Tutte le storie del mondo

Stupido è chi stupido crede…
Stupido è chi stupido si racconta…
Stupido è chi stupido fa…
Stupido è … Ma non solo stupido è…

Stupido stupido stupido stupido stupido stupido stupido stupido stupido stupido stupido stupido stupido stupido stupido stupido stupido…

Stupido è solo un suono nella tua testa…

Hai studiato geografia? Conosci il mar Jonio? È detto anche jonico… Ripeti più volte consecutivamente e il più rapidamente possibile la parola jonico… E vedi l’effetto che fa…
La mente è ingannatrice, ma tu puoi essere intelligente, furbo, scaltro, oltre che stupido… Puoi essere soprattutto consapevole delle storie che ti racconta la tua testa… Storie di sfortunato e incapace, storie di brutto anatroccolo e principe povero, storie di fantasmi e orchi assassini… Tutte le storie che la tua mente sa raccontare… Quindi anche storie di possibilità e successo, storie di fortuna e bellezza, storie d’amore e passione…
La mente è ingannatrice… E tende a raccontarti le solite storie… A cui tu credi da una vita e che ti guidano spesso verso la tua sofferenza… Ma che da oggi in poi puoi anche cominciare ad ignorare… Non le puoi scacciare… Non le devi scacciare… Tendono a tornare… Tu puoi ignorarle… Non prestare loro attenzione… Non dedicare loro la tua energia e il tuo tempo…
Tu puoi cominciare a credere e farti guidare da altre storie…
Non ci credi? Sembra facile!? Non esiste il lieto fine! Felici e contenti solo nelle favole! Ecco vedi: ti stai raccontando le solite vecchie storie… Solo che ora puoi scegliere, con rinnovata consapevolezza, se vuoi credere a queste vecchie storie o se vuoi cominciare a scrivere e vivere dentro un’altra storia…

Vero e utile

Fai tutto ciò che è utile. Utile in base a cosa? Utile in base ai tuoi valori!!! A ciò che per te è importante a creare la vita piena che vuoi…
Liberati di tutto ciò che è inutile. Inutile rispetto a cosa? Inutile rispetto ai tuoi valori!!! Alle fondamenta delle tue azioni quotidiane…
Ciò che fai è guidato da ciò che pensi. Più o meno consapevolmente. Ciò che pensi può essere vero o non vero. Come pure utile o non utile.
Richard Harris, ne “La trappola della felicità”, libro serio quanto spassoso, che ti invito a leggere e studiare per l’ispirazione che ti può fornire, fa un esempio estremo per rendere il concetto; un concetto per niente estremo e quotidianamente fondamentale per ciascuno di noi.
Sai che ti restano tre mesi di vita per una malattia incurabile… Ti ritrovi a pensare “tra pochi mesi morirò…”. Vero!!! Utile?
È utile se ti aiuta ad impegnarti a passare il tempo che ti rimane in attività e con persone che arricchiscono la tua vita… È inutile, finanche dannoso, se ti fai deprimere e bloccare da questo pensiero così vero.
Fuori da questo esempio così estremo, puoi quotidianamente selezionare i pensieri utili da quelli inutili. Ciò non significa sottovalutare i problemi reali o far finta che tutto vada bene o considerare ogni cosa uguale all’altra. Ad esempio, anch’io, come te immagino, preferirei uscire di casa a passeggiare o fare un bel bagno al mare o una spettacolare scampagnata con gli amici. È vero il pensiero che devo stare a casa. Ed è anche utile… Purtroppo, è così… Al tempo stesso, entro i limiti attuali, è utile anche che io pensi (per agire) a come impiegare il mio tempo in modo che mi avvicini alla vita che voglio, a fare cose che mi piacciono, a vivere esperienze che mi nutrono… Anche di fronte ad una grande impotenza, hai sempre il potere di fare qualcosa per te utile a realizzare ciò che può dare valore alla tua vita…

Irrealizzabile e percorribile

Esistono alcuni pensieri e comportamenti attraverso i quali molte persone tentano di risolvere i loro problemi ed eliminare ogni stress emotivo, ma paradossalmente finiscono per mantenere, se non addirittura alimentare, la stessa sofferenza che vorrebbero allontanare.
In particolare, alcune idee finiscono per generare ASPETTATIVE IRREALISTICHE e COMPORTAMENTI AUTO-FRUSTRANTI.

