In un mondo che… Cosa devi fare tu…

In un mondo che è sempre più oscuro, fonte di confusione e pieno di incertezze, poche sono le certezze, chiare ed evidenti:
1. Se vuoi migliorare il tuo benessere, oltre che ridurre la tua sofferenza, devi agire su te stesso, impegnarti in prima persona per attivare cambiamenti.
2. Dai tuoi cambiamenti si attiveranno conseguenze ed influenze verso l’esterno, verso gli altri e l’ambiente.
3. Le vie del cambiamento sono infinite.
Ovvero:
A. Smetti di inseguire la missione impossibile di cambiare gli altri o aspettare che cambino. Il cambiamento esterno puoi desiderarlo, devi chiedere e agire per attivarlo, puoi sperare di ottenere ciò che chiedi, devi saper accettare anche i rifiuti, le frustrazioni e le delusioni.
B. Quando cambi tu, certamente gli altri avranno a che fare con una persona diversa e ciò potrà avere un’influenza più o meno grande sul loro comportamento, a volte positiva per te, a volte meno desiderabile. Questo è…
C. Puoi cambiare i tuoi comportamenti e le tue abitudini, puoi cambiare i tuoi pensieri e il tuo modo di pensare, puoi cambiare le tue emozioni e il tuo modo di esprimerle e governarle, puoi agire sulle tue sensazioni somatiche per attivare stati di benessere, puoi imparare a comunicare in modo più efficace con gli altri, puoi imparare a governare i conflitti interpersonali, puoi governare il tuo tempo in modo più consapevole e in linea coi tuoi bisogni e desideri. Puoi coltivare la tua spiritualità al servizio della tua evoluzione personale e chissà quanti altri cambiamenti puoi fare, in ogni ambito, ruolo e relazione della tua vita. La tua fantasia e creatività non hanno limiti…
E puoi anche leggere e trarre ispirazione per i tuoi cambiamenti da ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Ingolfamento

La domanda è: a che pro? La risposta non c’è o non è convincente.
Oggi ti invito a notare nella tua giornata quali sono le attività e le abitudini che ti ostini a compiere e mantenere anche se non sai proprio perché lo fai o la tua motivazione è debole. E comunque l’onere di farlo è diventato nel tempo molto più grande del beneficio che ne ricavi. Un esempio che accomuna molte persone potrebbe essere: perché continui a mantenere nell’armadio (con relativo cambio stagione) vestiti che sono anni che non metti? Soprattutto se non è la camicia che ti regalò il tuo primo partner o quella con cui ricordi una particolare esperienza. Ma sono tanti vestiti… Esempio simile può riguardare alcuni cassetti ingolfati. Oppure scrivere troppi post… Scrollare continuamente sui social… Correre di corsa… Fare switch tasking…
Inizia a notare nei vari ambiti della tua vita… A casa… A lavoro… In una particolare relazione (col tuo partner, con tuo figlio, con un genitore, con un collega, col fruttivendolo)… Trova l’ostinazione…
Perché lo fai? Qual è il senso? Come ti fa sentire farlo? Un senso non ce l’ha, come dice il poeta? No. Il senso ce l’ha! Il senso c’è, ma non si vede!
Allora, dopo la pratica del ‘notare queste tue ostinazioni’, te ne suggerisco una seconda: prendi una di queste tue abitudini e prova a cambiare qualcosa… Vedi tu cosa… Da dove puoi e vuoi cominciare… E vedi l’effetto che fa… (Come reagisci? Cosa senti? Cosa pensi?)… Potrebbe essere una pratica molto potente per la tua consapevolezza e chissà, se ti va, per alcuni cambiamenti…

