Dal masticare al masticazzi

A volte il masticare è proprio amaro, caro. Spesso, cara, come ben saprai da tante fonti, la vita non fa sconti. Stress e delusioni, ingiustizie e rotture di… scatole…
Allora ecco cosa ti suggerisco oggi (e per tutto il resto della tua vita).
SCEGLI DI PASSARE DAL MASTICARE AL MASTICAZZI. Un’ispirazione generale per ciascuno di noi, per il proprio percorso di cura di sé ed evoluzione personale. Puoi farlo attraverso la psicoterapia così come attraverso innumerevoli altre strade e strumenti al servizio della tua consapevolezza e responsabilità…
Scegli di passare dal rimuginare e ruminare (su sintomi, pensieri, preoccupazioni, rabbia, angoscia, conflitti, relazioni insoddisfacenti, ecc.) all’assunzione di un atteggiamento più sano e utile verso problemi, stress, conflitti, frustrazioni e delusioni.
Puoi pensarci all’infinito, masticare catene di pensieri con cui tu stesso ti imprigioni legato al palo, bloccato, incapace di muoverti e di un reale comportamento efficace alla soluzione dei problemi.
Il masticazzi, invece, ti propone diverse opzioni, strade da percorrere, scelte, attività da praticare:
– Smettere di pensarci senza mai agire. Smetti dunque di riflettere per riflettere alla ricerca di una soluzione che non arriva mai (perché rivolta ad un futuro sempre comunque incerto o ad un passato che non puoi modificare); inizia invece a riflettere per agire al presente e verificare l’esito delle tue azioni.
– Continuare progressivamente ad adottare azioni concrete e specifiche per avvicinare il più possibile la situazione reale a quella desiderata.
– Accettare quella quota di scarto ineliminabile tra reale e ideale (non puoi ottenere sempre e tutto ciò che vuoi; continua a provarci, ma impara anche a riconoscere e rispettare il limite e un certo grado di impotenza).
– Impegnarti a cambiare ciò che è in tuo potere: i tuoi pensieri, le tue azioni, le tue emozioni fino a quando ci riesci (anche il controllo di sé non è assoluto).
– Attivare la compassione (verso te stesso, verso gli altri, dagli altri).
– Prima di tutto dare a te stesso il permesso di ricevere la compassione da parte degli altri (amore, accudimento, tenerezza, comprensione, gentilezza, assenza di giudizio). Sai farlo? Non è così scontato…
– Essere compassionevole verso te stesso: gentile invece che giudicante, usando l’autocritica nella misura in cui ti è utile a farti correggere gli errori senza torturarti in modo spietato.
– Essere compassionevole con gli altri: siamo tutti sulla stessa barca, tutti esseri imperfetti che cercano di cavarsela al meglio, tutti meritevoli di perdono, anche e soprattutto quando dobbiamo pagare il prezzo delle conseguenze delle nostre scelte.
– Spostare l’attenzione da immagini e pensieri di stress e minaccia ad immagini compassionevoli: pensieri, fantasie, ricordi, previsioni di amore e vicinanza, abbracci e calore, forza e saggezza, curiosità e gioco, calma e sicurezza. Sosta il più possibile con la tua mente su queste immagini fonte di conforto, rassicurazione, calma, serenità, pace interiore, gioia e vitalità. Attingi alle tue esperienze o sbizzarrisciti con la tua immaginazione per trovare queste immagini.
– Assumersi la responsabilità di quello che pensiamo, che facciamo e che scegliamo in base ai nostri valori ovvero: fatti carico in pieno di come scegli di stare al mondo e nelle relazioni, momento per momento.
– Assumersi veramente la ‘responsabilità compassionevole’ ovvero darsi il permesso di praticare il bene verso se stessi e verso gli altri, a cominciare dal definire ciò che vuol dire per te Bene, Amore ed Allegria…
Nonostante la vita possa essere tremendamente dolorosa, ciascuno di noi può sempre accedere ad altre possibilità…
E quando la scelta si fa dura e sorge la paura, fatti aiutare dalla lettura… Puoi iniziare, tanto per darti un suggerimento, da ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Cambiare senza cambiare

