#iorestoacasa… Terzo gioco. Il mostro e il sole che riscalda

Altra settimana, altro gioco per tutta la famiglia. Sempre restando a casa.
Sempre un adulto è necessario a governare il percorso.
Servono tre cartoncini Bristol o simili da mettere al centro del tavolo o sul pavimento/tappeto se giocate a terra, colori a piacimento. Tanti colori e matite colorate.
Si inizia disegnando tutti insieme su un cartoncino, al centro, un mostro coi tentacoli. Fantasia al potere. Disegnate il mostro come meglio credete, l’importante è che abbia tanti tentacoli. Ogni tentacolo rappresenta una paura, un dolore, un’altra emozione che fa soffrire. Ognuno può disegnare i tentacoli che sente, che vive in questo momento, che gli saltano in testa e nel cuore. La paura, la tristezza, la solitudine, la mancanza, ecc. Ognuno disegna sul cartoncino tutti i tentacoli che vuole e lo esprime con piccole frasi, ad esempio: mi mancano i miei compagni di scuola e di sport; mi manca la mia fidanzata.

Sull’altro cartoncino, sempre al centro, disegnate un sole, con tanti raggi che riscaldano ad esprimere le emozioni positive, la fiducia, la speranza, la condivisione, la gioia, la comprensione, la solidarietà, la voglia di abbracciarsi, la compassione, il desiderio di giocare insieme, solo per fare qualche esempio.

Ognuno disegna uno o più tentacoli e uno o più raggi del sole esprimendo le proprie paure ed emozioni difficili e anche le esperienze belle, i pensieri positivi, le risorse, sempre solo per dare qualche suggerimento rispetto alle infinite possibilità per esprimere cosa ci fa stare male e soprattutto per trovare raggi luminosi, splendenti, che emanano calore e colore.

In una seconda fase ciascuno condivide con gli altri come il sole può bruciare o rendere innocuo il mostro, come immagina, desidera o già si impegna ad usare certe risorse per affrontare certi tentacoli. Libero accesso a tutta la propria fantasia e creatività per portare il desiderio a sconfiggere la paura… Per sovrastare i tentacoli coi raggi luminosi…

Ultima fase. Terzo cartoncino. Tutti insieme a fare un unico grande disegno, tutto da inventare, ad esprimere, rappresentare, condividere l’esplorazione che si è fatta tutti insieme, il viaggio dalla paura al coraggio, alla fiducia, alla speranza.
Buon divertimento…

Strategia per trasformare l’ansia dannosa per il futuro in azione utile al presente

L’ansia è uno stato mentale, emotivo e fisico legato alla percezione di minaccia e pericolo.
L’ansia è generata dal pensiero ansioso e dal modo in cui mantieni il tuo pensiero ansioso.
Il pensiero ansioso è un pensiero su futuri scenari negativi, a breve, medio e lungo termine in uno o più ambiti di vita. Previsioni di scenari negativi di varia forma, natura e misura. Previsioni su futuri problemi, catastrofi, tragedie, sciagure varie, ecc. Previsioni su giudizi, critiche e rimproveri che potrebbero arrivarti dagli altri, ecc. Previsioni di malattie, incidenti e accidenti vari.
Chi rimugina continuamente sulle proprie previsioni nefaste sta cercando una rassicurazione che non troverà mai perché non è in grado di trovarla. Forse non sa trovarla perché non ha mai imparato a rassicurarsi. Ma oggi è il primo giorno del resto della sua vita e può sempre iniziare da ora in poi ad imparare a fare quello che non sa fare…

Di fronte ad un tuo pensiero ansioso, dunque o ad un rimuginare ansioso sulla verità o meno della minaccia prevista dal pensiero ansioso preoccupato, invece che continuare a chiederti se il pensiero sia vero o meno, se la minaccia sia presente o meno, se sia grave, probabile, incombente, catastrofica, irreparabile e se puoi affrontarla o meno, semplicemente SPOSTA LA TUA ATTENZIONE. Dedica la tua energia, il tuo tempo, le tue azioni concrete ad occuparti di ciò che è realmente presente. Occupati cioè del tuo problema chiaro del momento e di cosa effettivamente e concretamente puoi e devi fare per risolverlo; occupati del tuo bisogno concreto del momento, di ciò che puoi fare per soddisfarlo. Questo spostamento dell’attenzione e delle altre tue risorse mentali e comportamentali è l’unica strategia utile ed efficace per andare avanti, invece che restare impantanato nell’infinito pensiero ipotetico di quello che forse è vero e forse no, che potrebbe accadere e chissà se accadrà mai…
Vero o non vero? Questo è il problema…
Utile o non utile? Questa è la soluzione!!!