1. L’idea di CONTROLLARE GLI ALTRI per riuscire a risolvere i propri problemi. Cambiare gli altri per stare meglio. Per ottenere la soddisfazione completa dei propri bisogni e desideri.
2. L’idea di prendere DECISIONI PERFETTE in cui tutti i bisogni e desideri sono realizzati oppure tutte le persone coinvolte sono soddisfatte.
3. L’idea che sia possibile ELIMINARE COMPLETAMENTE dalla propria vita SOFFERENZA, frustrazione e delusione in tutte le sfumature con cui si presentano: emozioni dolorose, rimorsi, rimpianti, senso di fallimento, senso di mancanza, ecc.
4. L’idea che la vita attuale, in varie forme e modalità, possa o debba RESTITUIRCI ciò che non abbiamo avuto durante l’infanzia, dai nostri genitori e nel nostro passato in genere.

A fronte dei suddetti obiettivi irrealistici ci sono alcune STRADE che sono invece realmente e REALISTICAMENTE PERCORRIBILI per governare e ridurre la sofferenza emotiva e i problemi interpersonali.

1. Non puoi controllare gli altri, puoi AGIRE affinché gli altri possano COMPRENDERE meglio i tuoi pensieri e bisogni ed eventualmente fare qualcosa per aiutarti a realizzarli.
2. Ogni DECISIONE implica una RINUNCIA. Ogni scelta è una scelta del prezzo da pagare per ottenere ciò che vuoi. Puoi impegnarti a compiere scelte guidate dai tuoi valori consapevoli, anche se mai perfette.
3. Puoi LIBERARTI dalla PRETESA della FELICITÀ PERFETTA e assoluta imparando a prevenire il più possibile i meccanismi (pensieri, comportamenti, abitudini, ecc.) che generano la sofferenza e soprattutto imparando a convivere con e tollerare quote di sofferenza, frustrazione e delusione ineliminabili.
4. Puoi RICONOSCERE, ACCOGLIERE e prenderti CURA delle tue FERITE, dei tuoi traumi, dei tuoi dolori IRRISOLTI, delle tue cocenti delusioni. Puoi cercare oggi di non ripetere errori del passato, puoi essere attento a non cadere ancora oggi in relazioni pesantemente frustranti, in cui ti senti trascurato invece che amato, disprezzato invece che stimato, frenato invece che incoraggiato. Al tempo stesso è fondamentale che tu impari a lasciare il passato nel passato, imparando ad accettare la frustrazione antica del “bambino ferito” che ti porti ancora dentro, a tollerare quella parte ineliminabile al presente, imparando in maniera fondamentale a sviluppare la parte adulta, consapevole, autonoma e responsabile, capace di farsi carico della propria angoscia/dolore come della propria felicità e autorealizzazione.

Qual è il problema!? La vera natura dei problemi

Conosci la storiella zen dei due monaci e la ragazza?

Il problema non è quello che ti succede, ma quello che ci fai con quello che ti succede.
Sono veramente pochi gli eventi realmente traumatici, catastrofici, distruttivi. Anzi, probabilmente, anche l’evento più nefasto può essere vissuto, rivissuto, rielaborato dalla mente e dal corpo in modo da renderlo meno traumatico possibile, da viverlo come doloroso, ma senza farsene distruggere. Da lasciarlo nel passato, antico o recente che sia, per renderlo meno disturbante possibile, per lasciarlo seppellito nella propria storia, ma ormai pressoché innocuo.
Non è facile ovviamente. Non sempre. Non per tutti. Molto dipende dal tipo di evento traumatico: morte violenta di un caro, abusi fisici subiti da parte dei propri cari, grave trascuratezza emotiva, essere vittime di disastri naturali, sviluppare handicap rilevanti, solo per fare qualche esempio di grave traumaticità. Molto dipende dalle risorse di cui la persona può disporre o che può attivare: personali e affettive, sociali e ogni altra modalità o strumento utile a sostenere la persona.
Resta il principio generale che ciascuno di noi può fare qualcosa con ciò che gli è capitato. E cosa facciamo fa certamente la differenza.

Il problema è l’evento o come lo rendi stressante in base a come lo interpreti e lo interiorizzi?

Il problema è l’evento o come lo rendi stressante in base a come lo pensi e lo ripensi?

