Vero e vero

Oggi un esercizio…
Carta e penna… Quando possibile da fare anche in gruppo… In famiglia…
Segui queste suggestioni…
Inizia scrivendo:
È vero che… Scrivi un pensiero negativo che ti viene in mente…
È vero che… Un pensiero negativo sulla vita…
È vero che… Un pensiero negativo sugli altri…
È vero che… Un pensiero negativo su te stesso…
È vero che… Scrivi ogni altro pensiero negativo che ti viene in mente…
È vero che… Trova pensieri negativi facendoti guidare dalla tua tendenza naturale ed umana, tutti ce l’abbiamo, a giudicare, criticare, colpevolizzare, svalutare, vedere quello che manca, vedere il negativo, vedere il pericolo, vedere quello che avresti potuto fare e non hai fatto, quello che gli altri avrebbero dovuto fare e non hanno fatto…
Sii curioso e giocoso verso questa parte di te, che tutti noi esseri umani abbiamo, questa parte che tanta parte gioca nel tuo sentire quotidiano… Nel tuo pensare quotidiano… Nel tuo comportamento quotidiano…
Lascia che emerga quello che emerge quando dai espressione a questa parte… Di te… Di tutti noi…

Ora ti chiedo di spostare la tua attenzione…
Ora accedi ad una ‘posizione interiore positiva’… Qualunque cosa voglia dire per te… Magari è una posizione di … Forza… Saggezza… Calma… Calore… Sicurezza… Gentilezza… Gratitudine… Accettazione… Impegno… Amore… O qualunque altra cosa tu intendi e senti come ‘posizione interiore positiva’…
Quindi … Da questa posizione meravigliosa… Riprendi le frasi precedenti e affianco ad esse… Scrivi …
Ed è anche vero che…
Ed è anche vero che…
Ed è anche vero che…

Non ti preoccupare del risultato… Impegnati semplicemente a fare questo esercizio… Più lo fai… Più e più volte… Più puoi allenarti a contattare e sviluppare questa tua ‘posizione interiore positiva’… Meravigliosa…
Anche questa POSIZIONE INTERIORE POSITIVA MERAVIGLIOSA è una potenzialità che appartiene a tutti noi esseri umani… Aspetta solamente che tu la ‘alleni’… In modo che possa sempre più guidare il tuo sentire, pensare e agire quotidiano…

Di fronte all’errore

Oggi ti suggerisco un’esplorazione…
Di fronte all’errore, che sia un tuo errore o di qualcun altro, nota come assumi un atteggiamento ipercritico e colpevolizzante…
Lo scambio con l’altro o il dialogo interiore sono probabilmente pieni di “avresti dovuto”, “dovresti”, “devi”, espressi con tono di voce e atteggiamento rigidi, severi, sprezzanti, senza scampo…
Nota come questo atteggiamento ti fa vedere il problema e la situazione. Come ti fa vedere il mondo e le cose in generale. In che modo ti è utile a risolvere il problema e alleviare stress e sofferenza.
Ora…
Di fronte allo stesso errore, assumi un atteggiamento compassionevole ovvero sensibile, rispettoso, che cerca di comprendere senza critica sprezzante, gentile, realmente impegnato a risolvere il problema.
Lo scambio con l’altro o il dialogo interiore sono probabilmente pieni di gentilezza, comprensione, incoraggiamento, accettazione, condivisione.
Nota come questo atteggiamento ti fa vedere il problema e la situazione. Come ti fa vedere il mondo e le cose in generale. In che modo ti è utile a risolvere il problema e alleviare stress e sofferenza.

Comunque, di fronte ad un errore o ad un problema, che sia tu o un altro, che sia un bambino o un adulto, che sia a scuola, al lavoro, in coppia, in famiglia o con un gruppo di coetanei, la persona deve prendersi la responsabilità di farci qualcosa, di affrontarlo e cercare di ripararlo. Farlo da una posizione ipercritica, fonte di colpa e vergogna o farlo da una posizione compassionevole, fonte di comprensione e incoraggiamento, è completamente diverso.
Critica e autocritica sono importanti per farci imparare dagli errori e crescere. Come lo facciamo porta a risultati molto differenti, soprattutto se considerati a lungo termine ovvero non tanto per la risoluzione del problema specifico e attuale (che è ovviamente importante), ma per gli effetti sul senso di sicurezza e autostima della persona e quindi sul suo imparare e consolidare un approccio efficace ai problemi che si porterà dietro per tutta la vita.