A valle e a monte. La fuga impossibile

Perché continui a cercare di seppellire vive le tue emozioni dolorose piuttosto che cercare di comprendere e agire per modificare la situazione che le genera?
Si tratta di agire sui tuoi pensieri e sui tuoi comportamenti per fronteggiare le situazioni per te stressanti e fonte di sofferenza.
Questo è un modo possibile per descrivere in cosa consiste la cura del tuo stress e del tuo malessere.
Di solito ti impegni in strategie e soluzioni ‘a valle’ che ti danno l’illusione di aver risolto i tuoi problemi e di aver mandato via le tue emozioni dolorose, ma la sensazione dura poco e se non intervieni ‘a monte’ il malessere ci metterà poco a tornare, ancora più intenso e disturbante.
Quali sono questi tentativi illusori disfunzionali di autoregolazione emotiva?  Alcuni sono più consapevoli, altri meno per la persona che li adotta e nella funzione che svolgono. Alcuni sono scelti volontariamente, altri sono diventati automatismi. Ti fornisco qualche esempio. Compiacere gli altri, sottometterti, sacrificarti in modo eccessivo (per un timore spropositato del giudizio, di essere abbandonato e rifiutato). Cercare di essere perfetto, controllare tutto, lavorare in modo eccessivo, inseguire standard elevatissimi in ogni cosa tu faccia (al lavoro, come genitore, come partner, nel preparare una torta, nell’attività sportiva, ecc.). Evitare situazioni, persone e gruppi per paura di ciò che potrebbe accadere (critica, giudizio, esclusione, non sentirti all’altezza, ecc.). Rimuginare su ciò che potrebbe accadere, per tentare, illusoriamente, di prevedere ogni cosa e annullare ogni incertezza. Ruminare su quanto accaduto, restando comunque sempre insoddisfatto del significato attribuito agli eventi, al proprio e all’altrui comportamento. Abusare di sostanze e adottare comportamenti auto-lesivi e pericolosi in generale come tentativi fallimentari di anestesia emozionale. Comportamenti compulsivi quali: attività fisica, gioco d’azzardo, shopping, uso di Internet, uso dei social, alimentazione, sessualità, seduttività, aggressività.
Tutte queste strategie di fuga dal dolore finiscono per fartelo ritrovare sempre davanti. A lungo andare peggiorano la tua situazione fisica, emotiva e interpersonale, la tua qualità della vita.
Compreso questo funzionamento, non resta che smettere di adottare questi comportamenti disfunzionali, inutili, dannosi, autofrustranti. Se ci riesci, certamente la tua qualità di vita comincerà a volgere al meglio. Comincerai a comprendere meglio il senso di quei comportamenti e a trovare strade più utili per fronteggiare stress ed emozioni negative. Se trovi difficoltà e non riesci a cambiare in maniera sostanziale, allora probabilmente hai bisogno di un lavoro psicoterapeutico. Lo dice anche Alice in ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Prendi la tua personalità

Prendi la tua personalità, in particolare alcuni tratti tipici, ciò che ti caratterizza. Ad esempio, sei tendenzialmente: una persona mite o burrascosa, impulsivo o riflessivo, inibito emotivamente o notevolmente espressivo, ritirato e chiuso o sempre espansivo e al centro dell’attenzione. Sei perfezionista, tendi a controllare tutto, sei severo con te stesso e con gli altri. Sei compiacente verso ciò che gli altri si aspettano e ti chiedono, sottomesso rispetto alle pretese altrui.  Sei arrogante e pretenzioso o invece dipendente, volto al sacrificio in nome dei bisogni e delle esigenze degli altri. Conosci altri tratti caratteristici che vedi in te stesso o anche in altre persone?
Probabilmente solo per alcune, molto poche, di queste caratteristiche che definiscono il tuo stile di personalità puoi dire che ci sei nato. La maggior parte le hai apprese da piccolo e consolidate nel tempo. Perché proprio quelle? Perché hai scoperto che servivano, ti servivano, svolgevano una funzione per te importante, magari ti permettevano di sentirti amato e di sentire soddisfatti altri tuoi bisogni di apprezzamento, protezione, appartenenza, ecc. Così hai imparato ad essere proprio in quel modo. In parte è diventato automatico, in parte è qualcosa che scegli, scegli strategicamente di comportarti in un certo modo quando credi ti serva a soddisfare certi tuoi bisogni.
A volte, però, succede che questi tratti di personalità e modi tipici di comportarti diventino rigidi, eccessivi, non adattivi per te, disfunzionali. Finiscono per crearti frustrazione e stress, problemi nelle relazioni e magari ti portano a sviluppare sintomi psicopatologici: ansia, panico, depressione, ossessioni, dipendenze, ecc.
Quando la sofferenza diventa eccessiva e non riesci a lenirla, quando riconosci che alcuni tuoi comportamenti ti creano problemi, ma non riesci a modificare niente delle tue azioni, è probabile che tu abbia bisogno di un lavoro psicoterapeutico. Questo lavoro di cura di te a quel punto si basa su una domanda guida: perché faccio quello che faccio nonostante il prezzo che pago sia ormai maggiore dei benefici che ne traggo?
Inizia l’esplorazione, anche prima di iniziare una terapia. Quali bisogni stai cercando di soddisfare con quel tuo rigido comportamento? Quali credenze, idee, pensieri e scopi possono rendere ragione dei tuoi comportamenti? Puoi trovare alternative di comportamento più sane per raggiungere i tuoi scopi? O forse devi modificare alcuni scopi che cerchi di raggiungere e i pensieri che li sostengono?
In ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line, troverai diversi esercizi e attivazioni che ti aiuteranno a conoscere meglio il senso di alcuni tuoi comportamenti ripetitivi e a trovare alternative oggi per te più utili a raggiungere i tuoi scopi e soddisfare i tuoi bisogni.

