Autoritratti

Pensa alla tua più grande forza… Qual è?
Pensa alla tua più grande debolezza… Qual è?
Pensa al tuo più grande fallimento… Qual è?
Pensa al tuo più grande successo… Qual è?
Pensa ad una tua parte ‘cattiva’ (se la trovi)… Come la puoi descrivere?
Pensa ad una tua parte ‘buona’ (se la trovi)… Come la puoi descrivere?
Se metti per iscritto questi pensieri che ti ho invitato ad avere, quello che potrà emergere è un tuo autoritratto… Un’immagine di te che tu hai prodotto attraverso quei pensieri e come li hai trascritti…
Adesso ti potrei chiedere di pensare a:
– le tue risorse e i tuoi limiti…
– le tue parti ‘sane’ e quelle ‘malate’ per come le puoi intendere tu…
– i tuoi sogni realizzati…
– rimorsi e rimpianti…
– progetti in corso…
– progetti abbandonati…
Anche scrivendo questi pensieri avrai un autoritratto…
Hai altri pensieri attraverso cui definire il tuo autoritratto? Puoi veramente sbizzarrirti e creare tanti ritratti di te… Dipende dalle cose a cui pensi… Dalle domande che ti fai… Da un atteggiamento che puoi coltivare in te volto alla curiosità, all’esplorazione e al gioco: ecco vedi, verrebbe fuori un ritratto di te di ‘bambino artista creativo’. Ti ci ritrovi? Comunque è una potenzialità a tua disposizione quella di cercare risposte dentro di te… Immagini… Ricordi… Pensieri…

Ora che hai delineato uno o più ritratti di te o forse un bell’autoritratto articolato e variopinto e che puoi continuare a creare per tutta la vita, cosa emerge alla tua consapevolezza?
Cosa pensi?
Quali emozioni provi?
Quali sensazioni corporee affiorano?
Questo è un piccolo giochino che come tutti i giochi è molto serio e che puoi giocare ogni volta che vuoi, da solo o in compagnia, magari anche adattandolo o rivisitandolo come più ti aggrada… Così tanto per usare uno degli infiniti modi per conoscere te stesso…
La cosa bella e divertente è che i tuoi pensieri definiscono ritratti di te ma tu non sei quei ritratti, come l’immagine allo specchio o una fotografia non ritraggono la pienezza della persona che sei…
Siamo culturalmente abituati a conoscere noi stessi e gli altri attraverso etichette definitorie come quelle che io ti ho invitato ad usare (forte, debole, buono, cattivo, successo, fallimento, sano, malato, ecc.). Queste etichette sono utili alla comprensione reciproca e alla comunicazione tra persone. Solo che hanno un grande rischio: rischiano di alimentare giudizi e pregiudizi quindi incomprensioni e conflitti o anche rischiano di bloccare le infinite possibilità che le persone hanno di vedere se stessi e agire di conseguenza.
Allora, ti chiedo nuovamente: cosa pensi? Cosa provi? Quali sensazioni fisiche avverti ‘in questo momento’?
L’esperienza presente, ciò che senti nel corpo, pensi e provi, ‘qui e ora’, è la fondamentale base di partenza di ogni esplorazione…
Buon viaggio…

A proposito di viaggi, ti ricordo il libro che ho pubblicato a febbraio: ‘Alice nel paese delle miserie’ – Un viaggio di crescita personale che prima o poi tutti dobbiamo compiere.

Puoi averlo su ordinazione: in libreria o sul sito dell’editore youcanprint.it o anche su Amazon.

Ancora buon viaggio…

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