Il problema è l’emozione negativa che vivi (ansia, paura, preoccupazione, tristezza, rabbia, senso di colpa, vergogna, ecc.) o come la tratti (la neghi, la reprimi, la soffochi, la nascondi, la fai diventare malattia fisica, ecc.)?

Il problema è la frustrazione e la delusione o come continui a farle vivere dentro di te?

Il problema è il dolore per essere stato lasciato o come lo trasformi in senso di fallimento e angoscia?

Il problema è il tradimento o come lo guardi e riguardi nella tua mente alla moviola?

Il problema è la critica che ricevi o come continui a farla rimbombare dentro di te?

Il problema è il giudizio negativo su di te che ti hanno instillato fin da ragazzino o il modo in cui ci hai creduto e continui a crederci?

Il problema è l’auto-svalutazione o come la metti alla guida della tua vita?

L’EMDR è una forma di psicoterapia specializzata nel trattamento e scioglimento dei traumi: permette alla persona di desensibilizzarsi dal trauma e dalle sue conseguenze perduranti al presente aiutandola a lasciare il passato nel passato.
In generale, tutte le forme di psicoterapia aiutano a fare i conti con “la vera natura dei problemi”…

Tanzan ed Ekido erano due monaci zen che camminavano lungo una strada fangosa. Poco prima di un villaggio incontrarono una ragazza che stava cercando di attraversare la strada. Il suo kimono dorato avrebbe subito danni irreparabili bagnandosi. Tanzan, senza pensarci su, prese in braccio la ragazza e la portò dall’altra parte della strada. Poi entrambi i monaci continuarono il loro cammino. Qualche ora dopo Ekido sbottò, incapace di reggere a quello che sentiva dentro. “Perché hai portato quella ragazza? Noi monaci zen non facciamo cose di questo tipo”. Tanzan rispose: “Ho portato la ragazza qualche ora fa; tu invece la stai ancora portando”.

Giù dal ring

La tua vita è un ring dove combatti con un avversario che, seppure ha ogni volta mille volti, ha anche sempre quello dello “scarto”.
La frustrazione è il tuo avversario perché non sempre riesci a soddisfare i tuoi bisogni e a realizzare i tuoi obiettivi.
La delusione è un altro avversario perché dove ti giri trovi persone che sono molto diverse da come te le aspettavi, da come le desideravi, da come avrebbero dovuto essere in base a quello che hai sempre pensato.
L’imperfezione è un terzo grande avversario. Niente è perfetto. Nessuno è perfetto. La vita è imperfetta. Il mondo è imperfetto. E tu devi vivere in questo mondo. E questi avversari sembrano non lasciarti spazio alcuno, dove ti giri ne trovi uno.
Anche la tua mente è un ring dove combatti con altri nemici, i tuoi pensieri negativi, quelli ansiosi e quelli depressivi. Combatti col giudice severo che ti comanda da dentro, mai contento, di quello che sei, di quello che fai. Anche dentro non sembri avere spazio, assediato come sei da sensi di colpa e di inadeguatezza, rimorsi e rimpianti, angosce e fallimenti. Per quello che dovresti essere e non sei.
Costantemente impegnato su questi ring, nell’illusione di poter vincere, controllando a volte gli altri, il mondo esterno, a volte i tuoi pensieri, resti schiacciato dalle tue stesse illusioni e privo di risorse da dedicare agli scopi e ai valori che sono veramente importanti per te. Esaurito fisicamente ed emotivamente.
La vera vittoria la puoi ottenere se scendi dal ring: se smetti di combattere le tue illusioni, le tue pretese, la tua necessità di controllare tutto, l’incapacità di tollerare la frustrazione, la necessità che tutto sia perfetto, la confusione tra accettazione e rassegnazione. L’incapacità di lasciare andare e di dire “è andata così… Va bene così…”.
Lascia quel ring vuoto, per dedicare spazio, tempo e risorse a ciò che veramente può fare la differenza per te e riempire la tua vita.

Hai un problema?! Facci qualcosa …

Il problema non sono i pensieri negativi, catastrofici, distruttivi. Il problema lo hai quando li consideri la realtà dei fatti.
Il problema non sono i giudizi negativi su te stesso (sono un fallito, sono incapace, sono fragile). Il problema lo hai quando credi che i tuoi giudizi autosvalutanti siano una realtà scolpita sulla roccia.
Il problema non sono i giudizi negativi sugli altri (cattivi, egoisti, indisponibili, indifferenti). Il problema lo hai quando credi assolutamente veri i tuoi pensieri.
Il problema non sono i pensieri. Il problema lo hai quando resti bloccato appresso ai tuoi pensieri e non agisci concretamente ed efficacemente per risolvere i tuoi problemi, soddisfare i tuoi bisogni e raggiungere i tuoi obiettivi.

