mondo interiore (in cui tutto è legittimo, almeno ognuno ha i suoi criteri personali di accettazione e legittimazione) e quella del comportamento concreto e reale nel mondo esterno in cui esame di realtà e riconoscimento dell’altro sono fondamentali.
Insomma, esistono le miserie ed anche le meraviglie. Esiste ‘Alice nel paese delle miserie’, libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line. Per la tua evoluzione personale…

Il senso e il valore dell’amore perduto. Dieci miei suggerimenti a cui darai la stessa risposta

Cresciamo dipendenti dalla protezione e dall’amore degli altri. E questa è una cosa sana e utile… Poi impareremo ad essere autonomi…

Cresciamo imparando a dipendere dall’approvazione degli altri. E questo è veleno per la nostra autostima e per le nostre relazioni, da piccoli e da grandi. E chissà se, quando e quanto veramente ci libereremo dalla necessità di approvazione da parte degli altri…

Per riflettere su questo tema, ti presento ora una serie di suggerimenti a cui immagino tu darai un certo tipo di risposta. Più o meno a tutti la stessa. Cominciamo.
Accetta le tue imperfezioni, sono il segno distintivo della tua splendida unicità…
Smetti di confrontarti con criteri impossibili per i tuoi obiettivi…
Accogli le critiche come fonte di apprendimento…
Usa l’autocritica al servizio della tua crescita personale…
Smetti di confrontarti con gli altri se questo ti porta a ‘darti addosso’ e sentirti privo di valore…
Usa il confronto con gli altri per imparare e crescere…
Usa i tuoi errori, i tuoi difetti e i tuoi limiti come risorse preziose per la tua crescita…
Ama te stesso come la persona che ti ama alla follia o come non ti ha amato mai nessuno…
Ama gli altri anche se non hai ricevuto lo stesso amore…
Amati, soprattutto quando non sei come dovresti essere…
Apprezza te stesso, soprattutto quando non ti senti all’altezza…
Amati e apprezzati, soprattutto quando gli altri non lo fanno…
Accogli la frustrazione come fase che precede la soddisfazione…
Accetta che non sempre riesci a trasformare un bisogno frustrato in un bisogno soddisfatto…
Accogli la delusione come parte integrante dei rapporti interpersonali…
Accetta la delusione e impara ad apprezzare comunque le persone, anche chi ti ha deluso…
Accetta di essere deludente per gli altri, non devi essere come gli altri ti vogliono e perdere te stesso…
Non barattare te stesso per sentirti parte di un gruppo o di una relazione, sarebbe un’illusione…
Non è il tuo successo a misurare il tuo valore e nemmeno il tuo fallimento…
Il senso di colpa è un cattivo compagno di viaggio, assumerti la responsabilità delle tue azioni renderà certamente meraviglioso il tuo viaggio…
Potrei continuare ancora a lungo con esortazioni a sostegno dell’amore e dell’accettazione di te stesso al servizio della tua felicità…
Queste esortazioni vanno nella direzione di favorire un atteggiamento di amore e accettazione ‘incondizionati’ verso te stesso (e verso gli altri). Significa assumersi la responsabilità delle proprie azioni e pagare il prezzo delle conseguenze di ciò che abbiamo fatto (è la nostra parte adulta che deve saper convivere con gli altri). Al tempo stesso, significa avere un atteggiamento verso se stessi di comprensione e accettazione (oltre il giudizio spietato degli altri e la ferocia del nostro giudice interno, frutto di una vita di giudizi ricevuti e interiorizzati).
Qual è la risposta che mi dai a queste numerose esortazioni?
“Non è facile…” O qualcosa del genere…
Oppure: “non ci riesco…” O qualcosa del genere…
O anche: “non è giusto…” O qualcosa del genere…
Hai un’altra tua risposta personalissima a questi miei suggerimenti?
Io lo so comunque che non è per niente facile… Che spesso non ci riusciamo… Che molte volte ci sembra ingiusto dover assumere certi atteggiamenti per stare bene perché pensiamo che avremmo meritato un altro trattamento dalla vita e dalle persone. Lo so e lo sai anche tu.
Lo so. E lo sai anche tu. Ma in quei suggerimenti è contenuto tutto il nostro potere.
Quello che dobbiamo fare e possiamo fare. Quello che possiamo fare e dobbiamo fare.
Quello che possiamo e dobbiamo impegnarci a fare. Quello che veramente può fare la differenza nella nostra qualità di vita piuttosto che aspettare chissà cosa e chissà chi a risolvere i nostri problemi ed alleviare i nostri dolori.
Il percorso segnato dai suggerimenti suesposti ed altri simili può essere una traccia per le proprie azioni nella vita quotidiana e nelle relazioni. Quando questo non è sufficiente ad orientare il proprio modo quotidiano di dirigere la propria vita e soprattutto quando sorge una sofferenza emotiva imponente, probabilmente è necessario un aiuto psicoterapeutico per imparare a prendersi cura di sé e a recuperare il senso e il valore dell’amore perduto.
In ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line, troverai la traccia per un percorso di cura di sé fondato sulla consapevolezza di ciò che non è andato come sarebbe dovuto andare e sulla speranza di un possibile concreto nuovo itinerario di felicità.