Un problema, tre soluzioni

Quando hai un problema in realtà devi guardare a tre problemi e altrettante soluzioni efficaci.
1. Il problema concreto. Che sia sul lavoro o in famiglia, pratico o emotivo, che ti abbiano rubato l’auto o l’abbia lasciata in zona rimozione, che tu voglia dimagrire o cercare lavoro, che tu abbia un problema di salute o di denaro, che tu abbia litigato con un amico o ti senta solo. Concretamente, il problema si presenta in un certo modo e tu devi attrezzarti per affrontarlo con gli strumenti che servono, con quelli che hai e con quelli che puoi e devi reperire…
2. Il problema della sana critica di sé per comprendere eventuali errori e imparare a non rifarli. O anche per adottare comportamenti preventivi di nuovi o simili problemi. Cosa ho sbagliato? Cosa continuo a sbagliare? A cosa devo essere più attento? Quali comportamenti devo correggere? Cosa posso imparare?
3. Il problema di essere compassionevole con te stesso ovvero cercare di comprendere cosa hai sbagliato e perché, senza torturarti con una critica spietata e solamente dannosa, visto che la sana autocritica fa parte del secondo problema. Cercare di accogliere il dolore e la frustrazione per come si presentano, riconoscendoli senza negarli ma anche senza amplificarli. Cercare di confortarti e supportarti in questo momento difficile che sarebbe stato meglio non fosse capitato ma che può capitare e certamente non solo a te, in quanto siamo esseri umani imperfetti, possiamo sbagliare e viviamo una condizione umana che prevede anche angoscia e dolore.
In questo modo possiamo:
1. Impegnarci a risolvere il problema specifico e concreto
2. Impegnarci a non ripetere gli stessi comportamenti che hanno generato il problema
3. Impegnarci a confortarci e incoraggiarci, a volerci bene nonostante ciò che ci è accaduto e, anzi, a prescindere dai nostri errori, fallimenti e problemi.
Probabilmente certi passaggi ti sembrano strani, anche bizzarri, certamente insoliti rispetto a come siamo abituati a trattare i problemi e a mal-trattare noi stessi. Provando ad impegnarti nella direzione che ti ho proposto vedrai quanto sia assolutamente nelle tue possibilità e soprattutto quanto possa fare la differenza in termini di qualità della tua esperienza emotiva e anche pratica.
Prova e se ti va fammi sapere come va…

5 principi e 5 strategie per blindare il tuo tempo

Oggi ti presento 5 principi e altrettante strategie per blindare la qualità del tuo tempo. Blindare vuol dire proteggere ciò che per te è importante.
1. Blindare il tempo per chiarirti: progetti, obiettivi e azioni a breve e lungo termine
2. Blindare il tempo del dovere: dalle distrazioni sostanzialmente
3. Blindare il tempo del piacere: dall’incursione del dovere e dei sensi di colpa
4. Blindare il tempo dagli altri che ti sovrastano con le loro richieste e pretese: imparare a dire no
5. Blindare il tempo del presente: rispetto al ruminare sul passato e al rimuginare sul futuro