#iorestoacasa … e vado a ballare il tip tap a Machu Picchu

In un film di Francesco Nuti, anni fa, si narrava che per svoltare nella vita “o sposti la chiesa o vinci al totocalcio o vai a Machu Picchu…” https://www.youtube.com/watch?v=qmDK8M3emAQ

Possiamo vincere al totocalcio? Certo che possiamo: vincere la schedina, a qualche gioco d’azzardo, ma è troppo fuori dal nostro controllo e troppo legato alla fortuna. E pure troppo pericoloso…

Possiamo spostare la chiesa? Metaforicamente forse sì e ognuno lo fa a suo modo. Concretamente, materialmente, non sembra possibile spostare una chiesa. Anzi è assolutamente fuori dalla nostra portata… Eppure un pò tutti noi, una o più volte nella vita, qualcuno addirittura quotidianamente, si pone missioni impossibili e fuori dal proprio controllo come, ad esempio, cambiare le altre persone, aspettarsi che gli altri cambino per fare ciò che a noi piace, tentare di cambiare gli altri perché si stanno comportando in modo ingiusto, o altre missioni impossibili simili in cui “tentiamo di controllare ciò che non possiamo controllare”. Un pò come chiedere ad un orso di giocare a carte con noi, un po’ come pretendere che un pollo faccia un uovo, un po’ come aspettare che un serpente smetta di strisciare. O che un ruscello scorra in salita.

Ognuno di noi fa quello che fa in base alla sua “natura”, al suo “carattere”, alle sue “credenze e convinzioni” maturate nell’arco di una vita, in base ai valori personali su cosa è importante e cosa no, in base a come ciascuno di noi meglio crede, sente e vuole agire.

Purtroppo molta della nostra sofferenza risiede e si alimenta dei nostri tentativi di controllare l’incontrollabile, di cambiare le altre persone, di aspettarsi che gli altri capiscano, comprendano e smettano di fare ciò che ci fa soffrire. Molte persone, ad esempio, lottano per una vita per “cambiare i propri genitori”, pagando un costo elevatissimo per una guerra che tanto non vinceranno mai e che forse non ha nemmeno troppe ragioni di esistere. Né quindi per essere proseguita. Come chiedere ad una carota di essere una rapa. O ad un arrosticino di ballare il tip tap. Anche perché spesso il corollario di queste idee impossibili da realizzare è che: “se non sono sbagliati i miei genitori allora sono sbagliato io…”, “se non riesco a cambiare gli altri allora sono io un incapace che merita di essere trattato come vengo trattato…”, “se non cambiano loro allora forse hanno proprio ragione a trattarmi come mi trattano…”.

Ma allora cosa possiamo fare? L’unica cosa che veramente possiamo fare (e non è poco)… per dare una svolta alla nostra vita, immediatamente e a lungo termine… è andare a Machu Picchu!!!

Ora restiamo a casa, ma prima possibile andiamo a Machu Picchu…

Possiamo sempre impegnarci per fare ciò che è in nostro potere fare. Poi a Machu Picchu ognuno farà quello che vuole, ciò che crede sano e buono per sé, ciò che sarà utile a “svoltare”. L’importante è partire… Cominciando ad agire nella misura in cui abbiamo un desiderio e un’idea di cambiamento, una meta, una rotta, una serie di desideri e valori ispiratori.

Convivo dunque confliggo

Un pò per scherzo, un po’ seriamente, sono molti quelli che riferiscono un certo “stress da convivenza forzata”, oltre a quello già legato all’emergenza sanitaria e alle negative previsioni sull’economia e sul mondo del lavoro.
Dobbiamo restare a casa con fiducia che tutto andrà bene, lontani dalle nostre occupazioni e abitudini quotidiane, e al momento dobbiamo restare vicini ai nostri intimi. Ciò può favorire una serie di eventi stressanti e conflitti che necessitano di essere governati in modo sano ed utile al mantenimento di relazioni sufficientemente armoniche. Ecco, ad esempio, alcune brevi indicazioni nella forma di strategie comunicative concrete ed essenziali per affrontare l’emergenza della forzata convivenza.