Quando ti sembra di vivere sempre lo stesso giorno

Quando ti sembra di vivere sempre lo stesso giorno … Chiediti cosa devi fare per vivere un altro giorno… E fallo!
Identifica quelle situazioni e relazioni in cui tendono a ripetersi continuamente certi scenari per te insoddisfacenti.
Identifica cosa è insoddisfacente per te e cosa dovrebbe accadere per migliorare la situazione. Quali emozioni provi? Quali bisogni senti insoddisfatti? Quali pensieri fai per cercare di comprendere la situazione? Quali idee hai su cosa potrebbe migliorare il tuo grado di soddisfazione?
Esplorato e chiarito tutto ciò, individua cosa puoi e devi fare tu per cominciare a cambiare alcuni aspetti della situazione. E inizia a fare effettivamente qualcosa di diverso: comportamenti diversi, modi di esprimerti diversi, richieste che non hai mai fatto, ‘no’ che non hai mai detto, permessi che non ti sei mai dato.
Iniziando nuove azioni certamente otterrai alcuni risultati: cambierai qualcosa di te stesso, potrai influenzare il cambiamento di altri, potrai godere di nuove soddisfazioni, potrai incontrare paure che ti faranno comprendere meglio te stesso (cosa vuoi veramente e cosa vuoi evitare), potrai fare errori da cui imparare, potrai incontrare ostacoli grazie ai quali crescere. Potrai andare avanti in base all’esperienza fatta e procedere in direzione della vita che vuoi, imparando a godere di quanto raggiunto, a cercare di superare i tuoi limiti e imparando anche a rispettare quelli oltre i quali non vuoi o non puoi o non riesci ad andare.
Questa è la traccia, ora sta a te, tracciare il sentiero, nei vari ambiti di vita, trovare situazioni insoddisfacenti da cui partire verso situazioni gratificanti da creare.
A me non resta che fornirti un ulteriore aiuto, suggerirti ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Tu sei il frutto di…

Sembra scontato: noi siamo il risultato delle nostre decisioni. Siamo l’esito delle nostre azioni. Siamo il frutto delle abitudini che abbiamo strutturato nel tempo. È scontato? È fondamentale riconoscere l’importanza di questo pensiero!
Inizia a notare alcune tue DECISIONI che hai preso e dove ti hanno portato… Tanto tempo fa o anche solo ieri… A casa, in famiglia, a scuola, al lavoro, con gli amici, nello sport o in altri ambiti della tua vita…
Inizia a notare alcune AZIONI che hai compiuto e cosa hai ottenuto…
Inizia a notare alcune ABITUDINI che ti caratterizzano, a cosa ti servono e dove ti portano…
Le scelte che compiamo, i comportamenti che adottiamo, le nostre abitudini disegnano la vita che viviamo, le esperienze che facciamo, gli scopi che raggiungiamo. Il nostro grado di benessere e felicità e anche la nostra sofferenza e il nostro malessere.
Torna a guardare con attenzione alcune aree della tua vita attuale per notare in che modo azioni, abitudini e decisioni sono legate al tuo grado di soddisfazione o frustrazione.
Nota con attenzione, in particolare, e annota per iscritto quali tuoi BISOGNI restano insoddisfatti nella tua vita personale, affettiva, lavorativa, nelle tue relazioni. Quali DESIDERI vorresti realizzare, ma non ci riesci, quali tuoi SCOPI importanti sono ancora lontani da raggiungere. E chiediti: quali DECISIONI dovrei prendere per avvicinare la realtà al mio desiderio? Quali COMPORTAMENTI dovrei cominciare ad adottare? Quali ABITUDINI dovrei modificare e quali altre abitudini dovrei cominciare a fare mie?
Rifletti il giusto, allora, e comincia ad agire partendo da nuove piccole azioni con cui partire nel tuo personalissimo cammino da dove sei ora a dove vorresti trovarti tra un po’…
In ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line, la protagonista inizia il suo viaggio esplorando le sue miserie e incontra gradualmente le sue meraviglie…