Ed ecco 5 strategie fondamentali. Non sono soluzioni belle e pronte all’uso per tutti in ogni situazione. Quelle le lasciamo a maghi, stregoni e venditori di fumo. Sono, invece, indicazioni e orientamenti che ti invitano ad agire in modo consapevole e responsabile, per approcciarti in modo utile per blindare ciò che ha valore per te.
1. Pianifica il tempo per pianificare: inizia a scrivere i tuoi sogni, i tuoi valori e i tuoi bisogni, i tuoi obiettivi conseguenti e le azioni che farai da ora in poi. La domanda è: quando? La risposta è: ora!
2. Organizza i tuoi impegni, pesanti e leggeri, in modo da portare a compimento gli obiettivi che ti sei dato, imparando a proteggere le tue preziose risorse (energie mentali e fisiche).
3. Definisci il giusto tempo (quotidiano, settimanale, mensile, annuale e via così) per i tuoi progetti di piacere, svago, divertimento, passione.
4. Ricordati che nessuno è al mondo per mettere gli altri prima di sé; prenditi le tue responsabilità e impara anche a dire no. Smettendo di aspettarti che gli altri capiscano o siano contenti, ma restando fermo sul tuo legittimo diritto di dire anche no per curarti dei tuoi bisogni e desideri.
5. C’è un giusto tempo per riflettere sul passato e dare senso a ciò che è successo. Un giusto tempo per prevedere il futuro e organizzarsi di conseguenza. E, soprattutto, un giusto fondamentale tempo per stare nel qui e ora, per affrontare ciò che esiste ora, per godersi il momento, per sentire le proprie emozioni e prendersi cura dei propri bisogni, ora!

Verifica quanto riesci a blindare il tuo tempo e nota la differenza tra la miseria di un tempo sprecato e la meraviglia di un tempo di cura per te…

Tu chiederai: e quando il tempo è bloccato? Quando il lockdown ci impedisce di fare ciò che vorremmo?

Il lockdown, certamente a volte pieno di contraddizioni, è prima di tutto una misura protettiva: per te, per gli altri, per tutti e anche per il tuo tempo. Semplicemente quando c’è il lockdown devi riadattare le tue strategie tenendo conto dei limiti su cui non puoi intervenire e agendo su quello che ti è possibile. Aspettando con fiducia e speranza. E facendo attenzione ai lockdown interiori, quelli che ci diamo da soli senza accorgercene…

Diario delle meraviglie

Quasi sempre crediamo di conoscere i nostri problemi e il perché della nostra sofferenza. In realtà, molto spesso, noi conosciamo i nostri problemi solo nella parte che riguarda la sofferenza che proviamo, ma non conosciamo affatto i motivi o le cause che generano e mantengono i problemi.
Può essere, allora, molto utile cominciare ad investigare gli stati mentali che costituiscono i nostri problemi.
Per investigare bisogna osservare. Per una buona auto-osservazione sono molto utili i diari.
Il diario è la registrazione di qualcosa che osserviamo. Si può scrivere un diario di tutto. Esiste il diario della mia alimentazione quotidiana. Il diario delle mie attività fisiche. Il diario con gli impegni lavorativi. Il diario delle mie abitudini. Ma anche il diario delle situazioni stressanti. Il diario del mio umore. Il diario dei miei evitamenti. Il diario per registrare pensieri, emozioni e comportamenti. E via così.
Qui ti propongo il diario delle tue miserie e delle tue meraviglie.
Per ogni giorno segna l’orario e la situazione stressante (miserevole) che hai vissuto. Cosa è successo nei fatti. Cosa hai pensato rispetto agli accadimenti. Cosa hai provato in quella specifica situazione. Come hai reagito: cosa hai fatto in risposta al fatto iniziale o fattore scatenante.
Per ogni giorno segna orario e situazione meravigliosa, positiva, appagante. Cosa è accaduto. Cosa hai pensato in quella situazione. Quali emozioni hai provato. Cosa hai fatto.

Scrivere questo diario degli stati mentali ti permette di riconoscere i tuoi bisogni e desideri, quelli appagati e quelli frustrati… Quello che fai e che funziona per farti sentire soddisfatto e quello che non fai e che dovresti fare per aumentare il tuo appagamento e la tua realizzazione personale…

Potresti proprio aggiungere per ogni situazione osservata e trascritta nel diario, qual è il tuo desiderio/bisogno soddisfatto o insoddisfatto…

Scrivere un diario aiuta a rendersi conto di ciò che spesso è davanti ai nostri occhi, ma non sappiamo vederlo. Aiuta a rendere consapevole ciò che è automatico. A rendere esplicito ciò che è sottinteso. A fare chiarezza su aspetti importanti del nostro modo di pensare e agire, dimensioni che hanno un potente impatto sulle nostre esperienze negative e positive.