– Osserva con cura le situazioni che sono per te fonte di stress, conflitti, tensioni, ecc.. Invece che farti guidare dai tuoi schemi mentali precostituiti, osserva in modo attento e specifico: cosa è successo, quando, dove, chi è coinvolto, perché è successo secondo te e perché è successo secondo le altre persone coinvolte
– Ascolta, quindi, prima di rispondere
– Ascolta fino alla fine e con attenzione prima di pensare a cosa rispondere
– Invece di colpevolizzare, rimproverare, giudicare, inizia prima di tutto a rispettare il punto di vista dell’altro, cercando di vedere e comprendere il mondo come può vederlo l’altro, a partire dalle sue emozioni e dai suoi bisogni frustrati
– Osserva con attenzione prima di “pre-giudicare”
– Sospendi il giudizio: l’altro, anche molto vicino, è diverso da te, non è obbligato ad essere come tu lo vuoi; ha pensieri, emozioni, bisogni, valori e prospettive sul mondo che possono più o meno sovrapporsi alle tue
– Ascolta la sua verità piuttosto che imporre la tua verità
– Quando ti arriva una critica da parte dell’altro, chiedigli qual è il suo bisogno, cosa vuole effettivamente da te, cosa vorrebbe che tu facessi (e digli, quindi, cosa puoi fare, cosa sei disposto a fare, cosa farai e cosa no…)
– Trasforma la tua critica all’altro nell’espressione del tuo bisogno e desiderio all’altro
– Trasforma la tua pretesa (che equivale ad imporre un obbligo all’altro) in una richiesta (a cui l’altro quindi può dire sì come no)
– Trasforma la tua richiesta ampia, generica, vaga in una più utile e potenzialmente efficace richiesta concreta, specifica, circostanziata: cosa desideri e cosa vorresti che l’altro facesse in termini di comportamenti visibili ed azioni precise

Leggi e rileggi queste brevi indicazioni per capire come ti comporti e come comunichi con l’altro, l’effetto che ottieni e quello che potresti ottenere se cominciassi a modificare qualcosa del tuo modo di pensare, agire, comunicare.

#iorestoacasa… A mescolare le carte

Dopo la settimana scorsa in cui ti ho suggerito un gioco “del silenzio e della gratitudine”, oggi ti propongo un’idea per giocare a carte.
Restando a casa…. Disegna le tue carte!!!
In base all’età dei partecipanti, un adulto condurrà il gioco agevolando il percorso.
Ciascun partecipante, in modo anonimo, disegna, scrive, realizza alcune carte. Su fogli, cartoncino o altro…Puoi disegnare, come anche farti aiutare da altro materiale per realizzare le tue carte.

Ecco le carte da realizzare:
1. Le mie emozioni: la mia paura, la mia tristezza, la mia rabbia, la mia gioia o altro
2. I miei bisogni immediati, ciò che vorrei ora
3. I miei desideri a medio e lungo termine, ciò che vorrei che si realizzasse quando sarà passato questo periodo straordinario e difficile
4. Le mie risorse, le cose che mi aiutano
5. Le mie azioni, cosa potrei fare e cosa farò
6. Le mie frasi belle e positive, quelle che esprimono la mia fiducia, la mia speranza, le cose buone che appartengono alla mia vita.

Ogni carta deve avere qualcosa di disegnato e qualcosa di scritto. Spazio alla fantasia, alla creatività, al “non giudizio”: ogni carta sarà semplicemente fantastica, certamente meravigliosa. Ad esempio, e sono solo alcune tra infinite possibilità: un arcobaleno o un vulcano o un cielo chiaroscuro sulla carta delle emozioni. Un abbraccio sulla carta dei bisogni. Un sole splendente coi desideri. Una cassetta degli attrezzi o semplicemente le persone che ci vogliono bene ad esprimere le risorse. Mani, piedi, testa e cuore per compiere azioni. Ogni altra immagine positiva ad accompagnare le frasi belle.

Si creano 6 mazzetti di carte (emozioni, bisogni, desideri, risorse, azioni, positività), ognuno mette la sua carta nell’apposito mazzetto. Ad esempio, se giocano 4 persone ogni mazzetto avrà quattro carte. Si mescolano i vari mazzi lasciandoli distinti per tipi e ciascuno pescherà da ogni mazzo (potrebbe capitare anche una propria carta). Di fronte alla carta appena pescata la persona condivide con gli altri cosa le viene in mente, quali pensieri e quali emozioni, magari inventa una piccola storiella a partire da quella carta e via così. Una volta usata, quella carta viene messa di nuovo nel suo mazzetto.
A giro (anche più giri ovviamente), tutti avranno la possibilità di esprimersi, di ascoltare gli altri, di scambiare impressioni e sensazioni, anche di confrontarsi sui diversi modi di percepire la stessa carta.
Ciascuno la possibilità … Di passare un po’ di tempo in modo nutriente e vitale…