Momenti e momenti

In un certo momento della nostra vita abbiamo vissuto certe esperienze che ci hanno indotto ad utilizzare certe strategie per adattarci a quelle condizioni. Ad esempio, se tuo padre ti picchiava quando urlavi, di gioia o di entusiasmo o anche di rabbia e paura, è possibile che tu abbia imparato a non urlare come strategia di sopravvivenza fisica ed emotiva cioè per ottenere il massimo possibile, date quelle condizioni, di vicinanza, calore, protezione, amore, approvazione, stima, sostegno, incoraggiamento. Se, invece, quando esprimevi la tua vitalità, tua madre si mostrava ansiosa, dopo qualche volta hai probabilmente scelto di spegnere la tua energia vitale. Sempre per ottenere amore, approvazione, supporto.
Sia in condizioni palesemente traumatizzanti che in altre meno estreme, abbiamo imparato tutti a comportarci e pensare e intrattenere relazioni che nel tempo sono diventate automatismi, tendenze a ripetere lo stesso schema precocemente trovato, inventato, appreso. Questa ripetizione schematica è diventata nel tempo il nostro marchio di fabbrica, ‘il nostro carattere o personalità o modo di essere tipico ‘, in cui ci riconosciamo e siamo abituati ad essere riconosciuti…
I problemi sorgono quando, prima o poi, ciò che è stato adattivo allora non è più funzionale oggi. Quando oggi, per adattarci e per risolvere problemi e per vivere buone relazioni, sarebbe utile pensare ed agire in modi che però allora scegliemmo di ‘seppellire’ perché non erano approvati da chi si è preso cura di noi. Li avremmo delusi. Temevamo di deluderli. Quindi imparammo a utilizzare certe strategie ma non altre, decidemmo di reprimere ciò che oggi ci sarebbe invece d’aiuto.
Questo stato delle cose oggi porta, prima o poi, a stare male, a sviluppare sintomi, ad avere problemi nelle relazioni, a farci rifugiare in comportamenti di dipendenza. E potrebbe essere necessario chiedere un aiuto terapeutico.
In psicoterapia, nella diversità evidentemente di ogni situazione di vita personale, si cercherà prima di tutto di diventare consapevoli dei meccanismi ripetitivi fonte di sofferenza. Non necessariamente, ma quasi certamente si cercherà di inquadrare questi schemi all’interno della propria storia evolutiva, entro la quale possono acquisire un senso. E si cercherà di liberare ciò che è rimasto bloccato, per imparare a praticare modi più utili per vivere la vita oggi.