Diventare consapevoli di come funzioniamo e del nostro contributo alle nostre esperienze gioiose o penose è un passo fondamentale per agire con maggiore responsabilità e potere per aumentare le esperienze meravigliose e ridurre quelle miserevoli…

Inizia a scrivere i tuoi diari e vedi cosa emerge alla tua consapevolezza, cosa conosci e cosa capisci di te, delle tue scelte e della tua vita. E, se vuoi, fammi sapere come va…
Se vuoi una vita meravigliosa devi cominciare a fare qualcosa…
Se devi fare qualcosa è bene che sia chiara per te e utile in direzione della vita che desideri…

Chiarezza e possibilità: dalle miserie alle meraviglie

Noi siamo oggi quello che abbiamo imparato ad essere ieri. ‘Qui e ora’ ripetiamo, quasi del tutto inconsapevolmente, ciò che imparammo ‘lì e allora’. Questo è e questo potrebbe andare bene per tutta la vita. Quando, invece, sorgono problemi e sofferenza, individuale e nei rapporti interpersonali, allora è il momento di fare maggiore chiarezza.
Senti la sofferenza e provi varie strade per ridurla.
Senti il bisogno di aiuto e cerchi strumenti e possibilità diverse. Un amico, un parente, qualcuno che ti conosce e ti vuole bene. Un gruppo, un partner, la parrocchia, un libro di auto aiuto. Un cammino spirituale. Se non bastano queste strade, arrivi in psicoterapia.
In psicoterapia, impari ad osservare quello che c’è ma solitamente non vedi. Quello che ti guida da dentro, ma a cui solitamente non presti attenzione.
In psicoterapia, puoi imparare a conoscere il tuo modo di stare al mondo, con te stesso e con gli altri, appreso in passato e ripetuto innumerevoli volte fino a diventarne esperto. Sei esperto di te stesso (anche se quasi mai lo sai consapevolmente), ovviamente esperto di ciò che pratichi da sempre. Esperto delle tue miserie, dei tuoi modi di pensare, agire ed essere che hai imparato in antichità perché ti sono serviti, ma che oggi ti procurano più dolore che sollievo.
In psicoterapia, puoi conoscere te stesso, soprattutto i tuoi modelli ricorrenti di comportamento e relazione, ciò che fai da una vita, ma di cui sei poco consapevole. Conoscere le tue miserie per impegnarti a trasformarle nelle tue meraviglie. Nuovi modi di pensare, regolare le tue emozioni, trattare i tuoi bisogni, agire per i tuoi scopi, decidere per i tuoi obiettivi, scegliere per i tuoi sogni.
Quando senti l’espressione “conosci le tue miserie” a cosa ti fa pensare?
Quando senti l’espressione “puoi sempre trasformare le tue miserie in meraviglie” a cosa ti fa pensare?
Quello che pensi sulle tue miserie e sulle possibili meraviglie che puoi creare nella tua vita, in che modo può guidare le tue azioni, da oggi in poi e per il resto della tua vita?

Come puoi trasformare le tue miserie nelle tue meraviglie

Sei nella miseria quando confondi ciò che puoi controllare con ciò che non puoi controllare…
Sei nella miseria quando vuoi cambiare le altre persone…
Sei nella miseria quando ti perseguiti con giudizi feroci che non ti danno scampo…
Sei nella miseria quando sguazzi nella lamentela fine a se stessa…
Sei nella miseria quando indugi nella pretesa e non riesci mai ad essere soddisfatto…
Sei nella miseria quando continui a fare la vittima…
Sei nella miseria quando resti fermo ad aspettare che le cose arrivino da sole…
Sei nella miseria quando pensi troppo senza agire o agisci senza pensare…
Sei nella miseria quando metti sempre gli altri prima dei tuoi bisogni…
Sei nella miseria quando ti incastri in missioni impossibili…
Sei nella miseria quando ti aspetti che gli altri sentano, pensino e agiscano esattamente come fai tu…
Sei nella miseria quando ti ritrovi a sentirti o completamente impotente o addirittura onnipotente…
Sei nella miseria quando ti fai gestire dal tempo degli altri e il tempo a te non basta mai…
Sei nella miseria quando non riesci a comunicare efficacemente per risolvere i conflitti…
Sei nella miseria quando aggiungi dolore evitabile al dolore inevitabile…
Sei nella miseria quando vuoi tutto e pure subito…
Sei nella miseria quando dichiari di voler cambiare ma di fatto non fai niente di realmente efficace per ottenere ciò che desideri…
Sei nella miseria quando…
E sei anche nella miseria quando…
Ti vengono in mente altre miserie?
Insomma, quanto puoi esclamare: “sono proprio nella miseria!!!”?
E, soprattutto, come puoi trasformare le tue miserie, una, qualcuna o moltissime, nelle tue meravigliose meraviglie?