Le 4 strade dell’impegno alla cura di sé

Ecco la sintesi di un percorso di cura di sé. In 4 strade:
1. Impegnarsi per cambiare ciò che si può cambiare. I propri comportamenti, i propri pensieri, le personali strategie per regolare le emozioni, la comunicazione con gli altri, le abilità per risolvere i problemi e i conflitti, ecc.
2. Impegnarsi per accettare ciò che non si può cambiare. Essere ‘disponibili attivamente’ ad accogliere il dolore inevitabile che è parte della vita, evitando di aggiungere benzina sul fuoco con dolori e sofferenze anche assolutamente evitabili, come ad esempio sensi di colpa devastanti, autotiranneggiamenti sterili, sensi di inadeguatezza e vergogna per niente necessari.
3. Impegnarsi a trasformare ciò che sembra insopportabile e catastrofico in un’esperienza assolutamente sopportabile, anche se spiacevole.
4. Impegnarsi attivamente attraverso azioni specifiche, concrete e coraggiose, nonostante numerose paure, per creare una vita desiderata e fondata sui propri valori consapevoli ovvero su ciò che sentiamo importante per noi in direzione di una vita degna di essere vissuta, sufficientemente felice e dignitosa, anche se molto lontana dall’ideale.
Ciascuno di noi può compiere questo viaggio. Ciascuno a proprio modo, tra miserie e meraviglie.
Ciascuno può trarre ispirazione dalla lettura di ‘Alice nel paese delle miserie’, libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line…

Due processi creativi

Pur nella diversità delle esigenze e delle richieste delle persone, un percorso psicoterapeutico lavora per due grandi obiettivi:
1. Ridurre la sofferenza
2. Aumentare la qualità della vita
Ovviamente i due obiettivi sono intrecciati tra loro, entrambi si alimentano a vicenda e si realizzano attraverso due processi creativi.
Ci vuole creatività per ridurre la sofferenza, governarla, imparare a tollerarla, imparare ad accettarla e conviverci nella parte che non si può eliminare completamente. Mi riferisco a sintomi fisici e psicologici, ma anche a problemi nelle relazioni e nei vari contesti di vita che presentano quote più o meno grandi di frustrazione, delusione e impotenza.
Ci vuole creatività per creare una vita di qualità, degna di essere vissuta, impostata sui propri valori (di cui non sempre abbiamo chiarezza) e a misura delle proprie risorse e dei propri limiti, personali e del contesto in cui si vive. Mi riferisco a cercare risposte (e agire di conseguenza) alle domande, apparentemente semplici: cosa è veramente importante per me per sentirmi sereno e felice? Cosa “deve” essere presente nella mia vita perché sia per me degna di essere vissuta? A cosa posso rinunciare e a cosa no per sentirmi bene? Su cosa posso essere flessibile e cosa invece deve essere solido nella mia vita?
Fatti ispirare da queste domande per trovarne altre che ti aiutino a riflettere, comprendere e agire nella direzione della vita che vuoi creare…
Altre ispirazioni puoi trovarle in ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.