Ostaggio

Di solito sei ostaggio di alcuni meccanismi che ti fanno soffrire.
Ostaggio di automatismi dell’azione: abitudini radicate, dipendenze comportamentali.
Ostaggio di automatismi del pensiero: nei contenuti (catastrofizzare eventi solo spiacevoli, terribilizzare qualcosa che è doloroso ma non ti distrugge, considerare insopportabile qualcosa di stressante ma che puoi imparare a sostenere e magari a superare, essere schiavo di ciò che senti che devi assolutamente fare) e nei processi di pensiero: rimuginare su un futuro incerto che tenti in modo illusorio di prevedere e controllare totalmente, ruminare su un passato su cui oramai non puoi intervenire, se non nel modo in cui ora lo elabori per renderlo digeribile.
Ostaggio di automatismi delle emozioni: reazioni disregolate, impulsività, trattenere le emozioni, reprimere ciò che senti.
Ostaggio di automatismi relazionali: tendenza a vivere certe relazioni sempre allo stesso modo, tutte le relazioni sempre con un esito insoddisfacente.
Hai esempi di questi ostaggi nella tua vita?
Come te li spieghi?
Quali bisogni cerchi di soddisfare attraverso quegli automatismi che pure ti fanno soffrire?
Potresti trovare altri modi più sani per soddisfare quei tuoi bisogni? O forse devi rivisitare alcuni dei tuoi bisogni, dei tuoi scopi e delle tue aspettative verso gli altri e verso te stesso?
Direi basta con le mie domande. E ora che inizi a trovare le tue risposte. Potresti aver bisogno di un percorso terapeutico o magari iniziare a farti aiutare dalla lettura di ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Focalizzare

Lo sai perché soffri? E lo sai perché continui a soffrire? E perché è così complicato per te migliorare il tuo benessere?
Forse è una questione di focus. Forse ti concentri su aspetti che ti sono poco utili per alimentare il tuo benessere e il cambiamento delle situazioni insoddisfacenti della tua vita.
Forse… Ma non ne sei pienamente consapevole…
Forse vuoi controllare ciò che non puoi controllare…
Forse vuoi cambiare le altre persone…
Forse continui ad essere preda della ferocia del tiranno interiore…
Forse continui a lamentarti senza mai passare ad altre azioni più utili ed efficaci…
Forse continui a schivare l’assunzione di responsabilità diretta sul cambiamento delle tue condizioni di vita…
Forse continui a restare incastrato nella pretesa di qualcosa che non arriva mai…
Forse non stai chiedendo ciò di cui hai bisogno…
Forse sei schiacciato dalle richieste altrui e non riesci a dire no, a mettere limiti e a proteggere i confini personali dalle invasioni e pretese altrui…
Forse stai riflettendo senza mai passare all’azione…
Forse stai agendo in modo impulsivo senza considerare affatto le conseguenze del tuo agire…
Forse ti stai facendo guidare dai bisogni degli altri e dal tuo bisogno di approvazione e stai trascurando altri tuoi bisogni importanti…
Forse stai aspettando che gli altri capiscano quello che “dovrebbero capire”, ma sei tu che non hai ancora capito che gli altri non stanno al mondo per essere come tu li vuoi…
Forse sei vittima del tuo sentirti irrealisticamente onnipotente o forse anche del tuo sentirti altrettanto irrealisticamente impotente…
Forse ritieni che il tuo modo di pensare e agire sia universale e tutti dovrebbero pensare e agire come fai tu…
Forse vuoi tutto e subito, vuoi controllare tutto e tutti, vorresti essere perfetto e che tutto fosse perfetto, forse sei impegnato in queste ed altre ‘missioni impossibili’…
Forse per te tutto è importante e tutto è urgente e a niente riesci a rinunciare…
Forse non sei in grado di comunicare in modo efficace: non ascolti gli altri, non ascolti te stesso, non riesci a conoscere né ad esprimere i tuoi pensieri, le tue emozioni, i tuoi bisogni…
Forse sei solito aggiungere ‘dolore evitabile’ a ciò che di doloroso la vita ti presenta…
Forse vorresti cambiare le tue condizioni di vita… Ma senza cambiare niente di te…
Forse ti ostini a voler cambiare ciò che devi imparare ad accettare…
O, forse, più semplicemente, ancora non hai letto ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.
Leggere un libro può ispirarti in direzione del tuo benessere… Forse… Se lo accompagni dalla consapevolezza utile che ti porta ad agire in prima persona come non hai fatto prima…

Bombardamento … … … … … … Stress e cura di sé.

