Due tipi di problemi sostanzialmente … e la soluzione

I nostri problemi originano sostanzialmente da due fonti: l’insicurezza e il fallimento.
Prendi un tuo problema e chiediti: riguarda l’insicurezza o il fallimento?
L’INSICUREZZA riguarda il sentirti in qualche modo minacciato, in pericolo; sentire che non hai il pieno controllo della situazione e hai difficoltà a governare i vari aspetti del problema. Può trattarsi di una questione lavorativa o affettiva, col capo o col partner, coi colleghi o coi figli, con gli amici, ma anche con te stesso, ad esempio un cambiamento improvviso che arriva, una malattia che sopraggiunge, sei ingrassato, piuttosto che minacce esterne come virus e lockdown.
Le emozioni che provi probabilmente sono la paura, l’ansia, l’impotenza, rabbia e disgusto, dolore e smarrimento.
Il FALLIMENTO riguarda il sentirti non realizzato e vedere uno o più dei tuoi obiettivi sfumare; sentirti non all’altezza, criticarti ed essere criticato per quello che avresti dovuto raggiungere e che non sei riuscito ad ottenere. Anche in questo caso, può trattarsi di un insuccesso sul lavoro o di un fallimento affettivo, sentirti inadeguato in uno o più dei ruoli che incarni (lavoratore, partner, figlio, genitore, fratello, amico, ecc.). Magari non riesci a tenerti in forma o non riesci a governare il tuo tempo come vorresti. Per non parlare di virus e lockdown che hanno messo a repentaglio molta della nostra progettualità e dei nostri obiettivi.
Le emozioni che provi probabilmente sono sensi di colpa e vergogna, rabbia e impotenza, autodisprezzo, dolore e smarrimento.
Focalizza ancora un tuo problema e nota quanto contiene di insicurezza e quanto di fallimento. Probabilmente ogni nostro problema contiene o evoca queste due grandi fonti. Ci sentiamo sempre un po’ minacciati, frustrati, ansiosi e un po’ falliti, delusi, abbattuti, con emozioni di rabbia che a volte sono più dirette verso gli altri e l’esterno e altre volte sono più indirizzate contro noi stessi.
Che fare?
Certamente è importante riconoscere i propri problemi e la propria sofferenza. Poi è importante impegnarsi a comprenderli per cercare soluzioni, a volte da soli, quasi sempre imparando a chiedere aiuto, iniziando dalle persone vicine e fidate ed eventualmente, in un momento successivo, chiedere un aiuto specialistico.
Al tempo stesso, anzi primariamente, è importante sviluppare verso di sé un atteggiamento COMPASSIONEVOLE. Un atteggiamento amorevole verso se stessi, sensibile rispetto alla propria sofferenza, accedendo al profondo desiderio di prenderci cura della nostra sofferenza e impegnarci concretamente per alleviarla. Con saggezza, gentilezza, forza e coraggio al tempo stesso. Risorse già presenti o da sviluppare dentro di sé.
Come?
Lo sviluppo della compassione può essere un percorso fatto all’interno della psicoterapia, un vero e proprio ‘addestramento’ ad essere compassionevoli con se stessi e con gli altri.
La compassione è una pratica, una potenzialità presente in ciascuno di noi che aspetta solo di essere ‘allenata’.

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