Se io ti chiedessi come vorresti essere tra 3 o 5 anni, probabilmente tireresti fuori una serie di desideri riguardanti uno o più ambiti della tua vita… Negli affetti e al lavoro; come coppia, come genitore e come figlio; nelle amicizie e nel tempo ricreativo, ecc.  Più di questo e meno di quello… Meglio in questo… Più rilassato qui… Più brillante là… E forse verrebbe fuori anche qualche area della tua vita in cui tra qualche anno vorresti essere e sentirti proprio come ti senti ora… Appagato… Realizzato… Pieno… Sereno… Ecc.
Questa lista di desideri, avrai intuito, potrebbe essere una mappa che da ora in poi ti potrebbe guidare per comprendere al meglio cosa dovresti fare per realizzarli… Cosa pensare… Cosa fare… Con quali risorse e strategie… Con quali aiuti… Sempre con la responsabilità in prima persona e la consapevolezza che il vero cambiamento parte dal cambiare se stessi e non la realtà esterna a noi…
Al tempo stesso, probabilmente, questa lista di desideri, nel mentre ci impegniamo a raggiungerli, ci metterebbe in contatto con le nostre paure… Piccole e grandi…
Molto probabilmente, le paure più grandi sarebbero, pur nella diversità da caso a caso:
1. La paura di non riconoscersi e di non essere riconosciuti dagli altri (perdita del senso di identità individuale e sociale: chi sono? Chi diventerei?)
2. La paura di perdere i benefici della situazione attuale, anche quando insoddisfacente (paura di lasciare l’usato garantito a favore del nuovo pieno di incertezza)
3. La paura di perdere amore e stima (da parte degli altri e da parte di sé) legate agli equilibri attuali, anche se pieni di dolore e frustrazione.

Queste tre grandi categorie di paure spiegano perché ‘LE PERSONE VOGLIONO CAMBIARE SENZA CAMBIARE’ (una delle miserie che sottende tutte le altre miserie della nostra umana esperienza e umana imperfezione) e perché nonostante si dichiarino intenzionate al cambiamento abbiano molte resistenze a realizzarlo.
Sulla base di questa consapevolezza che la persona matura in terapia, si inizia un percorso graduale ed effettivo di cambiamento.
Intanto potresti iniziare dalla lettura di ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.

Un’idea sulla psicoterapia

La persona arriva a chiedere un aiuto psicoterapeutico perché da sola o con le risorse del suo contesto sociale e affettivo non è riuscita ad alleviare la sua sofferenza.
Arriva in terapia con sintomi e malesseri vari, fisici, emotivi, interpersonali. È più o meno consapevole dei motivi della sua sofferenza e ancora meno consapevole del ‘manuale di istruzioni’ che segue per arrivare a soffrire.
È un manuale appreso chissà quando, consolidato nel tempo e che prevede alcuni modi tipici di pensare, agire, intrattenere relazioni e gestire lo stress fisico ed emotivo.
La terapia prevede tre fasi o tre aspetti tra loro interconnessi e che si richiamano continuamente:
1. Conoscere il manuale di istruzioni.
2. Riscrivere alcune parti di questo manuale di istruzioni.
3. Mettere alla prova le nuove regole fino a consolidarne di nuove e più utili al proprio benessere.
Soprattutto nelle relazioni interpersonali, che tanta parte giocano nella sofferenza, la persona arriva con un manuale del tipo:
– Ho un desiderio o bisogno
– Cerco di soddisfarlo
– Incontro la frustrazione e la delusione
– Tento di reagire in modo utile a ridurre frustrazione e delusione
– Finisco, mio malgrado, per mantenerle ed alimentarle.
All’inizio, dunque, terapeuta e paziente cercano di comprendere nel dettaglio come funziona questo ‘manuale di sofferenza’.
Per arrivare a scrivere un ‘manuale di soddisfazione’, serenità e benessere che funziona così:
– Ho un desiderio o bisogno
– Cerco di soddisfarlo
– A fronte della solita frustrazione e delusione
– Inizio io a dare risposte diverse a questi stati di insoddisfazione
– Agendo diversamente, ottengo probabilmente risposte diverse dall’esterno, comunque ottengo informazioni e sulla base delle nuove informazioni raccolte agirò di conseguenza, fino a raggiungere la massima soddisfazione possibile, cambiando ciò che posso cambiare e accettando ciò che devo accettare.
In sintesi: a fronte del tuo desiderio/bisogno frustrato e delle tue aspettative deluse, inizia a fare qualcosa di diverso dal solito, perlomeno provaci e verifica cosa succede, ad esempio:
– affronta invece di evitare
– confrontati invece di ritirarti
– apriti invece di chiuderti
– dì no, invece che compiacere
– parla invece di restare in silenzio
– comunica in modo rispettoso invece che violento
– esprimi i tuoi pensieri invece che nasconderti
– cerca di restare lucido invece che stordirti
– mantieni il contatto con le tue emozioni invece che fuggirle
– arrabbiati sanamente invece che sottometterti
– affronta con fiducia nei tuoi mezzi invece di rimuginare
– risolvi invece di ruminare
–  agisci invece di fantasticare.
Hai qualche altro esempio?
Provando a cambiare qualcosa certamente cambia qualcosa. E dalla consapevolezza che potrai acquisire da questi cambiamenti scaturiranno nuove possibilità per il tuo benessere…

