Prima che sia troppo tardi in tre atti

Come recita quel detto?
“Chiudere la stalla dopo che sono scappati i buoi”. Espressione dal significato incontrovertibile: sei arrivato tardi. Hai adottato certe misure a danno avvenuto. Ti è mai capitato? Ti sei accorto di qualcosa quando ormai non avevi più potere reale di intervenire. Il rubinetto che gocciola e poi si rompe. Un segno di malessere poi un altro e un altro ancora fino a quando compaiono sintomi e malattie, fisiche e psicologiche. La spia dell’olio che da arancione diventa rossa fino a bruciare il motore. “Mi aveva avvertito e alla fine mi ha tradito”; valga per l’auto, ma anche per il partner.
In molte relazioni interpersonali, in coppia come al lavoro, tra amici e in famiglia, succede che non siamo capaci di ascoltare i segnali che dall’interno e dall’esterno ci dicono che stiamo raggiungendo il nostro limite di sopportazione. Quel limite non è stato da noi colto o giustamente ascoltato. Quel limite non ha assunto dentro di noi quell’autorevolezza tale da diventare guida del nostro comportamento. Abbiamo fatto finta di non vedere oppure abbiamo sottovalutato la situazione o ce la siamo raccontata in modo ingenuo sapendo di mentire a noi stessi. Fatto sta che ad un certo punto è tardi… Il danno è compiuto… Potrai trovare certamente esempi nella tua vita di questo meccanismo disfunzionale in cui solo dopo ti sei ritrovato a raccogliere i cocci del tuo atteggiamento. I cocci pratici ed emotivi: rabbia, tristezza, paura, senso di smarrimento o fregatura, sensi di colpa, vergogna, ecc.
Allora, visto che “il latte è ormai versato”, tanto per evocare un’altra recita, chiediti: se avessi ascoltato e seguito il mio sentire autentico e la mia saggezza intuitiva cosa avrei fatto? Cosa non avrei fatto? Immagina lo scenario come sarebbe cambiato… Anche se ormai il latte è perduto.
Quindi, ancora più importante, da ora in poi, per evitare di ripetere l’errore, chiediti: cosa farò quando arriveranno segnali precoci che mi avvisano di qualche possibile situazione negativa?
“Con i se e con i ma non si fa la storia”, dirai tu, il passato è passato (terzo atto di una stessa recita); certo che sì, ma altrettanto certamente si può imparare ad agire con più consapevolezza nel presente e nel futuro.
È ovvio che noi siamo esseri conflittuali, quindi, se non ne abbiamo seguito certe nostre sensazioni ed intuizioni, probabilmente abbiamo dato retta ad altre parti di noi, altri bisogni, altri stati d’animo, altre paure, altri desideri, in contrasto con le prime. A maggior ragione diventa fondamentale il lavoro di consapevolezza di sé. Un lavoro per aiutarci a fare chiarezza sul senso e sul valore delle nostre scelte. Perché fai quello che fai? Perché non fai quello che sai dovresti fare? Cosa ti spinge profondamente ad agire come agisci nonostante a volte il prezzo che paghi sembra molto più alto del valore che ricavi?

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