Quando apri la porta alle emozioni che ti vengono a trovare

Quando qualcuno ti fa arrabbiare, è la tua rabbia…
Quando qualcosa ti rende triste, è la tua tristezza…
Quando un evento o la possibilità che si realizzi ti preoccupa, è la tua preoccupazione…
Quando qualcuno ti fa sentire colpevole, è il tuo senso di colpa…
Quando qualcuno ti fa vergognare, è la tua vergogna…
Quando qualcosa ti procura gioia, è la tua gioia…
Potrei continuare per ogni emozione, stato d’animo e sfumatura emozionale che ‘ci ritroviamo’ a vivere nella nostra quotidianità, nella nostra vita. È, piuttosto, importante riconoscere, ogni volta, che tra una situazione esterna (qualcuno, qualcosa, un accadimento) e il nostro stato emotivo esiste una nostra ‘valutazione’. A volte immediata, istintiva, inconsapevole, come quando ‘senza pensarci’ in modo deliberato e consapevole proviamo paura per l’automobile che ci sta investendo e, repentinamente, cerchiamo di schivarla. Situazione, valutazione inconsapevole di pericolo, paura, fuga. Altre volte, invece, la valutazione è più chiara per noi. Perde la mia squadra del cuore, perde 6 a 1, valuto la sconfitta come ‘perdita’, frustrazione del mio scopo di vincere e mi sento triste, valuto la sconfitta indecorosa e provo rabbia.
Alcune volte, la valutazione è abbastanza congrua, adeguata, comprensibile, naturale, ‘normale’ rispetto a ciò che è accaduto: è normale essere tristi se muore qualcuno che amiamo, è normale spaventarsi davanti ad un leone che ruggisce davanti a noi e non è in gabbia, è normale arrabbiarsi se volontariamente mi rigano l’automobile. In tutti questi casi, la valutazione riguarda un bisogno frustrato o un desiderio non realizzato o uno scopo compromesso. Altre volte, non è chiaramente comprensibile, e potremmo impegnarci a cercarlo, il nesso tra ciò che è successo e ciò che ho provato: perché sono triste ora, apparentemente senza motivo? Perché mi sento nervoso (arrabbiato, teso) visto che non è successo niente di particolare, apparentemente? Cosa mi agita e ‘mi mette ansia’? C’è qualche pericolo che sto percependo?
Alla fine della fiera, la cosa più importante, probabilmente, è la nostra capacità di ‘sentirci padroni di ciò che ci succede’. Passando dal sentirci ‘vittima’ al diventare consapevoli del nostro filtro valutativo per assumerci la ‘responsabilità’ di comprendere le nostre interpretazioni della situazione, i nostri bisogni insoddisfatti, connessi alle emozioni che stiamo vivendo, e di cercare di farci qualcosa di utile.
In ‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line, viene esplorata in modo articolato la ‘miseria del vittimismo’ (in cui siamo soprattutto vittima di noi stessi) e propongo diverse attivazioni per comprendere i motivi storici del vittimismo e per attivare nel concreto una capacità di scelta autonoma, consapevole e responsabile.

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