39. Estate meravigliosa. Autoregolazione

Cosa non ti permetti di fare ORA seguendo una regola appresa ALLORA?
Potrai certamente trovare, in diversi ambiti di vita e nelle relazioni, alcuni tuoi modi di funzionare (pensare e agire) che seguono regole che hai imparato tanto tempo fa, in cambio di amore e stima da parte di chi ti ha cresciuto. E di cui non sempre sei consapevole. Anzi quasi mai. Alcune di queste regole sono utili e sensate ancora oggi, altre puoi certamente scartarle o rivisitarle per armonizzarle alla persona che sei oggi, coi tuoi valori, obiettivi, bisogni e desideri.
Oggi, per la tua meraviglia, ti suggerisco:
TROVA LE REGOLE INTERIORI CHE TI HANNO GUIDATO PER UNA VITA E, UNA PER UNA, UN PASSO ALLA VOLTA, INIZIA A RISCRIVERLE, AD ADATTARLE ALLA PERSONA CHE SEI OGGI…
Magari per questo tuo impegno puoi farti aiutare anche dalla lettura del mio libro, ‘Alice nel paese delle miserie’, puoi ordinarlo direttamente in libreria oppure on line.

34. Estate meravigliosa. Io (non) piango

“Io nun piango pe’ quarcuno che more,
Non l’ho fatto manco pe ‘n genitore
Che morenno m’ha ‘nsegnato a pensare,
Non lo faccio per un altro che more.
Io nun piango quanno scoppia ‘na guera,
Er coraggio de’ l’eroi stesi in tera,
Io lo premio co’ du’ fiori de serra,
Ma nun piango quanno scoppia ‘na guera.
Io piango, quanno casco nello sguardo
De’ ‘n cane vagabondo perché,
Ce somijamo in modo assurdo,
Semo due soli al monno.
Me perdo, in quell’occhi senza nome
Che cercano padrone,
In quella faccia de malinconia,
Che chiede compagnia.
Io nun piango quanno ‘n omo s’ammazza,
Il suo sangue nun me fa tenerezza,
Manco se allagasse tutta ‘na piazza,
Io non piango quanno ‘n omo s’ammazza.
Ma piango, io piango sulle nostre vite,
Due vite violentate.
A noi, risposte mai ne abbiamo date,
Ecco perché la sete…
Io piango, su tutto er tempo che ce resta
E me ce sento male.
Domani, se non sbajo è la tua festa;
La prima senza viole… la prima senza viole… la prima senza viole…”
Dalla poesia del Califfo, per la tua vita meravigliosa, oggi ti suggerisco:
DAI A TE STESSO IL PERMESSO DI PIANGERE…
PIANGI PER CIÒ CHE TI FA PIANGERE…
CERCA COSA TI FA PIANGERE… E LASCIATI ANDARE AD UN PIANTO LIBERATORIO…
Pianto di dolore e di paura, di rabbia e tristezza, di solitudine e angoscia, ma anche di gioia ed eccitazione, di amore e gratitudine. Insomma, pianto di emozioni…
Il pianto è il comportamento comunicativo fondamentale del neonato e del bambino. Ma ad un certo punto tutti, chi più chi meno, abbiamo imparato a non piangere, a ‘scegliere’ di non piangere seguendo regole e dettami provenienti dai grandi. Abbiamo bisogno di amore, accettazione e stima e per questo, tra le altre cose, abbiamo appreso la regola “non devi piangere”.
La crescita personale passa anche attraverso il superamento dei divieti imposti allora, ormai anacronistici, ma che continuiamo ad auto-imporci ora. Lo espongo in tanti esempi anche in ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line.
Ah, Ah, Ah, dimenticavo: ogni tanto, anzi spesso, ogniqualvolta ne senti il bisogno o semplicemente lo desideri, lasciati anche andare a tante grasse, ricche e rigeneranti risate… Ah, Ah, Ah… Ah, Ah, Ah… Ah, Ah, Ah… … … Uuuuuuuuu….

