Rassegnazione o accettazione?

Le persone chiedono aiuto per ridurre la loro sofferenza. Chiedono di fare dei cambiamenti. Alcune cose riescono a cambiarle, alcuni risultati sono a volte immediatamente raggiunti. Al tempo stesso, capiscono abbastanza presto che non possono cambiare l’esterno da sé, ma che possono cambiare tanto di sé: modi di pensare, agire, padroneggiare le emozioni, comunicare efficacemente e governare le relazioni con gli altri in modo funzionale al benessere.
E… ad un certo punto si trovano anche di fronte alla necessità di accettare ciò che non possono cambiare.
Per molti questa accettazione sa di rassegnazione passiva apatica o di rabbiosa frustrazione che si autoalimenta e che non è reale accettazione. Continuano a ruminare incessantemente su torti subiti, rimorsi e rimpianti, ingiustizie e danni, errori e colpe, continuando a tenere in mente ciò che non hanno potuto ottenere o ciò che hanno perduto o ciò a cui hanno dovuto rinunciare, per colpe esterne o interne.
Continuando a pensare ripetutamente a ciò che non possono ottenere e a ciò che non possono cambiare, in realtà, stanno continuando ad alimentare, più o meno consapevolmente, un’idea illusoria auto-frustrante.
Una reale accettazione passa attraverso un effettivo spostamento dell’attenzione da bisogni e scopi frustrati ad altri bisogni, scopi, desideri che la persona può cominciare ad ‘investire’, cominciando ad impegnarsi per realizzarli.
L’accettazione effettiva ed efficace richiede di ‘lasciare andare’… ‘Lasciarsi alle spalle’ ciò che deve essere lasciato nel passato… ‘Lasciare uscire dalla propria testa’ pensieri ed emozioni che continuerrebbero altrimenti a tormentarci: “perché le persone si sono comportano come si comportano…”, “perché la realtà è quella che è invece che quella che vorremmo che fosse…”, perché noi stessi siamo più o meno lontani da chi vorremmo essere…
Un reale processo interno di accettazione libera la mente e il cuore dai fardelli pesanti della frustrazione e della delusione, del rimpianto, del rimorso e della ruminazione, per fare spazio ad un ‘vuoto fertile’, un ‘impegno concreto’ verso altri nostri bisogni e scopi importanti, orientati dalla consapevolezza di ciò che è importante per noi.
Abbiamo dovuto rinunciare a qualcosa, abbiamo perso qualcosa di importante, abbiamo dovuto rivisitare alcuni nostri progetti e ambizioni, ma possiamo mantenere la bussola orientata dai nostri valori, dalla forma che vogliamo dare alla nostra vita, dalla sostanza di cui vogliamo sia fatta la nostra qualità di vita.
‘Alice nel paese delle miserie’, il mio libro che puoi ordinare direttamente in libreria oppure on line, presenta un percorso, che è quello di crescita personale e di cura di sé, in cui è sempre presente la dinamica tra cambiamento e accettazione, la consapevolezza di cosa vogliamo, possiamo e dobbiamo fare per cambiare e della necessaria quanto utile accettazione di ciò che non è in nostro potere modificare, in direzione di una vita comunque fondata su scopi, desideri e valori che la persona sente nel ‘cuore’ e nella ‘pancia’ prima di pensarli con la ‘testa’.

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