Per risolvere i problemi esistono almeno due strade. Entrambe percorribili. Due strumenti che puoi cominciare ad adottare nel quotidiano.

1. Mettere i pensieri alla prova dei fatti. E lo puoi fare nei modi più creativi. Mettere in discussione la verità incontrovertibile di ciò in cui credi. Puoi iniziare dal mettere in dubbio l’esistenza di Babbo Natale ed, eventualmente, se avesse funzionato a farti rendere conto che non sempre quello in cui credevi è proprio vero, allora potresti passare a mettere in discussione altri pensieri che ti procurano disagio emotivo e nelle relazioni. Magari puoi iniziare a mettere in dubbio ciò che qualcuno ti ha detto essere solo una tua idea (non necessariamente condivisa da tutti e vera) o un film nella tua testa o una convinzione di fatto poco utile a farti stare bene.

2. Sposta la tua attenzione. Focalizzati su altri pensieri per te più positivi e utili rispetto ai tuoi valori e scopi di vita, a lungo termine e immediati. Così puoi anche spostare la tua energia e il tuo impegno concreto ad agire per raggiungere i tuoi obiettivi importanti, piuttosto che perdere tempo e risorse mentali restando bloccato a pensare ripetutamente ai pensieri che ti disturbano.

Temi uno scenario negativo e catastrofico?! Facci qualcosa… Qualcosa che sia veramente per te utile a ridurre il tuo disagio e avvicinare la tua vita a come la vorresti…

Ti credi un fallito?! Facci qualcosa…Qualcosa che sia veramente per te utile a ridurre il tuo disagio e avvicinare la tua vita a come la vorresti…

Credi che gli altri ce l’abbiano con te o che siano indisponibili?! Facci qualcosa…Qualcosa che sia veramente per te utile a ridurre il tuo disagio e avvicinare la tua vita a come la vorresti…

Passato presente futuro

Il tuo passato è doloroso e tende a tornare…
Il tuo presente è doloroso, ma lo puoi tollerare!!!
Il tuo futuro è radioso quando lo inizi a creare…

Questa è in estrema sintesi una parte importante del lavoro terapeutico. Dell’idea condivisa tra paziente e terapeuta del viaggio dalla sofferenza alla serenità.
La persona viene accolta, rispettata, compresa, legittimata nei suoi drammi dolorosi. Al tempo stesso, gradualmente, viene aiutata a lasciare il passato nel passato. Al presente, a liberare la mente da intrusioni dolorose. A lasciare in pace la mente. A lasciarle l’energia per procedere nella direzione dei suoi valori e scopi e dei suoi progetti per il futuro.

Il lavoro sul passato persegue l’obiettivo, condiviso, di comprendere quando la persona ha imparato a funzionare in un certo modo che le ha garantito la sopravvivenza psicologica oltre che fisica. Quando, dove, cosa, con chi e perché ha dovuto trovare modalità mentali e regole di comportamento per cavarsela, per ottenere il più possibile la soddisfazione dei bisogni primari di protezione, sicurezza, amore e stima.

Il lavoro sul presente è incentrato in buona parte sul riconoscere la differenza tra credenza e realtà. Tra pensieri e fatti. Ad esempio, se finora hai creduto di essere stupido (debole, incapace, difettoso, sbagliato, colpevole, indegno, non amabile, ecc.) da ora in poi puoi riconoscere che ciò che credi è differente da ciò che è. Ciò che credi è solo un’idea, una convinzione, che puoi continuare a seguire come guida del tuo stare al mondo (come fai da una vita) o puoi anche decidere di non seguire per cominciare a farti guidare da altre convinzioni e possibilità.

Il lavoro sul futuro è conseguente. Nonostante per una vita tu abbia “creduto vere certe verità” e seguito certe strategie mentali e regole di comportamento, da oggi in poi puoi cominciare a pensare ed agire in modo differente. Seguendo i tuoi valori consapevoli ed impegnandoti concretamente per realizzarli. Cosa è veramente per te importante? Cosa devi fare per cominciare a realizzarlo?