31. Estate meravigliosa. Trasforma la tua critica nell’espressione del tuo bisogno

Potrai certamente notare anche tu che molti nostri scambi nelle relazioni quotidiane sono pieni di critiche, rimproveri e giudizi che, non proprio amorevolmente, siamo abituati, chi più chi meno, a far circolare nelle nostre comunicazioni. In famiglia e al lavoro, con gli amici e anche con noi stessi…
Le critiche fanno bene se sono espresse in modo rispettoso e mirato a far crescere la persona a cui sono indirizzate…
Le critiche fanno male se sono espresse, più o meno consapevolmente, con aggressività, rabbia e disprezzo che, direttamente o indirettamente, esprimono la frustrazione di chi le sputa come veleno…
Quando c’è frustrazione c’è sempre un bisogno non ascoltato e non appagato…
Allora oggi, per la tua vita meravigliosa, ti suggerisco:
TRASFORMA LA TUA CRITICA NELL’ESPRESSIONE DEL TUO BISOGNO!
Invece di criticare, svalutare, attaccare, aggredire, colpevolizzare, disprezzare, rimproverare e via giudicando, cogli, nei tuoi pensieri, nelle tue emozioni e nelle tue espressioni, qual è il tuo bisogno frustrato e portalo in maniera esplicita all’altro, magari meglio se accompagnato da una richiesta specifica e concreta che puoi fare alla persona affinché possa agire per la soddisfazione del tuo bisogno.
Questo suggerimento non è garanzia di sicuro successo e soddisfazione del bisogno, ma certamente porta almeno tre risultati:
1. Riduci in modo significativo il veleno reciproco…
2. Comprendi meglio cosa vuoi veramente…
3. Capisci come procedere in maniera efficace in direzione della tua soddisfazione…
Se non ti basta allora puoi anche iniziare a leggere ‘Alice nel paese delle miserie’, ordinandolo direttamente in libreria oppure on line.

27. Estate meravigliosa. Il valore del tempo

Per scoprire il valore di un anno, chiedi a uno studente che è stato bocciato all’esame finale…
Per scoprire il valore di un mese, chiedi a una madre che ha messo al mondo un bambino troppo presto…
Per scoprire il valore di una settimana, chiedi all’editore di una rivista settimanale…
Per scoprire il valore di un’ora, chiedi agli innamorati che stanno aspettando di vedersi…

Per scoprire il valore di un minuto, chiedi a qualcuno che ha appena perso il treno…
Per scoprire il valore di un secondo, chiedi a qualcuno che è sopravvissuto a un incidente…
Per scoprire il valore di un centesimo di secondo chiedi ad un atleta che alle Olimpiadi ha vinto la medaglia d’argento…
Per la tua vita meravigliosa, DIVENTA CONSAPEVOLE DI COME USI IL TEMPO.
Diventa padrone del tuo tempo.
Diventa consapevole di come usi il tempo per soddisfare i tuoi bisogni. E di come disperdi il tempo per stare dietro ai bisogni degli altri, senza ricavarne un reale nutrimento della relazione e del benessere reciproco.
Inizia a notare come usi il tuo tempo per curare alcuni aspetti della tua vita… E per trascurarne altri…

Consapevole che QUELLO CHE FAI È QUELLO CHE SCEGLI E QUELLO CHE SCEGLI È QUELLO CHE VUOI, inizia ora ad agire in base a questa consapevolezza…
E se vuoi un ultimo consiglio per il buon uso del tuo tempo… Inizia a leggere ‘Alice nel paese delle miserie’: puoi ordinarlo direttamente in libreria oppure on line…

8. Estate meravigliosa. Le tue miserie e le tue meraviglie

Quando inizi a leggere ‘Alice nel paese delle miserie’ (eventualmente ancora non l’avessi preso, ti ricordo che puoi ordinarlo direttamente in libreria oppure on line), ti rendi conto che quell’Alice sei proprio tu…
Quando ti immergi gradualmente nella lettura, ti rendi conto che quel libro potresti averlo scritto anche tu, proprio tu, una Alice unica ed originale che si confronta quotidianamente con alcune miserie personali, con alcuni modi di pensare e agire, di gestire emozioni e relazioni, di fronteggiare imprevisti e incertezza, rimorsi e rimpianti, piccoli e grandi stress quotidiani.
Alla fine del viaggio di Alice, ti rendi conto che sei sempre tu, ma non sei più la stessa persona. L’esterno è più o meno lo stesso, ma tu hai acquisito molteplici strumenti e possibilità di fronteggiarlo e padroneggiarlo.
Allora oggi ti suggerisco:
NOTA LE TUE MISERIE… Riconosci i tuoi modi di funzionare (pensare, sentire, agire) che ti procurano stress ed emozioni dolorose… Eventualmente fatti accompagnare da una persona cara e fidata che ti può aiutare a riconoscere le varie forme del tuo malessere quotidiano…
Quindi… IDENTIFICA LE TUE MERAVIGLIE… Cosa già stai facendo che funziona e che genera la tua felice serenità… E anche ciò che potresti cominciare a fare (da subito) per continuare a creare la vita che desideri…