Quando è stata l’ultima volta che hai riso di gusto? Quante volte al giorno ridi di pancia? Quanto tempo impieghi al giorno per il tuo rilassamento? E per il tuo benessere fisico, emotivo e spirituale? Quanto sono nutrienti le tue relazioni quotidiane? Ti concedi tempo per perdere tempo?
La quotidianità, più o meno per tutti, è un bombardamento di stimoli, informazioni, richieste, pressioni, aspettative, pretese, esigenze degli altri, obblighi, doveri … … … … … …
Se ci avanzano tempo ed e energia, la tua mente è occupata anche da qualche tuo bisogno o desiderio.
Sì, proprio un bombardamento … … … … … …
Spero tu lo possa solo immaginare, magari te lo hanno raccontato o lo hai visto in un video … … … … … …
E ti devi salvare … … … … … …
Sei in uno stato di allerta, di allarme continuo, ti attivi, cerchi di rispondere al meglio … … … … … …
Alcune richieste le schivi, ad altre rispondi in maniera adeguata, altre le ignori, quando ci riesci, impari a dire qualche no, qualcosa la deleghi, ad altre ti accontenti di rispondere in maniera tranquilla, senza dover essere necessariamente iperperformante. Qualcosa riesci a rimandarla senza troppi problemi. Ma il bombardamento è incessante… … … … … …
Continui a reagire … … … … … … 
Cerchi di farcela al meglio … … … … … …
Continui a resistere … … … … … …
Almeno ci provi … … … … … …
Ma le bombe continuano … … … … … …
E gradualmente ti incammini sulla strada dell’esaurimento psicofisico … … … … … …
Il tuo corpo e la tua mente si sono organizzati per far fronte alla minaccia, al pericolo … … … … … …
Ma il tuo sistema di difesa sta cedendo … … … … … …
Arriva il collasso … … … … … …
Questo è lo stress … … … … … …
Lo stress è una reazione iniziale di adattamento sano, in cui cerchi di rispondere al meglio delle tue risorse e possibilità. Adattamento che gradualmente esita in un disadattamento carico di conseguenze a livello di sintomi fisici, psicologici e interpersonali … … … … … …
Prima ti attivi, TI MOBILITI SOTTO I COLPI DELLA PAURA, dell’ansia, del dover rispondere in maniera efficace ed efficiente, sei in allarme costantemente … … … … … …
Poi TI BLOCCHI, LA PAURA TI IMMOBILIZZA, fino a congelarti, collassi, cadi in una specie di morte e spegnimento vitale, cedi ad una finta morte per non morire davvero … … … … … …
E i tuoi bisogni? Li avevamo appena accennati sotto il bombardamento … … … … … …
Di cosa hai bisogno quando sei sotto le bombe? … … … … … …
Hai bisogno, prima di ogni altra cosa, di tornare a sentirti in sicurezza. Niente più bombe. Oltre le bombe.
La cura dello stress quotidiano passa da qui: MOBILITARSI NELLA SICUREZZA E NELLA GIOIA. Recuperare sensazioni di sicurezza, stati corporei e mentali di sicurezza, condizioni personali e interpersonali di sicurezza.
Recuperare un ascolto attento del nostro corpo, delle nostre sensazioni ed emozioni, dei nostri bisogni e desideri più autentici e vitali. Non quelli legati a cercare l’approvazione degli altri e il loro ‘benvolere condizionato’. Non quelli legati a primeggiare in modo spietato e malato.
Recuperare, quindi, vicinanza, calore e conforto.
Agire guidati dall’amore per sé e per gli altri. Dalla compassione per la sofferenza, propria e degli altri.
Attivare condivisione, ascolto reciproco ed empatia non giudicante.
Riattivare curiosità, esplorazione e gioco.
Ecco la cura dello stress!
Come?
Creativamente. CreAttivamente. In infiniti modi. Tutti quelli che riesci a trovare e che vanno bene per te e per le tue relazioni, nel contesto della vita che vivi, della persona che sei, delle risorse che puoi attivare in direzione della vita che vuoi.
Questa l’ispirazione. A noi tutti l’azione concreta!
Tre suggerimenti pratici (o quasi):
1. Inizia a fare ciò che ti dà gioia, vitalità, entusiasmo (potrebbe aiutarti rileggere le domande iniziali di questo post).
2. Ignora la voce interna che ti dice che non hai tempo e quella che ti accusa di colpevolezza.
3. Agisci con coraggio cioè sfidando la paura, parti dalla paura più piccola e procedi in avanti. Verifica ciò che succede, correggi il tiro e vai avanti.
O preferisci le bombe?