Comincia a riflettere sulle tue miserie…

Comincia a sentire le emozioni che provi quando sei nella miseria…

Comincia ad identificare quali sono i tuoi bisogni sani e realistici che da troppo tempo stai facendo aspettare…

E, soprattutto, alla luce di questa consapevolezza, comincia ad agire come non hai mai fatto…

Buon viaggio…

Quando hai deciso

Quando hai deciso che dovevi essere sempre perfetto per essere felice? Non lo hai deciso? Allora perché ogni volta che fai un errore ti dai addosso in modo feroce come se avessi infranto un patto di sangue con la vita?
Quando hai deciso che dovevi essere sempre forte? Non lo hai deciso? Allora perché quando vivi un momento di debolezza sei assalito dalla più sprezzante delle vergogne e tendi rifiutare la tua fragilità e a nasconderla a te stesso prima che agli altri?
Quando hai deciso che nella vita dovevi sempre accontentare gli altri? Non lo hai deciso? Allora perché in ogni occasione finisci sempre per farti in quattro per tutti e solo per te non resta mai niente?
Quando hai deciso che nella vita dovevi sempre e comunque correre e sforzarti oltre misura fino a trascurare i più basilari bisogni di quiete e riposo? Non lo hai deciso? Allora perché la tua giornata è scandita da mille impegni (dove ce ne vanno molti di meno) tranne che dall’impegno a prenderti cura di te?
Ti vengono in mente altri contratti che hai firmato con la vita e con te stesso?
Sembra l’uccello del malaugurio, in realtà è la saggezza dentro di te che ti dice: se continui a vivere all’interno di queste decisioni che porti avanti da una vita, prima o poi il prezzo che pagherai diventerà troppo grande rispetto ai vantaggi che ricavi da queste scelte.
La tua saggezza ti vuole invitare a prendere nuove decisioni. Ad investire il tuo tempo, le tue risorse, le tue energie in direzioni diverse da quelle che porti avanti da una vita e che oggi sono fonte di tanta tua sofferenza.
Pensa ad un’area della tua vita, ad un ruolo che incarni, ad una relazione. Poni l’attenzione ad un comportamento che tipicamente ti caratterizza in quell’ambito, addirittura ad una scelta che adotti da una vita… E dai a te stesso una diversa possibilità di agire… Un nuovo permesso a te stesso per cominciare da una piccola nuova azione a cambiare ciò che sembra scritto da una vita…

Trova i tuoi imperativi

TROVA I TUOI IMPERATIVI

Devo essere forte, sempre
Non devo cedere, assolutamente
Devo riuscire, sempre
Non devo commettere mai errori
Devo tenere tutto sotto controllo
Non devo chiedere aiuto
Devo sbrigarmi, sempre
Non devo adagiarmi, mai
Devo portare gli altri a fare ciò che io voglio
Non devo mostrare le mie difficoltà
Devo sforzarmi e anche di piu
Non devo esprimere le mie emozioni
Devo essere perfetto
Non devo deludere mai
Devo…
Non devo…
Trova altri esempi che ti riguardano più da vicino, oltre a quelli suggeriti… Trovali in quello che pensi e che fai ogni giorno… Trovali osservando con attenzione come ti comporti nelle relazioni… Alcuni possono saltare immediatamente agli occhi, altri sono più nascosti eppure enormemente potenti nel guidare la tua esperienza quotidiana e le tue azioni.