5. Estate meravigliosa. Sposta la vittima

Quanto ancora vuoi affossarti nella tua posizione di vittima? Cos’altro deve succedere affinché tu ti assuma concretamente la responsabilità di agire in prima persona per cambiare ciò che non ti piace nella tua vita?
Ecco il suggerimento di oggi:
INDIVIDUA TUTTE LE VOLTE IN CUI FAI LA VITTIMA O TI SENTI VITTIMA… NON È UNA COLPA… NEMMENO UN ERRORE… È SEMPLICEMENTE QUELLO CHE SEI ABITUATO A FARE…  Fatti aiutare da qualcuno di caro se non ti riesce facile questa consapevolezza del tuo vittimismo sterile e auto-perpetuantesi… Quindi mantenendo una posizione eretta … respira e … … … SPOSTATI DI UN PASSO … e PRENDI DISTANZA fisica da questa tua posizione solita e … Da questa nuova posizione appena abbozzata… COGLI IL TUO BISOGNO e INIZIA AD AGIRE DI CONSEGUENZA…
Per quanto tu non abbia la colpa di una serie di cose che ti sono accadute, certamente hai ora la responsabilità (quindi il potere e la libertà) di fare qualcosa di buono per te con ciò che ti è accaduto!!!
Come sempre… Inizia… correggi il tiro… procedi… sarà una meraviglia … 
Potresti anche iniziare dalla lettura di ‘Alice nel paese delle miserie’. Puoi ordinarlo direttamente in libreria oppure on line.

L’inevitabile e la scelta

Ciascuno di noi ha un proprio modo unico e abituale di reagire alla frustrazione e alla delusione. Lo abbiamo imparato da bambini, lo abbiamo appreso attraverso insegnamenti diretti ed espliciti da parte dei grandi, ma più frequentemente e potentemente attraverso ciò che abbiamo visto e imitato, in modo per lo più inconsapevole. Senza saperlo, con tutta la nostra intelligenza adattativa, creativa e intuitiva, ‘abbiamo scelto’ quale fosse il modo migliore per affrontare qualcosa che ci veniva a trovare nonostante non lo avessimo invitato. Mi riferisco appunto ad esperienze dolorose, frustranti e deludenti con cui ‘abbiamo dovuto’ fare i conti fin da piccoli. Certi comportamenti dei genitori e di altri parenti, di insegnanti e coetanei, di altre persone che hanno rappresentato per noi una palestra per imparare come funziona il mondo e come è utile comportarsi per sentirsi ‘sufficientemente’ sereni e felici, compresi e amati, apprezzati e sostenuti, desiderati all’interno di relazioni, legami e gruppi.
Frustrazione e delusione sono inevitabili… È l’esperienza che viviamo quando le cose e le persone sono diverse da come vorremmo fossero.
Possiamo reagire, più o meno consapevolmente e intenzionalmente, con:
– emozioni varie quali tristezza, angoscia, rabbia, paura, senso di colpa, vergogna, ecc.
– interpretazioni e pensieri molteplici quali “è colpa mia”, “non è giusto”, “ma come ha fatto quella persona a comportarsi così”, “è una catastrofe”, “me lo merito”, “non me lo merito”, “è insopportabile”, “sono sfortunato”, “è quello che dovevo temere”;
– comportamenti diversi quali ritirarsi, aggredire, parlare, chiedere, cambiare direzione (nei desideri e bisogni e con diverse azioni utili), chiudersi in se stessi, ma anche stordirsi, rifugiarsi nell’essere iper-affaccendati (per non sentire e non entrare in contatto coi propri dolori), ecc.
Tendenzialmente reagiamo come abbiamo sempre fatto. A volte ci è utile anche oggi e manteniamo quel modo di reagire; altre volte non è utile, anzi proprio dannoso e disfunzionale e siamo chiamati a modificare qualcosa. Questa sostanzialmente è la via della cura. Questa è la via che ti permette di trasformare le tue miserie nelle tue meraviglie. In ‘Alice nel paese delle miserie’ (il libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line) troverai numerose indicazioni pratiche per muoverti tra ciò che è stato ed tuttora inevitabile e ciò che puoi sempre scegliere nella direzione della vita che consapevolmente vuoi creare…