Sotto pressione e ancora di più

Quando hai bisogno di sentirti amato e considerato come una persona valida, cerchi di impegnarti al meglio delle tue risorse e possibilità per ottenere la gratificazione di questi bisogni basilari. E a volte ci riesci e sei appagato. Altre volte, spesso o raramente, succede, invece, che non riesci ad ottenere l’amore e la stima che desideri. Temi allora di essere giudicato e di deludere. Temi così di perdere l’amore e la stima degli altri. Temi proprio di rovinare le tue relazioni e di perdere persone per te importanti. Temi di essere rifiutato e abbandonato. Lasciato solo. Troppo inconcepibile. Troppo intollerabile.
E che fai allora? Ti impegni di più. Più compiacente. Più perfezionista. Più tenace. Cerchi di essere più forte. Ti sforzi di più. Ti sbrighi di più. Vai ancora più di corsa. Sempre di più. Sempre sotto pressione. Lavori ancora più sodo. Alzi il livello degli standard a cui devi essere all’altezza per stare dentro le aspettative che gli altri hanno su di te. E anche per realizzare appieno le tue aspettative verso te stesso. ‘Sotto la pressione’ di quelle che senti pretese degli altri e pretese tue verso te stesso. Ti sforzi di più ma senti che non è mai abbastanza. Il giudice interiore ti ha invaso.
Figlio della tua educazione, di mamma e papà e di ogni altra forma di autorità che hai incontrato sul tuo cammino di crescita, ora questo giudice è diventato grande insieme a te. Grande. Potente. Tiranno. Spietato. È nato con te, è cresciuto con te. Ci fai i conti da una vita.
Fino ad un certo punto lo devi anche ringraziare per le regole che ti ha dato, per ciò che ti ha insegnato, per come ti ha permesso di destreggiarti tra i pericoli della vita e per quanta disciplina ti ha dato, utile a raggiungere ciò che hai realizzato. Ma dopo quel punto sano, ti ha spinto ancora oltre, diventando un tuo persecutore interiore sempre in agguato a pretendere l’impossibile e a non essere mai soddisfatto delle tue prestazioni, dei tuoi comportamenti, del tuo modo di pensare e di essere.
Ecco ci fai i conti da una vita. Guardalo in azione nei diversi ambiti della tua vita. Quando al lavoro devi dare di più, oltre ogni ragionevole esigenza. Quando come genitore non ti senti mai sicuro. O ti senti in colpa. Quando come figlio non ti senti mai abbastanza. O ti senti in colpa. Quando nella coppia a volte ti rilassi, ma spesso no, per essere all’altezza. E ti senti in colpa. Quando in ogni altro ambito ci manca sempre qualcosa per sentirti ok! Altri esempi?
Ora che lo hai visto in azione. Prova a girare un’altra scena. Ciak. Azione! Prova a cambiare qualcosa, non tanto della tirannia del giudice interiore, ormai è come una persona esterna a te che ti ha invaso: non lo puoi cambiare! Ma hai un altro potere: lo puoi ignorare.
Lascialo parlare, ma non lo ascoltare.
Continua a pretendere e tu non lo assecondare.
Continua ad urlare, lascialo sfogare.
Prendi distanza…
Fai un passo indietro e guardalo da fuori…
Fai un passo di lato per non essere annientato…
Prendi le regole e gli insegnamenti che ancora sono buoni per te e abbandona ciò che è lontano dal tuo sentire autentico…
Magari inizia a frequentare ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line, per trasformare la miseria del giudice nella meraviglia del tuo potere di liberartene…

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