INDIVIDUA ALCUNE SITUAZIONI IN CUI FUNZIONI IN BASE A QUESTI IMPERATIVI ASSOLUTI… A casa, col partner, coi figli o con i genitori, con fratelli o con amici; al lavoro, con colleghi, capi o subordinati. Col vicino, col fruttivendolo, sui social. Con te stesso…

Chiediti (e rispondi): COSA SUCCEDEREBBE SE NON SEGUISSI QUESTO IMPERATIVO? QUALI EMOZIONI VIVREI? COSA PENSEREI?

FOCALIZZATI su uno (uno alla volta) e PROVA A NON SEGUIRLO… Verificando l’effetto che fa su di te (emozioni e pensieri) e sulle tue relazioni…

Fare questo ‘esperimento’ è utile per ottenere informazioni fondamentali su come funzioni in varie situazioni e relazioni, ti aiuta a comprendere il modo in cui, attraverso i tuoi pensieri e le tue azioni, arrivi a vivere emozioni di gioia e soddisfazione o, al contrario, di sofferenza e frustrazione.
Buon proseguimento…

Fosforo

Chissà se il pesce si interroga sull’acqua? Probabilmente no. Per quanto contenga molto fosforo, non arriva fino a tanto.
Interrogarsi su sé in relazione all’ambiente in cui si vive è fondamentale per comprendere il proprio funzionamento e quindi anche il modo in cui generiamo la nostra sofferenza e il nostro benessere.
Le nostre esperienze emotive, quelle felici e quelle stressanti, dipendono dal nostro comportamento all’interno del contesto in cui agiamo. Più nello specifico, a volte ci ritroviamo incastrati in certi meccanismi disfunzionali, individuali e nella relazione con altre persone. Ci siamo incastrati, forse un tempo, tanto tempo fa. Continuiamo a ripetere l’incastro da quel tempo e a tutt’oggi.
Che sia una questione di fosforo?! Non riusciamo a capire cosa ci fa soffrire, non riusciamo a districarci da meccanismi patologici, non riusciamo a liberarci da modalità relazionali e comportamenti attraverso cui ci auto-procuriamo sofferenza. Urgono esempi. Come quando tendi a compiacere gli altri. Come quando tendi ad essere sempre aggressivo con gli altri. Come quando sei borbottone vittimista e aspetti (e speri) che l’altro faccia quello che devi fare tu per risolvere i problemi. Come quando ti chiudi in te stesso. O quando eviti tutto per evitare il giudizio degli altri ed eviti di vivere. Come quando pretendi. Oppure offendi. O magari tendi ad essere perfetto in ogni relazione (ma senti di non riuscirci mai) o esigi dall’altro perfezione. E quando vuoi controllare l’incontrollabile. Quando dici sì anche se vorresti dire no. Quando fai sempre da solo e non chiedi mai aiuto. Quando vorresti cambiare, te stesso o le tue relazioni, pur continuando a fare sempre le stesse cose. Hai qualche altro esempio?
Forse il fosforo è la capacità di lavorare su se stessi, per accedere ad una nuova consapevolezza di sé utile per un comportamento più liberamente scelto.
Quando fai chiarezza sul tuo mondo interiore e su come funzioni nelle relazioni, puoi fare scelte responsabili e più in linea con i tuoi bisogni e desideri, tenendo conto delle tue paure e dei rischi che vuoi prenderti, se continuare ad agire al solito modo o se cominciare ad introdurre gradualmente cambiamenti nel tuo modo di pensare e agire.
Un principio pratico di cambiamento prevede che inizi a provarci. Trova un’area della tua vita dove credi di poter iniziare ora a cambiare qualcosa. Trova una relazione dove senti che è arrivato il momento giusto per introdurre qualche novità in quello che fai o in quello che dici. Trova qualcosa di nuovo e semplicemente prova a metterlo in atto: affronta ciò che eviti, chiedi invece di fare sempre da solo, permettiti di essere imperfetto, lascia un po’ di controllo, inizia a dire qualche no. Così tanto per iniziare, per sperimentare e capire ed imparare…