#iorestoacasa… La decisione giusta

Oggi come persona sei l’esito delle decisioni che hai preso da una vita, ferma restando la decisione che hanno preso i tuoi genitori di farti venire al mondo. Ferme restando e valendo altre ipotesi sulla genesi del mondo e sulle decisioni riguardo alla venuta di ciascuno di noi al mondo…
La tua vita è disegnata dalle decisioni che prendi. Piccole e grandi. Caffè o tè? Mare o montagna? Figli o no? Lavoro dipendente o altro? Tradire o no? Confessare o meno? Uscire o non uscire?
La tua giornata è piena di decisioni nei tuoi vari ambiti di vita e nei ruoli che incarni. Come partner, come genitore, come figlio, come lavoratore, come amico, ecc.
La vita ti presenta da sempre e per sempre ti presenterà vari bivi, almeno un bivio, oppure un trivio, insomma la necessità di prendere una tra molteplici strade.
Cosa ti hanno insegnato le decisioni che hai preso in passato?
Le decisioni che devi prendere ti presentano sempre uno o più opposti o dilemmi da vivere nella tua esperienza: certezza vs imprevedibilità, fiducia vs controllo, controllo personale vs controllo altrui, benefici vs rinunce, rimorsi vs rimpianti.
Quando devi prendere una decisione, immagini le conseguenze, cerchi di prevedere gli scenari che potranno derivare dalle tue scelte, per decidere innanzitutto quale prezzo pagare, quale rischio correre, cosa inseguire, cosa lasciarti alle spalle.
Ma anche cosa sbagliare, cosa sarà eventualmente rimediabile e cosa potrebbe essere irrimediabile.
Il dilemma fondamentale è: se facessi questo, cosa succederebbe? E se invece facessi quest’altro, cosa succederebbe? Per ogni strada c’è l’alternativa.
Se… Però…
Sì,… Però…

Dunque, in sintesi, la decisione RICHIEDE TRE INGREDIENTI.

Ci vuole CONSAPEVOLEZZA di valori (cosa per te è importante), di priorità (cosa deve venire per primo, a cosa non vuoi proprio rinunciare, cosa deve essere presente nella tua scelta), di rinunce da mettere in conto, chiaramente.

Ci vuole RESPONSABILITÀ ovvero fare una scelta comunque non completamente prevedibile nei suoi esiti né completamente controllabile in modo diretto e ovviamente non perfetta, se per perfetto si intende riuscire ad avere o raggiungere tutto, tutti i bisogni soddisfatti, tutti i desideri realizzati, tutti contenti nessuno escluso, tutti soddisfatti nessuno deluso. Per le missioni impossibili ancora non siamo attrezzati come specie.

E ci vuole un METODO EFFICACE. Un metodo AIA. Azione. Informazione. Azione. Se e vero che esistono due tipi di fallimenti: “agire senza pensare” e “pensare senza agire”, allora rifletti il giusto e quindi agisci. Quando agisci capisci, puoi comprendere cosa ha funzionato e cosa no, in modo che l’azione successiva terrà conto delle informazioni fondamentali che hai raccolto e delle riflessioni che hai fatto.
Quale sarà la tua prossima decisione?

Strategie psicologiche di sopravvivenza alla paura e all’emergenza

Rispetto a ciò che sta succedendo è facile provare le EMOZIONI più DISPARATE. Le emozioni sono informazioni che ci segnalano cosa sta avvenendo nel nostro rapporto con noi stessi e col mondo.
Emozioni numerose e diversificate, a cominciare da PAURA (legata ad un senso di pericolo e minaccia), ANSIA (legata all’imprevedibilità e all’incertezza della situazione), ANGOSCIA (legata ai contorni sfumati e nebulosi dell’indefinita evoluzione della situazione).

Per affrontare questa situazione e queste emozioni sono fondamentali quindi alcune STRATEGIE CONSAPEVOLI e RESPONSABILI:

Raccogli, da fonti autorevoli e competenti, le GIUSTE e REALISTICHE INFORMAZIONI per definire al meglio possibile i contorni della minaccia e del pericolo, in modo da riuscire a cercare le opportune ed efficaci strategie per proteggerti e rassicurarti.

