Rassicurazione e dintorni

Spesso le persone in terapia chiedono di essere rassicurate rispetto ad ansie, angosce e paure varie. È legittimo e comprensibile. Se sei impaurito, cerchi di rassicurarti.
È quello di cui ha bisogno un bambino piccolo spaventato. E anche un adulto che fronteggia la paura e chiede aiuto quando da solo non riesce a tranquillizzarsi.
Quando eravamo piccoli, se siamo stati fortunati, abbiamo avuto genitori e affini che ci hanno rassicurato. E ci hanno trasmesso, direttamente o indirettamente, la capacità di auto-rassicurarci. Di regolare l’intensità delle nostre emozioni in modo da renderle sostenibili e affrontabili. Che si accompagna, quasi sempre, ad un senso di sé capace di fidarsi e affidarsi. Di avere fiducia in sé e negli altri.
Se, purtroppo, non siamo stati fortunati, non abbiamo sperimentato a sufficienza questa rassicurazione dall’esterno; in situazioni tragiche possiamo addirittura essere stati vittime di grave trascuratezza e abusi fisici ed emozionali. Allora, difficilmente abbiamo potuto interiorizzare la capacità di calmarci, rassicurarci e regolare i nostri stati mentali. Ciò ha minato, più o meno profondamente, la sicurezza in noi stessi e ha installato dentro di noi una altrettanto profonda sfiducia nel mondo e negli altri.
Oggi, il bambino ferito, spaventato, addolorato, ‘abusato’ vive e regna ancora dentro l’adulto. Che sviluppa malesseri più o meno gravi che cerca di curare da solo o con l’aiuto di persone care. E che quando non ci riesce e trova il coraggio chiede un aiuto specialistico, ad esempio una psicoterapia.
Un percorso psicoterapeutico è un’impresa artistica a due a volte coinvolge più o meno direttamente anche altre persone della cerchia familiare e affettiva): insieme si cerca di creare la cura adatta alla specifica persona con le sue caratteristiche, la sua storia, la sua sofferenza, le sue risorse.
Tenendo conto della specificità individuale suddetta, riguardo alla rassicurazione solitamente in terapia si lavora per:
STABILIZZARE le emozioni dolorose in seduta in modo che siano tollerabili per il paziente e lo aiutino ad esplorare il suo mondo interno (sensazioni, emozioni, pensieri, ricordi) ed elaborare i suoi vissuti e le sue esperienze.
Aiutare il paziente a SVILUPPARE CAPACITÀ DI AUTOREGOLAZIONE e AUTO-RASSICURAZIONE che potrà usare nella vita quotidiana per governare frustrazioni, ansia e momenti di stress.
Aiutare il paziente a SAPERSI RASSICURARE ANCHE SE NON TUTTO è PREVEDIBILE e non tutto è SOTTO CONTROLLO
Aiutare il paziente ad ACCETTARE che una quota di INCERTEZZA farà sempre parte della vita quotidiana, dei rapporti interpersonali e dell’esistenza più in generale
Aiutare il paziente ad essere consapevole delle sue RISORSE, interne e interpersonali, materiali e psicologiche, ed utilizzarle anche in condizioni di non totale rassicurazione.
Il tutto per aiutare la persona a riprendere in mano, con consapevolezza e responsabilità, le redini della propria vita ovvero a recuperare la consapevolezza di avere un certo grado di potere nel governare i propri stati mentali, di progettare una vita che ha senso e valore per sé e per agire di conseguenza nella direzione desiderata.

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