RICONOSCI la tua VULNERABILITÀ e ACCOGLI le tue EMOZIONI che l’accompagnano: ansia, paura, angoscia, frustrazione, rabbia, tristezza, delusione, sentimenti di solitudine, altre ancora. A parte la paura, l’ansia e l’angoscia, già menzionate, è facile, ad esempio, in questo momento, sentirsi STRESSATI e FRUSTRATI per le costrizioni necessarie e per la prolungata convivenza imposta che non sempre riusciamo a tollerare e gestire al meglio; è facile sentirsi DELUSI e ARRABBIATI con qualcuno o qualcosa, non sempre ben definiti, perché le cose avrebbero dovuto e dovrebbero andare diversamente o perché la situazione è sfuggita di mano o è stata mal gestita o perché, semplicemente, non è corrispondente ai nostri desideri … È probabile che arrivi a trovarci anche la TRISTEZZA nel sentire la SOLITUDINE che stiamo vivendo, soprattutto se viviamo soli e non possiamo raggiungere o essere raggiunti dai nostri cari. Le emozioni vanno riconosciute, accolte e va dato loro un senso e un significato che ci aiuti ad attraversarle e superarle in modo utile e positivo.
Di emozioni non si muore. Anzi di emozioni si vive. Impariamo ad essere grati, quindi, alle emozioni che ci aiutano a comprendere ed affrontare le situazioni.

DISTINGUI le EMOZIONI dai PENSIERI CATASTROFICI che le generano e le alimentano. Puoi farti aiutare da carta e penna, facendo un disegno o uno schema a tuo piacere delle distinzioni che ti sto proponendo. Distingui ciò che è una minaccia, più o meno probabile, da ciò che è un pericolo certo. E ciò che potrebbe accadere di spiacevole e doloroso da ciò che temi e prevedi che sarà certamente terribile e catastrofico. Distingui, quindi, ciò che è solo ipotetico da ciò che è incombente, ciò che è lontano da ciò che è imminente. Ciò che è irreparabile da ciò che è rimediabile. Ciò che sarà certamente distruttivo da ciò che potrai, invece, sopportare.

STOP, dunque, ai PENSIERI RIPETITIVI di rimuginio sul futuro e ruminazione sul passato che alimentano l’ansia, l’angoscia e la depressione, senza offrirci veramente soluzioni efficaci per superarle.
E STOP ai PENSIERI “TUTTO o NULLA”: tutto è sbagliato, niente sarà più sereno, ciò che non è buono e perfetto è certamente e assolutamente negativo e catastrofico.

In modo più utile e produttivo, che sprofondare nel lamento vittimistico e nel mulinello dei pensieri disfunzionali, INDIVIDUA i BISOGNI che nascono da queste emozioni e FAI IL POSSIBILE per soddisfarli. Ad esempio, cosa puoi fare attualmente e in modo concreto per rassicurarti e proteggerti (bisogno)? Cosa può servire a consolarti e confortarti (bisogno)? Cosa può essere utile per impiegare il tempo che sei costretto a passare in casa (bisogno)? Come e quanto ti stai impegnando concretamente per affrontare la noia (emozione eventuale) e la costrizione (bisogno)?

Impara a RICONOSCERE e ad avere FIDUCIA nelle tue RISORSE, personali e interpersonali, anche collettive. Cercale, scovale, usale, condividile. È RISORSA tutto ciò che ti può essere UTILE e aiutare a soddisfare i tuoi bisogni, modulare le tue emozioni, affrontare i tuoi problemi, a realizzare ciò che ti piace.

ACCETTA LA REALTÀ per quella che è e smetti di confrontarla, in modo di fatto sterile e improduttivo, con ciò che dovrebbe essere per realizzare appieno i tuoi desideri. Adesso è così!!!

PRENDI il BUONO allora. Sei costretto a casa, ti senti ridimensionato nella tua libertà e nei tuoi progetti, sei preoccupato per il lavoro… Allora dedicati con IMPEGNO a CURARE ciò che solitamente trascuri. Questo è quello che puoi fare ora. Questo è quello che devi fare per tutelare il tuo benessere e quello di chi ami.

Semplicemente, infine e importantissimo, SII “COMPASSIONEVOLE”. Compi, “semplicemente” e “il più possibile che ti è possibile”, atti di gentilezza, bontà, amorevole cura, disponibilità, generosità, calore, presenza, ascolto…

In attesa di trovare il vaccino per il coronavirus, che tu sia favorevole o meno ai vaccini, credo che tu sarai certamente favorevole alla fantasia come vaccino alla noia, alla creatività come antidoto all’abitudine stantia, alla condivisione amorevole ed empatica come fonte di rassicurazione e gioia.